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I VINI VECCHI NON PIACCIONO PIÙ

SCAMBIO DI IDEE CON LORENZO RUGGERI SUL CAMBIAMENTO DEL GUSTO CHE PORTA A PRIVILEGIARE SEMPRE E SOLO LE COSE VELOCI O, COME PENSO IO, A ESCLUDERE CIÒ CHE INGOMBRA

Lorenzo Ruggeri

La disaffezione verso i vini vecchi Lorenzo Ruggeri Gamberorosso

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Una cosa è certa: il carattere complesso, spesso leggermente difettoso, estremamente fine e intrigante… dei vini vecchi non attrae più. I giovani wine lovers sono più attratti dalla scoperta di vini provenienti da regioni improbabili come l’Himalaya o da vitigni molto rari come il Tintilia del Molise o il Foglia Tonda con cui produco il vino Cenerentola.

LA DISAFFEZIONE VERSO I VINI VECCHI DIPENDE IN PRIMO LUOGO DAL GUSTO

Le ragioni del calo di gradimento per i vini vecchi ha diversi motivi: sicuramente dipende da un cambio del gusto e da una maggiore predilezione per la freschezza e la “fruttosità” dei vini giovani. Le bottiglie con vent’anni di età spesso sono complicate da capire. A questo si aggiungono l’evoluzione del clima e dell’enologia che hanno portato in bottiglia grandi vini rossi giovani meno tannici e più piacevoli in bocca. Un grande Brunello al suo primo anno ha tannini setosi e non è astringente, come quello di 30 anni fa, che costringeva gli appassionati ad aspettare decenni prima di assaporare un liquido morbido.

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 Un omaggio alle donne che fanno la differenza

Un’offerta pensata per celebrare la femminilità nel vino, la forza delle donne che innovano, e il coraggio di chi ha aperto nuove strade verso     l’equità di genere. Due vini iconici, nati da una cantina unica in Italia: la prima con uno staff interamente femminile.

Questa selezione è pensata per:

  •   🎁 Donare a una donna speciale, come segno di stima e riconoscimento
  •  💪 Celebrare donne che abbattono barriere, nel lavoro, nella società, nella vita
  •  🕊 Ricordare e onorare tutte coloro che hanno aperto la strada alla lotta per l’equità di genere

Ogni bottiglia racchiude una storia di impegno, talento e passione femminile.

🍇 L’Offerta del Mese – Per i Soci del Club di Donatella

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Per chi raddoppia

459 euro invece che 537,00

DONNE DEL VINO DI LAZIO E TOSCANA INSIEME IN ASSAGGIO

DEGUSTAZIONE IMPERDIBILE DEI VINI DI TOSCANA E LAZIO PRODOTTI DALLE DONNE DEL VINO USANDO VITIGNI AUTOCTONI. A ROMA IL 17 SETTEMBRE CON ONAV AL MERCATO CENTRALE

Donne del Vino del Lazio e della Toscana presentano i loro vini ottenuti da vitigni autoctoni

Donne del Vino del Lazio e della Toscana presentano i loro vini ottenuti da vitigni autoctoni

Le Donne del Vino di Lazio e Toscana raccontano insieme i grandi vini delle proprie regioni in una degustazione curata da ONAV Roma per scoprire i vitigni autoctoni, le storie di passione, tradizione e autenticità delle produttrici di due grandi territori del vino italiano. Quasi un affresco dei caratteri identitari di due regioni e delle donne, nuove protagoniste dell’enologia italiana. Il risultato è un appuntamento di grandissimo interesse che è andato sold out con molto anticipo.

DUE DEGUSTAZIONI CON LO STESSO CANOVACCIO IN TOSCANA E LAZIO

La degustazione di mercoledì 17 settembre nello “spazio del fare” del Mercato Centrale al secondo piano nell’area della Stazione Termini di Roma è la risposta all’appuntamento simile avvenuto a Firenze con la regia della delegazione AIS guidata da Massimo Castellani.
Anche in quel caso le Donne del Vino di Lazio e Toscana presentarono 14 vini offrendo un vero e proprio viaggio tra i vitigni autoctoni delle due regioni che unirà cultura del vino e storie al femminile.
La degustazione del 17 settembre a Roma sarà dunque un grande tributo alla ricchezza di
due dei territori enologici più affascinanti del nostro Paese e delle persone che se ne prendono cura, rappresentando l’anima più autentica e contemporanea dell’enologia italiana.

VINOUS 90, 94,91, 90 A CHIANTI, ORCIA E VINSANTO

ERIC GUIDO ASSAGGIA 4 VINI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI, ATTRIBUISCE PUNTEGGI ALTISSIMI E SCRIVE DESCRIZIONI TALMENTE EVOCATIVE DA SUSCITARE ODORI E SAPORI

Eric Guido è un giovane critico enologico di enorme talento. Per Vinous assaggia i vini italiani, quelli della costa pacifica, Paso Robles e Slovenia. Ama il vino ma anche la cucina -soprattutto italiana – si occupa di scrittura creativa, copywriting, fotografia, editing digitale. Tutto ad altissimi livelli.
Nel gennaio 2024 ha assaggiato 4 vini della Fattoria del Colle e poi ha pubblicato i giudizi nel portale di Antonio Galloni Vinous. Due critici che non fanno sconti a nessuno e hanno costruito la loro reputazione sull’integrità. Per questo i loro giudizi sono importanti. Ovviamente servono al mercato, orientando gli acquisti ma soprattutto servono ai produttori come me che vogliono capire se le loro scelte stilistiche stanno andando nella direzione giusta. E quella che ho scelto è la territorialità.

VINI DA VITIGNI AUTOCTONI DI TOSCANA E LAZIO

L’AIS FIRENZE, GUIDATA DA MASSIMO CASTELLANI, METTE IN DEGUSTAZIONE 14 VINI OTTENUTI DA VITIGNI AUTOCTONI E PRODOTTI DALLE DONNE DEL VINO DI TOSCANA E LAZIO

Donne del Vino della Toscana

Donne del Vino della Toscana

Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc 

Una degustazione straordinaria, mai realizzata prima, andrà in scena, il 13 febbraio dalle 20,30 alle 23,30 nelle bellissime sale del Grand Hotel Mediterraneo di Firenze (Lungarno del Tempio 44).

AIS FIRENZE UN PALCOSCENICO PERFETTO PER IL GRANDE VINO

Ospite d’onore la Vicepresidente della Regione Toscana, Assessora all’Agricoltura e Donna del Vino Stefania Saccardi. Massimo Castellani, super sommelier a capo della delegazione AIS di Firenze, scrittore, narratore di territori e denominazioni, guiderà la degustazione commentando i vini presentati dalle wine makers in persona.
Un’occasione imperdibile per gli appassionati di vino e per i ristoratori e gli enotecari che cercano la diversità. 14 vini ottenuti da vitigni autoctoni di Toscana e Lazio nelle cantine delle Donne del Vino.winedestination, Cenerentola
Un affresco dei caratteri identitari di due regioni capaci di produrre capolavori in bottiglia. E poi le donne, nuove protagoniste dell’enologia italiana. Un mix che promette grandi sorprese.

IL GIORNO DELLE PREMIAZIONI BIBENDA E AIS

IL 17 NOVEMBRE PREMIAZIONI AIS -GUIDA VITAE A FIRENZE E BIBENDA A ROMA. ECCO LO SPETTACOLARE PALMARÈS DEI VINI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Donatella Cinelli Colombini alla premiazione dei 5 Grappoli Bibenda

Donatella Cinelli Colombini alla premiazione dei 5 Grappoli Bibenda

Il Brunello Prime Donne 2019 vince i 5 grappoli di Bibenda e le 4 viti della guida AIS Vitae. E’ un vino che ha ottenuto un consenso plebiscitario da parte dei critici e dei consumatori di tutto il mondo.
Il Brunello riserva 2018 ottiene le 4 viti più la gemma da parte dei Sommelier della maggiore organizzazione italiana con un punteggio stratosferico. Riconoscimento che fa da eco alla predilezione di Donatella Cinelli Colombini per questo vino <<lo offro in tavola più spesso che posso perché coincide con la mia idea di grande Brunello>>.
Completa la festa il premio AIS anche alla Doc Orcia Cenerentola 2019. Il blend di Sangiovese e Foglia Tonda che sta conquistando un numero crescente di appassionati con la sua intensità elegante e unica. <<Ottenere buoni ratings con il Brunello è più facile mentre per una giovane denominazione come l’Orcia DOC è davvero difficile e Cenerentola 2019 si è guadagnata 93 punti da Robert Parker/Wine Advocate e 92 punti da James Suckling>> spiega Donatella Cinelli Colombini che vede nelle 4 viti della Guida Vitae una meritata conferma di un consenso sempre più ampio.

I SUPERTUSCAN E LE SCOPERTE TOSCANE DI MONICA LARNER

LA REDATTRICE DI WINE ADVOCATE – ROBERT PARKER CI PRESENTA 110 VINI IGT E DI DENOMINAZIONI TOSCANE MINORI FRA CUI I NOSTRI CENERENTOLA E IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Monica Larner redattrice di Wine Advocate – Robert Parker ci stupisce ancora una volta con il report di 110 vini comprendente Supertuscan e vini di piccole denominazioni toscane. Nel suo articolo di presentazione precisa di aver incluso i “soliti noti” cioè Tignanello, Solaia, Saffredi, Galatrona e Redigaffi e <<alcune divertenti scoperte fatte sulla strada del vino toscano relative a nomi più piccoli o poco conosciuti>>.

MONICA LARNER E I SUPERTUSCAN STILE BORDEAUX

Nella sua spiegazione della categoria “supertuscan” c’è un’altra sorpresa. Monica Larner chiarisce che la tipologia di più alta qualità dell’IGT toscano è legata a un periodo specifico della storia moderna del vino italiano, risalente a un periodo compreso tra 10 e 30 anni fa << that was heavily influenced by Bordeaux. This catch-all category has always frustrated me because it goes against everything achieved to underline territorial identity, authenticity and varietal typicity in wine>> che è stato fortemente influenzato da Bordeaux. Questa categoria onnicomprensiva mi ha sempre frustrato perché va contro tutto ciò che è stato fatto per sottolineare l’identità territoriale, l’autenticità e la tipicità varietale del vino.

CHARLIE ARTURAOLA : L’AMORE E’ LA PARTE PIU’ BELLA DEL VINO

PER L’AMERICAN WINE ASSOCIATION E’ UNO DEI 10 MIGLIORI PALATI DEL MONDO, MA CHARLIE ARTURAOLA E’ ANCHE UN COMUNICATORE E UN CREATIVO SENZA EGUALI

 

CHARLIE ARTURAOLA

CHARLIE ARTURAOLA SOMMELIER ATTORE

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In un’epoca dove ogni disciplina ha i suoi super esperti è difficile che un personaggio eclettico riesca a brillare, ma Charlie Arturaola ci riesce.
Le <<radici della mia famiglia, da parte di madre sono francesi e da parte di padre sono basche >> ha spiegato a James Magazine, ma in realtà è uruguaiano nato a Montevideo anche se ha lasciato il suo Paese quando aveva 19 anni iniziando un viaggio nel mondo che non si è mai fermato e <<ora ho in tasca 5 passaporti diversi>>.

Parla 5 lingue e mescola parole inglesi, spagnole e italiane risultando più efficace e coinvolgente di chi usa una lingua sola. Ha un approccio umanistico al vino basato su una conoscenza sconfinata di territori, vini e persone. Perché <<ogni sorso di vino è un sorso di storia!>>come scrive nel suo sito e per questo si definisce Basco, perché suo nonno era basco ma anche perché sono stati i baschi a portare in Uruguay il Tannat che è la prima uva-vino che Charlie ha incontrato.

ORCIA WINE FESTIVAL 2023

DEGUSTAZIONI, TREKKING, MUSICA, MERCATINI, CENA DI GALA… UNA FESTA NEL PONTE DEL 25 APRILE A SAN QUIRICO PER LA DOC ORCIA, IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

I vini di Donatella Cinelli Colombini in degustazione a Palazzo Chigi Zondadari

Stefano Quaglierini e Donatella Cinelli Colombini all’Orcia Wine Festival

Di Donatella Cinelli Colombini

16 produttori con oltre 60 vini in assaggio a Palazzo Chigi Zondadari presentati dai loro artefici, 4 degustazioni guidate da Onav Siena, una masterclass con lo storytelling di Stefano Quaglierini, trekking nelle cantine, musica, sbandieratori in costume medioevale, laboratorio di cucina tipica per i bambini, mercatino di prodotti tipici artigianali…un vero festival che dal vino porta al paesaggio, alla storia, all’arte e ovviamente alla cultura gastronomica.

 

ORCIA WINE FESTIVAL CONSACRA IL SUCCESSO DELL’ORCIA

Questo è l’Orcia Wine Festival che per la dodicesima volta trasforma San Quirico d’Orcia, piccola città d’arte con opere e palazzi degni di una capitale, nel cuore di un distretto vinicolo che ha voglia di successo. La Doc Orcia nata nel 2000 sulle alte colline fra i territori del Nobile di Montepulciano e del Brunello, sta crescendo rapidamente di qualità e reputazione grazie all’impegno entusiasta dei suoi artefici: una quarantina di piccoli artigiani della vigna e del vino, in maggioranza radicati da generazioni nella terra valdorciana. Piccoli eroi che sanno aiutarsi a vicenda raggiungendo risultati che sarebbero impossibili senza un gioco di squadra. Ed ecco che anche l’Orcia Wine Festival diventa sempre più importante a ogni edizione.

ANTEPRIME DI TOSCANA 2023 E NEWS ENOTURISTICHE

Anteprime di Toscana 2023 col botto: Assessore Stefania Saccardi illustra i dati record del business enoico 2022 e Roberta Garibaldi i successi enoturistici

 

Anteprima Toscana 2023

Anteprima Toscana 2023

di Donatella Cinelli Colombini

 

LA FOTOGRAFIA DELLA TOSCANA DEL VINO 2022

Toscana: 11 DOCG, 41 DOC, 6 IGT e 58 indicazioni geografiche, in pratica il 95 % del vigneto regionale ha un carattere territoriale. 2,1 milioni di hl e 1,2 miliardi di Euro la Toscana rappresenta rispettivamente l’8% del volume e l’11% del valore nazionale di vini DOP.
Il 2022 è stato quindi un anno magico per i vini toscani di cui l’Assessore all’Agricoltura e Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi va giustamente fiera, come del dato sul vigneto BIO che è ormai il 40% del totale regionale e cresce costantemente.
L’export di vino toscano tocca i 690 milioni di Euro, + 7% sul 2021 nonostante un calo dei volumi del 3%. I principali partners sono USA e Canada che da soli assorbono il 38% del valore. Sorprendente crescita del 31% delle esportazioni in Francia.

I vitigni femmina e vini maschi di Daniele Cernilli

E’ un gioco ma fino a un certo punto: la vite, la vigna, l’uva, la barbatella sono sostantivi femminili ma il vino è maschio come gran parte delle denominazioni

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vigneto Prosecco

Vigneto Glera-per-il-Prosecco

Oggi il 55% dei consumatori abituali di vino italiani sono donne. Il gentil sesso è maggioritario fra chi prenota visite in cantina …. ma il vino ha un connotato maschile perché, per 8.000 anni è stato prodotto e bevuto da uomini.
Daniele Cernilli- Doctor Wine con l’ironia colta che lo contraddistingue parte da qui per un ragionamento semiserio ma molto intrigante <<La grammatica a volte fa brutti scherzi. Siamo abituati a pensare al vino come a qualcosa al maschile, “il” Barolo, “il” Brunello, “il” Taurasi, ma esistono vitigni e vini declinati al femminile e chissà che questo non coincida con le loro caratteristiche…>>

 

VITIGNI FEMMINA E VINI MASCHI UN INTRICO DI GENERE CHE FORSE SVELA QUALCOSA

L’esame “di genere” delle denominazioni, per me, parte dalla Doc Orcia decisamente femmina perché <<il vino più bello del mondo>> nasce su colline dai profili sinuosi. Si tratta dei panorami più sexy e più simili a un corpo di donna che la Toscana e forse l’Italia possiede.

Orcia Doc da Bibenda all’Orcia Wine Festival

Settimana sfavillante per l’Orcia Doc, il vino più bello del mondo, che mette in fila 6 degustazioni guidate, 1 cena a palazzo e 4 giorni di assaggi around the table

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

di Donatella Cinelli Colombini

Un finale col botto per la mia presidenza del Consorzio Orcia e l’orgoglio di veder accompagnato una denominazione giovane, nella sua crescita in termini di qualità, autostima e prestigio.

 

L’ORCIA DOC A ROMA DA FIS BIBENDA

La galoppata finale è iniziata giovedì 21 aprile a Roma fra gli arazzi e gli specchi della sala da degustazione FIS Bibenda del Cavalieri Waldorf Astoria. 8 vini in assaggio fra cui il mio Cenerentola Doc Orcia 2018 spiegati magistralmente da Daniela Scrobogna. Pubblico di professionisti nel pomeriggio e di amatori nella degustazione serale. Sala piena per cui i produttori Orcia sono stati costretti a sedersi di fianco. Era evidente la sorpresa dei partecipanti che conoscevano il territorio sotto il profilo turistico ma non la varietà e qualità delle sue proposte enologiche.

 

Orcia Wine Festival 23-25 aprile 2022

Nel week end lungo del 25 aprile torna la festa della Doc Orcia, il vino più bello del mondo e io lascio la presidenza del Consorzio orgogliosa del lavoro fatto

 

Orcia-wine-festival-23-25-aprile-2021-degustazioni-guidate-a-Palazzo-Chigi

Orcia-wine-festival-23-25-aprile-2021-degustazioni-guidate-a-Palazzo-Chigi

di Donatella Cinelli Colombini

Con l’Orcia Wine Festival, 23-25 aprile 2022, si conclude la mia presidenza della Doc Orcia. Un lungo periodo in cui ho trovato nuovi amici che hanno condiviso con me ogni passo: lavoro, decisioni, viaggi, preoccupazioni e successi.

Durante i miei 9 anni di presidenza, la giovane denominazione, che nasce fra le terre del Brunello e del Vino Nobile, è cresciuta in qualità e reputazione. Nessuno è stato lasciato indietro anche se, lo sforzo di tirare il gruppo, si è concentrato solo su un piccolo gruppo di produttori più generosi. I risultati sono visibili: l’Orcia è presente in tutti i ristoranti e le enoteche del suo territorio di produzione ed è considerata una delle denominazioni emergenti in Italia.
Il vino Orcia nasce in una sessantina di cantine piccole e spesso piccolissime dove ci sono produttori appassionati, coraggiosi e legatissimi alla loro terra. Piccoli eroi vignaioli che affrontano sacrifici e fatiche nella convinzione di poter produrre grandi vini. A loro dico grazie. E’ stato bellissimo lavorare con loro e per loro, cercando di infondere coraggio, spirito di squadra e convinzione di poter vincere. Ho l’orgoglio di aver contribuito a creare un sogno – collettivo e individuale – che pian piano si sta trasformando in realtà.

Per capire appieno questo percorso venite alla Fattoria del Colle di Trequanda ed entrate nella sala della cantina che insegna ad ascoltare le vigne. Capirete come nasce e cresce la passione vignaiola.

 

Anteprime di Toscana 2022 all’insegna della scoperta

Denominazioni celebri come Chianti e Chianti Classico, Vernaccia e Vino Nobile, nuovi territori del vino come l’Orcia DOC e grandi assenti come Brunello e Bolgheri

 

Anteprime Di Toscana 2022- Firenze Gala dinner Palazzo Vecchio Orcia DOC

Anteprime Di Toscana 2022- Firenze Gala dinner Palazzo Vecchio Orcia DOC

Di Donatella Cinelli Colombini

L’edizione 2022 delle Anteprime di Toscana cambia formula e si adatta alla nuova tendenza del wine vagabonding, l’amante del vino esploratore che vuole scoprire. Ecco che la giornata che era la più debole dell’intera manifestazione, quella dedicata alle denominazioni più giovani e piccole, diventa ora la giornata più intrigante e attrattiva.

 

SERATA INAUGURALE DELLE ANTEPRIME DI TOSCANA A PALAZZO VECCHIO

La ricerca di nuovo, natura e tradizioni sono il tratto distintivo del wine lover post covid a livello mondiale e la Regione Toscana, con la formidabile Assessora Stefania Saccardi, ha risposto organizzando a Palazzo Vecchio nel salone dei Cinquecento la serata inaugurale. Uno sforzo meritevole per dire ai giornalisti presenti e ai consorzi toscani: la Toscana vi presenta i suoi nuovi vini sottolineando che nascono nella terra dei Medici, dove è sbocciato il Rinascimento e sono nati Dante, Leonardo e Macchiavelli, nella terra che per prima ha abolito la pena di morte e ha istituito, ai Georgofili, il primo centro di studi sull’agricoltura. L’idea è quella giusta e sicuramente, nel futuro, sarà possibile metterla a punto meglio, perché il messaggio arrivi forte e chiaro a tutti, soprattutto ai giornalisti esteri.

San Valentino e compleanno della Doc Orcia

La Doc Orcia nasce il 14 febbraio 2000, giorno di San Valentino e Cenerentola è il vino per festeggiarla dicendo: ti amo, vuoi essere la mia principessa?

 

Orcia Doc, compleanno per San Valentino, vino Cenerentola

Orcia Doc, compleanno per San Valentino, vino Cenerentola

di Donatella Cinelli Colombini

Nasce sotto il segno dell’amore la Doc Orcia, il 14 febbraio, giorno di San Valentino, di ventuno anni fa. Un atto d’amore verso un territorio riconosciuto patrimonio dell’umanità Unesco per il suo paesaggio rurale formato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli e arrivato a noi intatto, come un capolavoro di armonia fra natura, storia e uomini.

 

DOC ORCIA, VENTUNESIMO COMPLEANNO IL GIORNO DI SAN VALENTINO

Un’immagine di bellezza che l’Orcia -vino più bello del mondo- trasforma in una cartolina liquida da assaporare. Un territorio di alte colline, strette fra le aree di produzione del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino, che in passato era colpita da  frequenti gelate primaverili. Solo con l’arrivo del Global Warming, i vignaioli Orcia hanno avuto continuità produttiva d’uva ed hanno trovato il coraggio di competere con le due denominazioni vicine, due sorelle più vecchie, famose e fortissime.

 

L'albero d'oro di Lucignano

L’albero d’oro di Lucignano, albero dell’amore, dove promettersi fedeltà il giorno di San Valentino

CENERENTOLA DOC ORCIA, UN VINO CHE SOMIGLIA AD UNA FIABA D’AMORE

Una storia che somiglia a quella di Cenerentola e per questo ha dato il nome al vino Orcia Doc prodotto alla Fattoria del Colle da Donatella Cinelli Colombini. Anche il finale è somigliante: il vino Cenerentola ha ormai varcato la magica linea dei 90/100 nei giudizi dei grandi giornali di vino internazionali (per l’annata 2016: 93 Wine Spectator, 91 Wine Advocate/Robert Parker, 93 James Suckling) ed ora ha una coroncina nell’etichetta come una vera principessa. La produzione è ancora piccola, solo 10.000 bottiglie all’anno, ma il numero dei suoi fans cresce in ogni parte del mondo e fra loro c’è anche qualche vero principe.
La storia di questo vino è quella di chi parte svantaggiato ma riesce a farcela. E’ la storia di un’autentica sfida perché Cenerentola ha il vigore armonioso dei migliori Supertuscan ma è prodotto con soli vitigni autoctoni toscani – Sangiovese e Foglia Tonda – di cui il secondo era abbandonato ed ha trovato prospettive di sopravvivenza proprio grazie a questo vino.
Una storia d’amore a lieto fine che trasforma la Doc Orcia Cenerentola in un autentico simbolo romantico. Un vino che dice alla donna amata <<diventerai la mia principessa>> e trasforma ogni uomo Innamorato in un principe Azzurro.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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