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La Puglia da amare

Due giorni in Puglia per presentare il mio ultimo libro sull’enoturismo, scritto con Dario Stefàno, nella regione delle vacanze più festaiole e golose

 

Otranto, Presentazione, Viaggio nell'Italia del vino, Alessandra Quarta, Donatella Cinelli Colombini, Dario Stefano, Federico Quaranta,

Otranto, Presentazione, Viaggio nell’Italia del vino, Alessandra Quarta, Donatella Cinelli Colombini, Dario Stefàno, Federico Quaranta

di Donatella Cinelli Colombini

Andare in Puglia nella settimana di ferragosto, con un caldo spaventoso, equivale a una dichiarazione d’amore verso questa terra e gli amici che la abitano.
Quando io e mio marito Carlo siamo arrivati all’aeroporto di Brindisi, il gran numero di auto nel parcheggio rent a car, sembrava una conferma del calo turistico di cui parlano i giornali ma il gigantesco ingorgo in cui ci siamo trovati, sulla via del ritorno e il pienone nella zona imbarchi dell’aeroporto dice l’esatto contrario. Se c’è un calo sembra più nella qualità che nei numeri.

 

IN PUGLIA CON LE DONNE DEL VINO

Il motivo del viaggio è la prima presentazione del manuale sull’enoturismo “Viaggio nell’Italia del vino” scritto da me insieme a Dario Stefàno, Associazione Città del Vino e Nomisma Wine Monitor. È anche l’occasione per visitare le Donne del Vino pugliesi, un bel gruppo unito e attivissimo, guidato da Marianna Cardone.

IL VINO BIANCO E LA FEBBRE DA FIENO

Soffri di febbre da fieno? Forse è meglio bere vini bianchi e non rossi. Il vino rosso accresce l’intensità dei sintomi della reazione allergica del 14%

 

Donatella-CinelliColombini-e-il-marito-Carlo-Gardii-Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

Donatella-CinelliColombini-e-il-marito-Carlo-Gardii-Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

di Donatella Cinelli Colombini

C’è una notizia brutta e una bella.
La notizia brutta è che consumando bevande alcoliche le probabilità di soffrire di febbre da fieno aumentano di 1,78 volte, inoltre l’assunzione di alcol accresce l’intensità dei sintomi del 14%.

 

PERCHE’ IL VINO ROSSO AUMENTA I SINTOMI ALLERGICI

Il fenomeno avviene perché le istamine sono presenti nell’alcol – come lo sono anche in alimenti come formaggio e carne affumicata – quindi consumare un bicchiere di vino o birra può portare a un eccesso di istamina, soprattutto quando l’organismo la sta già producendo per combattere la reazione allergica al polline.
La scoperta è del Center for Alcohol della Danimarca che nel 2008 ha analizzato 5.800 persone nessuna delle quali soffriva precedentemente di febbre da fieno.

I PUNTI DI FORZA DEL TURISMO DEL VINO ITALIANO

Quanto spendono e come vengono accolti i visitatori delle cantine. Molta intraprendenza e investimenti ma pochi servizi pubblici nelle cantine turistiche italiane

 

Punti-di-forza-dell'enoturismo-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini-Viaggio-nell'Italia-del-Vino

Punti-di-forza-dell’enoturismo-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini-Viaggio-nell’Italia-del-Vino

di Donatella Cinelli Colombini

Continua la presentazione dei dati emersi dall’indagine condotta da Denis Pantini e Roberta Gabrielli Nomisma-Wine Monitor e contenuta nel libro “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend” scritto a sei mani dal Senatore Dario Stefàno primo a legiferare sulle cantine turistiche, da Angelo Radica e Paolo Corbini dell’Associazioni Città del vino, e da me in qualità di Presidente delle Donne del Vino.

 

SCONTRINO MEDIO DEL PUNTO VENDITA IN CANTINA

Lo scontrino medio dell’enoturista è compreso nella fascia 50-100€ (43%) e solo il 18% dei visitatori spende più di 100€. Nord Ovest dove prevalgono gli acquisti fra 50 e 100€ con una quota del 21% più alta. La spesa media più bassa è al Sud e nelle isole dove tuttavia gli altospendenti sono il 23% cioè più che in ogni altra zona italiana. Tenendo presente questa circostanza risulta sorprendente come le esperienze “premium” a prezzo più alto, che costituiscono la vera novità post Covid, siano maggiormente presenti tra le offerte del Centro e del Sud Italia (42%) invece che nel Nord Ovest (24%).

 

30 Edizioni di “Cantine Aperte”

Intervista a Donatella Cinelli Colombini su Cantine Aperte e l’attualità del turismo del vino italiano con qualche sbirciatina sulle Donne del Vino e il futuro privato

 

Cantina-Quintodecimo-bottiglieria-

Cantina-Quintodecimo-bottiglieria-

Di Simone Nannipieri

Le giornate si fanno sempre più lunghe, calde e dopo due anni difficili si respira aria di … vigna. Il mondo del vino e più in generale dell’Enoturismo ha vissuto un periodo molto difficile ma che ha permesso agli operatori di ripensare il modo di proporre le esperienze ed il modo di accogliere tutti gli appassionati.
E’ stato un periodo di riflessione, attesa e preparazione, dove le cantine si sono scrollate di dosso la polvere e si sono vestite a festa per una riapertura in grande stile.
Quest’anno infatti “Cantine Aperte” festeggia le 30 edizioni, l’iconica manifestazione che ha trasformato nel profondo il mondo del vino e cambiato per sempre il concetto di cantina trasformandola in un aggregatore di turismo, cultura, arte e spettacolo.
Abbiamo il piacere di ripercorrere questi anni insieme a Donatella Cinelli Colombini, Presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino nonché ideatrice e fondatrice del Movimento Turismo del Vino e di Cantine Aperte ed Emanuela Tamburini, Presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana.

 

NUOVO MANUALE SUL TURISMO DEL VINO

“Viaggio nell’Italia del vino. Osservatorio Enoturismo” presentato dalla Presidente del Senato Casellati e dai Ministri Bonetti, Garavaglia e Patuanelli

 

Roma-Palazzo-Giustiniani-Donatella-CinelliColombini-Dario-Stefano-presentazione-del-nuovo-libro-sul-turismo-del-vino

Roma-Palazzo-Giustiniani-Donatella-CinelliColombini-Dario-Stefano-presentazione-del-nuovo-libro-sul-turismo-del-vino

di Donatella Cinelli Colombini

13 luglio, Roma Palazzo Giustiniani sede della Presidenza del Senato, presentazione del libro “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend” scritto a sei mani dal Senatore Dario Stefàno primo a legiferare sulle cantine turistiche, da Angelo Radica e Paolo Corbini dell’Associazione Città del vino, da me in qualità di presidente delle Donne del Vino e da Denis Pantini e Roberta Gabrielli Nomisma-Wine Monitor che hanno effettuato un’indagine su 80 comuni e 150 imprese del vino.
Si tratta della prima indagine su un numero rilevante di protagonisti dell’offerta enoturistica e da essa escono le parole chiave per il futuro del comparto: promozione, comunicazione, formazione, digitalizzazione e monitoraggio. Ad esse si aggiunge una richiesta forte e quasi unanime (92% delle cantine) alle istituzioni: un piano di promozione e comunicazione nazionale sull’enoturismo. Un piano che per 6 aziende su 10 dovrebbe basarsi sui dati provenienti da un osservatorio permanente. Molto sentito anche il bisogno di corsi di formazione degli addetti (67%) e digitalizzazione delle aree rurali (58%).

 

DONNE DEL VINO DA TUTTA ITALIA IN CAMPANIA E A PROCIDA

Il vino è cultura – il domani del vino è ora. Con questi messaggi le Donne del Vino si sono riunite dal 10 al 13 giugno in Campania per una convention stellare

 

di Donatella Cinelli Colombini

Convention-Nazionale-Donne-del-Vino-2022-in-Campania

Convention-Nazionale-Donne-del-Vino-2022-in-Campania

Quattro giorni di degustazioni, visite nelle cantine e dei territori, convegni e incontri nel Parco del Vesuvio, nei Campi Flegrei, in Irpinia e all’isola di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022. Un programma talmente ricco e bello da attirare un numero di partecipanti molto superiore alle attese, suscitando la gioia e la preoccupazione in Valentina Carputo, delegata della Campania che ha organizzato la convention.

 

LA CONVENTION NAZIONALE 2022 DELLE DONNE DEL VINO INIZIA SUL VESUVIO

Il programma inizia venerdì 10 nel pomeriggio nel Parco Nazionale del Vesuvio davanti alla baia di Napoli e auno dei vulcani attivi più famosi al mondo. Il territorio è uno scrigno di biodiversità con una tradizione vitivinicola antichissima e uve autoctone come Piedirosso, Caprettone, Falanghina, Aglianico e Catalanesca. Qui visitiamo l’azienda Cantina del Vesuvio con il suo delizioso spumante e il suo spettacolare panorama. Il percorso prosegue nella cantina  Sorrentino dove ci viene servita una strepitosa cena nella vigna e riceviamo un’autentica lezione sulle buone pratiche enoturistiche.

 

Vinitaly 2022 anche meglio di prima

Meno visitatori e più buyer, 4500 espositori ma meno file e un ottimismo che è cresciuto fino a fine fiera. Vinitaly, Toscana e Donne del Vino al top

 

Brand-manager-Vinitaly-Gianni-Bruno-alla-serata-di-gala

Brand-manager-Vinitaly-Gianni-Bruno-alla-serata-di-gala

di Donatella Cinelli Colombini

Serata inaugurale di Vinitaly dedicata alla Grande Bellezza con menù di Davide Oldani e cantanti lirici a ricordare che Verona è la città dell’Arena oltre che del vino italiano.

 

VINITALY COME PRIMA E MEGLIO DI PRIMA CON LUCA ZAIA IN PRIMA LINEA

L’impressione è di aver riportato indietro gli orologi di due anni. Tutto come prima anzi meglio di prima in questo Vinitaly 2022 strapieno di buyers esteri. Tutti riprendono le vecchie abitudini come chi aveva lasciato un discorso a metà e ora lo completa. Il pubblico è stato contingentato ma gli assembramenti ci sono e pochissimi proteggono le vie respiratorie. Da un lato è bello, perché è un segno di fiducia nel futuro, ma dall’altro il rischio di contagio è altissimo. Per questo il Presidente del Veneto Luca Zaia consiglia alle Donne del Vino della sua regione guidate da Alessandra Boscaini <<levate la mascherina solo per fare la foto e trattenete il respiro>>. E’ sorprendente la memoria del Governatore più amato d’Italia, non solo si ricorda il mio nome ma persino quello che gli ho detto 20 anni fa sul turismo del vino. Mitico!!!! C’è gente dovunque ma soprattutto nel padiglione 6 dove c’è il mio micro stand da quando partecipo a Vinitaly con la mia azienda.

L’enoturismo italiano è in mano alle donne

L’indagine di Nomisma Wine Monitor per Città del Vino, Donne del Vino, La Puglia in più presentata a Vinitaly con il Ministro Stefano Patuanelli e Dario Stefàno

di Donatella Cinelli Colombini

 

Enoturismo-Italiano_Lara-Loreti-Donatella-Cinelli-Colombini-Stefano-Patuanelli-Dario-Stefano-Angelo-Radica

Enoturismo-Italiano_Lara-Loreti-Donatella-Cinelli-Colombini-Stefano-Patuanelli-Dario-Stefano-Angelo-Radica

Il turismo del vino italiano è gestito dalle donne e si diversifica nelle varie parti d’Italia sia nei servizi offerti che nel tipo di clientela. Queste le principali novità scaturite dall’indagine condotta da Nomisma-Wine Monitor sotto la guida di Denis Pantini e Roberta Gabrielli, nei primi mesi del 2022, in 80 comuni e 150 cantine. L’hanno voluta un inedito raggruppamento costituito da Città del Vino, Donne del Vino, La Puglia in più. L’indagine diventerà il XVII Rapporto di Città del Vino e verrà pubblicato in un libro insieme ai contributi miei, di Angelo Radica e del Senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea a Palazzo Madama e primo a legiferare sull’accoglienza turistica in cantina.
La presentazione è avvenuta domenica 10 aprile nello spazio MIPAAF di Vinitaly alla presenza del Ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli a cui è stato chiesto di usarla come elemento fondante della cabina di regia nazionale dell’enoturismo. Un centro che studi, indirizzi e promuova quello che appare un settore nuovo e performante del business agricolo. Ha moderato l’incontro la giornalista Lara Loreti, IlGusto (La Repubblica, La Stampa).

 

LE DONNE E IL TURISMO DEL VINO

La presenza delle donne nelle imprese del vino si concentra nel marketing e comunicazione dove sono l’80% degli addetti, nell’enoturismo e nelle altre attività turistiche dove sono rispettivamente il 76-75% degli occupati.

Donatella Cinelli Colombini agli enologi italiani

Donatella Cinelli Colombini, presidente Donne del Vino, al Congresso Nazionale Assoenologi auspica una collaborazione che faccia crescere il valore del vino

 

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Ringrazio il Presidente Riccardo Cotarella e tutta Assoenologi per avermi invitata al congresso di Verona. Sono contentissima di essere diventata membro onorario di Assoenologi.
Al Congresso ho portato la voce delle Donne del Vino, intervenendo ad un talk show condotto da Bruno Vespa a cui hanno partecipato il Ministro Stefano Patuanelli e il mio grande amico Senatore Dario Stefàno. Abbiamo parlato di turismo del vino ma qui desidero fare il punto sull’apporto che le donne possono dare all’enologia italiana.

 

IL RUOLO DELLE DONNE NEL PANORAMA DEL VINO ITALIANO

Il 55% dei consumatori abituali di vino in Italia sono donne. Nel 2021 abbiamo superato gli uomini.
Il 66% di chi prenota winery tours in cantina in Italia è donna. E sono donne la maggioranza dei turisti del vino in Spagna e California.

IL VINO VA A SCUOLA 

Esperienza pilota in 8 Istituti Alberghieri o Turistici di Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. A Bologna, il 19 marzo, l’entusiasmo dei primi 500 studenti

 

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

All’hotel Majestic di Bologna, sabato 19 marzo, sono stati presentati i risultati dei primi mesi di sperimentazione del Progetto “D-Vino” dove la D indica didattica ma anche Donne del Vino, l’associazione che ha dato vita all’iniziativa.
Antonietta Mazzeo per l’Emilia Romagna, Roberta Urso per la Sicilia, Roberta Lanero per il Piemonte, hanno lavorato mesi per mettere a punto l’insegnamento del vino nell’anno scolastico 2021/22 con una sperimentazione che ha visto coinvolti 500 studenti di 8 Istituti Alberghieri e Turistici. A loro si è poi affiancata Maura Zini Dirigente dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Modena con il ruolo di capofila rispetto al Ministero dell’Istruzione. La sperimentazione ha infatti ufficialità formale e procede in modo omogeneo, nei temi e nei metodi, in tutte le scuole coinvolte.

LE DONNE DEL VINO AL SENATO

La Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno con le Donne del Vino ieri a Palazzo Madama

 

Dario-Stefàno-Elena-Bonetti-Manuela-Zennaro-Donatella-CinelliColombini-Senato-della-Repubblica-presentazione-corsi-prevenzione-del-sessismo

Dario-Stefàno-Elena-Bonetti-Manuela-Zennaro-Donatella-CinelliColombini-Senato-della-Repubblica-presentazione-corsi-prevenzione-del-sessismo

La giornata della Donna 8 marzo è l’occasione per presentare due progetti delle Donne del Vino: la campagna social #coltiviamoilfuturo con immagini di donne che mettono in bottiglia dei messaggi di pace in 11 Paesi del mondo e i corsi di prevenzione del sessismo nei luoghi di lavoro studiati da Laura Donadoni.
Argomenti importanti e un luogo importante, come Palazzo Madama a Roma, con personalità importanti come la Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il Presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno.

 

LE DISEGUAGLIANZE FANNO MALE ALL’ITALIA, AGLI ITALIANI E ALLA NOSTRA ECONOMIA

«Introdurre la parità di genere nei luoghi di lavoro è uno degli assi strategici del governo per lo sviluppo dell’economia italiana.

Senatore-Dario-Stefàno-Donatella-CinelliColombini-i-progetti-delle-Donne-del-vino-al-Senato-della-Repubblica

Senatore-Dario-Stefàno-Donatella-CinelliColombini-i-progetti-delle-Donne-del-vino-al-Senato-della-Repubblica

Lo dimostra l’adozione della prima Strategia Nazionale per la parità di genere nella nostra storia, adozione resa strutturale in legge di bilancio e che vede nella Strategia lo strumento trasversale di valutazione del raggiungimento degli obiettivi di parità nei progetti del PNRR. E con la Certificazione per la parità di genere viene reso possibile un meccanismo premiante verso le aziende virtuose, con sgravi e premialità – spiega la Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti -. Auspico che il mondo del vino e in genere il settore agricolo diventino sempre più esempi di questo grande cambiamento nella cultura del lavoro. Un cambiamento vettore di sviluppo che vede protagoniste le donne e che farà risalire l’Italia dagli ultimi posti in Europa nel gender gap fra i Paesi europei».
Elementi sociali ed economici su cui insiste anche il Senatore Dario Stefàno: «L’Unione Europea chiede il massimo impegno nel contrasto alla discriminazione di genere. Tale diseguaglianza è un freno al rilancio del Paese anche perché costa all’Italia 89 miliardi l’anno, il 6% del Pil. La valorizzazione delle donne è la risorsa inespressa da mettere in campo per accelerare la ripresa, soprattutto nel vino. Il settore agricolo riceve consistenti aiuti europei e nei bandi collegati al PNRR può trovare risorse aggiuntive per gli investimenti. La diffusa applicazione della norma sulla Certificazione di genere, può mettere le ali alle aziende dove la disparità tra uomini e donne è stata cancellata. I corsi di “Prevenzione al sessismo” proposti dalle Donne del Vino potrebbero essere un elemento importante per abbattere discriminazioni e diversità».

 

Giornate delle Donne del Vino 2022

Una bottiglia di vino contiene un messaggio sul  futuro e la pace che unisce le Donne del Vino di 10 Nazioni nella campagna social #coltiviamoilfuturo

 

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

di Donatella Cinelli Colombini

Le GIORNATE DELLE DONNE DEL VINO si chiamavano Festa fino a quando è scoppiata la guerra in Ucraina e il sentimento di tutti è passato dalla speranza alla preoccupazione. Si svolge nella prima quindicina di marzo di ogni anno con eventi dal vivo e una campagna social con immagini unite dallo stesso hashtag che quest’anno è #coltiviamoilfuturo. Sopra ogni post c’è la scritta: le Donne del Vino coltivano il futuro e la pace, la bottiglia come simbolo e contenitore dei messaggi diretti alle nuove generazioni <<senza pace non c’è futuro>>.

L’evento sarà illustrato il 7 marzo alle ore 13 a Palazzo Madama alla presenza della Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti e del Senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Parlamentare per i rapporti con l’Unione Europea.

 

IMMAGINI DI DONNE DI TUTTO IL MONDO UNITE DA UN MESSAGGIO DI PACE  #COLTIVIAMOILFUTURO

Tanti eventi a rete con una regia che li collega e una sola comunicazione. Ma sono le foto delle Donne del Vino, il punto di forza dell’iniziativa per il loro effetto virale nella rete. Ogni foto ritrae una donna con in mano la bottiglia etichettata con il logo dell’evento. L’immagine mostra silhouette femminili giovani che guardano in direzioni diverse e appartengono ad etnie diverse. Hanno i colori della terra, nelle sue diverse tonalità, e sono sovrastate da onde che richiamano la comunicazione internet ma portano con loro foglie di vite e grappoli.

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c'è-futuro

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c’è-futuro

Simboleggiano l’universo femminile del vino che guarda al futuro in direzioni diverse ma con uno stesso spirito solidale e fiducioso usando la tecnologia per fare network. Quest’anno infatti, per la prima volta, partecipano le donne del vino di 10 nazioni diverse Argentina, Australia, Austria, Francia, Georgia, Germania, Nuova Zelanda, Perù, Usa e ovviamente Italia.

Nelle bottiglie di vino vuote ci sono le speranze e gli auspici per le nuove generazioni scritti su foglietti. Ecco che la bottiglia di vino diventa un appello di pace, un simbolo che unisce, una capsula del tempo che manda messaggi sul tema 2022 “Donne, Vino e Futuro” nella convinzione che solo attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, il mondo possa guardare fiduciosamente al domani.

 

MAMMA JUMBO SHRIMP NUOVO BRAND DI STEVIE KIM

Può il vino diventare smart? Divertente ed internazionale? Multi channel sempre connesso? Con Stevie Kim può

 

Stevie Kim Vinitaly

Stevie Kim Vinitaly-International

di Donatella Cinelli Colombini

Stevie è figlia della società liquida dove <<il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza>> come scrive il sociologo polacco Zygmunt Bauman descrivendo il camminare solitario dell’uomo moderno. In questo caso si tratta di una donna: Stevie Kim. Il suo aspetto rivela l’origine coreana ma lei confessa di non parlare la lingua dei suoi avi perchè è cresciuta in Usa e ora abita a Verona dove è il direttore di Vinitaly International cioè la finestra sul mondo della maggiore fiera del vino italiana.

 

STEVIE KIM LA MAGA DEL WINE MARKETING DIGITALE

Stevie Kim è sempre vestita di nero, con lunghi capelli neri che richiamano la bellissima Morticia della Famiglia Addams.

Stevie Kim together with Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colmbini with Stevie Kim

E’ ironica e autoironica. Mi dice <<tu sei la nonna delle Donne del Vino>>. Ha ragione, vivo nella casa costruita dai miei antenati oltre quattrocento anni fa. Una situazione lontana dal mondo liquido dove vive lei. La mia è una fantasia concreta radicata nella terra toscana, mentre la sua una fantasia concettuale che gira il mondo.

 

MAMMA JUMBO SHRIMPS UN CONTENITORE DI VIDEO, PODCAST, LIBRI E MAPPE

Durante il lockdown del 2020 ha creato Mamma Jumbo Shrimp e ora ce lo presenta. E’ un contenitore digitale di podcast, libri, mappe e video. L’idea è quella di proporre il vino in modo divertente, comprensibile a tutti e raggruppare una comunità di wine lovers di tutto il mondo. Un dialogo aperto sorridente con chi è già competente, o semplicemente ama il cibo, i viaggi e vuole scoprire.
Italian Wine Podcast è il fiore all’occhiello di Stevie Kim che lo ha creato nel 2017 quando nessuno credeva che lo storytelling sul vino italiano potesse avere successo. Poi è diventato uno show pluripremiato e durante la pandemia è stato l’unico podcast giornaliero sul vino al mondo con 747 episodi su personaggi, cibi, luoghi, storie. Quasi un milione di ascoltatori per contenuti inclusivi che mirano a informare, educare e intrattenere persone di tutti i continenti e di diverso target.

 

Antonietta Corsi Francois ci ha lasciato

Addio dolce Antonietta, un ricordo affettuoso di una grande donna che ci è di esempio per generosità e coraggio, intelligenza e leggerezza

Castello-di-Querceto-Alessandro-e-Antonietta-Francois-alla-festa-dei-50-anni-di-matrimonio

Castello-di-Querceto-Alessandro-e-Antonietta-Francois-alla-festa-dei-50-anni-di-matrimonio

E’ difficile spiegare perché ognuno di noi vuole più bene a una persona anziché a un’altra. Forse sono le affinità elettive, forse certe persone sanno come farsi amare…. Io non ho mai capito il motivo per cui alcune mi sono particolarmente care. Una di loro era Antonietta Francois del Castello di Querceto. Lei e il marito Alessandro sono presenze costanti nei miei ricordi di produttrice di vino. Le feste nella loro splendida residenza erano memorabili. Non per il lusso. Niente catering ne cuochi stellati. Ma c’era l’eleganza di un’aristocrazia rinnovata dalla sapienza culinaria e dalla fantasia di Antonietta. Ed ecco le calle di cristallo che diventavano bicchieri da spumante, l’apparecchiatura con le posate d’argento di più generazioni e la band nel salotto più grande per ballare in mezzo a oggetti antiquari. Solo Antonietta riusciva a vivere in un museo con la leggerezza di una teen-ager.

IL CORAGGIO DI ANTONIETTA E LA SUA UMILTA’ ERANO UN ESEMPIO

Poi c’era il coraggio e la forza per affrontare le difficoltà con il sorriso sulle labbra. Lei e Alessandro erano una coppia inseparabile e affiatatissima. Viaggiavano incessantemente per promuovere il loro splendido Chianti Classico. Sembravano non sentire la fatica e dopo una giornata in piedi dietro al tavolo da degustazione, li trovavi sorridenti, in abito da sera, alle cene di gala per poi prendere un aereo la mattina dopo. Li ho visti l’ultima volta alla festa del loro 50° anniversario di nozze. Antonietta stava facendo la chemio ma ha festeggiato con noi e si è commossa meno di Alessandro.

Carlos Santos e Amorim Cork Italia sono un mito per tutte le cantine

Il premio Nobel Mohan Munasinghe ha indicato Amorim fra i 10 migliori esempi mondiali di equilibrio virtuoso fra l’attività umana e la natura

Amorim-Cork-Italia-Carlos-Santos-con-il-sughero

Amorim-Cork-Italia-Carlos-Santos-con-il-sughero

di Donatella Cinelli Colombini

Questa è Amorim, leader mondiale nella produzione di sughero.

Quercus suber quercia da sughero un albero che sopravviveva agli incendi grazie a una corazza di sughero e oggi ci dona uno dei più formidabili isolanti presenti in natura. La quercia è un albero generoso che vive generalmente 200 anni e offre la sua corteccia all’uomo per 15 – 18 volte. A 43 anni e alla terza decordicatura produce sughero per tappi da vino.

CARLOS SANTOS E LA AMORIM CORK ITALIA

Il Portogallo, patria di Amorim, è il maggior produttore mondiale di sughero. Questa azienda ha creato, con le foreste e l’industria del sughero, un’economia sostenibile che aiuta l’ambiente ed è sempre più circolare. L’ultimo gradino è il riutilizzo dei tappi usati per prodotti oggetti di design <<Molti pensano che il materiale riciclato possa servire solo per realizzare oggetti brutti>> ha detto Carlos Santos Amministratore Delegato di Amorim Cork Italia alle Donne del Vino in visita alla mostra “Suber second life” a Conegliano Veneto << invece è possibile creare quasi delle opere d’arte come “susta” cioè molla in lingua veneta, disegnata da Michele De Lucchi di AMDL Circle che è stato esposta alla Biennale di Venezia 2021>>.  Ma Carlos ha anche un altro sogno <<far tornare nelle cantine il sughero usato  e trasformato in oggetti di design>> chiudendo un cerchio virtuoso di economia circolare che parte dai boschi, protegge l’affinamento dei grandi vini e poi diventa un arredo raffinato per sale di degustazione e enoteche.

Amorim-Cork-Italia-progetto-cork-second-life

Amorim-Cork-Italia-progetto-cork-second-life

Un progetto che le Donne del vino del Friuli Venezia Giulia hanno già condiviso raccogliendo tappi usati e che, nei miei desideri, <<dovrebbe estendersi a tutte le socie d’Italia>>. Un modo per sostenere Amorim e Carlos Santos nel loro impegno “etico” per un futuro più sostenibile.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA NATURA E DEL VINO

Il 18 ottobre, guidate da Cristiana Cirielli,  le Donne del Vino hanno visitato gli impianti della Amorim Cork Italia a Conegliano Veneto scoprendo un esempio di etica e di tecnologia al servizio del vino e dell’ambiente. Per capire l’approccio di Amorim basta dire che ha creato gli attrezzi che alleggeriscono il lavoro di chi decortica le querce ma contengono sensori che permettono di capire dove incidere in base allo spessore del sughero e al flusso di linfa proteggendo anche la salute degli alberi.