Vino, studi, news, gossip

ANNA DI MARTINO E I 27 BIG DEL VINO ITALIANO

SONO LE 14 CANTINE CHE FATTURANO OLTRE I 200 MILIONI E LE 27 CHE SUPERANO I 100 MILIONI DI EURO DI BUSINESS PARI AL 41% DI TUTTO GIRO D’AFFARI ENOICO ITALIANO

Anna Di Martino Classifica delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato

Anna Di Martino Classifica delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato

di Donatella Cinelli Colombini, winedestinations, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Come ogni anno il Corriere della Sera pubblica l’analisi di Anna di Martino sui grandi gruppi enologici italiani. Sono solo 27 ma da soli rappresentano il 41% del fatturato 2024 del mercato vitivinicolo italiano e il 47,5% dell’export rispettivamente con 14,5 miliardi e 8,1 miliardi. Detto così le altre 35.000 cantine italiane sembrano nanette nel Paese di giganti ma in realtà in Italia la concentrazione produttiva del vino è molto inferiore che nel resto del mondo.

Come sempre il gruppo delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato è guidato da CIV cioè Cantine riunite + Gruppo Italiano Vini con i suoi 468 milioni di business e 197 milioni di bottiglie. Un’alleanza che vede GIV con il maggior fatturato e minori bottiglie e le Riunite con 135 milioni di pezzi dal prezzo medio inferiore a 2€. Sono proprio loro a spostare la prospettiva su questo ristretto numero di grandi aziende che complessivamente vendono circa 2,2 milioni di bottiglie.

2024 ANNO IN CUI LA CRESCITA DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE SI E’ FERMATA

Il 2024 è stato un anno molto complicato anche per i grandi gruppi che sono reduci da un lungo periodo di crescita e di ottimi margini. Gli scorsi 12 mesi hanno scontato una crisi nazionale dei consumi, una situazione internazionale incerta e economicamente poco florida …. Il risultato è che 9 aziende delle 27 grandi chiudono il bilancio con un segno meno nei fatturati: Iwb, Herita Marzotto wines estates, Gruppo Lunelli, Schenk italian wineries e gruppo Ruffino, oltre alle cooperative: Caviro, Cavit, Mezzacorona e Cadis 1898. Altri 5 gruppi hanno fatto lo stesso business dell’anno prima la coop Cantine Riunite e Vignaioli veneti friulani e le private Fratelli Martini, Marchesi Frescobaldi e Villa Sandi. Ci sono anche 13 cantine che hanno continuato a crescere. La situazione delle grandi imprese del vino è dunque solidissima ma la loro corsa in avanti pare rallentare.

CENERENTOLA ORCIA DOC 2021 BIO

TERZA GRANDE ANNATA IN SUCCESSIONE, IL 2021 SI CARATTERIZZA PER LA SCARSITÀ D’UVA CAUSATA DA UNA GELATA PRIMAVERILE E PER UNA MATURAZIONE LENTA

2019, 2020 e 2021 tre annate molto diverse ma di grandissima qualità. Mostrano come il global warming favorisca i vigneti del sud della Toscana nonostante gli eccessi di caldo e di freddo, siccità e temporali monsonici che caratterizzano il nuovo clima.
In effetti il 2021 era iniziato male con una gelata primaverile che, fortunatamente, ha solo sfiorato la Fattoria del Colle ma ha determinato un drastico calo delle temperature impedendo la nascita dei nuovi germogli. C’erano quindi circa 20 giorni di distanza fra le prime foglioline nate a inizio aprile e quelle della fine del mese. La gelata e i tre mesi estivi senza piogge produssero un drastico calo dei grappoli e della dimensione degli acini che, in vendemmia, somigliavano più al Pinot Noir che al Sangiovese.
Un settembre fresco fino a diventare freddo di notte, ha offerto le condizioni ideali per una maturazione lenta e regolare dell’uva. Il risultato è un vino che unisce potenza, freschezza e longevità.

LE DONNE DEL VINO DELLA TOSCANA ALLA SCOPERTA DEL CARMIGNANO

UNA GIORNATA PER VISITARE LE TENUTE DI CAPEZZANA E DI ARTIMINO GUSTANDO I LORO MERAVIGLIOSI VINI CARMIGNANO E INFINE ENTRARE NELLO STORICO LANIFICIO BALLI

Donne del Vino della Toscana a Artimino nel Carmignano

Donne del Vino della Toscana a Artimino nel Carmignano

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Laura Carrera ha organizzato per le Donne del Vino della Toscana, un’escursione memorabile nel Montalbano e a Prato. Un modo piacevole per scoprire insieme il vino Carmignano, uno dei territori viticoli più antichi e importanti della Toscana. Il Bando del 1716 di Cosimo III de’ Medici, antenato delle moderne denominazioni, delimita la sua area di produzione e definisce i vini di Carmignano come “ atti a navigare”, cioè adatti all’esportazione.

TENUTA DI ARTIMINO E VILLA LA FERDINANDA

Prima tappa la Tenuta di Artimino ospiti di Annabella Pascale

Artimino Annabella Pascale e Donatella Cinelli Colombini sotto il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci

Artimino Annabella Pascale e Donatella Cinelli Colombini sotto il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci

La tenuta di Artimino ha un autentico tesoro: la dimora medicea, patrimonio UNESCO, Villa La Ferdinanda chiamata anche la Villa dei Cento camini. Fu costruita dal 1596 al 1600, in soli quattro anni, per volere di Ferdinando I de’ Medici su progetto di Bernardo Buontalenti. La villa era la favorita di Ferdinando che la fece affrescare da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici ancora visibili le decorazioni del salone centrale, degli appartamenti granducali, della loggia e dalla cappella. Esisteva poi un “guardaroba”, decorato da eccezionali dipinti come il Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano, oggi presso la Galleria Palatina e il Bacco di Caravaggio, in mostra presso gli Uffizi. Offre una misura dell’eccezionalità di questo luogo il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci.
Circondata da vigneti e uliveti e dal Barco Reale l’enorme riserva di caccia dei Medici recitata da un muro lungo 50 km, Artimino offre un hotel diffuso con 101 unità, due ristoranti panoramici, piscina e un centro benessere. Nel sotterraneo della villa ci sono le monumentali cantine storiche. L’assaggio ha riguardato Vin Ruspo Barco Reale di Carmignano Rosato DOC, Chianti Montalbano DOCG, Poggilarca Carmignano DOCG
Artimino ha un’estensione di 730 ettari, di cui 78 vitati nelle varietà principali del Carmignano: Sangiovese ed il Cabernet.
Nel 1980 la tenuta fu acquistata da Giuseppe Olmo campione sportivo divenuto imprenditore di successo. Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.

RESISTE MEGLIO AL NUOVO CLIMA IL CABERNET O LO CHARDONNAY?

LA SCARSITA’ D’ACQUA E LA CRESCITA DEL CO2 MINACCIANO LE VITI MA CI SONO VARIETA’ PIU SENSIBILI E ALTRE PIU RESISTENTI COME HA SCOPERTO L’UNIVERSITA’ DI SAN DIEGO

Cabernet Sauvignon vitigno più resiliente delllo Chardonay

Cabernet Sauvignon vitigno più resiliente dello Chardonay

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il nome della ricercatrice è italiano, si tratta della biologa Alessandra Zuniga ma il suo studio arriva dell’Università Statale di San Diego in California. Si intitola “Vitis vinifera L. varieties (cv. Cabernet Sauvignon and Chardonnay) vary in leaf water flux in response to elevated Co2 growing conditions and a gradual water deficit”. Le varietà di Vitis vinifera L. (cv. Cabernet Sauvignon e Chardonnay) variano il flusso di acqua nelle foglie in risposta a condizioni di crescita con elevata Co2 ed al graduale deficit idrico. Gli esiti dello studio pubblicato su AoB Plants  sono stati divulgati in Italia da WineNews.

LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE SI SCOPRONO DIVERSE

A VINITALY TOURISM IL CENTRO STUDI ENOTURISTICI E OLEOTURISTICI CESEO HA PRESENTATO LA PRIMA ANALISI SULLE DIFFERENZE REGIONALI FRA LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

Movimento turismo del vino di Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana

Movimento turismo del vino di Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana con Antonello Maruotti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle,  Casato Prime Donne 

Un nuovo inedito contributo alla comprensione dell’enoturismo italiano arriva da CESEO (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici) dell’Università LUMSA presieduto da Dario Stefàno. Lo studio, coordinato dal Prof. Antonello Maruotti (Professore Ordinario di Statistica Università LUMSA) su un campione rappresentativo di cantine socie del Movimento Turismo del Vino mostra come il carattere dei territori e degli abitanti imprimano caratteri distintivi all’offerta enoturistica nelle diverse zone d’Italia. Un bellissimo assist per Violante Gardini Cinelli Colombini che alla guida di MTV sta per lanciare Cantine aperte. Questo evento, alla fine di maggio, sarà la vetrina delle nuove esperienze enoturistiche in centinaia di imprese di produzione sparse in tutta Italia.

LE PECULIARITA’ REGIONALI DELL’ENOTURISMO

Dall’indagine presentata a Vinitaly Tourism emerge come al Centro le cantine puntino molto sui panorami mentre a Nord lo fanno di meno. La tradizionale ospitalità meridionale si connota anche con una maggiore propensione a proporre cibi tipici insieme al vino mentre il noto pragmatismo degli abitanti del Friuli Venezia Giulia li spinge a puntare sulla vendita delle bottiglie che è, nel business enoturistico, la maggiore fonte di entrate. A sorpresa emerge il maggior utilizzo commerciale degli strumenti digitali delle cantine meridionali che quindi chiedono una maggior formazione in web marketing da parte dei loro addetti alla wine hospitality. Problema questo che appare il più urgente da affrontare a livello nazionale perché, a fronte di una presenza plebiscitaria con siti e social media la conversione è bassa (una media di 1000 accessi al sito ) così come la mancata raccolta di contatti utili e la loro archiviazione artigianale (media di 1000 followers a cantina) impedisce di fatto il decollo di wine club ( presente solo nel 13% delle cantine) e degli e-commerce proprietari.
Oltre una generalizzata diffusione degli standard minimi nelle cantine MTV, intesi come sale da degustazione, punto vendita, circuito turistico, bagni ad uso pubblico e personale formato, emergono dei bisogni da colmare in tempi brevi e dei distinguo che diversificano l’offerta enoturistica italiana meglio strutturata e posso essere usati per valorizzarla.

DESERTIFICAZIONE DEI CENTRI STORICI, COSA FARE?

ESCONO I RESIDENTI E ARRIVANO I TURISTI. QUESTA LA SITUAZIONE DEI CENTRI STORICI ITALIANI DOVE AFFITTI BREVI E NEGOZI PER TURISTI STANNO SOSTITUENDO GLI ABITANTI

città turistiche desertificate dai residenti e dai negozi per loro

città turistiche desertificate dai residenti e dai negozi per loro

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Tutti abbiamo visto i centri storici delle città svuotarsi di residenti e riempirsi di negozi per turisti.
Una desertificazione che riguarda soprattutto le città d’arte e le wine destination. I nostri centri storici si stanno trasformando in parodie di loro stessi perdendo quel carattere che li rende unici, autentici e inimitabili: lo stile di vita dei residenti. E’ inutile illudersi i monumenti si imitano e quelli falsi sembrano addirittura “più veri di quelli veri” perché sono esattamente come il turista se li aspetta. Ciò che rende straordinario un luogo è la compenetrazione fra la sua storia, i suoi scenari artistici, paesaggistici e il modo di vivere che ha suscitato. Questo è irriproducibile ma il turismo di massa e gli affitti brevi lo stanno distruggendo.

IN ABRUZZO CON LE DONNE DEL VINO

LA CONVENTION NAZIONALE DELLE DDV DAL 15 AL 18 MAGGIO 2025 E’ INTITOLATA “COLTIVIAMO SCENARI FUTURI” E FA SCOPRIRE LE RICCHEZZE MILLENARIE DELL’ABRUZZO

Donne del Vino Convention 2025 in Abruzzo Donatella Cinelli Colombini e la torta celebrativa alle Cantine Bosco Nestore

Donne del Vino Convention 2025 in Abruzzo Donatella Cinelli Colombini e la torta celebrativa alle Cantine Bosco Nestore

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Un viaggio immersivo nei vini di una regione coraggiosa e tenace. Ti accoglie con i suoi vigneti di Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino e Passerina. Si rivela con degustazioni guidate e visite delle cantine. Affascina con la Costa dei Trabocchi e le sue antiche macchine da pesca sospese sul mare e le spiagge incantevoli. L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, città martire del terremoto che sta rinascendo. La Valle delle Abbazie, in cui arte sacra e natura si fondono in un paesaggio di rara bellezza, tra monasteri medievali e antiche tradizioni spirituali. La cucina tipica con i suoi sapori autentici: dagli arrosticini alla pasta alla chitarra, fino ai confetti di Sulmona.
Un mix di immagini, sapori e cultura che rimarranno come un’esperienza condivisa per le Donne del Vino che sono arrivate in Abruzzo da tutta Italia. Ci accolgono la delegata regionale Martina Danelli Mastrangelo e le sue fantastiche socie.

A CENA NEI TRABOCCHI ACCOLTE DA JENNY VIANT GOMEZ E MARTINA DANELLI MASTRANGELO

Prima tappa del viaggio in Abruzzo è la cena nella Costa dei Trabocchi. E’ il nome del tratto di litorale abruzzese che ospita i magnifici Trabocchi, ovvero speciali palafitte in legno un tempo usate per la pesca. I Trabocchi si trovano prevalentemente nella parte meridionale dell’Abruzzo, nella provincia di Chieti, da Ortona fino a Vasto. Queste ingegnose infrastrutture permettevano di pescare senza uscire in mare con una barca ed erano anche la casa di alcuni pescatori. Gabriele D’Annunzio li descrive come “macchine che parevano vivere di vita propria”, ed ora sono ora uno dei simboli dell’Abruzzo. Di recente una pista ciclabile di 42 km li ha valorizzati come destinazione turistica sostenibile. La cena di pesce è strepitosa e fuori infuria la burrasca a creare un’atmosfera ancora più emozionante.

WINE SUITE RAPPORTO 2025 (2)

CRESCONO I VISITATORI 22,6% CRESCE IL NUMERO DELLE ESPERIENZE PROPOSTE DA OGNI CANTINA (6,7) SEGMENTANDOSI DI PREZZO E CERCANDO DI ADATTARSI AI DIVERSI TARGET

Wine suite Divinea rapporto 2025

Wine suite Divinea rapporto 2025

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

L’indagine 2025 di Wine Suite Divinea mostra un’evoluzione di domanda e offerta enoturistica italiana che cominciano ad allinearsi. Prevalgono le coppie ma diminuiscono i piccoli gruppi e l’enoturismo comincia a configurarsi come un rito sociale.  Crescono gli stranieri. Nelle esperienze sotto i 50€  la proposta delle cantine non riesce più a soddisfare la domanda e solo nelle proposte più care c’è ancora margine di crescita.

IL NUMERO TOTALE DEI VISITATORI DI OGNI CANTINA TURISTICA SI MANTIENE BASSO MA CRESCE DEL 22,6%

• 39% delle cantine riceve fra 500 e 2000 visitatori
• 30,8% delle cantine riceve fra 100 e 500 visitatori
• 17% delle cantine riceve fa 2000 e 5000 visitatori

WINE SUITE RAPPORTO 2025 (1)

LA WINE HOSPITALITY FINISCE DI ESSERE UN’ATTIVITÀ DI MARKETING E DIVENTA PURO BUSINESS. IL TURISMO DEL VINO FOTOGRAFATO NELLE 400 CANTINE DI DIVINEA-WINESUITE

Wine suite Divinea rapporto 2025

Wine suite Divinea rapporto 2025

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

Come ogni anno Divinea Wine Suite ci propone una fotografia delle 400 cantine di cui cura la wine hospitality e quest’anno mostrano un netto incremento di business enoturistico.

Il numero dei visitatori delle cantine rimane basso ma cresce e aumenta (18%) anche il valore medio del vino che comprano con il 78% dei turisti fanno shopping dopo la visita. Aumentano i prezzi delle esperienze (+ 28%) mentre l’ecommerce fa un piccolo passo indietro ma comincia a strutturarsi con CRM e invii mensili di mail. Il tallone d’Achille sono le mailing list ancora piccolissime

LA CRESCITA DEL BUSINESS ENOTURISTICO È ESPONENZIALE

  • Lo scontrino medio è aumentato di valore e quasi tutti i clienti comprano bottiglie
    92€ nel 2022 con 3,2 persone
    109€ nel 2023 + 18% con 3,4 persone
    129€ nel 2024 + 18% con 3,5 persone
  • Il 78,3% dei visitatori (coppie o gruppi) compra dopo la visita
    • 8,5 numero di bottiglie dell’acquisto medio
    • 35% acquista più di 6 bottiglie

NORMATIVA DELLE CANTINE TURISTICHE

L’AVVOCATO PAOLA GELATO PARTNER DELLO STUDIO JACOBACCI & ASSOCIATI HA PRESENTATO LA NORMATIVA ENOTURISTICA AL CONVEGNO DEL SYNDICAT DES VINS CÔTES DE PROVENCE

normativa delle cantine turistiche avvocato Paola Gelato - Montalcino Casato Prime Donne

normativa delle cantine turistiche avvocato Paola Gelato – Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Per la prima volta Paola Gelato avvocato partner dello studio torinese Jacobacci & Associati, ha redatto un’analisi della normativa giuridica dell’enoturismo italiano. L’ha presentata qualche mese fa al convegno del Syndicat des Vins Côtes de Provence. Si tratta della prima analisi ricognitiva sulle leggi e i regolamenti che regolano la wine hospitality.
L’enoturismo in Italia è un fenomeno in continua crescita, capace di valorizzare territori, tradizioni e produzioni vitivinicole. Nato sulla scia del successo americano circa 25 anni fa, oggi è regolamentato da una cornice normativa ben delineata, anche se ancora in fase di completamento.

COS’È L’ENOTURISMO NELLA NORMATIVA ITALIANA?

Secondo la legge 205/2017, l’enoturismo comprende tutte quelle attività turistiche che si svolgono nei luoghi di produzione del vino: visite in vigna e in cantina, degustazioni, eventi culturali e ricreativi, iniziative didattiche, e anche la vendita diretta dei vini, eventualmente accompagnati da prodotti agroalimentari freddi preparati in azienda.

PRENOTAZIONE RIVENDIBILE

TAKYON È LA PRIMA PIATTAFORMA TURISTICA CHE PERMETTE DI PRENOTARE E POI RIVENDERE LA PROPRIA PRENOTAZIONE UTILIZZANDO NFT E BLOCKCHAIN PER GARANTIRE I CLIENTI

le prenotazioni di viaggio diventano vendibili con Takyon

le prenotazioni di viaggio diventano vendibili con Takyon

di Donatella Cinelli Colombini, winedestnation, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Il ragionamento parte da un punto molto alto: la comprensione di quello che Ruggero Eugeni chiama la “condizione postmediale” cioè la società successiva ai media così come erano intesi nell’Ottocento e nel Novecento – per intenderci giornali, cinema e radiotelevisione. Nel saggio “La condizione postmediale. Media, linguaggi e narrazioni” Eugeni descrive la società attuale con tre caratteristiche:
• la naturalizzazione delle tecnologie che ormai sonno vissute come una parte integrante della nostra giornata
• la soggettivizzazione dell’esperienza che pone al centro l’appropriazione percettiva della realtà nella forma di “vita in diretta”,
• la socializzazione dei legami relazionali che orami passano dal web senza coinvolgimenti di appartenenza a un gruppo o a un luogo, ma più spontaneamente e rapidamente
In questa società liquida, il viaggio è costruito dai futuri turisti modificando le decisioni via via che arrivano nuove suggestioni e informazioni. In questo contesto dinamico la prenotazione è percepita come un problema perché blocca la decisione.

VINI ROSATI TOP MONDIALI: LA FRANCIA NON STRAVINCE

5 ROSATI SU 10, FRA QUELLI PIU’ RICERCATI DEL MONDO, VENGONO DALLA PROVENZA E 7 SU 10 VENGONO DALLA FRANCIA MA C’E’ ANCHE UN CERASUOLO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO

Rosati più cercati nel mondo Azienda Agricola Valentini Cerasuolo Montepulciano d'Abruzzo Rosa

Rosati più cercati nel mondo Azienda Agricola Valentini Cerasuolo Montepulciano d’Abruzzo Rosa

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Arriva da WineSearcher la lista dei 10 vini rosati che attraggono maggiormente la curiosità dei wine lover mondiali. Vale la pena ricordare che Wine Searcher è il motore di ricerca neozelandese che permette di avere notizie e prezzi di oltre 6 milioni di vini. La banca data di WineSearcher su vini  ed enoteche è accompagnati da una enciclopedia vitivinicola online senza eguali nel mondo.

LISTA DEI 10 ROSATI PIU’ RICERCATI DEL MONDO

N°1 Château d’Esclans‘ Whispering Angel Cotes de Provence Whispering Angel Rose
Provenza Francia €23

Vino che affascina i clienti ma non la critica per cui il punteggio medio dei grandi assaggiatori internazionali risulta bassino 89/100. WineSearcher lo descrive come << secco, nervoso fervidi e con un delicato sentore di pesca della Provenza>>. Le ali rosa, Whispering Angel sono molto amate da celebrità come i Beckham, Lady Gaga e Jeremy Clarkson. Per questo suscitano fra i consumatori una particolare attrazione.
In generale tutti i rosati provenzali si ispirano al prototipo di raffinatezza costituiti da Whispering Angel di Château d’Esclans e lo Château Miraval dell’ex coppia cinematografica Angelina Jolie e Brad Pitt. Al contrario, le tonalità di fragole selvatiche e il colore vivo caratterizzano i rosati di Spagna , Portogallo e Italia. Vini che tuttavia, secondo WineSearcher sono <<declassate a opzione economica e da festa, il parente povero delle delizie epicuree della Francia meridionale>>.  Sarà anche vero ma i rosati più cari risultano il Cerasuolo di Montepulciano d’Abruzzo di Valentini che costa 156€ e la Gran Riserva Rosado di Lopez de Heredia Vina Tondonia che costa 143€

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA: DEGUSTAZIONE E CONSERVAZIONE

QUALI SONO I SAPORI E LE TIPOLOGIE DEL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE E COME ASSAGGIARLO. GLI OLIVETI E L’OLIO DELLA FATTORIA DEL COLLE DI TREQUANDA IN TOSCANA

olio extravergine di olia Fattoria del Colle Trequanda

olio extravergine di olia Fattoria del Colle Trequanda

di Alessia Bianchi, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

L’analisi visiva è considerata poco rilevante, motivo per cui i bicchieri da degustazione professionale sono volutamente colorati per mascherare le caratteristiche visive che potrebbero influenzare il giudizio dell’assaggiatore. Le sfumature dell’olio possono andare dal giallo al verde intenso, ma sono legate alla varietà dell’oliva o al grado di maturazione.
L’analisi olfattiva riveste una notevole importanza ai fini del giudizio finale, L’aroma percepito inspirando, dopo aver scaldato il bicchierino tra i palmi delle mani per portarlo alla temperatura ottimale di 28°C, rivela subito se i profumi sono gradevoli oppure se sono presenti sensazioni sgradevoli collegabili a difetti
Un olio extravergine di qualità deve avere un aroma fresco e vegetale, che può richiamare sentori di carciofo, mandorla o pomodoro. Il profumo intenso è una caratteristica distintiva degli oli di alta qualità e rappresenta una delle principali differenze tra un olio extravergine comune e un prodotto di eccellenza.

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA: STORIA QUALITÀ E BENEFICI

LA STORIA DELL’OLIO DI OLIVA E I SUOI BENEFICI PER LA SALUTE DI CHI LO CONSUMA. LE FASI DELLA PRODUZIONE DELL’OLIO EVO E IL RUOLO DELL’ACIDITÀ NELLA SUA VALUTAZIONE

Fattoria del Colle, olio extravergine EVO degustazione

Fattoria del Colle, olio extravergine EVO degustazione

Di Alessia Bianchi, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

L’olio extravergine di oliva è uno dei simboli della dieta mediterranea, un prodotto che racchiude secoli di storia e  tradizione. Alla Fattoria del Colle, la produzione di olio EVO segue metodi biologici, garantendo un prodotto di altissima qualità. Scopriamo insieme la sua affascinante storia, i benefici per la salute e il processo produttivo che ne determina l’eccellenza.

UN VIAGGIO NELLA STORIA DELL’OLIO DI OLIVA

L’olivo selvatico ha origini antichissime: considerato nel neolitico solo una risorsa per la legna da ardere, divenne presto un elemento fondamentale della vita nel bacino del Mediterraneo.

COME PRODURRE VINI MENO ALCOLICI PARTENDO DALLA VIGNA

IL NUOVO CLIMA CREA OPPORTUNITA’ E RISCHI: LE BUONE VENDEMMIE SI MOLTIPLICANO MA IL GRADO ALCOLICO DEI VINI SALE MENTRE IL MERCATO VORREBBERO VINI MENO ALCOLICI

Vigneti a tendone dipinti da Simone Martini nel 1328 presso Sassoforte e Montemass

Vigneti a tendone dipinti da Simone Martini nel 1328 presso Sassoforte e Montemassi

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Una delle scelte che porto avanti per i nuovi vigneti è quella dei luoghi “sfigati” cioè a Nord, in ombra, ad altitudini maggiori …. Quelli che gli agronomi guardano con sospetto e disegnano sui loro volti espressioni disgustate <<qui lei non farà mai uva da Brunello>> mi disse Valerie Lavigne di fronte a un piccolo terreno di fondovalle accanto al Casato Prime Donne. Io risposti diplomaticamente <<la useremo per il Chianti Superiore>>.
Quando decisi di piantare vitigni bianchi alla fattoria del Colle l’agronomo Gabriele Gadenz mi indicò un declivio con una splendida esposizione a mezzogiorno. Io gli indicai il “fondo della Casella” una scarpata riparata dal sole e piuttosto umida. Poi feci un compromesso. <<Metà del vigneto lo pianteremo dove dice lei e metà dove dico io così potremo fare il confronto>>.
Io non ho paura dei cambiamenti e il nuovo clima richiede di cambiare, ma vedo intorno a me tanta paura nell’abbandonare i metodi e le scelte che, nel passato, hanno avuto successo.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.