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	<title>storia &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>La cantina di Stalin</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Harry Zukor e John Baker]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong><em>C’erano Château Lafite 1877 , Château d&#8217;Yquem 1891 e altri 40.000 grandi vini. L’avventurosa storia della vendita del tesoro enologico di Stalin</em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>La<a href="https://www.wine-business-international.com/wine/news/tracking-down-stalins-wine-cellar" target="_blank" rel="noopener"><strong> storia</strong></a> della cantina di Stalin è avventurosa e riguarda due enotecari specializzati in vini antiquari della <strong>Double Bay Cellars</strong> di Sydney.</p>
<p>&#160;</p>
<h4>DALLE MINIERE D’ORO IN GEORGIA A SYDNEY &#8211; L’INCREDIBILE VIAGGIO DELLA CANTINA DI STALIN</h4>
<p>Tutto inizia intorno al 1990 quando <a href="https://www.therealreview.com/2020/10/14/book-review-stalins-wine-cellar/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Harry Zukor e John Baker</strong></a>, ricevono via fax una lista di vini di 30 pagine che li lascia molto perplessi. Harry è un espertissimo commerciante di vini antiquari che compra intere cantine. Le date scritte sulle bottiglie gli fanno venire l’acquolina in bocca: i primi del Settecento, 1865, 1847, 1910 ma i nomi delle cantine sono molto strani: Château Ikem, Latur…. Impiega molto tempo per capire che si tratta di trascrizioni fonetiche in russo di nomi francesi poi malamente ritradotti in inglese. Alla fine Harry Zukor capisce che c’è persino una lista di 200 Château d&#8217;Yquem dai primi anni dell’Ottocento in poi. Un tesoro inestimabile.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span id="more-74698"></span></p>
<h4>UN MILIONE DI DOLLARI PER LA CANTINA DI STALIN</h4>
<p>La cifra richiesta per le 40.000 bottiglie è un milione di Dollari e il contatto è un imprenditore con una miniera d’oro a Tbilisi in Georgia. I due australiani sono molto attratti dall’affare che promette grossi guadagni, ma vogliono vederci chiaro perché non capiscono bene se le 40.000 bottiglie sono dello stato russo o dell’imprenditore minerario, se sono autentiche e se sono state conservate nel modo giusto.&#8230;</p>
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		<title>Marsala fra successi e cadute, leggi e enoturismo</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/marsala-fra-successi-e-cadute-leggi-e-enoturismo/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 08:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Un bellissimo articolo di Intravino riassume la storia del Marsala e ci spinge a una riflessione sul primo vino italiano di successo internazionale</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte/agriturismo" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Chianti Superiore</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Fattoria del Colle</a></strong></p>
<p>Un successo a cui segue una caduta che porta il<strong> Marsala</strong> a diventare oggetto di imitazioni e intrugli finchè viene relegato al ruolo di prodotto da “spesa della vecchietta”.<br />
L’articolo, che vi invito a leggere, è la prova d’esame in wine blogging di <strong><a href="http://www.intravino.com/primo-piano/il-fallimento-nel-rilancio-del-marsala-tutti-gli-atti-di-una-tragicommedia/" target="_blank">Roberto Loconte</a></strong> al Master in Cultura del vino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. E’ un post per questo è breve. Necessariamente esclude una serie di informazioni concentrandosi sui tentativi di</p>
<p>rilancio del 1896, 1949 e 1980. Un dato colpisce più di ogni altro: nel 1936 il Marsala esportava 176.349 ettolitri ( ma dieci anni dopo erano scese a 5.365 ettolitri). Oggi la <strong><a href="http://www.inumeridelvino.it/2016/12/sicilia-produzione-di-vino-2015-dati-istat.html#more-19337" target="_blank">produzione totale</a></strong> della Doc Marsala è 95.000 ettolitri.<br />
Quello che manca in questa come in gran parte dei testi sulla <strong><a href="https://www.loccidentale.it/articoli/75397/ascesa-e-declino-dei-florio-calabresi-di-origini-ma-di-fasti-siciliani" target="_blank">storia</a></strong> del Marsala è l’analisi dell’eclissi del Marsala collegata alla caduta dell’impero <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cantine_Florio" target="_blank">Florio</a></strong> e alla vendita delle cantine alla Cinzano nel 1920. E’ la parola Florio quella da mettere al centro dell’intera vicenda.<br />
Furono le navi per il trasporto del vino, a fare da scudo e da supporto allo sbarco di Garibaldi in Sicilia e l’Eroe dei due mondi dimostrò gratitudine e considerazione per i Florio lasciando loro i cimeli che sono ancora visibili nell’ingresso della cantina. <span id="more-28477"></span>Tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento Palermo era una capitale di prima grandezza nel panorama europeo con una Belle Epoque targata Florio che attraeva</p>
<p>teste coronate e ricchissima mondanità: i banchieri Rothschild, Emanuele Filiberto di Savoia con la principessa Elena D’Orleans, il Kaiser Guglielmo II, D’annunzio, Leoncavallo, Caruso.&#8230;</p>
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		<title>Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 2° Parte</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2016 07:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Dagli Etruschi a <strong>Wine Spectator</strong>, la Toscana insegna a fare il <strong>vino</strong> e detta le regole della qualità</em></p>
<p>di Sara Mazzeschi</p>
<p>Ieri eravamo rimasti al <em>Risorgimento del vino italiano</em>: Bettino <strong>Ricasoli</strong>, detto il “barone di ferro”, voleva creare un rosso toscano di qualità in grado di inserirsi nel mercato nazionale ed internazionale, per questo nella metà dell’800 scrive un vero e proprio <em>Regolamento agrario </em>imponendo ai suoi fattori e contadini la presenza di tecnici preparati durante tutto il ciclo produttivo e regole rigidissime che dovevano essere scrupolosamente seguite. Ed ecco che viene alla luce la formula del Chianti di Brolio, poi detta del <strong><a href="http://www.chianticlassico.com/" target="_blank">Chianti Classico</a></strong>, arrivata a noi: 7/10 di Sangiovese 2/10 di Canaiolo e 1/10 di Malvasia.  Negli stessi anni – 1865 &#8211; ma su altre colline, Clemente <strong><a href="http://www.biondisanti.com/Ita/Prodotti.php" target="_blank">Biondi-Santi</a></strong> vinifica il sangiovese in purezza vincendo il primo premio all’esposizione vinicola di Montepulciano e ponendo le basi del famoso <strong>Brunello</strong>. Insomma è chiaro che <strong>Firenze</strong> e la <strong>Toscana</strong> tutta erano allora come oggi il centro nevralgico dell’enologia.</p>
<p>La rinascita del vino del XIX secolo non fu dovuta solo ai grandi maestri come Ricasoli ma anche alle cosi dette “<strong>Cattedre ambulanti</strong>”. Nel 1839, in occasione della Prima riunione degli scienziati italiani a Pisa, venne capita la necessità di diffondere le conoscenze in campo agrario e vinicolo soprattutto ai piccoli produttori, da qui la nascita delle famose cattedre che per oltre un secolo e mezzo furono la principale fonte di istruzione nelle campagne. &#8230;</p>
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		<title>Il Premio Caterina de’ Medici al Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 23:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div style="text-align: center;"><strong> </strong></div>
</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;">Anche Donatella Cinelli Colombini era presente al Premio Enogastronomico Caterina de Medici che ha avuto luogo il primo febbraio nel <a title="salone dei Cinquecento, Palazo Vecchio, Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salone_dei_Cinquecento" target="_blank">Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio</a> a Firenze. Sono stati premiati  i professionisti che si sono distinti per creatività e competenza <span style="font-weight: normal;"><strong>nell&#8217;enogastronomia. Ecco in breve le sue impressioni.</strong></span></p>
</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze è’ una sala che intimidisce con un soffitto altissimo e le pareti coperte di enormi tele brulicanti di personaggi. Tutto il <strong>palazzo</strong> intimidisce per la sua <strong>storia</strong>, il suo aspetto da <strong>castello medioevale</strong> , i suoi cortili pieni d’<strong>opere d’arte</strong>, le sue <strong>sale affrescate</strong> … salire sul palco e prendere la parola in un luogo simile è un piacere che dà i brividi.  Qui ho presentato il <strong>cuoco senese</strong> <strong>Mario Neri</strong> insignito del <strong>premio “Caterina dè Medici</strong>”&#62;&#62;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/il-premio-caterina-de-medici-al-salone-dei-cinquecento-in-palazzo-vecchio-a-firenze/">Il Premio Caterina de’ Medici al Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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