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	<title>tonneaux &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Brunello 2008 riserva alla conquista del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 07:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La passione di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.facebook.com/pages/Donatella-Cinelli-Colombini/143201102433467" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong> si esprimono in questo <strong>Brunello</strong> riserva 2008 destinato a pochi ristoranti e negozi di 32 Paesi del mondo</em></p>
<p>Il Brunello riserva è la tipologia più importante di ogni cantina di <strong><a title="Montalcino" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino</a> </strong>infatti il grande vino di <strong><a title="Sangiovese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sangiovese" target="_blank">Sangiovese</a></strong> nasce per durare nel tempo e la riserva esalta questa caratteristica.</p>
<p>Nel 2008 solo le uve raccolte per ultime sono state utilizzate per la riserva. Vengono tutte dal vigneto Ardita piantato nel 2001 nel punto più alto del <strong>Casato Prime Donne</strong> e esposto a mezzogiorno. Il terreno è magro, ricco di argille e le viti producono poca uva. Per vinificarle sono stati usati lieviti autoctoni selezionati. Un tocco di tradizione e di localismo che si aggiunge al timbro inconfondibile del Sangiovese della zona Nord di Montalcino.</p>
<p>La maturazione in botte è durata tre anni durante i quali il vino è rimasto prima in <strong><a title="tonneau" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tonneau" target="_blank">tonneau</a></strong> e poi botti grandi ma non in <strong><a title="barrique" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barrique" target="_blank">barrique</a></strong>. Infatti il vino ha solo una lieve sensazione di buon legno mentre è il frutto a dominare i profumi e i sapori.</p>
<p>Tipologia: rosso secco.<br />
Zona di produzione: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne, vigneto Ardita<br />
Clima: Inverno senza piogge e primavera con vere e proprie cascate d’acqua, frequenti e violentissime. Dopo una primavera fredda e lunga l’estate è stata caldissima specialmente di luglio. L’invaiatura è avvenuta in modo regolare all’inizio di agosto.<br />
A settembre una perturbazione ha portato pioggia e freddo facendo arrestare la maturazione dell’uva che è poi ripresa lentamente ma ha costretto a rimandare la vendemmia all’inizio di ottobre.&#8230;</p>
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		<title>Basta barriques il Brunello torna nelle botti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 21:49:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Esaltazione delle specificità del Sangiovese e ritorno alle botti ecco le indicazioni dell’enologa </strong><strong>francese Valerie Lavigne per la perfetta armonia del più grande Brunello.</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div id="_mcePaste">L’affermazione è di quelle che fanno discutere soprattutto perché arriva da una francese come francesi sono le<strong> barriques</strong> che hanno imperversato nelle cantine italiane negli ultimi dieci anni.</div>
<div>A parlare è <strong>Valerie Lavigne, la nuova strepitosa enologa delle cantine toscane di Donatella Cinelli </strong><strong>Colombini</strong>. Docente della più celebre università di enologia del mondo, quella di <strong>Bordeaux</strong>, la Lavigne è consulente, insieme a <strong>Denis Dubordieu e Christophe Olivier</strong>, in alcune delle più importanti cantine del mondo come gli <strong>Châteaux d’Yquem, Margaux e Cheval Blanc</strong>.</div>
<div>&#8220;<em>Più il vino è concentrato e ricco di composti fenolici meglio sopporta i piccoli contenitori in </em><em>legno.</em>&#8221; afferma l&#8217;enologa che continua &#8220;<em>Ma anche se il vino resiste a un eccesso di legno non è detto che sia giusto imporglielo</em>&#8220;. Da questo assunto iniziale Valerie sviluppa la sua <strong>filosofia per i grandi rossi di Montalcino</strong> &#8220;<em>Il Brunello deve affinare in botte almeno due anni. Per una conservazione così lunga, il produttore deve scegliere il contenitore che gli permette di beneficare dei vantaggi associati all’utilizzo del legno (ossigenazione, chiarificazione, apporto aromatico e gustativo) preservando contemporaneamente la personalità del vino (frutto, freschezza e equilibrio). <strong>Il legno non deve sovrastare il vino</strong>, deve rimanere un supporto, un’”<strong>épice</strong>”</em> &#8220;.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>Ecco arrivare il suo giudizio: &#8220;<em><strong>Questo obiettivo si ottiene meglio utilizzando le botti</strong></em>&#8220;.</p>
</div>
<p>&#8230;</p>
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		<title>Casato Prime Donne a Montalcino: dove la natura sposa la tecnologia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 17:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em><strong>Un progetto tutto italiano tra il Casato Prime Donne e Oliver Ogar porta alla luce lieviti antichi.</strong></em></div>
<div id="_mcePaste">
<p>Si chiama &#8216;<strong>Tinaia del Vento</strong>&#8216; ed è figlia di un progetto che conduce alla <strong>riscoperta dei lieviti antichi</strong> partendo dai <strong>vitigni autoctoni,</strong> ossia il patrimonio inestimabile della tipicità della produzione vinicola italiana. La Tinaia del Vento è immersa nei vigneti del <strong>Casato Prime Donne di Montalcino</strong> e coniuga naturalità e tecnologia.</p>
</div>
<h3>UNA TINAIA APERTA</h3>
<div>È aperta su quattro lati per ossigenare naturalmente il mosto durante la vinificazione come nelle <strong>antiche cantine</strong> dove, soffitti molto alti e porte grandi assicuravano un completo ricambio d&#8217;aria; al suo interno ci sono dei <strong>tini in acciaio di ultima generazione</strong> dotati di sistema di raffreddamento e riscaldamento che hanno una forma tronco-conica e sono aperti nella parte superiore.</div>
<div>Sul soffitto è stata montata <strong>una rotaia e un follatore meccanico</strong> che permettono di vinificare senza usare pompe di alcun genere. È interessante sapere che <strong>i lieviti usati nella nuova tinaia sono antichi</strong> e ciò rende affascinante questo costante accostamento tra antiche tradizioni e moderne tecnologie.</div>
<div>.</div>
<div>Questo progetto nasce dalla collaborazione del <strong>Casato Prime Donne</strong> con <strong>Oliver Ogar</strong>, giovane e innovativa società di Verona che, grazie a un finanziamento dell&#8217;<strong><a title="Unione Europea" href="http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank" rel="noopener">Unione Europea</a></strong> si sta impegnando nello studio delle <strong>biodiversità</strong> e nella identificazione dei ceppi di <strong>lieviti autoctoni</strong> delle principali denominazioni italiane. In questi moderni laboratori l&#8217;alta tecnologia è di casa ed è proprio qui che si <strong>tipicizzano i lieviti indigeni</strong>.</div>
<p>&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/tinaia-del-vento-del-casato-prime-donne-a-montalcino-dove-la-natura-sposa-la-tecnologia-la-biodiversita-vince/">Casato Prime Donne a Montalcino: dove la natura sposa la tecnologia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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