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La mineralità: lieviti non terroir

Moltissimi ormai escludono il collegamento fra la mineralità e il terreno dei vigneti e credono che siano invece i lieviti a dare il sentore di pietra focaia

Chablis

Chablis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Più aumenta la moda dei caratteri minerali, specialmente nei Paesi di lingua inglese, più crescono le ricerche sulla sua origine. Tutte le cantine vorrebbero infatti dare un tocco di mineralità ai loro vini ma, finché la causa resta sconosciuta, sarà difficile riuscire ad aumentarlo. La convinzione che prende sempre più consistenza è l’esclusione del terreno, cioè di quello che, storicamente, veniva messo in relazione con la mineralità. L’opinione che le pietre diano sapori e profumi al vino fa sorridere gli studiosi. <<With the odd and fairly

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

Barry Smith della London’s School of Advanced Study

irrelevant exceptions like sodium chloride, by and large, minerals have no taste.>> ha dichiarato Alex Maltman, geologo della Aberystwyth University <<con l’eccezione quasi irrilevante del cloruro di sodio, i minerali non hanno sapore>>, della serie prova a metterli in bocca e vedrai! L’argomento parte dunque con una presa di posizione ferma e, direi, rivoluzionaria del mondo scientifico rispetto alla convinzioni più diffuse fra gli assaggiatori.

No alle viti OGM, forse si agli ibridi

Il Gambero Rosso pubblica un interessantissimo articolo sui vini frutto di nuovi ibridi. E’ questo il futuro della viticultura rispettosa dell’ambiente?

Marco-Sabellico

Marco-Sabellico Gambero Rosso

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Giunge a esiti veramente interessanti il lunghissimo lavoro per produrre viti resistenti a peronospora e oidio, quindi con meno bisogno di trattamenti antiparassitari, ma contemporaneamente capaci di dare vini di qualità.
L’argomento richiede una premessa: gli ibridi sono l’incrocio fra specie di vite diverse e possono essere spontanei, cioè avvenire

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

Vitigni Ibridi campi-sperimentali

naturalmente, oppure fatti dall’uomo. I primi tentativi sono del 1830 circa, da parte di Louis e Henri Bouschet de Bernard viticoltori francesi, padre e figlio, che crearono le prime nuove tipologie. Ma fu con la diffusione della fillossera che gli studi sugli ibridi ripresero slancio. Purtroppo però gli incroci ottenuti alla fine dell’Ottocento davano vini di gusto foxy cioè selvatico o di uva fragola e contenenti una gran quantità del pericolosissimo metanolo. Insomma vini cattivi e dannosi per la salute anche se da viti resistenti alla fillossera, peronospora e l’oidio.

Quante volte bussa il destino Luca Bianchini?

Credere nella seconda opportunità che riscatta dalle sconfitte, ecco il filo conduttore del bellissimo libro di Luca Bianchini. Vi racconto di lui e del libro

Luca Bianchini e Cenerentola Doc Orcia

Luca Bianchini e Cenerentola Doc Orcia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dimmi che credi al destino (Mondadori pp. 256 € 17) un libro che vi affascinerà, vi farà ridere e pensare. Bianchini avvince il lettore, con straordinario magnetismo, nelle vicende tragicomiche di una libreria italiana di Londra. Un luogo dove i libri sono esposti in vetrina in base al loro colore e i personaggi più amati sono i pesci Russel & Crowe. La protagonista è la libraia Ornella veronese e con un passato da tossica che l’ha portata per 10 anni nella frateria di Cetona. Il tentativo di salvare la libreria dalla chiusura è un labirinto di incontri, situazioni sconclusionate e

Dimmi che credi al destino Gozo Malta con Donatella Cinelli Colombini

Dimmi che credi al destino Gozo Malta con Donatella Cinelli Colombini

improbabili come siamo sconclusionati e improbabili tutti noi che abbiamo vite complicate.  Luca ha provato a scommettere nel salvataggio dell’ Italian Bookshop che esiste davvero e forse ora, dopo il successo del libro, ha qualche probabilità in più di farcela. Scopro questo particolare quasi per caso leggendo i ringraziamenti nelle ultime pagine;  un tocco significativo che completa questo bellissimo  libro.

Discendiamo dalle scimmie ubriacone

Sapevamo di discendere dalle scimmie ma non di discendere dalle scimmie ghiotte di frutta fermentata contenete alcol. L’evoluzionismo contro il proibizionismo

Matthew Carrigan

Matthew Carrigan

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Insomma al primo impatto la notizia è quasi imbarazzante: noi uomini discendiamo dalle scimmie sbronze, quelle ghiotte della frutta più dolce che tendeva a fermentare spontaneamente. Una scoperta che demolisce l’immagine di eleganza dei wine lovers. C’è tuttavia una lettura più scientifica e meno burlona di quello che è successo 10 milioni di anni fa e che spiega come i nostri progenitori siano proprio le scimmie più adattabili quelle che sono riuscite a sopravvivere scendendo dagli alberi e trasformandosi nell’homo sapiens.

scimmietta alcolista

scimmietta alcolista

La scoperta è di Matthew Carrigan paleogenetista del Santa Fe College di Gainville Florida ed è stata recentemente diffusa dal Wine Spectator. Parte dalla costatazione che esistono solo 28 mammiferi in grado di metabolizzare l’alcol inclusi 17 primati cioè scimmie. 70 milioni di anni fa nessun animale possedeva enzimi capaci di metabolizzare significative quantità d’alcol. Questa mutazione avviene, in alcune specie, intorno a 10 milioni di anni fa, quando il clima diventa meno glaciale e alcune specie riescono a sopravvivere scendendo dagli alberi e vivendo a contatto con il suolo.

I migliori 5 Champagne assaggiati quest’anno

I rosé si accaparrano l’intero podio con Ruinart Dom Ruinart rosé 2002, Laurent Perrier Alexandra 2004 rosé e Louis Roederer Cristal Rosé 2004

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La lista dei migliori 100 Champagne viene dal “Fine Champagne magazine” una pubblicazione consacrata alle bollicine francesi di cui vengono esaltate la finezza e la longevità. Il vincitore è scelto dopo un assaggio bendato di oltre 1.000 campioni. Il giudizio è dunque esclusivamente organolettico e non tiene conto dell’età, del prezzo e del prestigio delle bottiglie. La classifica è iniziata nel 2010 e vede in lizza le più prestigiose maison con bottiglie che costano cifre davvero ragguardevoli insieme ad altre più commerciali.

Laurent-Perrier

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Dall’analisi dei giudizi si riscontra una predilezione dei giudici per Champagne con almeno 10 anni di età. Nella pagina introduttiva, questi degustatori, insistono molto sul momento dell’assaggio rispetto all’evoluzione del vino perché molte bottiglie hanno bisogno di un lungo periodo di tempo per raggiungere la massima qualità. Questo potrebbe spiegare la forbice fra il loro giudizio e quello delle grandi riviste americane che, spesso, hanno degustato gli stessi vini molti anni fa.
Ecco i 5 migliori lasciando a voi la consultazione del the tasting book – 100 best Champagne per scoprire la lista completa di questi vini da favola

Vuoi dormire in una botte?

Per chi ama il vino e il contatto con la natura ma vuole il confort ecco la botte super accessoriata per dormire in mezzo alle vigne

La barrique mini suite nella vigna

La barrique mini suite nella vigna

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Si chiama “La barrique” ed è prodotta dalla ditta milanese Alberi&case, la stessa che propone abitazioni e saune inserite fra gli alberi o sull’acqua. La barrique assomiglia a una grande botte messa in verticale. Dentro ci sono due piani che, nella versione large, sono di 9 metri quadri ciascuno. Tavolo con divanetto e bagno in basso, sopra c’è un letto matrimoniale che permette di dormire e guardare le stelle da un soffitto a cupola. Lo stile è minimal, simile alle architetture nordiche ma nell’insieme è accogliente e sviluppa un nuovo concetto di lusso basato sul silenzio, lo spazio a la full immersion nella natura, La tecnologia, tuttavia, c’è in abbondanza a cominciare dal WiFi. 

Basta antidepressivi bevi un gottino!

Il resveratrolo contenuto soprattutto nei vini rossi aiuta a combattere lo stress e forse c’è una relazione fra il calo dei consumi e l’aumento degli antidepressivi

Cena con gli amici

Cena con gli amici

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’esperimento è stato fatto con i topi costretti a vivere con un topo – bullo molto aggressivo, si tratta quindi solo di una fase preliminare della ricerca, ma conferma quello che tutti sospettavano: c’è una stretta correlazione fra leffetto tonico di una piccola quantità giornaliera di vino e il “vivere meglio” nella società, in famiglia e persino nel luogo di lavoro. Avete presente il proverbio “il vino è il latte dei vecchi” ebbene indicava proprio l’effetto benefico di quel bicchiere di vino, magari consumato al bar con gli amici, di chi deve sopportare gli inevitabili acciacchi e la perdita di ruolo sociale, propri della terza età.

Bevute d'altri tempi 2008 - olio su tela

Bevute d’altri tempi 2008 – olio su tela

Gli studi di Susan Wood professore dell’ University of South Carolina School of Medicine e pubblicati nella rivista dell’ateneo, sugli effetti antidepressivi e complessivamente antiinfiammatori del resveratrolo sembrano dunque confermare l’ironica battuta di Denis Saverot editore della “La Revue du Vin de France << The village bar are gone, replaced by a pharmacy>> le osterie dei paesi chiudono e vengono rimpiazzate dalle farmacie.

I concorsi del vino servono? E vincono i migliori?

C’è una differenza fra le Olimpiadi e i concorsi mondiali del vino: alle Olimpiadi partecipano tutti i veri big mentre ai concorsi del vino no
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Concorso-enologico-Vinitaly

Concorso-enologico-Vinitaly

Ho cominciato a riflettere su questo argomento, davvero spinoso, dopo aver letto un articolo di Rebecca Gibb di “Wine searcher” una giornalista che si sta rivelando fra le menti più feconde e intelligenti della stampa specializzata. La sua riflessione prende origine dai risultati del Concorso “Chardonnay du monde” che, nelle prime posizioni, ha vini di South Africa, Australia, Svizzera, Canada …. Ma un solo nome della Borgogna cioè della zona con la maggiore reputazione. La Gibb ha quindi cercato di capire il motivo di una simile sorprendete situazione ed ha notato che i 826 chardonnay

Preparazione delle bottiglie in concorso

Preparazione delle bottiglie in concorso

concorrenti costituiscono solo il 4,4% delle 18,678 etichette di Chardonnay censite da Wine Searcher e dunque riguardano una quota infinitesimale della produzione mondiale. Il peggio è che fra i concorrenti mancano i grandi nomi che generalmente disertano concorsi “globali” come l’International Wine Challenge, l’International Wine and Spirit Competition e il Decanter World Wine Awards. Cosa potrebbero ricavarne? Niente, anzi metterebbero solo a rischio il loro mito.

Sveva Casati Modignani e un calice di bollicine

E’ schizzato fra i libri più venduti, La vigna di Angelica  è forse la più bella storia d’amore scritta da Sveva Casati Modignani

Mara Venier e Sveva Casti Modignani

Mara Venier e Sveva Casti Modignani

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ talmente avvincente che non riuscirete a smettere di leggere. E non portare questo libro a letto perché rischiate di passare la notte in bianco. TV, radio, quotidiani … tutti ne parlano.
La vigna di Angelica (Stering & Kupfer 476 pagine 19,9€) è la

Tancredi e Angelica Il Gattopardo

Tancredi e Angelica Il Gattopardo

storia di una produttrice di Franciacorta e di uno chef siciliano. Belli, pieni di talento, poliglotti e giramondo sono il tipo di persona che ognuno vorrebbe essere. Se non altro per i voli in prima classe, gli abiti da sera, le situazioni avventurose e i grandi amori e lo stile di vita lontano dal tran tran giornaliero dei comuni mortali. Invidia a parte Angelica e Tancredi sono i protagonisti di una storia che mette le donne del vino accanto ai personaggi più di tendenza, i più fighi … gli chef da prima pagina.

I Millennsials bevono vino italiano

I Millennial USA stanno lasciando la birra per il vino, gli inglesi comprano vini sopra le 8 £ e gli italiani bevono sempre di meno ma sono affascinati dal vino

millennials

millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Fra tre anni i Millennials saranno il gruppo –per età e capacità di spesa – più forte degli Stati Uniti. Adesso hanno fra 21 e 35 anni di età e sono già 75 milioni con 600 miliardi di Dollari in tasca.
Fiduciosi nel futuro sono la generazione “sharing” della condivisione, quella cioè sempre in contatto via internet e sempre desiderosa di “fare insieme”.

Only-wine-festival-2014

Only-wine-festival-2014

I Millennials amano il vino più dei loro fratelli maggiori: il 70% è interessato al vino e la metà lo beve più volte la settimana. Si fanno guidare dai consigli degli addetti alle vendite più della media dei consumatori ma alla fine comprano bottiglie più care e bevono meglio di chi è più vecchio. La buona notizia riguarda l’apprezzamento per il vino, come bevanda preferita, che è cresciuto in vent’anni dal 13 al 30%. Ma c’è una notizia ancora migliore: il loro vino estero preferito è italiano, prima scelta il Prosecco.<<Il 44% dei giovani consumatori americani ritiene i vini italiani qualitativamente superiori a quelli francesi, mentre solo 3 su 100 preferiscono i vini transalpini>> ha detto Denis Pantini di Nomisma. Questa è musica per le mie orecchie!

Il vino con la cannuccia oh che uggia!

Il 27% dei giovani consumatori USA beve vino anche con la cannuccia. Fra le nuove trasgressioni c’è anche il bicchiere vampiro dove bevi vino come fosse sangue 

bere vino con la cannuccia

bere vino con la cannuccia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Voglia di nuovo ma non solo, c’è anche il desiderio di distinguersi, di trasgredire dai comportamenti dei genitori e forse persino di sentire meno il sapore. I motivi sono i più vari ma le nuove forme di consumo sono sempre più diffuse fra i giovani. Un interessantissimo articolo di Pierstefano Berta pubblicato su “Oicce Times” ci porta a conoscere novità che davvero sbalordiscono.
Bere il vino con la cannuccia non fa sporcare il bicchiere e soprattutto i denti, anche per questo piace. C’è chi ha provato a cavalcare l’onda, come la ditta belga Cordier, che nel 2007 mise in vendita un brik con cannuccia da 250 mL contenete vini di Bordeaux. Fu un fiasco anche perché la confezione sembrava per il succo di frutta.
Più recenti le cannucce Straws for Wine che arrivano dalla California e costano 2,99$ per una confezione di 4 pezzi.

Cerchi un piccolo re? Produce vino

Un’indagine mostra come il vino italiano sia una costellazioni di dinastie che possiedono oltre la metà delle cantine italiane più grandi e remunerative

Antinori

Antinori

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La copertina del Wine Spectator con l’Antinori family è quasi l’immagine di questa affermazione, ma qui di seguito ci sono le prove scientifiche. L’Osservatorio AUB sulle Aziende Familiari italiane che fa riferimento a UniCredit, Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano,  fotografa le 175 cantine italiane con oltre i 10 milioni di fatturato scoprendo che oltre la metà del totale è a conduzione familiare. C’è di più, tre su quattro, sono ancora guidate dal pater familias cioè da un leader individuale. Il 76% di queste cantine è addirittura controllata da

Lunelli spumanti Ferrari

Lunelli spumanti Ferrari

una sola famiglia. Ma c’è un grosso tallone d’Achille in quello che sembra una costellazione di piccoli regni dinastici: il 26% di questi re ha oltre 70 anni. Un profilo decisamente geriatrico rispetto agli altri settori economici dove tale quota è del 18%.

Una situazione che ricorda quella della dinastia britannica e la frase che l’erede della Regna Vittoria, Edoardo che disse all’Arcivescovo di Cantebury <<Sono felice di avere un Padre eterno. Ma una madre eterna!>>

Guidati dal Lambrusco quelli del Carpi vanno in serie A

GDL Guidati dal Lambrusco sono ultras della squadra rivelazione 2015 il Carpi. Vivono la passione per il calcio come adesione al territorio e quindi al Lambrusco
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Guidati dal Lambrusco

Guidati dal Lambrusco

Stupendo, questo tifo, è proprio quello che mi piace! Idealista, entusiasta, caciarone ma non cattivo anche se alcune intemperanze hanno portato alcuni ultras in questura. In uno dei loro documenti, pubblicati nel sito GDL si legge <<il calcio non è solo un gioco, ma è passione, aggregazione, e senso di appartenenza!>> . E’ questo lo spirito giusto che vorremmo vedere in ogni tifoseria, quello che si infervora nel sostegno della propria squadra ma poi alza i calici di Lambrusco con gli ultras avversari qualunque sia stato il risultato della partita. Un sogno? No, il Lambrusco è proprio il vino adatto per realizzare questo passo avanti verso un tifo nuovo. Recentemente all’Osteria Emilia, accanto all’uscita di Campo Galliano dell’A1 ho assaggiato una serie di Lambrusco straordinari. Vini perfetti per creare allegria, amicizia e piacere della vita. 

Meglio il turismo da shopping o lo shopping turistico?

Lo shopping è ormai una calamita turistica capace di accrescere l’appeal di qualsiasi destinazione oppure un’attrazione a sé stante

shopping turistico

shopping turistico

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Non solo, lo shopping turistico da un futuro all’artigianato artistico e l’agroalimentare d’eccellenza
Siamo nell’epoca del commercio globale che distribuisce le merci ovunque nel mondo, l’industria riproduce i prodotti tipici in milioni di pezzi e l’uso dell’e-commerce ha fatto svanire le ultime difficoltà a procurarsi merci eseguite dall’altra parte del globo … parlare di turismo da shopping sembrerebbe anacronistico, eppure ….
Questo turismo cresce e cresce tanto!

i turisti e lo shopping

i turisti e lo shopping

Un bellissimo articolo di Anthony La Salandra pubblicato in Risposte Turismo punta i riflettori su questo segmento e ci rivela tante notizie utili.
Il turismo da shopping è diverso dallo shopping turistico cioè dal viaggio a Roma per vedere il Colosseo, i Musei Vaticani e la fontana di Trevi … che tuttavia comprende anche un pomeriggio in Via Condotti.

Il luogo più mitico dello Champagne apre le porte

La buona notizia è che l’Abbazia Hautvillers, dove per 47 anni visse Dom Pérignon, apre al pubblico. Quella cattiva è che visita e degustazione costano 600€ 

l’Abbazia Hautvillers

l’Abbazia Hautvillers

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Per chi, come me, è una sostenitrice del turismo del vino si tratta di una grande vittoria. Un altro dei luoghi più inaccessibili apre le sue porte ai visitatori. Dopo Angelo Gaja che ha iniziato a accogliere wine lovers per charity raccogliendo in un anno 80.000€ da dare in beneficenza; ora apre le porte l’Abbazia d’Hautvillers vicino a Épernay e in questo caso il biglietto d’ingresso è davvero costoso: 600€ a persona. E’ il luogo più famoso dello Champagne. Oltre alla vista dei luoghi in cui visse Dom Perignon il prezzo include una degustazione di sei vini fra cui Plénitude 2005,

Dom-Perignon

Dom-Perignon

1998 e 1982. Da notare che quest’ultima bottiglia costa 1338$ più le tasse per cui Wine Searcher ha scritto un commento divertente<< si tratta del modo più conveniente di assaggiare questo vino>>. E pare che gli assaggi siano molto abbondanti.
Hautvillers è un luogo storico e di grande suggestione. L’Abbazia benedettina fu fondata nel 650 e divenne ricca grazie ai pellegrini che vi si recavano per venerare il corpo di Sant’Elena. Fu grazie alle donazioni dei fedeli che poté comprare i vigneti, ma quando Dom Pierre Perignon, intorno al 1670, vi assunse il ruolo di celliere, erano in uno stato di grande abbandono.