ANTINORI UN GIGANTE CHE SEMBRA PICCOLO
ANTINORI UN FUTURO ANTICO: SEMBRA UNA BOUTIQUE E INVECE È UN COLOSSO INTERNAZIONALE PERCEZIONE ESTERNA E REALTÀ PRODUTTIVA DELLA REGINA DEL VINO ITALIANO

Corrado-Clini-Piero-Antinori inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle
Mi ricordo che Ezio Rivella mi raccontò <<mi dissero “Banfi è troppo grande per fare buoni vini” e io risposi “secondo lei qual è la dimensione giusta per una cantina importante che vuole produrre grandi vini?” e mi dissero Antinori. Mi misi a ridere magari Banfi fosse grande come Antinori!>>.
I MARCHESI ANTINORI SEMBRANO UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI TOSCANI INVECE SONO UN COLOSSO INTERNAZIONALE
Questo racconto spiega bene la percezione di Antinori da parte del grande pubblico: un’impresa familiare, che produce vino eccezionali e rari. Non sembra il colosso internazionale che è in realtà. Corroborano questa immagine lo stile disinvolto, molto alla mano, di Piero Antinori e delle sue tre figlie. Vestiti semplici, auto normali, comportamenti gentili …. L’opposto esatto di chi si dà delle arie..
Anche esplorando il sito è difficile farsi un’idea: sono visibili le 7 tenute della Toscana quelle in Umbria e in Franciacorta ma manca Jermann e Prunotto manca Malta, le tenute in Cile e California….
QUANDO ANTINORI VIENE SCELTO PER DIVENATRE IL PROPRIETARIO DI STAG’S LEAP
C’è un altro episodio che rispecchia la doppia immagine di Antinori: grande imprenditore e grande vignaiolo. L’acquisto di Stag’s Leap Wine Cellars in California. La storia di questa acquisizione è raccontata da Margaret Rand su Wine Searcher e Gianluca Atzeni di Gamberorosso. Riguarda Stag’s Leap 54,6 ettari complessivi, di cui 34 ettari vitati composti da Cabernet Sauvignon (23,9 ettari), Chardonnay (8,9) e Merlot (1,2). Ai piedi del Monte George, sul versante orientale della Napa Valley. E’ una cantina di fama leggendaria perché, nel 1976, vinse la degustazione del Judgement of Paris sbaragliando, a sorpresa, i grandi chateau francesi.
<< Warren Winiarski aveva fondato la sua tenuta con l’intenzione di farla diventare un’azienda familiare, da tramandare alla generazione successiva. Ma la generazione successiva aveva altri piani e alla fine Winiarski dovette trovare un’altra soluzione>>. Winiarski vendette Stag’s Leap nel 2006 e Antinori ne acquistò solo una piccola quota mentre Winiarski rimase proprietario di una sola vigna: Arcadia. <<Si scoprì che non solo voleva vendere ad Antinori , ma non voleva vendere a nessun altro>> perché <<Winiarski pensava che Antinori, e solo Antinori, potesse essere affidabile per prendersi cura della sua creatura>>.
Nel 2007 Winiarski aveva fatto una prima proposta ad Antinori che, tuttavia in quel momento era impegnato nella creazione del polo logistico di Cortona e decise di entrare nell’affare solo marginalmente. <<L’abbiamo acquistato 15 anni dopo e lo abbiamo pagato quattro volte tanto>> ha raccontato Renzo Cotarella CEO di Antinori. La cifra non è nota ma i rumors parlano di un miliardo di Dollari.
Warren Winiarski, è recentemente deceduto all’età di 95 anni ma è riuscito nel desiderio di avere Antinori come erede.
LE CANTINE AMERICANE DI ANTINORI EVOLVONO LA TRADIZIONE COME QUELLE TOSCANE
Antinori possiede 4 tenute nelle Americhe in luoghi molto distanti fra loro. Ovunque e anche a Stag’s Leap è in atto un cambiamento con la raccolta di uve con minor contenuto zuccherino. <<Nel 2023 hanno deciso di raccogliere alcune uve bianche al 12,5% e alcune rosse al 12,8%>> ha detto Cotarella CEO e capo enologo di Antinori, a Wine Searcher. L’obiettivo è produrre un vino <<ricco, morbido e floreale, ma possiede anche freschezza ed eleganza; profumo e morbidezza, ma anche maggiore immediatezza rispetto al passato e un maggiore senso di naturalezza>>.
Modificazioni che riguardano anche la vigna. In passato, venivano piantate circa 6000 viti per ettaro ma ora Antinori si è attestato su 4000 o 4500 viti per ettaro, con filari più larghi. <<Se si hanno il 20% in meno di viti, si ha il 20% in meno di foglie che producono zucchero, a parità di resa per ettaro>> spiega il CEO Renzo Cotarella.
Quindi Antinori non cerca più la concentrazione ma vuole equilibrio <<quindi cercano sapore e frutto, oltre alla maturazione di zuccheri e tannini. Ciò significa che l’estrazione dalle bucce deve essere attenta, per evitare le pirazine>>
Come dice il sito dei marchesi fiorentini “un futuro antico” perché ogni evoluzione ben riuscita è un filo rosso che lega passato presente e futuro. Ed è forse la capacità di guardare avanti con coraggio ma senza ostentazione di sembrare piccoli ed essere grani il segreto del successo di Antinori.
Un successo sancito anche dalla classifica 2024 di Anna di Martino. Un posto di rilievo fra le grandi cantine italiane è per i Marchesi Antinori al quinto posto assoluto con 262,5 milioni di fatturato. Chiude il 2024 con una crescita del 7% grazie anche alla Vinattieri 1385 società costituita a Napa Valley per importare in USA i vini Antinori prodotti in altre parti del mondo.






