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LE CANTINE TURISTICHE DELLA SARDEGNA 2026

METÀ DELLE CANTINE SARDE HANNO SOPRATTUTTO VISITATORI ESTERI E 1/3 ACCOLGONO OLRE 2000 ENOTURISTI L’ANNO MA CHI NON HA L’AUTO PAGA CARISSIMO IL VIAGGIO PER ANDARCI

Turismo del vino in Sardegna

Turismo del vino in Sardegna

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Valeria Pilloni Presidente del MTVMovimento Turismo del Vino della Sardegna, ha presentato a Vinitaly la prima indagine sulla wine hospitality nelle cantine turistiche della sua regione. L’analisi è stata effettuata da Antonello Maruotti direttore scientifico di Ceseo -Centro studi enturistici e oleoturistici dell’Università Lumsa di Roma dove è professore ordinario di statistica. La raccolta dei dati è avvenuta nel novembre 2025 sulle aziende associate ad MTV quindi su un campione di imprese fortemente orientate all’enoturismo.

I dati su cui concentriamo la nostra attenzione sono otto e permettono di evidenziare l’ottima crescita della wine hospitality nelle cantine sarde ma anche una seria criticità nelle infrastrutture di trasporto che, di fatto, impediscono l’arrivo a chi non ha l’auto.

LO STILE DI LEADERSHIP FEMMINILE DEL VINO E’ IL MIGLIORE

MIB TRIESTE SCHOOL OF MANAGEMENT PRESENTA A VINITALY 2026 LA SUA RICERCA SULLE DONNE IMPRENDITRICI DEL VINO: PIÙ VISIONE E PIÙ ATTENZIONE ALLE PERSONE

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Le imprenditrici del vino si rivelano più contemporanee dei colleghi maschi: creano azienda più strutturate, proiettate nel futuro, attente della sostenibilità e capaci di valorizzare le risorse umane. Il profilo dei wine menagers donne è stato disegnato da un gruppo di lavoro del MIB Trieste School of Management che ha collaborato con le Donne del Vino.

Lo studio si intitola “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole” ed è stato presentato a Vinitaly il 14 aprile 2026. Sono state intervistate 152 imprenditrici e managers.

Pierpaolo Penco, che ha guidato l’analisi ed è il responsabile della formazione in Wine Business di MIB Trieste School of Management, ha messo l’accento sulla maggiore criticità del vino italiano che, a suo avviso, non è il vino in sè stesso <<ma la struttura delle imprese>> perché il modello tradizionale non è più adatto ad affrontare la complessità attuale. In questo scenario <<la leadership femminile emerge come uno dei fattori che accompagnano il passaggio verso organizzazioni più evolute, capaci di pianificare, delegare e lavorare sul lungo periodo>>.

18 MILIONI DI ITALIANI VOGLIONO FARE ENOTURISMO

ROBERTA GARIBALDI A VINITALY COMUNICA CHE IL 90,4% DEGLI ITALIANI È COINVOLTO IN ESPERIENZE LEGATE AL VINO, IN AUMENTO DI 4,5 MILIONI RISPETTO AL 2024

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

La presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico Roberta Garibaldi ha presentato a Vinitaly uno studio realizzato in collaborazione con Ascovilo-Associazione Consorzi del vino della Lombardia presieduto da Giovanna Prandini. La visita degli italiani a cantine, caseifici, frantoi, pastifici e altri luoghi di produzione agroalimentare è salita, fra i turisti italiani dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025.
L’enoturismo è entrato in una fase matura e accanto alla consueta visita in cantina sono molto richieste le degustazioni di vini e l’abbinamento cibo-vino.

IL FATTORE UMANO E’ LA CHIAVE DEL SUCCESSO DELLE CANTINE

Il numero delle cantine per ogni viaggio scende e diventa una tappa da alternare ad altre esperienze perdendo il carattere di meta esclusiva. Il fattore umano aumenta la sua importanza e diventa persino un motivo per tornare dove si è già stati.

9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (3)

ULTIME 3 TAPPE DELLA MIA MINIGUIDA AI TESORI CHE SOLO UN RESIDENTE CONOSCE DAVVERO E CHE TRASFORMANO UN VIAGGIO IN UN’AVVENTURA CAPACE DI SORPRENDERE E ARRICCHIRE

Bagno Vignoni Toscana Lovers

Bagno Vignoni Toscana Lovers

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Ecco l’elenco completo dei luoghi, le esperienze, lo shopping e gli assaggi che consiglio nella parte più panoramica e intatta della Toscana

1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive

IL PARCO DEI MULINI E LA BALENA BIANCA

7. Il parco dei mulini (33 km dalla Fattoria del Colle) e la balena bianca a Bagno Vignoni – San Quirico e Castiglion d’Orcia
Questa è un’avventura nella storia per la quale servono buone gambe e un certo spirito trasgressivo. Bagno Vignoni è forse il centro termale più famoso del mondo, è piccolissimo ma è l’unico rimasto intatto dal medio evo ai giorni nostri. Oltre alla vasca antica intorno alla quale c’è il mio negozio Toscana Lovers con i miglior artigianato della nostra regione, è possibile scendere nel Parco dei mulini con le grotte per le macine del grano, che sembrano quelle di Polifemo e dei ciclopi.

IL VINO PIÙ CARO DEL MONDO

È UN LA ROMANÉE-CONTI DEL 1945 PAGATO 812.000$ LA BOTTIGLIA DI VINO PIÙ CARA MAI VENDUTA. BATTUTA ALL’ASTA A NEW YORK DA ACKER DURANTE I FESTEGGIAMENTI LA PAULÉE

Il vino più caro del mondo battuto all'asta a New York ROMANÉE-CONTI DEL 1945 PAGATO 812.000$

Il vino più caro del mondo battuto all’asta a New York ROMANÉE-CONTI DEL 1945 PAGATO 812.000$

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

La bottiglia più cara mai venduta è un  Romanée-Conti del 1945 pagato 812.000$. Battuta all’asta a New York da Acker durante i festeggiamenti La Paulée
L’asta dei record, che rilancia il mercato dei collezionisti di bottiglie da investimento, ha totalizzato un importo complessivo di 25 milioni di Dollari.
Si è svolta a New York ed è stata battuta da Acker una delle  più antiche (fondata nel 1820) e prestigiose case d’asta di vini d’America. L’asta si è svolta durante La Paulée. Un evento che era originariamente era la festa borgognona di fine vendemmia ma ora è itinerante. Deve il suo nome alla padella in cui veniva servito il cibo nell’originaria tradizionale ricorrenza.

COSA FA LA NEUROSCIENZA PER IL VINO

VINCENZO RUSSO SPIEGA COME IL NEUROMARKETING USA L’AI PER CREARE PACKAGING CAPACI DI RACCONTARE I VINI E I TERRITORI DOVE NASCONO, FARLI COMPRARE E AMARE

Vincenzo Russo docente di neuromarketing e Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025 con le Donne del Vino

Vincenzo Russo docente di neuromarketing e Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025 con le Donne del Vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Vincenzo Russo Professore di Psicologia dei Consumi e Direttore Scientifico del Centro di Ricerca in Neuromarketing dell’Università Iulm di Milano ha scritto libri fondamentali sul funzionamento del cervello umano in relazione alle decisioni di acquisto.
Da 18 anni studia specificamente come e perché il consumatore sceglie un vino anziché un altro. Ora usa l’Intelligenza Artificiale per << classificare le risposte emotive umane e per costruire storyboard preliminari per l’analisi neuroscientifica di spot e video istituzionali>> come Vincenzo Russo ha spiegato al settimanale TreBicchieri.

LA SCELTA DI ACQUISTARE UN VINO E’ PIU’ EMOTIVA CHE RAZIONALE

Questo perché l’uomo è una “macchina emotiva che pensa e non una macchina razionale che si emoziona” come afferma lo psicologo Antonio Damasio. Da questo dipende un processo che, in pochissimi secondi (parliamo di 200 millisecondi, prima dell’elaborazione cognitiva cosciente), fa interagire la corteccia orbitofrontale, sistema limbico e circuiti dopaminergici. Secondo Russo mentre scegli una bottiglia il consumatore agisce in modo estremamente emotivo attivando << simultaneamente aree olfattive primarie, aree deputate alla memoria episodica e il sistema cerebrale di ricompensa>>. In questa reazione che assomiglia più all’affascinazione erotica che al business anche il prezzo attiva <<quella che chiamiamo area del liking, modificando non solo le aspettative, ma anche la risposta neurale reale al piacere>> per cui il prezzo alto fa prefigurare il futuro piacere.

COME CAMBIA IL MERCATO DEI FINE WINES

BASTA IL CAMBIO GENERAZIONALE PER SPIEGARE IL CALO DI INTERESSE PER I VINI DA INVESTIMENTO? CON LA FINE DELLA BOLLA SPECULATIVA BISOGNA TORNARE A BERE I FINE WINES?

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Hedonism Londra il negozio cult dei fine wines

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

I “fine wines” sono i vini da investimento da gestire come titoli, diamanti o francobolli, sono vini cioè che non vengono bevuti ma conservati nelle casseforti per poi essere rivenduti a prezzo più alto.  Attualmente il mercato dei “fine wines” è in grande difficoltà soprattutto per quanto riguarda i vini francesi che tradizionalmente dominano la scena.

THE DRINK BUSINESS ALLA RICERCA DEL MALE OSCURO DEI FINE WINES

The Drink business ha intervistato alcuni dei maggiori esperti di questo settore primo di tutti Liv-ex che è un portale britannico simile al Nasdaq. Quest’ultimo fornisce, in tempo reale, grafici, analisi tecniche, componenti, quotazioni per i titoli di borsa mentre Liv.ex lo fa per i fine wines. Riporto le testuali parole di Max Lalondrelle <<c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel modo in cui vendiamo [vini] pregiati in questo momento>>.
Qual è questo sbaglio? Chi compra un vino su prenotazione e poi lo vede arrivare sul mercato a prezzo più basso si arrabbia e capisce che pagare in anticipo non conviene. Per questo il sistema speculativo si è rotto e gli investimenti sono calati.

COSA SUCCEDE SE UN CONSUMATORE DI VINO SI AMMALA

DOPO CHE L’ OMS HA DETTO “NON ESISTE UN LIVELLO SICURO DI CONSUMO DI ALCOL” I CONSUMATORI MODERATI SONO TRATTATI COME ALCOLISTI E AMMALARSI DIVENTA RISCHIOSO

W. Blake Gray cosa succede a un bevitore di vino se si ammala

W. Blake Gray cosa succede a un bevitore di vino se si ammala

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

W. Blake Gray racconta in articolo di WineSearcher la sua disavventura negli ospedali di San Francisco per una malattia virale acuta causata da un virus respiratorio sinciziale (RSV). Tutto è finito bene ma quello che è successo fa riflettere perché non riguarda un ospedale di un Paese islamico tipo Dubai ma della California che è uno degli stati con maggior produzione di vino nel mondo.

Per i giovani medici la risposta affermativa alla domanda <<consuma alcol?>> mette il paziente automaticamente fra gli alcolisti. La domanda cambia da parte dei medici anziani che chiedono <<quanto vino beve?>>. Da questo diverso approccio nasce una diversa valutazione dei sintomi del paziente che mette a rischio la sua salute e persino la sua vita.

LO ZABAIONE DI SERGIO ZAVOLI

UNO DEI MAGGIORI GIORNALISTI ITALIANI DI TUTTI I TEMPI, SERGIO ZAVOLI, E LA SUA LEZIONE SUL PREZZO DEL SUCCESSO CHE OGNUNO PAGA IN MODO DIVERSO

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Sergio Zavoli è stato un maestro e un leone del giornalismo, un uomo di cui tutti ammiravano l’intelligenza e il coraggio. In RAI dal 1947 ha presieduto la televisione di stato per sei anni e poi fu eletto per tre volte al Senato ricoprendo incarichi anche molto delicati come quello di presidente della Commissione di vigilanza RAI. Ha innovato la televisione legando il suo nome a programmi che hanno fatto epoca: Processo alla tappa, sul giro d’Italia o la Notte della Repubblica sugli anni di piombo.

SERGIO ZAVOLI A MONTALCINO

Zavoli era arrivato da noi per far parte della giuria del Premio Barbi Colombini chiamato da Mario Guidotti. Il Premio fu il primo evento di statura nazionale organizzato a Montalcino fuori dalla sfera strettamente enologica. Era stato creato da mia madre Francesca Colombini nel 1981 con l’aiuto del giornalista parlamentare Guidotti che di questa iniziativa, era il segretario e l’anima.
Come di consueto mia madre usava la buona tavola per creare un legame con gli ospiti. Zavoli adorava lo zabaione al vin santo e lei gli faceva preparare dei baba allo zabaione di dimensioni monumentali dalla cuoca Luisa Strada.

I PUNTEGGI IN CENTESIMI SUI VINI SERVONO ANCORA?

LA RISPOSTA E’ SI MA NON BASTANO IN UN’EPOCA DOVE I CONSUMATORI CERCANO NEL VINO COME IN TUTTO CIÒ CHE COMPRANO, UNA RAPPRESENTAZIONE DI SÉ E DEI PROPRI VALORI

Kostantin Baum MW i punteggi dei vini

Kostantin Baum MW i punteggi dei vini

DI Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Oggi i critici non sono più i soli ad esprimere giudizi sui vini, ci sono sommelier, wine educator, influencer, rivenditori, algoritmi e consumatori comuni che postano i loro giudizi nei portali. Inoltre molti consumatori soprattutto giovani privilegiano valori come la sostenibilità, l’autenticità e la capacità del vino di raccontare piuttosto che la “qualità” concetto astratto e forse meno aderente al loro bisogno di rappresentare sé stessi attraverso ciò che mangiano, ciò che vestono, o lo stile del luogo dove vivono.
Per questo <<l’autorità un tempo riposta in un singolo punteggio appare sempre più instabile>> scrive Konstantin Baum più giovane Master of Wine tedesco. Le note qui sotto sono in gran parte tratte dal suo articolo di WineSearcher che vi invito a leggere.

VENDITA DIRETTA IN CANTINA

LA VENDITA DIRETTA AI TURISTI ESTERI CHE VOGLIONO RICEVERE IL VINO A CASA È UN’OPPORTUNITÀ MA ANCHE UN PROBLEMA BUROCRATICO CHE SOLO I MIGLIORI CORRIERI RISOLVONO

Negozio della cantina Casato Prime Donne Montalcino Toscana

Negozio della cantina Casato Prime Donne Montalcino Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nello splendido auditorium Masi Monteleone in mezzo alle vigne della Valpolicella Assoenologi e Direct from Italy parlano di come la tecnologia possa agevolare le vendite dirette d2c cioè gli acquisti dei turisti stranieri a cui bisogna spedire il vino a casa. Tutte le cantine desiderano sviluppare il direct to consumer ma poche ci riescono e molte non lo fanno in modo corretto.

In un momento di crisi come quello attuale la marginalità del negozio e dello shop online ai turisti diventa estremamente importante per le cantine. Nella dichiarazione di Francesco Prizzon di Direct from Italy a WineNews leggiamo << la vendita diretta internazionale presenta margini del 70% contro il 25-30% di quella a scaffale>>.

MODA, DESIGN E VINO SORPRENDENTEMENTE SIMILI 1

PERCORRIAMO IN 10 TAPPE IL PRIMO VENTENNIO DEGLI ANNI DUEMILA METTENDO IN PARALLELO MODA DESIGN E VINO SCOPRENDO CHE RISPECCHIANO LA CIVILTA’ CONTEMPORANEA

vino donne e design Vinitaly

Vino donne e design Vinitaly

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino  

L’analisi  è stata realizzata in occasione della presentazione dell’Orcia DOC Riserva 2020 Cenerentola e mira a riaffermare il concetto “il vino è cultura” al pari delle altre espressioni della creatività umana. Ha riguardato soprattutto il confronto con moda e design.

Qui ho cercato di raccontare l’evoluzione del vino mettendolo in parallelo a ciò che avviene nella moda e in particolare con il prêt-à-porter di Armani e Dior. Per il design ho incentrato l’attenzione sul Salone del mobile di Milano.

Il parallelismo è coincidente e si caratterizza con lo stesso percorso dallo spettacolare alla semplicità e al sostenibile. All’inizio del nuovo millennio gli abiti mostrano un luxury ostentato e una tendenza all’eccesso che corrisponde ai vini giganti con molto colore, alcol, potenza, legno. Nel design sono gli anni dell’estetica high-tech con linee essenziali, superfici lisce e arredi geometrici di grande impatto.

Segue una ricerca di sobrietà che nella moda si caratterizza con l’uso del nero e di colori austeri che coincide con la crisi economica del 2008. Nel design si afferma una nuova sensibilità austera che porta al riuso, i materiali naturali e la sostenibilità. Nel vino segna il momento di passaggio dal protagonismo della cantina al ritorno alle vigne.

IL MIO VINITALY 2026

IL VINO VINCE SULLA PAURA DELLA GUERRA. NUOVA STRATEGIA DI VINIATLY 2026: IL VINO PROPOSTO PER TEMI OLTRE CHE PER REGIONI CON TURISMO, BIO, LOW ALCOL E SPIRITS

Vinitaly 2026 Comitato Grandi Cru Brunello Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

Vinitaly 2026 Comitato Grandi Cru Brunello Prime Donne Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

La 58° fiera del vino   inizia con il fiato sospeso guardando verso i colloqui fra USA e Iran, la riapertura dello stretto di Hormuz e quindi il futuro economico del mondo. Senza carburanti i commerci e il turismo si fermeranno e tutti lo sanno. C’è un’atmosfera strana in giro e noi produttori ci sentiamo come quelli che ballano nel salone di Titanic mentre la nave sta per affondare. C’è speranza ma anche paura, ma si va avanti.

UN UOMO IN CAMERA ALLE 3 DI NOTTE

Nella notte della vigilia io e Violante viviamo una piccola avventura. Verso le tre sentiamo dei rumori e ci sveglaimo con un uomo in piedi in camera nostra. <<Chi siete>> chiede lui e mia figlia prontissima <<chi sei tu questa è casa nostra>> quando risponde <<sono Francesco e carcavo il bagno>> capiamo che non è un ladro e che la porta di congiunzione fra due appartamenti era rimasta aperta. Dopo averlo cacciato Violante non riusciva a smettere di ridere ma entrambe abbiamo fatto fatica a riprendere sonno.

FIGLIE DI UNA DOC MINORE – LA SICILIA DELLE DONNE E DEL VINO

L’INTRODUZIONE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI AL LIBRO CHE RACCONTA LE DONNE CHE STANNO CAMBIANDO IL VOLTO DEL VINO SICILIANO. INTERVISTE E RACCONTI DI 24 DONNE

Figlie di una Doc Minore - La Sicilia delle Donne del Vino

Figlie di una Doc Minore – La Sicilia delle Donne del Vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il libro “La Sicilia delle donne del vino”  (Kleos Press pp 141 € 20) di Valeria Lopis è un meraviglioso affresco dell’enologia siciliana raccontata attraverso le protagoniste femminili.  Scrivere la prefazione di questo volume è stato un’emozione e un onore. Leggetelo, vi farà capire una terra feconda e ospitale dove le persone, la storia e la natura si uniscono formando un capolavoro.

Parlare delle Donne del vino e del loro contributo al cambiamento del vino italiano e specificamente del vino siciliano, richiede qualche riflessione preliminare.
In Italia le donne dirigono un terzo delle imprese agricole. Si tratta di imprese piccole, più piccole della media nazionale. Per questo la loro superficie agricola utilizzabile cioè la SAU è circa il 21% del totale. Tuttavia, questo 21% produce il 28% del PIL agricolo. Quindi, se la matematica non ci inganna, le imprenditrici agricole sono più brave e performanti degli imprenditori maschi.
Andando a vedere l’indagine effettuata fra le Donne del Vino nel 2016 scopriamo cosa c’è all’origine di questi brillanti risultati: le aziende dirette da donne sono più diversificate, ambientaliste, internazionalizzate e orientate alla produzione di vini con denominazione. In altre parole, sono meno intensive e più orientate su prodotti e servizi di qualità. Questo spiega perché sono più resilienti e hanno retto meglio nel corso delle crisi recenti.

VINITALY 2026 DIVENTA HUB

4 MILA CANTINE, 1000 TOP BUYER DI 70 PAESI E SOPRATTUTTO DA CANADA E USA, 100 EVENTI E TANTE NUOVE TENDENZE IN UN VINITALY 2026 CON MENO GLAMOUR E PIÙ BUSINESS

di Donatella Cinelli Colombini, Padiglione 6 Stand D4

Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino  

Vinitaly 2026

Vinitaly 2026

Le cantine ben organizzate, hanno fatto lo scouting che serve a individuare potenziali importatori presenti a Vinitaly ed hanno già l’agenda piena di appuntamenti anche con i buyer con cui lavorano. Costa infatti molto meno far assaggiare i nuovi vini in fiera piuttosto che spedire i campioni oppure andare a trovare gli importatori nei loro mercati.  La partecipazione a Vinitaly è quindi solo una piccola parte, anche se importantissima, del lavoro degli uffici commerciali. Poi c’è il follow up che a volte dura mesi o anni.

1000 BUYER ALLA RICERCA DI AFFARI

Per le cantine esordienti o poco attrezzate, c’è un sistema di matching che permette di trovare i contatti giusti fra i 1000 top buyer che Vinitaly ha invitato tramite ICE. Il gruppo di importatori più numeroso proviene da USA e Canada (+31 operatori) ma ci sono anche buyer da mercati promettenti come India, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Infine importatori dal Sudamericana con il Brasile in prima linea, nella speranza che parta l’accordo Mercosur. Nel primo Vinitaly, con Gianni Bruno direttore Generale, la strategia sembra essere “più business e meno glamour” in linea con le esigenze delle cantine alle prese con un periodo particolarmente complicato.
Per Vinitaly il competitore diretto non è più Prowein che è stato disertato in massa dalle cantine italiane, bensì Wine Paris. Una fiera che è andata molto bene per le imprese del nostro Paese, ed ha alle spalle il mastodontico sistema di pernottamenti e trasporti della capitale francese. Alla fine la competizione non è solo sul business fieristico, che Vinitaly può vincere, quanto sulla logistica di Verona che non può eguagliare quella della capitale francese.

                                                                       
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