IL VINO IN USA FRA DAZI E PROIBIZIONISMO

IL VINO IN USA FRA DAZI E PROIBIZIONISMO

NON C’È PACE PER IL VINO SUL CONTINENTE AMERICANO OLTRE ALLA MINACCIA DEI DAZI DI TRUMP CRESCE QUELLA DEI PROIBIZIONISTI SOSTENUTI DALL’EX PRESIDENTE BIDEN

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

USA Violante Gardini Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il tutto mentre continuano a uscire studi che dimostrano come il vino, in consumi moderati, faccia bene alla salute.
Tre articoli di WineSearcher illustrano la paradossale situazione di un mondo scientifico in palese contraddizione. Il primo è di Don Kavanagh e riguarda un articolo pubblicato sul Canadian Journal of Cardiology che individua i quattro modi principali con cui le persone possono ridurre il rischio di un infarto: il terzo è bere più vino spumante e/o bianco. Al quarto posto c’è bere vino rosso. Ovviamente si parla di piccole quantità giornaliere non di grandi bevute. Al primo posto c’è l’aumento della quantità di aria che puoi espellere in un secondo e al secondo la riduzione del giro vita.

ILVINO E’ FRA LE COSE CHE SALVANO DALL’INFARTO

Il rapporto, redatto da sei ricercatori dell’Università Fudan di Shanghai e basato su dati provenienti dal Regno Unito UK Biobank.  Riguarda il periodo tra il 2006 e il 2010 ed ha un campione di mezzo milione di volontari britannici di età compresa tra 40 e 69 anni che consentirono l’uso dei loro dati sanitari da parte dei ricercatori per i successivi 30 anni.
L’anno scorso, uno studio spagnolo aveva utilizzato gli stessi dati giungendo a considerazioni simili cioè che bere vino con moderazione riduce il rischio complessivo di mortalità. Infatti le malattie cardiache sono la principale causa di morte. I ricercatori cinesi si sono soffermati su uno specifico punto: come evitare l’infarto improvviso e mortale fra 125 potenziali fattori di rischio. Ovviamente l’indagine non riguarda la genetica ma i comportamenti che le persone possono modificare per evitare la crisi cardiaca.
Ma l’evidenza scientifica non sembra fermare l’azione dei proibizionisti sostenuti dall’ex presidente USA Biden, astemio e nemico dell’alcol.

IL PIANO SEGRETO DEI PROIBIZIONISTI USA

Il piano segreto di Joe Biden per convincere i proibizionisti a scrivere la politica del governo statunitense sull’alcol è l’argomento del secondo articolo di WineSearcher scritto da
W. Blake Gray . Si tratta dell’attività di un comitato governativo creato da Biden durante il suo mandato. Esso era ufficialmente incaricato di occuparsi  della prevenzione del consumo di alcol da parte dei minorenni  ICCPUD Interagency Coordinating Committee on the Prevention of Underage Drinking. Era composto da tre specialisti in dipendenze, un epidemiologo della Columbia University, un anestesista della Mayo Clinic e uno “scienziato” generico. In realtà questo comitato si è espresso sul consumo dell’alcol da parte degli adulti materia sulla quale non ha competenze sufficienti.
Il Congresso aveva infatti chiesto le linee guida sull’alimentazione adulta ad un comitato di specialisti di questa specifica materia.

Le attuali linee guida alimentari statunitensi per gli adulti stabiliscono che due bicchieri di vino al giorno per gli uomini, o un bicchiere di vino per le donne, siano una quantità sicura da bere.
Tali protocolli alimentari vengono aggiornate in USA ogni 5 anni e il nuovo piano deve essere pronto per la fine del 2025. Il Congresso USA ha incaricato di redigerlo il NASEM Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina. Quest’ultimo ha designato un comitato di 14 esperti in nutrizione, salute pubblica, endocrinologia riproduttiva, psichiatria, epidemiologia e medicina d’urgenza che provengono delle maggiori università del Paese: 3 di loro lavorano ad Harvard, apri provengono da Stanford, Johns Hopkins, Cornell e North Carolina.
Contro la decisione del Congresso, l’ex presidente Biden ha fatto scrivere le linee guida alimentari all’ ICCPUD cioè a un gruppo dove prevalevano esperti di dipendenze minorili. Loro hanno affermato, senza neanche argomentare l’affermazione con evidenze scientifiche, che nessuna quantità di alcol è sicura.

IL COMITATO CREATO DA BIDEN PER DEMONIZZARE IL VINO

Adesso in USA c’è un nuovo Presidente ma, nonostante la sua amministrazione sia particolarmente muscolare nello smantellare tutte le attività del suo predecessore, il comitato di neo-proibizionisti creato da Biden è sulla buona strada per realizzare il suo scopo.
A pochi giorni di distanza dal suo primo articolo W, Blake Gray ne ha scritto un altro annunciando una nuova azione per far redigere le linee guida sull’alimentazione dalla commissione competente NASEM <<ora, il Congresso ci sta riprovando con un nuovo Presidente>>. Il problema non è solo sanitario ma sociale e nella mente degli americani si associa al proibizionismo. << Quando Franklin D. Roosevelt volle porre fine alla Grande Depressione, uno dei suoi primi passi fu abolire il proibizionismo. Non solo rimise al lavoro birrifici e aziende vinicole, assumendo migliaia di lavoratori, ma spinse gli americani a frequentare ristoranti e bar legali invece che bar clandestini. Rivitalizzò l’economia>>.



                                                                       
Cinelli Colombini
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