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Massimo Garavaglia e il Ministero del turismo da costruire

Quella di Massimo Garavaglia somiglia alla “Mission Impossible” del celebre film. Il turismo al collasso e il suo Ministero con pochissimi uomini e mezzi

di Donatella Cinelli Colombini

Massimo Garavaglia

Come sappiamo il Ministero del Turismo fu soppresso a seguito di un referendum nel 1993. E’ rimasto un dipartimento quasi sempre associato al Ministero dei Beni Culturali salvo il breve periodo in cui avvenne un trasferimento all’Agricoltura piuttosto burrascoso con molti dipendenti che non accettavano di cambiare ministero e altri episodi che ridussero la già modesta attività degli uffici. Da quasi trent’anni le risorse e le competenze sul turismo sono state assunte dalle regioni. Un frazionamento che ha indebolito il brand Italy sui mercati mondiali ed ha aumentato i costi.

UN MINISTERO TUTTO DA COSTRUIRE

Quindi Garavaglia avrà a disposizione alcuni uffici con poco personale, all’interno del MIBAC guidato da Dario Franceschini.
C’è da sperare che almeno qualche funzionario molto forte in marketing turistico ci sia perché il neo Ministro non ha competenze in materia e farà fatica a entrare in una materia complessa e in continua evoluzione.

Massimo Garavaglia Ministro del Turismo

Per avere un’idea delle dimensioni enormi di questo comparto, il business turistico mondiale era, nel 2019, 1300miliardi mentre quello del vino 200. Il turismo è un settore con players enormi e muove investimenti giganteschi.

Per rendersi conto della situazione in cui opera il Ministro Garavaglia basta aprire i siti nazionali del turismo Italia.it e Visititaly.eu ….. ma poi non mettetevi a piangere.

CHI E’ MASSIMO GARAVAGLIA

il nuovo Ministro del Turismo  Massimo Garavaglia ha 53 anni e due lauree, una in Economia e Commercio all’Università Bocconi e l’altra in Scienze Politiche alla Statale di Milano. E’ stato sindaco di Marcallo con Casone, deputato e poi senatore, il più giovane della storia della Repubblica Italiana. Nel 2013, per un breve periodo, è stato Assessore regionale al Bilancio della Regione Lombardia. E’ stato Viceministro dell’Economia nel governo Conte.

Da questo curriculum si deduce una buona competenza economica ma, purtroppo, nessuna esperienza sul turismo. Un problema vista la struttura del suo Ministero e la dimensione dei problemi che dovrà fronteggiare.
Infatti il turismo è il settore più colpito dalla pandemia. In Italia, prima del covid, arrivavano 64,5 milioni di turisti esteri all’anno che si sono dimezzati nel 2020 con un azzeramento dei viaggiatori statunitensi, canadesi, brasiliani, giapponesi, cinesi cioè dei segmenti più ricchi.

NEL RECOVERY PLAN MANCANO LE RISORSE PER IL TURISMO

Massimo Garavaglia

Il compito del Ministro Garavaglia è riattivare questi flussi ma c’è un ulteriore problema: nel “Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” meglio conosciuto come “Ricovery plan” non c’è neanche un riferimento a mare, montagna, termale, enogastronomia … niente solo una frase che cita le strutture ricettive. Nella sezione dedicata a “Turismo e cultura 4.0” che consta di 7 pagine, si parla di musei, chiese, industria del cinema e centri storici anche nelle zone rurali.

Quindi il Ministero del turismo ha davanti un problema enorme ma è quasi senza portafoglio. Mi chiedo come farà visto che nel 2018 Expedia Group e Booking Holding hanno investito complessivamente 10,6 miliardi di dollari in campagne online e sono pronti a mettere in campo cifre simili appena il grande business ripartirà.

ITALIAN WINE TOUR

Storia del viaggio in camper nell’Italia del vino di Lavinia Furlani e Fabio Piccoli nell’anno del covid per trovare le chiavi della ripartenza

Di Donatella Cinelli Colombini

Fabio-Piccoli-e-Lavinia-Furlani-rispettivamente-direttore-responsabile-e-direttore-editoriale-di-Wine-Meridian

Fabio-Piccoli-e-Lavinia-Furlani-rispettivamente-direttore-responsabile-e-direttore-editoriale-di-Wine-Meridian

Un viaggio durato 35 giorni nell’estate di libertà fra i lockdown 2020 che ha portato Fabio Piccoli e Lavinia Furlani fra i maggiori esperti e formatori di wine business in Italia a vedere 67 cantine di tutta Italia.

I racconti di viaggio, pubblicati a caldo insieme a video e foto, sono poi diventati un libro che è quasi una testimonianza del risveglio del vino  italiano dopo la prima ondata epidemica <<in molte aziende visitate siamo stati i primi ad entrare dopo la fine del lockdown … non ci siamo trovati di fronte uno sterile vittimismo ma una forte volontà di farcela … e una disponibilità ad accettare i cambiamenti>> Insomma il mondo del vino si piega ma non si spezza e anzi tiene duro.

ITALIAN WINE TOUR VIAGGO IN CAMPER NELL’ITALIA DEL VINO

Camper-Gino-Italian-Wine-Tour-Lavinia-Furlani-Fabio-Piccoli

Camper-Gino-Italian-Wine-Tour-Lavinia-Furlani-Fabio-Piccoli

Ed ecco che i racconti delle cantine dove il camper Gino si è fermato durante il viaggio sono un coro di voci forti ma anche una continua scoperta perché, ha ammesso Fabio Piccoli, quando ci siamo sentiti dopo il viaggio, il virtuale non basta, anzi, tuffarsi nella realtà del vino <<mi ha fatto scoprire una realtà umana e imprenditoriale superiore a ogni attesa>>.
Da questa costatazione è nato l’intervento congiunto Donne del VinoWineMeridian -TouringClub in occasione di Wine2wine  <<il virtuale non basta vince l’enoturismo en plein air>>.
Siamo partiti dal progetto “camper friendly” e il successo 2020 del turismo itinerante, per parlare del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti cioè dai non luoghi del vino.

DONNE E AGROALIMENARE FONDAMENTALI PER LA RIPRESA

Le proposte delle Donne del Vino portate alla Camera da Donatella Cinelli Colombini e Paola Logo per arricchire il capitolo agricoltura del Recovery Fund

 

Audizione Camera dei Deputati - Donne del Vino con Donatella Cinelli Colombini online

Audizione Camera dei Deputati – Donne del Vino con Donatella Cinelli Colombini online

La XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati ha ascoltato l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino ieri, lunedì 1° febbraio, nell’ambito dello studio delle proposte sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Doc. XXVII, n. 18). La presidente Donatella Cinelli Colombini e la sua vice Paola Longo hanno ringraziato la vicepresidente della Commissione Onorevole Susanna Cenni per averle indicate come interlocutrici utili alla Commissione e hanno portato la voce di 900 produttrici, enotecarie, ristoratrici, giornaliste ed esperte di tutta Italia che sono state interpellate attraverso un sondaggio online.
I punti segnalati come più critici sono 4, a cui si aggiunge un forte appello alle politiche di genere e al settore turistico che ha, nell’enogastronomia, uno dei punti di forza a cui il Recovery Fund deve dare ripartenza e consolidamento.
L’appello è affinché l’agricoltura non venga presa in esame solo per l’impatto ambientale ma anche in termini economici e occupazionali all’interno di una filiera produttiva e commerciale che arriva sulla tavola dei consumatori e coinvolge quindi anche altri comparti nella logica Farm to Fork e di salvaguardia della salute dei consumatori.
Le donne dirigono circa un terzo delle imprese agricole italiane ma sono esempi virtuosi: infatti pur gestendo solo il 21% della SAU – Superficie Agricola Utilizzabile -, producono il 28% del PIL agricolo.

Donne de Vino: protagoniste della ripartenza post covid

Donne de Vino: protagoniste della ripartenza post covid

Sono un’enorme risorsa per l’agricoltura italiana perché spesso sono più scolarizzate e più aperte all’innovazione e all’internazionalizzazione dei colleghi uomini. Per questo la richiesta che arriva dalla consultazione delle 900 Donne del Vino italiane ha puntato soprattutto su 4 argomenti oltre il riequilibrio fra i generi, il sostegno al credito e all’esportazione:

 

DIGITALIZZAZIONE DELLE AREE RURALI

La mancanza di una buona connettività e di banda larga nelle campagne – fino alle imprese e alle case -, la scarsità di strumentazione elettronica, sono considerati il maggiore ostacolo allo sviluppo economico e turistico delle zone rurali. La mancanza di copertura del segnale rende invisibili le imprese ai fini turistici e commerciali, rallenta il lavoro e l’accesso alle informazioni, impedisce il ricambio generazionale e l’introduzione dell’economia verde.

 

#MeToo #tunonseisola le donne del vino sono con te

Le donne del vino avanguardia del cambiamento in un settore che era totalmente maschile e ora, grazie al successo di poche, sembra essere tutto rosa

 

Be the Change - 2 dicembre on-line per il lavoro e la formazione delle donne nel vino

Be the Change – 2 dicembre on-line per il lavoro e la formazione delle donne nel vino

di Donatella Cinelli Colombini

Quando guardate le gare di Formula 1 quante donne vedete fra i meccanici? Negli ultimi 50 anni i Premi Nobel per la medicina assegnati a donne sono stati solo 8 in mezzo a un esercito maschile. Eppure ci sono ottimi ingegneri meccanici e ottimi medici donne.

Certi mestieri sono veri campi minati per le donne, anche per quelle molto brave.

Il vino era fra di essi.

Le donne hanno quasi ovunque meno opportunità e meno retribuzioni dei maschi, problemi a cui spesso, si aggiungono quelli familiari e quelli legati a molestie sessuali e alle violenze (93 femminicidi in Italia nel 2020).

 

D'Amore non si muore - Donne del Vino - Emilia Romagna

D’Amore non si muore – Donne del Vino – Emilia Romagna

METOO E SESSISMO ANCHE NEL MONDO DEL VINO

MeToo ha cominciato a scardinare la logica della vittima complice che permetteva agli abusi di continuare indisturbati.

E il problema non riguarda solo il mondo del cinema, ma anche quello del vino. Ne sono un esempio gli imbarazzanti avvenimenti accaduti fra i Master Sommelier USA, dove gli abusi sulle candidate agli esami avvenivano da anni ad opera degli stessi insegnanti, ma solo ora sono stati contrastati da un’azione efficace e definitiva.

Il sessismo è ancora forte e viene fuori dove meno te lo aspetti. Durante il recente Wine2wine è stato citato #wineboy, un hashtag da qualche migliaio di post in cui appaiono uomini eleganti e autorevoli mentre #winegirl, che di post ne ha più di 100.000, mostra  immagini molto peggiori tra nudità ed atteggiamenti sexy.

 

DONNE DEL VINO AVANGUARDIA DEL CAMBIAMENTO

Le Donne del Vino non dimenticano Donatella Briosi uccisa dall’ex marito nel giugno 2018. Un assassinio che ha mobilitato l’associazione ed ha toccato i cuori di tutte. In occasione del 25 novembre 2020, #tunonseisola ha coinvolto oltre 100 socie con video e foto.

Il vino al femminile è consapevole di essere l’avanguardia del cambiamento in atto. In nessun comparto produttivo le donne sono ugualmente organizzate e protagoniste del rinnovamento dello stile produttivo. Un successo che, per certi versi sembra spingerle in avanti lasciando le questioni della parità di genere e degli abusi alle loro spalle.

 

Idee fuori dal coro sul vino virtuale

WINE2WINE 2020: vino locomotore dell’export agroalimentare e del turismo italiano con l’energia della sua autenticità ma distinguendo virtuale e reale

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine2wine-forum-del-wine-business-Donne-del-Vino-e-separazione-di-ruoli-fra.virtuale-e-reale

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Le Donne del Vino rappresentate da Donatella Cinelli Colombini, Touring Club con il presidente Franco Iseppi e Wine Meridian con le testimonianze di Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, usano la principale tribuna del wine business italiano, Wine2wine in programma a Verona il 23-24, novembre, per contrastare la sovrapposizione fra reale e virtuale nel vino.

 

WINE2WINE 2020 LE DONNE DEL VINO CHIEDONO DI SEPARARE IL RUOLO DEL VIRTUALE E DEL REALE NEL VINO

Un messaggio forte, fuori dal coro e insieme la proposta di un’alternativa: la wine experience in versione en plein air, che usa il camper e il suo sbalorditivo successo 2020, come icona del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti, cioè dai non luoghi del vino.
Wine2wine è il maggiore forum dedicato al wine business, creato da Stevie Kim di VinitalyInternational a fianco di una mini fiera che ha in OperaWine, in collaborazione con Wine Spectator, la prima e più esclusiva passerella del vino italiano.
La scelta di Wine2wine, con la sua capacità di proporre in anticipo i nuovi trend del vino, evidenzia la portata della proposta delle Donne del Vino: rifiuto dei non luoghi del vino nella realtà come e soprattutto nel digitale e netta separazione dei ruoli fra reale e virtuale.

 

COME IL RUOLO DEL DIGITALE SI E’ ALLARGATO DURANTE L’EPIDEMIA COVID

La rivoluzione digitale accelerata dall’epidemia COVID ha risucchiato nel web l’esperienza del vino e dei luoghi del vino finendo per trasformare una soluzione in una minaccia. La copia del vero, soprattutto in versione digitale, appare infatti persino più attraente.

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Non va dimenticato che il vino e il turismo del vino italiani hanno invece il loro punto di forza proprio nell’autenticità del reale: la diversità dei vitigni e delle zone di produzione, l’emozione delle esperienze partecipate a contatto con vignaioli appassionati o con i sommelier che li raccontano, la storia e le tradizioni …..

 

RICETTE DEL VINO E SCEGLI PER PRIMA LA BOTTIGLIA

900 ricette dalle 900 Donne del Vino, la prima raccolta di ricette tradizionali italiane scelte in base al vino della stessa zona, con cui abbinarle

 

Le-ricette-del-vino-Donne-del-Vino-sempre-appassionate-di-cucina-tipica

Le-ricette-del-vino-Donne-del-Vino-sempre-appassionate-di-cucina-tipica

Di Donatella Cinelli Colombini

 

“Ricette del vino” sarà il primo ricettario al mondo che parte dal vino per arrivare al cibo. Inizierà le pubblicazioni on line nel 2021 e sarà un repertorio di piatti locali e di antica tradizione, scelti in base all’abbinamento con i vini e i vitigni della stessa zona. Insegnerà a preparare le specialità di cucina tipica più adatte a gustare i vini della stessa regione.

Nel suo complesso “Le ricette del vino” faranno conoscere, anzi fanno entrare in quel patrimonio di saperi e sapori che caratterizza le tante “patrie locali” di cui è ricca l’Italia.

 

Le-ricette-del-vino-Donne-del-Vino-sempre-appassionate-di-cucina-tipica

Le-ricette-del-vino-Donne-del-Vino-sempre-appassionate-di-cucina-tipica

 

PROGETTO “Ricette del vino”

Una ricetta, una sola ricetta per ognuna delle 900 Donne del vino: produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte ….. Saranno testimonianze dirette delle cucine locali, cioè di quel patrimonio tramandato oralmente nelle cucine domestiche oppure elaborato dai professionisti nei ristoranti.
Le ricette saranno quelle tradizionali localissime, non della propria regione, ma proprio della città, del paese o del borgo in cui la Donna del Vino vive e lavora.
Ricette facili, che chiunque potrà cucinare a casa. Verranno pubblicate nel 2021 nel nuovo spazio collegato al sito delle Donne del Vino con una cadenza di 3 alla settimana alternando piatti di tutta Italia e tipologie di pietanze diverse: antipasti, primi e secondi piatti, contorni e dolci.

 

José Rallo di Donnafugata nel CDA dell’Ice

Bella notizia per l’export del vino italiano: Josè Rallo entra nel CDA di ICE – Istituto Commercio Estero. Creatività, coraggio, talento e competenza

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Giacomo-José-Gabriella-Antonio-Rallo

Giacomo-José-Gabriella-Antonio-Rallo

Non è facile crescere in una famiglia di fenomeni, non è facile creare uno stile di comunicazione e marketing capace di distinguersi senza rompere con le tradizioni, non è facile arrivare al successo nel lavoro e insieme coltivare le proprie passioni … Solo una donna eccezionale come Josè Rallo ci riesce. E’ una vera fuoriclasse.

 

DONNAFUGATA IL CAPOLAVORO DEI RALLO

Quinta generazione di produttori siciliani del vino, nel 1983 i genitori Giacomo e Gabriella Rallo si staccano dall’azienda degli avi e creano una nuova Donnafugata che oggi coltiva 480 ettari di vigneto, vinifica in 5 cantine per produrre 2,7 milioni di bottiglie esportate in 60 mercati per un fatturato complessivo di 22 milioni.

Numeri che non bastano a rappresentare la grandezza di questi capitani coraggiosi perché non è soltanto il successo internazionale che li distingue, ma lo stile.

José-Rallo-Lucia-Buffo-Donatella-CinelliColombini-Vinitaly-2019

José-Rallo-Lucia-Buffo-Donatella-CinelliColombini-Vinitaly-2019

Quando ero giovane e facevo i primi viaggi all’estero con gli altri produttori italiani, ammiravo Giacomo Rallo sempre sorridente e ottimista, invidiavo Gabriella bellissima e raffinata. Più recentemente ho conosciuto Antonio e sono rimasta colpita dalla forza d’animo con cui ha reagito alla morte del padre, dall’alto livello dei consulenti e manager che lo circondano, ma soprattutto dall’impressionante lucidità nella visione strategica che, sotto la sua guida, sta facendo volare anche la DOC Sicilia. E dire che invece sembra un tipo tranquillo che sorride e basta.

 

JOSE’ LA CREATIVITA’ REINVENTA IL MARKETING

Poi ho conosciuto Josè ed il livello si è alzato ancora. Lei si è laureata in economia con il massimo dei voti alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è la prima donna membro del CdA del Banco di Sicilia su nomina di Unicredit e Presidente del Comitato Territoriale Sicilia, nel 2009 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2002 è stata insignita del Premio Belisario per il suo contributo all’universo femminile. José è l’Amministratore Delegato di Donnafugata, dove ha letteralmente reinventato il modo di fare comunicazione e marketing del vino, nella veste di cantante del Donnafugata Music&Wine. Chi beve i vini di Donnafugata anche una sola volta poi li riconosce per sempre fra le migliaia di bottiglie sugli scaffali di vendita. Ed è Josè, insieme al grafico, che trasforma il packaging in un messaggio intrinsecamente siciliano, allegro ma non banale, capace di trasmettere emozione senza sembrare commerciale. Se insieme ai vini guardiamo lei vediamo la stessa cosa, una siciliana vera, con cultura internazionale ma capace di rispondere ad un’intervista in inglese intercalando le parole con le canzoni della sua terra. Qualche anno fa ha trasformato la vendemmia notturna nei suoi vigneti in un evento mediatico che si ripete ogni anno e, ogni volta, è l’occasione per invitare la stampa del vino più importante e riaccendere l’attenzione su una terra e un’azienda dove tradizione, innovazione e alta qualità vanno di pari passo.

 

Federica Brunini una ninfa che scrive libri stupendi

La circonferenza dell’alba, ultimo libro di Federica Brunini, è un must dell’estate 2020. Aiuta a capire che imparando a perdonare la vita è più bella

Federica-Brunini-La-Circonferenza-dell'Alba

Federica-Brunini-La-Circonferenza-dell’Alba

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho conosciuto Federica Brunini a Gozo, l’isola dell’arcipelago maltese dove Ulisse rimase con la ninfa Calipso per sette anni e dove io e mio marito Carlo abbiamo una casa da oltre dieci anni.

Gozo è un luogo speciale. Un luogo in cui il tempo rallenta ed è possibile dedicarsi agli amici. Federica Brunini ha trascorso un periodo lungo a Gozo e poi a Malta pur continuando a lavorare in Italia come giornalista, blogger e scrittrice. Di lei mi colpirono la bellezza e il carattere irrequieto di chi è sempre in cerca di un nuovo orizzonte. Non a caso ha fondato la “travel therapy” in Italia. Negli ultimi anni Federica mi ha aiutato nella divulgazione delle Donne del Vino pubblicando una serie di bellissimi ritratti soprattutto giovani.

Federica-Brunini-La-Circonferenza-dell'Alba

Federica-Brunini-La-Circonferenza-dell’Alba

LA CIRCONFERENZA DELL’ALBA DI FEDERICA BRUNINI

Il suo ultimo libro “La circonferenza dell’alba”, è bellissimo (Feltrinelli pp 190 € 15). E’ la storia di Giorgia Radic  una giovane lombarda che, dopo la morte del padre e un aborto, lavora per anni nelle zone più povere del mondo tentando di raccogliere e distribuire aiuti umanitari. Il suo ritorno nella villa di famiglia sul Lago di Como è l’occasione per ripercorrere e finalmente capire il proprio passato. Una riconciliazione che la rende finalmente libera di amare e amarsi.
Federica Brunini usa una scrittura veloce, tagliente e capace di indagare nel profondo i personaggi senza appesantire il racconto ma toccando corde profonde di chi legge, quando, come accade a me, si è sofferto per le stesse cose.

#winewindow in viaggio con le Donne del Vino

Le Donne del Vino lanciano un nuovo hashtag #winewindow destinato a diventare virale e unire chi ama i grandi vini e i paesaggio viticoli

Di Donatella Cinelli Colombini

 

#winewindow-Donne-del-Vino

#winewindow-Donne-del-Vino

Il progetto nasce da Fiammetta Mussio e dalle Donne del Vino del Piemonte e usa la bellezza dei paesaggi vitati italiani per attrarre un gran numero di wine lovers promettendo loro di incontrare le produttrici, fare trekking all’aria aperta, assaggiare grandi etichette e, ovviamente, fare shopping di bottiglie eccellenti. Nell’anno del covid mentre le cantine sono semichiuse alle visite, vigneti e panorami assumono un nuovo protagonismo turistico. #winewindow intende dunque valorizzare gli scenari agricoli dove il lavoro millenario dell’uomo ha disegnato il paesaggio con le sue diversità culturali e colturali trasformandoli in attrazioni turistiche.
Una bellezza che solo l’Italia riesce ad offrire a livello così alto e diversificato. Una bellezza che ciascuna Donna del Vino vede dalle sue finestre e diventa il fil rouge che unisce i grandi vini ai rispettivi scenari.

FOTO E VIDEO DEI PAESAGGI DEL VINO VISTI DALLA FINESTRA #WINEWINDOW

#winewindow-Donne-del-Vino

#winewindow-Donne-del-Vino Fattoria del Colle Trequanda Toscana

Foto e video visti dalla finestra diventano l’oggetto di una campagna di comunicazione social che partirà dalle pagine Facebook e Instagram dell’associazione nazionale per diventare virale. Le immagini saranno accompagnate da una brevissima nota esplicativa e dai riferimenti aziendali. Nella logica di un enoturismo 2020 quasi interamente nazionale e anzi al 60% regionale (come affermato dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio delle Città del Vino), i testi saranno in italiano.

LE DONNE DEL VINO E LA LORO SENSIBILITA’ AMBIENTALE

Con questa iniziativa le Donne del Vino intendono ribadire l’importanza dell’ambiente, tema 2020 dell’associazione, mettendo l’accento sulla particolare sensibilità femminile per la sostenibilità. Già dal sondaggio effettuato fra socie, nel 2017, la percentuale di aziende biologiche e biodinamiche risultava di 6 punti superiore al dato medio nazionale. Nel caso di #winewindow il concetto di salvaguardia si estende al paesaggio e alle sue virtù rigenerative della psiche che hanno portato alla definizione di “terapia del paesaggio”.

Donne del Vino, Touring Club e i Camper in cantina

Nasce il progetto Donne del Vino camper friendly organizzato con il Touring Club Italiano per offrire soste, visite e assaggi a chi fa viaggi in libertà

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Le Donne del Vino aspettano i turisti in caravan e camper nelle loro cantine per offrire loro la sosta di una notte fra i vigneti e uno sconto sulle bottiglie acquistate. Le aziende del vino al femminile sono in tutta Italia e producono etichette straordinarie in contesti naturali e storici di grande bellezza.

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Il progetto, realizzato in collaborazione con TCI Touring Club Italiano, mira ad avvicinare la grande enologia a chi fa turismo itinerante e, tradizionalmente, intende il viaggio come una scoperta emozionante che lo porta a diretto contatto con la natura, i territori e le persone.
Proprio il concetto di ospitalità costituisce il punto di partenza del progetto “Donne del Vino camper friendly” che intende proporre i luoghi del vino come destinazioni privilegiate di chi fa viaggi itineranti. Per loro, le Donne del Vino hanno pensato anche a speciali pic-nic da organizzare su misura (a pagamento) per vivere ogni sosta in cantina come un momento unico e irripetibile.

 

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Touring Club digital e camper: un legame sempre più forte

Il progetto si sviluppa attraverso la raccolta delle adesioni delle cantine camper friendly delle Donne del Vino e la pubblicazione della lista in articoli redazionali postati nel sito del Touring Club a luglio e a settembre in concomitanza con l’invio di informazioni al cluster TCI riservato agli amanti del turismo itinerante. Contemporaneamente ci sarà il lancio di un comunicato stampa e la diffusione di notizie e foto attraverso i canali social nazionali e regionali delle Donne del Vino.

Nel digitale il Touring Club Italiano è forte: oltre 400 mila utenti iscritti al sito, 8 milioni di utenti unici e 22 milioni di pagine visualizzate nel 2019. Altro elemento da tenere presente è il profilo dei “followers” che corrisponde a persone di età superiore ai 35 anni, prevalentemente con famiglia e laurea. Un identikit abbastanza vicino a quello del tipico turista del vino italiano. Infatti, fra le categorie su cui si orienta la ricerca nei canali del TCI, nelle prime posizioni oltre ai viaggi, c’è il “Food e dining”.

Tornando all’argomento caravan-camper esso costituisce il terzo tematismo, per numero di utenti registrati, fra i cluster proposti dal Touring Club Italiano, con oltre 12.000 persone che ricevono periodicamente informazioni e proposte su questo tema. Le pagine visitate lo scorso anno sono state 800.000 e il dato è in continua crescita.

Senza il covid sarebbe stato il week-end di Vinitaly

Come sarebbero questi giorni se non ci fosse stato il covid. Tutto il mondo del vino a Verona con la prospettiva di un grande Vinitaly con tanti affari

 

Vinitaly -Donatella Cinelli Colombini con Sabrina Debora e Violante

Vinitaly -Donatella Cinelli Colombini con Sabrina Debora e Violante

di Donatella Cinelli Colombini

Immaginiamo cosa avremmo fatto oggi se l’epidemia covid non ci fosse stata. Stasera sarei andata nel carcere di Volterra per la Cena Galeotta organizzata da Leonardo Romanelli, iniziativa molto meritevole a sostegno dei detenuti intenzionati a crearsi un futuro come cuochi o camerieri.

 

VINITALY IL GRANDE EVENTO DEL VINO ITALIANO

Domani sarei andata a Verona con la prospettiva di partecipare alla grandiosa cena di benvenuto organizzata da Veronafiere. Si tratta di un evento spettacolare che, in certi anni ha trasformato l’Arena in uno scenario da fiaba e ultimamente si svolge negli ex magazzini del ghiaccio in uno stile industrial chic con spettacoli di ballerini acrobati, luci e menù realizzato da chef stellati. Due anni fa ho avuto in dono un elmetto da cantiere con la scritta Vinitaly che indosso con fierezza ogni volta che scendo nella mia nuova cantina in costruzione.
Durante Vinitaly io e mio marito Carlo abitiamo in un appartamento a 100 metri dalla fiera. E’ una mansarda deliziosa, confortevole e superaccessoriata perché il proprietario è un elettrotecnico.

 

Donatella Cinelli Colombini e Marzia Morganti con elmetti Vinitaly

Donatella Cinelli Colombini e Marzia Morganti con elmetti Vinitaly

VINITALY 2020 UN RIMPIANTO E UNA PROMESSA PER IL 2021

L’edizione 2020 <<sarebbe stato un Vinitaly meraviglioso>> mi ha detto il brand manager Gianni Bruno con una voce emozionata. E possiamo crederci, aveva predisposto ogni cosa nei minimi dettagli, con tutto lo spazio espositivo prenotato. Che peccato!
Fra le novità c’era un’area per gli emergenti top selezionati da Ian D’Agata. Cantine piccole e giovani ma capaci di esprimere vini di livello altissimo con qualcosa di nuovo. Sarebbe stata una proposta rivoluzionaria e capace di mostrare Vinitaly in versione talent scout.

 

DONNE DEL VINO A VINITALY

A noi Donne del Vino era stata assegnata una delle degustazioni principali, quella dei vini in anfora. Era pronta, l’avevamo preparata meticolosamente, con Ian D’Agata, cercando 12 cantine in grado di rappresentare 12 vitigni diversi e 8 regioni. Avrebbe offerto una panoramica senza precedenti dei vini italiani in anfora in cui buyer e stampa avrebbero confrontato vini in cui sono riproposte esperienze storiche, con altri che nascono da soluzioni, a volte inedite, che riguardano vitigni, processi produttivi, materiali diversi.

#ledonnedelvinoconvoi e project Ganbei  

Project Ganbei dagli amici del vino italiano in Cina ai nostri ospedali. #ledonnedelvinoconvoi turismo del vino virtuale per i winelovers imprigionati in casa

#donnedelvinoconvoi Donne del Vino di tutto il mondo legate dalla solidarietà

#donnedelvinoconvoi Donne del Vino di tutto il mondo legate dalla solidarietà

Turismo del vino virtuale per viaggiare con la fantasia in attesa di poterlo fare veramente. Ecco cosa propongono le 900 Donne del Vino di tutte le regioni italiane che stanno inondando la rete internet con le immagini delle loro cantine e dei loro vigneti. Tanti video di meno di un minuto, collegati dall’hashtag ledonnedelvinoconvoi che vogliono incoraggiare a resistere chi è chiuso in casa durante l’epidemia di coronavirus.
Video che trasmettono passione per il proprio lavoro ma soprattutto il coraggio di donne dallo spirito combattivo che non hanno intenzione di piegarsi alle difficoltà create dall’epidemia. Testimonianze, vere, dirette, di vita vissuta, fatte in modo artigianale dalle stesse protagoniste che parlano in prima persone e forse per questo emozionano.

#LEDONNEDELVINOCONVOI VIDEO PER FARE TURISMO DEL VINO VIRTUALE MENTRE SI E’ CHIUSI IN CASA

Project Ganbei donazioni degli amici del vino cinesi per comprare materiali sanitari per gli ospedali italiani

Project Ganbei donazioni degli amici del vino cinesi per gli ospedali italiani

Propongono una “fuga” virtuale nel mondo del vino ai winelovers che normalmente, con la primavera, arrivavano nelle cantine, nelle enoteche, nei ristoranti con l’intenzione di scoprire grandi bottiglie … e invece quest’anno devono stare in casa. Un appuntamento rimandato dicono le Donne del Vino con sguardo fiducioso verso il futuro << Non mollate e state a casa, siamo con voi e vi aspettiamo presto!>>

PROJECT GANBEI LA SOLIDARIETA’ DEL VINO SENZA CONFINI

Il Project Ganbei sta raccogliendo fondi per acquistare materiale sanitario in Cina sotto la supervisione di un team medico. Le attrezzature sanitarie arriveranno in Italia prima possibile attraverso i canali dell’Ambasciata. Intanto l’appello è alla “solidarietà del mondo del vino” importatori, ristoratori, Asia Pacific area managers, brokers, press e consumers cinesi … cinesi ma ovviamente anche italiani.

Vino in passerella e il vino sposa la moda

L’enogastronomia ha sostituito l’abbigliamento come strumento per esprimere sé stessi e la propria idea del mondo. Ma la moda contrattacca cercando alleanze

 

Violante cappelli New Orleans

Vino-moda-nuovo-mood

Di Donatella Cinelli Colombini

La strana coppia moda-vino emerge da uno studio condotto su 1.600 articoli on line riguardanti moda, vino e design. Il merito di aver individuato il nuovo mood è di Maxfone, una società nata nel 2010 e operante nel settore IoT, cioè Internet of Things. Da un paio d’anni è membro del Big Data Value Association, si tratta quindi di un super analista di ciò che avviene nel mondo virtuale anche grazie alla collaborazione con la Texas State University.

 

MAXFONE UNA GIOVANE SOCIETA’ CHE STUDIA LA COMUNICAZIONE ON LINE E CI MOSTRA LA RELAZIONE FRA MODA E VINO

Ebbene, 1050 fonti diverse hanno pubblicato contenuti su vino e moda. La parola “design” è quella più associata al vino: praticamente è rintracciabile nel 60% di questi articoli.
L’analisi di Maxfone (settembre 2018- febbraio 2019) cerca di misurare la portata, in Italia, di un trend che è sotto gli occhi di tutti e che, in gran parte, deriva dalla maggior presenza femminile in ambito enologico, con la crescente attenzione all’estetica che si è portata dietro. Il sistema utilizzato è stato quello di cercare la parola vino associata a keywords come design (60%), fashion (41%), moda (19%) e packaging.

 

VINO FA RIMA CON MODA E FASHION

 

Moda e Vino Violante Gardini Cinellicolombini

Moda e Vino Violante Gardini Cinellicolombini

I mesi di picco per i contenuti che associano vino e moda sono stati febbraio e poi ottobre in concomitanza con eventi importanti, come Milano Wine Week. <<Acquisendo questo lato di fashion e di design, il vino diventa un oggetto di acquisto per piacere a sé stessi, ma anche per comunicare con gli altri. Le etichette ora non accostano un vino solo ad un buon cibo, ma anche ad un dress-code: la scelta del giusto orologio, della borsa o dell’abito griffato che riprende al meglio le qualità che quel vino esprime …. Manifestazioni del calibro di Pitti Uomo, mostrano lo stesso trend>> commentano gli analisti di Maxfone.

ASIA, NUOVA ZELANDA E CILE PER LE FUTURE DONNE DEL VINO

Come si diventa una Donna del Vino del futuro? Il progetto  Future offre opportunità formative alle giovani da parte delle senior  wine lady in tutto il mondo

Furure-il-progetto-formativo-delle-donne-del-vino-diventa-internazionale

Furure-il-progetto-formativo-delle-donne-del-vino-diventa-internazionale

Qualche esempio: stage in vendemmia in una cantina neozelandese o cilena, tutoring di un anno per imparare a vendere il vino italiano in Asia.  Dalle Donne del Vino italiano arrivano proposte meno sensazionali ma altrettanto efficaci: dal corso sul turismo del vino, full immersion all’esperienza in un’agenzia di PR.

FUTURE UN PROGETTO DELLE DONNE DEL VINO PER LE GIOVANI

Lanciato al Vinitaly 2019,  Future offre opportunità formative proposte dalle aziende delle Donne del Vino italiane alle under 30 che vogliono lavorare nel mondo del vino. Si sviluppa come un archivio telematico sul sito www.ledonnedelvino.com con proposte in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche, di Pr e studi di consulenza enologica, tutte attività guidate da associate. Quest’anno verrà arricchito con le offerte delle Donne del Vino estere incontrate durante il primo meeting mondiale che si è tenuto in novembre al Simei 2019, coordinato da Tiziana Mori, con l’obiettivo di creare un virtuoso network internazionale di scambi e confronto di esperienze.

FUTURE: ERIKA RIBALDI INSEGNA A VENDERE IL VINO IN ASIA

Vinitaly intervista RAI2 Donne del Vino

Vinitaly intervista RAI2 Donne del Vino

La prima proposta è già online e arriva da una massima esperta di marketing e mercati orientali, Erika Ribaldi: offre un anno di tutoring a tre giovani donne che vogliano imparare il commercio del vino in Asia.
«Dopo 20 anni di esperienza diretta nel settore commerciale estero di cui 14 in Asia – dice Erika Ribaldi – desidero condividere il mio percorso con altre colleghe che iniziano il loro, accompagnandole e facilitandole in una parte del mondo che potrebbe apparire più problematica e lontana. L’Asia, come tutti gli altri continenti è caratterizzate da sfumature che possono rappresentare rischi, ma anche vantaggi, se saputi apprezzare. Il rapporto personale ha un’importanza rilevante e va saputo valorizzare. Il mio intento è quello di aprire una conversazione con 3 giovani colleghe, che possano saper integrare l’aspetto umano, con quello professionale».
Il programma di tutoring è gratuito e si svolgerà nell’arco di un anno.

FUTURE: STAGE IN VENDEMMIA IN CILE E NUOVA ZELANDA

Intanto, altre offerte si concretizzeranno durante il 2020 in aziende della Nuova Zelanda e del Cile che offriranno periodi di stage all’interno di cantine vinicole gestite da donne.
«L’idea di Future, lanciata da Alessandra Boscaini, delegata del Veneto – ricorda Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale – è di riunire in un solo database le attività esistenti in modo che servano da stimolo per le Donne del Vino, convincendole a dare un contributo alla crescita professionale delle nuove generazioni. Oltre alle offerte estere, sono già online numerose opportunità formative: lezioni, stage, corsi, visite didattiche, borse di studio distribuite in ogni parte d’Italia».

2019 il mio anno con molte vette e qualche abisso

2019 anno della miglior vendemmia del secolo. Anno del Foglia Tonda e della Doc Orcia Cenerentola, di troppi viaggi e troppi colloqui di assunzione

Donne-del-vino-Vinitaly-2019-con-Cristiana-Cirielli-Donatella-CinelliColombini-Carlos-Santos

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di Donatella Cinelli Colombini

Il 2019 era iniziato con molte incertezze per due motivi: il Brunello 2014 figlio di un’annata piovosa e fortemente attaccato dalla critica ancor prima di uscire dalle cantine. Un’annata turistica che si prospettava in salita per i pochi matrimoni in calendario e il cambiamento di chef al ristorante.

BRUNELLO 2014  VINO SPENSIERATO

Nella realtà il Brunello 2014 si è rivelato un “peso piuma” superstar, interpretando l’annata in modo “spensierato” come ha scritto Monica Larner, cioè offrendo piacere e una freschezza di frutto superiore alla media. Caratteri vicini al sentimento dei consumatori attuali con il risultato che le vendite in Italia sono aumentate mentre all’estero, dove il peso della stampa specializzata è più forte, c’è stato solo un leggero calo.
Il 2019 è stato l’anno dei vini della Fattoria del Colle: quattro sopra i 93/100 in Wine Advocate-Robert Parker e Wine Spectator: passito, Vin Santo, Cenerentola Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 colombe. Che spettacolo! E’ un sogno che si avvera!

IL VITIGNO FOGLIA TONDA DIVENTA  DI MODA

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

Fattoria-del-Colle-visita-del-Vescovo-Stefano-Manetti

E l’altro sogno impossibile diventato realtà riguarda il Foglia tonda, vitigno toscano abbandonato da oltre un secolo e portato all’eccellenza qualitativa attraverso un lavoro ventennale, per essere usato nel vino Cenerentola. Ora è di gran moda anche grazie al primo meeting con la degustazione, dei vini a base di Foglia tonda, guidata da Gianni Fabrizio alla fattoria del Colle. Da concorrenti ad alleati ….. come sempre l’unione fa la forza!

SUPER VENDEMMIA 2019

L’annata 2019 ha mandato in cantina un’uva di qualità senza precedenti. La nostra consulente Valerie Lavigne ha detto <<Il est la première fois que je vois un raisin Sangiovese qui semble cabernet>> è la prima volta che vedo un Sangiovese che sembra Cabernet! Mosti e vini coloriti, ricchi, fini, eleganti … segnano un nuovo record qualitativo per il Brunello. Decisamente le 5 stelle non bastano più.

                                                                       
Cinelli Colombini
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