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	<title>Calatrava &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>AUTENTICITA&#8217; COME RISORSA TURISTICA &#8211; NO AI NONLUOGHI DEL VINO 6</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/autenticita-come-risorsa-turistica-no-ai-nonluoghi-del-vino-6/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/autenticita-come-risorsa-turistica-no-ai-nonluoghi-del-vino-6/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Arnaldo Pomodoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong><em>L’Italia del vino è ricchissima di luoghi autentici, unici e pieni di storie, perfetti per attrarre turisti, allora perché falsificarli e omologarli?</em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>I luoghi autentici hanno in loro la forza delle generazioni che hanno costruito edifici, tradizioni, pratiche vignaiole, sapori, stile di vita, opere d’arte …. e questo è di grande aiuto nel creare un’offerta turistica coerente e attraente. Per questo la salvaguardia dei caratteri identitari è importante e va perseguita per evitare che il degrado turistico trasformarmi ciò che è vero nella falsificazione di sé stesso.</p>
<p>&#160;</p>
<h4>L&#8217;OMOLOGAZIONE E&#8217; NEMICA DEL TURISMO</h4>
<p>Un processo che, purtroppo, alla fine del Novecento, ha riguardato anche i vini, con una spiccata tendenza all’omologazione. Nelle cantine, la perdita di identità locale riguarda le strutture edilizie ma anche alcuni ambienti interni. <span id="more-69482"></span>Nei progetti delle cantine, le realizzazioni di “archistar” del calibro di <a href="https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g1058638-d2357619-r718300889-Bodegas_Marques_de_Riscal-Elciego_Province_of_Alava_Basque_Country.html" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link"><strong>Frank Ghery</strong></a>, Santiago <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bodegas_Ysios#:~:text=La%20cantina%20%C3%A8%20stata%20progettata,%C3%A8%20stata%20inaugurata%20nel%202001." target="_blank" rel="noopener"><strong>Calatrava</strong></a> o <a href="https://tenutelunelli.it/it/tenute_umbria_carapace.php" target="_blank" rel="noopener"><strong>Arnaldo Pomodoro</strong></a>, ha spinto moltissimi gli studi professionali verso una creatività forse superiore al loro talento artistico e lontana dalle tradizioni locali.</p>
<p>Nei distretti italiani del vino, spesso caratterizzati da paesaggi agricoli meravigliosi, è invece opportuno usare prudenza e rispetto. La diversità ottenuta progettando stranezze è invece, progressivamente, sempre più diffusa.</p>
<p>&#160;</p>
<h4>LA STANDARDIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI INTERNI DELLE CANTINE</h4>
<p>Riguardo agli ambienti interni, il problema è più diffuso. Ovviamente tinaie e bottaie sono permeate dalle necessità produttive e dal carattere abbastanza standardizzato dei contenitori da vino. Questi ambienti si assomigliano salvo casi eccezionali tipo la Florio a Marsala oppure la barricaia di Renzo Piano a <a href="https://www.castellare.it/it/rocca-di-frassinello/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rocca di Frassinello</strong></a>.&#8230;</p>
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		<title>Gli archistar e il vino</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Shard London Bridge]]></category>
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		<category><![CDATA[Times]]></category>
		<category><![CDATA[Trademark Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: right;"> [gplusone]</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cantine e alberghi progettati da &#8220;Archistar&#8221;  senza alcun collegamento culturale alla zona in cui si trovano e spesso senza troppa attenzione alle necessità dell&#8217;enologia o dei turisti. Dopo l&#8217;attacco sulle pagine del &#8220;Times&#8221; di Londra il timore reverenziale verso i grandi del design lascia, il posto al dubbio. E da qui la domanda se sia giusto privilegiare il genio architettonico prima di ogni altra esigenza</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ di poco tempo fa l’articolo di Roger Scruton  sul “<strong><a title="Times storico quotidiano londinese" href="http://www.thetimes.co.uk/tto/news/" target="_blank">Times</a></strong>” di Londra  che accusa gli architetti famosi di trasformare le città in discariche con i grotteschi monumenti di loro stessi. Il riferimento era al <strong><a title="Shard London Bridge grattacelo di londra che verrà inaugurato nel 2012" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shard_London_Bridge" target="_blank">Shard London Bridge</a></strong>, stalagmite di vetro e acciaio progettato da <strong><a title="Renzo Piano celebre architetto italiano" href="http://www.rpbw.com/" target="_blank">Renzo Piano</a></strong>, che nel 2012 diventerà la torre più alta d’Europa.  Al suo interno ci sarà anche l’albergo 5 stelle, 205 camere, “Shangri-La”.  Questo albergo è citato come esempio negativo di “non luogo turistico”, anche da  Aureliano Bonini. Le sue opinioni sono nel notiziario di <strong><a title="Trademark Italian agenzia di studi turistici diretta da Aureliano Bonini" href="http://www.trademarkitalia.com/" target="_blank">Trademark Italia</a></strong>, la più nota e ascoltata società di analisi sul turismo. Secondo Bonini assistiamo a una sorta di corsa verso l’eccesso in cui nessuno vuol rimanere in retroguardia. Anche se gli alberghi degli Archistar non funzionano economicamente, tuttavia brillano, la stampa ne parla e soprattutto le catene internazionali li prendono nel loro portafoglio. Ma i clienti non li amano e dopo la prima volta non ci tornano. <br />
Potremmo dire la stessa cosa per le cantine d’autore?&#8230;</p>
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