IN OREGON CON L’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN
DONATELLA E VIOLANTE DI NUOVO IN VIAGGIO, QUESTA VOLTA, ALLA SCOPERTA DEL NUOVO REGNO DEL PINOT NOIR. IN OREGON FRA CANTINE, DEGUSTAZIONI E QUERCIA BIANCA AMERICANA
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda
Dopo un travagliatissimo viaggio di andata che è durato quasi due giorni io e Violante arriviamo finalmente in Oregon per visitare le cantine e degustare il Pinot Noir del Nuovo Mondo.
L’Académie Internationale du Vin riunisce produttori, enologi, giornalisti e grandi buyer di vino di tutto il mondo. C’è la crème de la crème. Il gruppo degli italiani è piccolo ma molto unito. Oltre a Donatella e Violante ci sono Angelo e Rossana Gaja e Pietro Ratto a cui saltuariamente si aggiungono Maurizio Zanella, Salvatore Geraci o Franco Martinetti.
GLI ITALIANI DELL’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN

Donatella e Violante in Oregon con l’Academie Internationale du Vin
Lo stile degli accademici è informale. Pochissime valige, abiti da campagna “senza cravatta” adatti a un clima caldo di giorno e fresco di notte. L’unico must sono le scarpe adatte per camminare.
La visita in Oregon è organizzata da Josh e Caroline Bergström e inizia con la presentazione della storia e dei vigneti dello stato da parte di Jason Lett di Eyrie Vineyards. Tutti sono ansiosi di capire come un piccolo gruppo di americani sono riusciti a sfidare la Borgogna da pari e pari.
Tutto inizia negli anni 60 nelle zone di Umpqua e Willamette grazie ad alcuni pionieri coadiuvati da aziende francesi. Ma nel 1979 fanno un colpo magistrale: la rivista francese Gault&Millau organizza una gara internazionale chiamata Wine Olympics e, nella sorpresa generale, il Pinot Noir EYRIE 1975 di David Lett si piazza nella top ten.
L’Oregon è attualmente il quarto produttore di vino statunitense, con circa 15000 ha vitati e quasi 800 aziende. E’ diviso in 7 grandi zone viticole con 18 AVA -American Viticultural Area.
DONATELLA E VIOLANTE VISITANO LE CANTINE DEL PINOT NOIR DELL’OREGON
Purtroppo non abbiamo partecipato al primo giorno del winery tour che iniziava alla Ponzi Vineyards di proprietà di Bollinger e proseguiva da Domaine Drouhin.
Siamo invece stati presenti alla visita della Bergström Wines (la cantina degli organizzatori del viaggio) dove lo stile è decisamente più familiare e i vini sono strepitosi. La visita è seguita dalla degustazione incentrata sui vini delle denominazioni Ribbon Ridge e Chehalem Mountains e si conclude con il pranzo sotto una tenda montata in mezzo alle vigne.
Nel pomeriggio l’appuntamento è a Willakenzie con la visita e la degustazione seguita dalla cena con i viticoltori di Kendall Jackson, Oregon la super cantina di Barbara Banke.
Ultimo giorno e gran finale. Il viaggio riguarda Eola-Amity e la prima tappa inizia con il benvenuto a Lingua Franca con la visita e la degustazione ancora una volta allargata ai produttori locali di Chardonnay: Walter Scott, Bethel Heights, Antica Terra, Double Zero… Alla fine il pranzo in cantina.
Tappa finale a Resonance – Yamhill Carlton, che ci accoglie con i suoi edifici in legno. Come sempre la visita e la degustazione finisce con la cena. Per Il gran finale sono presenti tutti i produttori dell’Oregon che hanno partecipato al viaggio.
LA QUERCIA BIANCA DELL’OREGON NEL PAESAGGIO E NELLE BOTTI

Con l’Academie Internationale du Vin alla scoperta del Pinot Noir in Oregon
Ma non ci sono solo cantine in Oregon c’è anche la celebre quercia bianca americana la quercus alba con cui
vengono realizzate le barriques che conferiscono al vino sapori dolci di vaniglia, cocco e aneto. Nello stato esiste una varietà di questo albero chiamata Quercus garryana o quercia bianca dell’Oregon con un legno più duro che sta guadagnando consensi fra produttori di vino e distillatori perché lascia un’impronta più sobria. Le specificità fra la quercia dell’Oregon e quella francese sono efficacemente descritte da Vicki Denig su WineSearcher ma assaggiarle nei bicchieri è stata un’esperienza diversa e affascinante.






