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LE CANTINE TURISTICHE DELLA SARDEGNA 2026

METÀ DELLE CANTINE SARDE HANNO SOPRATTUTTO VISITATORI ESTERI E 1/3 ACCOLGONO OLRE 2000 ENOTURISTI L’ANNO MA CHI NON HA L’AUTO PAGA CARISSIMO IL VIAGGIO PER ANDARCI

Turismo del vino in Sardegna

Turismo del vino in Sardegna

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Valeria Pilloni Presidente del MTVMovimento Turismo del Vino della Sardegna, ha presentato a Vinitaly la prima indagine sulla wine hospitality nelle cantine turistiche della sua regione. L’analisi è stata effettuata da Antonello Maruotti direttore scientifico di Ceseo -Centro studi enturistici e oleoturistici dell’Università Lumsa di Roma dove è professore ordinario di statistica. La raccolta dei dati è avvenuta nel novembre 2025 sulle aziende associate ad MTV quindi su un campione di imprese fortemente orientate all’enoturismo.

I dati su cui concentriamo la nostra attenzione sono otto e permettono di evidenziare l’ottima crescita della wine hospitality nelle cantine sarde ma anche una seria criticità nelle infrastrutture di trasporto che, di fatto, impediscono l’arrivo a chi non ha l’auto.

IL DRAGO E LE 8 COLOMBE IGT TOSCANA 2022

Donatella Cinelli Colombini il Drago e le 8 Colombe Igt Toscana 2022 Fattoria del Colle Trequanda Italia

Donatella Cinelli Colombini il Drago e le 8 Colombe Igt Toscana 2022 Fattoria del Colle Trequanda Italia

RICORDEREMO L’UVA DEL 2022 PER GLI ACINI PICCOLISSIMI CHE COSTRINSERO LE ENOLOGHE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI A CAMBIARE IL LORO USUALE PIANO DI LAVORO

Gli acini erano perfettamente maturi ma piccoli, con buccia spessa e abbastanza dura. Per questo, dopo aver tolto il graspo, l’uva fu schiacciata. Le vinificazioni sono state le più delicate mai fatte e dopo la fermentazione il vino, appena nato, rimase molto più a lungo del solito con le bucce dell’uva nei tini chiusi. Contemporaneamente l’arrivo delle nuove botti veniva anticipato per spostare il vino 2022 nei contenitori di legno di rovere a novembre.
Interventi apparentemente piccoli ma in realtà molto importanti e capaci di rendere vellutati i tantini che erano presenti nel vino in grande abbondanza. Il risultato è un IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe potente, armonioso e piacevole che racconta bene la campagna toscana e l’annata calda e arida in cui è nato. Un vino con grande personalità che accompagna bene la cucina toscana ma anche piatti asiatici e brunch a base di salumi e formaggi.

CONSUMI DI VINO E TURISMO DEL VINO

L’ACCADEMIA DELLA VITE E DEL VINO ESAMINA IL FENOMENO ENOTURISTICO IN ITALIA IL SUO POTENZIALE E LE SUE PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER I TERRITORI E LE IMPRESE

L'Accademia della Vite e del vino si occupa di enoturismo- Montalcino Casato Prime Donne

L’Accademia della Vite e del vino si occupa di enoturismo- Montalcino Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino ha voluto esaminare uno dei comparti più performanti delvino italiano: l’enoturisno.

I wine lovers ci mostrano un comportamento apparentemente contraddittorio: i consumi mondiali calano di circa il 3% all’anno e invece le visite in cantina aumentano. Anzi il business enoturistico ha una crescita mondiale vorticosa del 13%. Fra 10 anni il suo giro d’affari sarà nettamente superiore a quello del vino. Ovviamente i suoi fatturati non riguarderanno solo le cantine perché la filiera enoturistica comprende anche traporti, pernottamenti, pasti, shopping … ma la forbice fra la vendita di bottiglie che cala e l’attrattività dei distretti enologici che cresce spinge le cantine a impegnarsi sempre di più nell’organizzazione della wine hospitality.

LO STILE DI LEADERSHIP FEMMINILE DEL VINO E’ IL MIGLIORE

MIB TRIESTE SCHOOL OF MANAGEMENT PRESENTA A VINITALY 2026 LA SUA RICERCA SULLE DONNE IMPRENDITRICI DEL VINO: PIÙ VISIONE E PIÙ ATTENZIONE ALLE PERSONE

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Le imprenditrici del vino si rivelano più contemporanee dei colleghi maschi: creano azienda più strutturate, proiettate nel futuro, attente della sostenibilità e capaci di valorizzare le risorse umane. Il profilo dei wine menagers donne è stato disegnato da un gruppo di lavoro del MIB Trieste School of Management che ha collaborato con le Donne del Vino.

Lo studio si intitola “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole” ed è stato presentato a Vinitaly il 14 aprile 2026. Sono state intervistate 152 imprenditrici e managers.

Pierpaolo Penco, che ha guidato l’analisi ed è il responsabile della formazione in Wine Business di MIB Trieste School of Management, ha messo l’accento sulla maggiore criticità del vino italiano che, a suo avviso, non è il vino in sè stesso <<ma la struttura delle imprese>> perché il modello tradizionale non è più adatto ad affrontare la complessità attuale. In questo scenario <<la leadership femminile emerge come uno dei fattori che accompagnano il passaggio verso organizzazioni più evolute, capaci di pianificare, delegare e lavorare sul lungo periodo>>.

18 MILIONI DI ITALIANI VOGLIONO FARE ENOTURISMO

ROBERTA GARIBALDI A VINITALY COMUNICA CHE IL 90,4% DEGLI ITALIANI È COINVOLTO IN ESPERIENZE LEGATE AL VINO, IN AUMENTO DI 4,5 MILIONI RISPETTO AL 2024

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

La presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico Roberta Garibaldi ha presentato a Vinitaly uno studio realizzato in collaborazione con Ascovilo-Associazione Consorzi del vino della Lombardia presieduto da Giovanna Prandini. La visita degli italiani a cantine, caseifici, frantoi, pastifici e altri luoghi di produzione agroalimentare è salita, fra i turisti italiani dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025.
L’enoturismo è entrato in una fase matura e accanto alla consueta visita in cantina sono molto richieste le degustazioni di vini e l’abbinamento cibo-vino.

IL FATTORE UMANO E’ LA CHIAVE DEL SUCCESSO DELLE CANTINE

Il numero delle cantine per ogni viaggio scende e diventa una tappa da alternare ad altre esperienze perdendo il carattere di meta esclusiva. Il fattore umano aumenta la sua importanza e diventa persino un motivo per tornare dove si è già stati.

LA CONVERSIONE DA VISITATORE A CLIENTE DELLA CANTINA

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER: CRESCONO LE VISITE IN CANTINA E CALA IL VALORE MEDIO DEGLI SCONTRINI DI ACQUISTO DI BOTTIGLIE

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER DURANTE VINITALY

WINE SUITE PRESENTA IL REPORT ENOTURISMO 2026 DIRECT TO CONSUMER DURANTE VINITALY

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

A Vinitaly DivineaWine Suite presenta il Report enoturistico e vendite direct to consumer 2026. Il punto di partenza è la conversione da turista a cliente nelle cantine. Essa passa da una corretta gestione della visita fra le botti, da una degustazione collegata all’offerta del negozio interno e soprattutto dalla raccolta e dall’uso dei contatti tramite un CRM. Lo strumento elettronico permette di mantenere il rapporto con chi ha visto i luoghi di produzione e spingerlo a comprare ancora.
Tutto poggia quindi su metodi corretti da parte degli addetti alla wine hospitality in cantina ma anche un potenziamento di WineSuite Divinea che si è unita a OrderPort, realtà statunitense specializzata nelle tecnologie per il direct-to-consumer nel settore vitivinicolo, con una forte esperienza nei sistemi di punto vendita e Wine Club.

3,1 MILIARDI DI EURO VALORE DELL’ENOTURISMO IN ITALIA

L’INDAGINE NOMISMA FOTOGRAFA IL BUSINESS DEL TURISMO DEL VINO ITALIANO CHE E’ AUMENTATO NELLA META’ DELLE CANTINE GRAZIE A UNA CRESCITA DEI VISITATORI

Nomisma -WineMonitor a Vinitaly 2026- report UniCredit con Città del Vino sull'enoturismo italiano

Nomisma -WineMonitor a Vinitaly 2026- report UniCredit con Città del Vino sull’enoturismo italiano

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Nomisma –WineMonitor ha presentato a Vinitaly un report commissionato da UniCredit con la collaborazione di Città del Vino per inquadrare l’enoturismo italiano nel complesso del business del vino. Uno scenario preoccupante con consumi interni in calo ed export in calo mentre l’enoturismo appare in salute. L’indagine ha riguardato 300 cantine.

21% DEL BUSINESS DELLE CANTINE APERTE AL PUBBLICO DERIVA DAL TURISMO

Ha rivelato come la vendita diretta e le attività turistiche costituiscano il 21% del business aziendale. Il fatturato generato dall’enoturismo sale al 35% per le aziende che fatturano fino a 1 milione di euro, scende al 30% nella fascia da 1 a 10 milioni di Euro ed è il 25% per le cantine con oltre 10 milioni di Euro.

UNA PREGHIERA PER CARLO PETRINI

“CHI SEMINA UTOPIE RACCOGLIE REALTÀ” IERI È MORTO CARLO PETRINI FONDATORE E ANIMA DI SLOW FOOD -TERRA MADRE HA CAMBIATO IL SIGNIFICATO DI COLTIVARE LA TERRA

Mario-Bindi-e-Carlo-Petrini

Mario-Bindi-e-Carlo-Petrini

“Mangiare è un atto politico” Vi ricordate questa frase? Oggi tutti sappiamo che ridurre il consumo di carne rossa è un bene per la nostra salute ma anche per il pianeta ma quando Carlo Perini ha iniziato a dirla risultativa persino incomprensibile.
Petrini è stato un colosso del pensiero umano. Ha cambiato per sempre il significato e l’importanza di coltivare la terra e produrre vino “buono pulito e giusto” .

DONATELLA E CARLO PETRINI

Incontrai Carlin Petrini all’epoca in cui lavorava per migliorare la cucina delle Feste dell’Unità. Ricordo un esilarante pranzo alla casa del popolo di Montalcino a cui intervenne anche D’Alema. Veniva dibattuto il tema <<perché da quando alle nostre feste si mangia meglio il PC perde peso?>>

FINE WINES O NATURAL WINE COSA C’È NEL FUTURO DEL VINO

EINSTEIN DICEVA <<LA MISURA DELL’INTELLIGENZA È LA CAPACITÀ DI CAMBIARE.>> MA NOI DEL VINO -PRODUTTORI, TRADE E STAMPA – VOGLIAMO CAMBIARE? MA POSSIAMO NON CAMBIARE?

Priscilla Hennekam Rethinking the Wine Industry

Priscilla Hennekam Rethinking the Wine Industry

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Albert Einstein diceva anche un’altra frase <<Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose >> e di fronte a un calo dei consumi mondiali del 3.2% all’anno con tendenza a crescere, forse fare le stesse cose equivale ad andare verso il disastro.

RETHINKING THE WINE INDUSTRY

Durante Wine Paris la tavola rotonda promossa da Rethinking Wine aveva per titolo “What Stays, What Changes, What Starts Now” e provava a dare una scossa verso il cambiamento. Rethinking the Wine Industry è un gruppo nato su WhatsApp e su LinkedIn poi cresciuto fino a diventare una piattaforma di networking. E’ stato fondato dalla brasiliana australiana Priscilla Hennekam che nel sito presenta il suo pensiero con questa frase << L’industria del vino ha bisogno di pensatori, non di seguaci. Di innovatori, non di imitatori. Insieme, possiamo cambiare la narrativa>>. E poco sotto aggiunge << In Rethinking the Wine Industry, crediamo che il vero progresso nasca dal dialogo, dalla creatività e dal coraggio di pensare diversamente>>.

COSA FA LA NEUROSCIENZA PER IL VINO

VINCENZO RUSSO SPIEGA COME IL NEUROMARKETING USA L’AI PER CREARE PACKAGING CAPACI DI RACCONTARE I VINI E I TERRITORI DOVE NASCONO, FARLI COMPRARE E AMARE

Vincenzo Russo docente di neuromarketing e Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025 con le Donne del Vino

Vincenzo Russo docente di neuromarketing e Donatella Cinelli Colombini a Vinitaly 2025 con le Donne del Vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Vincenzo Russo Professore di Psicologia dei Consumi e Direttore Scientifico del Centro di Ricerca in Neuromarketing dell’Università Iulm di Milano ha scritto libri fondamentali sul funzionamento del cervello umano in relazione alle decisioni di acquisto.
Da 18 anni studia specificamente come e perché il consumatore sceglie un vino anziché un altro. Ora usa l’Intelligenza Artificiale per << classificare le risposte emotive umane e per costruire storyboard preliminari per l’analisi neuroscientifica di spot e video istituzionali>> come Vincenzo Russo ha spiegato al settimanale TreBicchieri.

LA SCELTA DI ACQUISTARE UN VINO E’ PIU’ EMOTIVA CHE RAZIONALE

Questo perché l’uomo è una “macchina emotiva che pensa e non una macchina razionale che si emoziona” come afferma lo psicologo Antonio Damasio. Da questo dipende un processo che, in pochissimi secondi (parliamo di 200 millisecondi, prima dell’elaborazione cognitiva cosciente), fa interagire la corteccia orbitofrontale, sistema limbico e circuiti dopaminergici. Secondo Russo mentre scegli una bottiglia il consumatore agisce in modo estremamente emotivo attivando << simultaneamente aree olfattive primarie, aree deputate alla memoria episodica e il sistema cerebrale di ricompensa>>. In questa reazione che assomiglia più all’affascinazione erotica che al business anche il prezzo attiva <<quella che chiamiamo area del liking, modificando non solo le aspettative, ma anche la risposta neurale reale al piacere>> per cui il prezzo alto fa prefigurare il futuro piacere.

COME CAMBIA IL MERCATO DEI FINE WINES

BASTA IL CAMBIO GENERAZIONALE PER SPIEGARE IL CALO DI INTERESSE PER I VINI DA INVESTIMENTO? CON LA FINE DELLA BOLLA SPECULATIVA BISOGNA TORNARE A BERE I FINE WINES?

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Hedonism Londra il negozio cult dei fine wines

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

I “fine wines” sono i vini da investimento da gestire come titoli, diamanti o francobolli, sono vini cioè che non vengono bevuti ma conservati nelle casseforti per poi essere rivenduti a prezzo più alto.  Attualmente il mercato dei “fine wines” è in grande difficoltà soprattutto per quanto riguarda i vini francesi che tradizionalmente dominano la scena.

THE DRINK BUSINESS ALLA RICERCA DEL MALE OSCURO DEI FINE WINES

The Drink business ha intervistato alcuni dei maggiori esperti di questo settore primo di tutti Liv-ex che è un portale britannico simile al Nasdaq. Quest’ultimo fornisce, in tempo reale, grafici, analisi tecniche, componenti, quotazioni per i titoli di borsa mentre Liv.ex lo fa per i fine wines. Riporto le testuali parole di Max Lalondrelle <<c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel modo in cui vendiamo [vini] pregiati in questo momento>>.
Qual è questo sbaglio? Chi compra un vino su prenotazione e poi lo vede arrivare sul mercato a prezzo più basso si arrabbia e capisce che pagare in anticipo non conviene. Per questo il sistema speculativo si è rotto e gli investimenti sono calati.

VINO E SALUTE MA ANCHE VINO È SALUTE IN PICCOLE DOSI

I BEVITORI MODERATI DI VINO HANNO UNA VITA PIÙ LUNGA DI ASTEMI E GRANDI BEVITORI. DUE NUOVE RICERCHE SCIENTIFICHE MOSTRANO CHE NON AVVIENE CON BIRRA O DISTILLATI

Poco vino ogni giorno per vivere più a lungo

Poco vino ogni giorno per vivere più a lungo

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Alla faccia delle autorità sanitarie dell’ OMS Organizzazione mondiale della sanità che ha diffuso il principio << non esiste una soglia minima sicura di consumo di alcol>> come se il vino fosse un distillato e come se il vino non avesse anche effetti benefici per la salute.
Il risultato della campagna di comunicazione promossa dall’OMS è stato che il consumo di cocktail a base di superalcolici è aumentato e quello del vino è calato. Se l’obbiettivo era quello di salvaguardare la salute dei consumatori il risultato è stato disastroso!

CHI BEVE VINO ROSSO IN MODO MODERATO E FREQUENTE HA IL 21% DI PROBABILITA’ DI VIVERE A LUNGO E SANO

E veniamo alle ricerche recenti: lo studio è stato condotto dalla Professoressa Zhangling Chen della Central South University di Changsha in Cina, su un campione di 340.000 adulti britannici e presentato all’Annual Scientific Session dell’American College of Cardiology a New Orleans.

COSA SUCCEDE SE UN CONSUMATORE DI VINO SI AMMALA

DOPO CHE L’ OMS HA DETTO “NON ESISTE UN LIVELLO SICURO DI CONSUMO DI ALCOL” I CONSUMATORI MODERATI SONO TRATTATI COME ALCOLISTI E AMMALARSI DIVENTA RISCHIOSO

W. Blake Gray cosa succede a un bevitore di vino se si ammala

W. Blake Gray cosa succede a un bevitore di vino se si ammala

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

W. Blake Gray racconta in articolo di WineSearcher la sua disavventura negli ospedali di San Francisco per una malattia virale acuta causata da un virus respiratorio sinciziale (RSV). Tutto è finito bene ma quello che è successo fa riflettere perché non riguarda un ospedale di un Paese islamico tipo Dubai ma della California che è uno degli stati con maggior produzione di vino nel mondo.

Per i giovani medici la risposta affermativa alla domanda <<consuma alcol?>> mette il paziente automaticamente fra gli alcolisti. La domanda cambia da parte dei medici anziani che chiedono <<quanto vino beve?>>. Da questo diverso approccio nasce una diversa valutazione dei sintomi del paziente che mette a rischio la sua salute e persino la sua vita.

I PUNTEGGI IN CENTESIMI SUI VINI SERVONO ANCORA?

LA RISPOSTA E’ SI MA NON BASTANO IN UN’EPOCA DOVE I CONSUMATORI CERCANO NEL VINO COME IN TUTTO CIÒ CHE COMPRANO, UNA RAPPRESENTAZIONE DI SÉ E DEI PROPRI VALORI

Kostantin Baum MW i punteggi dei vini

Kostantin Baum MW i punteggi dei vini

DI Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Oggi i critici non sono più i soli ad esprimere giudizi sui vini, ci sono sommelier, wine educator, influencer, rivenditori, algoritmi e consumatori comuni che postano i loro giudizi nei portali. Inoltre molti consumatori soprattutto giovani privilegiano valori come la sostenibilità, l’autenticità e la capacità del vino di raccontare piuttosto che la “qualità” concetto astratto e forse meno aderente al loro bisogno di rappresentare sé stessi attraverso ciò che mangiano, ciò che vestono, o lo stile del luogo dove vivono.
Per questo <<l’autorità un tempo riposta in un singolo punteggio appare sempre più instabile>> scrive Konstantin Baum più giovane Master of Wine tedesco. Le note qui sotto sono in gran parte tratte dal suo articolo di WineSearcher che vi invito a leggere.

                                                                       
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