Il mondo di Donatella e Violante

GOZO MON AMOUR

Come io e mio marito Carlo abbiamo scoperto l’isola gioiello di Gozo e perché ci siamo innamorati di questo piccolo scrigno di tradizioni e di natura

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Gozo-la -casa-di carlo-e-Donatella-Cinelli Colombini

Gozo-la -casa-di Carlo-e-Donatella-Cinelli Colombini

Se leggete i libri di marketing turistico scoprirete che una bella fetta dei nostri connazionali va in vacanze nello stesso posto, preferiscono la stessa camera e partono alla stessa ora. Ho sempre riso pensando a questi habitué senza voglia di avventura ma poi ho fatto lo stesso cercando di sentirmi a casa in ogni luogo. Quando mia figlia Violante era piccola abbiamo passato 6 vacanze di Capodanno a Dubai-Oman e a Salalah avevamo il nostro ombrellone di paglia preferito. Poi è stata la volta del Sudafrica per altre sei – sette volte. Parte del viaggio cambiava, anche se sempre nella zona vinicola del Capo, ma a Hermanus andavamo sempre nella stessa camera con porta sul mare. Avevamo una cerchia di amici e di conoscenti e mio marito guidava per le stradine fra i vigneti come a Montalcino.

 

LA SCOPERTA DI GOZO E L’ACQUISTO DELLA CASA A QUALA

Poi abbiamo scoperto Gozo. Non è stato un amore a prima vista, nel primo viaggio non ci piacque. Per noi toscani, fanatici della conservazione dei centri storici, qui c’erano troppi edifici vecchi abbandonati e troppi edifici nuovi brutti. Ma poi ci ha stregato. Abbiamo una casa da 13 anni. E’ in pietra, ha un cortile interno e una stanza con i tipici archi in pietra delle costruzioni locali. Dalle finestre vediamo l’isolotto di Comino, la blue lagoon, la costa di Malta e sul mare il via vai incessante del Gozo Ferry. Tutto intorno ci sono i muri a secco, gli orticelli, i fichi d’india e le palme.

 

Premio Casato Prime Donne incubatore di giovani TOP

Il Premio Casato Prime Donne 2022 aggiunge alla precedente attività quella di incubatore di futuri leader. Ecco la selezione per pasticceri e orafi

 

Torta-del-Premio-Casato-Prime-Donne-2019-creata-dal-Campione-del-mondo-Rossano-Vinciarelli

Torta-del-Premio-Casato-Prime-Donne-2019-creata-dal-Campione-del-mondo-Rossano-Vinciarelli

Comunicatori, orafi, pasticceri, studenti di lingue e di agraria sotto i 30 anni di età verranno coinvolti nel Premio Casato Prime Donne effettuando esperienze formative, ricevendo visibilità oppure stimoli in grado di motivarli e aprire per loro nuovi orizzonti professionali e umani.
Il progetto comprende collaborazioni con l’Università di Siena – Dipartimento di Scienze della Comunicazione e con due scuole senesi. Contemporaneamente vengono indetti due piccoli concorsi per la selezione dei migliori talenti giovani nel campo dell’oreficeria e della pasticceria.

 

SELEZIONE DEL MIGLIOR GIOVANE PASTICCERE O PASTICCERA DELLA TOSCANA

Il miglior giovane pasticcere verrà scelto da una giuria composta dalla giornalista gastronoma Marzia Morganti, Helle Poulsen Tesio autrice di 16 libri sulla cucina italiana e dalla chef Doriana Marchi della Fattoria del Colle. Per concorrere bisogna avere meno di 30 anni di età ed essere residente da almeno 5 in Toscana. Bisogna creare una torta nuova dedicata alle donne e mandare la foto del dolce con la ricetta (senza le dosi degli ingredienti) all’indirizzo info@cinellicolombini.it entro il 30 maggio insieme a qualche nota biografica. Il pasticcere prescelto eseguirà la torta (oppure le torte) per 80 persone che verrà servita in occasione della premiazione, il prossimo 17 settembre. Ovviamente la torta verrà pagata, la ricetta rimarrà segreta (salvo sua autorizzazione) e il giovane pasticcere godrà di una visibilità nazionale grazie alle foto e alla comunicazione social e tradizionale collegata al premio.

 

Angelo Maccioni, Edi Farnetani e Tony May addio

Angelo di Mariuccia, Edi Farnetani, Tony May persone che ci hanno lasciato ma che non dimenticherò e alle quali va il mio grazie

Tony-May-ristoratore-italiano-in-USA

Tony-May-ristoratore-italiano-in-USA

di Donatella Cinelli Colombini

Sono a Gozo Malta e mi ha raggiunto, in questa piccola isola del Mediterraneo, la triste notizia della morte di Angelo Maccioni che tutti conoscevano come Angelo di Mariuccia. Con lui se ne va una figura importante della comunità di Montalcino che per primo portò nella città del Brunello la pasticceria “moderna” affiancandola alle ricette tradizionali delle mantovane e dei biscotti secchi che pure eseguiva in modo impeccabile. Mi ricordo il dolce che realizzò per la festa del mio diciottesimo compleanno, era un enorme numero 18 di cui espose per anni la fotografia. Piccolo e sempre in movimento è stato per decenni il “protagonista dolce” di ogni evento avvenisse a Montalcino. A lui vanno i miei ricordi e la mia gratitudine.

EDI FARNETANI MONTALCINESE VERA

Voglio ricordare qui altre due persone che ci hanno lasciato nei mesi scorsi: Edi Farnetani e Tony May.

BUONA PASQUA

Un augurio di pace e di amore che arriva dal Casato Prime Donne a Montalcino e dalla Fattoria del Colle a Trequanda in Toscana. Buona Pasqua di Resurrezione 

 

Marc Chagall, Zurigo a Complesso-abbaziale di-Fraumünster

Marc Chagall, Zurigo a Complesso-abbaziale di-Fraumünster

Questa che vedete è la Crocifissione realizzata dall’artista ebreo di origine bielorussa Marc Chagall, a Zurigo nella Chiesa riformata di Fraumünster.  Chagall era molto vecchio, in una fase della vita in cui si pensa spesso alla morte e la chiesa è nella Svizzera roccaforte del protestantesimo, circondata da banche.

E’ difficile pensare a qualcosa di meno adatto alla pacificazione del cuore. Eppure guardare le vetrate di Chagall aiuta a capire che la pace è un percorso possibile. Nonostante le cicatrici, le ingiustizie, la rabbia, le convinzioni opposte … c’è dentro ogni uomo e ogni donna l’aspirazione all’amore. Un bisogno di spiritualità e di perdono che trova nella Crocifissione il momento più alto.

Vinitaly 2022 anche meglio di prima

Meno visitatori e più buyer, 4500 espositori ma meno file e un ottimismo che è cresciuto fino a fine fiera. Vinitaly, Toscana e Donne del Vino al top

 

Brand-manager-Vinitaly-Gianni-Bruno-alla-serata-di-gala

Brand-manager-Vinitaly-Gianni-Bruno-alla-serata-di-gala

di Donatella Cinelli Colombini

Serata inaugurale di Vinitaly dedicata alla Grande Bellezza con menù di Davide Oldani e cantanti lirici a ricordare che Verona è la città dell’Arena oltre che del vino italiano.

 

VINITALY COME PRIMA E MEGLIO DI PRIMA CON LUCA ZAIA IN PRIMA LINEA

L’impressione è di aver riportato indietro gli orologi di due anni. Tutto come prima anzi meglio di prima in questo Vinitaly 2022 strapieno di buyers esteri. Tutti riprendono le vecchie abitudini come chi aveva lasciato un discorso a metà e ora lo completa. Il pubblico è stato contingentato ma gli assembramenti ci sono e pochissimi proteggono le vie respiratorie. Da un lato è bello, perché è un segno di fiducia nel futuro, ma dall’altro il rischio di contagio è altissimo. Per questo il Presidente del Veneto Luca Zaia consiglia alle Donne del Vino della sua regione guidate da Alessandra Boscaini <<levate la mascherina solo per fare la foto e trattenete il respiro>>. E’ sorprendente la memoria del Governatore più amato d’Italia, non solo si ricorda il mio nome ma persino quello che gli ho detto 20 anni fa sul turismo del vino. Mitico!!!! C’è gente dovunque ma soprattutto nel padiglione 6 dove c’è il mio micro stand da quando partecipo a Vinitaly con la mia azienda.

Retail Apocalypse o rinascita dei punti vendita?

5 negozi tipo per 5 shoppers tipo, i modelli più promettenti in un mondo in cui tutto si acquista online[caption id="attachment_56606" align="alignleft" width="300"] Good Morning 2020[/caption]Gli spunti sono emersi dal convegno Siena Good Morning 2020 organizzato dalla Confesercenti di Siena e in particolare dall’intervento di Gabriele Qualizza della Brandforum.Se da un lato assistiamo ad un vero e proprio fenomeno dell’online per cui non ci poniamo limiti sul cosa e sul quando fare acquisti perché tutto è immediatamente disponibile, dall’altro i dati ci sorprendono. Nessun allarmismo. Non dobbiamo paralizzarci di fronte alle 200 mila attività che sono state chiuse negli ultimi 10 anni...

Marie Antoinette brinda con le Donne del vino

A Prato nel Museo del Tessuto le Donne del Vino onorano con una degustazione la mostra sui costumi -Premio Oscar- di Milena Canonero per il film Marie Antoinette

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Sposa a 14 anni regina di Francia a 19 Maria Antonietta è passata alla storia con la frase <<se non hanno pane che mangino brioches>> rivolta al popolo affamato e per le frivolezze, l’irresponsabilità, gli sprechi e di lussuosi divertimenti a cui dedicava tutto il suo tempo.
Il film Marie Antoinette che la regista Sofia Coppola ha girato nel 2006 ottenendo un enorme successo ce la racconta nel fasto della corte di Versailles oltre che nel letto di Luigi XVI. Il Re aveva una tale avversione per lei da riuscire ad avere il primo rapporto sessuale solo dopo sette anni di

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

matrimonio. Ovviamente i vestiti hanno un ruolo importante nel definire il personaggio e sono dei piccoli capolavori realizzati patendo dai ritratti e dalle fonti storiche. Sono stati realizzati dalla costumista Milena Canonero che con questa produzione ha vinto il premio Oscar.
Da febbraio a maggio sono stati esposti a Prato nel Museo del tessuto e le Donne del Vino hanno voluto dare il loro contributo al successo di questa mostra organizzando una degustazione. Oltre a me con il Rosso di Montalcino, erano presenti Badia Coltibuono, Cantine Dei, Castello di Querceto, Castello di Sonnino, Fattoria Dianella, Castello del Corno, Scopone, Distilleria Nannoni, Fattoria Le Pupille, Fortulla, Tenuta di Capezzana.
Poco afflusso di pubblico ma alcuni contatti utili e persino un importatore USA in cerca di cantine. Alla fine un bilancio positivo soprattutto grazie all’azione sulla stampa regionale curata da Marzia Morganti anche lei Donna del vino e alla degustazione guidata da Pietro Palma enotecario di grande talento e ambasciatore 2017 dello Champagne.

Vi presento il mio Leone Rosso che ruggisce da 400 anni

Leone Rosso Doc Orcia un vino che dona piacere e racconta la storia degli antenati eretici di Donatella Cinelli Colombini che fecero la Fattori del Colle

Leone-rosso-2015-fattoria-del-Colle

Leone-rosso-2015-fattoria-del-Colle

Il leone rampante è il simbolo degli antenati di Donatella Cinelli Colombini che costruirono la Fattoria del Colle nel 1592. Gli stemmi di questa famiglia, che si chiamava Socini o Soccini, sono negli ingressi, nei soffitti e in alcuni mobili della villa. Si tratta di una famiglia molto antica, molto importante e molto ricca ma con un grave problema: cinque dei suoi membri erano protestanti e due di loro, Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) convinti oppositori del dogma della trinità. Le loro teorie li resero celebri in tutta Europa, e ancora oggi i loro nomi sono scritti in ogni manuale di filosofia, ma furono considerate eretiche dalla Chiesa e portarono alla rovina economica tutta la famiglia. I due pensatori furono scomunicati e i loro beni confiscati.  Livio e Fausto Socini scapparono all’estero e il resto della famiglia rimase a Siena in miseria. All’inizio del Novecento il bisnonno di Donatella, che si chiamava Livio Socini, fece fortuna con la distillazione dell’alcool fu sindaco di Siena (1914-1916) e, nel 1919 ricomprò la Fattoria del Colle scoprendo poi che questo luogo era stato dei suoi antenati.

Donatella ha ricevuto la fattoria da suo padre Fausto Cinelli nel 1998 e ha dedicato alla famiglia Socini il primo vino che vi ha prodotto, il “Leone RossoDOC Orcia.

Fattoria-del-Colle-soffitto-villa

Fattoria-del-Colle-soffitto-villa

LA DOC ORCIA

La denominazione ORCIA è nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in una grande zona collinare che sale dalle Crete senesi verso il Monte Amiata. Un comprensorio di 12 comuni dove, un tempo, le gelate primaverili colpivano un anno su tre impedendo, di fatto la viticultura. Dopo il global warming le gelate sono quasi scomparse, l’ultima è del 1997, mentre il clima fresco con notti estive quasi fredde aiuta la produzione di uve di alta qualità perché la maturazione è generalmente lenta e regolare mentre il contenuto acido dell’uva e dei vini è un tratto caratteristico della DOC Orcia e una garanzia di longevità.

Gli intoccabili del vino

Gli intoccabili del vino sono quei brand che ottengono oltre 95/100 in qualunque annata solo perché hanno una reputazione monumentale

Gli-intoccabili-del-vino-Chateau-Ausone

Gli-intoccabili-del-vino-Chateau-Ausone

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Ecco i nomi dei 13 intoccabili del vino che gli esperti premiano con punteggi altissimi in tutte le vendemmie solo perché criticarli fa sembrare l’assaggiatore incompetente o alla ricerca di visibilità in un coro dove le voci ripetono tutte la stessa melodia.
Angelus
Ausone
Cheval-Blanc
Haut-Brion
Lafite
• Lafleur
• Latour
• Le Pin
• Margaux
• Mission Haut Brion
• Mouton Rothschild
• Petrus
• Yquem

Intoccabili-del-vino-Chateau-Cheval-Blanc

Intoccabili-del-vino-Chateau-Cheval-Blanc

L’articolo è di Wine Searcher firmato da Oliver Styles ed è davvero spassoso anche se non arriva all’effetto del bambino che grida <<il re è nudo>> perché tutti siamo ben consapevoli che esiste una scala di valori consolidata e un business esteso in mezzo mondo che ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno. Del resto chi visita il vigneto bordolese ha una chiara percezione della valanga di denaro spesa in vigneti coltivati con i cavalli, tini, pompe, consulenti …. E tutto quello che serve per trasformare un grande vino in un’eccellenza inarrivabile sotto il profilo dell’immagine e della qualità intrinseca.

Le 10 donne del vino più potenti del mondo

Sono 10 leonesse, una per nazione, donne del vino celebri, coraggiose e talentuose, scelte da The Drinks Business come esempi del nuovo protagonismo femminile

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Lalou Bize-Leroy – La vera prima donna della Borgogna. 85 anni, tenace e intransigente non ha paura di sporcarsi le mani. Dopo essere stata con-direttore di Romanée Conti insieme all’attuale proprietario Aubert de Villaine, a causa del disaccordo con lui, nel 1992 ha rassegnato le dimissioni e ha comprato Domaine Leroy creando dei vini capolavoro come il suo Richebourg.
Albiera Antinori – la prima donna a capo del business familiare dei celebri marchesi fiorentini in 632 anni di storia e 27 generazioni. Albiera è un manager di talento che ha dato un grande contributo alla diffusione dei vini più prestigiosi delle cantine Antinori – Tignanello e Solaia – nel mercato asiatico.
María Vargas, direttore tecnico di una delle più prestigiose cantine della Rioja – Marqués de Murrieta. Il rosso Castillo Ygay da lei creato è un vino mito che nelle aste viene venduto a prezzi da capogiro

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Celia Welch figlia d’arte il padre era enologo, dopo la laurea in enologia ha lavorato in Nuova Zelanda e Australia per poi tornare in USA a Napa Valley. A lei si deve il vino Scarecrow 2003 che ha ottenuto 98 punti da Robert Parker
Judy Chan nata a Hog Kong ha iniziato lavorando nella finanza finchè, a 24 anni, il padre le ha affidato Grace Vineyard a Shanxi e lei lo ha trasformato nel fiore all’occhiello dell’enologia cinese con 2 milioni di bottiglie l’anno di grande qualità
Susana Balbo, la chiamano l’Evita del vino, è la più famosa enologa argentina ed è stata per tre volte presidente dei vini argentini. Dopo 20 anni come consulente ha creato la sua cantina Dominio del Plata

I bicchieri troppo grandi pro e contro

I ballon che esaltano i grandi vini sono forse anche pericolosi perché fanno bere almeno il 10% in più e riducono la percezione esatta del vino ingerito

Bicchieri troppo grandi

Bicchieri troppo grandi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Orcia DOC

La possibile relazione fra bicchieri troppo grandi e l’abuso d’alcool è sul tavolo da diversi mesi ed è presa molto sul serio. Persino la prestigiosa Università di Cambridge ha pubblicato una ricerca sull’argomento nel “British Medical Journal”. In effetti dal Settecento la dimensione dei bicchieri da vino è aumentata di sette volte con una netta accelerazione negli ultimi vent’anni. Infatti la diffusione della cultura del vino di qualità ha causato l’aumento della dimensione delle coppe ma anche un utilizzo generalizzato dei grandi calici in cristallo che hanno smesso di essere una peculiarità di pochi ristoranti di lusso per arrivare anche sulle tavole delle osterie. La dimensione della coppa è diventato un modo per evidenziare il prestigio del vino, esaltarne i profumi ma anche per giustificare il prezzo, a volte molto alto, delle bottiglie.

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Gli esperti della celebre università britannica hanno esaminato 411 calici, da quelli più belli esposti nei musei a quelli commerciali acquistabili su eBuy ed il risultato è un aumento della dimensione media, in tre secoli, da 66 millilitri a 449 cioè quasi mezzo litro.
Ecco che la cultura del buon bere, in quei calici di cristallo bianco dalla coppia ampia, che noi produttori di vini rossi da invecchiamento consigliamo ai nostri clienti per godere a pieno la qualità del nostro nettare, diventa un possibile elemento di rischio perché diminuisce la percezione del liquido ingerito. Chi vede il bicchiere quasi interamente vuoto pensa <<ho bevuto pochissimo>> e invece ha già nello stomaco i 180 millilitri che costituiscono la dose consigliata di un pasto per gli uomini.

Il Drago e le 8 colombe 2015 è un grande vino d’autore

Un super tuscan per chi ama la cucina toscana ma anche quella multietnica, il Drago e le 8 colombe piace ai giovani  e a chi cerca le piccole produzioni d’autore

2015 vendemmia 5 stelle, 2015 annata fortunata perché i vigneti rimanevano miracolosamente intatti mentre intorno succedeva di tutto: grandine grossa come mandarini a Torrita, bomba d’acqua che sommergeva Buonconvento …. Ma nei vigneti maturavano lentamente, piccoli grappoli perfetti, belli come non si vedevano da anni.

IL NOME

Il Drago e le 8 colombe vuole simboleggiare le 8 donne che lavorano nella cantina della Fattoria del Colle – insieme al Casato Prime Donne di Montalcino sono le prime in Italia con un organico tutto femminile- e l’unico uomo capace di influenza le scelte produttive: Carlo Gardini, marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini.

IMG_4613IL SEGRETO DI QUESTO VINO

Il Drago e le 8 colombe è un super tuscan cioè non appartiene a nessuna DOC ma è un “vino d’autore” una piccola produzione nata dalla creatività e dalla passione vignaiola che ha portato Donatella Cinelli Colombini a sperimentare a Trequanda il Sagrantino tipico della vicina Umbria.

Le uve di Sangiovese, Merlot e Sagrantino  usate per produrre questo vino nascono alla fattoria del Colle. Sono coltivate in modo biologico con grande cura manuale. Anche la vendemmia è fatta a mano in tempi diversi: prima il Merlot, poi il Sangiovese e per ultimo in Sagrantino.

Selfie con la Donna che guarda Montalcino

Alessia Bernardeschi crea una cornice da selfie per gli amanti del Brunello nella prima cantina italiana con uno staff femminile e la intitola Donna che guarda

Selfie-nella-Donna-che-guarda-di-Alessia-Bernardeschi-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Arte che rinnova e arricchisce di significati il paesaggio di Montalcino e si propone come un motivo in più per andare a visitarlo.  Accanto alla cornice la dedica della vincitrice del Premio Casato Prime Donne  2017 Federica Bertoccini

Ancora una volta l’istallazione nel percorso delle “Prime Donne”  mette alla prova una giovane artista in universi creativi nuovi. Ancora una volta il risultato è qualcosa di inedito e contestualizzato al territorio di Montalcino. L’istallazione artistica 2017 (acciaio 130 x 95 cm ) si intitola “Donna che guarda”, nome quanto mai appropriato per la prima cantina italiana con un organico tutto femminile, ed è stata creata da Alessia Bernardeschi nella forma di una cornice che si compone e si scompone giocando con chi vuol farsi un

Donna-che-guarda-2017-Alessia-Bernardeschi-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Donna-che-guarda-2017-Alessia-Bernardeschi-Montalcino-Casato-Prime-Donne

selfie davanti alle vigne di Brunello. Un rapporto attivo con il pubblico che diventa quindi coautore dell’opera e una nobilitazione, in forma artistica, degli scatti fotografici che vanno più di moda.
La cerimonia del Premio Casato Prime Donne avverrà domenica 17 settembre 2017 alle 10,30 nel Teatro degli Astrusi a Montalcino e avrà come vincitori la biologa molecolare Federica Bertocchini, scopritrice del bruco mangia plastica e i giornalisti Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera e Vannina Patanè, oltre al fotografo scelto dalla giuria popolare fra i finalisti Andrea Rontini, Johanna Ekmark, Alberto Ragnoli e Guido Cozzi.

Dematerializzazione dei registri di cantina e AGEA

Tragicomica sulla dematerializzazione dei registri di cantina: AGEA chiede i dati su carta e poi ci ripensa quando ormai tutti hanno mandato i moduli

Maurizio Martina premio Italia a tavola

Maurizio Martina premio Italia a tavola

Di Donatella Cinelli Colombini

Il 31 luglio una circolare di AGEA sigla che significa Agenzia per le erogazioni in Agricoltura ed è un ente governativo, ha chiesto alle aziende la dichiarazioni sul vino presente in cantina su moduli di carta.
<<Come ogni anno>> penserete voi.
E no!
Perché negli ultimi mesi, con spese, perdite di tempo e patemi d’animo …. 17.000 cantine italiane, cioè tutte quelle più grandi di una dimensione familiare, si sono adeguate al sistema SIAN di dematerializzazione dei registri messo in campo dallo stesso ministero. Anzi, il 21 dicembre 2016 il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina aveva dichiarato <<dal I° gennaio 2017 (data poi slittata al I° luglio), sarà pienamente operativo e obbligatorio il registro telematico del vino che consentirà di eliminare i registri cartacei, compresi gli adempimenti connessi con la vidimazione>>. La dematerializzazione era presentata con un grande successo nonostante il sistema SIAN fosse tutt’altro che una semplificazione per le imprese.

Maurizio Martina e AAlessandro Regoli Winenews

Maurizio Martina e AAlessandro Regoli Winenews

<<Allora perché AGEA chiede le dichiarazioni su carta? >> penserete ancora voi << Assurdo, incredibile, il Ministero che non si fida del suo stesso data base>>.
La circolare di AGEA aveva scatenato reazioni furibonde: la FIVI Federazione Italiana di Vignaioli Indipendenti ha chiesto alle sue 1.100 cantine di attuare la disobbedienza civile e non mandare la dichiarazione cartacea. La stampa specializzata ha commentato con accuse e dileggio.