Vino, studi, news, gossip

VI SPIEGO PERCHÉ BEVIAMO VINO

DAVIDE GAETA HA ARRICCHITO LE MIE VACANZE SEGNALANDOMI ALCUNE LETTURE, L’ARTICOLO DI LAURA ANTONELLA CARLI È INTERESSANTISSIMO E VOGLIO ANCH’IO SEGNALARLO A VOI

L'uomo discende dalle scimmie capaci di metabolizzare l'alcol

L’uomo discende dalle scimmie capaci di metabolizzare l’alcol

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

L’articolo è di luglio ed è uscito su “Il Tascabile” con il titolo “Perché beviamo”. La versione originale è molto lunga. Io mi limito qui a qualche accenno suggerendovi di andarla a leggere per intero per scoprire notizie scientifiche e storiche capaci di spiegare comportamenti e bisogni di noi esseri umani bevitori di vino.

LAURA ANTONELLA CARLI

Prima di tutto chi è Laura Antonella Carli. E’ una giornalista specializzata in linguistica, salute mentale e fenomeni sociali. Scrive su “Vice”, “Rolling Stone”, “Linkiesta” e “Linus”. Il suo ultimo libro è “L’atlante storico della mala milanese” (Milieu, 2025), scritto insieme a Nicola Erba.

IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA IN NUMERI (2)

QUALI SONO LE REGIONI E LE ZONE DOVE SI INDIRIZZANO I FLUSSI ENOTURISTICI E PERCHÉ MANCA UN PIANO NAZIONALE CHE MANDI I VISITATORI IN TUTTE LE WINE DESTINATION

Turismo del vino in Italia in numeri l'opinione di Donatella Cinelli Colombini

Turismo del vino in Italia in numeri l’opinione di Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Per avere un quadro di riferimento completo aggiungiamo ora alcuni elementi che provengono dal Persistent Market Research 2026. L’Europa detiene il 42% del mercato enoturistico mondiale dell’enoturismo. Tuttavia, incrociando i dati diffusi negli ultimi anni Divinea stima che nelle cantine italiane solo una bottiglia su 10 sia venduta ai turisti, in Francia la quota sale a una su 5 mentre in USA 2 bottiglie su 3 finiscono nella vendita diretta. Va ricordato che il modello enoturistico americano è diverso da quello europeo. Il nostro ha maggiore capacità di diffondere la cultura del vino soprattutto fra i giovani. Tuttavia la vendita di bottiglie, che è l’attività più remunerativa dell’enoturismo, in Italia ha risultati deludenti rispetto all’impegno e agli investimenti profusi dalle cantine.

COSA DISTINGUE LE CANTINE BEN GESTITE

IL 75% DELLE CANTINE NON SA IL COSTO DIPRODUZIONE DELLE PROPRIE BOTTIGLIE CIOÈ IGNORA DOVE GUADAGNA E DOVE PERDE SOLDI. MA LE CANTINE BEN GESTITE LO SANNO

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Solo il 57% delle cantine mondiali conosce il prezzo di produzione dei prorpi vini

Solo il 57% delle cantine mondiali conosce il prezzo di produzione dei prorpi vini

Spesso chi guarda da fuori il mondo del vino, immagina una specie di “paese delle meraviglie” luccicante, a contatto con la natura, punteggiato da feste, viaggi, incontri interessanti. E’ così ma oltre a questa facciata glamour c’è anche tanto lavoro e tanti problemi.
La convinzione più diffusa è che solo le grandi aziende e le denominazioni famose diano veri guadagni. Anche questo è vero ma non del tutto. Lo studio “2026 State of Winery Health Report” di InnoVint (divulgato in Italia da WineNews) dimostra come i buoni risultati dipendano al 75% dalla buona gestione e non dalla dimensione aziendale o dal territorio. Attenzione brand, Doc/Docg, volumi prodotti contano e producono reddito ma quando la gestione è traballante non bastano a salvare la cantina dal disastro. InnoVint ha intervistato 541 professionisti del settore, per la maggioranza dagli Usa.

IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA IN NUMERI (1)

UN SUPER RIASSUNTO PER FOTOGRAFARE IL TURISMO DEL VINO IN ITALIA: UN BOOM CHE HA CREATO GRANDI OPPORTUNITÀ, TROPPE ATTESE E UNA PROBLEMATICA DIFFUSIONE A MACCHIE

Toscana enoturismo Casato Prime Donne Campione Sommelier per un giorno

Toscana enoturismo Casato Prime Donne Campione Sommelier per un giorno

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Proviamo a fare un super riassunto della situazione dell’enoturismo italiano per vedere se questa sintesi ci aiuta a mettere a fuoco le cose da fare per trasformare l’enoturismo in uno strumento economico sostenibile per cantine e territori del vino. In primo luogo sgombriamo il campo da un equivoco: l’enoturismo non è la soluzione alle difficoltà delle cantine italiane può solo attivare un nuovo canale commerciale con ottimi margini.

L’ENOTURISMO ITALIANO CRESCE DEL 9% L’ANNO E LE CANTINE HANNO CIRCA 20 MILIONI DI VISITATORI

La situazione attuale vede i consumi mondiali di vino in calo di oltre il 3% l’anno mentre in Italia le giacenze nelle cantine crescono del 15% (Valoritalia).

CONFRONTO FRA IL GUADAGNO DI CHEF E CHIRURGI IN ITALIA

GLI STIPENDI DI UNO CHEF E DI UN CHIRURGO NON SONO LONTANISSIMI MA IL MEDICO DI SALA OPERATORIA HA 11 ANNI DI STUDI IN PIÙ, MAGGIORI RESPONSABILITÀ E RISCHI

Chef confronto del suo stipendfio con quello dei chirurghi

Chef confronto del suo stipendfio con quello dei chirurghi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il mio interesse per questo argomento nasce da un’esperienza che mi è successa di recente. Alla Fattoria del Colle ho un ristorante che lavora solo la sera e solo nella stagione turistica. Recentemente la richiesta economica di un responsabile della sala mi ha lasciato sbalordita e mi sono detta <<ma se persone poco formate sperano di guadagnare così tanto quanto prendono i giovani con anni e anni di studi alle spalle?>> Alla fine ho scoperto che lavorare nella ristorazione conviene.

Ho confrontato la retribuzione di chef e maitre con quella dei chirurghi cioè di persone con un percorso di studi più lungo, rispetto agli addetti alla ristorazione. Per operare con il bisturi servono almeno 11 anni pari alla somma di 6 anni per la laurea in medicina e 5 per la specializzazione.

LA LEZIONE DELLA COCA COLA AL VINO

ROBERT JOSEPH HA PUBBLICATO SU LINKEDIN UN POST INTITOLATO “WORLD CUP LESSONS TO LEARN FROM COCA COLA” LA LEZIONE DA IMPARARE DA COCA COLA SUI MONDIALI DI CALCIO

Coca Cola è un esempio di capacità comunicativa che può insegnare molto al vino

Coca Cola è un esempio di capacità comunicativa che può insegnare molto al vino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il post inizia con un pistolotto che mi apre il cuore: ogni volta che Robert Joseph cerca di parlare di Coca Cola o McDonald’s a chi si occupa di vino riceve insulti <<Perché mai dovresti dare ascolto a qualcuno della Coca-Cola o di McDonald’s? Sono entrambi prodotti e aziende orribili, e non hanno nulla a che fare con il vino>>. Quante volte è successo anche a me!
Il punto è che colossi industriali come Coca Cola o McDonald’s hanno esperti di livello stellare. Professionisti che il vino non può permettersi e imparare da loro permette di affrontare le sfide che il vino ha di fronte con soluzioni più nuove e originali. In altre parole copiare costa meno che creare soluzioni in autonomia ed è anche meno rischioso.
Ed ecco a voi la lezione.

ADDIO A VITTORIO FRESCOBALDI

CON LA SCOMPARSA DEL MARCHESE VITTORIO FRESCOBALDI L’ITALIA E SOPRATTUTTO LA TOSCANA DEL VINO PERDONO UN GRANDE PORTABANDIERA, UN UOMO LUNGIMIRANTE E CORAGGIOSO

Frescobaldi Family il patriarca Vittorio Frescobaldi ci ha lasciati oggi

Frescobaldi Family il patriarca Vittorio Frescobaldi ci ha lasciati oggi

Di Donatella Cinelli Colombini 

Pacato ma determinato, toscanissimo ma aperto sul mondo al punto da avere rapporti di amicizia con personaggi come Re Carlo d’Inghilterra o Bill Clinton. Il Marchese Vittorio Frescobaldi ci ha lasciato oggi all’età di 97 anni e tutto il vino italiano si sente orfano di uno dei suoi “capitani coraggiosi”.

Offerta: Due Rosso di Montalcino a confronto!

Vuoi ricevere direttamente a casa tua 4 bottiglie di Rosso di Montalcino 2024 in ANTEPRIMA e 1 Magnum di Rosso di Montalcino 2023 a Euro 119,00?

Questa è una opportunità unica per ricevere Rosso di Montalcino di due annate differenti prodotte con il Sangiovese dai vigneti biologici del Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini. Le due dimensioni vi permetteranno di scegliere in quali occasioni aprirle. Questo è un vino ideale per gli ultimi giorni d’estate e per l’autunno, per gli aperitivi, i pranzi, le cene ed i party. Per eventi con pochi amici intimi, oppure per una vera festa!

🎁In regalo una vela in resina artistica prodotta da Riccardo Marzi, creato con le foglie delle viti di Sangiovese. Un oggetto d’arredo realizzato artigianalmente nel cuore della Toscana.  Le vele racchiudono nelle loro trasparenze tutta la poesia e la magia dei colori della Natura. Ciascuna creazione custodisce al proprio interno un piccolo micromondo naturale ispirato ai nostri paesaggi.

 

🍇 L’Offerta del Mese – Per i Soci del Club di Donatella

 4 bottiglie di Rosso di Montalcino 2024 da 0,75 lt in ANTEPRIMA

1 Magnum Rosso di Montalcino 2023 da 1,5lt

1 vela in resina con foglie della vigna di Donatella Cinelli Colombini creata da Riccardo Marzi espressione della creatività toscana

L’ACIDITA’ VOLATILE CROCE E DELIZIA DEI VINI NATURALI

ELENA PANTALEONI PORTABANDIERA DI VITIGNI AUTOCTONI E DEL VINO NATURALE A LA STOPPA PARLA DELL’ACIDITA’ VOLATILE ALTA COME UN PROBLEMA SEMPRE PIÙ DIFFUSO

Elena Pantaleoni Tenuta La Stoppa

Elena Pantaleoni Tenuta La Stoppa

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Conosco Elena da quando era poco più di una bambina. Nasce da due genitori formidabili; il padre industriale e la madre Angela pioniera del vino premium sulle colline piacentine nella splendida tenuta de La Stoppa. Una donna eccezionale di cui apprendo solo ora, per caso, la scomparsa e mi dispiace tanto.

Le colline piacentine sono un territorio con straordinario potenziale enologico in cui trent’anni fa pochissimi credevano davvero. Qui Elena ha dato una svolta abbandonando i vitigni internazionali e puntando sugli autoctoni Barbera, Croatina e Malvasia di Candia e sul vino naturale. Una scelta coraggiosa che l’ha portata a diventare una leader riconosciuta a livello internazionale. 

L’ENOTURISMO SPAGNOLO CON QUADRI DI PICASSO E WARHOL

DUE HUB ENOTURISTICI, IL VIVANCO DI RIOJA E IL VALDEPEÑAS, PROPONGONO DEGUSTAZIONI DI VINO IN SALE CON QUADRI CELEBRI CON NUOVO FORMAT CHE UNISCE VINO E CULTURA

Enoturismo in Spagna

Enoturismo in Spagna

Di Donatella Cinelli Colombini, wineeducation, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Mi chiedo perché non farlo anche noi? Molti piccoli musei languono per mancanza di visitatori e si avvantaggerebbero da un nuovo modello di esperienza artistica. Anzi certi artisti, e penso a Leonardo da Vinci, hanno avuto un ruolo sia nel vino che nell’arte per cui potrebbero essere molto stimolanti su entrambi. In altre parole, qui da noi in Italia quasi ovunque portare l’assaggio del vino in edifici storici e musei permette di capire meglio la storia, l’arte e il vino perché sono tre cose collegate.

IL TURISMO DEL VINO IN SPAGNA

Questa riflessione parte da un bellissimo articolo di Enrico Zucchi sul GamberoRosso riguardante l’enoturismo spagnolo.
Premetto che non concordo con alcuni numeri. Di recente sono stata in Andalusia nella zona dello Jerez. Tipo Pepe dice di essere la seconda cantina più visitata del mondo con 230.000 ingressi annui. Tre anni fa ho visitato la Ribera del Duero dove ci sono infrastrutture enoturistiche che sono star di prima grandezza: Vega Sicilia e Alma Carraovejas.

TENDENZE 2026 DELLE BEVANDE

VINO BIANCO POSSIBILMENTE DA MONOVITIGNO AUTOCTONO IN PUREZZA, BIRRE NO ALCOL E APERITIVI A BASE DI DISTILLATI. PIÙ QUALITÀ. ECCO I BICCHIERI ITALIANI NEL 2026

2026 la tendenza di consumo va sui bianchi fermi

2026 la tendenza di consumo va sui bianchi fermi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Indubbiamente è il momento dei bianchi fermi che nei primi mesi dell’anno hanno segnato uno spettacolare +6% nelle vendite, superando, nella crescita, persino le bollicine. La predilezione per autenticità e tipicità spinge la scelta dei consumatori verso i vitigni di grande tradizione e le loro denominazioni.
Anche i consumi delle birre no alcol vanno fortissimo e si sono quasi raddoppiati in un solo anno. Bene gli aperitivi a base di distillati, c’è una forte richiesta di Gin e Tequila ma anche di Rum.

L’ENOTURISMO CRESCE SOPRATTUTTO IN ASIA E NEL PACIFICO

IN EUROPA IL 42% DELL’ENOTURISMO ATTUALE. IL 52% DELLE ESPERIENZE NELLE CANTINE SONO TOUR + ASSAGGI. I GRANDI GRUPPI ALBERGHIERI INESTONO NELLE ZONE DEL VINO

Medoc, Bordeaux l'Enoturismo europeo è il 42% del totale mondiale

Medoc, Bordeaux l’Enoturismo europeo è il 42% del totale mondiale

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Treqauanda, Casato Prime Donne Montalcino

Ovviamente l’enoturismo cresce ovunque a una media mondiale del 13,4% all’anno da ora al 2033 ( passando da 57 a 138 miliardi di $)e presto il suo business supererà quello del vino rimodellando le aree di produzione dove PIL, numero di occupati e di imprese sposteranno il loro baricentro sul turismo. Uno studio di Persistent Market Research, diffuso in Italia da WineNews, fotografa la situazione mondiale e le sue prospettive a breve termine.

DAL VINO AL CALICE AL VINO OSSIDATO

I CLIENTI ORDINANO SEMPRE PIU’ SPESSO CALICI DI VINO INVECE CHE BOTTIGLIE MA QUELLO CHE ARRIVA NEL LORO BICCHIERE A VOLTE E’ OSSIDATO. COME CAPIRLO E COSA FARE

Vino al calice e ossidazione Tagliata di cinta senese - Fattoria del Colle Trequanda Toscana

Vino al calice e ossidazione Tagliata di cinta senese – Fattoria del Colle Trequanda Toscana

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Sono fra i consumatori di vino al calice, specialmente se è possibile sperimentare cose che non conosco e scambiarmi il bicchiere con gli amici. Tuttavia, spesso i ristoranti non sono attrezzati per questo genere di offerta. Non hanno impianti ad azoto e neanche pompette per l’estrazione dell’ossigeno. Capita di vedere le bottiglie servite al bicchiere esposte sul bancone e chiuse con il tappo di sughero per cui oltre che fuori temperatura sono quasi sicuramente ossidate.

IL VINOAL CALICE E’ ATTRAENTE MA VA SAPUTO SCEGLIERE E CONSERVARE

A quel punto conviene fare un sacrificio e ordinare una bottiglia intera sperando che poi il gestore abbia un sacchetto per portarla a casa e finirla con calma.
Eppure, il consumo del vino al bicchiere cresce. Molti, come Andrea Gori, lo ritengono il miglior sistema per arginare il calo dei consumi. E, a conti fatti, è anche molto remunerativo per ristoranti ed enoteche. Per i vini fermi la bottiglia serve per 5 calici e al terzo bicchiere ha già messo in tasca del gestore il prezzo di vendita intero. Ovviamente questo è possibile se il servizio è fatto in modo intelligente offrendo vini giusti: brand affermati insieme ad autentiche rarità da scoprire, ma soprattutto se l’attrezzatura di conservazione è adeguata.

IL VINO ROSSO PIU’ FREDDO E’ MEGLIO

MI E’ SUCCESSO DI SERVIRE IL MIO BRUNELLO ALLA TEMPERATURA DI UN BRODO E MI SONO VERGOGNATA DA MORIRE. BISOGNA USARE IL SECCHIELLO DEL GHIACCIO ANCHE CON I ROSSI

Tormaresca Antinori -fichimori- vino rosso da bere fresco

Tormaresca Antinori -fichimori- vino rosso da bere fresco

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Per noi produttori di Brunello, fino a qualche anno fa, il problema erano le bottiglie troppo fredde in inverno ma il global warming ha rovesciato la situazione ed ora l’attenzione si concentra sul raffreddamento perché nessuno vuole servire il suo vino a una temperatura che lo fa assomigliare a una tisana. Per questo l’uso delle glacelle, che un tempo era riservata a bianchi e rosati, è diventata una pratica comune anche per i rossi. E non mi riferisco solo ai vini giovani che puntano sulla freschezza ma anche ai grandi rossi da invecchiamento.

DAI PIU’ CELEBRI SOMMELIER ED ENOLOGI TUTTI CONCORDANO SUL RAFFREDDARE I VINI

Un delizioso articolo di WineNews commenta questa tendenza con l’aiuto di prestigiosi sommelier, come Paolo Porfidio (Excelsior Hotel Gallia, Milano), Sebastien Ferrara (Enrico Bartolini al Mudec, Milano), o come Marco Reitano (La Pergola di Heinz Beck a Roma).

                                                                       
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