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Stefania Storai una Donna del vino con lievito madre

Fra le prime sommelier donna in Toscana, food blogger di successo e Donna del vino, Stefania Storai è una spacciatrice di lievito madre

Stefania-Storai-Fluffuosa-Cena-Donne-del-Vino-Vinitaly2017

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Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Chianti Superiore, Fattoria del Colle
Nella festa di fine Vinitaly delle Donne del Vino Stefania Storai era uno dei 4 artigiani del gusto incaricati di esibirsi in una preparazione alimentare tipica. Lei rappresentava la Toscana e ha deciso di realizzare un dolce a base di vino. In effetti da un sommelier con 24 anni di esperienza, food blogger e Donna del Vino tutti si aspettavano una ricetta dedicata al nettare di Bacco. Ed ecco la Torta Fluffosa al cioccolato e vino rosso” Fluffosa????? Mi sono chiesta leggendo il menù che elencava 29 specialità

Stefania-Storai-cooking-show-Vinitaly2017

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regionali d’eccellenza di Campania, Liguria, Sardegna e Toscana.
Ebbene la Fluffosa è una ciambella altissima, molto morbida e molto antica che nei Paesi anglosassoni chiamano chiffon cake. Cresce nel forno, all’interno di uno stampo speciale e si raffredda a testa in giù. Il nome viene da un gruppo di amiche food blogger e ne è diventato simbolo e sinonimo per la community di condivisione.
Chi volesse preparare la fluffosa al cioccolato e vino rosso può usare la ricetta di Stefania cercandola nel suo blog, cliccando minaelesuericette ecco la fluffosa che ha celebrato la conclusione di un Vinitaly strepitoso.

Guglielmo Vuolo il pizzaiolo volante

Filosofo della verace pizza napoletana Guglielmo Vuolo viaggia in tutto il mondo insegnando la cura nell’impasto con il criscito e l’acqua di mare

scugnizzielli-Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-del-vino

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Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Classe 1960, quarta generazione in una famiglia di pizzaioli napoletani con capostipite la bisnonna Maria, Guglielmo Vuolo è l’uomo che ha ridato nobiltà al suo mestiere riempiendolo di studi e contenuti. Non più solo impasti e cotture in forno ma anche storia e sociologia, per questo è stato scelto da Lorella Di Porzio per rappresentare gli artigiani del gusto della Campania alla cena di fine Vinitaly delle Donne del Vino. <<I pizzaioli sono la parte meno colta dell’offerta gastronomica italiana, non sono come gli chef>> mi ha detto Lorella, lei stessa contitolare del ristorante Umberto fra i più rinomati di Napoli per la pizza << con Guglielmo Vuolo il nostro antico mestiere si racconta con una cultura e una dignità che prima non aveva>>.
E infatti il “pizzaiolo volante” gira il mondo portando la storia del piatto più popolare per eccellenza, una storia che parte dal medioevo e che fa fatica a coniugarsi con

Guglielmo-Vuolo-Vinitaly-serata-Donne-de-Vino

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le logiche e i ritmi della produzione moderna. Ecco le battaglie di Guglielmo in favore della qualità dell’impasto realizzato secondo tradizione con il criscito o con poco lievito di birra lievitato dalle 12 alle 24 ore a temperatura ambiente. No a pratiche facili ma meno salutari e qualitative. Ecco le sue scelte in controtendenza rispetto alla ricerca dell’inconsueto che caratterizza gli chef più celebri <<non rifiuto l’innovazione, purché si inserisca in direttrici di gusto consolidate>> ama dire il Maestro Guglielmo. Per questo, nel 2014, ha messo a punto un impasto senza sale aggiunto ma con acqua di mare pura 100% qualcosa di assolutamente nuovo e insieme antichissimo: pizza all’acqua di mare.
Una cura maniacale di ogni particolare che lascia sconcertati per una cosa apparentemente semplice come la pizza. Scopro che i pomodori sono selezionati e coltivati espressamente per lui e preparati secondo le sue indicazioni – a Pacchetelle, fresco, secco, a filetti, passato a mano, frantumato a mano, all’ombra – per cui risultano di qualità sorprendente. I suoi due forni hanno il nome della madre e della zia Pupata e Maddalena. Insomma Guglielmo Vuolo è diverso e in tutto quello che fa c’è riflessione e amore.

Con Lidia Bastianich al Sorrento Rosé

12-14 maggio a Sorrento rosé un centinaio di vini di tutta Italia coi pizzaioli napoletani per promuovere pizza e rosato in una festa piena di Donne del Vino

Sorrento-rosé

Sorrento-rosé

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Sono onorata di essere la madrina del Sorrento Rosé, l’evento organizzato dalle Donne del Vino>> ha detto la mia amica Lidia Bastianich, la chef più nota d’America che quest’anno affianca Antonella Clerici a “La prova del cuoco”.
E’ proprio Lidia a introdurre l’argomento chiave sui rosati italiani <<quando stai per ordinare un’altra birra da abbinare alla tua pizza, sostituiscila con un bicchiere di rosé, come farei io>> . Rosato e pizza, questa è la proposta che arriva da Sorrento e dai pizzaioli campani guidati da Antonino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Esposito, executive pizza chef paladino della pizza con ingredienti artigianali e naturali.

Sorrento rosè è stato organizzato da Ilaria Donateo con la collaborazione di Sabrina Soloperto e Lorella Di Porzio ed ha per protagoniste le Donne del vino. Fra i rosati presenti al festival c’è anche il mio Rosa di Tetto IGT Toscana, prodotto con solo Sangiovese alla Fattoria del Colle.

Una sorta di consacrazione del rosè che mette l’accento sulla declinazione di questa tipologia: dal vino fresco, senza pretese, alle tipologie maturate in botte e di raffinata complessità.

Culurgiones, il sapore della festa, a Vinitaly

Il sapore della festa è quello sardo dei culurgiones che le Donne del vino hanno gustato nella cena di gala di fine Vinitaly celebrando una fiera spettacolare

Donne-del-Vino-Vinitaly-2017

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Dopo un Vinitaly intensissimo per le Donne del Vino, con 12 eventi in 4 giorni che hanno coinvolto circa 300 socie, arriva la Pasqua con il suo messaggio di Resurrezione. Un’energia nuova fatta di amore che rigenera tutti.
Certo che il Vinitaly 2017 o meglio l’edizione 50+1 come la chiamano in fiera, è stata una sfacchinata senza precedenti. I buyer erano talmente tanti che quasi nessun produttore è riuscito a uscire dagli stand per pranzare. Nella serata di fine Vinitaly il Presidente Maurizio Danese ha detto euforico << voi Donne del vino ci date l’opportunità di comunicare i risultati di un grande successo>>

culurgiones-cena-Donne-del-vino-fine-Vinitaly

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Vinitaly 2017 ha avuto infatti 30.200 buyer con un +8% rispetto all’edizione precedente ma soprattutto ha avuto molti meno curiosi e appassionati. 35.000 wine lovers sono stati indirizzati a Vinitaly and the city, la festa che, complice le temperature quasi estive, ha animato Verona e Bardolino di brindisi e gastronomia per 5 giorni. Un ringraziamento sincero a Gianni Bruno brand manager Vinitaly e vero regista del successo 2017.
Nonostante i ritmi frenetici della fiera l’ultimo giorno c’era ancora voglia di stare insieme e fare festa e le richieste di partecipazione alla cena di gala delle Donne del vino, erano molte più dei 200 posti a tavola previsti nel salone della Gran Guardia.

Mega Vinitaly 2017 visto da dentro

Vinitaly è la faccia sorridente del vino che vince e convince: Donne del Vino e CinelliColombini –cantina di donne- con un piccolo e sovraffollatissimo stand

Vinitaly-2017-Violante-e-il-suo-ritratto

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Vinitaly 2017: così tanti operatori che moltissime cantine chiederanno di aumentare lo spazio e dovranno portare più personale per non dover rinunciare a troppi contatti. Un numero di buyer così enorme nessuno l’ha mai visto e nessuno se lo aspettava, anche se le avvisaglie c’erano: prima della fiera il Direttore Mantovani aveva annunciato 6.000 operatori più dello scorso anno e tutte le cantine si erano sentite dire “quest’anno non vado a Prowein vengo a Verona“. Nonostante questo, l’afflusso dei compratori ha lasciato tutti spiazzati. Un successone per Vinitaly e per il vino italiano.

Ce lo ricorderemo per questo, ma anche per la crescita enorme del fuori salone, con

WineEnthusist-tasting-Donatella-CinelliColombini consegna lo spillo delle DDV alla pres.WomenOfVine

WineEnthusist-tasting-Donatella-CinelliColombini consegna lo spillo delle DDV alla pres.WomenOfVine

feste private sempre più enormi e con chef stellati, quella più divertente da AGIVI- i giovani del vino che si sono scatenati nei balli e nelle foto, quella più affollata delle Donne del Vino con 25 persone in soprannumero e troppe rimaste escluse. Ci ricorderemo Verona e Bardolino in festa con Vinitaly and the city pienissima di wine lovers. Ma ci ricorderemo anche il terrorismo che ha fatto saltare la diretta di Linea Verde con le Donne del Vino che delusione!

Per il resto un grande Vinitaly. Anche con qualche spunto divertente con le foto sbagliate della Puglia, che hanno mandato su tutte le furie il bravissimo assessore Leo di Gioia, preoccupato dalle critiche dei suoi produttori che invece lo stimano (Vittoria Cisonno in testa) ma vogliono che faccia causa all’agenzia di PR che ha usato il Cile invece del Salento.

Vinitaly e vitigni autoctoni che saranno famosi

Mai sentito parlare di vitigni orseleta, uvalino, canaiolo bianco, catalanesca, asprinio, minutolo, nascetta? Grazie alle Donne del Vino saranno famosi

vinitaly2017-DonneDelVino-Vinitaly2017-stand

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Questi sono solo alcuni dei vitigni rari che le Donne del Vino stanno coltivando e fanno assaggiare a Vinitaly 2017 in due degustazioni che rimarranno memorabili. Nelle schede dei vini il racconto di un lavoro tenace, durato per anni e spesso solitario, per salvare i vitigni dall’estinzione.
Da vere “madri adottive” le cantine delle Donne del vino hanno sperimentato e spesso trovato i sistemi di allevamento, vinificazione e maturazione, capaci di valorizzare il potenziale enologico di queste viti quasi scomparse. Alla fine hanno avuto il coraggio di fare vini con questi vitigni autoctoni rari in purezza. Una sfida coraggiosa, visionaria, pazzesca … ma piena di amore.
Ian D’Agata guida i due assaggi di Vinitaly di fronte a 60 membri della VIA – Vinitaly 17800384_10210591780048904_4735420762165480295_nInternational Academy e ad 80 buyer e giornalisti invitati dalla fiera veronese (9 aprile ore 15-17,30 Sala Tulipano). Proprio per adattarsi a questo pubblico internazionale entrambe le degustazioni sono solo in inglese.
VIA– VINITALY INTERNATIONAL ACADEMY
VIA è un autentico gioiello: riunisce super – opinion makers già molto noti nei loro Paesi di origine come Master of Wine e Master Sommelier, che vengono formati per diventare ambasciatori del vino italiano nel mercati più importanti del mondo. Il direttore scientifico Vinitaly International Academy è Ian D’agata, senior editor di Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.
Ian D’Agata è il vero eroe dell’ “operazione autoctoni rari” delle Donne del Vino. Nei due mesi passati, il giornalista italo-canadese ha saputo rendere persino divertente la lunga preparazione dei due eventi. Quando gli ho scritto <<Ian abbiamo troppi vini le Donne del Vino si sono scatenate e hanno aderito in massa alla nostra richiesta>> lui mi ha risposto << donne scatenate, sono il mio sogno!>> oppure quando Vinitaly ci ha concesso mezz’ora in più per la degustazione del 9 aprile e quindi la lista ristretta che gli avevo chiesto non serviva più <<ma come … con tutta la fatica che ho fatto per selezionare … se ti acchiappo!>>.

Il Principe di Galles incontra il Brunello

Il I° aprile ho incontrato il Principe di Galles Carlo che mi letteralmente affascinato. Vi assicuro che non è un “pesce d’aprile” anzi vi racconto tutto

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Brunello, Casato Prime Donne

Noi produttori eravamo convocati per le sei ma la coppia reale sarebbe arrivata due ore dopo. Allegra Antinori, Jacopo Biondi Santi, Leonardo Frescobaldi, Vittorio Moretti di Petra, Giuseppe Mazzacolin di Felsina, Giovanni Manetti di Fontodi …. Tutti pronti a servire le bottiglie impeccabilmente presentate dai sommelier FIS Fondazione Italiana Sommelier guidati da Franco Ricci in persona. La cornice è spettacolare: Villa San Michele, una terrazza su Firenze con una facciata disegnata da Michelangelo. Il panorama è simile a quello di casa mia, dove nel Trecento Giovanni Boccaccio ambientò il “Ninfale fiesolano”, anzi forse la mia vista di Firenze più bella,

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ma io non ho la squisita eleganza dei saloni di questo esclusivo e romantico albergo. E’ forse per questo “lusso invisibile” che il Principe di Galles Carlo e sua moglie Camilla lo hanno scelto per il loro soggiorno italiano.
Mi aspettavo un personaggio triste, raggelato dall’etichetta e invece il Principe Carlo è un uomo delizioso, con un “sense of humour” stupendamente britannico e una capacità di stare con le persone frutto di in una vita al servizio del suo Paese. E’ uno straordinario ambasciatore del Regno Unito, si fa amare. Quando gli ho detto che il mio Brunello riserva nasceva in una cantina di sole donne si è divertito immaginando come venisse coccolato e si è invece interessato alla coltivazione biologica dei vigneti <<è difficile qui da voi? E come curate le malattie>> ha voluto sapere.

Giovanni Bartolozzi una vita alla Vetreria Etrusca

<<Le innovazioni vengono da chi non è del settore perché non è condizionato>> con queste parole, che valgono oro, Bartolozzi inizia il racconto

Vetreria-etrusca-Casato-Prime-donne-Montalcino

Vetreria-etrusca-Casato-Prime-donne-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, cantina, Casato Prime Donne, agriturismo, fattoria del Colle

In occasione della visita in Toscana del consiglio delle Donne del vino avviene l’incontro con Giovanni Bartolozzi e il racconto della sua vita che sembra un romanzo. La Vetreria etrusca nasce nel 1951 a Montelupo con il nome COV Cooperativa Operai vetrai. Era stato il padre di Giovanni Bartolozzi, Alfredo a capire l’opportunità di unire la maestria dei vetrai di Montelupo che purtroppo nel dopoguerra erano disoccupati, con le risorse economiche dei contadini che non volevano far lavorare la terra ai loro figli. Insieme formarono un sodalizio di 23 soci ma dopo qualche mese l’impresa cooperativa era allo sbando. Fu a questo punto che, il giovanissimo Giovanni Bartolozzi, iscritto dal padre nella cooperativa, fu nominato presidente e iniziò a guidarla.

Giovanni-Bartolozzi-Vetreria-Etrusca-con-le-Donne-del-vino

Giovanni-Bartolozzi-Vetreria-Etrusca-con-le-Donne-del-vino

Giovanni ha il carattere indomito della madre Claudina personaggio quasi leggendario nella zona, fiascaia analfabeta, grande lavoratrice e accorta amministratrice delle risorse familiari, sarà poi commemorata dal figlio con la creazione del Museo del Fiasco nella Torre Frescobaldi di Montelupo.
Alla Cooperativa dei vetrai arriva una prima grande commessa di fiaschi e la produzione giornaliera sale a 8.000 pezzi dando slancio alla nuova impresa. Con i soldi guadagnati, Bartolozzi compra gli stampi in modo da rendersi autonomo dai committenti e riesce persino a crearne uno per contenitori superiori a un litro che precedentemente era soffiati a bocca.

Festa delle Donne del Vino al Casato Prime Donne

Sabato 4 marzo Donatella Cinelli Colombini apre le porte della sua cantina di Montalcino per due visite multisensoriali guidate da lei alle 16 e alle 17

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Due degustazioni itineranti alla ricerca della multisensorialità in equilibrio perfetto nella cantina Casato Prime Donne un luogo dove la passione per il vino e la cultura locale di Donatella hanno dato vita a un percorso con caratteri originali e di grande suggestione. Le botti ed i tonneau sono infatti intercalati da dipinti storici e nella nuova sala da vinificazione un video esprime lo spirito del popolo montalcinese.

Il 4 marzo in occasione della Festa delle Donne del Vino che si celebra in tutta Italia con oltre 70 eventi, Donatella Cinelli Colombini Presidente delle Donne del Vino, guiderà personalmente, nella sua cantina di Montalcino,  due degustazioni itineranti (gratuite). Il percorso prevede l’assaggio di 4 vini in abbinamento con 4 formaggi e

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

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con l’ascolto di 4 brani musicali scelti dal sommelier musicista Igor Vazzaz.
Ogni dettaglio è stato studiato da grandi esperti di vino, musica e formaggio per proporre un evento unico capace di donare l’emozione irripetibile di un’armonia multisensoriale.
Ecco i vini e le musiche
• Chianti Superiore DOCG 2014 Claudio Monteverdi, Ouverture da L’Orfeo (1607).
• Rosso di Montalcino 2015 Thelonious Monk, Cootie Williams, ‘Round Midnight (1944)
Brunello di Montalcino DOCG 2012 Zoltàn Kodàly nella Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915)
• Passito di uva Traminer 2015 Frank Zappa con Mother People (1968)

Festa delle Donne del Vino 2017

La Festa della Donna 2017 inizia con i brindisi delle Donne del Vino sabato 4 marzo. Un evento diffuso in tutta Italia

Festa-delle-Donne-del-Vino-2016

Festa-delle-Donne-del-Vino-2016

Appuntamenti nelle cantine, enoteche e ristoranti con le consumatrici donne ospiti d’onore. Una rivoluzione nel mondo del vino dove gli uomini hanno un ruolo preminente da 8000 anni, primato che ora è insidiato da nuove protagoniste.
<<E’ il primo evento nazionale dedicato alla cultura del vino al femminile e segna l’inizio della Festa della Donna 2017. Sabato 4 marzo, dal pomeriggio>> ha annunciato la presidente delle Donne del Vino,  Donatella Cinelli Colombini, precisando che verranno organizzate << decine di iniziative in ogni parte d’Italia, sul tema “Donne vino e motori”>>.

Festa-delle-Donne-del-Vino

Festa-delle-Donne-del-Vino

Per la prima volta le consumatrici donne saranno le ospiti più attese di tantissimi eventi enoici collegati fra loro a formare un enorme festa nazionale. Segno di un cambiamento sociale nello stile di vita, di consumo ma anche la presa di coscienza del peso femminile negli acquisti enologici. E’ infatti il gentil sesso a comprare la maggior parte del nettare di Bacco. Un protagonismo femminile che riguarda anche la filiera produttiva, sono donne il 35% della forza lavoro agricola, il 28% dei titolari delle imprese rurali e circa il 10% delle posizioni dirigenti. Sempre più donne al timone delle imprese, dunque, e sempre più donne capaci di scegliere e apprezzare le bottiglie migliori come dimostra la loro presenza nei corsi da sommelier dove hanno superato gli uomini.

2016 di Donatella: tanti successi e una frattura

2016 anno spettacolare iniziato con l’elezione a Presidente delle Donne del vino e concluso con la pubblicazione del Marketing delle cantine aperte

2016-Donne-del-vino-Presidente-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono stati tanti momenti importanti in questo bellissimo 2016: il primo è del 14 di gennaio quando sono diventata presidente delle Donne del vino. Un lungo percorso che ha segnato gli ultimi vent’anni della mia vita passando dalla creazione del Casato Prime Donne, la prima cantina italiana con un organico interamente femminile. L’esperienza di presidente delle Donne del Vino è bellissima. Durante questo primo anno di attività sono state fatte cose importanti: la creazione di un blog che ha dato visibilità a eventi e persone creando un affresco corale con le 700 socie protagoniste in quasi 100 articoli. Due iniziative di charity

Montalcino-tinaia-Casato-Prime-Donne

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che hanno donato 23.500€ ai grandi ustionati poveri del mondo (attraverso un’asta di bottiglie rare delle Donne del vino nella Cantina di Pia Berlucchi) e ai pastori del formaggio amatriciano che rimangono accanto alle greggi mentre la terra trema. Un bellissimo Vinitaly con la degustazione dei vini del 1967 delle Donne del vino e la festa finale,. Un convegno a Wine2wine che ha colpito la principale stampa italiana. Soprattutto la sperimentazione della Festa delle Donne del Vino che diventerà l’evento diffuso al femminile più grande d’Italia, da ripetere ogni anno, per dialogare con le wine lovers.

Concorsi del vino con giuria femminile: un boom

I principali concorsi del vino con giuria femminile sono ormai fortissimi: Feminalise, Sakura, Femme et Vins du Monde e Premios Vinoy mujer

Feminalise-concorsi-di-vino-con-giuria-femminile-giurate-a-lavoro

Feminalise-concorsi-di-vino-con-giuria-femminile-giurate-a-lavoro

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello Prime Donne

Sono una novità del nuovo millennio e esprimono il nuovo interesse delle donne per il vino di qualità oltre a una crescente presenza di professioniste donne: produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste e altri addetti alla filiera produttiva del vino. Niente femminismo dunque ma solo la volontà di dare più peso al giudizio femminile nella consapevolezza che la maggior parte delle bottiglie di vino, specialmente per uso quotidiano, vengono acquistate dalle donne.
Cominciamo con qualche informazione sui principali concorsi del vino con giuria femminile:

Sakura-concorsi-di-vino-con-giuria-femmiline

Sakura-concorsi-di-vino-con-giuria-femmiline

Sakura Japan Woman’s Wine Award è guidato da Yumi Tanabe. Nel 2016 hanno concorso 3.543 vini di 35 Paesi fra i quali 556 italiani. Sta acquisendo un’importanza notevole nel mercato giapponese del vino dove le donne hanno ruoli importanti. L’associazione Donne del Vino è partner di Sakura e due rappresentanti di questo concorso giapponese – Toshiko Takeda, Yumi Tanabe – hanno preso parte a numerosi incontri durante Vinitaly 2016.

Wine2wine 2016 usciamo cambiati

Wine2wine 2016 impariamo a dire sommeliera, viticultrce  perchè coniugare significa accettare il genere femminile in quelle professioni 

Wine2wine-convegno-DonneDelVino

Wine2wine-convegno-DonneDelVino

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Abbiamo imparato che per le donne  il vino è seduzione e lo bevono volentieri con il partner (48%), o con l’amante (28%). Un pasto senza vino è triste (28%) o somiglia a una dieta” (28%). Insomma se un uomo vuole risultare più attraente deve presentarsi con una bottiglia e due calici.

Wine2wine 2016 ci apre a nuovi orizzonti. Imparare il marketing del vino di lusso da Giovanni Geddes di Filicaia mago del Masseto e di Ornellaia …capire come imitare il successo della moda italiana in Cina ascoltando Salvatore Ferragamo Jr sono arricchimenti che non capitano tutti i giorni. Questo il livello di Wine2wine 2016 che ha proposto 33 convegni in due giorni con un ritmo serratissimo e interventi telegrafici.
E’ proprio la velocità il tratto distintivo del forum creato all’interno di Veronafiere per spostare la convegnistica fuori da Vinitaly puntando sulla comunicazione e sul marketing invece che sugli aspetti produttivi.

Wine2Wine-Donne-de-Vino-a-cena

Wine2Wine-Donne-de-Vino-a-cena

E’ la rivoluzione di Stevie Kim nel mondo lento e ormai polveroso della convegnistica italiana dedicata al vino. Invece a wine2wine è tutto smart anche la macedonia di inglese e italiano come la presenza di tantissimi under 40 è uno stimolo forte.

Le Donne del Vino erano presenti in forze ed hanno indetto anche un consiglio di amministrazione aperto alle socie per accrescere attenzione e presenze.

Le donne fanno bene all’ambiente e all’export del vino

Uno studio dell’Università di Perth nel South Australia mostra come la leadership femminile cambi in meglio il mondo del vino e gli dia anche più business

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne 

L’analisi riguarda 646 aziende di quattro regioni australiane e certifica l’effetto tonico della leadership femminile nel mondo del vino in termini di difesa ambientale e performance economiche al punto da proporre una quota femminile a capo delle cantine per aumentare le prospettive dei territori del vino.
Risultati che coincidono con quelli del sondaggio effettuato nel 2016 fra le Donne del vino Italiane; nelle cantine in cui sono titolari o contitolari, le donne sviluppano il 50,8% del loro business all’estero mentre la media italiana è del 15%. Anche sul fronte ambientale i dati scaturiti dal sondaggio rivelano un 27,4% di conduzione biologica o biodinamica contro una media nazionale è intorno all’11%.
La tendenza che vede le donne, grazie alla maggiore scolarizzazione e alla crescita del loro ruolo, come gli attori di un forte cambiamento nelle cantine viene dunque confermata nel senso di un’evoluzione verso il rispetto ambientale e l’attività

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

Donne-vino-sostenibilità-export-in-Australia

commerciale che promette ottimi frutti nel futuro, soprattutto in Italia dove la comunicazione e il marketing, sono spesso meno curati della produzione creando una sorta di tappo allo sviluppo delle imprese enologiche.
L’analisi pubblicata da “Wine Economics” dell’ottobre 2016 è di Jeremy Galbreath della Curtin Graduate School of Business dell’Università di Perth in Australia.
Lo studio esamina le dinamiche di propagazione della sensibilità ambientale e nota che << With respect to gender, evidence suggests that women, more so than men, are linked to a concern for the natural environment and firms’ environmental performance>>

Il cuore delle Donne del Vino va al centro

IL 24 novembre, a tre mesi dalla prima forte scossa di terremoto, le Donne del vino organizzano cene per aiutare gli agricoltori dei territori colpiti

Il-nostro-cuore-va-al-centro

Il-nostro-cuore-va-al-centro

di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La terra trema ancora ma c’è chi deve restare nella zona di Amatrice sfidando il pericolo e il freddo dell’inverno; sono gli agricoltori con il bestiame. A questi piccoli eroi dell’agricoltura più antica e tipica della zona colpita dal terremoto, i pastori, andrà il ricavato delle cene che le Donne del vino organizzeranno a tre mesi esatti dalla prima grande scossa che ha distrutto le case di Amatrice e Norcia. Il “cuore delle Donne del vino va al centro” evidenzia il disegno scelto per unificare in uno solo atto generoso le tante cene di raccolta fondi che si svolgeranno in Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia e Sardegna.  La prima cena, in Lazio, è già avvenute il 25 ottobre.
Il ricavato della raccolta fondi contribuirà a sostenere 15 produttori riuniti nel Consorzio di tutela L’Amatriciano: il Pecorino dei monti della Laga” fondato nel 2014. Producono il pecorino usato per preparare la più antica ricetta di pasta

L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga

L’Amatriciano: il Pecorino dei Monti della Laga

all’amatriciana,antecedente alla scoperta dell’America e quindi senza pomodoro, la “gricia” a base di pecorino, guanciale di maiale e pepe nero.  Da oltre duemila anni le greggi pascolano in una zona montuosa al confine fra Abruzzo, Marche e Lazio in comuni tristemente noti per la distruzione causata dal terremoto come Amatrice, Accumuli e Arquata. La pastorizia è un’attività peculiare del territorio dei monti della Laga  sull’Appennino, fino da epoca romana con la tradizionale pratica della transumanza lungo la via Salaria. Il pecorino ottenuto dal loro latte ha caratteristiche chimiche ed organolettiche molto particolari e legate all’utilizzo dei pascoli ad alta quota, le cui specie botaniche crescono su un substrato pedologico arenaceo marnoso tipico dei Monti della Laga.

                                                                       
Cinelli Colombini
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