AUTENTICITA’ COME RISORSA TURISTICA – NO AI NONLUOGHI DEL VINO 6

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AUTENTICITA’ COME RISORSA TURISTICA – NO AI NONLUOGHI DEL VINO 6

L’Italia del vino è ricchissima di luoghi autentici, unici e pieni di storie, perfetti per attrarre turisti, allora perché falsificarli e omologarli?

 

Luoghi-fortemente-identitari-Marsala Cantine Florio bottaia 2

Luoghi-fortemente-identitari-Marsala Cantine Florio bottaia 2

Di Donatella Cinelli Colombini

I luoghi autentici hanno in loro la forza delle generazioni che hanno costruito edifici, tradizioni, pratiche vignaiole, sapori, stile di vita, opere d’arte …. e questo è di grande aiuto nel creare un’offerta turistica coerente e attraente. Per questo la salvaguardia dei caratteri identitari è importante e va perseguita per evitare che il degrado turistico trasformarmi ciò che è vero nella falsificazione di sé stesso.

 

L’OMOLOGAZIONE E’ NEMICA DEL TURISMO

Un processo che, purtroppo, alla fine del Novecento, ha riguardato anche i vini, con una spiccata tendenza all’omologazione. Nelle cantine, la perdita di identità locale riguarda le strutture edilizie ma anche alcuni ambienti interni. Nei progetti delle cantine, le realizzazioni di “archistar” del calibro di Frank Ghery, Santiago Calatrava o Arnaldo Pomodoro, ha spinto moltissimi gli studi professionali verso una creatività forse superiore al loro talento artistico e lontana dalle tradizioni locali.

Donatella Cinelli Colombini al Carapace

Donatella Cinelli Colombini al Carapace-di-Arnaldo-Pomodoro

Nei distretti italiani del vino, spesso caratterizzati da paesaggi agricoli meravigliosi, è invece opportuno usare prudenza e rispetto. La diversità ottenuta progettando stranezze è invece, progressivamente, sempre più diffusa.

 

LA STANDARDIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI INTERNI DELLE CANTINE

Riguardo agli ambienti interni, il problema è più diffuso. Ovviamente tinaie e bottaie sono permeate dalle necessità produttive e dal carattere abbastanza standardizzato dei contenitori da vino. Questi ambienti si assomigliano salvo casi eccezionali tipo la Florio a Marsala oppure la barricaia di Renzo Piano a Rocca di Frassinello. Invece nelle sale da degustazione e nei punti vendita, i produttori possono esprimere più liberamente la loro personalità. Per arredare questi locali vengono chiamati sempre più spesso degli interior designer. Affidarsi a dei professionisti non è, di per sé, un fatto negativo, può anzi dare prestigio al vino incorniciandolo in un modo più trendy e glamour. Diventa negativo quando decontestualizza le bottiglie e crea un “nonluogo” cioè un ambiente che potrebbe essere in California come in Australia. Ci sono 3 semplici regole che permettono di evitare la perdita di identità: usare materiali del luogo, artigiani del luogo e stile del luogo.