Ciao Giusy
Giuseppina Viglierchio ci ha lasciati. Ricordiamola con affetto, gratitudine e con la preghiera...
Giuseppina Viglierchio ci ha lasciati. Ricordiamola con affetto, gratitudine e con la preghiera...
Le Donne del vino premiano Philippe Daverio come uomo dell’anno 2014 e lui ricambia con una conferenza frizzante esaltando vino e la danza di tacco
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Varcando la soglia dell’imponente Palazzo Venezia a Roma vengono in mente i documentari storici sul fascismo e l’occhio sale alla loggia da cui sembra di sentire la voce di Mussolini …. mamma mia che fantasmi ci sono qua dentro! Ora gli inquilini sono cambiati, ci sono le opere d’arte del Museo Nazionale – fra cui un frammento del Beato Angelico e un ritratto di Giorgione – e la Biennale dell’antiquariato con oggetti da miliardari. E’ in questa cornice che le Donne del vino presiedute da Elena Martuscello festeggiano l’uomo dell’anno 2014 Philippe Daverio. Il grande Philippe ha firmato una cinquantina di libri, assessore a Milano, professore a Palermo, curatore di mostre,
programmi Tv ha un curriculum di attività da far rabbrividire ed ora eccolo al centro delle Donne del vino – 670 socie fra produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte – che hanno fatto di lui il 4° “Uomo dell’anno” dopo Bruno Vespa e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni.
Ed eccolo qui davanti a noi, il critico d’arte, intellettuale raffinato e intransigente, innovatore e anticonformista che arriva vestito color vino; gilet e pantaloni bordeaux, giacca a righe color prugna, camicia rigata con colletto bianco e inevitabile papillon. Lo riconosceresti fra mille!
Enoarte e il vino diventa arte sulle tele di Elisabetta Rogai e invecchia esattamente come in bottiglia. Una materia viva sulla tele come nel bicchiere
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Assisi, Franciacorta, Lituania, Hong Kong, “Artista dell’anno” della sudamericana Friends of Arts Foundation e ora a Forte dei Marmi …. Elisabetta Rogai porta l’arte e il vino toscano nel mondo in un modo davvero singolare.
La pittrice fiorentina dipinge con la tecnica Enoarte, usando esclusivamente vino rosso e poi bianco per le velature, nessun altro colore. Una scelta coraggiosa che apre un nuovo rapporto con la materia e la natura. Il vino si fissa sulla tela e poi invecchia esattamente come farebbe nelle bottiglie passando da tonalità rosso porpora a rosso ambrato, infine il processo si arresta mantenendo la luminosità delle tinte. I suoi dipinti hanno insomma qualcosa di vivo che conferisce nuovo fascino alle immagini di donne e ai paesaggi della Rogai. Enoart è un’esclusiva di Elisabetta che l’ha perfezionata con anni di prove e l’aiuto del Professor Roberto Bianchini docente di chimica organica dell’Università di Firenze.
Questa volta la fonte è scientifica e Drinks Business titola <<E’ ufficiale: per natura le donne sono assaggiatori migliori degli uomini>>
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia fa tremare le fondamenta del mondo del vino dove gli assaggiatori delle guide e dei giornali specializzati sono prevalentemente maschili. Esultano le Donne del vino che sulle capacità femminili hanno sempre scommesso. Ma vediamo un po’ meglio da chi arriva quest’ affermazione così rivoluzionaria anche se attesa da tempo. A dirla è Deborah Parker direttore associato del UK Sensory Science Tasting and Research Centre di Westerham nel Kent. Si tratta di un laboratorio sensoriale che studia approfonditamente le caratteristiche dei prodotti di consumo, li “profila” e propone come modificarli in base al gusto dei consumatori. Insomma è fra quegli
specialisti che, dietro le quinte, costruiscono il gusto dei nuovi prodotti rendendoli più graditi.
Chiara Lungarotti, Silvia Franco, Francesca Planeta, Daria Garofoli Gaia Gaja Josè Rallo Elena Martusciello Sabrina Tedeschi Cristina Mariani Marilisa Allegrini
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’ articolo è di “Drinks Business” un rotocalco britannico web su vino, birra e spiriti fra i meglio informati e autorevoli. Ha uno dei suoi punti di forza nelle classifiche che sforna sugli argomenti più svariati e sempre con spunti interessanti e innovativi. L’autore di questa è Tom Bruce Gardyne un giornalista scozzese super esperto di whisky, ma anche fortemente interessato al vino. Recentemente ha scritto un bellissimo articolo sui vini dell’Etna.
La classifica sulle Top 10 women in italian wine inizia con un commento di tipico umorismo britannico << I giorni in cui il vino italiano era un mondo solo maschile con le donne nello sfondo, nei lavori d’ufficio, stanno finendo con molte figlie che prendono in mano le redini delle cantine di famiglia. Tom Bruce-Gardyne ne elenca 10 che fanno la differenza>>
Ecco il mio contributo per #campolibero, le 18 azioni del Ministero delle politiche agricole su cui Maurizio Martina chiede a tutti idee e progetti
Tematica: COMPETITIVITA’ E LAVORO
Sezione: Sistema nazionale di consulenza aziendale agricola
PRESENTAZIONE DI CHI SCRIVE
Mi chiamo Donatella Cinelli Colombini, nel 1993 ho fondato il “Movimento turismo del vino” ed ho inventato Cantine aperte, la giornata che ha fatto da locomotore allo sviluppo dell’enoturismo in Italia. Dal 2001 al 2011 sono stata Assessore al turismo a Siena. Adesso ho una mia azienda a Montalcino, presiedo il Consorzio dell’Orcia Doc e sono vicepresidente nazionale dell’Associazione Donne del vino. Insegno turismo del vino in corsi e Master universitari e ho firmato 19 articoli e libri sull’argomento.
Ritengo dunque di avere le credenziali (sul piano teorico e su quello pratico) per dare un consiglio al Ministro Maurizio Martina in materia di turismo del vino.
NOTIZIE DI SCENARIO SUL TURISMO DEL VINO
Questo settore ha un business stimabile fra i 3 e i 5 miliardi l’anno – a seconda di come è valutato l’indotto- coinvolge 21.000 cantine con vendita diretta di cui solo un migliaio realmente organizzate per l’accoglienza turistica. Dovrebbe essere organizzato attraverso network territoriali chiamati Strade del vino, che sono 170 e sono il reale flop del settore, visto che, solo una decina di loro funziona. Manca una regia nazionale che coordini l’offerta secondo regole condivise e si occupi di divulgarla e commercializzarla attraverso le fiere di settore, la stampa specializzata, le OTA (agenzie di viaggio on line), le compagnie di trasporti ….. ma soprattutto organizzi l’offerta web in modo che sia visibile, attraente e acquistabile. Per capire lo stato dei lavori basta visitare il sito del turismo italiano e poi quello francese
Per la prima volta un Presidente del Consiglio a Vinitaly e Renzi suona la carica << vi do un obiettivo: il 50% di export in più nei prossimi 6 anni>>
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Matteo ci piaci! Ecco il messaggio del mondo del vino italiano al Presidente Renzi arrivato a Verona per l’ultimo giorno del Vinitaly e letteralmente assediato dalla folla desiderosa di salutarlo e incoraggiarlo ad andare avanti. Nell’auditorium della Fiera, riservato ai
giornalisti e a pochi ospiti, parla a braccio di quello che vuol fare << porterò il mondo del vino italiano con me in Cina a giugno … il settore vino è un esempio per tutta l’Italia …. Ho tagliato i salari dei dirigenti pubblici mettendo un tetto massimo che è il doppio del mio stipendio, non so come siete abituati voi ma a me sembra di aver comunque offerto delle buone retribuzioni ….. finchè dire a qualcuno “vai a zappare” sarà un’offesa, i giovani non desidereranno di andare a lavorare in campagna; bisogna fare come con gli chef che sono diventati di moda mentre, quando ero ragazzo io, nessuno voleva fare il cuoco …. chi ha idee e progetti deve scriverli entro il 30 aprile a #campolibero e il Ministro delle risorse Agricole Martina li userà per il suo piano di 18 punti >> Poi ha strapazzato i giornalisti che gli facevano domande fuori tema ma ha riconosciuto quelli di Firenze <<Pellegrini della Nazione porta i miei saluti al nuovo direttore … >>.
In diretta, dettagli da un Vinitaly ottimista, affollato di pubblico ma anche di Ministri e soprattutto di buyers da tutte le parti del mondo
Di Donatella Cinelli Colombini
Temperature da spiaggia di giorno e la possibilità di uscire senza giacca di notte. Verona ha finalmente costruito i parcheggi intorno alla fiera e il trasporto pubblico funziona meglio di prima. Gli ingorghi di traffico alle sei del pomeriggio ci sono ancora, ma molto meno del solito. L’unica cosa che continua a funzionare male è il web, impossibile scaricare posta o mandare foto dentro la fiera.
Questo Vinitaly 2014 rimarrà nei miei ricordi per le interviste con Platinette, ma quanta gente! Importatori anche da Paesi improbabili come Oman o Serbia. Arriva allo stand il Sommelier campione del mondo Luca Gardini in giacca celeste e passo veloce. Io lo bacio (lo faccio con tutti) ma lui cercava mia figlia Violante.
Pina Argiolas mi manda un enorme pacco di pasticcini freschissimi sardi. E’ una consuetudine che dura da anni ed è ormai diventato un rito di amicizia vignaiola.
Cocktail di “Wine Enthusiast” all’Hotel Due Torri, il più elegante e esclusivo di Verona. La nuova responsabile per l’Italia Kerin O’Keefe, bella come sempre, accoglie tutti con eleganza impeccabile. Speriamo che il mio piccolissimo regalo non l’abbia messa in imbarazzo. Io sono abituata ad arrivare con un pacchetto nei posti in cui sono invitata ma fare un regalo, anche piccolo a un giornalista USA, può essere pericoloso, speriamo bene! C’è anche il Presidente dell’Assoenologi Riccardo Cotarella che ci sprona <<smettiamo di lamentarci, il vino è il solo comparto economico italiano dove le cose vanno piuttosto bene>>.
I buoni voti fanno sempre piacere ma solo le parole di Monica Larner a commuovere Donatella Cinelli Colombini che piange di gioia
Di Donatella Cinelli Colombini
Conosco e ammiro Monica Larner da anni. Ho visto la sua crescita professionale come assaggiatore fino all’attuale sicurezza “radiografica”, ma soprattutto ho visto come, in poco più di dieci anni, ha cambiato la geografia del vino italiano valorizzando territori del vino poco conosciuti e vitigni autoctoni minori. Monica ha anticipato la cultura del “localismo” e della diversità che sembra l’elemento guida dell’attuale cultura del vino. Solare, curiosa, infaticabile, impermeabile a ogni influenza, non meraviglia che il grande Robert Parker Jr l’abbia scelta come “italian Reviewer“ per il Wine Advocate.
Ebbene leggere la frase <<è una delle figure dell’attuale mondo del vino italiano che io ammiro di più >> scritta da Monica Larner su di me è qualcosa che non mi aspettavo e che mi commuove. Non sono di lacrima facile ma questa volta ho pianto. Mamma mia!
Fa l’effetto di una sferzata di coraggio. E’ la spinta che ci vuole per accettare nuove sfide. Grazie Monica!
Ed ecco le due schede dei miei Brunello pubblicate dal Wine Advocate e firmate da Monica Larner.
92 Brunello di Montalcino riserva 2008
Il Brunello di Montalcino 2008 mostra una profonda intensità scura. Un delizioso colore granato e un impressionante quantità di energia interna. La vendemmia 2008 è caratterizzata da vini di buona acidità e nettezza che stanno appena iniziando a perdere i loro spigoli nervosi. In rapporto con il suo frutto il vino ci si presenta maturo, spesso e soffice con una buona quantità di ciliegia dolce, freschezza e struttura che porteranno avanti questo vino per 10 anni e più. Bere fra il 2017 e il 2026.
La creatrice dei Musei del Vino e dell’Olio di Torgiano è stata scelta della Fondazione Belisario per aver portato il made in Italy nel mondo
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La Fondazione Bellisario festeggia i suoi 25 anni con una mostra al Palazzo Reale di Milano (fino al 9 marzo 2014) dove presenta le donne che, nel corso degli anni, sono state insignite della “Mela d’oro” riconoscimento del successo femminile nella società e nel lavoro. Maria Grazia Lungarotti, “Mela d’oro” 2010 sarà presente alla mostra con il volume Vino. Tra mito e cultura (Skira 2006).
Nel 2014 Maria Grazia è fra le “Donne ad Alta quota” titolo con cui la Fondazione Bellisario premia il saper fare femminile. Una donna del mondo del vino, che ha dato un contributo determinante nella comprensione degli aspetti culturali dell’enologia. Storica d’arte e archivista, animatrice instancabile ed eclettica della vita culturale italiana, Maria Grazia Lungarotti ha ideato il Museo del Vino di Torgiano (1974) a cui si è successivamente affiancato il Museo dell’Olivo e dell’Olio; 5.000 anni di storia raccontati e insegnati attraverso mostre e laboratori didattici. Due centri culturali di importanza internazionale che Maria Grazia guida attraverso la Fondazione Lungarotti.
Il 28 ottobre alle 17 a Eventi Fontana di Trevi in Piazza della Pillotta a Roma, Franco Poggianti, spiega perché il settore primario è sempre secondario
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ divertente, sembra incredibile per un libro di 278 pagine pieno di dati sull’agricoltura, eppure è divertente. Capra & Cavoli (Agra Editrice 10€) ti avvince fino dalle prime pagine come fosse un romanzo e invece spiega l’agricoltura italiana meglio di qualsiasi manuale. Meglio perché la grande capacità giornalistica di Franco Poggianti usa piccoli racconti, personaggi e aneddoti esemplificativi per dipingere un quadro completo. Parla anche di me e delle Donne del vino (p.226) ma qui vorrei parlare d’altro e darvi qualche frammento che rende l’idea del libro. Il titolo è” Mozzarelle camorriste” <<….. I pomodorini mafiosi di Vittoria , comunque non sono soli. Gli esempi di attività criminosa in agricoltura sono numerosissimi … Nell’agro avesano produzione, smercio e esportazione della mozzarella di bufala sono controllati dai Casalesi …>> Alla fine viene fuori che tutti i giorni ci mettiamo a tavola con un invitato invisibile: il mafioso.
A Milano per il consiglio delle Donne del vino presieduto da Elena Martuscello: gli eventi per i 25 anni dell’associazione e il premio “Uomo dell’anno”
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sveglia alle 5 con un marito premuroso che si alza a farmi il caffè. In auto fino ad Arezzo e poi in treno verso Firenze. Sosta con passeggiata in Piazza Santa Maria Novella, preghierina e ammirazione per un capolavoro gotico – rinascimentale di Leon Battista Alberti. Ancora in treno fino a Milano passando per la nuova stazione sotterranea di Bologna. Francamente preferisco quella di Milano, mastodontica ma solenne, è del primo Novecento, quando pensavano in grande e credevano in un futuro tutto in crescita, beati loro!
Il Consiglio delle Donne del vino è nella sede dell’Unione Italiana Vini, in pieno centro. La riunione è serena e effervescente: tanto entusiasmo e tanta voglia di fare, in certi casi persino troppa.
Nel Relais Santa Croce sopra la loro enoteca Giorgio e Annie Pinchiorri parlano di Luigi Veronelli con le Donne del vino, Nichi Stefi e Gian Arturo Rota
C’è sempre da scoprire qualcosa su Gino Veronelli come il suo ruolo nella nascita del ristorante Pinchiorri. C’era un’enoteca che serviva anche qualcosa da mangiare ma la vera cucina fu realizzata quando Veronelli pubblicò una guida e premiò i Pinchiorri con il massimo punteggio il SOLE che significava “l’optimum per i valori di cucina e cantina”. Fu l’incoraggiamento che serviva ai Pinchiorri per accettare la sfida di aprire il ristorante senza tuttavia cambiare il nome che rimase Enoteca Pinchiorri. Nel racconto di Nichi Stefi e Gian Arturo Rota, autori del bellissimo libro ”Luigi Veronelli la vita è troppo corta per bere vini cattivi“(Giunti e Slow Food editore pp 316 € 16,50) esce fuori con forza il ruolo di talent scout di Gino e l’ incessante ricerca di libertà che lo portò fino ad esiti di provocazione estrema. Il suo testo sul Marchese de Sade fu infatti l’ultimo libro bruciato sul rogo in Italia.
La presentazione del volume su Veronelli, organizzata da Diana Lenzi delegata delle Donne del Vino della Toscana, ha richiamato un folto pubblico fra cui la Presidente nazionale Elena Martuscello e Christiane Perato per moltissimi anni compagna di Veronelli.
In Usa 51 milioni di donne scelgono il vino al ristorante. Meglio Malbec, Pinot Noir e Champagne piuttosto che Cabernet Sauvignon e Chardonnay
E’ iniziata la rivoluzione femminile nel vino. Lo sanno bene i ristoratori che, in 3 anni, hanno visto crescere i consumi di alcoolici da parte delle donne del 14%. Anche chi vende vino se n’è accorto ed ha notato che fra i giovani sono proprio le ragazze quelle più interessate e appassionate (da WineNews). Domineranno incontrastate la scena futura.
Che il 64% dei consumatori di vino USA siano donne e acquistino l’80% delle bottiglie (da OICCE), sono fatti che non possono passare inosservati … eppure le cantine continuano a produrre pensando a clienti uomini e fanno azioni di comunicazione dirette a un target maschile. Evidentemente le abitudini sono dure a cambiare!
Attenzione perché i gusti delle donne sono diversi da quelli dei maschi! Per il gentil sesso conta molto l’eleganza e la vivacità della confezione, le donne sono attratte dalle etichette che si indirizzano esplicitamente a loro. Sono determinanti la ricchezza aromatica del vino e l’assenza di note amare. Ecco che Pinot Noir, bollicine e Malbec sono preferiti a Chardonnay e Cabernet.
I punteggi sulle riviste cult che fin ora hanno indirizzato i consumi, non le influenzano.
Il vincitore è l’italo-svizzero Paolo Basso ma al secondo posto c’è la canadese Veronique Rivést, la prima donna a salire sul podio mondiale dei Sommelier
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La XIV edizione del campionato mondiale si è svolta a Tokyo, nel Giappone dove alcuni Sommelier – reali o a fumetti – sono osannati da schiere di seguaci entusiasti come fossero star del cinema. E’ organizzata dall’Association de la Sommelerie Internationale che raggruppa 60 organizzazioni nazionali di professionisti.
Veronique vi ha partecipato in qualità di miglior Sommelier delle Americhe 2012.
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