Personaggi e Luoghi

CHIANTI RUFINA E LA VOGLIA DI DISTINGUERSI

La terza parola italiana più conosciuta nel mondo è Chianti. Eppure Rufina pensa di staccarsi dal Chianti e forse di togliere questa parola dall’etichetta

 

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Chianti-Rufina-Nipozzano-Ferescobaldi

Di Donatella Cinelli Colombini

Sembra un paradosso ma non lo è. La zona di produzione del Rufina è a ridosso di Firenze. Lavorandoci potrebbe diventare la prima destinazione enoturistica della capitale del Rinascimento, strappando questo ruolo al Chianti Classico. A Firenze i turisti stranieri fanno un bagno di bellezza e di cultura ma poi desiderano una sosta nel verde e nel relax della campagna. Per questo, Rufina, può diventare una wine destination di prima grandezza, accrescendo la quota di vendita diretta sul totale del business. E’ un territorio montuoso e boscoso punteggiato di castelli e torri. La terra dove Giotto bambino pascolava le greggi (ricordate la copertina dei pastelli che usavamo da bambini?). Insomma è un territorio bellissimo e produce rossi potenti ma freschi, longevi ma appaganti, tipici ma comprensibili a livello internazionale….. quelli che il mercato cerca attualmente. Ma accendere i riflettori per far trasformare questo potenziale in un successo planetario è complicato per diversi motivi. WineSearcher ha dedicato un articolo alla distanza che separa la realtà dal potenziale qualitativo e commerciale del Rufina.

Il Ministro della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida

Accolto con scetticismo si rivela un uomo determinato a imparare, ad ascoltare e a fare. Anche la sovranità alimentare piace per il contrasto all’italian sounding

 

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell'agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell’agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

di Donatella Cinelli Colombini

La prima reazione alle parole “sovranità alimentare” è stata negativa perché richiamava “l’autarchia” dell’epoca fascista.
Tuttavia quando è risultato chiaro il piano di valorizzare il made in Italy contro l’italian sounding e ogni forma di scippo al patrimonio nostrano di saperi e sapori l’opinione è cambiata in apprezzamento.

 

LA SOVRANITA’ ALIMENTARE CONTRO L’ITALIAN SOUNDING

Il Ministro Lollobrigida lo ha spiegato alle Commissioni di Camera e Senato in un documento di 40 pagine. Sovranità alimentare va intesa come tutela dell’agroalimentare italiano, identità territoriale, agricoltori custodi e principali attori dello sviluppo del settore primario.
Tutte cose che ci piacciono.

LA CAMERA DEL GRANDUCA

LA STORIA DELLA CAMERA CREATA ALLA FATTORIA DEL COLLE, PER GLI INCONTRI D’AMORE DEL GRANDUCA DI TOSCANA PIETRO LEOPOLDO E LA SUA AMANTE ISABELLA. VUOI DORMIRCI?

Agriturismo in Toscana Fattoria del Colle Camera del Granduca

Agriturismo in Toscana Fattoria del Colle Camera del Granduca

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Peter Leopold Joseph Anton Joachim Pius Gotthard von Habsburg-Lothringen nacque a Vienna nel 1847 e divenne Granduca di Toscana a soli diciotto anni nel 1865. Lasciò la mia regione nel 1890 per diventare Imperatore d’Austria e morì a Vienna due anni dopo. Sua sorella Maria Antonietta fu la Regina di Francia ghigliottinata durante la rivoluzione e un’altra sorella Maria Carolina regnava a Napoli.

 

PIETRO LEOPOLDO GRANDISSIMO SOVRANO E GRANDISSIMO DONNAIOLO

Sua moglie Maria Luisa di Borbone era figlia del re di Spagna e gli dette 16 figli, creando una famiglia che, agli occhi degli austriaci, era troppo chiassosa e disordinata.

Andrea Zigrossi sommelier alla ricerca dei vini rari

E’ sommelier e gira il mondo cercando i vini più rari della terra. Ha 103mila follower su Instagram e i suoi post divertono e fanno scoprire cose sorprendenti

 

Andrea-Zigrossi-Trotterwine

Andrea-Zigrossi-Trotterwine

di Donatella Cinelli Colombini

Ho sempre ammirato chi vive il mondo del vino come un’esplorazione continua, alla ricerca del nuovo, del diverso, dell’eccellente e del memorabile. Per questo Trotterwine mi ha entusiasmato. E’ il diario di viaggio di Andrea Zigrossi, un sommelier che racconta esperienze straordinarie in modo semplice e coinvolgente, per cui tutti riescono a apprezzarle.

 

ANDREA ZIGROSSI SOMMELIER PER MESTIERE INSTAGRAMER PER PASSIONE

Andrea Zigrossi è romano di origine, ma non riesce a stare sempre nello stesso posto perché ha l’anima dell’esploratore. Appena finito il liceo scientifico parte da solo per Londra mantenendosi con il lavoro di lavapiatti. Fa diverse esperienze in giro per il mondo e nel 2014 torna a Roma e conosce Alessia Meli, che l’Espresso aveva incoronato miglior sommelier d’Italia qualche anno prima. Lei dirige il ristorante Antica Pesa e ha bisogno di un assistente sommelier. Andrea è alle prime armi ma Alessia lo prende lo stesso e lui la ripaga diventando un ottimo Sommelier FIS. 

Vignaiolo a distanza Massimiliano Calabretta

Produttore “apocrifo” sull’Etna produce 50.000 bottiglie di vini di straordinaria personalità e naturalezza pur lavorando come ingegnere e insegnante in Liguria

 

Vini-di-Massimiliano-Calabretta

Vini-di-Massimiliano-Calabretta

di Donatella Cinelli Colombini

L’ingegner Massimiliano Calabretta insegna impianti elettrici in una scuola superiore ligure e produce vini a Randazzo sulle pendici occidentali dell’Etna.

 

MASSIMILIANO CALABRETTA INGEGNERE E PRODUTTORE APOCRIFO

Il successo internazionale di questo “vignaiolo a distanza” ha acceso su di lui i riflettori e io l’ho scoperto attraverso un articolo di Federico Francesco Ferrero, che vi invito a leggere.

Uno dei miei sogni irrealizzati è di produrre vino in un luogo lontano dalla Toscana. Ci ho provato in Sud Africa, in Istria e poi a Malta, ma sempre, anche se con diverse motivazioni, senza riuscirci. Vedere chi ce l’ha fatta stuzzica la mia invidia. Ecco perché voglio raccontarvi la storia di Massimiliano Calabretta, ingegnere e insegnante in Liguria e vignaiolo a 1.200 km di distanza. Il suo è <<un intelligente dosaggio di modernità e tradizione, delega e controllo, sperimentazione e recupero di pratiche centenarie>> come spiega Ferrero.
Tutto inizia nel 1997 quando Calabretta comincia a studiare la vite e il vino. Eredita dal nonno le vigne tra i 680 e i 730 metri d’altitudine nel versante Nord dell’Etna, cioè sul lato più adatto alla produzione di grandi rossi.

Addio Elena

Si è spenta a Roma, la vigilia di Natale, Elena Giannini Belotti, una delle più grandi e coraggiose scrittrici italiane che io ho avuto l’onore di conoscere

Elena-Giannini-Belotti Helle-Poulsen-Tesio Anna-Tesio

Elena-Giannini-Belotti Helle-Poulsen-Tesio Anna-Tesio

Aveva una casa per vacanze a Trequanda e ci soggiornava lunghi periodi finché i ladri non l’hanno depredata facendola sentire a disagio. Poi la salute di Elena ha cominciato a vacillare e i suoi periodi in campagna si sono diradati fino a cessare.
Proprio durante le sue vacanze in Toscana ho avuto l’occasione di conoscerla e frequentarla. E’ stato un grande privilegio.
Ci incontravamo con piacere anche se non abbiamo mai legato davvero. Io ero intimidita dalla sua capacità di entrare nel mio animo e lei era sconcertata dal mio fervore imprenditoriale perché avrebbe preferito una campagna senza cambiamenti.

ORBAN E LE DONNE UNGHERESI TROPPO STUDIOSE

Troppe laureate donne in Ungheria sono una minaccia per la natalità e troppe insegnanti donne potrebbero indebolire l’economia ungherese e il talento maschile

 

Corvinus_foepulet-Università-di-Budapest-Ungheria

Corvinus_foepulet-Università-di-Budapest-Ungheria

di Donatella Cinelli Colombini

Devo ammettere che Orbàn, leader ungherese non mi è molto simpatico ma l’Ungheria è un Paese meraviglioso dove ho bellissimi ricordi legati al vino. Tuttavia la sua ultima uscita sulle donne è clamorosa. Non posso stare zitta quando un Primo Ministro dell’Unione Europea sostiene posizioni del genere. Di questo passo il burka arriverà anche da noi.

 

VIKTOR ORBAN E LE SUE IDEE SUL NAZIONALISMO, L’IMMIGRAZIONE E LE DONNE

E’ talmente inverosimile, nel 2022, che pare uno scherzo anche se ha precedenti tragici. Anche Hitler cercò di dare una giustificazione scientifica e storica alla persecuzioni e poi allo sterminio degli ebrei. Anche in quel caso i messaggi del leader partivano dal nazionalismo.
Vediamo i fatti: L’Ufficio dei Revisori Economici del Parlamento Ungherese, molto vicino al leader Viktor Orbàn ha fatto un’indagine su 700 studenti universitari scoprendo che negli atenei magiari sono iscritti più donne che uomini anche perché gli studenti maschi hanno un tasso di abbandono più alto. L’indagine giunge all’ovvia conclusione che presto ci saranno più laureate donne che laureati uomini.

La meravigliosa Svezia del vino

3 giorni a Stoccolma per scoprire la Svezia del vino con i suoi ottimi wine-expert, i tantissimi Brunello lover, abbinamenti inconsueti e il Winery Hotel

Sunil-Thalamherry-e-Donatella-Cinelli-Colombini-al-Ristorante-Ruta-Baga-Grand-Hotel-Stoccolma

Sunil-Thalamherry-e-Donatella-Cinelli-Colombini-al-Ristorante-Ruta-Baga-Grand-Hotel-Stoccolma

 

Di Donatella Cinelli Colombini

La città più monumentale della Scandinavia ci accoglie con un solicello autunnale che si specchia nei laghi e ci fa aprire i giubbotti. Qui, dove tutto è grande, pulito, organizzato, noi italiani ci sentiamo africani. Per fortuna gli svedesi amano il nostro Paese, il nostro sole e persino il nostro stile di vita disordinato.

 

LA PRECISIONE, L’ACQUA, L’AMORE PER L’ITALIA DEGLI SVEDESI

Impariamo che 5 minuti di ritardo sono un’eternità perché loro arrivano sempre in anticipo. Impariamo che l’acqua dei rubinetti svedesi è la migliore del mondo e tutti la bevono. Impariamo che il calore della nostra voce, dei nostri gesti e soprattutto del nostro sorriso a loro piace anche se ci considerano poco affidabili. Bisogna fare molta attenzione a dire cose semplici che non sembrino contraddittorie. Gli svedesi amano la natura ma non tanto il suo carattere poco standardizzato. Spiegare loro che ogni anno la vendemmia, la vinificazione e persino le botti per la maturazione sono diverse per chi rispetta la vigna … è un’impresa. Molto più efficace la descrizione degli châteaux francesi che propongono un protocollo immutabile come un rito religioso che, tuttavia, rassicura chi ascolta.

 

Dal blog di Beppe Grillo l’Odio al vino

E’ un post del 5 giugno 2005. Spero che poi Beppe Grillo si sia ricreduto perché le sue parole offendono chi produce, assaggia e vende vino italiano di qualità

 

Beppe-Grillo-pubblicazioni

Beppe-Grillo-pubblicazioni

Di Donatella Cinelli Colombini

Produrre vino di alto livello costa. Lo sanno bene i tantissimi piccoli produttori che faticano, fanno rinunce e spesso soffrono pur di migliorare il livello delle loro uve e delle loro bottiglie per sopravvivere, per avere prospettive commerciali e di esportazione.

 

LE CANTINE ITALIANE SONO 47.500 MA 115 PIU’ GRANDI DETENGONO IL 55% DEL BUSINESS TOTALE

In Italia ci sono 47.500 cantine e 310.000 aziende agricole con vigneto che hanno una superficie media di 2,1 ettari ciascuna.
Sono tante ma poco remunerative mentre hanno ottimi profitti le 115 maggiori aziende vitivinicole italiane che rappresentano, da sole, il 55,6% del giro d’affari totale del settore, il 65,36% delle esportazioni e il 46,2% delle vendite domestiche. 

Un saluto pieno di gratitudine a Mario Bindi

Mario Bindi è stato un grande sindaco di Montalcino dal 1980 al 1990. E’ l’uomo del centenario del Brunello e delle grandi speranze

Mario-Bindi-e-Carlo-Petrini

Mario-Bindi-e-Carlo-Petrini

di Donatella Cinelli Colombini

Uomo concreto, di poche parole e molti fatti. Uomo deciso e capace di guardare lontano. Uomo generoso, coerente e corretto. Un grande montalcinese che ha aperto una nuova stagione nella città del Brunello spingendo tutta la popolazione a credere in un futuro di crescita e di successo.
Lo ricordo nelle dispute semiserie con Carlin Petrini a tavola tenendo quasi a battesimo lo SlowFood.
Lo ricordo alla prima grande festa del Brunello in occasione del centenario della bottiglia più vecchia. Far superare le rivalità fra i produttori in nome del bene comune richiese diplomazia e determinazione, ma Bindi ci riuscì.

Lucio Tasca d’Almerita ci ha lasciati

Un pioniere e un paladino del grande vino di Sicilia e dell’Italia del grande vino. A lui va la nostra gratitudine e la nostra preghiera

Lucio Tasca d'Almerita

Lucio Tasca d’Almerita

di Donatella Cinelli Colombini

Lucio Tasca d’Almerita era un bellissimo uomo, elegante nell’aspetto e nei modi. Faceva parte di quell’aristocrazia siciliana attaccata alla terra ma allo stesso tempo colta, innovativa e internazionale.
Mi ricordo la loro casa di Roma piena di mappamondi. Mi ricordo i libri di ricette di Anna Tasca d’Almerita con i piatti poveri della tradizione sicula e quelli ricchi dei monsù, cuochi delle grandi famiglie. Mi ricordo l’intelligenza e la gentilezza di Giuseppe Jr. che condivise con me gli esordi del Movimento del Turismo del Vino. Mi ricordo Lucio Tasca d’Almerita a cena con Jancis Robinson, James Suckling e Piero Antinori. Cena in cui ero talmente intimidita dai commensali che non riuscii a dire cose sensate ne in italiano ne in inglese.

Giochessa Silvia Fuselli dal campo di calcio alla vigna

Una bella storia di sport, amicizia e attaccamento alla terra diventa il Vermentino Bolgheri DOC Giochessa. Silvia Fuselli, Sara Gama e Cristina Girelli

 

Giochessa-Silvia-Fuselli-Sara-Gama-Cristina-Girelli

Giochessa-Silvia-Fuselli-Sara-Gama-Cristina-Girelli

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho conosciuto Silvia Fuselli dopo il Vinitaly 2022 quando mi ha riportato in Toscana e, durante il percorso, mi ha raccontato la sua storia di bambina di Bolgheri cresciuta in campagna e innamorata del calcio. Passione che l’ha spinta a diventare un atleta e poi una campionessa, lontano dalla sua terra di origine. Ha vinto 5 scudetti e ha giocato 53 volte nella squadra nazionale dove ha realizzando 11 reti in incontri internazionali. Era centrocampista o attaccante, ora è allenatrice di calcio.

 

SILVIA FUSELLI CAMPIONESSA DI CALCIO FEMMINILE

Lo sport le ha dato tanto ed è la sua grande passione ma in fondo è rimasta legata a Bolgheri e all’agricoltura. E’ cresciuta sulla costa toscana dei vini più famosi. 

Wanda Ferragamo la regina delle scarpe

La donna che ha guidato la Ferragamo per 58 anni trasformandola in una multinazionale quotata in borsa. Diceva <<io non ho fatto niente è tutto merito di Salvatore>>

 

Salvatore-e-Wanda-Ferragamo

Salvatore-e-Wanda-Ferragamo

di Donatella Cinelli Colombini

Ho incontrato “Magic Wanda” un paio di volte, a Firenze, in occasione di eventi dove io svolgevo il ruolo di paggio – accompagnatore di mia madre Francesca. La Signora Wanda era un mito di livello internazionale e faceva parte, con Marisa Bellisario e poche altre, dell’avanguardia femminile nelle stanze dei bottoni.
Di recente ho condiviso con sua figlia Giovanna la presenza nel Consiglio di Reggenza della Banca d’Italia a Firenze – intelligente e misurata lei, impulsiva e agitata io – e Giovanna mi ha regalato la biografia di Wanda Ferragamo spiegandomi <<è scritta da mia nipote Ginevra Visconti, quindi è un racconto, da dentro la famiglia. Per questo ha un contenuto più intimo, più profondo>>. Devo confermare, nessun scrittore, per quanto bravo, avrebbe portato il lettore nella casa e nella famiglia Ferragamo con la stessa autenticità, cogliendo anche i dettagli. <<Mia madre era una donna forte>> mi ha detto Giovanna <<non potevi andare da lei a piangere>> e io che ho avuto una madre dello stesso tipo, ho sorriso.

 

See, Feel, Taste Val d’Orcia

Letteralmente “Guarda, senti e assaggia la Val d’Orcia” bellissimo libro di Anastasia Kellermann scrittrice esordiente americana-olandese con cuore toscano

 

Anastasia-Kellermann-mostra-la-copertina-del-suo-libro-See-Feel-Taste-Val-d'Orcia

Anastasia-Kellermann-mostra-la-copertina-del-suo-libro-See-Feel-Taste-Val-d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini

Presentato alla Pieve di Vitaleta fra Pienza e San Quirico d’Orcia, il libro di Anastasia Kellermann ci porta nel suo “sogno toscano” fatto di sapori e persone, luoghi da favola e tramonti mozzafiato in quella che sembra una terra benedetta da Dio per la sua misteriosa armonia fra eccellenza e semplicità, natura e arte, stile vita e di lavoro.

 

LA VAL D’ORCIA VISTA CON GLI OCCHI DI UNA AMERICANA OLANDESE CON CUORE TOSCANO

Quella che segue è la prefazione che ho scritto per il libro “See Feel Taste Val d’Orcia” e rispecchia l’importanza e la novità di questo bellissimo libro di foto e testi emozionanti.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.