Personaggi e Luoghi

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO (1)

GLI INNOVATORI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL VINO ITALIANO CAMBIANDO IL VOLTO DI INTERI TERRITORI, VALORIZZANDO VITIGNI, RIBALTANDO MODI DI PENSARE AL VINO

DI Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho provato a cercare on line ma non ho trovato nessuna lista sugli uomini e le donne che hanno dato una svolta decisiva alla storia del vino italiano. Eppure ci sono persone che hanno cambiato per sempre un distretto, un vitigno, un modo di pensare …
Limitandomi all’Italia e guardando al passato prossimo mi vengono in mente Gino Veronelli per il giornalismo specializzato, Bepi Quintarelli per l’Amarone, Biondi Santi per il Brunello, Giacomo Bologna per il Barbera, Mario Incisa per Bolgheri-Sassicaia, Giacomo Tachis per i Supertuscan e non solo.
In epoca più recente Carlin Petrini con lo Slow Food e Terra Madre, Angelo Gaja con il Barbaresco, i Barolo Boys, Maurizio Zanella in Franciacorta, Walter Massa con il Timorasso dei Colli Tortonesi, ma anche Luca Zaia con la politica del Prosecco, Piero Antinori con la cantina di Bargino, Maria Grazia Lungarotti con il Museo del Vino di Torgiano, Elena Fucci nel Vulture, Marco Capri a Montefalco ….. forse ci sono anch’io con il turismo del vino.

 

 

 

 

IL PANE E I DENTI

CECILIA LOMBARDI PUBBLICA IL SUO SECONDO ROMANZO IL PANE E I DENTI CON UN TITOLO CHE RICHIAMA IL PROVERBIO TOSCANO CHI HA PANE NON HA I DENTI

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo aver letto un libro viene sempre da chiedersi cosa ci ha dato. In certi casi ci ha divertito, altre volte ci ha immedesimato in una vicenda avvincente, ci sono libri che insegnano frammenti di storia, che fanno scoprire luoghi lontani o che fanno riflettere sulla condizione umana. Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi ( Le parche edizioni pp. 203 € 15) fa parte di quest’ultima categoria: insegna a guardare dietro le apparenze e interpretare le vicende umane con maggiore profondità. Non ha la forza epica di Uomini e topi di Steinbeck ma fotografa una marginalità simile, anche se più attuale e forse è anche più vera.

 

IL PANE E I DENTI UN LIBRO SULLA MARGINALITA’ E IL RISCATTO

Ci descrive la cattiveria quasi sadica di chi decide sulla vita degli altri <<più l’altra si tormenta per uscire dalla situazione più lei ne trae nutrimento, trasformando il disagio altrui, nel proprio benessere>> in <<questo mondaccio cattivo che si diverte a elargire botte agli zoppi>>. L’ultima parte del racconto è sicuramente la più riuscita <<Dopo ere geologiche di esagerazioni compulsive, Tamara ritiene ora necessario rivalutare le briciole>> ed ecco la protagonista, che stava letteralmente buttando via la sua vita, trova una situazione di riscatto nell’<<ascoltare invece di volere a tutti costi far sentire la propria voce>>.

DENISE COSENTINO NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA

LA NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA DENISE COSENTINO 35 ANNI E’ UNA CELEBRITA’ IN CINA DOVE HA GUIDATO LE CANTNE DEL BANCHIERE TEDESCO HAUPTMAN E POI DEI ROTHSCHILD

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Vivo nel mondo del vino da decenni e ho incontrato ogni genere di persona: celebrità, palloni gonfiati arroganti o divertenti e grandi talenti. Denise Cosentino è un grande talento con la capacità di interpretare le sfide e un coraggio che la porta dove ci sono nuove frontiere.

LA FOLGORANTE CARRIERA DI UNA GIOVANE ENOLOGA CORAGGIOSA

Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, parla solo se ha qualcosa da dire e ha un carattere di ferro tipico di chi ha origini calabresi come lei. Denise Cosentino si è laureata in enologia e viticultura a Torino ed ha proseguito i suoi studi a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ arrivata nel gigante asiatico nel 2014 ed è stata la prima enologa donna italiana in Cina, lavorando nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>.

BULLISMO SOCIAL COSA INSEGNA IL SUICIDIO DI GIOVANNA PEDRETTI

LA RISTORATRICE LODIGIANA MORTA SUICIDA FORSE A SEGUITO DELLE POLEMICHE GIORNALISTICHE SULLA SUA RISPOSTA A UNA RECENSIONE NEGATIVA

Giovanna Pedretti ristoratrice suicida Sant’Angelo Lodigiano

Giovanna Pedretti ristoratrice suicida Sant’Angelo Lodigiano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Viviamo in un momento in cui le polemiche e non le notizie, stanno dominando la comunicazione. Talk show televisivi costruiti sullo scontro fra opinioni diverse esposte con parole offensive e attacchi personali. Inchieste che sembrano processi pubblici in cui vengono mostrate, come certe, informazioni ancora da approfondire. Programmi radio che si chiamano come procedimenti giudiziari ma presentano opinioni.….
Un giornalismo gridato che viene proposto come giustizialista e ormai si è talmente dilatato da alimentare solo l’aggressività e il disorientamento del pubblico mentre ha perso il suo effetto moralizzatore e non riesce più a suscitare indagini delle autorità inquirenti.
Una situazione che ricorda i processi sommari della Rivoluzione Francese il così detto “terrore”. Perché gli effetti, sulla reputazione e gli affari, di chi è oggetto del tribunale mediatico, sono gravi e talvolta mortali.
Chiunque, anche la persona più corretta, può trovarsi nel tritacarne della polemica mediatica, perché il livello si è allargato ai social e riguarda anche episodi molto piccoli a cui viene dato un enorme risalto.
Il problema è che questo va a interessare anche persone poco abituate ai riflettori e alle critiche pubbliche, per cui può innescare effetti gravi e talvolta sproporzionati.

PAPA FRANCESCO ACCOGLIE LA GENTE DEL VINO

E’ un giorno importante per il vino italiano. 100 produttori e personalità di tutta Italia all’udienza privata da Papa Francesco organizzata da Veronafiere

Donatella Cinelli Colombini e Pina Argiolas all'udienza di Papa Francesco

Donatella Cinelli Colombini e Pina Argiolas all’udienza di Papa Francesco

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In una splendida giornata di sole, la riunione del gruppo in Piazza San Pietro ha il sapore di un pellegrinaggio pieno di buona volontà. C’è anche il piacere di ritrovare gli amici e la trepidazione per un momento importante. Il gruppo veronese è il più numeroso ed è guidato dal vescovo scaligero Domenico Pompili. Ci sono i relatori del convegno del pomeriggio Federico Briccolo, Presidente di Veronafiere, Riccardo Cotarella Presidente di Assoenologi, Lamberto Frescobaldi Presidente di Unione Italiana Vini, Daniela Mastroberardino presidente delle Donne del Vino. Mancano il conduttore del convegno Bruno Vespa e il Ministro Francesco Lollobrigida ma loro hanno accesso al Santo Padre più spesso di noi e quindi arriveranno solo nel pomeriggio all’Ambasciata Italiana Presso la Santa Sede.
È sempre emozionante traversare il colonnato del Bernini ma in questo caso ci sentiamo dei privilegiati: entriamo dal portone di Bronzo e traversiamo il cortile di San Damaso come fossimo dei capi di stato. Le sale sono splendide, le guardie Svizzere gentilissime e il cerimoniale impeccabile. A ogni passo ti dicono cosa fare. Un altro mondo rispetto alle parrocchie delle nostre campagne e tornano alla mente le parole di Papa Francesco al momento dell’insediamento “vorrei una Chiesa povera”. Nello splendore del Vaticano, il Papa appare come un Capo di Stato e non solo come un’autorità spirituale. Un abito che, probabilmente, tutti i Papi hanno trovato scomodo ma per Bergoglio forse è particolarmente pesante da portare.

I VINI DI MESSI SONO ITALIANI

CHI ASPETTAVA UN MALBEC ARGENTINO RIMARRA’ DELUSO I VINI DI LIONEL MESSI SONO PROSECCO, PRIMITIVO E AGLIANICO DA POCHI SOLDI A 550€ CON LA SUA FOTO IN ETICHETTA

 

Lionel-Collection-i-vini-italiani-di-Lionel-Messi

Lionel-Collections-i-vini-italiani-di-Lionel-Messi

Di Donatella Cinelli Colombini #winedetination 

Fedele al suo personaggio di campione sportivo con scelte chiare, anche nel momento di cedere la sua faccia e il suo nome a una linea di vini Lionel Messi ha fatto un’operazione con contorni precisi: è solo un’operazione commerciale.
Lionel Messi è forse il giocatore di calcio più premiato della storia: 8 volte pallone d’oro, 35 titoli internazionali, quest’anno celebrato come Atleta dell’anno da Time. E’ ricco, ha una bella famiglia ed è universalmente ammirato per il suo talento. Come tutti gli uomini di successo vuole dei vini con il suo nome. Ma a differenza della maggior parte di attori, sportivi e cantanti famosi, ha preferito fare un’azione commerciale invece di comprarsi una vigna con cantina. Più veloce, più semplice e sicuramente più remunerativo anche se molto meno romantico.

LE DONNE DEL VINO PIANGONO SUZANNE

SUZANNE BRANCIFOTE SOMMELIER, GIORNALISTA, ANIMATRICE CULTURALE, WINE EDUCATOR. UN VOLTO SEMPRE SORRIDENTE E UN CARATTERE PROPOSITIVO. CI HA LASCIATI

Donatella Cinelli Colombini e Suzanne Branciforte

Donatella Cinelli Colombini e Suzanne Branciforte

Di lei ricorderemo la voglia di fare e l’ottimismo anche quando le circostanze erano tutte avverse. Sembrava che le difficoltà non la turbassero ed era una combattente indomita. Era orgogliosa dei suoi nobili antenati, era orgogliosa del padre emigrante che aveva fatto fortuna in America, era orgogliosa della laurea ad Harvard e anche di scrivere pezzi impeccabili pubblicandoli spesso su riviste internazionali … nelle Donne del Vino era generosamente attiva: ha tradotto, corretto testi, moderato convegni in doppia lingua … incoraggiando tutti persino quando l’organizzazione era evidentemente artigianale <<ma va bene, non c’è niente che non vada!>>. Di recente stava organizzando corsi di italiano e cultura italiana per stranieri a Genova oltre a seminari di scrittura creativa nelle zone del vino unendo le sue due grandi passioni: l’enologia e la letteratura.

LA VITA E’ BELLA NONOSTANTE

SVEVA CASATI MODIGNANI CI MOSTRA COME LA VITA VINCA SULLE TRAGEDIE, L’AMORE SCONFIGGA LA PAURA, LA SPERANZA DEL BENE SIA LA SOLA COSA CAPACE DI SPIGNERCI AVANTI

 

Sveva-Casati-Modignani-L'amore-fa-miracoli

Sveva Casati Modignani alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Non è un modo zuccherato di vedere la vita ma la verità. Tutti dobbiamo affrontare periodi tristi, grandi dolori, cambiamenti improvvisi della nostra esistenza … ma alla fine la sola cosa che resta, tirando le somme della nostra vita, non è solo quello che abbiamo fatto ma soprattutto per chi lo abbiamo fatto. Ed è l’amore a venire fuori. Non la ricchezza, la fama, il potere … ma l’amore.

 

LA VITA E’ BELLA NONOSTANTE DI SVEVA CASATI MODIGNANI

Imparare questa regola è il solo modo per essere felici, per dire <<La vita è bella nonostante>> (Sperling & Kupfer pp303 €16,90) e Sveva Casati Modignani ce lo mostra raccontando la vita di quattro amiche: Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole. Le protagoniste di numerosi romanzi della stessa scrittrice che, in questo caso, vivono e superano dei grandi drammi.

L’OLIO TOSCANO “BUONO” DAVVERO DI 7 DONNE DEL VINO

DONATI 80 KG D’OLIO ALLA CARITAS PER LE FAMIGLIE PIU’ BISOGNOSE DEL SUD DELLA TOSCANA DA 7 DONNE DEL VINO. UN SEGNO D’AMORE CHE RENDE L’OLIO BUONO DAVVERO

olio buono davvero

olio buono davvero

Le 7 Donne del Vino toscane che hanno donato il loro olio in occasione della VII giornata mondiale dei poveri sono: Caterina Dei delle Cantine Dei di Montepulciano, Donatella Cinelli Colombini della Fattoria del Colle di Trequanda, Cristiana Grati delle fattorie di Galiga e Vetrice di Rufina, Lia Francois del Castello di Querceto a Greve in Chianti, Maria Giulia Frova della Tenuta Il Corno di San Casciano Val di Pesa, Elisabetta Geppetti della Fattoria Le Pupille di Istia d’Ombrone -Grosseto e Olga Peluso della Tenuta Donna Olga di Montalcino.
80 kg di olio di fattoria prodotto con cura artigianale e quindi ricco di virtù salutari che andranno a riempire i pacchi alimentari preparati dalla Caritas Diocesana di Montepulciano Chiusi Pienza.

MOET CHANDON IL SUPER BRAND DELLO CHAMPAGNE

1.150 ETTARI DI VIGNETI, 28 KM DI GALLERIE SOTTERRANEE, 60 MILIONI DI BOTTIGLIE E IL PRIMATO COME BRAND DEL VINO PIU’ CONOSCIUTO NEL MONDO. E’MOET CHANDON

vero Moët Chandon

Moët Chandon maggior brand del vino del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Chi non conosce Moët & Chandon? Insieme a Dom Perignon è il primo nome che viene in mente pensando allo Champagne, se consideriamo che i due marchi sono una cosa sola immaginiamoci la forza di questo brand.

Si trova ad Épernay ed è una delle maison più grandi e più antiche. Fu fondata nel 1743 da Claude Moët ma è stato il nipote Jean-Remy Moët a portarla al successo internazionale. Ha superato i turbolenti periodi della rivoluzione e delle guerre napoleoniche, la crisi della fillossera per la quale fu trovato il rimedio proprio in Champagne …
Nel 1927 acquisì il marchio Dom Perignon padre delle bollicine francesi e nel 1971 Moët & Chandon si fuse con Hennessy Cognac e con Louis Vuitton, per diventare, nel 1987 LVMH -Louis-Vuitton-Moët-Hennessy- la più grande multinazionale del lusso.
Oggi il gruppo possiede numerosi altri celebri brand del vino come Krug, Ruinart e Veuve Clicquot nello Champagne, Château Cheval Blanc a Bordeaux e Cloudy Bay in Nuova Zelanda e Cape Mentelle nell’Australia occidentale. Nel corso degli anni Moët & Chandon è cresciuta fuori dello Champagne continuando a produrre bollicine con l’etichetta Chandon in California , Argentina , Brasile, Australia e più recentemente in vigneti di India e Cina.

LA TOSCANA DEI BORGHI

DONATELLA CINELLI COLOMBINI FIRMA UNO DEI PEZZI INTRODUTTIVI ALLA NUOVA GUIDA DI REPUBBLICA AI BORGHI TOSCANI E SPIEGA IL PERCHE’ DELLA LORO ECCEZIONALITA’

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-Uno dei borghi più belli della Toscana

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Toscana terra di campanili orgogliosamente diversi e orgogliosamente attaccati al loro nobile passato.
In Toscana la percentuale di popolazione che vive nei borghi è maggiore che altrove. Circostanza questa che gli economisti e molti amministratori locali non apprezzano perché la produzione di ricchezza è più alta nelle città mentre i costi dei servizi, come istruzione, trasporto pubblico, sanità … sono più sostenibili negli insediamenti grandi.
Tuttavia la bellezza dei paesi toscani e della campagna che li circonda è talmente alta che viverci viene ritenuto un privilegio. La qualità della vita nei borghi comprende anche i ritmi di vita più lenti, l’alimentazione più sana e soprattutto l’appartenenza a una certa comunità con il suo tessuto di relazioni sociali e di sostegno reciproco.
In Toscana la densità di piccole città d’arte è impressionante. Un carattere che si origina da peso della cultura nel governo toscano e dal mecenatismo che è continuato dal medioevo fino al 1860 ed ha arricchito le città e i paesi di capolavori d’arte meravigliosi. Un patrimonio diffuso che si è conservato intatto nel tempo. Questa circostanza richiede una riflessione sugli effetti della crisi demografica degli anni sessanta del Novecento e dal successivo boom turistico.

ANTINORI I CAPITANI CORAGGIOSI DEL VINO ITALIANO

ANTINORI VINATTIERI A FIRENZE DAL 1384 INVESTONO UN MILIARDO DI DOLLARI NELLA CANTINA CALIFORNIANA STAG’S LEB E CREANO UNA PROPRIA RETE DI IMPORTAZIONE IN USA

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho sempre ammirato Piero Antinori come uno degli imprenditori italiani più geniali. Quando parlavo di lui con Giacomo Tachis mi diceva <<il padre era anche meglio>> e io mi convincevo dell’esistenza di una specie di “gene del winebusiness” che i marchesi fiorentini possedevano in modo superiore alla media. Circostanza che mi è stata confermata dalle ottime performance della figlia Albiera nel consorzio di Bolgheri. Il gene ha infatti una caratteristica speciale: l’effetto diffuso, cioè crea beneficio alla loro azienda ma anche a tutte quelle intorno. Pensate al fenomeno Supertuscan, che li ha visti protagonisti, e ha rilanciato il vino toscano nei mercati internazionali, oppure all’effetto tonico della spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico sull’intera denominazione e sul turismo del vino in Toscana.

ADDIO MICHELE CHIARLO

UN SALUTO GRATO A UN GRANDISSIMO PRODUTTORE E A UN GRANDISSIMO UOMO: MICHELE CHIARLO UN PIEMONTESE DAL CUORE GRANDE

Michele Chiarlo

Michele Chiarlo

Nel modo del vino, i produttori si incontrano nelle fiere, nei grandi eventi dove è praticamente impossibile scambiare più di qualche parola. Conosci tutti ma, in realtà, non sai neanche se ti sono simpatici.  Con Michele Chiarlo il rapporto era di questo tipo finché, il comune amico Abraham Said di Gozo – Malta che è anche il nostro importatore, ci ha offerto l’opportunità di trascorrere delle intere giornate insieme piacevolmente, per partecipare ai suoi eventi. In quelle occasioni la conoscenza fugace con Michele Chiarlo si è trasformata in amicizia. Ma è stato durante un convegno OICCE a Canelli ospiti di un’altra comune amica, Giusi Mainardi che ho scoperto l’enorme apporto di Michele Chiarlo al vino italiano. A lui si deve l’introduzione nel nostro Paese della corretta gestione della fase post fermentativa del vino e l’affermazione del vitigno Barbera. Più di recente Michele ha avuto un ruolo determinante nel rinnovamento del vino piemontese e soprattutto dell’affermazione del Nizza così come nella proposta di un turismo del vino di alto livello e di alto valore culturale.

AMANDA SCARAZATTI SOMMELIER

ITALO BRASILIANA CHE LAVORA A LONDRA COME CAPO SOMMELIER E ADORA I VINI TOSCANI. STORIA DI UNA TRENTENNE CHE HA CAMBIATO CONTINENTE, LINGUE E IL SUO SOGNO

Amanda Scarazatti sommelier italo brasiliana a Londra

Amanda Scarazatti sommelier italo brasiliana a Londra

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Mi chiamo Amanda, ho 30 anni e sono italo-brasiliana. Vivo a Londra, lavoro come sommelier e parlo di vino su Instagram>> questo è il ritratto sintetico di una giovane nata in Brasile nel 1993 a Piracicaba nello Stato di San Paolo dove si è laureata in Relazioni internazionali per poi andare in Portogallo alle Università di Evora e poi Coimbra per un Erasmus durante il quale scopre la sua passione per il vino.

AMANDA SCARAZATTI STORIA DI UNA GIOVANE DONNA SOMMELIER GIRAMONDO

Un amore che si consolida in Italia. <<Ho vissuto in Toscana, a Firenze, per 4 anni e vorrei tornarci. È li che ho fatto il master in “Brand design and management for food, wine and tourism”, poi il corso per Sommelier FISAR e ho scoperto la bellezza dei vini toscani>>.
Ancora a Firenze inizia a lavorare con il vino all’Enoteca Sant’Ambrogio all’interno del Mercato centrale dove vengono serviti 100 vini al bicchiere contemporaneamente. Una sfida importante che fa crescere professionalmente Amanda per capire i gusti dei clienti e consigliare gli abbinamenti con il cibo.

                                                                       
Cinelli Colombini
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