Personaggi e Luoghi

9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (3)

ULTIME 3 TAPPE DELLA MIA MINIGUIDA AI TESORI CHE SOLO UN RESIDENTE CONOSCE DAVVERO E CHE TRASFORMANO UN VIAGGIO IN UN’AVVENTURA CAPACE DI SORPRENDERE E ARRICCHIRE

Bagno Vignoni Toscana Lovers

Bagno Vignoni Toscana Lovers

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Ecco l’elenco completo dei luoghi, le esperienze, lo shopping e gli assaggi che consiglio nella parte più panoramica e intatta della Toscana

1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive

IL PARCO DEI MULINI E LA BALENA BIANCA

7. Il parco dei mulini (33 km dalla Fattoria del Colle) e la balena bianca a Bagno Vignoni – San Quirico e Castiglion d’Orcia
Questa è un’avventura nella storia per la quale servono buone gambe e un certo spirito trasgressivo. Bagno Vignoni è forse il centro termale più famoso del mondo, è piccolissimo ma è l’unico rimasto intatto dal medio evo ai giorni nostri. Oltre alla vasca antica intorno alla quale c’è il mio negozio Toscana Lovers con i miglior artigianato della nostra regione, è possibile scendere nel Parco dei mulini con le grotte per le macine del grano, che sembrano quelle di Polifemo e dei ciclopi.

9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (2)

CONTINUA IL MIO VIAGGIO “VAGABONDING” FRA I TESORI NASCOSTI DELLA TOSCANA PIÙ PANORAMICA PER VEDERE, SPERIMENTARE, COMPRARE E ASSAGGIARE COSE AUTENTICHE E POCO NOTE

Monte Oliveto Maggiore monastero nelle Crete Senesi

Monte Oliveto Maggiore monastero nelle Crete Senesi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne di Montalcino 

Ecco l’elenco completo delle cose che vi suggerisco di vedere
1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive

LA STRADA DELLE CRETE E MONTE OLIVETO

4. La Strada delle Crete, i calanchi e il bosco di cipressi di Monte Oliveto Maggiore ( 10 km dalla Fattoria del Colle) Il percorso dalla Fattoria del Colle a Siena è nella pubblicità di auto di lusso e moto gran turismo soprattutto tedesche. La bellezza del paesaggio ha spinto la Provincia di Siena a creare punti di sosta per fotografare e immergersi in uno scenario rimasto uguale per secoli ma capace di cambiare in ogni stagione. Verso Siena in vicino a Mucigliani c’è forse il maggior capolavoro della Land Art l’arte contemporanea che modifica il paesaggio e lo riempie di nuovi significati. E’ Il Site Transitoire dell’artista Jean Paul Philippe realizzata nel 1993. 

9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (1)

NON SONO FAMOSISSIMI MA VALGONO IL VIAGGIO E SOPRATTUTTO MOSTRANO COME, NELL’ITALIA DELLA GRANDE BELLEZZA, I CAPOLAVORI SIANO OVUNQUE ED E’ BELLO CERCARLI

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Albero d'Oro Lucignano Violante Cinelli Colombini Enrico Pelagatti e Lorenzo

Albero d’Oro Lucignano Violante Cinelli Colombini Enrico Pelagatti e Lorenzo

Vi piace il turismo esplorativo? Il viaggio che ti sorprende, quello lontano dal turismo di massa e vicino alla gente del posto …. Qui ti suggerisco 9 cose da vedere o sperimentare nella parte più panoramica e intatta della Toscana. Sono in un raggio di 30 km dalla Fattoria del Colle e li conosco tutti personalmente. Posti in cui puoi guardare da solo un capolavoro degno di un grande museo, oppure vivere qualche ora come gli antichi etruschi, comprare piccole opere d’arte oppure gustare sapori autenticamente toscani.

ELENCO DELLE COSE DA VEDERE, DA FARE E DA GUSTARE NEL SUD DELLA TOSCANA

1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive
Cominciamo con le prime tre proposte

GIACOMO TACHIS UN LEONARDO DA VINCI MODERNO 

IL SUO PIÙ GRANDE ENOLOGO ITALIANO, GIACOMO TACHIS, ERA UN GENIO MA NON GLI BASTAVA, SENTIVA IL PESO DI NON AVER FATTO STUDI UMANISTICI E ADORAVA I LIBRI ANTICHI

Donatella Cinelli Colombini e Antonello Pilloni davanti al busto di Giacomo Tachis

Santadi Donatella Cinelli Colombini e Antonello Pilloni davanti al busto di Giacomo Tachis nella Cantina Santadi

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne di Montalcino

Apparentemente burbero era in realtà un uomo gentile e pieno di premure. I suoi punti di forza erano lo studio incessante, il coraggio di confrontarsi con i più bravi e la creatività. Tre doti comuni a tutti i grandi scienziati.
Senza Giacomo Tachis il vino italiano, soprattutto in Toscana, Sardegna e Sicilia, non sarebbe quello che conosciamo oggi. Per primo ha valorizzando i vitigni autoctoni, da soli o in unione con quelli internazionali, con scelte audaci che hanno aperto nuove strade sui mercati internazionali, pensiamo ai supertuscan come il Tignanello ma anche ai vini sardi come il Turriga ed alla rinascita dei vitigni autoctoni siciliani …

GIACOMO TACHIS GENIO POLIEDRICO CURA IL MAL DI SCHIENA DI DONATELLA

Come tutti, ho ammirato il suo genio, la sua capacità di studiare, capire e innovare ma qui vorrei ricordare Giacomo Tachis condividendo con voi momenti più privati. Tra il 1995 e il 2000 ho viaggiato spesso insieme a lui facendo da relatore negli stessi convegni: Il Dottor Tachis spiegava le specificità e i potenziali del Carignano del Sulcis, del Cannonau … e poi io dicevo come la tipicità e la diversità fossero i fondamenti del successo turistico. Viaggio dopo viaggio, l’amicizia diventava più forte e le confidenze aumentavano.
Mi lamentavo per il mal di schiena e prospettavo una visita dall’ortopedico e Tachis <<ho sofferto tanto anche io, mi volevano operare, poi ho inventato un attrezzo per fare ginnastica, sono dimagrito e ho evitato l’operazione … faccio lo stesso attrezzo anche per lei>> e una settimana dopo mi arriva a casa un quadrato di acciaio con sopra due cavalletti e insieme un foglio di istruzioni. Non ci crederete ma sono guarita anch’io e ho ancora l’attrezzo ginnico esposto nel parco delle piscine della Fattoria del Colle perché sia usato da tutti quelli che soffrono di ernia al disco. Bastano 3-4 minuti al giorno, una dieta per perdere qualche chilo e il mal di schiena scompare. Non ci crederete ma funziona.

ADRIANA ASSINI, BERTHE MORISOT E GLI IMPRESSIONISTI

UNO SPETTACOLARE AFFRESCO DELLA FRANCIA DEGLI IMPRESSIONISTI: MANET, DEGAS, MONET, RENOIR .. DOVE UNA PITTRICE DONNA TRASGRESSIVA E APPASSIONATA CERCA IL SUO SPAZIO

ADRIANA ASSINI, BERTHE MORISOT

ADRIANA ASSINI, BERTHE MORISOT

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Nella copertina del libro di Adriana Assini c’è “Le repos” ritratto di Berthe Morisot protagonista del libro. Fu dipinto da Edouard Manet nel 1871 ed ora è esposto al Rhode Island School of Design Museum di Providence. Si tratta di una delle opere più intime e delicate del celebre pittore impressionista. L’attitudine rilassata del corpo della donna è infatti in netto contrasto con l’espressione turbata del suo volto. Lo stesso Manet descrisse l’opera come uno studio sulla quiete fisica e psicologica, <<per nulla riconducibile a un ritratto>>.

ADDIO A PIA DONATA BERLUCCHI

UNA GRANDE DONNA, UNA GRANDE DONNA DEL VINO E UNA GRANDE MAESTRA DI VITA CI HA LASCIATO OGGI, PIA DONATA BERLUCCHI, LA REGINA DELLA FRANCIACORTA

Pia Donata Berlucchi

Pia Donata Berlucchi

Lasciava una traccia in chiunque la incontrasse. Pia Donata Berlucchi, con la sua eleganza, il suo rigore morale, la sua cultura, la sua instancabile dedizione al lavoro, la sua generosità è stata una maestra e un esempio per tutte le Donne del Vino italiane.

Orgogliosamente lombarda ha guidato per quarant’anni la cantina Fratelli Berlucchi nella Franciacorta. Dal 2004 al 2009 è stata una grande presidente delle Donne del Vino e ha seguito attivamente l’associazione fino a partecipare all’assemblea di Vinitaly dieci giorni fa.

Fu lei a convincermi ad assumere un ruolo più attivo fra le Donne del Vino e diventare delegata Toscana. Quando assunzi, alcuni anni dopo di lei,  la carica di presidente nazionale, mi aiutò tantissimo. Ricordo che nell’anno in cui fu scelto come tema  la “Bellezza” e organizzammo un’asta di bottiglie rare in favore dei madici che si occupavano dei grandi ustionati in Italia e in Africa. Lei ospitò la manifestazione nella sua casa benchè il marito stesse malissimo. Era stata proprio Pia ad indicarci il modo per rendere meno frivolo il tema finanziando i sanitari che curavano chi, la bellezza, l’aveva persa per sempre. 

LUCA BIANCHINI E LE RAGAZZE DI TUNISI

E’ IL PIÙ BEL LIBRO SCRITTO DA LUCA BIANCHINI. E’ INTENSO, COINVOLGENTE, A TRATTI IRONICO E RACCONTA LA VITA DEGLI ITALIANI NATI IN TUNISIA E DEL LORO RIMPATRIO

LUCA BIANCHINI LE RAGAZZE DI TUNISI

LUCA BIANCHINI LE RAGAZZE DI TUNISI

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino 

“le ragazze di tunisi” è la storia di tre sorelle che vivevano in Tunisia mantenendo la propria identità e persino l’uso del dialetto siciliano pur essendo nate in Africa.

LUCA BIANCHINI E MAMMA PINA

Fra gli italiani di questa comunità la più celebra è sicuramente Claudia Cardinale ma c’era anche la madre di Luca. Mamma Pina all’anagrafe Giuseppina e in famiglia Pippineddra. L’ho conosciuta a Trequanda dove incontravo lei e suo marito Livio alla messa domenicale. Lui era originario del delizioso paese toscano dove c’è la Fattoria del Colle ed era rimasto legato alla terra di origine pur vivendo a Torino. Se Livio aveva mantenuto l’accento toscano Pina aveva una chiara cadenza siciliana e, prima di questo libro, credevo fosse una dei tanti siciliani arrivati in Piemonte con la prospettiva di lavorare in fabbrica. Invece Luca è andato a Tunisi ed ha recuperato anche le pagelle di sua madre.

VINITALY 2026 DIVENTA HUB

4 MILA CANTINE, 1000 TOP BUYER DI 70 PAESI E SOPRATTUTTO DA CANADA E USA, 100 EVENTI E TANTE NUOVE TENDENZE IN UN VINITALY 2026 CON MENO GLAMOUR E PIÙ BUSINESS

di Donatella Cinelli Colombini, Padiglione 6 Stand D4

Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino  

Vinitaly 2026

Vinitaly 2026

Le cantine ben organizzate, hanno fatto lo scouting che serve a individuare potenziali importatori presenti a Vinitaly ed hanno già l’agenda piena di appuntamenti anche con i buyer con cui lavorano. Costa infatti molto meno far assaggiare i nuovi vini in fiera piuttosto che spedire i campioni oppure andare a trovare gli importatori nei loro mercati.  La partecipazione a Vinitaly è quindi solo una piccola parte, anche se importantissima, del lavoro degli uffici commerciali. Poi c’è il follow up che a volte dura mesi o anni.

1000 BUYER ALLA RICERCA DI AFFARI

Per le cantine esordienti o poco attrezzate, c’è un sistema di matching che permette di trovare i contatti giusti fra i 1000 top buyer che Vinitaly ha invitato tramite ICE. Il gruppo di importatori più numeroso proviene da USA e Canada (+31 operatori) ma ci sono anche buyer da mercati promettenti come India, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Infine importatori dal Sudamericana con il Brasile in prima linea, nella speranza che parta l’accordo Mercosur. Nel primo Vinitaly, con Gianni Bruno direttore Generale, la strategia sembra essere “più business e meno glamour” in linea con le esigenze delle cantine alle prese con un periodo particolarmente complicato.
Per Vinitaly il competitore diretto non è più Prowein che è stato disertato in massa dalle cantine italiane, bensì Wine Paris. Una fiera che è andata molto bene per le imprese del nostro Paese, ed ha alle spalle il mastodontico sistema di pernottamenti e trasporti della capitale francese. Alla fine la competizione non è solo sul business fieristico, che Vinitaly può vincere, quanto sulla logistica di Verona che non può eguagliare quella della capitale francese.

VINITALY CON SIGARO TOSCANO E VIN SANTO

A VINITALY IL 13 APRILE ALLE 17 LE DONNE DEL VINO TOSCANE PROPONGONO UNA DEGUSTAZIONE INCONSUETA DI VIN SANTO IN COLLABORAZIONE CON IL CLUB AMICI DEL TOSCANO

Carpineto Vin Santo del Chianti

Carpineto Vin Santo del Chianti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Degustazione di due Vin santo – Carpineto e Castello di Sonnino – in abbinamento a una selezione di sigari. Evento patrocinato dalla Regione Toscana che viene rappresentata dell’Assessore Leonardo Marras e dal suo dirigente Gennaro Giliberti che hanno invitato il Capo Dipartimento Misaf Giuseppe Blasi a Presidente del Consiglio Regionale Stefania Saccardi.

Una degustazione di due Vin santo – Carpineto e Castello di Sonnino – in abbinamento a una selezione di sigari. Una esplorazione di sensazioni e suggestioni che parte da due prodotti icona della terra di Dante. Il Toscano intorno al quale si riunisce il Club ha recentemente esplorato la complicità dei sigari con mondi diversi come la musica la moda e le auto di lusso. In questo caso l’abbinamento è con il Vin Santo uno dei più antichi e nobili prodotti delle cantine toscane.
Il nome Vin Santo si lega leggendariamente all’esclamazione del Cardinal Bessarione durante il Concilio di Firenze del 1439 “Hoc Xanthos est!” in riferimento al colore “xanthos”, letteralmente “biondo” oppure al paragone con i vini di Xanto/Santo (Santorini, Grecia).

CLUB AMICI DEL TOSCANO E DONNE DEL VINO TOSCANE

I Vin Santo del Chianti sono vini da meditazione perfetti per chi cerca un’esperienza di degustazione raffinata e autenticamente toscana. Lo stesso spirito che si richiede per il fumo del sigaro.

PRIMA MASTER OF WINE DONNA ITALIANA CRISTINA MERCURI

AVVOCATESSA, GRINTOSA, IDEALISTA E SUPER COMPETENTE NEL VINO QUESTA È CRISTINA MERCURI PALADINA DEL RINNOVAMENTO DELLA COMUNICAZIONE E DEL RUOLO DELLE DONNE

Cristina Mercuri MW degusta i vini delle Donne del Vino

Cristina Mercuri MW degusta i vini delle Donne del Vino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

La notizia era attesa perché da anni Gabriele Gorelli diceva <<Cristina sarà la prima Master of Wine donna italiana>> tuttavia vederla proclamare dalla prestigiosa istituzione londinese fa molto piacere.

I MASTER OF WINE UN GRUPPO RISTRETTO DI GURU DELVINO

L’esame per diventare Master odf Wine è molto difficile e i new entry sono sempre molto pochi. Quest’anno hanno ottenuto l’ambito riconoscimento solo 4 esperti: Karen Hong Liu MW (Hong Kong), Cristina Mercuri MW (Italy), Kim Oshiro MW (US), and Bryce Wiatrak MW (US). Nel totale i Master of wine sono 422 provenienti da 30 Paesi. Gli italiani sono quattro e oltre a lei ci sono Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo.

MICHEL ROLLAND UN ENOLOGO CHE HA SEGNATO UN’EPOCA

MICHEL ROLLAND È STATO L’ENOLOGO PIÙ INFLUENTE DEL MONDO PER TRENT’ANNI E SICURAMENTE IL MIGLIOR INTERPRETE DELL’ENOLOGIA INTERVENTISTA DI FINE NOVECENTO

Michel Rolland l'enologo più influente fra la fine del Novecento e l'inizio del Duemila

Michel Rolland l’enologo più influente fra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Nel periodo in cui i grandi vini acquistavano prestigio e mercato internazionale Rolland è stato consulente di 150 fra le cantine più importanti del mondo volando fra 14 diversi Paesi.
<<Se oggi nel mondo si producono tanti vini buoni come non mai, il merito, è di Michel Rolland. Con il grande critico Robert Parker, fondatore di “The Wine Advocate” e del “100 point system”, sono stati coloro che, per primi, a partire dagli Anni Settanta del Novecento, hanno cambiato il gusto del vino mondiale, rivoluzionando il nostro settore. >> Scrive Alessandro Regoli su WineNews mettendo in parallelo i due personaggi chiave di un’epoca e di uno stile del vino orientato su modelli internazionali dominanti.

MICHEL ROLLAND L’ENOLOGO DEI VINI PIENI, ROTONDI, LEGGIBILI

<<Con Rolland non viaggiava solo una persona, ma un metodo: raccolte più tardive, maturità fenolica spinta, estrazioni più decise, uso calibrato (ma spesso volutamente evidente) del legno.
Il risultato erano vini più pieni, più rotondi, più leggibili. Vini che non chiedevano di essere capiti: si offrivano>> spiega Tommaso Ciuffoletti su Intravino

CHI È GIANNI BRUNO IL NUOVO DG DI VERONAFIERE

L’’UOMO VINITALY” GIANNI BRUNO ALLA FINE DI FEBBRAIO DIVENTERÀ DIRETTORE GENERALE DELL’ENTE FIERISTICO VERONESE, ESULTANO I PRODUTTORI DI VINO ITALIANO

Gianni Bruno nuovo Direttore Generale di Veronafiere

Gianni Bruno nuovo Direttore Generale di Veronafiere

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne a Montalcino, Fattoria del Colle a Trequanda 

Inizio con un commento personale, io scelgo gli amici per le loro capacità (gli stupidi mi annoiano) ma anche per i loro valori. Ne ho pochi ma sono tutte persone straordinarie.
Gianni Bruno è un mio grande amico da tanti anni perché è una grande persona.
Un uomo intelligente, leale, che nei progetti mette testa e cuore, ha visione e capacità manageriale. E’ facile volergli bene perché è buono. Aiuta anche chi non aiuta lui. E’ un mediatore ma non uno scalatore di carriera e questo lo ha penalizzato. Con più ambizione e meno lealtà avrebbe fatto tutt’altro percorso professionale ma forse non saremmo diventati amici.
Ma c’è ancora chi vede questi comportamenti come un pregio e quindi invece di andare in pensione, come si aspettava, Gianni Bruno è divento Direttore Generale di Veronafiere.

FEDERICO FELLINI E DONATELLA

I MIEI INCONTRI CON FEDERICO FELLINI E IL FASCINO DI UN UOMO STRAORDINARIO CON UN ASPETTO ORDINARIO CHE TRASFORMAVA COSE ORDINARIE IN MODO STRAORDINARIO

Federico Fellini with his wife and the Guidotti and Cinelli Colombini families

Federico Fellini with
his wife and the Guidotti and Cinelli Colombini families

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Parlo di fatti avvenuti una cinquantina d’anni fa. Federico Fellini veniva spesso alla fattoria di mia madre a Montalcino, grazie alla comune amicizia con Mario Guidotti, giornalista e animatore culturale. Dopo le prime visite più formali, il più grande regista italiano, cominciò ad arrivare senza preavvertire, come una persona di famiglia.
Il problema era che, spesso, i miei erano fuori e io dovevo accogliere Fellini da sola. Io ero una giovanissima e vivevo tra Montalcino e Siena un’esistenza molto borghese e decisamente provinciale. Ero abituata a incontrare intellettuali e persone famose perché la mia famiglia aveva sempre avuto quel tipo di frequentazioni ma Federico Fellini era decisamente fuori misura.
Quell’uomo era un mito, un genio riconosciuto a livello mondiale con 5 premi Oscar. Una fama talmente gigantesca che avrebbe intimidito gente molto più attrezzata di me. Davanti a lui ero nervosissima, mi sudavano le mani, non riuscivo a stare e ferma e soprattutto dicevo solo qualche frase cortese ma non sapevo dialogarci, mi sembrava di non avere niente di interessante da dire. Peccato!
Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o l’allora giovanissimo Fabio Carlesi.

ROBERT ENGLE E LA SUA LEZIONE SUL TALENTO

Donatella Cinelli Colombini Robert Engle

Donatella Cinelli Colombini Robert Engle

HO INCONTRATO TANTE PERSONE STRAORDINARIE E ALCUNE DI LORO HANNO SEGNATO LA MIA VITA PER SEMPRE. UNO DI LORO È ROBERT ENGLE VINCITORE DEL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne di Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda 

Ho deciso di condividere con voi il ricordo di alcune persone e alcuni luoghi che sono stati molto importanti per me e spero saranno altrettanto utili a voi.

Non sono molto intelligente e nei test di QI non arrivo al minimo. Ma le persone di grande talento mi attraggono e non mi sento intimidita perché ne ho frequentate molte fino dall’infanzia. So di non fare lo stesso effetto a loro, ovviamente. Tuttavia non mi vergogno di prendere senza dare, oppure dando quelle poche cose che so su vino, donne del vino e turismo del vino. La vita è fatta così!

 

 

TAPPI, TACCHI E MIRACOLI

MADDALENA MAZZESCHI SI RACCONTA IN UN LIBRO CON GLI ANEDDOTI SPESSO ESILARANTI DI 40 ANNI DI PROFESSIONE NELLA COMUNICAZIONE DEL VINO DALLA LETTERA 33 AL CELLULARE

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Prima di tutto chi è Maddalena Mazzeschi. E’ umbra ma lega il suo nome a Montepulciano dove ha lavorato lungamente per il Consorzio del Vino Nobile per poi iniziare nel 1991 la libera professione come PR e consulente di marketing. Segue molte cantine ed ha organizzato per loro eventi e strategie anche molto innovative. E’ fra i collaboratori di WineSurf.
Ha collaborato anche con la mia azienda per un paio d’anni insegnandoci una maggior cura nel racconto tecnico del vino.
Quelli che molti non sanno è che Maddalena è consacrata secondo il rito dell’Orbo Virginum cioè è un apostolo laico in mezzo al Popolo di Dio. Anche per questo l’introduzione del libro è scritta dal Cardinale Ennio Antonelli.

TAPPI TACCHI E MIRACOLI BREVI RACCONTI ESILARANTI DI 40 ANNI DI STORIA DEL VINO

Il libro è in realtà un diario con brevi racconti scritti in due tempi: nel 2009 e poi nel 2025. La narrazione comincia quando Maddalena aveva 14 anni e arrivano ai nostri giorni. Lo stile è diretto, autoironico e racconta con fedeltà e dettaglio l’evoluzione del mondo che vino. Parte dagli anni eroici della sua affermazione qualitativa, segue la diffusione della cultura del vino e arriva della sua demonizzazione recente. Non ci sono scene da Oscar ma il racconto è talmente divertente da catturare l’attenzione anche sugli eventi più piccoli.

                                                                       
Cinelli Colombini
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