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	<title>Robert Engle &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Angelo Gaja: no all’ assistenzialismo si alla ricerca</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 08:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[contributi OCM]]></category>
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		<category><![CDATA[Robert Engle]]></category>
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		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il grande Angelo Gaja ci fa riflettere sui finanziamenti UE del vino dicendo una grande verità: il denaro pubblico va speso nell’interesse di tutti</em></p>
<h3>ANGELO GAJA FINANZIARE LA RICERCA</h3>
<p>La Comunità Europea sostiene l’agricoltura con lauta elargizione di denaro pubblico. Ne gode anche il settore vinicolo italiano. Del vino si celebrano i successi per la propensione all’export, la funzione di traino dell’agroalimentare e l’immagine di prestigio che dona al nostro Paese. Oltre un centinaio di milioni di euro all’anno di contributi provenienti dalla Comunità Europea vengono destinati ad azioni di promozione del vino italiano sui mercati extra-europei. E’ stato possibile beneficiarne per 12 anni. E’ certo che, almeno agli inizi, il contributo pubblico sia servito per spronare le cantine che seppero beneficiarne ad avviare sui mercati esteri azioni di marketing più coraggiose. Attualmente ne beneficiano cantine che hanno nel frattempo acquisito consapevolezza di quanto sia indispensabile operare sui mercati esteri per realizzare obiettivi di crescita e mettere in sicurezza i fatturati aziendali. La larga maggioranza delle cantine beneficiarie avrebbero possibilità ormai di attingere a mezzi propri, rinunciando almeno in parte al sostegno pubblico. Si tratta allora di vedere come potrebbe essere investita parte del finanziamento pubblico, distraendola dalla ripetitiva azione di stimolo all’export a beneficio di tutti gli operatori del settore vinicolo. Proporrei di destinarla alla ricerca.<br />
Giusto per fare un esempio, orientandola alla produzione di:<br />
&#8211; Portainnesti e varietà capaci di fronteggiare gli stress climatici</p>
<p>&#8211; Varietà atte a produrre vini DOP ed IGP che possano essere coltivate con zero-bassissimo impiego di fitofarmaci<br />
&#8211; Sistemi di lotta biologica (attraverso l’impiego di parassitanti dei patogeni)<br />
&#8211; Metodi di contrasto all’eccessivo accumulo di zucchero nell’uva<br />
&#8211; Individuazione di lieviti dal minore potere alcoligeno<br />
&#8211; Metodi “puliti” di contrasto dei batteri inquinanti che possono alterare la qualità organolettica del<br />
vino<br />
&#8211; eccetera<br />
In presenza delle problematiche causate dal cambiamento climatico la ricerca scientifica costituisce la risorsa alla quale attingere per ottenere soluzioni di contrasto praticabili e compatibili.&#8230;</p>
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		<title>Italia dei raccomandati che punisce i talenti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 07:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[defenestrazione della Sabbadini]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Human capital Index]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Laura Sabbadini]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Laura Sabbadini firma pezzi anche di prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Castelli]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Engle]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il caso di Linda Laura Sabbadini come simbolo di un Paese dove la carriera è fatta sulla fedeltà ai potenti e non sul merito</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/premio-casato-prime-donne" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a> </strong></p>
<p><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Engle" target="_blank">Robert Engle</a></strong> l’economista e statistico premio Nobel 2003 mi disse &#60;&#60; ci sono troppi <strong>raccomandati,</strong> un Paese che non premia il talento non ce la può fare&#62;&#62; e purtroppo la sua dura diagnosi sull’Italia, detta sorseggiando un caffè in Piazza del Campo a Siena , nel 2009, si è rivelata esatta.<br />
Le conferme sono nella difficoltà ad uscire dalla crisi ma soprattutto nella fuga dei cervelli.<br />
<a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mauro-castelli-professore-statistica-lisbona-1094011.html" target="_blank"><strong>Mauro Castelli</strong> </a>ha 31 anni vive a Lisbona dove si è trasferito dopo il dottorato di ricerca sull’ dell&#8217;intelligenza artificiale all&#8217;Universitá di Milano Bicocca. &#60;&#60;Tornerebbe in Italia ?&#62;&#62; gli hanno chiesto da “Il Giornale” e lui ha risposto di no &#60;&#60; A differenza dell&#8217;Italia, qui in Portogallo, se hai del talento prima o poi emergi e il tuo valore viene</p>
<p>riconosciuto&#62;&#62;.<br />
E’ questo il guaio, ha ragione Engle, l’Italia spreca il suo capitale umano. Una situazione visibile da Sud a Nord nelle università come nella politica. E infatti l’<strong><a href="http://www.lastampa.it/2016/06/28/economia/litalia-spreca-il-suo-talento-la-classifica-del-world-economic-forum-Jl9bgCjYKSqGLfIR1pnWdI/pagina.html" target="_blank">Human capital Index</a></strong> 2016 presentato al World economic forum ci mette al 34° posto mentre in testa ci sono Finlandia, Norvegia, Svizzera, Giappone, Svezia, Nuova Zelanda, Olanda, Canada … Paesi dove non ci sono poveri perché tutto funziona.<br />
Tra le nazioni industrializzate siamo penultimi. Una situazione sconfortante che penalizza soprattutto i giovani ma non solo loro.<span id="more-27257"></span>Un caso emblematico riguarda <a href="https://www.cinellicolombini.it/it/premio-casato-prime-donne/ultime-edizioni-del-premio/211-premio-casato-prime-donne-2013" target="_blank"><strong>Linda Laura Sabbadini</strong> </a>ex Direttore del dipartimento di statistiche sociali e ambientali dell’<strong><a href="http://www.istat.it/it/istituto-nazionale-di-statistica/organizzazione/organigramma" target="_blank">Istat</a></strong>, la studiosa a cui si deve l’indagine del</p>
<p>2006, che rivelò le enormi dimensioni della violenza sulle donne: 6.700.000 casi in Italia, 10 milioni se si considerano anche le violenze psicologiche, un milione di donne con un passato di stupri o tentati stupri.&#8230;</p>
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