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IL MIO VINITALY 2026

IL VINO VINCE SULLA PAURA DELLA GUERRA. NUOVA STRATEGIA DI VINIATLY 2026: IL VINO PROPOSTO PER TEMI OLTRE CHE PER REGIONI CON TURISMO, BIO, LOW ALCOL E SPIRITS

Vinitaly 2026 Comitato Grandi Cru Brunello Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

Vinitaly 2026 Comitato Grandi Cru Brunello Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

La 58° fiera del vino   inizia con il fiato sospeso guardando verso i colloqui fra USA e Iran, la riapertura dello stretto di Hormuz e quindi il futuro economico del mondo. Senza carburanti i commerci e il turismo si fermeranno e tutti lo sanno. C’è un’atmosfera strana in giro e noi produttori ci sentiamo come quelli che ballano nel salone di Titanic mentre la nave sta per affondare. C’è speranza ma anche paura, ma si va avanti.

UN UOMO IN CAMERA ALLE 3 DI NOTTE

Nella notte della vigilia io e Violante viviamo una piccola avventura. Verso le tre sentiamo dei rumori e ci sveglaimo con un uomo in piedi in camera nostra. <<Chi siete>> chiede lui e mia figlia prontissima <<chi sei tu questa è casa nostra>> quando risponde <<sono Francesco e carcavo il bagno>> capiamo che non è un ladro e che la porta di congiunzione fra due appartamenti era rimasta aperta. Dopo averlo cacciato Violante non riusciva a smettere di ridere ma entrambe abbiamo fatto fatica a riprendere sonno.

FIGLIE DI UNA DOC MINORE – LA SICILIA DELLE DONNE E DEL VINO

L’INTRODUZIONE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI AL LIBRO CHE RACCONTA LE DONNE CHE STANNO CAMBIANDO IL VOLTO DEL VINO SICILIANO. INTERVISTE E RACCONTI DI 24 DONNE

Figlie di una Doc Minore - La Sicilia delle Donne del Vino

Figlie di una Doc Minore – La Sicilia delle Donne del Vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il libro “La Sicilia delle donne del vino”  (Kleos Press pp 141 € 20) di Valeria Lopis è un meraviglioso affresco dell’enologia siciliana raccontata attraverso le protagoniste femminili.  Scrivere la prefazione di questo volume è stato un’emozione e un onore. Leggetelo, vi farà capire una terra feconda e ospitale dove le persone, la storia e la natura si uniscono formando un capolavoro.

Parlare delle Donne del vino e del loro contributo al cambiamento del vino italiano e specificamente del vino siciliano, richiede qualche riflessione preliminare.
In Italia le donne dirigono un terzo delle imprese agricole. Si tratta di imprese piccole, più piccole della media nazionale. Per questo la loro superficie agricola utilizzabile cioè la SAU è circa il 21% del totale. Tuttavia, questo 21% produce il 28% del PIL agricolo. Quindi, se la matematica non ci inganna, le imprenditrici agricole sono più brave e performanti degli imprenditori maschi.
Andando a vedere l’indagine effettuata fra le Donne del Vino nel 2016 scopriamo cosa c’è all’origine di questi brillanti risultati: le aziende dirette da donne sono più diversificate, ambientaliste, internazionalizzate e orientate alla produzione di vini con denominazione. In altre parole, sono meno intensive e più orientate su prodotti e servizi di qualità. Questo spiega perché sono più resilienti e hanno retto meglio nel corso delle crisi recenti.

VINITALY 2026 DIVENTA HUB

4 MILA CANTINE, 1000 TOP BUYER DI 70 PAESI E SOPRATTUTTO DA CANADA E USA, 100 EVENTI E TANTE NUOVE TENDENZE IN UN VINITALY 2026 CON MENO GLAMOUR E PIÙ BUSINESS

di Donatella Cinelli Colombini, Padiglione 6 Stand D4

Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino  

Vinitaly 2026

Vinitaly 2026

Le cantine ben organizzate, hanno fatto lo scouting che serve a individuare potenziali importatori presenti a Vinitaly ed hanno già l’agenda piena di appuntamenti anche con i buyer con cui lavorano. Costa infatti molto meno far assaggiare i nuovi vini in fiera piuttosto che spedire i campioni oppure andare a trovare gli importatori nei loro mercati.  La partecipazione a Vinitaly è quindi solo una piccola parte, anche se importantissima, del lavoro degli uffici commerciali. Poi c’è il follow up che a volte dura mesi o anni.

1000 BUYER ALLA RICERCA DI AFFARI

Per le cantine esordienti o poco attrezzate, c’è un sistema di matching che permette di trovare i contatti giusti fra i 1000 top buyer che Vinitaly ha invitato tramite ICE. Il gruppo di importatori più numeroso proviene da USA e Canada (+31 operatori) ma ci sono anche buyer da mercati promettenti come India, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Infine importatori dal Sudamericana con il Brasile in prima linea, nella speranza che parta l’accordo Mercosur. Nel primo Vinitaly, con Gianni Bruno direttore Generale, la strategia sembra essere “più business e meno glamour” in linea con le esigenze delle cantine alle prese con un periodo particolarmente complicato.
Per Vinitaly il competitore diretto non è più Prowein che è stato disertato in massa dalle cantine italiane, bensì Wine Paris. Una fiera che è andata molto bene per le imprese del nostro Paese, ed ha alle spalle il mastodontico sistema di pernottamenti e trasporti della capitale francese. Alla fine la competizione non è solo sul business fieristico, che Vinitaly può vincere, quanto sulla logistica di Verona che non può eguagliare quella della capitale francese.

IL VINO E LA MENTALITA’ VINCENTE

RAGGIUNGERE IL SUCCESSO È DIFFICILE MA MANTENERLO È ANCORA PIÙ DIFFICILE. COME DIFENDERE REPUTAZIONE E POSIZIONAMENTO DI UN VINO IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE?

Bordeaux mantenere il successo passa dalla difesa delle tradizioni

Bordeaux mantenere il successo passa dalla difesa delle tradizioni

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

La mentalità vincente nasce dall’ottimismo e dai successi. La prima vittoria è sui propri limiti concentrando lo sforzo su un problema e superandolo si innesca un processo virtuoso e una sensazione di cambiamento positivo che pian piano porta al successo.

LA LEZIONE DI JULIO VELASCO SUL SUCCESSO

E’ molto più difficile è mantenere il successo. <<Per rimanere vincenti >>secondo Julio Velasco <<è fondamentale non sentirsi mai arrivati>> . La mentalità vincente si mantiene superando i propri limiti, eliminando gli alibi dopo le sconfitte e concentrandosi costantemente sul miglioramento personale e del gruppo, trovando soluzioni anziché colpevoli.

Una lezione fondamentale anche per il vino e le denominazioni del vino. Per mantenere il successo <<non si molla mai. È la prima regola, quella che viene prima di tutto il resto>> Non bisogna mollare ne quando le cose vanno male e neanche quando vanno bene.

IL MONDO DEL VINO DI FRONTE ALLA FINE DI UN SUCCESSO CHE SEMBRAVA NON DOVESSE FINIRE MAI

Il mondo del vino, dopo anni di successi e di crescita, fa fatica a nuotare contro corrente e ad affrontare l’attuale congiuntura negativa con animo battagliero e una strategia nuova.

PRIMA MASTER OF WINE DONNA ITALIANA CRISTINA MERCURI

AVVOCATESSA, GRINTOSA, IDEALISTA E SUPER COMPETENTE NEL VINO QUESTA È CRISTINA MERCURI PALADINA DEL RINNOVAMENTO DELLA COMUNICAZIONE E DEL RUOLO DELLE DONNE

Cristina Mercuri MW degusta i vini delle Donne del Vino

Cristina Mercuri MW degusta i vini delle Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

La notizia era attesa perché da anni Gabriele Gorelli diceva <<Cristina sarà la prima Master of Wine donna italiana>> tuttavia vederla proclamare dalla prestigiosa istituzione londinese fa molto piacere.

I MASTER OF WINE UN GRUPPO RISTRETTO DI GURU DELVINO

L’esame per diventare Master odf Wine è molto difficile e i new entry sono sempre molto pochi. Quest’anno hanno ottenuto l’ambito riconoscimento solo 4 esperti: Karen Hong Liu MW (Hong Kong), Cristina Mercuri MW (Italy), Kim Oshiro MW (US), and Bryce Wiatrak MW (US). Nel totale i Master of wine sono 422 provenienti da 30 Paesi. Gli italiani sono quattro e oltre a lei ci sono Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo.

I GIOVANI FANNO VIVERE IL VINO DIVERSAMENTE

I RITUALI DI UN TEMPO SONO FINITI E I GIOVANI SCOPRONO IL VINO SULLO SMARTPHONE LO BEVONO SOPRATTUTTO VINI FUORI CASA E LO ASSOCIANO A CONVIVIALITÀ E VALORI

giovani e vino infedeli, bevono fuori casa e cercano nel vino racconto e valori

giovani e vino infedeli, bevono fuori casa e cercano nel vino racconto e valori

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Un esame dei dati di Nomisma Wine Monitor, Enpaia-Censis e WineNews rivela un nuovo modo di bere vino da parte dei giovani. Fra il 18 e i 30 anni il vino ha un nuovo stile di consumo e deve raccontare valori e territori in modo autentico.

TRASGRESSIVI E INFEDELI I GIOVANI CERCANO NEL VINO STORIE, VALORI E NUOVI AMICI

I giovani non legano il vino al rito del pasto a tavola. Forse questo dipende dalle famiglie meno strutturate di un tempo e da uno stile di vita con continui spostamenti. Ma i giovani consumano il vino fuori dalla convivialità domestica e il 45,3% dichiara di consumarlo sempre più spesso in occasioni come aperitivi, eventi, degustazioni rapide, wine bar e festival. Per gli over 65 avviene invece il contrario: l’80% beve vino nelle mura domestiche e circa il 15% fuori.

MICHEL ROLLAND UN ENOLOGO CHE HA SEGNATO UN’EPOCA

MICHEL ROLLAND È STATO L’ENOLOGO PIÙ INFLUENTE DEL MONDO PER TRENT’ANNI E SICURAMENTE IL MIGLIOR INTERPRETE DELL’ENOLOGIA INTERVENTISTA DI FINE NOVECENTO

Michel Rolland l'enologo più influente fra la fine del Novecento e l'inizio del Duemila

Michel Rolland l’enologo più influente fra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Nel periodo in cui i grandi vini acquistavano prestigio e mercato internazionale Rolland è stato consulente di 150 fra le cantine più importanti del mondo volando fra 14 diversi Paesi.
<<Se oggi nel mondo si producono tanti vini buoni come non mai, il merito, è di Michel Rolland. Con il grande critico Robert Parker, fondatore di “The Wine Advocate” e del “100 point system”, sono stati coloro che, per primi, a partire dagli Anni Settanta del Novecento, hanno cambiato il gusto del vino mondiale, rivoluzionando il nostro settore. >> Scrive Alessandro Regoli su WineNews mettendo in parallelo i due personaggi chiave di un’epoca e di uno stile del vino orientato su modelli internazionali dominanti.

MICHEL ROLLAND L’ENOLOGO DEI VINI PIENI, ROTONDI, LEGGIBILI

<<Con Rolland non viaggiava solo una persona, ma un metodo: raccolte più tardive, maturità fenolica spinta, estrazioni più decise, uso calibrato (ma spesso volutamente evidente) del legno.
Il risultato erano vini più pieni, più rotondi, più leggibili. Vini che non chiedevano di essere capiti: si offrivano>> spiega Tommaso Ciuffoletti su Intravino

DONNE DEL VINO TOSCANE DI NUOVO A BOLGHERI

VISITE A ORNELLAIA -FRESCOBALDI, GUADO AL TASSO – ANTINORI E I CANTIERI FILIPPI DOVE NASCONO VINI E BARCHE DI FAMA MONDIALE. UN’ESPERIENZA UNICA E STIMOLANTE

Denise Cosentino nuova enologa di Ornellaia

Denise Cosentino nuova enologa di Ornellaia guiderà la degustazione delle Donne del vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Venerdì 20 marzo le Donne del Vino toscane sono di nuovo in gita per entrare in tre luoghi cult del made in Italy: Ornellaia fiore all’occhiello della galassia Frescobaldi, Guado al Tasso ospiti dei Marchesi Antinori e i cantieri Filippi dove nascono gli scafi da canottaggio migliori del mondo. Un viaggio nell’eccellenza organizzato da Paola Rastelli per 30 socie.

ORNELLAIA STELLA DI BOLGHERI

Prima tappa Ornellaia  Nata nel 1981 in un territorio precedentemente consacrato ad altre coltivazioni, Ornellaia ha fino dall’inizio l’ambizione di emergere a livello internazionale impiegando le classiche varietà bordolesi. Nel 1985 escono le prime bottiglie, nel 1989 viene inaugurata l’avveniristica cantina e con la vendemmia 1998 il vino Ornellaia è al primo posto della classica TOP 100 di Wine Spectator. Dal 2005 l’azienda appartiene ai Marchesi Frescobaldi.
Dopo la visita guidata della cantina c’è la degustazione condotta dalla wine maker Denise Cosentino. Una giovane enologa che io ho conosciuto molti anni fa in Cina dove era professore universitario e direttore di produzione in prestigiose realtà enologiche locali. L’assaggeremo comprende Poggio alle Gazze, Le Volte, Le Serre Nuove, Ornellaia delle annate in corso.

FEDERICO FELLINI E DONATELLA

I MIEI INCONTRI CON FEDERICO FELLINI E IL FASCINO DI UN UOMO STRAORDINARIO CON UN ASPETTO ORDINARIO CHE TRASFORMAVA COSE ORDINARIE IN MODO STRAORDINARIO

Federico Fellini with his wife and the Guidotti and Cinelli Colombini families

Federico Fellini with
his wife and the Guidotti and Cinelli Colombini families

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Parlo di fatti avvenuti una cinquantina d’anni fa. Federico Fellini veniva spesso alla fattoria di mia madre a Montalcino, grazie alla comune amicizia con Mario Guidotti, giornalista e animatore culturale. Dopo le prime visite più formali, il più grande regista italiano, cominciò ad arrivare senza preavvertire, come una persona di famiglia.
Il problema era che, spesso, i miei erano fuori e io dovevo accogliere Fellini da sola. Io ero una giovanissima e vivevo tra Montalcino e Siena un’esistenza molto borghese e decisamente provinciale. Ero abituata a incontrare intellettuali e persone famose perché la mia famiglia aveva sempre avuto quel tipo di frequentazioni ma Federico Fellini era decisamente fuori misura.
Quell’uomo era un mito, un genio riconosciuto a livello mondiale con 5 premi Oscar. Una fama talmente gigantesca che avrebbe intimidito gente molto più attrezzata di me. Davanti a lui ero nervosissima, mi sudavano le mani, non riuscivo a stare e ferma e soprattutto dicevo solo qualche frase cortese ma non sapevo dialogarci, mi sembrava di non avere niente di interessante da dire. Peccato!
Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o l’allora giovanissimo Fabio Carlesi.

VINO E CANNABIS SONO COMPLEMENTARI NON ALTERNATIVI

BERE E FUMARE: UNA RICERCA MOSTRA CHE CHI FA FREQUENTE USO DI CANNABIS GENERALMENTE BEVE ANCHE ROSÉ, SPUMANTI E VINI DOLCI MENO DIFFUSA L’ALTERNANZA CON VINI ROSSI

Cannabis e vino sono alternativi o complementari

Cannabis e vino sono alternativi o complementari

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

La ricerca è stata pubblicata dal Journal of Wine Economics con la firma di Sophie Ghvanidze, Milan Scasny e Jon Hanf delle Università di Geisenhein e Praga. Mira ad indagare la relazione tra consumo di cannabis e consumo di vino e specificamente di capire se queste sostanze si comportino come sostituti o complementi. I dati scaturiscono da un sondaggio online su 523 consumatori tedeschi di vino, inclusi 215 utilizzatori di cannabis.

I VINI ROSE SPUMANTI E DOLCI SONO COMPLEMENTARI AL CANNABIS

Sono stati analizzati i consumi in quattro categorie di vino: bianco, rosso, rosé/spumante e vini dolci. Apparentemente i risultati forniscono evidenza di una relazione di complementarità: gli utilizzatori di cannabis riportano un consumo di vino significativamente più elevato rispetto ai non utilizzatori nella maggior parte delle categorie, eccetto il vino rosso. L’effetto è particolarmente marcato per rosé/spumanti e vini dolci.

IL BIOLOGICO IN VIGNA E’ ARRIVATO AL CAPOLINEA?

DA UN LATO IL LEADER DELLA BIODINAMICA NICOLAS JOLY ACCUSA LA VITICULTURA MODERNA DI PRODURRE VINI MORTI SULL’ALTRO LATO IL CLIMA SCATENA UNA FUGA DAL BIOLOGICO

Vigneti biologici Toscana Fattoria del Colle

Vigneti biologici Toscana Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Coltivo la mia terra in modo biologico, pago la certificazione, sono convinta di essere solo un custode del suolo agricolo e quindi di avere il dovere di preservarlo. Inoltre abito in mezzo alle vigne quasi tutto l’anno e non voglio che vi vengano usati diserbanti e pesticidi chimici perché mi spaventano i dati sul cancro innescato da questi prodotti.  Tuttavia coltivare in modo biologico è molto più costoso, riduce le produzioni e non fa aumentare i prezzi di vendita. Quindi innesca delle perdite non degli utili di bilancio.
Nei miei vigneti intendo andare avanti nonostante tutto e anzi intendo ridurre l’uso di rame e zolfo usando tecnologia e altri presidi naturali.
Ma la crisi del biologico c’è e, soprattutto in Francia, assomiglia a una fuga in massa dei vignaioli.

Fra poco, in quel Paese, circa venti prodotti fungicidi a base di rame perderanno l’autorizzazione alla commercializzazione, riducendo drasticamente il ventaglio di strumenti a disposizione dei produttori bio. Il crollo delle certificazioni già in atto in Francia avrà probabilmente un’accelerazione. Speriamo che l’Italia non adotti un provvedimento simile.

L’ATTACCO DI NICOLAS JOLY E DEI BIODINAMICI

Poi c’è l’attacco da parte dei produttori di “vini naturali “ e dei biodinamici con il loro leader Nicolas Joly che accusa i vini convenzionali di essere << perfetti, ma piatti e tutti uguali>> come ha detto a GamberoRosso. Joly attacca anche i “vini naturali” che sono un problema per tutti: non hanno certificazione per cui fanno tutto ciò che vogliono e spesso sono pop o mal fatti per cui allontanano i consumatori e creano confusione.

TAPPI, TACCHI E MIRACOLI

MADDALENA MAZZESCHI SI RACCONTA IN UN LIBRO CON GLI ANEDDOTI SPESSO ESILARANTI DI 40 ANNI DI PROFESSIONE NELLA COMUNICAZIONE DEL VINO DALLA LETTERA 33 AL CELLULARE

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Prima di tutto chi è Maddalena Mazzeschi. E’ umbra ma lega il suo nome a Montepulciano dove ha lavorato lungamente per il Consorzio del Vino Nobile per poi iniziare nel 1991 la libera professione come PR e consulente di marketing. Segue molte cantine ed ha organizzato per loro eventi e strategie anche molto innovative. E’ fra i collaboratori di WineSurf.
Ha collaborato anche con la mia azienda per un paio d’anni insegnandoci una maggior cura nel racconto tecnico del vino.
Quelli che molti non sanno è che Maddalena è consacrata secondo il rito dell’Orbo Virginum cioè è un apostolo laico in mezzo al Popolo di Dio. Anche per questo l’introduzione del libro è scritta dal Cardinale Ennio Antonelli.

TAPPI TACCHI E MIRACOLI BREVI RACCONTI ESILARANTI DI 40 ANNI DI STORIA DEL VINO

Il libro è in realtà un diario con brevi racconti scritti in due tempi: nel 2009 e poi nel 2025. La narrazione comincia quando Maddalena aveva 14 anni e arrivano ai nostri giorni. Lo stile è diretto, autoironico e racconta con fedeltà e dettaglio l’evoluzione del mondo che vino. Parte dagli anni eroici della sua affermazione qualitativa, segue la diffusione della cultura del vino e arriva della sua demonizzazione recente. Non ci sono scene da Oscar ma il racconto è talmente divertente da catturare l’attenzione anche sugli eventi più piccoli.

DONATELLA RACCONTA LA SUA INFANZIA

DONATELLA RACCONTA LE FREQUENTAZIONI DELLE CASE DI FIRENE E A MONTALCINO DOVE ARRIVAVANO INTELLETTUALI E PERSONE IMPORTANTI ACCOLTE COME AMICI TUTTO L’ANNO

Bernard Berenson le frequentazioni della casa dove è cresciuta Donatella Cinelli Colombini

Bernard Berenson le frequentazioni della casa dove è cresciuta Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Ho trascorso la mia infanzia fra Firenze e Montalcino. A Firenze la mia famiglia abitava in una villa sulle colline. Nel primo Trecento era stata di proprietà del padre di Giovanni Boccacio autore del Decameron. All’inizio del Novecento era di proprietà di un Vescovo cattolico inglese che l’aveva riempita di oggetti d’arte. Come tutti i beni dei nemici, durante la seconda guerra mondiale, la villa era stata sequestrata e affidata in custodia al Monte dei Paschi di Siena che aveva inventariato mobili e oggetti apponendo etichette e numeri su ognuno di essi. Gli eredi del Vescovo consideravano pericolosa l’Italia, non ci misero mai piede e vendettero la proprietà senza vederla, con tutto l’arredo dentro. Mio nonno la comprò intorno al 1950 con un’operazione audace che fu finanziata vendendo parte delle collezioni del bisnonno Pio Colombini professore di dermatologia e Rettore dell’Università di Cagliari e poi di Modena. Come molti accademici di quel tempo, Pio era un uomo colto e i suoi interessi non si limitavano alla medicina. Collezionava monete, libri, oggetti della tradizione sarda … Una parte dei suoi cimeli sono ora esposti nel Museo Etnografico di Nuoro, mentre altri finanziarono l’acquisto di Casa di Boccaccio.

COSA TRASFORMA UN VIGNAIOLO IN UN BIG DEL VINO?

DA COSA NASCONO LE STELLE DELL’ENOLOGIA E LE CANTINE DI GRANDI DIMENSIONI? TALENTO PERSONALE, INNOVAZIONE, VISIONE SULLE FUTURE TENDEZE DI MERCATO O COSA?

10 vini italiani-più-amati-Madonna-delle-Grazie-Marroneto

cosa trasforma un vignaiolo in grande produttore – Alessandro Mori Il Marroneto

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

A Montalcino, come a Barolo, ci sono molti produttori di vino nati in una famiglia contadina e diventati star internazionali dell’enologia. Mi sono sempre chiesta se questo processo fosse conseguenza alla crescita produttiva innescata da un’innovazione o da un’intuizione commerciale … oppure nascesse dalla capacità di interpretare i doni della terra come fa uno scultore col marmo.

ESSERE GRANDI PRODUTTORI SIGNIFICA PRODURRE GRANDE QUALITA’ O GRANDI NUMENRI

Come avviene il processo di trasformazione da vignaiolo in imprenditore di successo?
Ovviamente i grandissimi wine maker – e penso a persone come Bepi Quintarelli, Alessandro Mori del Marronetto oppure a Elena Fucci – con i loro splendidi vini accendono l’attenzione sul loro territorio, dando un esempio e un’apertura commerciale anche agli altri produttori.
Il loro successo sembra legato al loro talento personale e alla loro capacità di renderlo visibile.
Poi ci sono i produttori di successo che si trasformano da vignaioli in grandi imprenditori e su questo vorrei puntare l’attenzione.
Nei libri la trasformazione da artigiano in imprenditore è descritta come il passaggio dal fare le cose a gestire la produzione e pianificare le strategie a lungo termine <<dal lavorare nel laboratorio a lavorare sul laboratorio>>. Trasferendo il concetto nel vino potremmo dire che un vignaiolo diventa imprenditore quando smette di pensare solo alla vigna e inizia a ragionare in termini di progetto, mercato e valore.

MONICA LARNER: OTTIMI PUNTEGGI DEI NUOVI BRUNELLO

Brunello Prime Donne 2021, Brunello di Montalcino 2021 e Brunello Riserva 2020 Donatella Cinelli Colombini wine advocate ratings Casato Prime Donne, Montalcino, Toscana

Brunello Prime Donne 2021, Brunello di Montalcino 2021 e Brunello Riserva 2020 Donatella Cinelli Colombini wine advocate ratings Casato Prime Donne, Montalcino, Toscana

ROBERT PARKER -WINE ADVOCATE PUBBLICA I GIUDIZI DEI BRUNELLO 2021 E RISERVA 2020 APPENA USCITI SUL MERCATO CON MERAVIGLIOSE DESCRIZIONI DI MONICA LARNER

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Come sempre Monica Larner editor del Robert Parker -Wine Advocate, colpisce per la sua professionalità giornalistica superiore alla media. Lei non è solo un’assaggiatrice, come sono molti suoi colleghi, lei è soprattutto una giornalista capace di narrare i territori del vino e spiegarne l’evoluzione nel tempo. Leggerla aiuta a capire le denominazioni di cui lei è una delle narratrici più fedeli e profonde. Questo tratto professionale le deriva dalla formazione alla Boston University e poi alla New York University oltre che dall’esperienza nelle redazioni di tre quotidiani importanti: La Repubblica, International Herald Tribune e Corriere della Sera.
Un bagaglio più che solido a cui, in anni più recenti, si è unita un’eccellente capacità di assaggio che inserisce Monica Larner fra i migliori critici del vino del mondo.

                                                                       
Cinelli Colombini
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