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ANTINORI UN GIGANTE CHE SEMBRA PICCOLO

ANTINORI UN FUTURO ANTICO: SEMBRA UNA BOUTIQUE E INVECE È UN COLOSSO INTERNAZIONALE PERCEZIONE ESTERNA E REALTÀ PRODUTTIVA DELLA REGINA DEL VINO ITALIANO

Corrado-Clini-Piero-Antinori

Corrado-Clini-Piero-Antinori inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Mi ricordo che Ezio Rivella mi raccontò <<mi dissero “Banfi è troppo grande per fare buoni vini” e io risposi “secondo lei qual è la dimensione giusta per una cantina importante che vuole produrre grandi vini?” e mi dissero Antinori. Mi misi a ridere magari Banfi fosse grande come Antinori!>>.

I MARCHESI ANTINORI SEMBRANO UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI TOSCANI INVECE SONO UN COLOSSO INTERNAZIONALE

Questo racconto spiega bene la percezione di Antinori da parte del grande pubblico: un’impresa familiare, che produce vino eccezionali e rari. Non sembra il colosso internazionale che è in realtà. Corroborano questa immagine lo stile disinvolto, molto alla mano, di Piero Antinori e delle sue tre figlie. Vestiti semplici, auto normali, comportamenti gentili …. L’opposto esatto di chi si dà delle arie..
Anche esplorando il sito è difficile farsi un’idea: sono visibili le 7 tenute della Toscana quelle in Umbria e in Franciacorta ma manca Jermann e Prunotto manca Malta, le tenute in Cile e California…. 

IL VINO IN USA FRA DAZI E PROIBIZIONISMO

NON C’È PACE PER IL VINO SUL CONTINENTE AMERICANO OLTRE ALLA MINACCIA DEI DAZI DI TRUMP CRESCE QUELLA DEI PROIBIZIONISTI SOSTENUTI DALL’EX PRESIDENTE BIDEN

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il tutto mentre continuano a uscire studi che dimostrano come il vino, in consumi moderati, faccia bene alla salute.
Tre articoli di WineSearcher illustrano la paradossale situazione di un mondo scientifico in palese contraddizione. Il primo è di Don Kavanagh e riguarda un articolo pubblicato sul Canadian Journal of Cardiology che individua i quattro modi principali con cui le persone possono ridurre il rischio di un infarto: il terzo è bere più vino spumante e/o bianco. Al quarto posto c’è bere vino rosso. Ovviamente si parla di piccole quantità giornaliere non di grandi bevute. Al primo posto c’è l’aumento della quantità di aria che puoi espellere in un secondo e al secondo la riduzione del giro vita.

ILVINO E’ FRA LE COSE CHE SALVANO DALL’INFARTO

Il rapporto, redatto da sei ricercatori dell’Università Fudan di Shanghai e basato su dati provenienti dal Regno Unito UK Biobank.  Riguarda il periodo tra il 2006 e il 2010 ed ha un campione di mezzo milione di volontari britannici di età compresa tra 40 e 69 anni che consentirono l’uso dei loro dati sanitari da parte dei ricercatori per i successivi 30 anni.

RINASCITA DEL VINO AUSTRALIANO: UN BUON ESEMPIO

I PRODUTTORI AUSTRALIANI MOSTRANO L’IMPORTANZA DELLA CONDIVISIONE DI ESPERIENZE E PROGETTI PER RITROARE IL SUCCESSO USANDO BENE GLI INCENTIVI PUBBLICI

Vino Australiano rinascita Bass Phillip

Vino Australiano rinascita Bass Phillip

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #OrciaDoc

Fino allo scorso anno, le notizie che arrivavano dalle cantine australiane, erano abbastanza sconfortanti: problemi climatici, commerciali, l’immagine di vini monolitici e di grande volume che andavano di moda alla fine del Novecento … poi la ripresa. Un bellissimo articolo di Wine Searcher racconta questo percorso.

I MOTIVI DELLA CRISI DEL VINO AUSTRALIANO

Il maggior guaio era il mercato cinese con i dazi al 218% che avevano fatto crollare le esportazioni da 1,24 miliardi a 1 milione di Dollari australiani. Nel marzo scorso queste tasse di esportazione sono state cancellate.
Va ricordato che l’industria del vino australiana è concentrata su un numero relativamente piccolo di cantine, ha delle cantine-locomotore che tirano il mercato e delle università, soprattutto Adelaide che rispondono tempestivamente ai bisogni dei wine makers.

COOP DEL VINO SONO IN CRISI O IN SALUTE?

LEGGO SU WINE SEARCHER UN ARTICOLO PREOCCUPANTE SULLE DUE COOPERATIVE DEL VINO IN CRISI – MONCARO E CANTINE EUROPA- MA I DATI NAZIONALI MOSTRANO UNA SITUAZIONE BUONA

Assessore Antonini con le Donne del Vino

Assessore Antonini con le Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Durante il mio viaggio nelle Marche con le Donne del Vino, nel giugno scorso, la parola Moncaro veniva fuori come un incubo ricorrente. La crisi della principale cooperativa, quella che produce un quarto di tutto il Verdicchio è davvero un incubo per il vino marchigiano.
Per fortuna ci sono persone che possono dare un valido aiuto. Michele Bernetti, Presidente dell’Istituto marchigiano di tutela dei vini è bravissimo, corretto e coraggioso. Lo conosco da sempre e lo ammiro da sempre come uno degli uomini del vino più capaci, altruisti e equilibrati. Parla poco, ascolta molto e sa sempre quello che dice.

MONCARO E IL VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI

Ho conosciuto l’Assessore Regionale all’Agricoltura Andrea Maria Antonini, che mi ha fatto un’ottima impressione. E’ una persona intelligente e responsabile, credo farà il possibile per limitare i danni. Certo il problema è grosso perché i 25 milioni di Euro di debiti delle Terre Cortesi-Moncaro sono tanti.

I VINI PIÙ CARI DI BORDEAUX VI SORPRENDERANNO

PRIMO LIBER PATER, FRA I PRIMI 5 PIÙ CARI BOREDAUX NON CI SONO I CELEBRI 5 CHÂTEAUX DELLA CLASSIFICA DEL 1855 MA C’È PETRUS E ALTRI DUE VINI DEL POMEROL

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secondo vino più caro di Bordeaux Donatella-Cinelli-Colombini-con-una -magnum- di- Petrus-

di #donatellacinellicolombini,  #winedestination

Haut Brion è sesto seguito da Lafite e Latour. Incredibile!!!!
Non è una classifica di merio ma semplicemente la lista dei vini più cari calcolata come media dei prezzi delle rivendite di tutto il mondo.

LA LISTA DEI VINI PIU’ CARI DI BORDEAUX E’ TRATTA DALLO SCONFINATO DATA BASE DI WINE SEARCHER

I listini da cui è stratta la media sono pubblicati su Wine Searcher che è una specie di enciclopedia del vino con un motore di ricerca che lavora sui prezzi di 99.390 rivendite e elabora 19 milioni di cartellini.
Gli appassionati che usano WineSearcher in ogni parte del mondo, per comprare e confrontare i prezzi, sono oltre cinque milioni al mese.
Capite bene che il “prezzo medio” fornito da WineSearcher è assolutamente attendibile a livello planetario. Per questo, forse, le grandi cantine bordolesi, con milioni di bottiglie prodotte ogni anno, come le 5 First Growth o, per dirla alla francese, i cinque Premier Cru di Bordeaux non spiccano in cima alla classifica.

I VINI PIU’ CARI D’ITALIA

IL BARBARESCO ROAGNA CRICKET PAJE E’ IL VINO PIU’ CARO D’ITALIA SEGUITO DAL SUPERTUSCAN MASSETO SEGUITO DAL BAROLO BRUNATE RISERVA DI GIUSEPPE RINALDI

Frescobaldi Masseto IGT Toscana

Frescobaldi Masseto IGT Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

I vini italiani non hanno ancora raggiunto le vette di Napa o Borgogna ma cominciano a costare cifre ragguardevoli. Anche i vini più esclusivi del nostro Paese raramente si avvicinano alle mille sterline, anche se quasi tutti hanno visto i loro prezzi aumentare gradualmente negli ultimi dieci anni.

COME NASCE L’ELENCO DEI VINI ITALIANI PIU’ COSTOSI DI WINE SEARCHER

L’elenco proviene dagli sterminati data base di WineSearcher che raccoglie 6 milioni di offerte provenienti da negozi e rivendite di tutto il mondo. E’ costantemente aggiornata. Ogni giorno vengono attivate procedure manuali e automatiche con lo scopo di rimuovere listini prezzi non aggiornati, prezzi sbagliati, o ingannevoli.
Accanto a ogni vino è indicato il suo prezzo medio (escluso le tasse) calcolato sui cartellini di tutte le enoteche e i commercianti che lo propongono.
La lista dei vini più cari è dunque basata su un rilevamento accurato del mercato enologico e quindi assolutamente attendibile.
Tuttavia, almeno in parte, è sorprendente.
Non c’è il Sassicaia che è indubbiamente un simbolo del lusso enoico italiano.

PUNTEGGI SUI VINI – PRO E CONTRO

RIFLESSIONE SULL’UTILITA’ DEI GIUDIZI DEI VINI ESPRESSI IN CENTESIMI O IN BICCHIERI, GRAPPOLI … PERCHE’ NON SORPRENDONO PIU’ E MANCANO LE DISCUSSIONI FRA GLI ESPERTI

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punteggi sui vini pro e contro

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

C’è una gran discussione sull’utilità dei giudizi numerici, i così detti “wine score” con cui i maggiori critici valutano la qualità del vino.
Sono iniziati nel 1979 con Robert Parker e il suo Wine Advocate che, per primo, creò un giornale mensile con la descrizione e la valutazione in centesimi dei vini che assaggiava. La novità della formula, la sua bravura di assaggiatore e la sua incorruttibilità portarono al successo mondiale il suo bollettino pubblicato con il formato di un opuscolo su una semplice carta giallina. Poi lo stesso sistema di valutazione fu adottato dalle altre grandi testate americane Wine Spectator, Wine Enthusiast, James Suckling, Vinous …. Mentre il britannico Decanter manteneva una valutazione su una scala di 20 punti e l’italiano Gambero Rosso aveva un giudizio basato su tre bicchieri.
Si trattava comunque di giudizi numerici che sono stati utilizzati anche da gran parte della stampa europea.

VINO NOBILE ECLISSI E RINASCITA

IL MALE OSCURO DEL VINO NOBILE CHE DA QUARANT’ANNI SEMBRA STENDERE UN’OMBRA SU QUESTA DENOMINAZIONE: CAUSE E RIMEDI NELLE PAROLE DI AVIGNONESI, BOSCARELLI E POLIZIANO

 

Vino-Nobile-di-Montepulciano

Vino-Nobile-di-Montepulciano

Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

Ancora una volta è un articolo di WineSearcher a suggerirmi l’argomento.
Tuttavia il problema mi è ben noto. Io come tutti i membri dei board dei consorzi toscani ricevo i report compilati da Avito, il network che riunisce tutte le denominazioni toscane, e il grafico del Vino Nobile di Montepulciano mostra un andamento discendente dei volumi “rivendicati” cioè prodotti come Vino Nobile. Tendenza che si è arrestata solo nel 2021 grazie alle azioni audaci e, per fortuna efficaci, messe in campo del Presidente del Consorzio Andrea Rossi. Rossi è stato un ottimo sindaco di Montepulciano ed è un ottimo presidente del Consorzio anche se questa carica è talmente stressante da farlo stare davvero male.

IL TELEFONINO E’ UN NEMICO DEL VINO?

IL RAPPORTO DELLA GENERZIONE Z – SEMPRE CONNESSA – CON IL DIGITALE E LO SMARTPHONE POTREBBE  ALLONTANARLA DAL VINO? E COME CONTRASTARE  IL DISINTERESSE DEI GIOVANI?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

perchè le nuove generazioni si allontanano da vino. Il telefonino è un dissuasore o un alleato?

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

 

 

La cosa certa è che la generazione Z, nata a cavallo del nuovo millennio, ha un rapporto simbiotico con il digitale. Praticamente ci vive dentro.
Sul fronte dei consumi di bevande si assiste a un rilancio dei super alcolici e dei low alcool dal sapore dolce, insieme ai cocktail e ai mix a base di cannabis.
Il vino viene percepito come qualcosa di difficile, manipolato con aggiunte poco naturali e poco salutari. Forse è anche tutta la scenografia che c’è intorno al vino che appare distante a chi vive social. In altre parole, la necessità di imparare attraverso i corsi da Sommelier, la fatica di ricordarsi vitigni, denominazioni, marchi …. Potrebbe essere dissuasiva per chi non ha una mente formata sulle date storiche, i principali autori della letteratura, il pensiero dei filosofi…. Cioè per quelli che ritengono inutile la cultura perché sanno trovare qualunque cosa in Google. Inoltre mi chiedo se consumatori di questo tipo siano influenzati da punteggi e opinioni di critici oppure siano affascinati da modalità di consumo rituali come quello che comprende, carta dei vini, sommelier e bicchieri balloon?

LIBER PATER DIVENTA UN FILM

ARRIVA SUL GRANDE SCHERMO LOIC PASQUET E LA SUA CROCIATA CONTRO LE VITI INNESTATE E PER IL RITORNO ALLE ORIGINI DI BORDEAUX

 

Loïc Pasquet-vini-di-Liber-pater

Loïc Pasquet-e Liber Pater diventano protagonisti di un film

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il vignaiolo ribelle e iconoclasta Loïc Pasquet diventa attore e impersona se stesso mentre prende d’assalto l’establishment del vino di Bordeaux che, secondo lui, ha tradito la vera viticultura del territorio. Un attacco contro la “zuppa industrale” dei vini di Bordeaux attuali che lui ha combattuto veramente e lo ha fatto finire in tribunale, sanzionato con multe e interdetto all’uso della denominazione a causa del suo impegno a favore delle viti a piede franco cioè con l’apparato radicale originario europeo e delle varietà autoctone.
Sotto un certo punto di vista Pasquet ha già vinto perché i suoi vini sono di gran lunga i più cari prodotti nell’area bordolese e forse del mondo, ma evidentemente questo non gli basta e ora vuole diventare una star dello schermo e avere un successo personale.

I VINI FALSI DI RUDY KURNIAWAN DIVENTANO VERI

PER MEGLIO DIRE DIVENTANO “VERI FALSI” VENDUTI COME TALI E IL TRUFFATORE DEL VINO PIU’ FAMOSO DEL MONDO CREA UN BUSINESS LEGALE DI VINI CONTRAFFATTI

vini falsi

vini falsi

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Incredibile ma vero la second life dell’indonesiano Rudy Kurniawan, dopo la prigione (2013-2020) e l’espulsione dagli Stati Uniti, promette di diventare redditizia come la sua prima vita da falsario di vini famosi. La sua abilità nel creare falsi, sancita anche dal documentario intitolato Sour Grapes uscito nel 2016, lo ha reso una celebrità e ora sfrutta la sua fama per produrre bottiglie false vendute come tali. A quanto dice Moureen Downey, alcuni ricchissimi collezionisti di fine wines gli hanno chiesto di creare la versione falsa di famose bottiglie per poterle degustare insieme agli originali. Si tratta di esemplari da mito: Romanée-Conti e Pétrus del 1990, Musigny del Domaine Jacques-Frederic Mugnier e uno Château Cheval Blanc del 1982.

LA GUERRA DEL RIOJA INFIAMMA IL VINO SPAGNOLO

216 PRODUTTORI DE LA RIOJA CONTRO IL LORO CONSORZIO A CAUSA DI UNA CRISI DI SOVRAPRODUZIONE SENZA PRECEDENTI, CHIEDONO DI CONTARE DI PIU’ E PUNTARE SULLA QUALITA’

 

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Wine Spectator TOP 100 bodegas rioja marques de murrieta

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Vino spagnolo senza pace quest’anno. Prima i camion di bottiglie spagnole distrutte dai colleghi francesi e ora uno scontro all’interno della denominazione più famosa della nazione, la Rioja.
Il primo a parlarmene, sette anni fa, è stato Juan Carlos Lopez de Lacalle della cantina Artadi che era uscito dalla denominazione sbattendo la porta. Alle mie domande aveva alzato le spalle <<Rioja produce 500 milioni di bottiglie in 600 cantine … la produzione è sei volte più grande di quelle di vent’anni fa>> e quando il consorzio decise di ampliarla ancora lui smise di scrivere la parola Rioja sulle sue bottiglie. Ora la situazione è diventata esplosiva e Wine Searcher la descrive nel dettaglio. 

LE TEMPERAURE SALGONO E I VINI BIANCHI VOLANO

DOVE SONO LE BLUE CIP DEI VINI BIANCHI? IN FRANCIA E SOPRATTUTTO IN BORGOGNA E A BORDEAUX CON UN PRIMATO CHE POGGIA SU QUALITA’, PRESTIGIO E LONGEVITA’

 

 

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Chi di noi desidera ardentemente il Syrah carnoso a 43°C?>> si chiede Giacomo Lorenzo nel suo articolo per WineSearcher 

DA COSA DIPENDE IL CRESCENTE SUCCESSO DEI VINI BIANCHI

I motivi della virata del mercato mondiale verso i vini bianchi sono molti e la crescita delle temperature è sicuramente fra di essi. Il rapporto Straits Research parla <<dei pasti all’aperto e dal bere al bar>> e cita il grado alcolico più basso dei vini bianchi con un conseguente minor apporto di calorie. Un altro motivo del crescente successo dei vini bianchi è l’aumento dei consumatori donne e il cambiamento dell’alimentazione dove la spinta salutistica ha portato a una diminuzione di sale, grassi e cotture.
Ecco che i grandi appassionati di vino sono alla ricerca delle blue cip bianche: Montrachet , Chevaliers e Bâtards per inginocchiarsi davanti a una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti Montrachet del 2005.

I VINI PIU’ DESIDERATI DEL MONDO

QUALI SONO I VINI CHE ATTRAGGONO MAGGIORMENTE L’INTERESSE DEI WINE LOVERS DI TUTTO IL MONDO? MOUTON, LAFITE E DOM PERIGNON

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

di Donatella Cinelli Colombini

Don Kavanagh ci delizia su Wine Searcher di notizie sempre molto “appetitose” per gli appassionati di vino. In questo caso è la lista delle bottiglie che attraggono la maggiore attenzione, quelle che gli amanti del nettare di Bacco, cercano maggiormente online.

La prova che si tratta di una fonte attendibile viene dai numeri: Wine Searcher ha 240 milioni di ricerche all’anno su un repertorio di 15,9 milioni di etichette di vino, birra e liquori. Numeri da capogiro dove qualunque bottiglia finisce per scomparire nella moltitudine … salvo alcune che per fama, eccellenza qualitativa e prestigio emergono come la punta di un enorme iceberg. E sono più o meno sempre le stesse: francesi (con qualche eccezione) e celebrate da decine e decine d’anni.

                                                                       
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