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COME APPAIONO LE CANTINE ON LINE 16

Dopo il Covid, l’immagine digitale della cantina è più importante e forma una ragnatela di canali di dialogo con buyers, clienti e followers

 

cantina-online-donatella-cinelli-colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il sito vetrina esiste ancora ma serve meno di prima anche se i potenziali importatori lo usano per decidere se sviluppare i contatti. La difficoltà di viaggiare, soprattutto su rotte intercontinentali, impedisce loro di vedere personalmente l’azienda e la visione delle foto e dei video del sito influisce sulla decisione così come, ovviamente, la degustazione dei vini.  Per questo le cantine hanno tutto l’interesse a migliorare l’esperienza online del proprio sito sotto il profilo tecnico – rendendolo veloce, facile da usare – e esteticamente piacevole con grafica, immagini e video accattivanti.

 

IMMAGINE REALE E IMMAGINE DIGITALE DELLE CANTINE

Tuttavia la comunicazione online è ormai qualcosa di molto complesso e dinamico che assorbe tempo e risorse alle cantine ma offre anche ottime opportunità di business soprattutto sul fronte turistico.

Se bevi vino rosso il rischio Covid cala del 17%

2 bicchieri di vino rosso al giorno riducono la probabilità di contagio Covid del 17%, con la birra la possibilità di ammalarsi cresce del 28% e così con gli spiriti

 

un-consumo-moderato-di-vino-rosso-ogni-giorno-riduce-del-17%-il-rischio-di-contagiarsi-di-covid

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Di Donatella Cinelli Colombini

La prima notizia mi arriva dal Senatore Dario Stefàno che mi manda un articolo intitolato “Il virus non ama l’alcol” e fa riferimento alla scoperta dei ricercatori del Shenzhen Kangning Hospital pubblicata su Frontiers in Nutrition, secondo cui bevendo oltre cinque bicchieri di vino rosso alla settimana il rischio di contrarre il Covid calerebbe del 17%. La ricerca ha usato un database britannico UK Biobank contenente 473.957 cartelle cliniche di soggetti fra cui 16.559 risultati positivi al Coronavirus. Incrociando i dati sulle bevande alcoliche consumate delle persone esaminate, i ricercatori cinesi hanno visto che quelli che bevevano oltre un bicchiere di vino rosso al giorno avevano una probabilità nettamente inferiore di contrarre il Covid. Secondo i medici l’alto contenuto di polifenoli è alla base dell’effetto positivo che, del resto, si manifesta anche con l’influenza.

vino-rosso-e-covid-gli-effetti-benefici-non-ci-sono-con-birra-e-spiriti

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I MEDICI CINESI SCOPRONO CHE I BEVITORI MODERATI DI VINO ROSSO RISCHIANO DI CONTAGIARSI DI COVID IL 17% IN MENO

Io sono stata diverse volte a Shenzhen e, sfortunatamente anche nel miglior ospedale della città dove mi hanno risolto in tempi da record un problema di capogiri. Ho quindi molta fiducia nei medici di Shenzhen.
La sera stessa la notizia è stata rilanciata sull’account Instagram di Wine Spectator <<Can drinking red wine reduce your risk of a COVID infection?⁠ A new study found that U.K. residents who drank 1 to 2 glasses of red wine per day had a lower chance of contracting COVID-19 than non-drinkers. White wine drinkers also benefitted, just not as much. And beer drinkers had higher rates of infection>>.

 

WINE DOGS L’IMPORTANZA DEGLI ANIMALI NELLA WINE HOSPITALITY 3

Avere un wine dog aumenta l’attrattività delle cantine turistiche e crescono gli enoturisti con il guinzaglio. In metà delle case italiane c’è un animale

 

Cantine aperte a 4 zampe 2014 con Violante e Felix

wine dog Violante e Felix alla Fattoria del Colle Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Qualche anno fa iniziarono a uscire libri sui wine dogs e poi quelli sui wine cats crescendo fino a diventare una vera tendenza. Il pioniere è stato il fotografo australiano Craig McGill a cui si deve una sorta di enciclopedia dei cani delle cantine di tutto il mondo. Insieme alla moglie Susan Elliott, ha pubblicato libri e post sui cani e sui gatti del vino. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini- insieme a dei brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Una vera celebrazione del ruolo dei cani nella produzione enologica.

WINE SPECTATOR CELEBRA I WINE DOG MIGLIORI AMICI DEGLI AMANTI DEL VINO

wine-for-dogs-vino-per-i-cani

wine-for-dogs-vino-per-i-cani

Oltre ai libri e ai calendari, esistono account Instagram pagine Facebook sui wine dogs. In California ci sono classifiche delle cantine più dog friendly. Un bestiario così numeroso da far pensare che tutte le cantine USA abbiano un cane e che sia quasi più famoso del wine maker.
Ha consacrato liaison fra i pelosi a quattro zampe e gli appassionati del vino la rubrica del Wine Spectator. Nel 2021 gli abbonati alla celebre rivista del vino americana hanno ricevuto questo annuncio <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti migliori delle cantine visitabili: i loro canni>>. Ebbene nel novembre 2021 la sezione dogs del Wine Spectator conteneva già le foto di 1570 cani di lettori.

 

IN UNA CASA ITALIANA SU DUE CI SONO ANIMALI

Come i motociclisti vanno volentieri nella cantina del produttore che si fa fotografare accanto alla sua due ruote, così gli amati dei cani preferiscono le cantine con wine dog. Non è un elemento marginale perché in Italia, secondo il Rapporto Coop 2020, una casa su due contiene un animale di affezione (52% contro il 34% dei britannici che tradizionalmente adorano i quadrupedi) e la spesa per il pet ha superato quella dai bambini.

 

WINE DOGS L’IMPORTANZA DEGLI ANIMALI NELLA WINE HOSPITALITY

Avere un winery dog aumenta l’attrattività delle cantine turistiche e crescono gli enoturisti con il guinzaglio. In metà delle case italiane c’è un animale, spesso un wine dog

 

di Donatella Cinelli Colombini

Fattoria del Colle Violante Gardini davanti al vigneto Cancello Nero

Wine dog Felix con Violante Gardini Fattoria del Colle

Qualche anno fa iniziarono ad uscire libri sui wine dogs e poi quelli sui wine cats crescendo fino a diventare una vera tendenza. Il pioniere è stato il fotografo australiano Craig McGill a cui si deve una sorta di enciclopedia dei cani delle cantine di tutto il mondo. Insieme alla moglie Susan Elliott, ha pubblicato libri e post sui cani e sui gatti del vino. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini – insieme a dei brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Una vera celebrazione del ruolo dei cani nella produzione enologica.

 

PUBBLICAZIONI E REPERTORI SUI WINE DOGS

Oltre ai libri e ai calendari, esistono account Instagram, pagine Facebook sui wine dogs. In California ci sono classifiche delle cantine più dog friendly. Un bestiario così numeroso da far pensare che tutte le cantine USA abbiano un cane e che sia quasi più famoso del wine maker.
Ha consacrato liaison fra i pelosi a quattro zampe e gli appassionati del vino la rubrica del Wine Spectator. Nel 2021 gli abbonati alla celebre rivista del vino americana hanno ricevuto questo annuncio: <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti migliori delle cantine visitabili: i loro cani>>. Ebbene nel novembre 2021 la sezione dogs del Wine Spectator conteneva già le foto di 1.570 cani di lettori.

 

I successi di-vini di Cenerentola

La Doc Orcia Cenerentola 2017 ha appena ricevuto 92 centesimi dal Wine Spectator a conferma di una qualità che si mantiene molto alta ogni anno

 

Cenerentola-doc-Orcia-2016

Cenerentola-doc-Orcia-2016

Di Donatella Cinelli Colombni

E’ sempre difficile superare l’assicella dei 90 centesimi sulla stampa internazionale quando il vino è di una denominazione emergente. Ma ancora più difficile è ottenere che il vino sia degustato spesso e mantenga, anno dopo anno dei punteggi molto alti.

 

IL PALMARES DEL CENERENTOLA DOC ORCIA

Cenerentola Doc Orcia ci è riuscita.
Dalla vendemmia 2010 a oggi ha ottenuto punteggi stellari da Wine Spectator: annata 2010 91/100, annata 2013 90/100, annata 2016 93/100, annata 2017 92/100.

Cenerentola-Doc-Orcia-92/100-Wine-Spectator

Cenerentola-Doc-Orcia-92/100-Wine-Spectator

A questo si aggiungono ratings molto positivi di Robert Parker-Wine Advocate, James Suckling, Wine Enthusiast per un totale di 10 giudizi sopra i 90 punti nelle ultime 5 annate prodotte.
Un palmares strepitoso per un vino di una denominazione nata nel 2000 e ancora molto piccola di dimensione, come la Doc Orcia su cui attrarre l’attenzione dei critici è difficilissimo. E’ un risultato strepitoso soprattutto perché l’uvaggio è nuovo di zecca e unisce al Sangiovese un vitigno autoctono minore – il Foglia Tonda- resuscitato da un oblio durato un secolo. Il blend è diverso rispetto alle due uve assaggiate in purezza: facendo un paragone con la moda, l’elegante e verticale l’uva principe della Toscana fa pensare a un abito di Armani, mentre il Foglia Tonda, potente e esuberante, richiama Cavalli o Dolce e Gabbana.

 

90/100 per il Rosso di Montalcino e 92/100 per il Leone Rosso

Due ottimi punteggi premiano il Rosso di Montalcino 2018 da parte del Wine Spectator e il Leone Rosso Doc Orcia da James Suckling

 

Non solo il Brunello ottiene grandi rating sulla stampa internazionale del vino, ma anche i rossi più giovani di Donatella Cinelli Colombini.

 

Leone-Rosso-Doc-Orcia-2018-Punteggio-James-Suckling-92-centesimi

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La cura manuale, il bio, la selezione maniacale come chiavi del successo

I suoi vigneti del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle a Trequanda sono ormai adulti e, anche grazie alla coltivazione biologica, stanno mandando in cantina uve di straordinaria qualità: sane, ben equilibrate nella maturazione e con acini dal calibro molto piccolo.
La produzione d’uva è poca, nei 30 ettari delle due aziende. La coltivazione in gran parte manuale e la vendemmia interamente manuale permette di dividere le uve in base alla qualità e alla maturazione. In cantina, gli interventi umani sono limitatissimi e riguardano soprattutto i travasi d’autunno e di primavera, il vino matura i botti grandi e botticelle da 5-7Hl alla temperatura di 18°C.

 

10 vini sopra i 90 centesimi con punte di 97/100 per Donatella Cinelli Colombini

Punteggi-Rosso-di-Montalcino-90-centesimi-da Wine-Spectator

Punteggi-Rosso-di-Montalcino-90-centesimi-da Wine-Spectator

Tutto curato e manuale alla maniera dei nonni.
Il risultato è stupefacente: 10 vini con punteggi di 90 centesimi da parte della stampa specializzata internazionale e punte di 97/100.
Un successo che entusiasma perché riguarda tutta la gamma, dai Brunello da invecchiamento ai rossi giovani. Questo è segno di grande rispetto per i clienti e di una piccola cantina con brand sempre più grande.

 

95 per il Brunello Riserva 2015 Insider Wine Spectator

94 per il Brunello 2016 e il Brunello Prime Donne 2016 ottimi ratings dal Wine Spectator per due annate strepitose del Casato Prime Donne di Montalcino

 

94-Wine-Spectator-Brunello-2016-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre bello leggere buoni giudizi sui propri vini da parte dei super esperti e quando l’etichetta è nell’Insider di Wine Spectator è una gioia. Questa volta c’era il Brunello Riserva 2015 con un bel punteggio di 95. Il Brunello 2016 e il Brunello Prime Donne 2016 sono nelle pagine interne di Wine Spectator, entrambe con un ottimo 94.

 

Brunello 2015 Riserva 95 WS, Brunello e Brunello Prime Donne 2016 94WS

Le mie scelte in vendemmia, nella vinificazione e nella maturazione in botte si basano sulla ricerca dei caratteri originari più puri del Brunello. Il mio Brunello è elegante non opulento. E’ un’interpretazione del terroir di Montalcino molto attuale anche se ispirata ai Brunello dei nonni.

94-Wine-Spectator-Brunello-2016-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

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C’è chi se ne innamora e chi preferisce i Brunello più muscolari. Per questo io aspetto i giudizi dei wine critics a stelle e strisce con grande trepidazione. Per fortuna annate come la 2015 e la 2016 mettono tutti d’accordo. Anche Tom Hyland (Italian wine report) che abita a Chicago, ma scrive dei vini italiani da oltre 20 anni, ed è considerato fra i migliori ambasciatori della nostra enologia in USA, ha dato 93 al mio Brunello 2016.

 

Brunello 2015 e 2016 due annate che piacciono a tutti

Sia Hyland che Bruce Sanderson, che assaggia per Wine Spectator, consigliano di bere i miei Brunello fra dieci anni e oltre. Il consiglio è giusto, si tratta di grandi vendemmie adatte per il lungo invecchiamento ma, secondo me sono molto appaganti anche adesso. Anzi è proprio questo il segreto del successo del sangiovese di Montalcino: è come un bellissimo giovane che sa invecchiare accrescendo la sua classe.
Ed ecco i ratings del Wine Spectator in base all’assaggio di Bruce Sanderson:

 

OFFERTA CLUB: BRUNELLO 2015 – 3 BICCHIERI GAMBERO ROSSO

12 bottiglie di Brunello 2015 premiato con TRE BICCHIERI dalla Guida dei Vini del Gambero Rosso, direttamente a casa vostra per pranzi e regali speciali

 

Siamo onorati di annunciarvi che il Brunello di Montalcino DOCG 2015 di Donatella Cinelli Colombini è stato premiato dalla guida Vini d’Italia 2021 del Gambero Rosso con i Tre Bicchieri. Questo vino ha eccellenti giudizi dalla principale critica del vino internazionale: 94/100 Wine Advocate Robert Parker, 94/100 Wine Spectator, 95/100 James Suckling.

 

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2015 Brunello di Montalcino DOCG a €39,00 (prezzo a bottiglia) – comprando 11 bottiglie, riceverete una bottiglia omaggio

Brunello di Montalcino Casato Prime Donne 2015

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A casa vi mandiamo Brunello 2015 RP e WS 94/100

6 Brunello di Montalcino 2015 in cassa di legno e una pompetta per estrarre l’aria e conservare le bottiglie aperte e berle con calma. Consegnate a casa

Un’offerta imperdibile per voi Brunello lovers. Un Brunello 5 stelle, a un prezzo speciale, per organizzare una super cena vera oppure un virtual dinner che farà morire d’invidia tutti i vostri amici. Perché questo è un Brunello straordinario e siete fra i primi a berlo. Nella cassa in legno del vino c’è anche la pompetta che consente di preservare il vino avanzato per qualche giorno. Le bottiglie che non volete bere subito potranno rimanere nella vostra cantina per le grandi occasioni future aumentando di qualità e di valore.

ROBERT PARKER  E WINE SPECTATOR  PUNTEGGIO DI 94/100 AL BRUNELLO 2015

Avete visto l’Insider del Wine Spectator del I° aprile? C’è il nostro Brunello di Montalcino 2015 con il rating di 94/100 con questa descrizione <<Complesso e armonioso, questo rosso evoca ciliegia, prugna, terra, catrame ed erbari selvatici. Luminoso, di solida struttura, con una lunga persistenza di frutta, minerali e sottobosco>> poi il consiglio <<avrà il suo momento migliore nel 2023>> Bruce Sanderson

Lo stesso vino con identico punteggio 94/100 è stato recensito da Wine Advocate –Robert Parker <<Un vino che contiene lunghi anni di attento studio e sperimentazione. Quando penso ai caratteri che aveva questo Brunello circa 10 anni fa, noto come le sue modifiche stilistiche riflettano fedelmente l’evoluzione generale della denominazione. Questo vino è il simbolo di un passo unito verso espressioni più snelle e delicate ottenute con tecniche di vinificazione che riflettono un ideale più tradizionale toscano. Il bouquet si apre a delicati fiori e violette con ciliegia selvatica e mandorla amara. L’impronta dei fusti in legno -tostatura e speziatura – è stata notevolmente ridotta. I risultati sono lucidi, puliti e luminosi. Sono state prodotte circa 42.000 bottiglie entrate in commercio nel gennaio 2020. Da bere fra il 2021 e il 2035>> Monica Larner.

Brunello-di-Montalcino-2015-offerta-per-il-club

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Trionfo della Fattoria del Colle 4 vini oltre 93 centesimi 

Wine Spectator premia con 93/100 la Doc Orcia Cenerentola 2016 e il Wine Advocate -Robert Parker premia con 93/100 al Drago e le 8 colombe IGT 2016

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<<E’ un momento magico per i vini della Fattoria del Colle>> dice Donatella Cinelli Colombini.
Incredibile ma vero, negli ultimi mesi, i giudizi della principale stampa specializzata internazionale, sulle bottiglie provenienti dalla più piccola e meno famosa delle sue cantine << hanno superano i rating, pur molto buoni, delle bottiglie del Casato Prime Donne a Montalcino. Non era mai successo prima >>.

RATING DEI VINI DELLA FATTORIA DEL COLLE

Passito IGT Toscana 2017 94/100 Wine Advocate -Robert Parker
Vin Santo del Chianti DOC 2002 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Il Drago e le 8 Colombe IGT 2016 93/100 Wine Advocate -Robert Parker
Cenerentola Orcia Doc 2016 93/100 Wine Spectator

CENERENTOLA DOC ORCIA 93/100 WINE SPECTATOR

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Gli ultimi due giudizi sono arrivati di recente a confermare l’impressionante progressione qualitativa e di consenso dei vini della Fattoria del Colle. <<Per il Cenerentola Doc Orcia si tratta della consacrazione dopo il successo commerciale>> ha detto Donatella Cinelli Colombini ricordando come i wine lover abbiano apprezzato più velocemente l’uvaggio a base dell’antico vitigno foglia fonda che conferisce un carattere molto particolare al vino, mentre per i grandi critici il processo sia stato più lungo.
Ed ecco la descrizione di Bruce Sanderson senior editor del Wine Spectator
Orcia Doc Cenerentola 2016 score 93/100
<<C’è purezza di aromi e sapori di ciliegia, mora, violetta e minerale, in questo rosso raffinato, vibrante ed equilibrato, con un finale lungo e deciso che riecheggia gli elementi di frutta e minerali, aggiungendo una nota legnosa>>.

Cani contro la puzza di tappo

L’idea è semplice ma funziona: se i cani trovano tartufi e droga, allora possono individuare anche il sughero contaminato da TCA -e i cileni li addestrano-

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

Di Donatella Cinelli Colombini

La cooperativa cilena TN Coopeer della città di Chilen a Curacaví ha addestrato cinque cuccioli – Ambrosia, Odysé, Moro, Mamba e Zamba – per trovare TCA, TBA e altri composti che inquinano il sughero e se presenti nei tappi, danno al vino un orrendo sentore di segatura. Si tratta di molecole che in realtà non hanno odore, ma viceversa inibiscono l’olfatto cioè bloccano le parti del sistema nervoso che  consentono di percepire le sensazioni piacevoli. Di fatto rendono imbevibile il vino delle bottiglie tappate con un sughero contaminato.

CAUSE E RIMEDI CONTRO LA PUZZA DI TAPPO

In tempi recenti sono stati fatti enormi investimenti per sconfiggere il terribile “odore di

Cane-addestrato-dalla-polizia

Cane-addestrato-dalla-polizia

tappo”. L’origine del problema pare sia l’erbicida (Glifosato) usato nel terreno in prossimità delle querce da sughero da cui sono estratte le cortecce che servono per produrre i tappi. Per questo le fabbriche che lavorano il sughero destinano la parte inferiore delle plance per scopi diversi dai tappi da vino. Aziende come Amonim hanno un naso elettronico  NDtech®, costituito da un gascromatografo che analizza velocissimamente i tappi senza rallentare il processo produttivo.  Purtroppo il prezzo dei tappi certificati è altissimo e può essere sostenuto solo nei vini molto cari.

Un investimento di 10 milioni di Euro da parte di Amorim e dall’altro lato i cinque cuccioli cileni.

La notizia diffusa da Wine Spectator e poi da The Drinks Business ha fatto il giro del mondo creando un grande entusiasmo, infatti offre una soluzione a buon mercato in grado abbattere il costo dei tappi sicuramente senza difetti.

Come trasformare premi e buoni punteggi in business

Tempo di guide e di concorsi enologici, WineMeridian ci regala 8 consigli per trasformare i buoni giudizi in business: comunicazione, eventi, packaging

Wine Spectator Wine Advocate Brunello 2010 Riserva DonatellaCinell Colombini

Wine Spectator Wine Advocate Brunello 2010 Riserva DonatellaCinell Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Brunello, Casato Prime Donne
La prima cosa da considerare è che se il produttore è il solo a sapere del premio ricevuto, questo rimane una cosa priva, piacevole ma ininfluente. Perché gli score dei grandi giornali del vino, i premi delle guide oppure dei concorsi enologici abbiano effetti positivi sul business, bisogna che importatori e clienti lo sappiano. Non basta che il punteggio sia pubblicato nelle pagine del Wine Spectator oppure nella guida o nei comunicati stampa del concorso.

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

Qui di seguito elenco gli 8 punti pubblicati da WineMaridian rimandando al testo originale per chi volesse approfondire l’argomento
1) Avere un blog e pubblicarci la notizia illustrandola con aneddoti, foto e video
2) Postare la notizia su Facebook, Twitter e Instagram con un linguaggio adatto a ogni singolo canale social e puntando molto sulle immagini. Usare bene le parole chiave e gli hashtag.
3) Creare degli elementi espositivi ben visibili: targhette, cartelli, espositori e pendagli da mettere al collo delle bottiglie.

Brunello Prime Donne 2012 altri ottimi punteggi WS e WE

93 e 93 centesimi per il Brunello Prime Donne 2012 da Wine Spectator e Wine Enthusiast. Donatella Cinelli Colombini << rating che premiano un grande lavoro in vigna>>

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ bello quando tutti i giudizi su un vino sono positivi e concordi. Soprattutto è rarissimo che critici, buyer e consumatori diano la stessa valutazione entusiasta come succede a questo Brunello di stile molto tradizionale. Se tenete conto che fra i nostri importatori ci sono Master of Wine come Frank Roeder e sommelier campioni del mondo come Paolo Basso capirete che avere l’unanimità dei consensi è difficilissimo. Frank mi ha detto <<è il miglior Brunello che tu abbia mai fatto>>.
Il Brunello Prime Donne 2012 riesce a mettere tutti d’accordo
E’ come se il benessere delle viti – il loro equilibrio naturale ottenuto con cure quotidiane – in un’annata abbastanza complicata sotto il profilo climatico, si fosse tramutato in un’uva splendida che in cantina è diventata un vino splendido. Lo splendore del Sangiovese di un territorio, quello di Montalcino, che più di ogni altro gli è congeniale.
La descrizione scritta da Bruce Sanderson è nell’Insider, il mitico elenco di “most ecxiting new wines”- i nuovi vini più eccitanti- che arriva per e-mail ai wine lovers di

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

tutto il mondo ancora prima della copia del Wine Spectator. Essere in quell’elenco e soprattutto nel lancio iniziale, come è capitato a noi, è una gioia immensa.
Come sempre la descrizione di Sanderson è bellissima << Fruity, sporting cherry, strawberry and floral notes alongside soy and leather accents, this is firmly structured, ending with iron and tobacco elements. Very long and beautifully balanced. Best from 2020 through 2033.—B.S.>> L’accento è sull’armonia e sulla complessità delle suggestioni: ciliegia, fragola fiori insieme a sentori d cuoio, tabacco … ma la cosa più spettacolare è la previsione del momento top che il critico del Wine Spectator situa fra il 2020 e il 2033 dando al vino una prospettiva di grande longevità.

La vendita di Vietti e l’importanza dei miti del vino

La vendita di Vietti ha scosso esperti e wine lovers di tutto il mondo. Cosa succederebbe se cambiasse proprietario una cantina ancora più celebre?

Barolo-Giacomo-Conterno

Barolo-Giacomo-Conterno

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Tutto inizia nel marzo 2015 quando la cantina Gigi Rosso mette in vendita una proprietà di 9 ettari con bosco per il tartufo e cinque ettari vitati fra cui la vigna Arione una delle più belle di Serralunga d’Alba. La cifra dichiarata di 7 milioni di Euro sembra sufficiente a scoraggiare qualunque prelazione e invece un confinante si fa avanti e compra. E’ Roberto Conterno titolare della cantina Giacomo Conterno.
Un prezzo che fa lievitare le quotazioni dei vigneti in tutte le Langhe e sembra bloccare il mercato perché chi vende chiede cifre astronomiche. Una preoccupazione che mi è stata più volte sottolineata durante gli incontri con le produttrici piemontesi <<sono prezzi assurdi, molto superiore al reddito dei vigneti, come facciamo a espanderci in questa situazione? >>

Ventita-Vietti-vecchi-e-nuovi-proprietari

Ventita-Vietti-vecchi-e-nuovi-proprietari

Nonostante questo nel luglio 2016 i Poderi Luigi Einaudi, azienda fondata nel 1897 a Dogliani annuncia l’acquisto di 9 ettari di vigna di cui 4 di Barolo. La cifra non viene resa nota ma si parla di un’ acquisizione importante di 6 milioni di Euro.
Quasi contemporaneamente arriva una notizia bomba, che scuote esperti e appassionati di tutto il mondo e fa salire ancora le quotazioni: la vendita di Vietti per 60 forse 70 milioni di Euro.

Carte dei vini: meglio 100 oppure 1.000 vini in carta?

I lettori del Wine Spectator preferiscono le carte dei vini con meno di 350 etichette e anche i Sommelier italiani TOP rifiutano le liste sterminate

Carte dei vini dei ristoranti

Carte dei vini dei ristoranti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il Wine Spectator, più autorevole magazine del vino a livello mondiale, ha lettori che amano e soprattutto comprano bottiglie importanti, cioè clienti abituali di ristoranti stellati e collezionisti che hanno in casa cantinette blindate dal valore di centinaia di migliaia di Dollari. A questa élite di appassionati il sito del Wine Specator pone spesso delle domande; non si tratta di vere statistiche quanto piuttosto di sondaggi che danno l’idea del sentiment dei consumatori di vino più esigenti. Questa volta il quesito era << Quanto dovrebbe essere ampia la carta vini di un ristorante?>>
Il lettore poteva scegliere fra quattro possibili risposte:
1) meno di 90, non voglio dedicare troppo tempo alla scelta perché preferisco

Anna-Sala-Wicky's-Milano

Anna-Sala-Wicky’s-Milano

godermi la cena
2) tra i 90 e i 349, voglio avere un buon numero di scelte fra vini capaci di accompagnare il menù e con prezzi convenienti
3) da 350 a 1.000; voglio una scelta ricca e ampia ma senza che richieda troppo tempo a sfogliare un tomo gigante;
4) più di 1.000, voglio l’opportunità di scelta più ampia possibile e mi piace cercare i vini esclusivi
I risultati sono chiarissimi: 49% ha scelto la risposta 2 e il 35% la risposta 3 mentre quelli che prediligono libroni con un numero sterminato di vini sono un’esigua minoranza.