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LIBER PATER DIVENTA UN FILM

ARRIVA SUL GRANDE SCHERMO LOIC PASQUET E LA SUA CROCIATA CONTRO LE VITI INNESTATE E PER IL RITORNO ALLE ORIGINI DI BORDEAUX

 

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Loïc Pasquet-e Liber Pater diventano protagonisti di un film

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il vignaiolo ribelle e iconoclasta Loïc Pasquet diventa attore e impersona se stesso mentre prende d’assalto l’establishment del vino di Bordeaux che, secondo lui, ha tradito la vera viticultura del territorio. Un attacco contro la “zuppa industrale” dei vini di Bordeaux attuali che lui ha combattuto veramente e lo ha fatto finire in tribunale, sanzionato con multe e interdetto all’uso della denominazione a causa del suo impegno a favore delle viti a piede franco cioè con l’apparato radicale originario europeo e delle varietà autoctone.
Sotto un certo punto di vista Pasquet ha già vinto perché i suoi vini sono di gran lunga i più cari prodotti nell’area bordolese e forse del mondo, ma evidentemente questo non gli basta e ora vuole diventare una star dello schermo e avere un successo personale.

I VINI FALSI DI RUDY KURNIAWAN DIVENTANO VERI

PER MEGLIO DIRE DIVENTANO “VERI FALSI” VENDUTI COME TALI E IL TRUFFATORE DEL VINO PIU’ FAMOSO DEL MONDO CREA UN BUSINESS LEGALE DI VINI CONTRAFFATTI

vini falsi

vini falsi

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Incredibile ma vero la second life dell’indonesiano Rudy Kurniawan, dopo la prigione (2013-2020) e l’espulsione dagli Stati Uniti, promette di diventare redditizia come la sua prima vita da falsario di vini famosi. La sua abilità nel creare falsi, sancita anche dal documentario intitolato Sour Grapes uscito nel 2016, lo ha reso una celebrità e ora sfrutta la sua fama per produrre bottiglie false vendute come tali. A quanto dice Moureen Downey, alcuni ricchissimi collezionisti di fine wines gli hanno chiesto di creare la versione falsa di famose bottiglie per poterle degustare insieme agli originali. Si tratta di esemplari da mito: Romanée-Conti e Pétrus del 1990, Musigny del Domaine Jacques-Frederic Mugnier e uno Château Cheval Blanc del 1982.

LA GUERRA DEL RIOJA INFIAMMA IL VINO SPAGNOLO

216 PRODUTTORI DE LA RIOJA CONTRO IL LORO CONSORZIO A CAUSA DI UNA CRISI DI SOVRAPRODUZIONE SENZA PRECEDENTI, CHIEDONO DI CONTARE DI PIU’ E PUNTARE SULLA QUALITA’

 

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Wine Spectator TOP 100 bodegas rioja marques de murrieta

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Vino spagnolo senza pace quest’anno. Prima i camion di bottiglie spagnole distrutte dai colleghi francesi e ora uno scontro all’interno della denominazione più famosa della nazione, la Rioja.
Il primo a parlarmene, sette anni fa, è stato Juan Carlos Lopez de Lacalle della cantina Artadi che era uscito dalla denominazione sbattendo la porta. Alle mie domande aveva alzato le spalle <<Rioja produce 500 milioni di bottiglie in 600 cantine … la produzione è sei volte più grande di quelle di vent’anni fa>> e quando il consorzio decise di ampliarla ancora lui smise di scrivere la parola Rioja sulle sue bottiglie. Ora la situazione è diventata esplosiva e Wine Searcher la descrive nel dettaglio. 

LE TEMPERAURE SALGONO E I VINI BIANCHI VOLANO

DOVE SONO LE BLUE CIP DEI VINI BIANCHI? IN FRANCIA E SOPRATTUTTO IN BORGOGNA E A BORDEAUX CON UN PRIMATO CHE POGGIA SU QUALITA’, PRESTIGIO E LONGEVITA’

 

 

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Chi di noi desidera ardentemente il Syrah carnoso a 43°C?>> si chiede Giacomo Lorenzo nel suo articolo per WineSearcher 

DA COSA DIPENDE IL CRESCENTE SUCCESSO DEI VINI BIANCHI

I motivi della virata del mercato mondiale verso i vini bianchi sono molti e la crescita delle temperature è sicuramente fra di essi. Il rapporto Straits Research parla <<dei pasti all’aperto e dal bere al bar>> e cita il grado alcolico più basso dei vini bianchi con un conseguente minor apporto di calorie. Un altro motivo del crescente successo dei vini bianchi è l’aumento dei consumatori donne e il cambiamento dell’alimentazione dove la spinta salutistica ha portato a una diminuzione di sale, grassi e cotture.
Ecco che i grandi appassionati di vino sono alla ricerca delle blue cip bianche: Montrachet , Chevaliers e Bâtards per inginocchiarsi davanti a una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti Montrachet del 2005.

I VINI PIU’ DESIDERATI DEL MONDO

QUALI SONO I VINI CHE ATTRAGGONO MAGGIORMENTE L’INTERESSE DEI WINE LOVERS DI TUTTO IL MONDO? MOUTON, LAFITE E DOM PERIGNON

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

di Donatella Cinelli Colombini

Don Kavanagh ci delizia su Wine Searcher di notizie sempre molto “appetitose” per gli appassionati di vino. In questo caso è la lista delle bottiglie che attraggono la maggiore attenzione, quelle che gli amanti del nettare di Bacco, cercano maggiormente online.

La prova che si tratta di una fonte attendibile viene dai numeri: Wine Searcher ha 240 milioni di ricerche all’anno su un repertorio di 15,9 milioni di etichette di vino, birra e liquori. Numeri da capogiro dove qualunque bottiglia finisce per scomparire nella moltitudine … salvo alcune che per fama, eccellenza qualitativa e prestigio emergono come la punta di un enorme iceberg. E sono più o meno sempre le stesse: francesi (con qualche eccezione) e celebrate da decine e decine d’anni.

RIDURRE LA PRODUZIONE O PUNTARE SUL MARKETING?

La recente protesta dei vigneron di Bordeaux pone interrogativi su come gestire i distretti del vino e mostra grosse crepe dell’attuale sistema produttivo

 

Bordeaux vigneto marzo 2018

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di Donatella Cinelli Colombini

Ho sempre pensato che gestire il mercato riducendo o aumentando la produzione di vino fosse un metodo desueto, un’eredità dell’epoca preindustriale quando le merci erano inferiori alla gente che voleva comprarle. Tuttavia, le recenti vicende hanno evidenziato i danni di una produzione e di un consumo in crescita costante e la necessità di ripensare a un modello di sviluppo basato sulla globalizzazione e sul consumismo.

 

 

LE ECCEDENZE PRODUTTIVE DEL VINO RISPETTO AI CONSUMI

C’è poi un’altra cosa da considerare: la dimensione delle eccedenze di vino, cioè la forbice fra quanto viene prodotto e i consumi mondiali che OIV stima in 236 milioni di ettolitri l’anno.
Ebbene nel 2022 abbiamo avuto la quarta vendemmia consecutiva con una produzione mondiale inferiore alla media degli ultimi anni, ma siamo comunque arrivati a circa 260 milioni di ettolitri. Quindi a ogni vendemmia il lago di vino non consumato cresce. Le misure restrittive decise in Europa hanno ridotto l’eccedenza, che tuttavia c’è ancora ed è poco meno del 10% del totale.

PRANZI SENZA VINO IN SPAGNA?

Il Governo spagnolo sta studiando misure draconiane contro alcol e tabacco proibendo il vino a pranzo e il fumo in spiaggia nei dehor dei ristoranti e in macchina

 

Cantina-spagnola

Cantina-spagnola

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Ministero della Salute di Madrid ha deciso di intraprendere una durissima lotta ad alcol e tabacco al fine di contrastare le malattie cardiovascolari che sono la principale causa di morte nel Paese.
Le sigarette sono le più colpite: il piano prevede infatti di far scendere del 30% l’uso del tabacco in soli 3 anni. Dopo che Barcellona ha proibito il fumo in spiaggia il governo centrale ha messo il divieto alle sigarette nelle terrazze dei ristoranti e persino in auto. Chi guida fumando viene multato.

 

NIENTE VINO A PRANZO IN SPAGNA

Sul vino le misure, allo studio, sono altrettanto draconiane e prevedono di proibire l’uso di vino o altri alcolici a pranzo sostituendolo con l’acqua del rubinetto offerta gratuitamente. Un divieto apparentemente non totale perché nel progetto, in fase di esame, è previsto di vietare il “menù vino incluso” e non l’ordine del vino. “Queste bevande sarebbero offerte à la carte, quindi ad un prezzo più alto” ha affermato Equinox, testata con sede a Barcellona ripresa da Wine Searcher.

 

I VINI MIGLIORI SONO SOLO PER I RICCHI?

Chi è, come usa e perché compra, l’acquirente di bottiglie che costano 21.659 € l’una? Inoltre come fanno ad assaggiarle i wine expert e i wine lovers?

 

Domaine-de-la-Romanée-Conti-Romanée-Conti-Grand-Cru-tra-i-vini-più-cari-del-mondo

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Di Donatella Cinelli Colombini

Un interessantissimo articolo di Andrea Gabbrielli su Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso, esamina la corsa dei prezzi dei vini “da investimento”. Secondo Wine Searcher – superportale neozelandese con i listini delle rivendite di tutto il mondo – la bottiglia con i migliori punteggi della critica costa 13.818€ (Domaine Leroy Chambertin Grand Cru, giudicato 98/100) e non è la più cara.

 

I VINI PREGIATI PIU’ CARI DEL MONDO

Fra i TOP 10 c’è Romanée-Conti Grand Cru (97/100), che ha un prezzo medio di 21.659€ e la Domaine Leroy Musigny Grand Cru (98/100) che costa 37.536€.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

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Anche mettendo insieme un gruppo di amici è difficile immaginare di raccogliere abbastanza denaro per bersi a cena un vino con questo prezzo.

Del resto wine makers geniali come il compianto Henry Jayer oppure fatine come Madame Lalou Bize-Leroy, conosciuta come la “Regina di Borgogna” e considerata la donna più potente del mondo nel mercato dei fine wines, mica nascono tutti i giorni. Quest’anno compie 90 anni e, secondo me, in Borgogna, pregano ogni giorno perché sia immortale.

Se andiamo a vedere Liv-ex, borsino online dei fine wines, ci accorgiamo che in un anno, a causa di aste sempre più stellari, quel mercato si è apprezzato del 23%.

 

LE ASTE DEI VINI E IL MERCATO DEI COLLEZIONISTI CHE METTONO LE BOTTIGLIE IN CASSAFORTE

Nelle aste dei vini da investimento sono transitati 41 milioni di Euro che sono andati per la stragrande maggioranza a vini della Borgogna. La cosa incredibile è che i prezzi sono aumentati perché le bottiglie sono troppo poche rispetto alla domanda. A comprare non ci sono solo i Lord inglesi e i magnati americani che tradizionalmente bevono queste bottiglie, ma anche i milionari russi e cinesi o i semplici speculatori che le tengono in cassaforte per rivenderle a prezzo più alto. Vini che verranno bevuti fra 30 e più anni quando la probabilità di perseguire i venditori per eventuali problematiche è ormai “prescritta”.

TOP 100 Wine Spectator, tante curiosità

Vince la classifica TOP 100 WS 2021 Dominus Estate, tenuta californiana di Christian Moueix, cioè “Monsier Petrus”; primo degli italiani il Brunello Le Chiuse

 

Top-100-Wine-Specator-CHÂTEAU-PICHON -LONGUEVILLE-LALANDE

Top-100-Wine-Specator-CHÂTEAU-PICHON -LONGUEVILLE-LALANDE

di Donatella Cinelli Colombini

Il vincitore 2021 della classifica del vino più ambita del mondo è Dominus Estate di Napa Valley al secondo posto Château Pichon Longueville Lalande – Pauillac 2018 e medaglia di bronzo per il Cabernet Sauvignon Oakville Martha’s Vineyard 2016 di Heitz.
Il primo degli italiani è il Brunello di Montalcino Le Chiuse 2016 di Simonetta Valiani, nipote di Tancredi Biondi Santi, al numero 5. Poco più giù nella lista dei TOP 100 troviamo il Brunello di Montalcino 2016 Poggio Landi del miliardario argentino Alejandro Bulgheroni, mio “vicino di casa” perché i suoi vigneti letteralmente confinano con quelli del Casato Prime Donne.

 

LISTA DEI PRIMI 15 VINI NELLA CLASSIFICA TOP 100 DEL WINE SPECTATOR

1. Dominus Estate Napa Valley 2018
2. Château Pichon Longueville Lalande Pauillac 2018
3. Heitz Cabernet Sauvignon Oakville Martha’s Vineyard 2016
4. Merum Priorati Priorat Destí 2018
5. Le Chiuse Brunello di Montalcino 2016
6. Louis Latour Corton-Charlemagne 2018
7. Château Léoville Poyferré St.-Julien 2018
8. Cavallotto Barolo Bricco Boschis 2016
9. Salvestrin Cabernet Sauvignon St. Helena Dr. Crane Vineyard 2018
10. Château de Nalys Châteauneuf-du-Pape 2018

 

Troppi vini da 90 punti e troppo pochi da 100

C’è un autentico affollamento di vini con punteggi di 90 centesimi o poco sopra mentre sono pochissimi i rating di 100 centesimi. Vi spiego perché

 

Casanova-di-Neri-Giacomo-Neri- vino con- rating-di-100-centesimi

Casanova-di-Neri-Giacomo-Neri- vino con- rating-di-100-centesimi

di Donatella Cinelli Colombini

Come spesso avviene la riflessione parte dalla lettura di un articolo intrigante su WineSearcher. Anche il titolo è intrigante <<Why arent there more 100 point wines>>. Perché i vini con 100 punti sono pochi? La risposta che mi viene spontanea è <<perché se fossero tanti questi riconoscimenti non varrebbe niente>> e ve lo dice una che lo sogna davvero.

 

100 CENTESIMI, UN PREMIO PER POCHI VINI COME TUTTI I PREMI IMPORTANTI

Tutti i premi importanti hanno pochissimi vincitori, basta pensare al Nobel oppure all’Oscar. Quando ho visitato il museo di Charlie Chaplin a Ginevra, ho notato che le gambe delle statuette erano abrase per essere state prese in mano tante e tante volte. Evidentemente anche una super star come Charlot li ostentava spesso.
Quindi non deve stupire se il numero dei vini insigniti con 100/100 è basso. Ma il ragionamento è più articolato e più intrigante.

 

Gaja Barolo-Sperss-2016-Robert-Parker 100-centesimi

Gaja Barolo-Sperss-2016-Robert-Parker 100-centesimi

CI SONO MOLTISSIMI VINI CON RATINGS DI 90 CENTESIMI O POCO OLTRE

La prima questione riguarda l’uso di scale di misura diverse. Perché la Michelin ha un sistema di stelle che arriva solo a tre?
Poi c’è l’affollamento dei 90 centesimi che è stato notato dal wine blogger britannico Jamie Goode. In pratica l’innalzamento qualitativo del vino in ogni parte del mondo ha causato una spinta verso l’alto dei giudizi.
Anche la commissione tecnica che valuta le vendemmie del Brunello fa sempre più fatica a tenere le valutazioni sotto il massimo di 5 stelle perché i campioni perfetti sono ogni anno più numerosi.
Va comunque considerato che i super buyer, come i monopoli canadesi, prendono in considerazione solo i vini sopra i 90/100 da parte della grande stampa del vino internazionale per cui arrivare a quel punteggio è indispensabile per fare buoni affari ed è l’aspirazione di tutte le cantine.
Io ho 9 vini sopra i 90/100 e vi assicuro che per una piccola cantina, come la mia, è un grandissimo risultato.

 

GOSSIP DEL VINO IN FRANCIA MOLTO IN ROSA

La prima enoteca femminista a Tolosa, l’OIV lascia Parigi ma rimane in Francia, la nuova rivista di vino Tanin diretta dall’esperta di vino Gabrielle Vizzavona

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di  Donatella Cinelli Colombini

I gossip sul vino francese arrivano dalla Nuova Zelanda, dal super portale  WineSearcher che fornisce i prezzi dei vini nelle enoteche di tutto il mondo. Sono notizie tinte di rosa e decisamente intriganti

A TOLOSA LA PRIMA ENOTECA FEMMINISTA

Constance Charvis e Marion Luc stanno aprendo a Tolosa il loro wine bar femminista La Gougnotte <<Un bar bienveillant, féministe, culturel, queer à Toulouse. Un bar où le vin fait sur place coule à flots ! >> un bar accogliente, femminista, culturale a Tolosa. Un bar dove il vino del territorio scorre liberamente. Oltre alla vendita e assaggio dei vini il programma del locale comprende conferenze, workshop e proiezioni in uno spazio libero per l’attivismo cioè in un <<bar militante>>.

SEMPRE GOSSIP DEL VINO , OIV CAMBIA CASA E LASCIA PARIGI

OIV-cambia-casa-Gossip-del-vino

OIV-cambia-casa-Gossip-del-vino

A quanto parte l’ONU del Vino (OIV-Organizzazione internazionale della vigna e del vino) non intende lasciare la Francia dove ha sede dalla sua nascita nel 1924. Si tratta di un organismo intergovernativo che rappresenta 45 Stati membri ed ha competenze scientifiche e tecniche sulla vigna e sul vino per cui fornisce dati sulla produzione, i consumi e le normative per le quali svolge una lodevole opera di mediazione internazionale. OIV ha una leadership in rosa. È presieduto attualmente da Régina Vanderlinde, che guida anche il comitato scientifico e tecnico dell’OIV, assistita dalla vicepresidente Monika Christmann.
La nuova casa di OIV sarà probabilmente in una delle città del nel triunvirato francese: Reims ( Champagne ), Dijon (Borgogna ) e Bordeaux ( Pomerol ). Ovviamente la capitale dell’Aquitania sta proponendosi con decisione anche per rafforzare il suo ruolo di capitale mondiale del vino ma da un punto di vista scientifico la candidatura più forte appare Digione, sede dell’unica università dell’UNESCO dedicata alla vite e al vino.
Quello che sorprende è l’assoluta assenza di candidature italiane, tedesche o spagnole. La delocalizzazione dell’OIV sta andando avanti come se fosse una questione solo francese da far gestire al Governo di Emmanuel Macron.

NFT certificato irriproducibile contro i falsari di vino

La tecnologia propone i NFT- token non fungibili cioè immagini digitali uniche della bottiglia da investimento. Sono sicurissime ma danno lo stesso piacere?

NFT-arte-digitale-irriproducibile

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di Donatella Cinelli Colombini

La borsa di Louis Vuitton che costa 2.500€ e nella botteghina di Beijing ti viene offerta a 100€ è falsa, magari ben fatta, ma spudoratamente falsa. Ma come difendersi dai prodotti contraffatti e spacciati per veri che affollano gli scaffali dei supermercati così come le aste dei vini da collezione? Non si tratta di piccoli importi. Le bottiglie più care vendute all’asta sono un Romanee-Conti del 1945 costato 558.000$ nel 2018 e un Screaming Eagle Cabernet Sauvignon del 1992 venduto per 500.000$ nel 2000. L’autenticità è d’obbligo.

2,3 TRILIONI IL BUSINESS DEI FALSI

Yahyn NFT il-primo-vino-con-certificato-digitale-irriproducibile

Yahyn NFT il-primo-vino-con-certificato-digitale-irriproducibile

E’ stato calcolato che il prossimo anno il mercato mondiale dei falsi varrà 2,3 miliardi di miliardi. Una cifra con un numero coì grande di zeri che è impossibile scriverla. I falsari fanno un danno enorme a chi vende prodotti autentici e lavora per creare la loro reputazione.
Ma come difendersi?

ALIMENTI ITALIAN SOUNDING

Per formaggi e salumi le nuove etichette con l’indicazione d’origine delle materie prime sono un enorme aiuto, ma spesso basta guardare le confezioni. Per esempio, nel caso del falso made in Italy, il tricolore, il Colosseo, il Vesuvio …. sono tipiche dell’italian sounding. Le confezioni che ostentano l’italianità spesso, soprattutto all’estro, contengono parmisan del New jersey oppure mozzarilla tedesca.

I dieci Champagne più desiderati

Dom Perignon è in cima alla lista dei desideri ma, il più caro fra i primi 10 Champagne più cercati on line, è Salon che costa 858 Dollari a bottiglia

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Di Donatella Cinelli Colombini 

Don Kavanagh, che ha analizzato l’enorme archivio di Wine-Searcher per capire le tendenze nell’anno del Covid ha visto che le ricerche sui vini più costosi sono aumentate: i cru di Borgogna, i Cabernet californiani, i Supertuscan e soprattutto lo Champagne di fascia alta. Un clamoroso aumento di interesse che corrisponde al 60% di vendite di super Champagne registrata da Liv-ex il borsino del fine wines.

DOM PERIGNON PROTAGONISTA ASSOLUTO SU TUTTI I MERCATI

Protagonista assoluto Dom Pérignon. Una corsa verso il lusso e il caro che sembra la reazione alla catastrofe che stava avvenendo con il Covid, come dire <<se devo morire almeno mi sarò tolto questo desiderio>>. Un andamento che sembra contraddire la tendenza all’essenzialità che i sociologi dicono essere scaturita dall’epidemia.

I-dieci-Champagne-più-desiderati-Krug Vintage Brut

I-dieci-Champagne-più-desiderati-Krug Vintage Brut

I 10 CHAMPAGNE PIU’ DESIDERATI DEL MONDO COSTANO DA 74 A 858 DOLLARI

Ma torniamo alla lista dei 10 Champagne più desiderati del mondo, quelli più cercati on line nel portale WineSearcher. La qualità è molto alta e il punteggio medio espresso dai principali critici va da 96/100 del Krug Vintage Brut al 91/100 del Pol Roger Cuvée Sir Wiston Churchill Brut e del Moet&Chandon Grand Vintage Brut che è tuttavia anche lo Champagne con il prezzo più basso 74$
Il più caro è, come era prevedibile, il Salon Cuvée S Le Mesnil Blanc de Blanc Brut.

IL COVID HA SPINTO L’INTERESSE DEI CONSUMATORI VERSO BOTTIGLIE CARE E ESCLUSIVE

Rispetto alla stessa classifica redatta negli anni precedenti sono spariti gli Champagne famosi ma meno prestigiosi mentre l’attenzione dei consumatori si è concentrata sulle bottiglie di lusso esclusivo. Vini costosi ma non certo i più costosi perché alcuni Champagne hanno un cartellino a cinque zeri.
Nel periodo Covid l’interesse verso gli Champagne più prestigiosi ha fatto aumentare i listini in modo significativo solo al Salon cresciuto del 38% e al Bollinger Grand Année salito del 25% a bottiglia.
Non c’è male come effetto Covid!!!

OPPORTUNITA’ PER LE PICCOLE CANTINE IN USA

Qualche buona idea per vendere il vino nei ristoranti USA e non solo. Quando il covid finirà, le bottiglie di vino dovranno essere parlanti e personalizzate

 

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

di Donatella Cinelli Colombini

Il Covid-19 ha messo a dura prova le piccole cantine indirizzate sulla produzione di vini di eccellenza e commercializzate quasi solo nei ristoranti. Per loro, entrare nel GDO è difficile e poco conveniente. Organizzare la vendita diretta è possibile solo per chi ha un bel pacchetto di contatti privati ed una forte attività on line. Ma forse ci sono canali export sottostimati e molto promettenti, anche a lungo termine.
Le note sotto riguardano gli Stati Uniti ma rispecchiano una situazione presente in quasi tutti i mercati.
Come sappiamo il sistema distributivo USA è diviso su 3 passaggi: 1) importatori o cantine locali, 2) distributori, 3) rivenditori o ristoranti. Si tratta di un’eredità del proibizionismo che solo le pochissime compagnie nate prima del 1920, riescono a superare. E’ un sistema che ingenera costi ed è adatto alle cantine italiane grandi o medio-grandi che fanno un grosso lavoro di marketing per accreditare brand e vini.

 

I PICCOLI IMPORTATORI “IN PROPRIO” PERFETTI PER LE PICCOLE CANTINE

Tuttavia esistono tanti piccoli importatori che non comprano per rivendere ma per consumare in proprio. Si tratta di titolari di catene di negozi o di gruppi di ristoranti che hanno creato una piccola ditta di import e comprano limitate quantità di vino direttamente dalle cantine. Generalmente non vengono in Italia per cercare i vini da importare ma usano il web o i consulenti. Se vengono nel nostro Paese chiedono consiglio alle migliori enoteche situate nell’area di produzione.
Cercano cantine piccole, di ottimo livello ma poco conosciute.

 

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l'astronauta

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l’astronauta

LA VOCE DEI RISTORATORI USA: COSA AMANO COMPRARE

Ovviamente c’è una componente da talent scout, ma il principale motivo di una simile strategia è quello di evitare i confronti, sia con il prezzo della stessa bottiglia sugli scaffali dei rivenditori, sia nei portali online.
Per chiarire meglio la dinamica ripercorro un articolo di W. Blake Gray su WineSearcher, intitolato “Wine List Secrets Revealed”, vi rivelo i segreti della carta dei vini.
L’autore ha intervistato Bill Rancic vincitore del programma televisivo di Donald Trump “The Apprentice” nel 2004. Successivamente Rancic ha aperto i ristoranti RPM Italian e RPM Steak a Chicago, con un avamposto a Washington, DC. Recentemente ha organizzato un evento online con i grossisti di vino e alcolici d’America. Questo ha messo a fuoco il motivo per cui i ristoranti preferiscono vendere vini sconosciuto rispetto ai “soliti noti”.
Ci guadagnano di più.

 

I vini australiani più cari e reputati

Penfolds e Henschke Hill sono i più famosi ma non i soli vini australiani di alta qualità e di alto prezzo. L’enologia australiana non è solo Yellow Tail

 

Vini australiani più cari: Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port

Vini australiani più cari: Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port

Di Donatella Cinelli Colombini

Yellow Tail, con il suo enorme successo è diventato il simbolo di un’enologia australiana indirizzata su vini ben fatti, piacioni e a basso costo. Un’immagine che banalizza una realtà produttiva molto più articolata e piena di eccellenze: dagli sparkling della Tasmania, al Riesling, fino a grandi rosé e Pinot Noir.

 

VINI AUSTRALIANI FRA JELLOW TAIL E GRANGE

I vini australiani premium sono l’argomento di due articoli di James Lawrence e di Natalie Sellers su Wine Searcher che ci aiutano a scoprire le eccellenze enologiche dell’isola dei canguri. L’ente governativo “Wine Australia” ha lavorato bene per ampliare i mercati ottenendo grosse crescite in Asia e soprattutto un bel successo in Cina. Nel gigante asiatico, le etichette australiane hanno beneficiato della nuova tassa di importazione sui vini USA e sono riuscite a introdurre numerose bottiglie di alto prezzo.
Contemporaneamente, nell’importantissimo mercato statunitense, lo Shyrah sta vivendo un momento molto favorevole e questo mette il turbo agli australiani che hanno proprio nello Shyrah la loro varietà regina.
Insomma l’immagine di vini australiani polposi, banali e allegri rimane anche perché è la parte più rilevante della loro produzione e del loro export, ma le vendite di bottiglie super premium della calda Barossa Valley e della fresca Eden Valley stanno sfornando autentici capolavori in bottiglia.

 

I 10 VINI AUSTRALIANI PIU’ CARI

Vini australiani più cari: Bass Phillip Reserve Pinot Noir

Vini australiani più cari: Bass Phillip Reserve Pinot Noir

Ecco la lista delle bottiglie più care d’Australia:

1. Seppeltsfield Para Vintage Tawny Port, Barossa Valley – si tratta di un vino fortificato. Il rating medio dei wine critics è di 95/100 ed il prezzo è molto elevato $ 5.660 per 750Cl.

2. Penfolds Bin 170 Kalimna Vineyard Shiraz, Barossa Valley – probabilmente il produttore di vino più famoso d’Australia. Cantina fondata nel 1844 e celebrata per i suoi Shiraz e Cabernet Sauvignon di fascia alta. Il Bin 170 ha un giudizio medio della critica di 94/100 e un prezzo di 1.356 $.

3. Bass Phillip Reserve Pinot Noir, Gippsland – fondata nel 1979. Dopo aver operato in modo biologico per molti anni, i vigneti di Gippsland sono biodinamici dal 2002. Ha una grande reputazione per i vini a lungo invecchiamento e punta sul Pinot Noir. Punteggio medio di 94/100 e prezzo di $ 675.

4. Torbreck The Laird, Barossa Valley – specializzato nell’utilizzo di vecchi vigneti nelle varietà Shiraz, Grenache e Mourvédre Punteggio medio di 93/100 e prezzo medio di $ 626.