Personaggi e Luoghi

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 5

NELLA MIA CARRELLATA SUI PIONIERI DEL VINO ITALIANO MODERNO, HO TRASCURATO IL SUD ITALIA CHE INVECE PULLULA DI UOMINI RIVOLUZIONARI SPESSO IN FAMIGLIE DI INNOVATORI

Marco De Bartoli gli innovatori del vino italiano

Marco De Bartoli gli innovatori del vino italiano

 

Una cinquina di innovatori del vino del Sud Italia. Sono personaggi straordinari, per intuito, capacità e coraggio anche se spesso non hanno avuto la stessa visibilità degli omologhi piemontesi o toscani a cui la stampa e il mercato hanno dedicato maggiore attenzione e un successo commerciale relativamente più facile.
Gli uomini del Sud sono spesso inquadrati in lunghe storie familiari nelle quali il loro genio si mescola fino a farli apparire come parti di un polittico e non come protagonisti di un ritratto.
Rinnovo la mia richiesta a mandarmi suggerimenti al fine di arrivare a 100 profili di personaggi che hanno cambiato il vino italiano donatella@cinellicolombini.it.

 

MARCO DE BARTOLI

 

Marco de Bartoli si infuriava vedendo la Marsala di qualità mediocre e prezzo bassissimo negli scaffali dei supermercati. Un furore che si scatenava anche su chi chiamava il suo vino Marsala <<perché non è fortificato come il prevede il disciplinare del Marsala vergine>>.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 4

HO TROVATO UNA FOTOGRAFIA DI CINQUANT’ANNI FA CHE RITRAE UN GRUPPO DI PRODUTTORI CHE GIA’ A QUELL’EPOCA ERANO CONSIDERATI DEI PIONIERI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

 

 

Sapevano di essere dei pionieri ed erano mossi da un grande entusiasmo nel creare un nuovo scenario per il vino italiano. La cosa bella è che, anche grazie a Gino Veronelli, questi uomini straordinari fecero una parte di cammino insieme. Nella foto ci sono: Bruno Ceretto, Piero Antinori, Giacomo Bologna (Braida), Maurizio Zanella (Ca’ del Bosco), Mario Schiopetto, Franco Biondi Santi, Marcello Ceretto, Jacopo Biondi Santi, Nicolò Incisa della Rocchetta (Sassicaia)e Angelo Gaja. Qui di seguito, tratteggerò un breve profilo di quelli che non ho ancora descritto aggiungendo Bepi Quintarelli che, pur interpretando il suo ruolo di innovatore in modo diverso dagli altri, ha sicuramente tracciato un nuovo futuro per l’Amarone.

 

 

MARIO SCHIOPETTO IL PIONIERE DEL VINO FRIULANO

L’ho conosciuto dopo che la sua salute era stata compromessa da un grave incidente stradale.

MARY QUANT A SAN FELICE IN CHIANTI

L’INVENTRICE DELLA MINIGONNA MARY QUANT ORGANIZZO’ UNA SFILATA DI MODA A SAN FELICE IN CHIANTI ROMPENDO GLI SCHEMI E PORTANDO LA PASSERELLA IN MEZZO ALLE VIGNE

 

sfilata di moda dei Mary Quant a San Felice negli anni 70

sfilata di moda dei Mary Quant a San Felice negli anni 70

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ci sono luoghi del vino italiano con storie straordinarie, uno di questi è San Felice a Castelnuovo Berardenga, in Chianti Classico. La prima notizia è del 714 Dopo Cristo e riguarda il baptisterium sancti Felicis ma, come avveniva quasi sempre, la chiesa cristiana medioevale sorge su un precedente insediamento tardo antico, come provano le due colonne di epoca romana che sorreggono l’arco dell’attuale presbiterio. La Chiesa che vediamo oggi, su progetto dell’architetto Fantastici, fu realizzata nella prima metà del Novecento.

 

 

SAN FELICE UN HOTEL DI LUSSO E UNA CANTINA REPUTATISSIMA, IN UN BORGO CON 1300 ANNI DI STORIA

 

Come è ben noto agli appassionati di vino, San Felice è una delle cantine più reputate del Chianti Classico ma ha anche una storia recente straordinaria che viene raccontata da Giovanna Morganti figlia di Enzo, storico direttore tecnico di San Felice e padre, nel 1950, del Vigorello antesignano di quei vini IGT noti nel mondo con il nome di Supertuscan. 

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 3

Più vado avanti nella ricerca dei 100 personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano, più mi rendo conto del valore del coraggio, del talento, di dare l’esempio

Gino-Veronelli

Gino-Veronelli i personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

A volte, il percorso professionale di queste persone visionarie, è giudicato da una scalata ambiziosa, perché, per cambiare le cose, serve anche un palcoscenico che renda visibile la nuova proposta. E non sempre è facile da conquistare questo palcoscenico. Anche quando non bisogna combattere, le contropartite sono pesanti come mi insegnò Sergio Zavoli <<il successo ha sempre un prezzo>> c’è chi viene tradito dalla moglie, chi ha i figli drogati, chi non ha amici e rimane da solo … il contesto sociale italiano non ammira chi riesce, come negli USA, ma lo invidia e a gode della sua rovina.
Strano posto questa nostra meravigliosa Italia!
Per questo forse, non c’è ancora una lista degli uomini e delle donne che hanno cambiato il mondo del vino ed io sto provando a raccogliere i loro profili con mezzi più che artigianali. Vi invito ad aiutarmi mandandomi nomi e 5 righe di spiegazione. Per arrivare a 100 profili ho bisogno di idee e suggerimenti donatella@cinellicolombini.it . Oggi vi propongo 5 profili che forse non vi aspettate, ma ognuno a suo modo, è un rivoluzionario.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 2

CONTINUA LA PRESENTAZIONE DEGLI UOMINI E DELLE DONNE CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA DEL VINO ITALIANO: PRODUTTORI, GIORNALISTI, ENOLOGI, STUDIOSI E NON SOLO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Marco Caprai Sagrantino

Gli innovatori del vino italiano Marco Caprai Sagrantino

 

Le persone che “hanno fatto la differenza” nel vino italiano vengono presentate qui con dei ritratti di poche righe, spesso con testimonianze dirette. E’ una lista estemporanea senza la pretesa di essere esaustiva. Inoltre, non è una graduatoria con i più importanti prima e poi via via quelli che hanno dato un contributo minore. Non c’è un piano studiato a tavolino.
L’elenco viene dal cuore ed ha bisogno del contributo di chi legge per arrivare a 100 nomi. Per questo mi aspetto di ricevere suggerimenti e consigli donatella@cinellicolombini.it. Nonostante conosca un’infinità di persone, ho grosse lacune.
L’obiettivo che mi prefiggo, con questa carrellata di personaggi, è infondere fiducia nei giovani e fornire loro degli esempi che ispirino coraggio, impegno, senso di responsabilità verso gli altri, gioia nel fare cose buone e utili.

PETER SISSECK DI PINGUS UN DANESE IN SPAGNA

SI CHIAMA PETER SISSECK ED E’ UN ENOLOGO GENIALE. NATO A COPENAGHEN, LAUREATO A BORDEAUX, NELLA RIBERA DEL DUERO, IN SPAGNA, HA CREATO PINGUS E I SUOI VINI SUBLIMI

Pingus Ribera del Duero

Pingus Ribera del Duero

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Sono stata nella Ribera del Duero nella primavera 2022 e i vini di Pingus mi hanno letteralmente stregato. La cantina non è niente di eccezionale ma il laboratorio di analisi è spaziale, bisogna andare in una università per trovare qualcosa del genere.
Di recente l’Associazione dei produttori della Ribera del Duero, ha accettato Peter Sisseck come membro onorario. Dopo 28 anni dalla creazione di Pingus, meglio tardi che mai! In quella occasione Sisseck ha esposto gli otto principi che regolano la sua attività e che riporto qui sotto come un documento capace di ispirare produttori e appassionati di vino.

 

CHI E’ PETER SISSECK IL CREATORE DI PINGUS

Peter Sisseck è sicuramente un enologo fuori dal comune. In passato, insieme allo zio, Peter Vinding-Diers, ha lanciato quella che è conosciuta come la nuova moda dei vini bianchi di Bordeaux. Poi ha lavorato in California, in Spagna e in Francia. Con i vini di Pingus è riuscito a ottenere il punteggio di 100/100 da parte di Robert Parker – Wine Advocate. I suoi vini hanno una trama fitta, un’armonia perfetta e godono di una reputazione di eccellenza a livello internazionale. Durante la visita a Pingus, Sisseck spiegò come il PH guidi le sue scelte vendemmiali e di cantina. Una filosofia che mostra la sua volontà di preservare la natura e farla esprimere al meglio.

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO (1)

GLI INNOVATORI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL VINO ITALIANO CAMBIANDO IL VOLTO DI INTERI TERRITORI, VALORIZZANDO VITIGNI, RIBALTANDO MODI DI PENSARE AL VINO

DI Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho provato a cercare on line ma non ho trovato nessuna lista sugli uomini e le donne che hanno dato una svolta decisiva alla storia del vino italiano. Eppure ci sono persone che hanno cambiato per sempre un distretto, un vitigno, un modo di pensare …
Limitandomi all’Italia e guardando al passato prossimo mi vengono in mente Gino Veronelli per il giornalismo specializzato, Bepi Quintarelli per l’Amarone, Biondi Santi per il Brunello, Giacomo Bologna per il Barbera, Mario Incisa per Bolgheri-Sassicaia, Giacomo Tachis per i Supertuscan e non solo.
In epoca più recente Carlin Petrini con lo Slow Food e Terra Madre, Angelo Gaja con il Barbaresco, i Barolo Boys, Maurizio Zanella in Franciacorta, Walter Massa con il Timorasso dei Colli Tortonesi, ma anche Luca Zaia con la politica del Prosecco, Piero Antinori con la cantina di Bargino, Maria Grazia Lungarotti con il Museo del Vino di Torgiano, Elena Fucci nel Vulture, Marco Capri a Montefalco ….. forse ci sono anch’io con il turismo del vino.

 

 

 

 

IL PANE E I DENTI

CECILIA LOMBARDI PUBBLICA IL SUO SECONDO ROMANZO IL PANE E I DENTI CON UN TITOLO CHE RICHIAMA IL PROVERBIO TOSCANO CHI HA PANE NON HA I DENTI

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo aver letto un libro viene sempre da chiedersi cosa ci ha dato. In certi casi ci ha divertito, altre volte ci ha immedesimato in una vicenda avvincente, ci sono libri che insegnano frammenti di storia, che fanno scoprire luoghi lontani o che fanno riflettere sulla condizione umana. Il Pane e i denti di Cecilia Lombardi ( Le parche edizioni pp. 203 € 15) fa parte di quest’ultima categoria: insegna a guardare dietro le apparenze e interpretare le vicende umane con maggiore profondità. Non ha la forza epica di Uomini e topi di Steinbeck ma fotografa una marginalità simile, anche se più attuale e forse è anche più vera.

 

IL PANE E I DENTI UN LIBRO SULLA MARGINALITA’ E IL RISCATTO

Ci descrive la cattiveria quasi sadica di chi decide sulla vita degli altri <<più l’altra si tormenta per uscire dalla situazione più lei ne trae nutrimento, trasformando il disagio altrui, nel proprio benessere>> in <<questo mondaccio cattivo che si diverte a elargire botte agli zoppi>>. L’ultima parte del racconto è sicuramente la più riuscita <<Dopo ere geologiche di esagerazioni compulsive, Tamara ritiene ora necessario rivalutare le briciole>> ed ecco la protagonista, che stava letteralmente buttando via la sua vita, trova una situazione di riscatto nell’<<ascoltare invece di volere a tutti costi far sentire la propria voce>>.

DENISE COSENTINO NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA

LA NUOVA ENOLOGA DI ORNELLAIA DENISE COSENTINO 35 ANNI E’ UNA CELEBRITA’ IN CINA DOVE HA GUIDATO LE CANTNE DEL BANCHIERE TEDESCO HAUPTMAN E POI DEI ROTHSCHILD

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

Denise Cosentino Alessio Fortunato alla Fattoria del Colle nel 2019 con Carlo, Donatella Cinelli Colombini e Violante

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Vivo nel mondo del vino da decenni e ho incontrato ogni genere di persona: celebrità, palloni gonfiati arroganti o divertenti e grandi talenti. Denise Cosentino è un grande talento con la capacità di interpretare le sfide e un coraggio che la porta dove ci sono nuove frontiere.

LA FOLGORANTE CARRIERA DI UNA GIOVANE ENOLOGA CORAGGIOSA

Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, parla solo se ha qualcosa da dire e ha un carattere di ferro tipico di chi ha origini calabresi come lei. Denise Cosentino si è laureata in enologia e viticultura a Torino ed ha proseguito i suoi studi a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ arrivata nel gigante asiatico nel 2014 ed è stata la prima enologa donna italiana in Cina, lavorando nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>.

BULLISMO SOCIAL COSA INSEGNA IL SUICIDIO DI GIOVANNA PEDRETTI

LA RISTORATRICE LODIGIANA MORTA SUICIDA FORSE A SEGUITO DELLE POLEMICHE GIORNALISTICHE SULLA SUA RISPOSTA A UNA RECENSIONE NEGATIVA

Giovanna Pedretti ristoratrice suicida Sant’Angelo Lodigiano

Giovanna Pedretti ristoratrice suicida Sant’Angelo Lodigiano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Viviamo in un momento in cui le polemiche e non le notizie, stanno dominando la comunicazione. Talk show televisivi costruiti sullo scontro fra opinioni diverse esposte con parole offensive e attacchi personali. Inchieste che sembrano processi pubblici in cui vengono mostrate, come certe, informazioni ancora da approfondire. Programmi radio che si chiamano come procedimenti giudiziari ma presentano opinioni.….
Un giornalismo gridato che viene proposto come giustizialista e ormai si è talmente dilatato da alimentare solo l’aggressività e il disorientamento del pubblico mentre ha perso il suo effetto moralizzatore e non riesce più a suscitare indagini delle autorità inquirenti.
Una situazione che ricorda i processi sommari della Rivoluzione Francese il così detto “terrore”. Perché gli effetti, sulla reputazione e gli affari, di chi è oggetto del tribunale mediatico, sono gravi e talvolta mortali.
Chiunque, anche la persona più corretta, può trovarsi nel tritacarne della polemica mediatica, perché il livello si è allargato ai social e riguarda anche episodi molto piccoli a cui viene dato un enorme risalto.
Il problema è che questo va a interessare anche persone poco abituate ai riflettori e alle critiche pubbliche, per cui può innescare effetti gravi e talvolta sproporzionati.

PAPA FRANCESCO ACCOGLIE LA GENTE DEL VINO

E’ un giorno importante per il vino italiano. 100 produttori e personalità di tutta Italia all’udienza privata da Papa Francesco organizzata da Veronafiere

Donatella Cinelli Colombini e Pina Argiolas all'udienza di Papa Francesco

Donatella Cinelli Colombini e Pina Argiolas all’udienza di Papa Francesco

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In una splendida giornata di sole, la riunione del gruppo in Piazza San Pietro ha il sapore di un pellegrinaggio pieno di buona volontà. C’è anche il piacere di ritrovare gli amici e la trepidazione per un momento importante. Il gruppo veronese è il più numeroso ed è guidato dal vescovo scaligero Domenico Pompili. Ci sono i relatori del convegno del pomeriggio Federico Briccolo, Presidente di Veronafiere, Riccardo Cotarella Presidente di Assoenologi, Lamberto Frescobaldi Presidente di Unione Italiana Vini, Daniela Mastroberardino presidente delle Donne del Vino. Mancano il conduttore del convegno Bruno Vespa e il Ministro Francesco Lollobrigida ma loro hanno accesso al Santo Padre più spesso di noi e quindi arriveranno solo nel pomeriggio all’Ambasciata Italiana Presso la Santa Sede.
È sempre emozionante traversare il colonnato del Bernini ma in questo caso ci sentiamo dei privilegiati: entriamo dal portone di Bronzo e traversiamo il cortile di San Damaso come fossimo dei capi di stato. Le sale sono splendide, le guardie Svizzere gentilissime e il cerimoniale impeccabile. A ogni passo ti dicono cosa fare. Un altro mondo rispetto alle parrocchie delle nostre campagne e tornano alla mente le parole di Papa Francesco al momento dell’insediamento “vorrei una Chiesa povera”. Nello splendore del Vaticano, il Papa appare come un Capo di Stato e non solo come un’autorità spirituale. Un abito che, probabilmente, tutti i Papi hanno trovato scomodo ma per Bergoglio forse è particolarmente pesante da portare.

I VINI DI MESSI SONO ITALIANI

CHI ASPETTAVA UN MALBEC ARGENTINO RIMARRA’ DELUSO I VINI DI LIONEL MESSI SONO PROSECCO, PRIMITIVO E AGLIANICO DA POCHI SOLDI A 550€ CON LA SUA FOTO IN ETICHETTA

 

Lionel-Collection-i-vini-italiani-di-Lionel-Messi

Lionel-Collections-i-vini-italiani-di-Lionel-Messi

Di Donatella Cinelli Colombini #winedetination 

Fedele al suo personaggio di campione sportivo con scelte chiare, anche nel momento di cedere la sua faccia e il suo nome a una linea di vini Lionel Messi ha fatto un’operazione con contorni precisi: è solo un’operazione commerciale.
Lionel Messi è forse il giocatore di calcio più premiato della storia: 8 volte pallone d’oro, 35 titoli internazionali, quest’anno celebrato come Atleta dell’anno da Time. E’ ricco, ha una bella famiglia ed è universalmente ammirato per il suo talento. Come tutti gli uomini di successo vuole dei vini con il suo nome. Ma a differenza della maggior parte di attori, sportivi e cantanti famosi, ha preferito fare un’azione commerciale invece di comprarsi una vigna con cantina. Più veloce, più semplice e sicuramente più remunerativo anche se molto meno romantico.

LE DONNE DEL VINO PIANGONO SUZANNE

SUZANNE BRANCIFOTE SOMMELIER, GIORNALISTA, ANIMATRICE CULTURALE, WINE EDUCATOR. UN VOLTO SEMPRE SORRIDENTE E UN CARATTERE PROPOSITIVO. CI HA LASCIATI

Donatella Cinelli Colombini e Suzanne Branciforte

Donatella Cinelli Colombini e Suzanne Branciforte

Di lei ricorderemo la voglia di fare e l’ottimismo anche quando le circostanze erano tutte avverse. Sembrava che le difficoltà non la turbassero ed era una combattente indomita. Era orgogliosa dei suoi nobili antenati, era orgogliosa del padre emigrante che aveva fatto fortuna in America, era orgogliosa della laurea ad Harvard e anche di scrivere pezzi impeccabili pubblicandoli spesso su riviste internazionali … nelle Donne del Vino era generosamente attiva: ha tradotto, corretto testi, moderato convegni in doppia lingua … incoraggiando tutti persino quando l’organizzazione era evidentemente artigianale <<ma va bene, non c’è niente che non vada!>>. Di recente stava organizzando corsi di italiano e cultura italiana per stranieri a Genova oltre a seminari di scrittura creativa nelle zone del vino unendo le sue due grandi passioni: l’enologia e la letteratura.

LA VITA E’ BELLA NONOSTANTE

SVEVA CASATI MODIGNANI CI MOSTRA COME LA VITA VINCA SULLE TRAGEDIE, L’AMORE SCONFIGGA LA PAURA, LA SPERANZA DEL BENE SIA LA SOLA COSA CAPACE DI SPIGNERCI AVANTI

 

Sveva-Casati-Modignani-L'amore-fa-miracoli

Sveva Casati Modignani alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Non è un modo zuccherato di vedere la vita ma la verità. Tutti dobbiamo affrontare periodi tristi, grandi dolori, cambiamenti improvvisi della nostra esistenza … ma alla fine la sola cosa che resta, tirando le somme della nostra vita, non è solo quello che abbiamo fatto ma soprattutto per chi lo abbiamo fatto. Ed è l’amore a venire fuori. Non la ricchezza, la fama, il potere … ma l’amore.

 

LA VITA E’ BELLA NONOSTANTE DI SVEVA CASATI MODIGNANI

Imparare questa regola è il solo modo per essere felici, per dire <<La vita è bella nonostante>> (Sperling & Kupfer pp303 €16,90) e Sveva Casati Modignani ce lo mostra raccontando la vita di quattro amiche: Andreina, Carlotta, Gloria e Maria Sole. Le protagoniste di numerosi romanzi della stessa scrittrice che, in questo caso, vivono e superano dei grandi drammi.

                                                                       
Cinelli Colombini
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