IL VINO PUÒ ESSERE GIOVANE E POP ECCO COME
IL FILM <<MENSAJE EN UNA BOTELLA>> FRA SOMMELLERIE E FANTASIA A MENDOZA E UN ALBUM ROCK REALIZZATO DAI VIGNAIOLI MUSICISTI FRANCESI SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestinations, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
Basta piangere per il calo dei consumi, il clima impazzito o i licenziamenti, come la riduzione di 1,200 dipendenti annunciato da LVMH. Le lacrime non risolvono la situazione del vino.
Bisogna reagire e provare strade nuove. Il vino appare ai giovani come qualcosa di difficile e lontano dal loro stile di vita. Per dialogare con i nuovi consumatori bisogna parlare il loro linguaggio che mescola virtuale e reale, si esprime con la musica ed esce da quell’aurea di lusso irraggiungibile che per i giovani è solo fonte di frustrazione.
Il vino è natura e diversità, aiuta a stare con gli altri e a godere il piacere del cibo.
In questo senso mi sembrano esemplari due iniziative citate da Wine Searcher.
IL FILM ARGENTINO FRA FANTASIA, VIGNETI E RISATE
La prima è un film argentino intitolato “Mensaje en una Botella” che racconta di una sommelier donna – la bellissima attrice e modella Luisana Lopilato– che riesce a comunicare con il passato infilando messaggi dentro una bottiglia vuota. Il film ha un carattere fantasioso e divertente. E’ stato girato interamente a Mendoza e dintorni e presenta anche aziende vinicole locali. Grazie al legame sentimentale fra la protagonista e il cantante canadese Michael Bublé che ha sostenuto la pellicola con i suoi post, la commedia divertente “Mensaje en una Botella” ha reso più popolari e attraenti i vini argentini.
L’ALBUM ROCK DEI VIGNAIOLI FRANCESI
Un gruppo di viticoltori di zone diverse della Francia si è unito per produrre un album rock di 12 brani. Si chiama “Accords Majeurs” nome che significa “accordi maggiori”, ma anche abbinamenti maggiori giocando sul concetto di cibo-vino. L’album è stato registrato e mixato internamente, con sessioni che si sono svolte persino in un vigneto. L’obiettivo è di mettere in evidenza gli effetti del cambiamento climatico sui vigneti. Il cantautore Gavin Crisfield, trasferitosi nel sud della Francia da Belfast ha raccontato <<a causa di fasi vegetative interrotte, fotosintesi bloccata, maturazione fenolica irregolare, fermentazioni più difficili da avviare e da concludere, sta diventando sempre più difficile produrre vini con l’equilibrio desiderato>>. Il gruppo si è formato sulla scia di un libro del giornalista enologico francese Frédéric Durand-Bazin, intitolato “Accords Majeurs”, che descrive i vignaioli musicisti di tutta la Francia. Essi sono Paul Amsellem (del Domaine Georges Vernay a Condrieu) – voce; Gavin Crisfield (de La Traversée nelle Terrasses du Larzac ) – chitarra e voce; Frédéric Chauffray (del Domaine de la Réserve d’O, anche lui delle Terrasses du Larzac) – chitarra e voce; Jean-Charles Fagot (del Domaine Fagot Corpeau e dell’Auberge du Vieux Vigneron a Corpeau, appena ad est di Chassagne-Montrachet ) batteria e voce, Stéphane Derenoncourt (chitarra elettrica); Pascal Doquet del Domaine Doquet in Champagne (chitarra acustica) e Pierre-Jean Villa del Domaine Pierre-Jean Villa nel Rodano settentrionale (chitarra elettrica).
Forse potremmo fare qualcosa del genere anche noi in Italia e penso a Sing, Albano Carrisi, Josè Rallo, Caterina Dei, Gianna Nannini, Andrea Bocelli, Zucchero Fornaciari…. e chi sa quanti altri. Perché non provarci?






