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Il miglior wine post del 2014 è sui vini turchi

L’Oscar del vino digitale,Wine blog award, è andato a Lauren Mowery con un post sui vini turchi da vitigni autoctoni pubblicato nel suo blog Chasing the vine

Lauren Mowery

Lauren Mowery

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I wine blog awards sono 9 ma il più importante di loro è sicuramente quello per il miglior post. Il premio esiste dal 2007 e si è affermato rapidamente come un riconoscimento prestigioso. I concorrenti sono un centinaio e vengono votati on line per designare i 5 finalisti. Fra di loro un panel di esperti sceglie il vincitore. La cerimonia di premiazione avviene durante il Wine Bloggers Conference a

Wine Blog Awards

Wine Blog Awards

somiglianza della cerimonia degli Oscar che si svolge davanti a tutto il mondo del cinema.
Ma vediamo chi ha vinto il premio più ambito, si tratta di Lauren Mowery una giornalista bella giovane e bionda che scrive di viaggi e di vino. I suoi articoli sono usciti in Wine & Spirits, Wine Enthusiast, Saveur, The Wine Merchant …. e in un’infinità di altre testate fra cui il suo blog personale Chasing the Vine. Su Twitter ha 14.200 follower … insomma è un opinion leader coi fiocchi e soprattutto ha avuto il coraggio di indagare un’area vinicola ancora poco conosciuta come la Turchia facendoci scoprire una situazione paradossale. E’ la nazione con la storia vinicola più antica – 7-15.000 anni – e la situazione politica e religiosa più contraria al consumo d’alcol.

Giappone batte Scozia il whisky prende gli occhi a mandorla

Il sorpasso, nella bibbia del whisky, decretato da Jim Murray il maggior esperto mondiale che da 12 anni classifica i top dopo averli assaggiati tutti

Jim Murray Whisky Bible 2015 cover

Jim Murray Whisky Bible 2015 cover

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il World Whisky Bible è la più autorevole guida sui whisky con 4.500 schede descrittive di etichette famose e ancora sconosciute. Ordinandola in prevendita (9,99£) è possibile ricevere una copia autografata dall’autore Jim Murray. Ma chi è questo superesperto che, nella locandine della guida, ci appare con gli occhi gialli come il whiskyche sta bevendo? Ha visitato più distillerie di ogni altro essere umano ed è conosciuto come incorruttibile e assolutamente impermeabile a ogni pressione. Murray è

whisky Suntory Yamazaki

whisky Suntory Yamazaki

un inglese cinquantenne con i capelli lunghi, i movimenti flemmatici e un tipico humour britannico che lo fa sorridere spesso. Ha una grande passione per il calcio e i distillati e conduce programmi televisivi su entrambi gli argomenti. Insomma è un guru di importanza indiscussa e la sua decisione di mettere sul trono del whisky la distilleria Suntory Yamazaki ha fatto tremare la Scozia dove la distillazione dà lavoro a 35.000 persone e gli alambicchi compaiono persino sulle banconote.
Jim Murray ama le novità e questo spiega perché oltre un quinto dei whisky citati dalla sua Bibbia sono recensiti per la prima volta. Questo coraggio nell’affrontare i cambiamenti, anche rivoluzionari, è alla base della decisione di escludere gli scozzesi dalle prime 5 posizioni della “Bibbia”. Dopo il whisky giapponese ci sono infatti 3 bourbon statunitensi e un inglese.

Come diventare critico gastronomico e super sommelier

Da Identità Golose di Paolo Marchi due donne di successo indicano il percorso che trasforma un goloso in food writer e una mamma in maitre sommelier

Identità Golose premiati  Guida 2015

Identità Golose premiati Guida 2015

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Difficilmente capita di leggere qualcosa di altrettanto interessante e utile. Consigli e non polemiche, idee frutto di riflessione e non pensieri in libertà. Insomma un vero vademecum per diventare food writer. Viene da Laura Lazzaroni caporedattrice de “L’Uomo Vogue” e vincitrice del titolo “Giornalista dell’anno” dalla Guida dei ristoranti di Identità Golose 2015.

Laura nel suo articolo cita un’intervista del Wall Street Journal a Judith Jones, la novantenne considerata una leggenda dagli scrittori

Laura Lazzaroni, Caporedattrice de L'Uomo Vogue

Laura Lazzaroni, Caporedattrice de L'Uomo Vogue

di gastronomia in USA. E’ un articolo capolavoro, chi vuole fare il food blogger o ancora di più il food writer DEVE leggerlo. Vi anticipo qualche pillola. Prima di tutto bisogna chiedersi se c’è ancora bisogno di un critico e la risposta è si. I giudizi on line dei consumatori sono emozionali ma non tecnici mentre chi spende per gustare un cibo e soprattutto gli chef meritano un giudizio più attendibile e profondo. Ma come si diventa esperti gastronomi? L’aspirante critico deve studiare, studiare, studiare … leggere, ascoltare …. e assaggiare visitando osterie e stellati in tutto il mondo <<il palato, per tre parti innato e per due parti plasmabile con l’esercizio continuo>>. Insomma un investimento in tempo, denaro e applicazione mica da poco!

La disobbedienza civile dei coraggiosi vignaioli FIVI

Con la FIVI–Federazione italiana Vignaioli Indipendenti contro il divieto di scrivere nei siti e nei depliant delle cantine il nome della propria regione

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 

Per chi ha anche agriturismo o turismo del vino è la catastrofe
Questa è una novella inventata ma spiega bene la realtà: c’era una volta una famiglia contadina che con tanti sacrifici ha comprato il podere Albabella a Cinigiano. Ha piantato la vigna e ha trasformato il fienile e la stalla in appartamenti agrituristici con bellissimo panorama. Pian piano il podere Albabella vince dei premi e inizia la commercializzare il suo vino DOC Montecucco con il proprio marchio. Ma ecco il Regolamento Europeo 1308/2013 recepito dall’articolo 53 (titolo III) del Testo Unico della vite e del vino che impedisce di scrivere la parola Toscana nel sito, nei depliant e in ogni altra comunicazione del podere Albabella.
Risultato: L’azienda Albabella va in rovina.
Quanti conoscono il paese di Cinigiano o la denominazione Montecucco? Il turista che vuole andare in vacanza in Toscana verrà attratto dagli agriturismi delle aziende che non producendo vino, possono scrivere il nome della regione nel loro sito internet e dunque sono rintracciabili con internet. Albabella invece diventa un desaparecido cioè sparisce.
Assurdo?

Qual è l’eredità di Veronelli nel turismo del vino?

Gino Veronelli, con le sue battaglie per la dignità del lavoro contadino e le specificità locali, ha messo le basi del successo enoturistico di oggi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

#MarziaMorganti #DonatellaCinelliColombini #GuidoStecchi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un convegno alla Facoltà di Scienze gastronomiche dell’Università di Parma, in occasione dei 10 anni dalla morte di Luigi Veronelli, con personaggi davvero importanti: il preside Andrea Fabbri, Alfonso Iaccarino di Don Alfonso, Riccardo Illy, Colomba Mongiello (l’Onorevole che ha salvato l’olio extravergine di oliva), Gian Arturo Rota, Paolo Tegoni.  

Parma Master in Scenze gastronomiche convegno Veronelli

Parma Master in Scienze gastronomiche convegno Veronelli

 

L’argomento che devo sviluppare è difficile e intrigante: l’eredità di Gino Veronelli nel turismo del vino. Ho fatto di tutto per evitare questo convegno nonostante le insistenze di Guido Stecchi, perchè non mi sentivo all’altezza. Veronelli era nato nel 1926 e quindi aveva un’età più vicina a quella di mio nonno che alla mia. I miei rapporti con lui erano stati pochi e spesso burrascosi, come gli succedeva con moltissime persone. Ricordo che, nel 2001, quando diventai assessore al comune di Siena lui mi chiese di sostenere la sua proposta di denominazioni comunali e io gli dissi che Siena ha pochissima campagna, del tutto priva di reputazione viticola, dunque crearci una DOC mi sembrava una pessima idea. Lui replicò citando la mia risposta in un articolo e commentandola con la frase <<povera Donatella!>> come dire: la poverina non capisce ciò che dice. Ci rimasi male ma Gino era così … esplosivo.

Erasmus per wine manager ovvero lo scambio dei figli

La successione croce e delizia delle cantine italiane dove quasi la totalità delle imprese hanno carattere familiare. Testimonianze e idee per wine owner

AGIVI al Casato Prime Donne

AGIVI al Casato Prime Donne

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

AGIVI – Associazione Giovani Imprenditori Vitivinicoli italiani ha partecipato a Wine2Wine, il grandioso workshop organizzato da Vinitaly il 3-4 dicembre, con un tema davvero scottante per i rampolli delle cantine italiane: la successione d’azienda. Per molti di loro è un tormentone che dura da anni, addirittura dall’infanzia. Avete presente la frase <<quando tutto questo sarà tuo ….>> sembra una promessa ed è invece una minaccia perché l’inversione dei ruoli, con il genitore che si fa da parte e il figlio che prende il timone, è vissuto molto male dalle vecchie generazioni.
Le cantine familiari sono fra le imprese italiane dove la successione ha effetti più positivi anche se avviene quasi sempre troppo tardi. Infatti, nel management italiano, notoriamente geriatrico, l’agricoltura è sicuramente l’ambito più patriarcale. Uno studio di ISPO del 2012, realizzato per Vinitaly, mostrava come le nuove generazioni portassero nel vino idee nuove ed il passaggio da un approccio più visionario e istintivo a un taglio più tecnico. <<I genitori inventano i vini e i figli li vendono>>, disse Renato Mannheimer. In linea di massima dunque il ricambio generazionale nel vino è positivo perché il rischio maggiore nelle imprese familiari è l’immobilismo con il genitore che impedisce al figlio di modificare quello che ha fatto lui o il figlio che sente il peso della storia e questo lo spinge a fare ritocchi piuttosto che rinnovamenti.

Un super portale del vino con Antonio Galloni e Ian D’Agata

Grande notizia: Vinous diventa grandissimo sommando 2 super esperti di vino e 2 importanti organi di stampa: Iternational Wine Cellar -Tanzer e Vinousmedia

Antonio Galloni con vino e tartufi

Antonio Galloni con vino e tartufi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ l’anno d’oro per Ian D’Agata che, ha rivoluzionato Vinitaly insieme a Stevie Kim e miete successi con il suo libro Native Wine Grapes of Italy edito dall’University of California Press. Un repertorio che è ormai considerato, a livello internazionale, la migliore fonte sui vitigni autoctoni italiani. Ora arriva la ciliegina sulla torta: la fusione fra Vinousmedia e International Wine Cellar – Stephan Tanzer con cui collabora Ian. Quest’ultima redazione migrerà, con staff e abbonati, nella struttura di Antonio Galloni il bravissimo wine writer che, fino a tre anni fa, assaggiava i vini italiani per Wine Advocate di Robert Parker Jr.
La notizia dell’acquisto da parte di Vinous arriva con le immagini TV di Bloomberg. Un Antonio Galloni raggiante spiega la sua filosofia: occuparsi, con la stessa attenzione, dei grandissimi vini e delle bottiglie buone ma economiche per dare un’indicazione utile ai consumatori sul rapporto qualità prezzo. Uauuuuu!!!! Questa si che è una rivoluzione!

Ma c’è di più, Vinous contiene giudizi sui vini ma anche storie, video, eventi … pubblicando nuovi contributi cinque volte la settimana. Quando gli intervistatori gli domandano come si finanzierà <<venderete vino?>> lui risponde <<no venderemo notizie>>. Segue una domanda ancora più insidiosa su dove si colloca Vinous nel già affollato panorama dei wine critics, ma Antonio sorride sicuro <<saranno i lettori a decidere chi seguire>>. 

Carvinea una stella dell’enologia in un’antica masseria

Ignazio Anglani ci mostra la splendida Masseria Carvinea dove ha iniziato a lavorare dividendo le sue giornate con il Consorzio Puglia Best Wine

Carvinea Masseria Pezza d'Arena

Carvinea Masseria Pezza d'Arena

Carvinea nasce dalla passione di Beppe di Maria per i grandi vini e le grandi sfide. Salentino di Francavilla Fontana a vent’anni va a Milano per tornare in Puglia nel 1978 e gestire concessionari Volkswagen e Audi, poi Lexus ed infine Porsche. Un uomo di successo con la passione delle auto che tuttavia sente un legame profondo con il suo passato e la sua terra. Nel 2000, Beppe, si imbatte, per puro caso, nella Masseria Pezza d’Arena nelle campagne di Carovigno a 3 km dal mare e nei pressi del Parco di Torre Guaceto. Costruita nel Cinquecento ed antica proprietà dei principi Dentice di Frasso, era in terribile abbandono.
Quella di riportare la masseria al suo antico splendore diventa per Beppe di Maria una sfida in grande. Il restauro procede nel rispetto delle strutture storiche, usando metodi e materiali tradizionali e …. alla fine l’antica nobiltà dei muri torna fuori con un’eleganza tutta nuova. Al nome storico aggiunge Carvinea che fa riferimento al nome medioevale di Carovigno, e vuole sottolineare la rinascita dalle radici più antiche e solide.
Il vino è una parte integrante di questa sfida che guarda in alto. Intorno ai muri in pietra ci sono i vigneti coltivati come giardini e all’interno della masseria nascono grandissimi vini sotto l’attenta direzione di uno dei maggiori enologi del mondo Riccardo Cotarella. L’azienda è associata al Movimento turismo del vino e presto sarà aperta al pubblico.

“Io sono Malala” Premio Nobel per la Pace 2014

Malala Yousafzai 17 anni pakistana ha detto a Obama e ai leader mondiali <<invece di mandare armi mandate libri e insegnanti>> ecco la rivoluzione giovane

Malala con Barack e Miclelle Obama

Malala con Barack e Michelle Obama

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per la prima volta il più importante riconoscimento mondiale per gli operatori di pace, il Premio Nobel, viene assegnato a un’adolescente. Malala poco più che una bambina proveniente da Mingora, alla frontiera Nord Ovest del Pakistan, nella regione montuosa dello Swat, controllata dai talebani. Per la prima volte la scelta ha trovato tutti d’accordo, senza le polemiche che hanno accompagnato i premi a Obama o

Malala dopo l'attentato

Malala dopo l'attentato

all’Unione Europea, negli anni scorsi. Malala è un simbolo internazionale di coraggio e di un modo nuovo di essere giovani contribuendo attivamente al cambiamento del mondo. 

Riceverà il Premio Nobel per la pace a Oslo il prossimo dicembre insieme all’ingegnere indiano Kailash Satyarthi che si batte contro il lavoro minorile e i bambini schiavi. La scelta di due persone provenienti da Paesi in guerra fra loro è emblematico e vuole sollecitare la fine delle ostilità.

Curiamoci con il cibo e facciamolo con piacere

Curcuma, pepe nero, peperoncino, cannella, cumino … nelle spezie virtù sorprendenti che vanno da quelle calmanti a quelle eccitanti anche sessuali

spezie2

spezie2

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Nel passato remoto le spezie erano l’unico rimedio disponibile contro le malattie. Monaci e speziali le usavano con maestria, poi il loro utilizzo ha assunto un carattere stregonesco e i dubbi sulla loro efficacia hanno sostituito la fiducia. Invece cinesi e indiani continuano a usarle abbondantemente e con risultati, spesso sorprendenti.

Farmacia del 1600

Farmacia del 1600

Vale dunque la pena di sapere quali effetti hanno sul nostro corpo le spezie che, anche inavvertitamente, mettiamo nel cibo o nelle bevande. Del resto senza spezie i cibi non avrebbero fascino e piacevolezza di sapore.

  • La curcuma è la regina delle spezie curative con 50 virtù terapeutiche. E’ un ottimo anti infiammatorio. In India aggiunta di latte e burro è usata come rimedio alla tosse. Da noi in versione spray è nei decongestionanti nasali. Le sue proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti e anti stress ne fanno uno scudo anche contro il cancro. 
  • Il cumino previene il cancro e cura il diabete e l’osteoporosi grazie ai fitoestrogeni di cui è ricco. 

Il fiasco si rinnova e diventa Dame-Janine

Dame Janine è un fiasco femmina, disegnato dall’artista francese Clet Abraham, quello dei cartelli stradali e verrà prodotta in 6.000 esemplari dalla Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Dame Janine fiasco Ruffino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il fiasco toscano, primo protagonista del successo e soprattutto dell’esportazione del Chianti, ha una seconda giovinezza. Oltre al Museo realizzato dalla famiglia Bartolozzi, a Montelupo Fiorentino, ora c’è il restyling d’autore commissionato dalla Ruffino per il suo Chianti Superiore 2012. Una grande annata 5 stelle per la tipologia più prestigiosa della denominazione Chianti e un packaging che fa colpo. Il fiasco diventa femmina, si rovescia e assume le sembianze di un volto umano. Il nome Dame Janine richiama il francese di Signora Gianna ma è un chiaro riferimento alla damigiana, il contenitore impagliato simile e più grande del fiasco. Era usatissima in Toscana per trasportare e conservazione del vino fino a cinquant’anni fa.

Insomma un gioco nel gioco che ha per protagonista Clet Abraham l’artista di strada più famoso, trasgressivo e sorprendente di tutti. Nato a Rennes vive ora a Firenze ed è arrivato sulle pagine dei grandi quotidiani mettendo sticker sui cartelli stradali per trasformarli in modo provocatorio come il Cristo crocifisso applicato sul cartello del “vicolo cieco” che ha fatto insorgere i cattolici ( me

Gianluca Monaci con Dame janine

Gianluca Monaci con Dame janine

compresa). La sua azione più clamorosa fu effettuata la notte del 19 gennaio 2011 istallando sul Ponte alle Grazie a Firenze, la scultura di un “Piccolo uomo nero” che si suicida buttandosi in Arno. Un’azione che voleva essere un monito polemico all’esposizione, in Palazzo Vecchio, nello Studiolo di Francesco I, cuore del governo fiorentino, del teschio coperto di diamanti -valore di 100 milioni di Euro – realizzato da Damien Hirst. Come dire … di fronte a un tale disprezzo della morte e della povertà, all’uomo comune non resta che buttarsi dal ponte! Tutto sommato Clet non ha torto. 

Rinnovare il fiasco per mano di un artista simile è un atto di coraggio ma anche un contributo importante. Il contenitore di vetro impagliato era in uso in Toscana fino dal medioevo. E’ citato da Boccaccio nel Decamerone e dipinto da Botticelli e Ghirlandaio. Nel secondo Ottocento agevolò l’esportazione del Chianti grazie al suo carattere distintivo e ai giunchi che proteggevano il vetro dalle rotture. La sua immagine è rimasta a lungo legata a quella del vino italiano a basso prezzo che costituì la prima esportazione dal nostro Paese.

Wine Spectator la TOP 100 di quest’anno è sbalorditiva

E’ la classifica del vino più attesa dell’anno, quella dei top 100 Wine Spectator. Vince Dow’s Vintage Port 2011 con un giudizio di 99/100 e prezzo di 82$

Dow's Vintage Port 2011

Dow's Vintage Port 2011

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dunque il re dei vini di quest’anno è un porto di una cantina con 200 anni di storia, un vino classico che attualmente non è troppo di moda. Ma questa non è la sola sorpresa della classifica, in cui tutti i produttori del mondo sognano di comparire. Sorprende anche la presenza di tre vini portoghesi nei primi quattro posti, dopo il Porto ci sono Prats & Symington Douro Chryseia e Quinta do Vale Meão Douro entrambi del 2011.
Al secondo e quinto posto invece si piazzano due vini australiani. E qui arriva un altro

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

colpo da lasciare tramortiti. La medaglia d’argento è il Mollydooker Shiraz McLaren Vale Carnival of Love 2012 , ebbene l’etichetta sembra quella del vino di Disneyland con fatine, giocolieri e simili ma la cosa più incredibile è il sito. In home page ci sono cinque bottiglie con etichette disegnate con i personaggi dei cartoni animati. Proseguiamo cliccando “Home sweet home” ed appare la famiglia dei produttori in costume di Alice nel paese delle meraviglie. Sotto c’è il video che ci spiega come bere il vino premiato. Tappo a vite, bisogna aprire versare del liquido poi richiudere e agitare a ritmo di musica quindi svitare, richiudere e agitare di nuovo.
Fine di un mito! Il vino secondo nel mondo va scecherato!
Avete presente il nostro modo quasi religioso di trattare le grandi bottiglie…. Tappi in sughero, non bere il vino dopo i viaggi che lo sbattono … basta, roba vecchia, oggi bisogna scecherare.

Gian Piero Staffa sempre al massimo: vela, vino e web

Da Montreux #DWCC Digital Wine Communications Conference un racconto di prima mano e tante novità da Gian Piero Staffa  di centovingeitalia

Digital wine comunication conference

Digital wine comunication conference

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ci sentiamo spesso via e-mail e lui mi fa schiantare di invidia con frasi del tipo << Ciao Buona serata, per me un po’ impegnativa con un Chassagne Montrachet Monopole Clos de la Chapel 2004 in abbinamento alle caldarroste >>.  Non meravigliatevi, lui è al massimo qualunque cosa faccia: le traversate transoceaniche da solo in barca a vela, i grandi vini e naturalmente il web.

A Montreux ha partecipato a due giorni di immersione totale nel vino digitale “Wine in context” #DWCC Digital Wine Comunication Conference.

<< Porto con me un’esperienza unica ed informazioni

Gian Piero Staffa

Gian Piero Staffa

pazzesche su dove sta andando l’informazione. Operatori del settore enotouristo che rinunciano al sito web perché Instagram  gli funziona meglio. I blog che diventano microblog trasferendosi sui social media … il nuovo modo di fare SEO.  La crescita di attenzione per le recensioni online dei consumatori comuni e, in contemporanea, il crescente disinteresse per quello che dicono i critici…  www.vivino.com è un sito nato in Danimarca con  6 milioni e seicentomila utenti che pubblicano le loro impressioni sulle bottiglie che assaggiano.  Persino in Russia il 90% dei blogger sono winelover e le recensioni che pubblicano sono di normali consumatori che tuttavia orientano il mercato…. Invece in Italia il numero delle guide scritte dai critici aumenta ogni anno…>>

I 10 whisky più cari del mondo

La bottiglia di Whisky più cara costa 121.451 Dollari ma le prime 10 hanno un prezzo medio fra 32 e 10.000$ e sono tutti single malt scozzesi

the Macallan Lalique 60 year old single malt scotch whisky speyside highlands Scotland

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Pensate alla sala di un castello con camino acceso, tappeti sul pavimento in legno e librerie che salgono fino al soffitto. Pensate al dopo cena nella sala da fumo e a un maggiordomo che vi serve in guanti bianchi, su un vassoio d’argento, una bottiglia di The Macallan Lalique di 60 anni contenente un single malt Scotch Whisky Speyside –Highlands. E ora immaginate di inebriarvi con l’aroma sensuale che sale dal liquido ambrato del vostro bicchiere. Ebbene avete in mano 2.700$ del Whisky più caro del mondo!

Charlie Whitfield The Macallan

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Solo un sogno ovviamente, solo Lord inglesi, sceicchi, petrolieri e simili possono permettersi delle esperienze del genere. La curiosità resta e dunque scopriamo la lista dei 10 wisky da super ricchi proposta da Wine Searcher, il portale che raccoglie i prezzi di 47.000 rivendite sparse in tutto il mondo.

I WHISKY PIU’ COSTOSI

La classifica dei 10 più costosi whisky è costruita sul prezzo medio ma la cosa più impressionate sono i prezzi massimi, c’è chi vende il Glenfiddich ‘Rare Collection a 121.451 Dollari.
The Macallan Lalique 60 Year Old Single Malt Scotch Whisky, Speyside – Highlands
• The Macallan Lalique 62 Year Old Single Malt Scotch Whisky, Speyside – Highlands

                                                                       
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