I nostri vini, le cantine

Leone Rosso 2019 Doc Orcia

Leone Rosso 2019 Doc Orcia 5 stelle con Sangiovese e Merlot in una piccola ed esclusiva produzione nata nei vigneti, vinificata e maturata alla Fattoria del Colle

 

Leone-Rosso-Doc-Orcia-2019-Fattoria-del-Colle-Donatella-Cinelli Colombini

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Il vino Leone Rosso Doc Orcia è dedicato agli antenati di Donatella Cinelli Colombini che costruirono la Fattoria del Colle nel 1592 e avevano un leone rampante nel loro stemma. Le uve per il Leone Rosso Doc Orcia nascono proprio nei vigneti della fattoria.

 

UN LEONE ROSSO SIMBOLO DEGLI ANTENATI CHE FONDARONO LA FATTORIA NEL 1592

Si tratta della famiglia Socini o Sozzini composta da giuristi e filosofi. Due di loro – Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604)- sono passati alla storia per aver ricoperto un ruolo di rilievo fra i liberi pensatori europei che dettero vita al protestantesimo.
Fu proprio la loro opposizione alla Chiesa che portò la famiglia alla rovina e la Fattoria del Colle ad essere confiscata. La proprietà fu riacquistata dal bisnonno di Donatella, l’Ingegner Livio Socini intorno al 1919 che la comprò, quasi per caso, da un fallimento. Quando la visitò egli si accorse che nella cappella e nella villa del Colle c’erano i suoi stemmi identici e capì che il destino aveva rimesso nelle sue mani, dopo 400 anni, la fattoria fondata dal suo antenato Claudio Socini.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-Toscana

Un filo misterioso con il passato che anche Donatella Cinelli Colombini ha sentito quando suo padre Fausto le donò la Fattoria del Colle nel 1998.

 

LEONE ROSSO DOC ORCIA 2019

Quella del 2019 è una vendemmia memorabile. Classificata 5 stelle per la perfetta qualità dell’uva: grappoli piccoli, acini piccoli, maturi e sani. Una impressionante quantità di sostanze nobili che, dalle bucce dell’uva, sono andate nel mosto colorandolo in poche ore e che poi sono state estratte attraverso una macerazione più lunga del solito.

 

DOC ORCIA IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

La denominazione Orcia è nata il 14 febbraio 2000 nelle colline che si trovano in mezzo ai territori del Brunello e del Vino Nobile. Un’area bellissima della Toscana meridionale, per gran parte iscritta, dal 2004, nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco proprio per il paesaggio agricolo preservato nei secoli.
Per questo la Doc Orcia viene definita “vino più bello del mondo”.
Così come la vicinanza due grandissime DOCG – Nobile e Brunello – ha spinto i produttori Orcia a crescere qualitativamente molto in fretta e crearsi un’identità distintiva nei confronti dei milioni di turisti ed escursionisti, soprattutto esteri, che arrivano in zona attratti dalla bellezza dei luoghi e la bontà dei vini.

 

I premi italiani dei vini di Donatella Cinelli Colombini

Guide italiane e punteggi esteri premiano il Brunello 2016 ma non solo. Nell’anno del maggior successo commerciale del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle

 

Premi-e-punteggi-Guide-dei-Vini-2022-Donatella-Cinelli-Colombini

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Come ogni anno, i mesi autunnali coincidono con l’uscita delle Guide dei vini italiani e anche quest’anno il “bottino” ottenuto dalle etichette di Donatella Cinelli Colombini è abbondante e importante.

 

GUIDE ITALIANE DEI VINI OTTIMI GIUDIZI

La novità di cui siamo più lieti è di rivedere la nostra cantina nella guida Slow wine. Ne siamo lietissimi perché la filosofia Slow è la nostra filosofia: vitigni autoctoni, bio, rispetto delle tradizioni e legame con le comunità locali. 5 grappoli al Brunello Prime Donne da Bibenda edita della FIS di Franco Ricci, vino che ottiene anche le tre stelle oro da Veronelli. Massimo punteggio da parte di Vitae di AIS, due bicchieri rossi nel Gambero Rosso, presenza sulla Guida essenziale di Daniele Cernilli – Doctor Wine dove è presente anche il Cenerentola Doc Orcia con un bel 92/100.

 

Brunello-2016 GOLD-MeranoWineFestival-Premi-e-punteggi-Guide-dei-Vini-2022-Donatella-Cinelli-Colombini

Brunello-2016 GOLD-MeranoWineFestival-Donatella-Cinelli-Colombini

VINUM E LA GRANDE DAME DEL BRUNELLO

Insomma molto, molto bene, un consenso forte da parte della stampa italiana più autorevole. Contemporaneamente arrivano altre note positive. Vimun pubblica il Dossier Top of Toskana 2021/2022 con una serie di articoli introduttivi fra cui uno intitolato “Die Grande Dame des Brunello” che l’amico Angelo Gaja ha prontamente segnalato a Donatella con un messaggio <<E’ chiaro anche per quelli che non parlano tedesco, chapeau>>.

 

WINE SPECTATOR, SUCKLING, MERANO WINE FESTIVAL

Ottengono 92centesimi il Supertuscan il Drago e le 8 Colombe 2018 da parte di James Suckling e il Cenerentola Doc Orcia 2017 da parte di Wine Spectator.
E ancora Eric Guido di Vinous pubblica un post di apprezzamento sul Rosso di Montalcino che gli era piaciuto moltissimo e poi scrive un email << My opening of the 2018 Rosso last night was a way for me to season my palate. :)>> che forte Eric!!!!

OFFERTA: BRUNELLO 2017 E RISERVA 2016 IN ANTEPRIMA

Gli amici del Club di Donatella saranno fra i primi nel mondo ad assaggiare il Brunello 2017 e la meravigliosa Riserva 2016 della cantina Casato Prime Donne

 

BRUNELLO RISERVA 2016 E BRUNELLO 2017 A CASA VOSTRA

Per iniziare il nuovo anno come sogna ogni grande appassionato di vino.

 

Offerta-Brunello-di-Montalcino-2017-e-Brunello-Riserva-2016-Casato-Prime-Donne

Offerta-Brunello-di-Montalcino-2017-e-Brunello-Riserva-2016-Casato-Prime-Donne

I wine lovers di tutto il mondo sono in attesa del Brunello di Montalcino Riserva 2016 che è considerato uno delle migliori vendemmie da un secolo a questa parte. Nel 2016, nei vigneti del Casato Prime Donne il ciclo vegetativo delle viti – dal germoglio alla vendemmia – fu più lungo del solito, questo fece nascere dell’uva in perfetto equilibro e dei Brunello profondi, appaganti, raffinati e adatti al lungo invecchiamento.

Il totale rispetto dell’uva e la ricerca della purezza che caratterizza tutto il nostro lavoro – dalla vigna alla bottiglia – vi sorprenderà nel 2017. Si tratta di un’annata molto calda dove i vignaioli hanno dimostrato tutto il loro talento. Hanno capito i bisogni delle viti di Sangiovese, coltivandole in modo biologico, e aiutandole a sopportare il sole. Il terreno argilloso e freddo dei vigneti di Donatella Cinelli Colombini e qualche piccola pioggia hanno permesso la produzione di uva di ottima qualità da cui è nato un Brunello che vi sorprenderà per la sua piacevolezza, eleganza e setosità.

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari di cui quasi la metà di vigneto nella varietà Sangiovese. La coltivazione è biologica, certificato dal 2018. La tenuta di Donatella Cinelli Colombini era già dei suoi antenati nel 1592. Si trova nella zona Nord di Montalcino dove il clima è più fresco e i terreni sono più freddi e ricchi di argille.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2016

Nella meravigliosa vendemmia 2016 cinque stelle, il miglior Brunello Riserva mai prodotto al Casato Prime Donne, destinato al lunghissimo invecchiamento

 

Montalcino-tinaia-Brunello-Casato-Prime-Donne

Montalcino-tinaia-Brunello-Casato-Prime-Donne

C’è una magia, un mistero, una bellezza … nella natura che va capita e valorizzata. Nel 2016 nei vigneti del Casato Prime Donne a Montalcino è avvenuta una di queste meraviglie nell’uva di sangiovese per il Brunello.

 

LA MAGIA DEL BRUNELLO 2016 NATO DA UN LUNGO CICLO VEGETATIVO

Ogni anno, per produrre l’uva, la vite compie un ciclo vegetativo simile alla gravidanza che fa nascere i bambini.
Per le donne dura nove mesi, per la vite sei.
Due mesi dal germoglio alla fioritura, due mesi dalla fioritura all’invaiatura, cioè al cambio di colore dei grappoli, e gli ultimi due mesi fino alla vendemmia.
Con il cambiamento climatico il germoglio avviene, spesso, 15 giorni prima e quindi anche la vendemmia si svolge generalmente in anticipo sul calendario tradizionale, quando il clima è ancora molto caldo.
Invece, nel 2016, il ciclo vegetativo, cioè la gravidanza dell’uva, è iniziata presto e finita tardi perché nell’ultima fase il clima ha rallentato la maturazione.

Brunello-di-Montalcino-Riserva-2016-Donatella-Cinelli-Colombini

Brunello-di-Montalcino-Riserva-2016-Donatella-Cinelli-Colombini

Questo ha creato un autentico capolavoro nei vigneti del Casato Prime Donne. L’uva perfetta che ha prodotto un Brunello elegantissimo e appagante, setoso come un velluto molto spesso, profondo e capace di sfidare il tempo.

 

IL CASATO PRIME DONNE A MONTALCINO

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari di cui quasi la metà di vigneto nella varietà Sangiovese. La coltivazione è biologica, certificato dal 2018. La tenuta di Donatella Cinelli Colombini era già dei suoi antenati nel 1592. Si trova nella zona Nord di Montalcino dove il clima è più fresco e i terreni sono più freddi e ricchi di argille.
La coltivazione e la vendemmia sono manuali. Poco prima della completa maturazione, l’uva viene assaggiata per dividere le vigne in piccole parcelle con caratteri omogenei e decidere il calendario della raccolta. La zona con maggior potenziale qualitativo viene destinata alla produzione del Brunello Riserva.

 

Casato Prime Donne rinnova le esperienze col Brunello

4 proposte per Brunello lovers che iniziano o approfondiscono la loro conoscenza dei vini di Montalcino e per gli incontentabili che ormai sanno quasi tutto

 

Esperienze-turistiche-nuove-col-Brunello-al-Casato-Prime-Donne

Esperienze-turistiche-nuove-col-Brunello-al-Casato-Prime-Donne

Chi arriva a Montalcino ha curiosità diverse: c’è chi sa poco o niente di vino e conosce il Brunello quasi solo per sentito dire. Poi ci sono i wine lovers sempre alla ricerca di nuove esperienze e nuove conoscenze sul Brunello. Infine c’è chi vuole solo momenti esclusivi, esperienze eccezionali fatte apposta per lui.
Il Casato Prime Donne, nella parte Nord del territorio del Brunello, propone 4 esperienze su misura per questi turisti del vino facendo vivere, a ciascuno di loro, qualcosa di emozionante e diverso da qualunque altra cantina.

 

CASATO PRIME DONNE UNA CANTINA SPECIALE PER CLIENTI SPECIALI

Esperienze-turistiche-nuove-col-Brunello-al-Casato-Prime-Donne

Esperienze-turistiche-nuove-col-Brunello-al-Casato-Prime-Donne-sala-da-degustazione

Il Casato Prime Donne è un luogo molto speciale: è la prima cantina italiana con un organico di solo donne, esporta in 41 Paesi esteri e produce vini con rating altissimi nella stampa internazionale. Ma i visitatori trovano qualcosa in più di un casale della fine del Cinquecento pieno di botti e tini, c’è il racconto della storia di Montalcino per immagini, ci sono istallazioni di artisti toscani contemporanei, che permettono di vivere il vino in modo inconsueto. Questa ricchezza di elementi diversi arricchisce il percorso turistico ed ha permesso la creazione di 4 proposte di visita esperienziale capaci di emozionare e sorprendere gli appassionati di Brunello esordienti e molto esperti.
Per i programmi dettagliati e per prenotare basta cliccare accedendo al sito oppure telefonare allo +39 0577 662108

 

Rosso di Montalcino DOC 2019 di Donatella 

Rosso di Montalcino BIO di una vendemmia 5 stelle prodotto con cura artigianale al Casato Prime Donne, prima cantina italiana con un organico solo femminile

 

Rosso-di-Montalcino-2019-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

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<<Nella mia esperienza di produttrice di vino, che è ormai molto lunga, ricordo solo altre due vendemmie così: il 2010 e il 2016>> ha detto Donatella Cinelli Colombini, commentando l’annata 2019. Una conferma che Montalcino ha avuto una frequenza sempre maggiore di ottimi millesimi grazie al cambiamento climatico che avvantaggia la Toscana interna.

 

IL ROSSO DI MONTALCINO 2019 E LE VENDEMMIE 5 STELLE SEMPRE PIU’ FREQUENTI

Ci sono anche altri cambiamenti; contrariamente al passato le grandi vendemmie del nuovo millennio, generalmente, sono anche abbondanti d’uva inoltre e i vigneti sono ancora in vegetazione nei giorni della raccolta.
Altra caratteristica del 2019 e delle altre grandi vendemmie recenti di Montalcino è la piccola dimensione degli acini e dei grappoli. <<Sembra Cabernet>> disse a Donatella l’enologa Valerie Lavigne visitando le vigne per decidere il calendario della raccolta. Un commento che non rende giustizia al Sangiovese, re dell’enologia toscana, ma che aveva una punta di verità perché, nel 2019, il Sangiovese di Montalcino si è comportato esattamente come il più celebre vitigno francese cedendo subito moltissimo colore al mosto.

 

LO STESSO SANGIOVESE E I DUE VINI DIVERSI DI MONTALCINO

Sangiovese 2019 vendemmia dopo 4 giorni- Montalcino-Casato-Prime-Donne-Toscana

Sangiovese 2019 vendemmia dopo 4 giorni- Montalcino-Casato-Prime-Donne-Toscana

Il Rosso di Montalcino proviene dagli stessi vigneti di Sangiovese in cui nasce il Brunello. Le uve vengono scelte per diventare uno dei due vini in base alla componente di alcol, acidi e polifenoli che deve essere più abbondante per la tipologia destinata al lungo invecchiamento. Pochissimi vitigni hanno la straordinaria versatilità del Sangiovese nel produrre ottimi vini giovani e raffinatissime bottiglie longeve. Ma per ottenere le due tipologie è indispensabile cogliere l’uva a mano dividendo i vigneti, in base alla maturazione, in piccole zone, da vendemmiare, vinificare e maturare in botte separatamente. Un grande lavoro e una grande cura dei particolari, ma ne vale la pena, il risultato è strepitoso.

 

OFFERTA: ROSSO DI MONTALCINO, SUPERTUSCAN E ORCIA DOC BIO

12 bottiglie di family wines premiati dagli esperti di vino con ottimi giudizi, a casa vostra con 3 shopping bags per regalarne qualcuna agli amici

 

Offerta-novembre-Rosso-di-Montalcino-Leone-Rosso-Orcia-Supertuscan-Il-Drago-e-le-8-colombe

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RATINGS DEI VINI CHE VI PROPONIAMO IN QUESTA OFFERTA

Rosso di Montalcino DOC biologico: 90/100 Wine Spectator, 92/100 Vinous Antonio Galloni, 90/100 James Suckling, Medaglia Rossa di Merano Wine Festival
Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe IGT Toscana: 93/100 Robert Parker/Wine Advocate, 92/100 James Suckling, Medaglia Rossa di Merano Wine Festival
Leone Rosso Orcia Doc biologico: 92/100 James Suckling

 

VINI PRODOTTI IN PICCOLE QUANTITA’ DAI VIGNETI DELLE FATTORIE

Vi proponiamo 12 bottiglie di tre vini ottenuti dai vigneti di Donatella Cinelli Colombini in Toscana. Sono stati vendemmiati a mano, vinificati e maturati nelle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle nel sud del Chianti. Le scatole arriveranno direttamente a casa insieme a tre buste singole che vi permetteranno, se lo volete, di regalare alcune di queste bottiglie ad amici wine lovers e parenti con la loro confezione originale. Nella scatola c’è anche il sigillo con il logo per chiudere la confezione. Sarà come se aveste comprato il vino direttamente nelle nostre cantine. Tutti questi vini sono delle novità appena uscite sul mercato e potrete assaggiarli e farli assaggiare come delle piccole “anteprime di Toscana”.

 

12 BOTTIGLIE PIENE DI VINI NUOVI E ECCELLENTI

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4 bottiglie del nuovo Rosso di Montalcino DOC 2019 BIO,
4 bottiglie di IGT Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018,
4 bottiglie di Leone Rosso Orcia DOC 2019,
3 buste shopper singole

 

CONSIGLI SUGLI ABBINAMENTI CON IL CIBO

– Rosso di Montalcino 2019: è adatto per aperitivi oppure per pranzi a base di piatti saporiti preferibilmente toscani ma anche con la pizza ai funghi, oppure fuori pasto con pecorino toscano e fontina semi-stagionati.
– Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe: vino molto versatile che accompagna cibi italiani ma anche asiatici. Provatelo con ramen o miso della cucina asiatica oppure con formaggi come un Cheddar, un Emmental o un Edam stagionati, per citare tre formaggi di grande storia che, se prodotti artigianalmente nei loro Paesi di origine, sono straordinariamente buoni.
– Leone Rosso Orcia Doc: anche questo è un vino facile da abbinare nel pasto e fuori pasto. Meglio con cibi poco grassi e untuosi, ma ottimo con grigliate e hamburger di ottima carne fresca oppure con salumi e formaggi italiani come il taleggio.

 

Cena di gala stellata al castello per l’Orcia DOC

La Orcia Doc, il vino più bello del mondo, protagonista della cena stellata – La Parolina – al Castello di San Giovanni e della masterclass di Francesco Lizio Bruno

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono momenti che segnano la storia di una denominazione e questo è uno di essi. La Doc Orcia, nata il 14 febbraio 2000 sulle alte colline in mezzo ai territori del Brunello e del Vino Nobile, si è fatta spazio fra i rossi più famosi della Toscana e crescendo velocemente in qualità e reputazione.

 

LA GIOVANE DOC ORCIA ALLA CENA DI GALA DEL CASTELLO CON IL RISTORANTE STELLATO LA PAROLINA

Se dieci anni fa quasi nessuna cantina Orcia era commercializzata a Siena ora è diventata una protagonista del suo meraviglioso territorio che, prima del covid, aveva circa un milione di presenze turistiche e quasi altrettanti escursionisti. Flussi per la maggior parte stranieri e quasi tutti composti da wine lover. Un territorio in gran parte inscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco (2004) per l’integrità del suo paesaggio storico, da cui è nato il claim <<Orcia il vino più bello del mondo>>.

Ecco che l’Orcia DOC da vino quasi sconosciuto è diventato un must dell’esperienza turistica di chi arriva in questa zona e pian piano ha trasformato i circa 60 produttori in veri eroi che costruiscono la qualità dei loro vini con cura artigianale e difendono l’integrità agricola della loro meravigliosa terra.

 

MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO DELLE CRETE SENESI 2021

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Avere una cena di gala nel medioevale castello di San Giovanni d’Asso con piatti di uno chef stellato è la consacrazione della crescita della Doc Orcia e dei suoi produttori.
Quando Angelo Cosseddu, consigliere del Comune di Montalcino incaricato di organizzare la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi 2021, mi propose di accompagnare con i vini dell’Orcia la cena preparata dal ristorante “La Paolina” una stella Michelin con un menù di pesce preparato dagli Chef Iside De Cesare e Romano Gordini, mi sono detta “è una sfida che vinceremo” perché ci permette di mostrare la versatilità del nostro territorio, anche se restiamo una terra da vini rossi.
Da qui è partita una scommessa che ci ha portato a raccogliere 15 tipologie fra spumanti, bianchi, rosati, rossi e vini da dessert prodotti nel territorio Orcia e dare il sold out della cena con 130 partecipanti, 20 giorni di anticipo.

 

7 PIETANZE E 15 VINI PER LA CENA DELL’ORCIA AL CASTELLO DEL TARTUFO BIANCO

Ecco il menù: antipasto a giro braccio sala del Camino in Castello, Paninetto al nero di seppia con salmone irlandese, brisè con tartare di gambero e tenero di capra, Caviale di lenticchie nere, tagliatella di seppia, olio nuovo e Tartufo Bianco delle Crete Senesi. Segue la cena placé di tre portate, al secondo piano del Castello.
Io servirò il nuovo Spumante Brut Rosè Metodo Classico a base di Sangiovese 100% e la mia Cenerentola Doc Orcia che sta ottenendo punteggi sempre più alti da parte della critica internazionale. Ho come l’impressione che la favola della giovane che va al castello e poi sposa il principe si stia avverando. Ma a volte la realtà è persino meglio dei sogni.
Ecco che io ho invitato alcuni amici giornalisti TOP e loro hanno detto << si veniamo>>. Questo è l’inizio di un nuovo futuro per la Doc Orcia. Un futuro dove irriducibili vignaioli valdorciani creano un format a loro misura: giovani chef di grande talento e vini di produttori artigiani di grande talento in abbinamenti insoliti.

 

IOsonoDonatella Brunello di Montalcino DOCG 2015

Il Brunello che Donatella Cinelli Colombini si è regalata quando ha realizzato il suo sogno di creare una cantina e un vino capaci di affermarsi nel mondo

 

IOsonoDobatella-2015-Brunello-di-Montalcino-Casato-Prime-Donne

IOsonoDobatella-2015-Brunello-di-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Donatella Cinelli Colombini racconta come ha scalato la sua montagna lasciando il confort di una famiglia di affermati produttori di Brunello per creare un’azienda solo sua <<nel 1998 i miei genitori mi dettero due proprietà da ristrutturare in Toscana, ma all’inizio non c’erano cantine e i vigneti erano da ripiantare. Il mio piccolo team mi chiedeva “se qualcuno telefona cosa dobbiamo dire” e io risposi “dite che sono le aziende di Donatella Cinelli Colombini”>> un punto di partenza che la portò lontano.
In quel momento iniziale lei aveva molti dubbi perché ricordava la raccomandazione del nonno Giovanni Colombini <<mai dare il proprio nome all’azienda perché quando viene venduta è come dare la propria identità ad un altro>>.

 

DONATELLA LA GRANDE DAME DEL BRUNELLO MA ANCHE LA PASIONARIA E LA VISONARIA

Ma Donatella voleva farcela e i dubbi si trasformarono in opportunità perché già nel 2010 era capace di vendemmiare un grande Brunello e sei anni dopo era invitata a presentare la versione riserva, alla più esclusiva degustazione del mondo, la New York Wine Experience.

Montalcino-Casato-Prime-Donne-Vigneto-Ardita-Sangiovese

Montalcino-Casato-Prime-Donne-Vigneto-Ardita-Sangiovese

Un sogno che si realizza e che doveva essere celebrato trasformando la raccomandazione del nonno in un’affermazione orgogliosa “IOsonoDonatella” la pasionaria, la visionaria che punta sulle donne, la rivoluzionaria che apre le cantine italiane ai turisti, la Grande Dame del Brunello come l’ha recentemente chiamata Vinum <<e questo è il vino che mi racconta>>.

Nasce una piccolissima serie con il suo solo nome di battesimo che nel packaging racconta il suo passato di storica d’arte ed esperta in oreficeria medioevale. Sulla bottiglia di vetro c’è infatti un glitter che forma un anello con al centro il suo logo in oro come fosse un sigillo gotico.
Fin ora sono state prodotte 4 annate del Brunello IOsonoDonatella: 2010, 2012, 2013 e 2015 perché solo le migliori vendemmie danno origine a queste piccole selezioni di 600 o 1.300 bottiglie destinate ad un pubblico di appassionati che cercano vini rari e di grande qualità.

 

Donne in vino Siduri

Siduri dea babilonese del vino. Onav Modena e Grandangolo di Carpi per un progetto fotografico di Valeria Cremaschi sulla forza rivoluzionaria del vino al femminile

 

di Donatella Cinelli Colombini

Donne-in-vino-Siduri-Grandagolo-Carpi-Onav-Modena

Donne-in-vino-Siduri-Grandagolo-Carpi-Onav-Modena

Sono intitolate a Siduri una mostra fotografica allestita nel 2018 a Castiglion Olona (Va) e il suo catalogo appena stampato. Li hanno realizzati 12 fotografe unendo le forze di Onav Modena e del Gruppo Fotografico Grandangolo di Carpi con alla testa Vanda Marchesi Morselli e sua figlia Valeria Cremaschi.

 

SIDURI DONNE IN VINO

Racconta 22 storie di donne del vino. In alcuni casi si tratta di singoli ritratti in altri di gruppi.
Salvo poche eccezioni, l’aderenza al vero è totale, con una rara capacità introspettiva dei personaggi e una grande profondità di messaggio. Difficilmente il racconto fotografico è così forte e lontano dagli stereotipi. Soprattutto quando il soggetto è femminile, la ricerca della bellezza, spesso sovrasta la forza espressiva.
Ma non in questo caso.
“Siduri – Donne in Vino” ha la forza del racconto inedito, fuori dagli schemi e ci mostra una femminilità diversa e un modo di fare il vino diverso ma persino un’etica diversa.
Anche la scelta del titolo è singolare.

 

Merano Wine Festival GOLD MEDAL al Brunello 2016

5-9 novembre 2021 torna Merano Wine Festival con accessi selezionatissimi per le cantine e il pubblico ma la consueta ricerca dell’eccellenza della qualità in bottiglia

 

IGT-Toscana-Il-Drago-e-le-8-colombe-RED-Medal-Merano-Wine-Festival

IGT-Toscana-Il-Drago-e-le-8-colombe-RED-Medal-Merano-Wine-Festival

Le regole covid limitano il numero delle cantine e dei visitatori al Merano Wine Festival 2021 ma la festa del grande vino è la stessa di sempre. 30° edizione a numero chiuso e con il GreenPass.

 

BRUNELLO DI MONTALCINO 2016 GOLD MEDAL AL MERANO WINE FESTIVAL

In degustazione il Brunello di Montalcino 2016 di Donatella Cinelli Colombini premiato con la GOLD MEDAL da parte del Merano Wine Hunter. Brunello Prime Donne 2016, Cenerentola 2017 Doc Orcia e IGT Supertuscan Il Drago e le 8 Colombe 2018 premiati con la RED MEDAL. Un successone perché tutti i vini hanno ottenuto un punteggio oltre i 90/100 da parte della commissione di degustazione del Winehunter Award. Per i vini premiati ci sarà un banco d’assaggio mentre nel prestigioso Hall Excellence, dove anche la nostra cantina aveva il suo tavolo prima del Covid, ci saranno solo le imprese coraggiose che hanno partecipato anche alla scorsa edizione sfidando il coronavirus. Un riconoscimento al coraggio che, francamente, appare giustificatissimo.

 

HELMUTH KOCHER WINE HANTER

Merano-Wine-Festival-vini-Donatella-Cinellicolombini-in-degustazione

Merano-Wine-Festival-vini-Donatella-Cinellicolombini-in-degustazione

Helmuth Köcher presidente e fondatore del Merano Wine Festival è riuscito a creare una reputazione enorme intorno a questo evento che richiama operatori, collezionisti, stampa e semplici appassionati soprattutto di lingua tedesca. Il suo motto è <<excellence is an attitude>> e questa filosofia lo porta a una costante ed instancabile ricerca della qualità migliore nei vini, negli alimenti ma anche nelle manifestazioni che organizza puntando al TOP nelle location, nelle esperienze e nell’innovazione. <<Perché abbiamo bisogno del meglio: studiarlo, trovarlo, crearlo e sentiamo la necessità di condividerlo con chi ci sta intorno>>.

 

2021 vendemmia collage

Cura maniacale nella scelta delle uve di Sangiovese ecco come la vendemmia 2021 ci sta dando piccole eccellenze assolute di Brunello da lunghissimo invecchiamento

 

Vendemmia-2021-Toscana-Donatella-Cinelli-Colombini-Brunello

Vendemmia-2021-Toscana-Donatella-Cinelli-Colombini-Brunello

di Donatella Cinelli Colombini

Da anni vinificare una “single vineyard” è un felice ricordo. La ricerca della qualità nell’uva è diventata così maniacale che la vendemmia è diventata un patchwork e mette insieme piccole quantità di grappoli della stessa varietà ma con caratteristiche simili oppure completamente opposte per bilanciarsi a vicenda.
<<Prendi l’uva di questo angolino, mettila insieme a quella della zona centrale della vigna accanto e poi spostati tre parcelle più in là per prendere il resto da vinificare nello stesso tino>>. Barbara Magnani, l’enologa senior delle mie cantine, ha la mappa del piano di vendemmia nel telefonino per non sbagliare il complicatissimo collage.

 

VENDEMMIA 2021 – NASCE LA VENDEMMIA A COLLAGE

Sono tutte uve di Sangiovese provenienti dai nostri vigneti. La cosa nuova, rispetto al passato, è che provengono da zone diverse e persino da lati diversi della spalliera. La vendemmia è diventata simile ad una caccia al tesoro in cui usare la bocca per selezionare le uve e la bilancia per pesarle in modo da riempire il tino in una sola giornata esattamente con le uve più omogenee.

Vendemmia-2021-Toscana-Sangiovese-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Vendemmia-2021-Toscana-Sangiovese-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Alla fine ci siamo resi conto che i tini da vinificazione superiori a 100 hl non ci servono più e dovremo venderli per riempire la tinaia di tanti piccoli contenitori con capacità diversa da 20, 30, 50 hl ma non più grandi. Visivamente sarà come la “casa dei sette nani” con tanti nanetti panciuti. Qualcosa di molto diverso dalle belle tinaie di un tempo, con contenitori tutti uguali.
La “vendemmia collage” è lentissima e accuratissima <<per cogliere così ci vuole il doppio del tempo>> brontola il responsabile dei vigneti Efisio Luche alle prese con la mancanza di personale che caratterizza il 2021.

 

VENDEMMIA DI BRUNELLO 2021

<<Se mi dite che da giugno a ora ci sono state solo due piogge per un totale di 31 mm d’acqua ci credo ma la vigna non sembra aver sofferto la sete, perché sta benissimo>> ha detto la nostra consulente enologa Valerie Lavigne arrivando da noi il 21 settembre nelle vigne del Casato Prime Donne di Montalcino e ordinandoci di sospendere la vendemmia del uva del Brunello per una settimana. Secondo lei la qualità dell’uva 2021 è superiore a quella degli anni scorsi e questo ci ha ridato entusiasmo.
A Montalcino generalmente noi siamo i primi a cogliere mentre quest’anno saremo gli ultimi. Una scelta che dipende dalla distanza di circa 20 giorni fra il germoglio delle prime gemme e quello delle ultime causata da un’ondata di freddo. La gelata di inizio aprile è la ragione principale dell’unico grande problema della vendemmia 2021: la scarsità d’uva. La ragione secondaria è il clima asciutto che ha determinato grappoli e acini piccoli. Alla fine l’uva è poca e ha poco succo per cui la resa in vino è sotto la media.
Negli acini c’è un’acidità bella alta quasi tutta tartarica e questo ci darà vini molto verticali e strutturati per la gioia degli amati del Brunello da lungo invecchiamento. Infatti quando la fase di maturazione si allunga in un periodo con notti fredde, come è avvenuto quest’anno, abbiamo Brunelli di straordinaria ricchezza aromatica e capaci di sfidare il tempo. Durante la vendemmia la temperatura diurna sfiorava i 29°C, mentre di notte scendeva di 15°C.

 

Taddei e Pieroni confrontano i due 2 big del Sangiovese

Finiscono in bellezza i weekend della vendemmia 2021 della Fattoria del Colle con visite in cantina, assaggi, prove pratiche e super lezioni

weekend-vendemmia-2021-Fattoria-del-Colle-consegna-degli-attestati

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Di Donatella Cinelli Colombini

Un successo confermato dal sorriso dei partecipanti ai due week end della vendemmia che, in realtà, hanno preceduto la vera raccolta dell’uva di Brunello per cui i partecipanti non hanno potuto impugnare le forbici ma solo assaggiare l’uva e i mostri di IGT bianco, Merlot e Sangiovese per il Chianti.

 

 

WEEKEND DELLA VENDEMMIA 2021 ALLA FATTORIA DEL COLLE

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Provenivano da tutta Italia e anche dall’estero con un bel gruppo di sei maltesi e persino una signora colombiana esperta in comunicazione di alcolici. C’erano 8 amici che celebravano un addio al celibato in stile Sideways e quattro medici pugliesi che hanno fatto un break fra la vita lavorativa a l’inizio della pensione.
Due giorni intensi con la visita delle cantine Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle nella Doc Orcia. Tante degustazioni e soprattutto quella del piccolo enologo dove i wine lover hanno creato il proprio supertuscan facendo un blend di 3 vini dello stesso anno prodotti con uve diverse.

LE MASTERCLASS SUL SANGIOVESE

Il clou dell’esperienza sono state le masterclass sul Sangiovese tenute da Leonardo Taddei e David Pieroni. Due approcci diversi ma egualmente entusiasmanti: più tecnico quello del Delegato AIS di Lucca e più discorsivo quello del collaboratore della Guida Slow Wine.

Entrambi hanno insistito sulla “territorialità” del Sangiovese che varia da zona a zona. Una caratteristica che dipende dai suoi 108 cloni (è il vitigno con più “sottospecie”) ma anche alla diversità dei suoli che si sono formati nel corso di 5 milioni di anni durante il lento sollevamento della Toscana dal mare. Ecco che abbiamo nette diversità fra i vini a base di Sangiovese in purezza provenienti dalle zone più alte del Chianti Classico rispetto a quello prodotto da vigneti più bassi, come ha sottolineato Pieroni, così come i quattro versanti di Montalcino tendono a <<esprimersi in un modo diverso>> come ha ribadito Taddei.

OFFERTA: 6 BOTTIGLIE DI SPUMANTE BRUT ROSE’

E’ uno spumante metodo classico prodotto in sole 1433 bottiglie. Una bollicina elegante da tutto pasto e particolarmente adatta per i tagliolini al tartufo

 

Offerta-Spumante-brut-rosè-metodo-classico-di-sangiovese-in-purezza

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Novità assoluta da assaggiare per primi. Per la prima volta Donatella Cinelli Colombini usa la sua uva di Sangiovese per produrre una piccolissima serie di un grande spumante.

E’ stato realizzato con le uve 2018 della Fattoria del Colle. Unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine che hanno un lungo affinamento.

Donatella Cinelli Colombini ha lavorato tre anni per creare questo spumante sotto la direzione di Josef Reiterer della celebre cantina altoatesina “Arunda”.

Per produrre il brut rosè che vi proponiamo è stata scelta una piccola vigna con viti di Sangiovese particolarmente adatte che sono state vendemmiate a mano. E’ stata costruita una sala buia e fredda (12°C) nella cantina della Fattoria del Colle dove solo state messe le tradizionali pupitre ed è avvenuto il remuage a mano delle bottiglie. Girando le bottiglie potrete vedere dei piccoli segni bianchi che sono serviti alle cantiniere per questa operazione giornaliera e attenta.

 

PREZZO SPECIALE PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

Cartone da 6 bottiglie di Spumante Brut Rosè metodo classico (annata 2018)

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Euro 257,00 (invece di Euro 301,00)

Per chi vuole raddoppiare comprando 12 bottiglie il prezzo è ancora più conveniente

Euro 495,00 (invece di Euro 602,00)

Spedizione gratis in Italia oppure sconto di 15 Euro per la spedizione all’estero.

 

Spumante rosè Brut Metodo Classico 2018 di Donatella

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo Spumante Rosè metodo classico fatto di solo Sangiovese e pensato per il tartufo bianco delle Crete Senesi

 

<<E’ un grande spumante da pasto, un’eccellenza esclusiva destinata agli amanti della Toscana e dei frutti più buoni della terra come il tartufo bianco delle Crete Senesi>> dice Donatella Cinelli Colombini presentando il rosè 2018 metodo classico prodotto in sole 1.433 bottiglie alla Fattoria del Colle.

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<<I wine lovers esigenti e sempre desiderosi di novità, scopriranno un vino di grande personalità e finezza. Una piccola serie esclusiva che punta in alto>>. Lo Spumante rosè di Donatella Cinelli Colombini: unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine a lungo affinamento.

 

3 ANNI DI LAVORO PER CREARE IL NUOVO SPUMANTE ROSE’

Donatella Cinelli Colombini ha lavorato tre anni per questo risultato, preparando una vigna di Sangiovese con caratteristiche diverse da quelle destinate ai classici rossi toscani << quando Josef Reiterer mi disse di produrre più uva, per me fu uno shock>> racconta riferendosi al mitico creatore degli spumanti “Arunda”, la cantina altoatesina 1.200 metri di altitudine, che l’ha affiancata in tutto il progetto come consulente.
Per il brut rosè di Donatella Cinelli Colombini è stata costruita una sala buia e fredda (12°C) nella cantina della Fattoria del Colle. Investimenti ma soprattutto molta manualità con le tradizionali pupitre dove le bottiglie vengono girate giorno dopo giorno dalle cantiniere della prima cantina italiana con un organico di sole donne.

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Anche il packaging ha un tocco d’autore con l’etichetta firmata da Alessandro Grazi pittore senese di fama internazionale. Dalla tela di Pienza nella texture dell’etichetta, alla coiffe ecologica fino alla capsula con la tradizionale colomba simbolo di Donatella Cinelli Colombini e alla scatola serigrafata, tutto è stato pensato per un pubblico esigente, raffinato e desideroso di piccoli gioielli esclusivi. Un pubblico che ama la Toscana e le sue tradizioni come quella di preparare vini effervescenti per matrimoni e battesimi. Una consuetudine che questo spumante ha rispettato visto che è stato bevuto in anteprima per il matrimonio di Enrico e Violante Conellicolombini JR.

 

SCHEDA TECNICA DELLO SPUMANTE BRUT ROSE’ 2018

TIPOLOGIA: Spumante Rosé Metodo Classico Brut
ANNATA: 2018

                                                                       
Cinelli Colombini
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