VINITALY 2023 TUTTO BUSINESS
Nel 2023 il Vinitaly si rinnova sotto la guida di Maurizio Danese e Gianni Bruno per diventare meno glamour e più business oriented per la gioia di tutte le cantine...
Nel 2023 il Vinitaly si rinnova sotto la guida di Maurizio Danese e Gianni Bruno per diventare meno glamour e più business oriented per la gioia di tutte le cantine...
Violante, Francesca Biagini, Liliana dell’Osso, Lucia Ghieri, Sara Montemerani, Valeria Piccini di Caino, Martina Trevisan, le Archeologhe di San Casciano dei Bagni

Violante-Gardini-CinelliColombini-nata-a-Montalcino-nel 1984
Il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo e la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Francesca Basanieri hanno deciso di festeggiare la giornata dell’8 marzo premiando 8 donne che rappresentano il talento toscano nel mondo.
Una di loro è Violante Gardini Cinelli Colombini export manager del Casato Prime Donne di Montalcino e Presidente del Movimento Turismo del Vino della Toscana. Violante è <<considerata un esempio di talento professionale e spirito associativo per aver saputo mettere le sue capacità in comune con altri creando condizioni di sviluppo territoriale>>, come ha detto il Vicepresidente del Consiglio Regionale Stefano Scaramelli.
Fra i personaggi premiati alcuni sono molto noti, altri meno conosciuti, hanno età e professioni diverse ma un elemento in comune: la riuscita personale di ciascuna di loro ha creato condizioni di crescita condivisa. Ecco che affermarsi come chef a Montemerano, borgo maremmano con meno di cinquecento abitanti, significa per Valeria Piccini, aver rivitalizzato il paese e anche i suoi dintorni. La chef Valeria Piccini di Caino a Montemerano è una delle 10 donne italiane con stella Michelin e nel suo caso le stelle sono due.
Joe Bastianich e Tiziano Gaia ci conducono a conoscere l’Italia del vino intercalando informazioni, aneddoti semiseri su cui anch’io voglio aggiungere qualcosa

Il grande racconto del vino italiano Bastianich Gaia
di Donatella Cinelli Colombini
Il tono è quello epico e iperbolico a cui ci ha abituato Tiziano Gaia. Anche lo stile è quello fluido e autoironico del critico enologico che abbiamo imparato a conoscere quando assaggiava per Slow Food nella redazione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.
I racconti sono di Joe Bastianich e sono da rivista di gossip. Del resto Joe è un imprenditore della ristorazione di grande successo ma anche un personaggio televisivo che buca lo schermo e persino un musicista.
Credo che basti questo per farvi comprare “Il grande racconto del vino italiano” (Mondadori pp 527 €29,90). Vi aiuterà a conoscere la geografia e le eccellenze dell’enologia italiana in modo divertente e inedito.
Daniela Mastroberardino guida le Donne del Vino alla scoperta del Portogallo del vino e del sughero, di cui è il leader mondiale. Un Paese antico che rinasce

Donne del vino in Portogallo nella foresta da sughero Amorim
Di Donatella Cinelli Colombini
Il Portogallo del vino delle Donne del Vino. Il viaggio inizia nel peggiore dei modi con la cancellazione del volo per Francoforte in un aeroporto di Firenze dove gli inconvenienti di viaggio sono ormai una normalità. Infatti alla sera, quando finalmente saliamo su un aereo verso Lisbona, il volo è un’ora in ritardo e sfuma anche la prospettiva della cena tipica.
Nonostante questo, il viaggio con le Donne del Vino è un successo. Merito delle organizzatrici Paola Bosani, Francesca Poggio e Cristiana Cirielli e soprattutto di Carlos Veloso dos Santos di Amorim Cork Italia che è il vero regista del programma. E’ lui che ci porta nel bosco di querce da sughero spiegando come la decortica, che avviene ogni 9 anni, sia un’attività del tutto sostenibile e ormai molto tecnologica per l’uso di sensori che guidano le seghe in modo da non far del male agli alberi.
73 anni vive a Parigi ed ha un patrimonio personale di 186 miliardi. Bernard Arnault “produttore di vino francese” è in cima alla classifica FORBES dei più ricchi

Bernard Arnault- LVMH Louis Vuitton Island
di Donatella Cinelli Colombini
Confesso di avere una certa prevenzione verso i super ricchi ma certo questa notizia mi fa piacere. Finalmente in cima alla lista Forbes dei paperoni non c’è un banchiere, un uomo dell’industria informatica o di un Paese povero, dove pochi privilegiati si avvantaggiano di una popolazione ridotta alla fame.
Bernard Arnault vive a Parigi ed ha costruito il suo impero sul lusso: moda, orologi, gioielli e vini. In pratica Arnault sfrutta i ricchi per diventare sempre più ricco e questo mi sembra una cosa quasi divertente.
ROBBIE WILLIAMS NON BEVE ALCOLICI DA 20 ANNI MA STA PER REGISTRARE IL MARCHIO DI UNA LINEA DI VINI COME GARY BARLO, EX COMPAGNO DEI TAKE THAT

Robbie Williams Vanity Fair cover
di Donatella Cinelli Colombini
Un altro vino di una celebrità, ma quanto ne sentivamo il bisogno!!!!! Le etichette di vino stanno proliferando con la velocità di una bolla speculativa di cui tutti vogliono almeno un pezzettino. E’ l’effetto di una dinamica commerciale che avvicina sempre più il vino alla moda o allo star system dove il nome e la comunicazione valgono molto più della reale consistenza del bene.
Per ora la dinamica conviene quasi a tutti quelli che imbottigliano perché trascina in alto i prezzi, ma presto avrà due effetti, entrambi disastrosi: farà aumentare i costi della comunicazione al punto da favorire solo i grandi e i grandissimi che possono permettersela. In secondo luogo polverizzerà la ricchezza lasciata nei vigneti provocando la rovina del patrimonio viticolo che invece è alla base del vino di alta qualità.
C’è solo da sperare che la tendenza “antiglobalista”, la crescente sensibilità ambientale e territoriale inneschino una dinamica opposta rivalutando la sostanza invece dell’apparenza.
Ma ora andiamo a vedere cosa fa Robbie Williams.
Vinepair ha confrontato i sistemi Google, Alexa e Siri per capire quale consigliava meglio il consumatore nella scelta del vino ed ha vinto Google assistant...
LO SPUMANTE FERRARI NELLE PREMIAZIONI DEI PILOTI VINCITORI DEI GRAN PREMI DI FORMULA 1 VIENE VISTO DA UN MILIARDO E MEZZO DI TELESPETTATORI IN TUTTO IL MONDO

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Di Donatella Cinelli Colombini
I Lunelli sono una famiglia di fenomeni, a partire da Bruno che acquisì le Cantine Ferrari di Trento nel 1952. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Marcello, enologo che dirige l’intera produzione di spumante, Camilla, comunicatrice con un passato di volontaria in Africa, e Matteo, l’AD del gruppo. Tre persone straordinarie sotto il profilo professionale e umano.
L’intervista di Thedrinkbusiness riguarda Matteo Lunelli e la recente esperienza dello spumante Ferrari sul podio della F1.
Matteo Lunelli, classe 1974, bocconiano, sposato con due figli, ha lavorato per cinque anni per la banca d’affari americana Goldman Sachs, a Zurigo, a New York e a Londra. Convinto sostenitore del made in Italy e del gioco di squadra, dal 2019 presiede la Fondazione Altagamma, che riunisce imprese industriali e culturali con l’obiettivo di creare sinergie tra i grandi marchi del nostro Paese.
La terza parola italiana più conosciuta nel mondo è Chianti. Eppure Rufina pensa di staccarsi dal Chianti e forse di togliere questa parola dall’etichetta

Chianti-Rufina-Nipozzano-Ferescobaldi
Di Donatella Cinelli Colombini
Sembra un paradosso ma non lo è. La zona di produzione del Rufina è a ridosso di Firenze. Lavorandoci potrebbe diventare la prima destinazione enoturistica della capitale del Rinascimento, strappando questo ruolo al Chianti Classico. A Firenze i turisti stranieri fanno un bagno di bellezza e di cultura ma poi desiderano una sosta nel verde e nel relax della campagna. Per questo, Rufina, può diventare una wine destination di prima grandezza, accrescendo la quota di vendita diretta sul totale del business. E’ un territorio montuoso e boscoso punteggiato di castelli e torri. La terra dove Giotto bambino pascolava le greggi (ricordate la copertina dei pastelli che usavamo da bambini?). Insomma è un territorio bellissimo e produce rossi potenti ma freschi, longevi ma appaganti, tipici ma comprensibili a livello internazionale….. quelli che il mercato cerca attualmente. Ma accendere i riflettori per far trasformare questo potenziale in un successo planetario è complicato per diversi motivi. WineSearcher ha dedicato un articolo alla distanza che separa la realtà dal potenziale qualitativo e commerciale del Rufina.
Accolto con scetticismo si rivela un uomo determinato a imparare, ad ascoltare e a fare. Anche la sovranità alimentare piace per il contrasto all’italian sounding

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell’agricoltura-e-della-sovranità-alimentare
di Donatella Cinelli Colombini
La prima reazione alle parole “sovranità alimentare” è stata negativa perché richiamava “l’autarchia” dell’epoca fascista.
Tuttavia quando è risultato chiaro il piano di valorizzare il made in Italy contro l’italian sounding e ogni forma di scippo al patrimonio nostrano di saperi e sapori l’opinione è cambiata in apprezzamento.
Il Ministro Lollobrigida lo ha spiegato alle Commissioni di Camera e Senato in un documento di 40 pagine. Sovranità alimentare va intesa come tutela dell’agroalimentare italiano, identità territoriale, agricoltori custodi e principali attori dello sviluppo del settore primario.
Tutte cose che ci piacciono.
LA STORIA DELLA CAMERA CREATA ALLA FATTORIA DEL COLLE, PER GLI INCONTRI D’AMORE DEL GRANDUCA DI TOSCANA PIETRO LEOPOLDO E LA SUA AMANTE ISABELLA. VUOI DORMIRCI?

Agriturismo in Toscana Fattoria del Colle Camera del Granduca
Di Donatella Cinelli Colombini
Peter Leopold Joseph Anton Joachim Pius Gotthard von Habsburg-Lothringen nacque a Vienna nel 1847 e divenne Granduca di Toscana a soli diciotto anni nel 1865. Lasciò la mia regione nel 1890 per diventare Imperatore d’Austria e morì a Vienna due anni dopo. Sua sorella Maria Antonietta fu la Regina di Francia ghigliottinata durante la rivoluzione e un’altra sorella Maria Carolina regnava a Napoli.
Sua moglie Maria Luisa di Borbone era figlia del re di Spagna e gli dette 16 figli, creando una famiglia che, agli occhi degli austriaci, era troppo chiassosa e disordinata.
E’ sommelier e gira il mondo cercando i vini più rari della terra. Ha 103mila follower su Instagram e i suoi post divertono e fanno scoprire cose sorprendenti

Andrea-Zigrossi-Trotterwine
di Donatella Cinelli Colombini
Ho sempre ammirato chi vive il mondo del vino come un’esplorazione continua, alla ricerca del nuovo, del diverso, dell’eccellente e del memorabile. Per questo Trotterwine mi ha entusiasmato. E’ il diario di viaggio di Andrea Zigrossi, un sommelier che racconta esperienze straordinarie in modo semplice e coinvolgente, per cui tutti riescono a apprezzarle.
Andrea Zigrossi è romano di origine, ma non riesce a stare sempre nello stesso posto perché ha l’anima dell’esploratore. Appena finito il liceo scientifico parte da solo per Londra mantenendosi con il lavoro di lavapiatti. Fa diverse esperienze in giro per il mondo e nel 2014 torna a Roma e conosce Alessia Meli, che l’Espresso aveva incoronato miglior sommelier d’Italia qualche anno prima. Lei dirige il ristorante Antica Pesa e ha bisogno di un assistente sommelier. Andrea è alle prime armi ma Alessia lo prende lo stesso e lui la ripaga diventando un ottimo Sommelier FIS.
Produttore “apocrifo” sull’Etna produce 50.000 bottiglie di vini di straordinaria personalità e naturalezza pur lavorando come ingegnere e insegnante in Liguria

Vini-di-Massimiliano-Calabretta
di Donatella Cinelli Colombini
L’ingegner Massimiliano Calabretta insegna impianti elettrici in una scuola superiore ligure e produce vini a Randazzo sulle pendici occidentali dell’Etna.
Il successo internazionale di questo “vignaiolo a distanza” ha acceso su di lui i riflettori e io l’ho scoperto attraverso un articolo di Federico Francesco Ferrero, che vi invito a leggere.
Uno dei miei sogni irrealizzati è di produrre vino in un luogo lontano dalla Toscana. Ci ho provato in Sud Africa, in Istria e poi a Malta, ma sempre, anche se con diverse motivazioni, senza riuscirci. Vedere chi ce l’ha fatta stuzzica la mia invidia. Ecco perché voglio raccontarvi la storia di Massimiliano Calabretta, ingegnere e insegnante in Liguria e vignaiolo a 1.200 km di distanza. Il suo è <<un intelligente dosaggio di modernità e tradizione, delega e controllo, sperimentazione e recupero di pratiche centenarie>> come spiega Ferrero.
Tutto inizia nel 1997 quando Calabretta comincia a studiare la vite e il vino. Eredita dal nonno le vigne tra i 680 e i 730 metri d’altitudine nel versante Nord dell’Etna, cioè sul lato più adatto alla produzione di grandi rossi.

Elena-Giannini-Belotti Helle-Poulsen-Tesio Anna-Tesio
Aveva una casa per vacanze a Trequanda e ci soggiornava lunghi periodi finché i ladri non l’hanno depredata facendola sentire a disagio. Poi la salute di Elena ha cominciato a vacillare e i suoi periodi in campagna si sono diradati fino a cessare.
Proprio durante le sue vacanze in Toscana ho avuto l’occasione di conoscerla e frequentarla. E’ stato un grande privilegio.
Ci incontravamo con piacere anche se non abbiamo mai legato davvero. Io ero intimidita dalla sua capacità di entrare nel mio animo e lei era sconcertata dal mio fervore imprenditoriale perché avrebbe preferito una campagna senza cambiamenti.
Troppe laureate donne in Ungheria sono una minaccia per la natalità e troppe insegnanti donne potrebbero indebolire l’economia ungherese e il talento maschile

Corvinus_foepulet-Università-di-Budapest-Ungheria
di Donatella Cinelli Colombini
Devo ammettere che Orbàn, leader ungherese non mi è molto simpatico ma l’Ungheria è un Paese meraviglioso dove ho bellissimi ricordi legati al vino. Tuttavia la sua ultima uscita sulle donne è clamorosa. Non posso stare zitta quando un Primo Ministro dell’Unione Europea sostiene posizioni del genere. Di questo passo il burka arriverà anche da noi.
E’ talmente inverosimile, nel 2022, che pare uno scherzo anche se ha precedenti tragici. Anche Hitler cercò di dare una giustificazione scientifica e storica alla persecuzioni e poi allo sterminio degli ebrei. Anche in quel caso i messaggi del leader partivano dal nazionalismo.
Vediamo i fatti: L’Ufficio dei Revisori Economici del Parlamento Ungherese, molto vicino al leader Viktor Orbàn ha fatto un’indagine su 700 studenti universitari scoprendo che negli atenei magiari sono iscritti più donne che uomini anche perché gli studenti maschi hanno un tasso di abbandono più alto. L’indagine giunge all’ovvia conclusione che presto ci saranno più laureate donne che laureati uomini.
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