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	<title>Pio Colombini &#8211; Cinelli Colombini</title>
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		<title>DONATELLA RACCONTA LA SUA INFANZIA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 06:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Alceste Angelini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><strong>DONATELLA RACCONTA LE FREQUENTAZIONI DELLE CASE DI FIRENE E A MONTALCINO DOVE ARRIVAVANO INTELLETTUALI E PERSONE IMPORTANTI ACCOLTE COME AMICI TUTTO L’ANNO</strong></em></p>
<p>di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a>, winedestination, <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener">Casato Prime Donne Montalcino</a>, Fattoria del Colle Trequanda </strong></p>
<p>Ho trascorso la mia infanzia fra Firenze e Montalcino. A Firenze la mia famiglia abitava in una villa sulle colline. Nel primo Trecento era stata di proprietà del padre di Giovanni Boccacio autore del Decameron. All’inizio del Novecento era di proprietà di un Vescovo cattolico inglese che l’aveva riempita di oggetti d’arte. Come tutti i beni dei nemici, durante la seconda guerra mondiale, la villa era stata sequestrata e affidata in custodia al Monte dei Paschi di Siena che aveva inventariato mobili e oggetti apponendo etichette e numeri su ognuno di essi. Gli eredi del Vescovo consideravano pericolosa l’Italia, non ci misero mai piede e vendettero la proprietà senza vederla, con tutto l’arredo dentro. Mio nonno la comprò intorno al 1950 con un’operazione audace che fu finanziata vendendo parte delle collezioni del bisnonno <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/pio-colombini_(Dizionario-Biografico)/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pio Colombini</strong> </a>professore di dermatologia e Rettore dell’Università di Cagliari e poi di Modena. Come molti accademici di quel tempo, Pio era un uomo colto e i suoi interessi non si limitavano alla medicina. Collezionava monete, libri, oggetti della tradizione sarda … Una parte dei suoi cimeli sono ora esposti nel Museo Etnografico di Nuoro, mentre altri finanziarono l’acquisto di Casa di Boccaccio.<span id="more-92175"></span></p>
<h4>CASA DI BOCCACCIO A FIRENZE</h4>
<p>In questa dimora, che guarda Firenze dall’alto, i miei nonni Giovanni e Giuliana abitavano il piano terra e il primo piano dove c’erano le testimonianze più evidenti del passato medioevale dell&#8217;edificio: un camino con bordo superiore in pietra e un tabernacolo con un brutto affresco raffigurante una Madonna con Bambino.&#8230;</p>
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		<title>Mamma Francesca finisce 90 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 07:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Il vino fa le gambe belle]]></category>
		<category><![CDATA[Pio Colombini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Francesca Colombini Cinelli spenge 90 candeline ma rimanda la festa dopo il mio piede ingessato per gustare insieme tortellini, meringhe e Brunello</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/chi-siamo/la-famiglia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Mia madre Francesca è nata a Modena dove suo nonno, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Colombini" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pio Colombini</strong></a>, insigne dermatologo, era rettore dell’Università. Un ruolo prestigioso, nel secondo più antico ateneo italiano (che Pio Colombini riempì di lapidi autocelebrative), e in una città piccola ma colta e ricca, che tutta la famiglia visse molto felicemente. A riprova di questo sentiment, mia madre, ha appeso in camera da letto, la foto dell’edificio dove nacque, ma ricorda con una punta di orgoglio &#60;&#60;nella casa di Montalcino arrivò la corrente elettrica prima che in quella di Modena&#62;&#62;. Del periodo emiliano è rimasto, in famiglia, un amore sviscerato verso i tortelli fatti a mano.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>FRANCESCA COLOMBINI A MONTALCINO NEL LIBRO &#8220;IL VINO FA LE GAMBE BELLE&#8221;</h2>
<p>Figlia unica, mia madre è stata educata quasi come un uomo: andava a caccia e sapeva guidare trattori e camion. Prima e durante la seconda guerra mondiale, mio nonno Giovanni Colombini la rendeva partecipe di tutto ciò che avveniva. Gran parte dei suoi ricordi sono raccontati nel libro intitolato <a href="https://www.lafeltrinelli.it/libri/vino-fa-gambe-belle-storia/9788882721954" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il vino fa le gambe belle</strong></a> (2005). Una narrazione che riguarda anche la successiva metamorfosi di Montalcino da borgo rurale florido e guerriero, in insediamento povero a causa dell’esodo delle campagne e infine nelle città del Brunello.</p>
<p>Il soggiorno a Montalcino di mia madre si interruppe nel dopoguerra con un lungo soggiorno a Firenze, città a lei molto cara.&#8230;</p>
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		<title>Donatella mette i nonni in vetrina</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 07:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Arditi]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
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		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Alla <strong>Fattoria del Colle</strong> una vetrina protegge dei ricordi di  famiglia: una collana maschile, i gemelli di Trieste liberata …. la borsetta da ballo in argento</em></p>
<p>A volte, la storia è raccontata più efficacemente da piccoli oggetti che da libri celebrativi. Questa è la convinzione di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http://www.facebook.com/pages/Donatella-Cinelli-Colombini/143201102433467" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a> </strong>che ha deciso di esporre in una vetrina, alcune testimonianze particolarmente significative dei suoi avi.</p>
<p>La maggior parte non hanno un valore intrinseco ma raccontano delle bellissime storie. Qui ne diremo due che ci fanno entrare nell’intimità di una famiglia fuori dal comune.<br />
Il bisnonno materno di Donatella,  <strong><a title="Pio Colombini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Colombini" target="_blank">Pio Colombini</a></strong>, professore di dermatologia e rettore delle Università di Cagliari e successivamente di Modena era un raffinatissimo collezionista. Durante il suo primo incarico a Sassari raccolse mobili, pistole, fucili, corni incisi, costumi, teste di muflone, cartoline e soprattutto monili in oro e argento. La maggior parte di essi confluirono nel <strong><a title="Museo Etnografico Sardo" href="http://wikimapia.org/10929259/it/Museo-Etnografico-Sardo" target="_blank">Museo Etnografico Sardo</a></strong> di Nuoro dove sono tutt’ora esposti. Della sua collezione pochissime cose sono rimaste in famiglia, fra esse una collana in argento brunito è stata regalata a Donatella come ricordo di un uomo geniale nella medicina come nella vita che durante le sue vacanze a <strong><a title="Montalcino" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino</a></strong> curava gratuitamente i contadini e in un’epoca in cui erano disprezzate, credeva nel valore delle tradizioni locali.<span id="more-11524"></span><!--more--><br />
Ecco la seconda storia. Leonetto Cinelli, nonno paterno di Donatella, era un autentico scavezzacollo. Aveva persino</p>
<p>falsificato la data di nascita per arruolarsi volontario negli “<strong><a title="Arditi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arditi" target="_blank">Arditi</a></strong>” un corpo d’assalto che era destinato alle imprese più rischiose.&#8230;</p>
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