Il mondo di Donatella e Violante

Daniele Cernilli presenta a Roma la sua Guida essenziale

Palazzo Brancaccio a Roma, con il suo lusso dorato, fa da sfondo alla presentazione della Guida essenziale ai vini d’Italia di DoctorWine Daniele Cernilli

Daniele Cernilli Roma Presentazione della Guida essenziale 2014

Daniele Cernilli Roma Presentazione della Guida essenziale 2014

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La mia cantina compare fra le 871 presenti nella guida e dunque ho partecipato alla presentazione con degustazione che ha avuto luogo a Roma mercoledì 22 ottobre. Daniele Cernilli è sicuramente il degustatore che ha maggiormente concorso alla classificazione dei vini italiani; si può giustamente vantare di aver assaggiato 150.000 etichette. Un numero sterminato che gli ha permesso di

guida-essenziale-ai-vini-d-italia

guida-essenziale-ai-vini-d-italia

restringere il campo offrendo ai wine lover una selezione fatta di prestigio, affidabilità e impegno nell’eccellenza qualitativa. Da qui una guida “essenziale” e non un’enciclopedia con tutti i produttori italiani (Mondadori € 22).

Condannato Kurniawan il più grande falsario del vino

Rudy Kurniawan era uno degli esperti più stimati e ammirati finché non è stato scoperto a fabbricare Pétrus, Romanée Conti e soprattutto bottiglie mai prodotte

Kurniawan le bottiglie false al processo

Kurniawan le bottiglie false al processo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Che fosse bravo non c’è il minimo dubbio, infatti le sue bottiglie false non erano mai state scoperte tanto somigliavano, nell’aspetto esterno e nel sapore, a quelle originali. La truffa è emersa solo quando ha esagerato “producendo” vini falsi di vendemmie mai prodotte come i Clos St. Denis di Ponsot 1945 – 1971 mentre questo vino inizia dal 1982. Oppure 6 bottiglie di  Bonnes Domaine Georges Roumier del 1023 cioè un anno prima che fosse messo in bottiglia per la prima volta. Solo da questo affare Ruby aveva intascato 95.000$.
Senza questi inciampi il miliardario americano, nato a Jakarta in Indonesiana nel 1976, Ruby Kurniwan, bello, brillante, raffinato … sarebbe andato avanti per anni. In effetti questo personaggio è tutto un bluff, persino il nome. Quello vero è Zhen Wang Huang. Era arrivato in USA nel 1998 con un visa student ma già nel 2000 cominciava a comprare vini francesi carissimi per 1 milione di Dollari arrivando poi fino a 10 milioni di transazioni in una sola asta. Per Rudy Kurniawan i guai cominciarono nell’aprile del 2007 quando mise all’asta, a Los Angeles, alcune magnum di 1982 Château Le Pin. La prestigiosa casa d’aste Cristie’s stampò il catalogo e lo diffuse. Fu a quel punto che ricevette una telefonata dalla Francia, i  Le Pin titolari dalla cantina  gridavano furiosi<<queste bottiglie sono false>>.

Vino e formaggio: a Pienza ONAF e vino Orcia fanno scuola

Alla “Fiera del cacio” di Pienza gli assaggiatori ONAF insegnano le regole d’oro dell’abbinamento formaggio-vino e le dimostrano con i vini Orcia

Orcia Doc e pecorino a Pienza 2014

Orcia Doc e pecorino a Pienza 2014

Visto per voi

Sabato 6 settembre nella città capolavoro, Pienza, creata alla metà del Quattrocento dal Papa umanista Pio II, appuntamento per gli amanti del formaggio di pecora prelibato con una novità assoluta. <<Durante la “Fiera del cacio” ci sarà il concorso ONAF per il miglior pecorino della Toscana del Sud, il gioco del “cacio al fuso” e una nuova proposta assolutamente inedita: la prima degustazione vino-formaggio>> ha detto il Sindaco Fabrizio Fè.
Nella corte rinascimentale dello splendido “Relais Il Chiostro”, nel cuore di Pienza, i maestri assaggiatori ONAF spiegheranno le regole d’oro per il matrimonio perfetto durante una degustazione guidata riservata a 30 persone (15€ con prenotazione e inizio alle 16:00 info@consorziovinoorcia.it) a cui seguirà un assaggio più allargato (5€) dei vini Doc Orcia abbinati ai formaggi pecorini. <<Un’esperienza unica per assaggiare i vini della giovane denominazione che orgogliosamente si definisce “il vino più bello del mondo” in riferimento alla campagna armoniosa e incontaminata in cui nasce>> ha sottolineato la Presidente Donatella Cinelli Colombini. Le bottiglie saranno servite dai produttori in persona e verranno abbinate ai pecorini di diverse stagionature in base ai consigli dei Maestri assaggiatori ONAF.

Per le degustazioni saranno usati i bicchieri ufficiali della denominazione Orcia, i Luxion prodotti da RCR e primi bicchieri in cristallo sonoro ecocompatibile perché senza piombo.

I 10 lavori del vino migliori del mondo

Di nuovo da The Drinks Business e di nuovo una classifica mondiale sui lavori che trasformano la passione nel vino in una carriera brillante e remunerativa

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombin 

I dieci lavori del vino messi in una classifica intrigante e leggermente  irriverente

10° Sommelier cioè colui che seleziona i vini, organizza le scorte e il servizio nei migliori ristoranti e enoteche. La retribuzione media è 21.000 £ l’anno ma può salire anche molto se c’è il titolo di Master Sommelier. Il personaggio più noto è sicuramente Gerard Basset l’unico ad avere contemporaneamente i titoli di Master of Wine, Master Sommelier e Campione del mondo ASI (2010).
9° Assaggiatore volante. E’forse il lavoro più inconsueto: quello di selezionatore di vini per le compagnie aeree.

Sembra facile, ma in realtà le percezioni ad alta quota cambiano e quindi la selezione è basata su criteri diversi da quelli usati a terra. Ken Chase e ( a mio avviso) Markus Del Monego sono sicuramente i personaggi top a cui fare riferimento.
8° Proprietario di un grande brand. La domanda viene spontanea << solo ottavo?>> a me, il lavoro di guidare grandi compagnie del settore wine, sembra il più entusiasmante e il più difficile! In questo caso l’uomo simbolo citato da Drinks Business è il 166° uomo più ricco del mondo nella classifica Forbes e il 7° fra quelli del vino. Si tratta di Pierre Castel proprietario del Castel Groupe che viene accreditato di una fortuna di 8 miliardi di Sterline. Come dire qui voliamo proprio alto, altro che assaggiatore volante!

Dedica di Sandra Savaglio la Prima Donna delle stelle

La dedica dell’astrofisica Sandra Savaglio, simbolo dei “cervelli” che tornano in Italia,  che il 14 settembre riceverà il Premio Casato Prime Donne 

Sandra Savaglio astrofisica

Sandra Savaglio astrofisica

<<Ho sempre fatto quello che la gente non si aspettava da me come donna: la scienziata, lo sport, la difesa di chi non ha voce, contro gerarchie di cui in tanti hanno smisurato rispetto. Non per la mia gloria, ma perché quello mi sembrava la cosa più giusta per me e per i valori che ho imparato dalla mia terra. Una sfrontatezza che, consapevole, avrei pagato a mie spese. >> Questa è la dedica che Sandra Savaglio lascerà a Montalcino in occasione del Premio Casato Prime Donne 2014, che le verrà consegnato domenica 14 settembre prossimo.
Un riconoscimento ai suoi meriti di scienziata ( 160 pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, come «Nature» e «Astrophysical Journal») e al suo coraggio civile, sono alla base della scelta della giuria del premio Casato Prime Donne composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. Decisione pienamente condivisa dalla cantina Casato Prime Donne, la prima in Italia con un organico interamente in rosa, che organizza il premio.

dell’Università-della-Calabria Dip. Fisica

dell’Università-della-Calabria Dip. Fisica

Sandra Savaglio

E’ appena uscito ma fa già tremare i Grands Vins de France

E’ il libro “Vino business”  di Isabelle Saporta che denuncia la connection di affari, omertà che si nasconde dietro i grandi chateau bordolesi

Isabelle Saporta

Isabelle Saporta

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ascoltando la giovane e bella autrice del libro Vino business ( Albin Michel 19€) mentre lo presenta da la sensazione di sentire la continuazione del film “Mondo Vino” tanto è forte l’attacco a quello che viene definito <<il sistema Bordolese>>  e la consapevolezza di esporsi a azioni <<assai violente perché questi sistemi sono ben protetti>>.  Azioni che sono puntualmente arrivate dopo 9 giorni dall’uscita del libro quando Hubert de Boüard, ha denunciato per diffamazione Isabelle Saporta.  Si tratta del proprietario di Château Angélus a St Emilion, Première Grand Cru Classé, cioè di un personaggio di grande influenza, che nel libro è citato 60 volte.

Ma forse non finirà li perché Isabelle Saporta dice che i più fedeli e aggressivi difensori del sistema sono <<i grandi esperti di vino, i giornalisti che forse sarebbe più giusto chiamare cortigiani>>. Tuttavia non sembra spaventata, anzi! Del resto non è nuova a simili imprese, in passato ha scritto Le Livre noir de l’agriculture, comment on assassine nos paysans, notre santé et l’environnement.

The winner is Vittoria ovvero il Turismo del vino in Puglia

La mia amica Vittoria Cisonno ha vinto il World Travel Market Global Award che le è stato consegnato a Londra 

vittoria-cisonno-

vittoria-cisonno-

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La Puglia vincente che miete successi nel vino e nel turismo ha il volto sorridente di Vittoria Cisonno, infaticabile animatrice di eventi e fucina di idee.
Barese, con un passato di editore, dirige da 20 anni –prima come presidente e poi come direttore MTV – il turismo pugliese legato al vino, alla campagna e alla gastronomia tipica. Sua è la guida “La Puglia è servita” che ogni anno presenta agli opinion maker dei viaggi i ristoranti, le masserie, le dimore d’epoca, le vinerie … basta sfogliarla per avere una dimostrazione tangibile di una regione in corsa verso il successo: altissimi livelli di accoglienza turistica convivono e anzi esaltano i caratteri distintivi della cultura locale: i muri di pietra bianca, le orecchiette fatte a mano, il pane di Altamura, i piatti in maiolica dipinta …
C’è molto di Vittoria in questo successo. Il World Travel Market Global Award ha sancito il riconoscimento con la dedica “ al suo impegno e capacità innovativa in favore della cultura dell’enoturismo in Puglia grazie al quale la regione ha ottenuto anche il riconoscimento di Top Wine Destination 2013 a livello mondiale”. Il premio le è stato consegnato a Londra durante il World Travel Market una fiera che punta più sugli affari e meno sull’effetto vetrina stile BIT- Milano.

L’ intraprendenza dei giovani batterà la crisi? In agricoltura forse si

4.200 di nuove imprese agricole di giovani sotto i 35 anni nei primi nove mesi del 2013 e moltissime basate su idee nuove e carattere innovativo

Agricoltura e giovani

Agricoltura e giovani

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’Italia è un Paese dove il potere è geriatrico: il corpo docente universitario più anziano del mondo (1/3 dei professori oltre i 60 anni) l’età media dei presidenti delle banche è 67 anni e quella dei direttori generali della pubblica amministrazione 57. Anche nell’impresa siamo una nazione guidata da vecchi: solo l’11% dei 6milioni di aziende italiane ha un titolare sotto i 35 anni.
Vista la disastrata situazione della nostra amatissima Italietta c’è chi pensa che un ringiovanimento farebbe benissimo al nostro Paese. Questa è l’opinione di Coldiretti che ha presentato un dossier intitolato “Svolta generazionale nell’economia italiana” accanto al primo salone del “Made in Italy che batte la crisi”. L’idea è quella di incentivare idee innovative e capaci di creare nuovo business. Qualche esempio: il “caviale” di lumaca fatto in Sicilia, gli ecofunghi dai fondi di caffè, gli agrimobili – complementi d’arredo realizzati con fibre di fico d’india, il vino di giuggiole dell’Odissea (assaggiato da Ulisse nell’isola dei lotofagi), le spugne per i trattamenti di bellezza ricavate dall zucche sarde,  infine le piume di struzzo per il burlesque.

Le cantine italiane on line, che disastro!

L’80% degli importatori esteri giudica negativamente i siti delle cantine italiane ma il 55% acquista vini solo da siti con molte belle foto e testi in inglese 

Charles Robert Darwin

Charles Robert Darwin

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’indagine si intitola “Cosa vogliono gli importatori” ed è stata condotta da ItalyFineWINES su 276 importatori di 12 paesi del mondo fra cui Germania Danimarca Canada USA… A fianco dell’indagine c’è una guida dei vini italiani costantemente aggiornata e fatta da  buyers per i buyers.

Va sottolineato che la partita è enorme perché meno di un quarto degli importatori esteri partecipa alle fiere in Italia come Vinitaly. Quelli più piccoli, che magari fanno una distribuzione locale ma comprerebbero comprare 1.200 – 2.400 bottiglie di vino all’anno usano internet (71%) per allargare il loro portafoglio. A conti fatti un business enorme e adattissimo alla stragrande maggioranza delle cantina italiane che sono piccole o molto piccole.
Le regole per rendersi appetibili nei confronti di questo gran numero di importatori che cerca contatti on line sono facili e facilmente applicabili da tutti. Il problema è che pochissimi le attuano.

Fiorenzo Smalzi un leone che ruggisce con allegria

La parola magica è together quella che scalda il cuore del Governatore Lions Fiorenzo Smalzi in una freddissima giornata sull’Appennino innevato

Enolions presnetato da Fiorenzo Smalzi e Luciano Banini

Enolions presnetato da Fiorenzo Smalzi e Luciano Banini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

In uno scenario da pieno inverno, io e mio marito – Presidente del Lions Club Firenze Brunelleschi risaliamo la valle del Serchio fino a Castelvecchio Pascoli dove c’è Il Ciocco, lo splendido resort della mia amica Marialina Marcucci.
Siamo li per ascoltare il Governatore del Distretto Lions 108 La Fiorenzo Smalzi e i suoi officers. Il mio favorito è ovviamente il concorso Enolions che è quasi al nastro di partenza. Resto affascinata dai Poster della pace dipinti dai bambini, mi commuove l’impegno nel campo disabili, la raccolta dei libri per i bambini immigrati di Pantelleria…. Ma chi ci entusiasma è un signore dall’aria tranquilla che parla con parole semplici e con l’accento ligure. E’ il Direttore Internazionale Lions Roberto Fresia che ci racconta del suo viaggio in Africa: l’aereo che atterra su una strada con il vigile interrompe il traffico, il sentiero sterrato fino al villaggio e la scuola finanziata dai Lions in questo angolo di mondo dove c’è solo miseria.

Cenerentola 2010, farà innamorare il Principe Azzurro?

2010, la vendemmia perfetta, quella che tutti i produttori di vino sognano. Cenerentola, il vino bandiera della fattoria del Colle,  Orcia Doc

Cenerentola 2010 castagne e foglia tonda

Cenerentola 2010 castagne e foglia tonda

E’ nato nei vigneti di Sangiovese e Foglia Tonda a 400 metri sul mare in posizione ventilata e ben esposta al sole. Uve raccolte a mano e selezionate nella vigna e in cantina dove il tavolo da cernita permette di scegliere solo gli acini migliori.

Nella cantina della Fattoria del Colle il vino Cenerentola è maturato in tonneau di 500- 700 litri e piccole botti di rovere francese per un anno. E’ un vino appagante, armonico, potente e longevo perché, le grandi vendemmie hanno proprio la capacità di raggiungere presto l’alta qualità e mantenerla per decenni.

Un vino con caratteri solo toscani perché contiene due antichi vitigni locali: l’elegante Sangiovese re del vigneto italiano e il potente Foglia Tonda originario del sud del senese, che proprio la Fattoria del Colle ha valorizzato dopo quasi un secolo di abbandono.
Ecco dunque Cenerentola che sta per diventare principessa. Il vino deve il suo nome alla posizione della Doc Orcia, nata nel 2000, fra i territori del Vino Nobile e del Brunello. Quasi una sfida della giovane denominazione verso le due “sorelle” più famose e importanti. Ma sarà proprio del 2010 che si innamorerà il principe azzurro?

Dalla farmacia al mecenatismo: I Salvioni di Montalcino

E’ una farmacia ma organizza eventi culturali dal 2005 quando ha festeggiato i suoi primi cento anni. I Salvioni di Montalcino e il loro concerto 2013

Farmacia Salvioni Montalcino

Farmacia Salvioni Montalcino

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Da nove anni, la prima domenica di dicembre, Salvioni farmacisti di Montalcino, organizzano un concerto che quest’anno celebrava il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi. Una serata piacevolissima a cui Montalcino ha risposto con una partecipazione entusiastica fino a riempire il teatro degli Astrusi.

Il “Coro oltre il terremoto” creato per mantenere viva l’attenzione nei confronti delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal sisma del maggio dello scorso anno, ha magistralmente eseguito 9 pezzi iniziando con il Va pensiero dal “Nabucco” e Ella mi fu rapita dal “Rigoletto”… per concludere Libiam né lieti calici da “La Traviata”.
La direzione del giovane ma talentuoso Daniele Proni e la voce della soprano giapponese Atsuko Koyamasono stati molto apprezzati da un pubblico attento e felice di trascorrere una

Montalcino concerto Buon compleanno Verdi

Montalcino concerto Buon compleanno Verdi

domenica di bel canto e di arricchimento culturale. I cori sono stati preceduti da una introduzione di Piero Mioli docente di Storia della Musica al Conservatorio di Bologna che ha permesso al pubblico di inquadrare l’opera e la figura di Giuseppe Verdi in una prospettiva storica.

Per vendere il vino serve il panorama e la simpatia

Una bella vista, la disponibilità al dialogo e delle informazioni concrete ecco cosa serve per vendere più vino secondo il Professor Miguel Gomez

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

The science of selling wine, ho trovato la notizia su Intravino qualche giorno fa e mi ha incuriosito perché sembrava la scoperta dell’acqua calda. Anche se noi produttori accettiamo questa realtà a denti stretti, la simpatia e la capacità di coinvolgimento, influenzano la vendita più della qualità intrinseca del vino.

Dunque la ricerca del giovane professore della Cornell University di New York, dove si insegna economia e management applicati, non sembra affatto campata in aria, anzi codifica e insegna le “regole d’oro della vendita del vino”. Indicazioni che possono tornare utili anche a chi vende vini in Italia o deve realizzare una sala per gli assaggi.

Dopo le indagini effettuate nelle sale da degustazione di tutta New York,  Gomez ha redatto delle regole per la vendita efficace del vino e insieme al Professore di enologia Anna  Mansfield ha realizzato corsi a Long Island, sul Lago Erie, Finger Lakes e East Gardner in collaborazione con la Pennsylvania State University.  Insomma se a noi l’argomento poteva far sorridere vediamo che le università americane l’hanno invece preso molto sul serio. Proviamo dunque anche noi a imparare qualcosa partendo da un articolo del The Cornell Daily Sun che spiega gli esiti delle ricerche e le cose da fare.

Anfore si anfore no, questo è il dilemma

Anfora: come e perché il più antico contenitore da vino è tornato di moda. Dall’Arcipelago Muratori la prima analisi sui vasi da vino di terracotta

Cos

COS

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’incontro è avvenuto nella Tenuta Rubbia al Colle di Suvereto, nella costa Toscana ed ha avuto nel Professor Attilio Scienzadell’Università di Milano il vero mattatore, con un entusiasmo travolgente.

Ritorno all'argilla Suvereto

Ritorno all'argilla Suvereto

E’ lui lo “Sherlock Holmes dell’uva” che da anni indaga sulle origini preistoriche della vite e ora segue le tracce dei suoi più antichi contenitori. Tornare alle anfore di terracotta è dunque per lui un atto culturale prima che enologico, il recupero di saperi e sapori originari << un modo per combattere la banalizzazione del vino come bevanda con un gusto stereotipato e standardizzato, occorre forse tornare a sentori più antichi>> dice il grande Attilio. In effetti, in Georgia dove si ritiene sia la culla della vitis vinifera, madre di tutte le viti, il vino viene conservato nelle anfore (kvevri in Kakheti e in Kartli ochuri in Imereti e in Racha), da 4.000 anni.
Dunque il bisogno di diversità che sembra animare in modo crescente chi lavora con l’uva, non è la ragione principale dell’uso dei contenitori in argilla ma c’è qualcosa in più, quasi la nostalgia di una semplicità antica di un ritorno a cose maturali, senza tecnologia e a un contatto manuale con l’uva che diventa vino. La spinta viene quindi da fattori più sociologici che enologici.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.