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	<title>Starbucks &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Quale vino bevono gli americani?</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 07:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Dall’indagine del <strong><a href="http://www.winespectator.com/">Wine Spectator</a></strong> su quale vino bevono gli americani, molti gli stereotipi confermati, qualche novità e una riflessione</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.facebook.com/alice.bracciali?fref=ts"> Alice Bracciali</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098">Fattoria del Colle</a></strong></p>
<p>Wine Spectator di febbraio riporta in sintesi i risultati della seconda indagine annuale del <strong><a href="http://www.sonoma.edu/sbe/wine-business-institute/">Sonoma State’s Wine Business</a></strong> Institute sulle preferenze dei consumatori di vino in America. I campioni erano di un’età compresa fra i 21 e i 68anni. Nonostante il mercato in crescita degli ultimi anni per il <strong><a href="http://www.quattrocalici.it/vitigni/pinot-nero">Pinot Noir</a></strong>, i grandi rossi e qualche vino bianco meno conosciuto, il 50% ha incluso lo<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chardonnay_(vitigno)"> Chardonnay</a></strong> nella lista dei vini preferiti. Il 40% ha inserito il<a href="http://www.pinot.it/pinot-grigio/"><strong> Pinot Grigio</strong> </a>che, come aveva predetto <strong><a href="http://www.monchierocarbone.com/index.php?method=news&#38;action=zoom&#38;id=12068">Leonardo Lo Cascio</a></strong> in un’<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=msaHEOuoniQ">intervista al Vinitaly del 2011</a></strong>, ha un mercato in crescita, non come alternativa allo Chardonnay (impossibile da trovare) ma come vino completamente diverso da quest’ultimo, con buona acidità e ottimo rapporto qualità prezzo.<br />
Più della metà degli intervistati preferisce un vino che sia fruttato, semi dolce e morbido. Solo il 26% si orienta su uno stile più secco. “This is the perfect example of the American palate”, questo è il perfetto esempio del palato americano, ha commentato <strong><a href="https://lizthach.wordpress.com/">Liz Thach</a></strong>, docente di wine business alla Sonoma State University. In effetti la cultura del vino e del cibo negli USA sta iniziando adesso, gli americani si approcciano al vino solo dopo aver bevuto per molto tempo bevande dolci, molto zuccherate. Il gusto americano è ancora immaturo e poco sofisticato, come rivela Lo Cascio nell’intervista.&#8230;</p>
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		<title>Molto vino e poco Natale nelle caffetterie Starbucks</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 08:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[#MerryChristmasStarbucks]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Starbucks]]></category>
		<category><![CDATA[Starbucks con vino]]></category>
		<category><![CDATA[Starbucks prendono una vesta natalizia]]></category>
		<category><![CDATA[stile di Starbucks]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Starbucks" target="_blank"><strong>Starbucks</strong></a> offrirà un menù pomeridiano abbinato al vino e alla birra . Intanto però, ha avuto un Natale di fuoco a causa dei bicchieri senza simboli natalizi</em></p>
<p><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a>, <strong>Brunello</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>Prima la news: ogni anno, a partire da novembre, i bicchieroni dei locali <strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/15_novembre_10/i-cristiani-evangelici-contro-tazza-starbucks-natale-contro-gesu-33518d20-87a0-11e5-b6da-b02479d6edc4.shtml" target="_blank">Starbucks prendono una vesta natalizia</a></strong> con renne, fiocchi di neve e simili. Quest’anno il design era minimalista con il simbolo della catena (la sirena a due code) su fondo rosso. E’ successo il finimondo: il Cristiano Evangelico dell’Arizona Joshua Feuerstein ha messo in internet un video che è stato scaricato 14 milioni di volte «Starbucks ha tolto il Natale dalle sue tazze, perché odia Gesù&#62;&#62; ha</p>
<p>tuonato. Basta digitare<strong><a href="https://www.facebook.com/joshua.feuerstein.5/videos/689569711145714/" target="_blank"> #MerryChristmasStarbucks</a></strong> per vedere che terremoto hanno scatenato delle semplici tazze rosse.<br />
Se il colosso Starbucks supererà la crisi natalizia senza troppi danni per noi del vino si apre un nuovo orizzonte. <span style="font-weight: 300;">La decisione di introdurre vino e birra fra le bevande pomeridiane scaturisce da un’indagine sui clienti Starbucks che ha rivelato come il 70% di loro bevano vino con una percentuale nettamente superiore alla media americana. La nuova proposta dovrebbe generare, nel 2019, un business di un miliardo di Dollari.</span><span id="more-23016"></span></p>
<p>La decisione non è stata universalmente ben accettata ( dopo la faccenda del Natale non c’è da stupirsi) in alcuni casi la licenza di somministrazione di alcolici è stata rifiutata, in altri casi sono i clienti a non aver gradito la presenza di chi sorseggia i calici.&#8230;</p>
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