VENDEMMIA 2026 AL VIA
LE UVE BIANCHE E PER GLI SPUMANTI SONO GIÀ ARRIVATE NELLE CANTINE MA ORA COGLIAMO QUELLE ROSSE PER SUPERTUSCAN, CHIANTI SUPERIORE, DOC ORCIA E INFINE BRUNELLO...
LE UVE BIANCHE E PER GLI SPUMANTI SONO GIÀ ARRIVATE NELLE CANTINE MA ORA COGLIAMO QUELLE ROSSE PER SUPERTUSCAN, CHIANTI SUPERIORE, DOC ORCIA E INFINE BRUNELLO...

Gaia d’Ambrosio con la sua tesi di laurea in Economia e Management allìUniversità Luiss – riguardante il Casato Prime Donne
E’ bello quando la propria attività è di ispirazione per altri e le proprie scelte vengono giudicate positivamente in una sede autorevole. Per questo la tesi di laurea di Gaia d’Ambrosio ci ha riempito di orgoglio. Gaia ha conseguito la Laurea Triennale in Economia & Management all’Università Luiss di Roma ed ha avuto come relatore la Professoressa Cinzia Calluso della Cattedra di Organizzazione Aziendale nel Dipartimento di Impresa & Management. Qui di seguito riporto l’ultimo capitoletto della sua tesi con le conclusioni.
In questa tesi è stato analizzato come la leadership femminile e le diversità di genere
possano trasformarsi in una risorsa strategica. Con l’analisi teorica e lo studio empirico
del caso Casato Prime Donne, è emerso come la presenza femminile nelle aziende sia
una leva concreta di innovazione, differenziazione e competitività. Non si parla solo di equità sociale.

Violante Gardini Cinelli Colombini mostra il Sangiovese per il Brunello Casato Prime Donne Montalcino
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination
La coltivazione del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle è tutta biologica e, dal 2018, è anche certificata. Paradossalmente, infatti, per fregiarsi della fogliolina verde bisogna pagare una società esterna che controlli. Il biologico è un sistema di coltivazione che usa meno chimica di quello convenzionale ma, ovviamente, non basta e molte delle nostre pratiche sono prese dalla biodinamica. In estate, ad esempio, usiamo argille cioè caolino per riparare foglie e grappoli dal sole. In altri momenti usiamo prodotti a base di arance, alghe e persino propoli. Per combattere alcuni parassiti, come il ragnetto, compriamo predatori dalle biofabbriche. Ia prima volta che ricevetti la scatola con dentro i sacchettini di predatori avevo paura <<sta a vedere che questi mi saltano addosso>> ma poi ho visto che non hanno alcun interesse per l’uomo. In certi casi, come per la cingoletta c’è un sistema di confusione sessuale che gli impedisce di riprodursi…. E’ una carognata verso questi insetti, ma per loro è meglio dell’insetticida.
Anche i concimi sono naturali ma, dopo anni di letame organico maturo, abbiamo optato per il concime organico pallettizzato che, costa di più, ma non riempie le vigne di erba e lascia a noi decidere cosa deve crescere sotto le viti. Nel vigneto bisogna infatti evitare tutto ciò che compete con le viti sottraendo loro acqua, oppure cresce troppo creando un ambiente umido che favorisce le muffe. In inverno seminiamo un mix di piante oppure leguminose cioè favino. Questo mantello erboso viene poi sotterrato per rendere il terreno vivo, fertile e soffice.
Un grosso aiuto, nella riduzione della chimica nel vigneto, viene dalle centraline metereologiche che segnalano pioggia, vento, temperature e altre cose apparentemente poco importanti come la temperatura a 30 cm sottoterra.

Sangiovese per il Brunello Donatella Cinelli Colombini Casato Prime Donne Montalcino
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination
Ho iniziato a gestire i vigneti della Fattoria del Colle a Trequanda e del Casato Prime Donne a Montalcino nel 1998 quando i miei genitori mi hanno donato le due proprietà.
Nelle due aziende c’erano circa 25 ettari di vecchi vigneti con tante viti morte (fallanze) e una moltitudine di vitigni e cloni di Sangiovese, mescolati insieme e spesso poco qualitativi. Purtroppo, non è possibile restaurare vigneti in queste condizioni ed ho dovuto espiantarli e ripiantarli.
Io adoro i vigneti centenari e invidio chi ne ha qualcuno. L’unico vigneto antico che sono riuscita a salvare è Sant’Antonio, piantato nel 1987 che viene trattato come una reliquia, con cure assidue, …. ma ha solo quarant’anni.
Per il resto i vigneti del Casato Prime Donne sono stati ripiantati fra il 2000 e oggi. Questo è avvenuto per gradi, mettendo a dimora uno o due ettari all’anno e contando su una squadra di formidabili vignaioli guidati da due straordinari e appassionati “Vigneron” Efisio Luche e Davide Rinaldi. Ricordo che nel 2015, quando Denis Dubourdieu, celeberrimo e temutissimo docente dell’università di enologia di Bordeaux, fece un sopralluogo da noi percorrendo tutte le vigne a piedi disse a Efisio << Félicitations, vos vignobles sont impeccables>>.
Il Casato Prime Donne è nella zona Nord del Brunello su una collina di 225 metri che si è formata dallo sfaldamento della grande collina di Montalcino che ha formato il poggio di Montosoli e subito accanto il nostro. Davanti c’è una piccola valle formata dal torrente Suga che forse, milioni di anni fa, era un fiume. Si tratta di una zona bellissima a forma di coppa che dopo la vendemmia diventa giallo oro grazie alle foglie del Sangiovese e che quindi potremmo chiamare “golden cup”
LE OPERE E LE DEDICHE DEL PERCORSO DELLE PRIME DONNE CHE TRASFORMANO LA VISITA IN CANTINA E IL TREKKING NEI VIGNETI IN UN’ESPERIENZA CHE ARRICCHISCE E RIGENERA...

Montalcino 2018 Premio Casato Prime Donne con vincitrice Sara Gama
di Donatella Cinelli Colombini, winedestinations, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
C’è la convinzione che le cantine siano tutte uguali. In parte è vero perché molte si assomigliano. Del resto, botti e vasche da fermentazione sono delle stesse tipologie quasi ovunque. Per questo gli architetti hanno cercato di disporli in modo estetico con un effetto wow anche se spesso questo va a discapito dell’enologia. Si perché il colpo d’occhio di tini tutti uguali è più armonioso ma difficilmente sarà possibile avere quantità identiche di uva da metterci dentro. Nella maggior parte dei casi servono contenitori da vinificazione di dimensioni diverse per poter separare l’uva di vigneti, vitigni e maturazioni diverse.
COME VENGONO SCELTE E USATE LE BOTTI, PICCOLE E GRANDI, DELLE DUE CANTINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E COSA DIVENTANO DOPO LA LORO BREVE VITA

Tonneau da 500 litri Montalcino Casato Prime Donne
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Ogni anno nella mia cantina arrivano botti nuove per ospitare circa il 25% del vino più importante. Si tratta di tonneau da 5 oppure 7 ettolitri e botti grandi cioè da 15 hl. Sono fatte con rovere del Massiccio centrale francese e provengono da 3-4 tonnellerie diverse tutte artigianali e tutte capaci di garantirci che le foreste di provenienza vengono ripiantate e il legname rimane a invecchiare all’aperto per 3 anni lavandosi con la pioggia. L’artigianalità della lavorazione ha il vantaggio di doghe (cioè i pezzi di cui è composta la botte) tagliate a regola d’arte. Lo svantaggio è di dover ordinare le botti, e specialmente le botti grandi, in anticipo di 7-8 mesi.
La diversità fra le botti ci aiuta ad accrescere la complessità raffinata del vino. Avere così tante botti di tipo diverso e di età diversa, obbliga l’enologa Barbara Magnani e le sue cantiniere a un grosso lavoro di catalogazione e tracciamento. Per fortuna l’elettronica aiuta. Sappiamo la vigna di provenienza, la data della vendemmia, la durata della permanenza e il tipo di fusto per ogni litro del nostro vino.
COFANETTO CON TRE FLACONI DA 100 ML DI BRUNELLO E ROSSO DI MONTALCINO, DOC ORCIA LEONE ROSSO PER CHI VUOLE FARE I PRIMI PASSI NELLA DEGUSTAZIONE

Tris D’assaggio Chianti Superiore Brunello e Rosso di Montalcino Donatella Cinelli Colombini (collaborazione con Somelì)
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination
Il progetto è firmato da Violante Gardini Cinelli Colombini e usa i vini della madre Donatella per sperimentare nuove frontiere nell’enoturismo specificamente per i giovani che si avvicinano al grande vino per la prima volta.
Il tris di assaggi è un cofanetto contenente 3 fiale da 100 Cl con all’interno Brunello e Rosso di Montalcino e Chianti Superiore DOCG ciascuna con la propria minietichetta. Viene venduto nelle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda. E’ espressamente pensato per i giovani turisti del vino che voglio fare la loro prima esperienza con un vino importante e magari portarlo a casa in aereo usando il bagaglio a mano. Non si può spedire perchè è come un calice d’assaggio. Per questo non si assoggetta alle regole del Brunello relativamente al formato e al sistema di chiusura.
Per realizzare il suo progetto, la vulcanica Violante, presidente del Movimento Turismo del Vino si è rivolta a Somelì una wine-tech italiana, che offre il massimo dell’innovazione e dell’affidabilità ed ha inventato una macchina capace di trasformare una bottiglia di vino in 7 piccole fiale da degustazione.
NEL 1881 IL PROFESSOR BERNARDI PUBBLICÒ UN RAPPORTO INTITOLATO STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA CON LA DESCRIZIONE DELLE VITI PIÙ COLTIVATE

STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA 1881
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Treqaunda, Casato Prime Donne Monatlcino
Mio fratello Stefano Cinelli Colombini mi ha segnalato questo prezioso documento della fine dell’Ottocento in cui il Professor Giacomo Bernardi elenca e descrive i vitigni più diffusi nella campagna senese. Il Foglia Tonda è citato insieme a Tenerone, Prugnolino e la Marrucca. Vitigni di cui si è persa la traccia. Mi sono imbattuta nel tenerone una sola volta, nel 1998, quando mio padre mi dette la Fattoria del Colle e io mi trovai con vigneti vecchi e disomogenei. Ricordo che il tenerone aveva tralci delicatissimi e infilarli fra i fili era un esercizio di pazienza perché bastava un movimento brusco per trovarsi il tralcio reciso in mano. L’uva era pressoché inutilizzabile per il vino per i suoi acini troppo grandi e acquosi.
Adoro i vigneti vecchi ma ho dovuto estirpare quelli che ho trovato alla Fattoria del Colle per poi ripiantarli mirando all’alta qualità.
Tutt’altra storia quella del Foglia Tonda che il Professor Attilio Scienza ha identificato come figlio del Sangiovese grazie agli studi genetici. L’ho scoperto intorno al 2000 grazie a una vinificazione sperimentale fatta dal CREA usando le viti che il Professor Bandinelli aveva piantato nel vitarium della Regione Toscana.
I miei primi vigneti sono stati fatti sovrainnestando i tralci delle piante madri di Bandinelli.
OTTIMI PUNTEGGI SUI NUOVI BRUNELLO DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI CHE OTTENGONO DUE 94 CENTESIMI E UN 93 CONFERMANDO L’APPREZZAMENTO DELLA CRITICA INTERNAZIONALE
Wine Spectator è il magazine più diffuso e seguito dai collezionisti e dai wine lovers alto spendenti di tutto il mondo. Ottenere un buon punteggio su questa rivista significa avere un biglietto di ingresso nei ristoranti e nelle enoteche che contano. Ottenerlo ogni anno, come succede ai vini di Donatella Cinelli Colombini, è un segno di costanza qualitativa che solo le cantine migliori riescono a raggiungere.
Il critico che assaggia il Brunello e gli altri vini toscani è Bruce Sanderson senior editor del Wine Spectator che ha diretto per anni le degustazioni del magazine.
Vuoi ricevere a casa tua 2 cofanetti da degustazione olio, più 6 latte da 100ml di olio tradizionale e 2 bottiglie di Spumante Brut Rosé a Euro 169,50?

box degustazione Olio extravergine d’oliva lattine da 100ml e spumante Brut Rosé Metodo Classico 2020 Donatella Cinelli Colombini Toscana
Queste lattine possono essere pensate come piccoli regali agli amici ma anche come segna posto per una cena importante. Oppure da portarsi dietro per un picnic all’insegna della natura e delle cose naturali.
Sempre da servire durante il picnic, il nostro Spumante Metodo Classico Brut Rosé
Le bollicine portano allegria! Si tratta di un eccellente spumante di stile toscano pensato per accompagnare tutto il pasto. È ottenuto da uve Sangiovese coltivate in modo biologico, e proviene da una piccola serie esclusiva di 1200 bottiglie pensato per wine lovers esigenti e a caccia di novità. Punta in alto e gioca sull’eleganza e la gustosità. Adatto per aperitivi, pasticceria salata e per tutto pasto quando vengono serviti piatti delicati.
Annata 2020 *****
🎁In regalo un tappo salva spumante, personalizzato con il logo delle cantine di Donatella Cinelli Colombini nel caso la bottiglia non venga finita.
91, 93, 93 E 94 CENTESIMI PER IL CENERENTOLA ORCIA DOC 2019 DA QUATTRO SUPER DEGUSTATORI CANADESI INNAMORATI DELLA DIVERSITA’ E DELLA LUNGHEZZA DEL VINO

Orcia Doc 2019 Cenerentola Donatella Cinelli Colombini
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Il giudizio più cauto è di Michael Godel grandissimo conoscitore del Brunello e dell’enologia Toscana in generale, che ha assaggiato l’Orcia Doc Cenerentola 2019 a novembre 2024 quando era << meglio continuare ad attendere>> come lui stesso ha scritto.
Gli altri assaggi sono invece del marzo 2026 e il punteggio sale a 93-94 centesimi. David Lawrason ha parole di grande elogio << Il naso è straordinario, molto espressivo, con complessità da maturazione e un mix di frutti rossi e neri…. È corposo, con acidità marcata e un notevole calore derivante dal 15% di alcol. I tannini sono piuttosto decisi e asciuganti, ma non verdi. La lunghezza è eccellente, tendente all’eccezionale>>
Wow che bellissimo commento.
Anche la descrizione di Sara d’Amato – ecologa, scrittrice e sommelier di grandissima esperienza- è entusiasmante. << Il risultato è elegante e generoso, sia nei profumi sia al palato. Il legno è integrato con grande abilità, permettendo a frutto e spezie di muoversi in armonia. I tannini sono maturi e avvolgenti, in linea con la crescente sensazione di calore data dal 15% di alcol nel finale di eccellente lunghezza>>.
Il giudizio di 94/100 arriva da John Szabo primo Master Sommelier del Canada e autore del libro Volcanic Wines che ha fatto riscoprire al mondo la specificità e il fascino dei vini nati presso le montagne fumanti.
Su Cenerentola scrive <<il 2019 è un’annata spettacolare, e la classe del vino emerge qui con un equilibrio quasi perfetto, ora ben armonizzato>>.
Anche lui nota la <<lunghezza eccellente>> dell’Orca Doc Cenerentola carattere che sembra aver colpito tutti gli assaggiatori.

Scatola Tris olio Evo BIO Donatella Cinelli Colombini, Tradizionale, Coreggiolo e Moraiolo. Fattoria del Colle Toscana
Un gioco fra austera eleganza toscana e turismo internazionale. Rispetto per i prodotti più antichi e preziosi della terra insieme alla sofisticata ricerca di eccellenze gastronomiche.
Infine l’intervento di un pittore senese – Alessandro Grazi – che poggia il suo messaggio artistico su valori profondi come quelli che guidano Donatella Cinelli Colombini nella difesa degli antichi oliveti e degli orci di terracotta che da secoli conservano l’olio.
Tutto questo diventa in cofanetto con dentro 3 lattine da 100 g ciascuna di olio extravergine di cultivar diverse: correggiolo (frantoio) moraiolo e misto. Nel packaging Alessandro Grazi ha giocato sul contrasto fra raffinatezza delle linee e il cartone che richiama i più comuni imballaggi. Anche la scelta dei colori è volutamente austera e con un chiaro richiamo alla terra: verde e bianco. Nei disegni ci sono la colomba simbolo dell’azienda di Donatella Cinelli Colombini e i rametti di olivo che mandano messaggi di pace ma anche di naturalezza.
Il cofanetto è pensato per diventare un regalo che i turisti possono trasportare in aereo anche nel bagaglio a mano. Un pezzetto autentico di Toscana che permette di scoprire le differenze fra le varie cultivar degli olivi e il modo migliore per valorizzare ognuno di essi.

Evento di Presentazione del Cenerentola DOC Orcia Riserva 2020 Fattoria del Colle, Donatella Cinelli Colombini, Toscana
10 ANNATE DI ORCIA DOC CENERENTOLA INSIEME A MODA, DESIGN, EVENTI, CANZONI E FILM DEGLI STESSI ANNI PER SCOPRIRE COME IL VINO SIA CULTURA E SPECCHIO DELL’UMANITÀ
Donatella Cinelli Colombini e sua figlia Violante hanno trasformato la presentazione dell’Orcia Doc Riserva 2020 Cenerentola in un vero laboratorio intorno al concetto “il vino è cultura”. Un’esperienza nuova e stimolante che ha coinvolto 40 ospiti giornalisti e operatori.
<<Proveremo a capire se il vino cambia la sua interpretazione della vigna come una grande brano musicale. Per spiegare il concetto con un esempio la Sinfonia n°5 di Beethoven ha un carattere diverso se a dirigere l’orchestra è Toscanini, von Karajan o Muti. Lo spartito è lo stesso così come l’uva e il terroir sono gli stessi ma il risultato finale cambia in base a una interpretazione del momento storico >>.
Lunedì 23 marzo, alla fattoria del Colle di Trequanda, per la prima volta, il vino viene assaggiato in parallelo alla civiltà in cui nasce con un’esperienza che probabilmente apre nuovi orizzonti allo storytelling enoico.
La degustazione comprende 10 annate: 2001, 2004, 2006, 2007, 2008, 2013, 2016, 2017, 2018 di Orcia Doc Cenerentola e la nuova Riserva 2020 con l’impeccabile guida di Ilaria Lorini prima donna ad essere incoronata Miglior Sommelier d’Italia AIS nel 2025. Dalle prime cantine italiane con un organico interamente femminile era impossibile aspettarsi qualcosa di diverso.
GOLOSARIO WINE TOUR E GO WINE CANTINE D’ITALIA DESCRIVONO LE CANTINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E MIGLIAIA DI ALTRE WINE DESTINATION IN ITALIA

esperienze enoturistiche Ebologo per un giorno Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini
Uno sguardo a due guide enoturistiche dove le cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda sono ben recensite.
Go Wine è soprattutto un’associazione ed è guidata dall’Avvocato Massimo Corrado ex Presidente dell’Associazione Città del Vino. L’associazione promuove la cultura del vino e la visita dei territori organizzando eventi e meeting che portano i soci a incontrare i wine makers e scoprire luoghi altrimenti inaccessibili.
La guida è ben fatta e evidenzia le specificità di ogni wine destination mettendo in rilievo aspetti culturali, come la presenza di Musei del Vino, oppure la valorizzazione di vitigni autoctoni. Questi ultimi sono una vera ricchezza per l’enoturismo perché, anche quando non danno origine a grandi vini, sono comunque capaci di far gustare qualcosa di unico e diverso che agevola la comprensione del luogo.
La scheda sulle due cantine di Donatella Cinelli Colombini è densa di informazioni e ben scritta. Il giudizio è molto buono con 4 stelle sul luogo, l’accoglienza e i vini.
Se mi posso permettere un suggerimento per il futuro, darei più spazio alle esperienze che i turisti possono vivere nelle cantine.
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