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	<title>viti &#8211; Cinelli Colombini</title>
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		<title>Torniamo in vigna: è iniziata la potatura dei vigneti di Sangiovese a Montalcino</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 10:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In inverno i vigneti sono brutti: <strong>viti</strong> senza foglie, pali di sostegno, fili metallici, nell’insieme fanno pensare a un posto triste. Trasformare le <strong>vigne</strong> nelle bellissime coltivazioni che vediamo in estate comporta un lungo lavoro. Un lavoro che inizia ora, con la “<strong>potatura secca</strong>” che riguarda l’asportazione dei tralci su cui è nata l’<strong>uva</strong> della passata vendemmia. Le viti di<strong> Sangiovese</strong> per il Brunello sono coltivate a “<strong>cordone speronato</strong>” cioè con un tronco perenne a forma di L o di T da cui partono i tralci. I  <strong>vignaioli</strong> tagliano i rami secchi sopra la prima <strong>gemma</strong> in modo che produca uva nel 2012 mentre “gli occhi” lasciati lo scorso anno daranno i loro frutti il prossimo autunno. La potatura secca è anche un sistema per regolare la <strong>produzione</strong>: più è corta meno uva nascerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Andando per le vigne di Montalcino  è facile sentire &#60;&#60;stà attento che m’accechi le viti&#62;&#62;. Potare velocemente senza sbagliare è difficile, per questo i “<strong>potini”</strong> sono persone esperte e rimangono gli stessi per anni. I maldestri possono fare danni irreparabili. Oggi, grazie all’introduzione delle <strong>forbici elettriche</strong>, potano anche le <strong>donne</strong> che hanno mani meno forti ma sono molto precise.</p>
<p style="text-align: justify;">La potatura secca segna l’inizio del <strong>ciclo vegetativo delle viti</strong> e influenza la data del <strong>germogliamento</strong>,  per questo moltissimi vignaioli ritardano la potatura oltre la metà di gennaio in modo da allontanare l’uscita delle prime foglioline dopo l’inizio di aprile e quindi dopo il periodo più rischioso per le gelate primaverili.&#8230;</p>
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		<title>L’enologa Valerie Lavigne rivoluziona la vendemmia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 10:24:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://i2.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2010/09/Barbara-e-Valerie-vendemmia-2010-2.jpg?ssl=1"><img onerror="this.src='https://www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2018/01/logo-dcc-home.png'" class="size-medium wp-image-272  alignleft" title="Valerie Lavigne e la nostra Barbara Magnani - Vendemmia 2010 - Donatella Cinelli Colombini" src="https://i2.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2010/09/Barbara-e-Valerie-vendemmia-2010-2.jpg?fit=300%2C300&#038;ssl=1" alt="Valerie Lavigne e la nostra Barbara Magnani - Vendemmia 2010 - Donatella Cinelli Colombini" srcset="https://i2.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2010/09/Barbara-e-Valerie-vendemmia-2010-2.jpg?resize=300%2C225&#38;ssl=1 300w, https://i2.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2010/09/Barbara-e-Valerie-vendemmia-2010-2.jpg?w=640&#38;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p><strong><em>La celebre enologa delle cantine di Donatella Cinelli Colombini marca concetti rivoluzionari sul modo di fare vendemmia.</em></strong></p>
<p>&#8220;L’uva deve esprimere i suoi caratteri varietali e i suoi profumi&#8221;,  dice <strong>Valerie Lavigne</strong> che precisa: &#8221; l’uva, come qualunque frutto, è acerbo, maturo e poi surmaturo. In questa terza fase ricorda la marmellata. Per questo bisogna cogliere l’uva nel suo momento migliore come qualsivoglia frutto maturo&#8221;.</p>
<p>Questa frase sembra banale ma in realtà rivoluziona il modo di fare la vendemmia rispetto a quella concepita alla fine del Novecento quando l’uva veniva lasciata sulle viti fino a surmaturare raggiungendo concentrazioni zuccherine elevatissime nel tentativo di ottenere vini da &#8216;masticare&#8217;.</p>
<p>La nuova ricerca di <strong>vini con forte personalità</strong>, dove i caratteri dell’uva e del territorio di origine siano più evidenti, porta con se anche la ricerca di <strong>vini più eleganti</strong> che potenti, molto armonici e meno alcolici. Ecco che anche il modo di vinificare cambia e le estrazioni esasperate degli ultimi anni, attraverso rimontaggi continui del mosto, vengono <strong>sostituite da vinificazioni più rispettose dell’uva</strong>, con temperature leggermente più basse  e rimontaggi limitati a un volume, un volume e mezzo del succo contenuto nel tino di fermentazione.</p>
<p>Col passare dei giorni e la trasformazione dello zucchero del mosto in alcool, i rimontaggi vengono ancora ridotti, in questa fase <strong>l’estrazione si concentra sui tannini</strong> per cui il vino acquisisce struttura ma anche una durezza da evitare &#8220;dopo la fine della fermentazione alcoolica, il vino deve rimanere fermo e caldo proprio per arrotondare i tannini&#8221; conclude Valerie Lavigne.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/lenologa-valerie-lavigne-rivoluziona-la-vendemmia/">L’enologa Valerie Lavigne rivoluziona la vendemmia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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