RAPPORTO COOP 2024

Rapporto Coop 2024

RAPPORTO COOP 2024

IL RAPPORTO COOP È UN’ANALISI SOCIOLOGICA ED ECONOMICA CHE AIUTA A CAPIRE LA DINAMICA DEI CONSUMI E SOPRATTUTTO APRE LA MENTE E GLI OCCHI SUL MONDO

Rapporto-Coop-2024

Rapporto-Coop-2024

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination,  Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il panorama mondiale è sconfortante e non potevamo aspettarci un Rapporto Coop zuccheroso. Il bravissimo Albino Russo non aggiunge paure ma conferma la criticità dei dati geopolitici mostrandoci come modificano i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
Il saggio descrive la sfiducia nelle istituzioni e soprattutto nella democrazia che delude con il suo troppo parlare e poco decidere. Questo è soprattutto vero riguardo alle scelte ambientali mentre cresce la consapevolezza di essere in ritardo. Siamo in quel 10% fortunato della popolazione mondiale che, tuttavia, produce il 50% del gas serra. Abbiamo dunque delle responsabilità e dei doveri.
Lo scorso anno ci sono state elezioni in 76 Paesi dove vive la metà della popolazione mondiale. Emerge un nuovo protagonismo femminile. “Politico Europe” ha messo Giorgia Meloni al primo posto nella classifica “Ranking the most influential people in Europe: class of 2025

INSICUREZZA E RIARMO

Il senso di insicurezza è acuito dai troppi conflitti armati. Cresce la convinzione che l’ondata di riarmamento possa essere la miccia di un nuovo conflitto. Nel 2023 la spesa militare mondiale è cresciuta del 7% giungendo al record di 2.273 miliardi. Gli USA sono il primo esportatore di armamenti (34%) seguiti dalla Francia. Colpisce e, francamente mi ha sorpreso, scoprire che il primo importatore mondiale di armi sia l’India. Sono sorpresa anche di vedere l’accoglienza positiva alla prospettiva della leva militare obbligatoria. Piace a un italiano su due.
Un altro frutto dell’insicurezza è il neo nazionalismo e la chiusura verso le immigrazioni generate da una crescita demografica e economica asimmetrica. Essa proviene soprattutto dall’Africa che sarà la zona più colpita dal global warming e dall’aumento della popolazione.

2025 L’ANNO IN CUI RITROVARE SE’ STESSI

In Italia l’anno che si è appena concluso ha visto l’inversione di tendenza con i primi aumenti salariali. E’ cresciuto il risparmio ma non i consumi. Tuttavia ora gli italiani sono costretti a lavorare tanto più del passato. Il peggioramento della qualità della vita spinge a concentrarsi sul proprio benessere fisico e psicologico. Ecco che il 2025 è l’anno “in cui ritrovare sé stessi” mettendo al centro la propria identità.
Meno shopping e più esperienze. La ricerca di momenti unici e memorabili è cresciuta a dismisura.

TRAMONTA IL CONSUMISMO E IL DESIDERIO POSSEDERE BENI COME STATUS SYMBOL

Il consumo perde la capacità di soddisfazione edonistica e rappresentazione sociale che ha avuto nei decenni del “consumismo”. Ridiventa consumo e basta. Anzi serpeggia il de-consumismo basato sull’astensione dagli acquisti e dal possesso, con uno stile di vita minimalista.
Il de-consumismo è anche una necessità per tutti coloro che devono limitarsi ai prodotti essenziali. Questi ultimi hanno spesso dovuto abbandonare i prodotti tradizionali sostituendoli con quelli innovativi più sostenibili che tuttavia comportano una perdita di identità alimentare. La preferenza per la cucina tipica è comunque forte persino nella scelta del ristorante.
Un’evoluzione de-consumista mette in crisi il sistema del lusso. Negli ultimi anni le aziende del lusso hanno molto aumentato i prezzi dei loro prodotti rendendoli accessibili solo all’1% della clientela, quegli ultraricchi valgono ciascuno 230 consumatori aspirazionali perché spendono fino a 50.000€ l’anno in merci griffate. Il mercato del lusso vale 1.500 miliardi e il 40% di questi nababbi sono cinesi ma il 70% dei consumi ultra ultra premium avviene in USA.

LA RICERCA DEL BENESSERE FISICO E PSICOLOGICO

Lo shopping come status symbol cala e la cura del corpo, con finalità salutistiche oltre che estetiche, è in crescita.
Credo che la maggiore conferma a questa affermazione sia nel bilancio LVMH maggiore multinazionale del lusso dove il settore più performante sono stati i cosmetici.
La ricerca del benessere psicofisico si manifesta anche nel desiderio di fare sport, evitare l’uso dell’auto privata, mettersi a dieta. Persino il tempo dedicato a cucinare in casa è molto aumentato.
Nello shopping le offerte attraggono meno ma si massimizza la ricerca dal migliore rapporto qualità -prezzo. Il GDO discount cresce ma il suo stile si avvicina al supermercato classico. Cala la fedeltà alla marca.
C’è molto di più nel Rapporto Coop ma io mi fermo qui suggerendo a tutti di leggerlo per imparare davvero tanto.



                                                                       
Cinelli Colombini
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