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	<title>Sheena Iyengar &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Il paradosso della scelta nel vino</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2015 07:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[paradosso della scelta]]></category>
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		<category><![CDATA[WineNews]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“<a title="Meno tipologie di vino per vendere più vino" href="http://neuroturistablog.altervista.org/paradosso-della-scelta/" target="_blank"><strong>Meno tipologie di vino per vendere più vino</strong></a>” ecco l’applicazione di una nota legge del marketing che, secondo alcuni, non funziona sulle bottiglie</p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>L’enorme numero di etichette rischia di disincentivare gli acquisti soprattutto davanti ai sovraffollati scaffali dei supermercati</p>
<p>Nel mondo ci sono 6,8 milioni di bottiglie censite da Wine Searcher quindi distribuite oltre l’ambito locale. Consumandone una al giorno servono oltre 18mila anni per assaggiarle tutte. C’è da chiedersi se un così grande numero di etichette serva oppure sia decisamente dannosa. E’ questo il punto di partenza di un</p>
<p>interessantissimo articolo di <a title="Wine Searcher" href="http://www.wine-searcher.com/m/2015/03/wine-and-the-paradox-of-choice" target="_blank"><strong>Wine Searcher</strong></a> che vi suggerisco di leggere. La base teorica è la celebre legge del marketing chiamata “<a title="paradosso della scelta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_delle_due_buste" target="_blank"><strong>paradosso della scelta</strong></a>” secondo la quale l’abbondanza di opzioni deprime i consumi perché innesca la paura di sbagliare. Una regola che ha trovato numerose conferme in sperimentazioni effettuate nei supermercati: il banco con 24 barattoli di marmellata attrae di più, serve molti più assaggi ma vende meno del banco con 6 marmellate (<a title="Sheena Iyengar, Mark Lepper" href="http://psycnet.apa.org/?&#38;fa=main.doiLanding&#38;doi=10.1037/0022-3514.79.6.995" target="_blank"><strong>Sheena Iyengar, Mark Lepper</strong></a>).<span id="more-20346"></span></p>
<p>Ecco che, il proliferare di piccole cantine imbottigliatrici e, all’interno di ciascuna di esse, di tante etichette per piccolissime serie, diventa un reale problema. Per questo <a title="Rebecca Gibb" href="http://rebeccagibb.com/" target="_blank"><strong>Rebecca Gibb</strong></a>, autrice dell’artico che stiamo commentando, consiglia di riduzione i vini di ogni azienda a un massimo di 5. Altra riflessione, della Gibb, riguarda la possibilità di diminuire e ruotare i vini negli scaffali dei supermercati oppure dotare gli spazi del vino, all’interno della grande distribuzione, di personale capace di orientare le scelte dei consumatori in base alle loro esigenze.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/il-paradosso-della-scelta-nel-vino/">Il paradosso della scelta nel vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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