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CHARLIE ARTURAOLA : L’AMORE E’ LA PARTE PIU’ BELLA DEL VINO

PER L’AMERICAN WINE ASSOCIATION E’ UNO DEI 10 MIGLIORI PALATI DEL MONDO, MA CHARLIE ARTURAOLA E’ ANCHE UN COMUNICATORE E UN CREATIVO SENZA EGUALI

 

CHARLIE ARTURAOLA

CHARLIE ARTURAOLA SOMMELIER ATTORE

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In un’epoca dove ogni disciplina ha i suoi super esperti è difficile che un personaggio eclettico riesca a brillare, ma Charlie Arturaola ci riesce.
Le <<radici della mia famiglia, da parte di madre sono francesi e da parte di padre sono basche >> ha spiegato a James Magazine, ma in realtà è uruguaiano nato a Montevideo anche se ha lasciato il suo Paese quando aveva 19 anni iniziando un viaggio nel mondo che non si è mai fermato e <<ora ho in tasca 5 passaporti diversi>>.

Parla 5 lingue e mescola parole inglesi, spagnole e italiane risultando più efficace e coinvolgente di chi usa una lingua sola. Ha un approccio umanistico al vino basato su una conoscenza sconfinata di territori, vini e persone. Perché <<ogni sorso di vino è un sorso di storia!>>come scrive nel suo sito e per questo si definisce Basco, perché suo nonno era basco ma anche perché sono stati i baschi a portare in Uruguay il Tannat che è la prima uva-vino che Charlie ha incontrato.

ORCIA WINE FESTIVAL 2023

DEGUSTAZIONI, TREKKING, MUSICA, MERCATINI, CENA DI GALA… UNA FESTA NEL PONTE DEL 25 APRILE A SAN QUIRICO PER LA DOC ORCIA, IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

I vini di Donatella Cinelli Colombini in degustazione a Palazzo Chigi Zondadari

Stefano Quaglierini e Donatella Cinelli Colombini all’Orcia Wine Festival

Di Donatella Cinelli Colombini

16 produttori con oltre 60 vini in assaggio a Palazzo Chigi Zondadari presentati dai loro artefici, 4 degustazioni guidate da Onav Siena, una masterclass con lo storytelling di Stefano Quaglierini, trekking nelle cantine, musica, sbandieratori in costume medioevale, laboratorio di cucina tipica per i bambini, mercatino di prodotti tipici artigianali…un vero festival che dal vino porta al paesaggio, alla storia, all’arte e ovviamente alla cultura gastronomica.

 

ORCIA WINE FESTIVAL CONSACRA IL SUCCESSO DELL’ORCIA

Questo è l’Orcia Wine Festival che per la dodicesima volta trasforma San Quirico d’Orcia, piccola città d’arte con opere e palazzi degni di una capitale, nel cuore di un distretto vinicolo che ha voglia di successo. La Doc Orcia nata nel 2000 sulle alte colline fra i territori del Nobile di Montepulciano e del Brunello, sta crescendo rapidamente di qualità e reputazione grazie all’impegno entusiasta dei suoi artefici: una quarantina di piccoli artigiani della vigna e del vino, in maggioranza radicati da generazioni nella terra valdorciana. Piccoli eroi che sanno aiutarsi a vicenda raggiungendo risultati che sarebbero impossibili senza un gioco di squadra. Ed ecco che anche l’Orcia Wine Festival diventa sempre più importante a ogni edizione.

ANTEPRIME DI TOSCANA 2023 E NEWS ENOTURISTICHE

Anteprime di Toscana 2023 col botto: Assessore Stefania Saccardi illustra i dati record del business enoico 2022 e Roberta Garibaldi i successi enoturistici

 

Anteprima Toscana 2023

Anteprima Toscana 2023

di Donatella Cinelli Colombini

 

LA FOTOGRAFIA DELLA TOSCANA DEL VINO 2022

Toscana: 11 DOCG, 41 DOC, 6 IGT e 58 indicazioni geografiche, in pratica il 95 % del vigneto regionale ha un carattere territoriale. 2,1 milioni di hl e 1,2 miliardi di Euro la Toscana rappresenta rispettivamente l’8% del volume e l’11% del valore nazionale di vini DOP.
Il 2022 è stato quindi un anno magico per i vini toscani di cui l’Assessore all’Agricoltura e Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi va giustamente fiera, come del dato sul vigneto BIO che è ormai il 40% del totale regionale e cresce costantemente.
L’export di vino toscano tocca i 690 milioni di Euro, + 7% sul 2021 nonostante un calo dei volumi del 3%. I principali partners sono USA e Canada che da soli assorbono il 38% del valore. Sorprendente crescita del 31% delle esportazioni in Francia.

I vitigni femmina e vini maschi di Daniele Cernilli

E’ un gioco ma fino a un certo punto: la vite, la vigna, l’uva, la barbatella sono sostantivi femminili ma il vino è maschio come gran parte delle denominazioni

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vigneto Prosecco

Vigneto Glera-per-il-Prosecco

Oggi il 55% dei consumatori abituali di vino italiani sono donne. Il gentil sesso è maggioritario fra chi prenota visite in cantina …. ma il vino ha un connotato maschile perché, per 8.000 anni è stato prodotto e bevuto da uomini.
Daniele Cernilli- Doctor Wine con l’ironia colta che lo contraddistingue parte da qui per un ragionamento semiserio ma molto intrigante <<La grammatica a volte fa brutti scherzi. Siamo abituati a pensare al vino come a qualcosa al maschile, “il” Barolo, “il” Brunello, “il” Taurasi, ma esistono vitigni e vini declinati al femminile e chissà che questo non coincida con le loro caratteristiche…>>

 

VITIGNI FEMMINA E VINI MASCHI UN INTRICO DI GENERE CHE FORSE SVELA QUALCOSA

L’esame “di genere” delle denominazioni, per me, parte dalla Doc Orcia decisamente femmina perché <<il vino più bello del mondo>> nasce su colline dai profili sinuosi. Si tratta dei panorami più sexy e più simili a un corpo di donna che la Toscana e forse l’Italia possiede.

Orcia Doc da Bibenda all’Orcia Wine Festival

Settimana sfavillante per l’Orcia Doc, il vino più bello del mondo, che mette in fila 6 degustazioni guidate, 1 cena a palazzo e 4 giorni di assaggi around the table

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

di Donatella Cinelli Colombini

Un finale col botto per la mia presidenza del Consorzio Orcia e l’orgoglio di veder accompagnato una denominazione giovane, nella sua crescita in termini di qualità, autostima e prestigio.

 

L’ORCIA DOC A ROMA DA FIS BIBENDA

La galoppata finale è iniziata giovedì 21 aprile a Roma fra gli arazzi e gli specchi della sala da degustazione FIS Bibenda del Cavalieri Waldorf Astoria. 8 vini in assaggio fra cui il mio Cenerentola Doc Orcia 2018 spiegati magistralmente da Daniela Scrobogna. Pubblico di professionisti nel pomeriggio e di amatori nella degustazione serale. Sala piena per cui i produttori Orcia sono stati costretti a sedersi di fianco. Era evidente la sorpresa dei partecipanti che conoscevano il territorio sotto il profilo turistico ma non la varietà e qualità delle sue proposte enologiche.

 

Orcia Wine Festival 23-25 aprile 2022

Nel week end lungo del 25 aprile torna la festa della Doc Orcia, il vino più bello del mondo e io lascio la presidenza del Consorzio orgogliosa del lavoro fatto

 

Orcia-wine-festival-23-25-aprile-2021-degustazioni-guidate-a-Palazzo-Chigi

Orcia-wine-festival-23-25-aprile-2021-degustazioni-guidate-a-Palazzo-Chigi

di Donatella Cinelli Colombini

Con l’Orcia Wine Festival, 23-25 aprile 2022, si conclude la mia presidenza della Doc Orcia. Un lungo periodo in cui ho trovato nuovi amici che hanno condiviso con me ogni passo: lavoro, decisioni, viaggi, preoccupazioni e successi.

Durante i miei 9 anni di presidenza, la giovane denominazione, che nasce fra le terre del Brunello e del Vino Nobile, è cresciuta in qualità e reputazione. Nessuno è stato lasciato indietro anche se, lo sforzo di tirare il gruppo, si è concentrato solo su un piccolo gruppo di produttori più generosi. I risultati sono visibili: l’Orcia è presente in tutti i ristoranti e le enoteche del suo territorio di produzione ed è considerata una delle denominazioni emergenti in Italia.
Il vino Orcia nasce in una sessantina di cantine piccole e spesso piccolissime dove ci sono produttori appassionati, coraggiosi e legatissimi alla loro terra. Piccoli eroi vignaioli che affrontano sacrifici e fatiche nella convinzione di poter produrre grandi vini. A loro dico grazie. E’ stato bellissimo lavorare con loro e per loro, cercando di infondere coraggio, spirito di squadra e convinzione di poter vincere. Ho l’orgoglio di aver contribuito a creare un sogno – collettivo e individuale – che pian piano si sta trasformando in realtà.

Per capire appieno questo percorso venite alla Fattoria del Colle di Trequanda ed entrate nella sala della cantina che insegna ad ascoltare le vigne. Capirete come nasce e cresce la passione vignaiola.

 

Anteprime di Toscana 2022 all’insegna della scoperta

Denominazioni celebri come Chianti e Chianti Classico, Vernaccia e Vino Nobile, nuovi territori del vino come l’Orcia DOC e grandi assenti come Brunello e Bolgheri

 

Anteprime Di Toscana 2022- Firenze Gala dinner Palazzo Vecchio Orcia DOC

Anteprime Di Toscana 2022- Firenze Gala dinner Palazzo Vecchio Orcia DOC

Di Donatella Cinelli Colombini

L’edizione 2022 delle Anteprime di Toscana cambia formula e si adatta alla nuova tendenza del wine vagabonding, l’amante del vino esploratore che vuole scoprire. Ecco che la giornata che era la più debole dell’intera manifestazione, quella dedicata alle denominazioni più giovani e piccole, diventa ora la giornata più intrigante e attrattiva.

 

SERATA INAUGURALE DELLE ANTEPRIME DI TOSCANA A PALAZZO VECCHIO

La ricerca di nuovo, natura e tradizioni sono il tratto distintivo del wine lover post covid a livello mondiale e la Regione Toscana, con la formidabile Assessora Stefania Saccardi, ha risposto organizzando a Palazzo Vecchio nel salone dei Cinquecento la serata inaugurale. Uno sforzo meritevole per dire ai giornalisti presenti e ai consorzi toscani: la Toscana vi presenta i suoi nuovi vini sottolineando che nascono nella terra dei Medici, dove è sbocciato il Rinascimento e sono nati Dante, Leonardo e Macchiavelli, nella terra che per prima ha abolito la pena di morte e ha istituito, ai Georgofili, il primo centro di studi sull’agricoltura. L’idea è quella giusta e sicuramente, nel futuro, sarà possibile metterla a punto meglio, perché il messaggio arrivi forte e chiaro a tutti, soprattutto ai giornalisti esteri.

San Valentino e compleanno della Doc Orcia

La Doc Orcia nasce il 14 febbraio 2000, giorno di San Valentino e Cenerentola è il vino per festeggiarla dicendo: ti amo, vuoi essere la mia principessa?

 

Orcia Doc, compleanno per San Valentino, vino Cenerentola

Orcia Doc, compleanno per San Valentino, vino Cenerentola

di Donatella Cinelli Colombini

Nasce sotto il segno dell’amore la Doc Orcia, il 14 febbraio, giorno di San Valentino, di ventuno anni fa. Un atto d’amore verso un territorio riconosciuto patrimonio dell’umanità Unesco per il suo paesaggio rurale formato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli e arrivato a noi intatto, come un capolavoro di armonia fra natura, storia e uomini.

 

DOC ORCIA, VENTUNESIMO COMPLEANNO IL GIORNO DI SAN VALENTINO

Un’immagine di bellezza che l’Orcia -vino più bello del mondo- trasforma in una cartolina liquida da assaporare. Un territorio di alte colline, strette fra le aree di produzione del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino, che in passato era colpita da  frequenti gelate primaverili. Solo con l’arrivo del Global Warming, i vignaioli Orcia hanno avuto continuità produttiva d’uva ed hanno trovato il coraggio di competere con le due denominazioni vicine, due sorelle più vecchie, famose e fortissime.

 

L'albero d'oro di Lucignano

L’albero d’oro di Lucignano, albero dell’amore, dove promettersi fedeltà il giorno di San Valentino

CENERENTOLA DOC ORCIA, UN VINO CHE SOMIGLIA AD UNA FIABA D’AMORE

Una storia che somiglia a quella di Cenerentola e per questo ha dato il nome al vino Orcia Doc prodotto alla Fattoria del Colle da Donatella Cinelli Colombini. Anche il finale è somigliante: il vino Cenerentola ha ormai varcato la magica linea dei 90/100 nei giudizi dei grandi giornali di vino internazionali (per l’annata 2016: 93 Wine Spectator, 91 Wine Advocate/Robert Parker, 93 James Suckling) ed ora ha una coroncina nell’etichetta come una vera principessa. La produzione è ancora piccola, solo 10.000 bottiglie all’anno, ma il numero dei suoi fans cresce in ogni parte del mondo e fra loro c’è anche qualche vero principe.
La storia di questo vino è quella di chi parte svantaggiato ma riesce a farcela. E’ la storia di un’autentica sfida perché Cenerentola ha il vigore armonioso dei migliori Supertuscan ma è prodotto con soli vitigni autoctoni toscani – Sangiovese e Foglia Tonda – di cui il secondo era abbandonato ed ha trovato prospettive di sopravvivenza proprio grazie a questo vino.
Una storia d’amore a lieto fine che trasforma la Doc Orcia Cenerentola in un autentico simbolo romantico. Un vino che dice alla donna amata <<diventerai la mia principessa>> e trasforma ogni uomo Innamorato in un principe Azzurro.

 

Polenta o pulenda con i funghi

Polenta o pulenda, come dicono a Montalcino, per riscaldare l’inverno con un piatto che fa allegria da accompagnare a Cenerentola perchè entrambe stavano vicino al camino 

 

Ingredienti per la Polenta o Pulenda con i funghi - Fattoria del Colle

Ingredienti per la Polenta o Pulenda con i funghi – Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini

Io adoro cercare i funghi e i boschi della Fattoria del Colle sono un facile terreno di caccia. Difficilmente torno a casa a mani vuote e senza neanche faticare troppo. Pochi porcini ma molti pinaroli, lecciaioli, bigine, cappelle del prete, paonazzi, ordinali e, nessun ovulo. Mi piace anche pulirli, quando ho tempo. Non ne mangio molti ma sono fierissima di offrirli agli amici specialmente con le pappardelle o la polenta.

La polenta o “pulenda” come dicono a Montalcino, è il cibo del freddo quando tira la tramontana oppure nevica. Tagliarla con il filo è già una festa, se poi si aggiunge un bicchiere di Cenerentola Doc Orcia, fa rivivere la fiaba del camino accesso e del paiolo di rame … sperando che arrivi anche il Principe azzurro.

 

INGREDIENTI DELLA POLENTA CON I FUNGHI

Per 4 persone

Polenta o Pulenda con i funghi: preparazione alla Fattoria del Colle

Polenta o Pulenda con i funghi: preparazione alla Fattoria del Colle

facile,  durata: un’ora e dieci

500 g di farina di mais bramata – a grani grossi, 15 g di olio extravergine, un cucchiaio di sale grosso e 2 litri d’acqua.
Per il condimento due spicchi d’aglio, olio extravergine, 500 g di funghi misti freschi o surgelati, 500 g di passata di pomodoro, sale, parmigiano grattato.

 

PREPARAZIONE DELLA POLENTA CON I FUNGHI

Mettere l’acqua in una pentola, salarla e portarla ad ebollizione, aggiungere l’olio e poi la farina di mais rimestandola con le fruste finché non riprende l’ebollizione. Abbassare il fuoco e continuare la cottura girando la polenta con il mestolino per 50 minuti. Un lavoro paziente e faticoso che si conclude alzando il fuoco per un paio di minuti in modo che la polenta si stacchi dal bordo della pentola. Versarla sulla tavola di legno e tagliarla a fette con il filo di cotone per poi deporla nei piatti e mangiarla ben calda.

Cantine a fumetti

10 racconti a fumetti di 10 cantine toscane mostrano lo storytelling in versione giocosa. Il cartoon sul vino Cenerentola si intitola “Dopo mezzanotte”

 

CANTINE A FUMETTI DALLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI COMICS

Cantine a fumetti – la storia di Cenerentola tra fiaba e vino

L’opuscolo si intitola “Cantine a fumetti” ed è curato dalla Scuola Internazionale di Comics. Si tratta dell’ultimo progetto di Violante Cinelli Colombini come Presidente del Movimento del Turismo del Vino della Toscana, carica che ha lasciato un anno fa quando è stata eletta a guidare AGIVI, Associazione Nazionale dei Giovani Produttori di Vino.
La copertina del libretto è di Frank Espinosa, il fumettista cubano che è stato Art Director della Warner Bros ed ha creato “Baby Loonie Tunes” e raffigura la vendemmia in una situazione fantasy dominata da azzurri e rosa.

 

CANTINE A FUMETTI CON LA STORIA DI CENERENTOLA FRA FIABA E VINO

La storia del vino Cenerentola è intitolata “Dopo mezzanotte”, ha la sceneggiatura di Giovanni Chiarini e i disegni di Angelica Regni. Il racconto è ambientato alla Fattoria del Colle, dove le tre sorelle fanno assaggiare il loro vino al principe che deve scegliere quello da servire sulla tavola del Re.

Cantine a fumetti – la storia del vino DOC Orcia Cenerentola

Cenerentola, in grande ritardo, insegue il principe nella vigna mentre suona la mezzanotte, inciampa e rompe la bottiglia ma l’intervento delle fatine le consente comunque di offrirgli un calice. Ovviamente c’è un lieto fine, il principe sceglie il vino di Cenerentola per il Re e anche per il suo matrimonio lasciando immaginare un colpo di fulmine per la giovane produttrice.
L’opuscolo in soli 1.000 esemplari è stato diviso fra le 10 cantine partecipanti al progetto. Violante e Donatella Cinelli Colombini lo hanno destinato agli amici più cari come segno di allegria e speranza in un Natale 2020 rattristato dal covid.

 

Val d’Orcia il Tocco di Cenerentola vale un Sesterzo

Una novella da notte d’estate in Valdorcia di Lucia Bigozzi suscitata da tre vini Doc Orcia: Cenerentola, Tocco e Sesterzo. Le suggestioni di una terra magica

 

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Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo- Da-Calici-di-Stelle-a-un-sogno-in-Valdorcia

Di Lucia Bigozzi
Cenerentola non aspetta più il principe azzurro. Sa che può cavarsela benissimo da sola e, in fondo, i principi azzurri non esistono. Noblesse oblige, ma qui la nobiltà non c’entra.
Indossa un bell’abito, elegante nella sua essenzialità, una forma rotonda, avvolgente, sensuale quel tanto che basta ad esaltare una femminilità marcata ma mai ostentata. Cammina, leggiadra, sui colli della Val d’Orcia, attraversa le distese di grano color oro, il vento s’impiglia nei lunghi capelli. Sorride, è fiera della potenza che sa esprimere e porta nel mondo il “vino più bello del mondo”.
Bello anziché buono? C’è una ragione che rimanda al legame con la terra di Val d’Orcia, paesaggio unico della Toscana meridionale, dal 2004 patrimonio Unesco, patrimonio dell’umanità.

Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo

Lucia-Bigozzi-Il-Tocco-di-Cenerentola-vale-un-Sesterzo

Nel bello sta il buono, ma è la bellezza di un luogo unico a rendere unico ciò che la terra produce e l’uomo cura, in una simbiosi perfetta.
Il Tocco è come una carezza, un soffio leggero, morbido, che circonda e inebria col suo profumo. Rosso profondissimo, come le mani che ne trasformano l’essenza; come il sole che picchia duro nei tramonti d’agosto e prepara il raccolto che verrà; come la fatica del lavoro, lungo le pendici del monte Amiata dove il clima e la terra fanno l’amore e generano Il Tocco.
Il Tocco di Cenerentola vale un Sesterzo. Ha un colore granato intenso, segnato dal tempo che passa e dalla storia che sedimenta momenti, ricordi, incontri, persone. L’armonia è il tratto distintivo del Sesterzo, il fascino che sprigiona al naso e in bocca.
Nelle notti d’estate, Cenerentola posa il suo Tocco sul Sesterzo ed esalta la magia di una serata a Castiglion d’Orcia. E’ qui, nei colli della valle dove si affacciano dodici borghi antichi che la Doc Orcia vive nell’impegno di quaranta aziende “micro” che compongono il Consorzio in un terroir molto variegato che conferisce al vino una personalità diversa da vigna a vigna e, talvolta, dentro la stessa vigna.

Valdorcia  da vedere, fotografare, assaggiare e comprare

Per i tour giornalieri in Valdorcia ecco le 3 cose da vedere (scelgo Castiglion d’Orcia), da assaggiare, da comprare e i 3 luoghi da selfie

VALDORCIA DA VEDERE

Rocca di tentennano Rocca d'Orcia

Rocca di Tentennano Rocca d’Orcia-Valdorcia

Vi porto a Castiglion d’Orcia, una località ancora poco toccata dai grandi flussi turistici. Il mio consiglio è culturale – esperienziale e persino sportivo, ma vi sorprenderà!
1. Rocca di Tentennano a Rocca d’Orcia (aprile-ottobre: dal martedì alla domenica 10.00-12.00/15.00-18.00 – ottobre-marzo: sabato, domenica e festivi 10.00-13.00/15.00-18.00) costruita dagli Aldobrandeschi fra il XII e il XIII secolo, domina la Valdorcia offrendo un panorama spettacoloso ai turisti. Salirci è abbastanza avventuroso perché dopo l’incendio del Cinquecento il luogo è disabitato ed ora si mostra nella sua guerriera austerità. Sotto c’è il borgo di Rocca d’Orcia, un pezzetto di medioevo arrivato miracolosamente intatto fino ai nostri giorni. Ci sono le antiche prigioni all’interno delle quali è stato ricavato il ristorante Perillà (una stella Michelin) e la casa in cui abitò, nel 1320, Santa Caterina che qui, miracolosamente, imparò a scrivere. Camminare per le ripide stradine strette da case in pietra è un esercizio rigenerante per il corpo e lo spirito.

fosso-bianco-Castiglion d'Orcia

fosso-bianco-Castiglion d’Orcia-Valdorcia

2. Fosso Bianco a Bagni San Filippo: le acque termali calde sgorgano nel bosco formando cascate di calcare bianco e vasche in cui immergersi. Il tempo torna indietro di quasi tremila anni e possiamo immaginare i nobili etruschi che scendono lo stesso sentiero percorso oggi dai turisti, posano elmi e spade, per bagnarsi nelle stesse vasche di rigeneranti acque calde. Calde, anzi caldissime, 48°C nel punto in cui sgorgano. Ovviamente poco sopra il bosco c’è uno stabilimento termale ma il bagno termale nel bosco è un’esperienza indimenticabile così come scivolare sulla “balena bianca” l’enorme colata di calcare che ricorda un cetaceo con bocca e occhi.
3. Sala d’Arte, piccolo ma ricchissimo museo (sabato e domenica 16.00 – 18.00) nel cuore di Castiglion d’Orcia contiene, fra le altre opere, le Madonne con Bambino di Simone Martini, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Giovanni di Paolo. E’ emozionante godere di questi capolavori in solitudine, per la scarsa frequentazione del museo.

VALDORCIA DA COMPRARE

• Cacio pecorino – Fior di Montalcino della Famiglia Chironi che arrivò dalla Sardegna con un veliero che trasportava anche il gregge, l’asinello e il cane. Oggi ha un caseificio a Montalcino che trasforma il latte delle proprie pecore (alimentate con i propri foraggi e cereali biologici) in ricotta, formaggio pecorino di varia stagionatura facendo tutto a mano secondo la tradizione

Un Vinitaly pieno di sorprese

Dopo tanti Vinitaly questa fiera ancora sorprende: la sua crescita costante, le opportunità, gli insegnamenti e gli stimoli che offre

festa-di-fine-Vinitaly-delle-Donne-del-Vino

festa-di-fine-Vinitaly-delle-Donne-del-Vino

Finale in bellezza con la grande festa delle Donne del Vino e il presidente di Veronafiere – Vinitaly Maurizio Danese che da il via ai corsi di formazione Future e E-learning nati per creare la generazione 4.0 del vino al femminile.

VINITALY 2019 BATTE I RECORD SI RIEMPIE DI POLITICI E DI COMPRATORI ITALIANI

E’ stato il Vinitaly del mercato italiano che è tornato protagonista nonostante le minacce di recessione e la presenza massiccia di 33mila buyer esteri, provenienti anche da mercati nuovi come il Kenia. Complimenti a Gianni Bruno, brand manager Vinitaly che anche quest’anno è riuscito a superare le attese.
E’ stato l’anno dei politici, mai così tanti: Conte, Salvini, Di Maio, Centinaio, la commissione Agricoltura della Camera al completo …

VINITALY PAROLA D’ORDINE CREARE VALORE

Vinitaly 2019 cena inaugurale

Vinitaly 2019 cena inaugurale

C’è una parola d’ordine nel Vinitaly 2019 <<creare valore>> lo dice Giovanni Geddes da Filicaja mentre riceve il premio Internazionale Vinitaly (lo stesso che ho avuto io sei anni fa) durante la spettacolare cena offerta da Vinitaly e intramezzata da balletti ispirati a Leonardo da Vinci. Lo ha detto Giovanni Mantovani DG di Veronafiere durante la cerimonia inaugurale, presentando il nuovo programma di eventi all’estero che avranno una piattaforma italiana e non si appoggeranno più su fiere altrui.

VINITALY 2019 E DONNE DEL VINO

E’ stato l’anno trionfale delle Donne del Vino: mai così tante, attive, unite in tutti i 15 eventi che hanno organizzato. Meravigliosa la degustazione di 8 vini creati da giovani donne e guidata dal super assaggiatore Ian D’Agata, vini che hanno dimostrato l’apporto rivoluzionario delle wine makers rosa.
La cosa stupefacente dopo aver partecipato a tanti Vinitaly è che questa edizione è riuscita ancora a sorprendermi e a insegnarmi.
Ecco alcune perle che ho annotato e vorrei condividere con voi.

Donne Vino Design con Alessia fata di Cenerentola

Venerdì 8 marzo Festa della Donna e Festa delle Donne del Vino a Livorno nell’Enoteca La Cantina con nuovi cocktails e grandi vini come Cenerentola Doc Orcia

Enoteca La Cantine-Livorno-Festa-delle-Donne-del-Vino

Enoteca La Cantine-Livorno-Festa-delle-Donne-del-Vino

La Festa della donna al sapore di vino per apprezzare l’apporto femminile in uno dei comparti più tradizionalmente maschili: quello della vigna, della cantine e delle grandi bottiglie. Venerdì 8 marzo alle 18 a Livorno nell’Enoteca La Cantina (Piazza Sforzini 29) con la regia nazionale delle Donne del Vino, Alessia Bernardeschi, grafica e sommelier, vi invita ad una serata da “fiaba” nel vero senso della parola: grandi vini e cocktail creati appositamente per le donne.

ALESSIA BERNARDESCHI VI INVITA A DEGUSTARE VINI E COCKTAIL

La fiaba di Cenerentola viene sviluppata nel vino. Ecco che le due sorellastre Anastasia e

Cenerentola-doc-Orcia-protagonista-Festa-delle-Donne-del-Vino-a-Livorno

Cenerentola-doc-Orcia-protagonista-Festa-delle-Donne-del-Vino-a-Livorno

Genoveffa. Diventano cocktail creati per l’occasione da barwoman (declinazione femminile di barman) mixologist, mentre Cenerentola è il vino Doc Orcia di Donatella Cinelli Colombini che da quest’anno porta la corona di principessa sull’etichetta. Segno di un successo di critica e vendite che corrisponde all’arrivo della proposta di nozze del Principe azzurro.

CENERENTOLA DALLA FIABA AL VINO

Giocando sull’intreccio fra la fiaba e la storia del vino, Alessia Bernardeschi mostrerà il lavoro preparatorio del “vestito” scintillante che contiene la magnum del vino Cenerentola. Si tratta di una lampada eseguita con plexiglass e rovere delle botti di maturazione che è stata disegnata da Toscana Made in collaborazione con Winetrade, la società di comunicazione e grafica di cui Alessia è titolare, insieme al marito Simone Nannipieri. Un percorso visivo racconterà ai partecipanti la lampada di Cenerentola dall’ideazione, alla progettazione dell’opera di design funzionale, fino alla realizzazione finale.
Come l’abito di Cenerentola per la festa del principe azzurro così la lampada che contiene il vino è lo strumento per valorizzare qualcosa di straordinario rendendolo più visibile e più prestigioso.
Questo è il modo scelto da Alessia Bernardeschi per interpretare il tema “Donne Vino e Design” indicato dalle Donne del vino per celebrare la Festa della Donna 2019 e mostrare come l’universo femminile stia cambiando il look e la percezione delle grandi bottiglie. Più fantasia, più trasgressione, più fashion, con un linguaggio fuori dagli schemi tradizionali.

In Cina e a Hong Kong viaggio di-vino

Dalla Cina a Hong Kong viaggio di-vino nell’Asia del lusso, della crescita veloce, dei wine lovers e degli italiani che tengono alto il nome dell’Italia

Cina-Beijing-ErikaRibaldi-DonatellaCinelliColombini

Cina-Beijing-ErikaRibaldi-DonatellaCinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Questa volta abbiamo dormito in alberghi di lusso: il Rosewood a Beijing, Howard Johnson yacht Club a Changsha e il Mandarin a Hong Kong… Camere enormi con vetri fino a terra, bagno grande come un appartamento con vasca – piscina panoramica in certi casi in un locale dedicato. In genere non amo gli alberghi di lusso, perché viaggiando per lavoro non li godo per quanto costano, ma in Cina il lusso serve per vendere il vino. Come mi ha insegnato Erika Ribaldi Brand Manager Frescobaldi in Asia <<bisogna ostentare i soldi e il successo>>. Quindi sono partita per Beijing con la valigia piena di giacche di Armani e ovviamente niente Dolce e Gabbana. Certo che è poco di fronte a chi ostenta orologi da 300.000€ : perché in Cina la ricchezza è su questa linea.

JAMES SUCKLING PORTABANDIERA DEL VINO ITALIANO IN ORIENTE

Prima tappa a Pechino per l’evento di James Suckling. La città è sempre più grande, ricca e inquinata. La nebbia da polluzione è

Cina-Beijing-Donatella-Cinellicolombini-shopping

Cina-Beijing-Donatella-Cinellicolombini-shopping

impressionante. Domenica le polveri sottili avevano un valore di 300 (in Italia con 60 scatta il blocco delle auto) e formavano una sorta di nebbiolina. Abbiamo tempo per andare al mercato degli artigiani e del piccolo antiquariato dove rimaniamo sbalorditi dalle affollatissime bancarelle delle noci che vengono spazzolate con cura e misurate col calibro. Pare che servano a fare ginnastica con le mani. Noi compriamo due maioliche vecchie di uno o due secoli all’astronomica somma di 20 e 30 € perché qui ( per fortuna) l’antiquariato non piace. Evitiamo per un pelo l’ondata di freddo. Due giorni dopo la nostra partenza il termometro scende a -19°C.
Cena The Italian wine of the year Award con un centinaio di produttori fra i migliori in Italia e James Suckling in gran forma che premia Argentiera e Solaia Antinori. Accanto a me siede l’export manager di Damilano e mi fa assaggiare un Barolo spettacolare. Il tasting intitolato Great wines of Italy è un successone: organizzazione impeccabile e 1500 operatori e wine lovers. Davanti ai banchi di assaggio un’autentica folla entusiasta. Gli altri produttori continuano con Suckling per Hong Kong e Bangkok e Pattaya mentre noi andiamo con Enson Pan, che collabora con il nostro ottimo importatore Interprocom. Cene e degustazioni a ripetizione e sempre con entusiasmo alle stelle.