Personaggi e Luoghi

L’OLIO TOSCANO “BUONO” DAVVERO DI 7 DONNE DEL VINO

DONATI 80 KG D’OLIO ALLA CARITAS PER LE FAMIGLIE PIU’ BISOGNOSE DEL SUD DELLA TOSCANA DA 7 DONNE DEL VINO. UN SEGNO D’AMORE CHE RENDE L’OLIO BUONO DAVVERO

olio buono davvero

olio buono davvero

Le 7 Donne del Vino toscane che hanno donato il loro olio in occasione della VII giornata mondiale dei poveri sono: Caterina Dei delle Cantine Dei di Montepulciano, Donatella Cinelli Colombini della Fattoria del Colle di Trequanda, Cristiana Grati delle fattorie di Galiga e Vetrice di Rufina, Lia Francois del Castello di Querceto a Greve in Chianti, Maria Giulia Frova della Tenuta Il Corno di San Casciano Val di Pesa, Elisabetta Geppetti della Fattoria Le Pupille di Istia d’Ombrone -Grosseto e Olga Peluso della Tenuta Donna Olga di Montalcino.
80 kg di olio di fattoria prodotto con cura artigianale e quindi ricco di virtù salutari che andranno a riempire i pacchi alimentari preparati dalla Caritas Diocesana di Montepulciano Chiusi Pienza.

MOET CHANDON IL SUPER BRAND DELLO CHAMPAGNE

1.150 ETTARI DI VIGNETI, 28 KM DI GALLERIE SOTTERRANEE, 60 MILIONI DI BOTTIGLIE E IL PRIMATO COME BRAND DEL VINO PIU’ CONOSCIUTO NEL MONDO. E’MOET CHANDON

vero Moët Chandon

Moët Chandon maggior brand del vino del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Chi non conosce Moët & Chandon? Insieme a Dom Perignon è il primo nome che viene in mente pensando allo Champagne, se consideriamo che i due marchi sono una cosa sola immaginiamoci la forza di questo brand.

Si trova ad Épernay ed è una delle maison più grandi e più antiche. Fu fondata nel 1743 da Claude Moët ma è stato il nipote Jean-Remy Moët a portarla al successo internazionale. Ha superato i turbolenti periodi della rivoluzione e delle guerre napoleoniche, la crisi della fillossera per la quale fu trovato il rimedio proprio in Champagne …
Nel 1927 acquisì il marchio Dom Perignon padre delle bollicine francesi e nel 1971 Moët & Chandon si fuse con Hennessy Cognac e con Louis Vuitton, per diventare, nel 1987 LVMH -Louis-Vuitton-Moët-Hennessy- la più grande multinazionale del lusso.
Oggi il gruppo possiede numerosi altri celebri brand del vino come Krug, Ruinart e Veuve Clicquot nello Champagne, Château Cheval Blanc a Bordeaux e Cloudy Bay in Nuova Zelanda e Cape Mentelle nell’Australia occidentale. Nel corso degli anni Moët & Chandon è cresciuta fuori dello Champagne continuando a produrre bollicine con l’etichetta Chandon in California , Argentina , Brasile, Australia e più recentemente in vigneti di India e Cina.

LA TOSCANA DEI BORGHI

DONATELLA CINELLI COLOMBINI FIRMA UNO DEI PEZZI INTRODUTTIVI ALLA NUOVA GUIDA DI REPUBBLICA AI BORGHI TOSCANI E SPIEGA IL PERCHE’ DELLA LORO ECCEZIONALITA’

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-Uno dei borghi più belli della Toscana

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Toscana terra di campanili orgogliosamente diversi e orgogliosamente attaccati al loro nobile passato.
In Toscana la percentuale di popolazione che vive nei borghi è maggiore che altrove. Circostanza questa che gli economisti e molti amministratori locali non apprezzano perché la produzione di ricchezza è più alta nelle città mentre i costi dei servizi, come istruzione, trasporto pubblico, sanità … sono più sostenibili negli insediamenti grandi.
Tuttavia la bellezza dei paesi toscani e della campagna che li circonda è talmente alta che viverci viene ritenuto un privilegio. La qualità della vita nei borghi comprende anche i ritmi di vita più lenti, l’alimentazione più sana e soprattutto l’appartenenza a una certa comunità con il suo tessuto di relazioni sociali e di sostegno reciproco.
In Toscana la densità di piccole città d’arte è impressionante. Un carattere che si origina da peso della cultura nel governo toscano e dal mecenatismo che è continuato dal medioevo fino al 1860 ed ha arricchito le città e i paesi di capolavori d’arte meravigliosi. Un patrimonio diffuso che si è conservato intatto nel tempo. Questa circostanza richiede una riflessione sugli effetti della crisi demografica degli anni sessanta del Novecento e dal successivo boom turistico.

ANTINORI I CAPITANI CORAGGIOSI DEL VINO ITALIANO

ANTINORI VINATTIERI A FIRENZE DAL 1384 INVESTONO UN MILIARDO DI DOLLARI NELLA CANTINA CALIFORNIANA STAG’S LEB E CREANO UNA PROPRIA RETE DI IMPORTAZIONE IN USA

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho sempre ammirato Piero Antinori come uno degli imprenditori italiani più geniali. Quando parlavo di lui con Giacomo Tachis mi diceva <<il padre era anche meglio>> e io mi convincevo dell’esistenza di una specie di “gene del winebusiness” che i marchesi fiorentini possedevano in modo superiore alla media. Circostanza che mi è stata confermata dalle ottime performance della figlia Albiera nel consorzio di Bolgheri. Il gene ha infatti una caratteristica speciale: l’effetto diffuso, cioè crea beneficio alla loro azienda ma anche a tutte quelle intorno. Pensate al fenomeno Supertuscan, che li ha visti protagonisti, e ha rilanciato il vino toscano nei mercati internazionali, oppure all’effetto tonico della spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico sull’intera denominazione e sul turismo del vino in Toscana.

ADDIO MICHELE CHIARLO

UN SALUTO GRATO A UN GRANDISSIMO PRODUTTORE E A UN GRANDISSIMO UOMO: MICHELE CHIARLO UN PIEMONTESE DAL CUORE GRANDE

Michele Chiarlo

Michele Chiarlo

Nel modo del vino, i produttori si incontrano nelle fiere, nei grandi eventi dove è praticamente impossibile scambiare più di qualche parola. Conosci tutti ma, in realtà, non sai neanche se ti sono simpatici.  Con Michele Chiarlo il rapporto era di questo tipo finché, il comune amico Abraham Said di Gozo – Malta che è anche il nostro importatore, ci ha offerto l’opportunità di trascorrere delle intere giornate insieme piacevolmente, per partecipare ai suoi eventi. In quelle occasioni la conoscenza fugace con Michele Chiarlo si è trasformata in amicizia. Ma è stato durante un convegno OICCE a Canelli ospiti di un’altra comune amica, Giusi Mainardi che ho scoperto l’enorme apporto di Michele Chiarlo al vino italiano. A lui si deve l’introduzione nel nostro Paese della corretta gestione della fase post fermentativa del vino e l’affermazione del vitigno Barbera. Più di recente Michele ha avuto un ruolo determinante nel rinnovamento del vino piemontese e soprattutto dell’affermazione del Nizza così come nella proposta di un turismo del vino di alto livello e di alto valore culturale.

AMANDA SCARAZATTI SOMMELIER

ITALO BRASILIANA CHE LAVORA A LONDRA COME CAPO SOMMELIER E ADORA I VINI TOSCANI. STORIA DI UNA TRENTENNE CHE HA CAMBIATO CONTINENTE, LINGUE E IL SUO SOGNO

Amanda Scarazatti sommelier italo brasiliana a Londra

Amanda Scarazatti sommelier italo brasiliana a Londra

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Mi chiamo Amanda, ho 30 anni e sono italo-brasiliana. Vivo a Londra, lavoro come sommelier e parlo di vino su Instagram>> questo è il ritratto sintetico di una giovane nata in Brasile nel 1993 a Piracicaba nello Stato di San Paolo dove si è laureata in Relazioni internazionali per poi andare in Portogallo alle Università di Evora e poi Coimbra per un Erasmus durante il quale scopre la sua passione per il vino.

AMANDA SCARAZATTI STORIA DI UNA GIOVANE DONNA SOMMELIER GIRAMONDO

Un amore che si consolida in Italia. <<Ho vissuto in Toscana, a Firenze, per 4 anni e vorrei tornarci. È li che ho fatto il master in “Brand design and management for food, wine and tourism”, poi il corso per Sommelier FISAR e ho scoperto la bellezza dei vini toscani>>.
Ancora a Firenze inizia a lavorare con il vino all’Enoteca Sant’Ambrogio all’interno del Mercato centrale dove vengono serviti 100 vini al bicchiere contemporaneamente. Una sfida importante che fa crescere professionalmente Amanda per capire i gusti dei clienti e consigliare gli abbinamenti con il cibo.

CHARLIE ARTURAOLA : L’AMORE E’ LA PARTE PIU’ BELLA DEL VINO

PER L’AMERICAN WINE ASSOCIATION E’ UNO DEI 10 MIGLIORI PALATI DEL MONDO, MA CHARLIE ARTURAOLA E’ ANCHE UN COMUNICATORE E UN CREATIVO SENZA EGUALI

 

CHARLIE ARTURAOLA

CHARLIE ARTURAOLA SOMMELIER ATTORE

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In un’epoca dove ogni disciplina ha i suoi super esperti è difficile che un personaggio eclettico riesca a brillare, ma Charlie Arturaola ci riesce.
Le <<radici della mia famiglia, da parte di madre sono francesi e da parte di padre sono basche >> ha spiegato a James Magazine, ma in realtà è uruguaiano nato a Montevideo anche se ha lasciato il suo Paese quando aveva 19 anni iniziando un viaggio nel mondo che non si è mai fermato e <<ora ho in tasca 5 passaporti diversi>>.

Parla 5 lingue e mescola parole inglesi, spagnole e italiane risultando più efficace e coinvolgente di chi usa una lingua sola. Ha un approccio umanistico al vino basato su una conoscenza sconfinata di territori, vini e persone. Perché <<ogni sorso di vino è un sorso di storia!>>come scrive nel suo sito e per questo si definisce Basco, perché suo nonno era basco ma anche perché sono stati i baschi a portare in Uruguay il Tannat che è la prima uva-vino che Charlie ha incontrato.

30 ANNI DI TURISMO DI VINO IN ITALIA E DI MTV

STEFANIA SACCARDI “LA TOSCANA PROMOTRICE DELL’ENOTURISMO” CELEBRA A PALAZZO VECCHIO LA RICORRENZA E PREMIA LE CANTINE PIU’ MERITEVOLI DELLA REGIONE

 

 

 

Violante e Donatella Cinelli Colombini con la Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi

Violante e Donatella Cinelli Colombini con la Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi

Cantine Aperte con 100 cantine toscane, su idea di Donatella Cinelli Colombini, segna l’inizio del turismo del vino in Italia. Da quel momento un lungo processo di crescita commentato dalla figlia Violante presiede il Movimento Turismo del Vino in Toscana << oggi l’offerta è cambiata radicalmente, le cantine sono sempre accessibili al pubblico ma MTV Toscana è ancora il locomotore della loro evoluzione>>

Trent’anni di storia di enoturismo italiano, nato dalla decisione di 100 cantine toscane di aprire le loro porte ai visitatori domenica 9 maggio 1993. Da questo esempio di coraggio e capacità di fare squadra prende il via il Movimento Turismo del Vino e la moda dei winery tours in Italia. Una rivoluzione sorridente che ha cambiato le imprese di produzione e persino il peso del vino nel business turistico nazionale.

Per celebrare l’anniversario si è svolta giovedì 19 ottobre, nella Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio a Firenze, la cerimonia promossa proprio dal Movimento Turismo del Vino Toscana alla quale ha partecipato la vicepresidente regionale e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi. Con lei, Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente MTV Toscana e la vicesindaca e assessora al turismo del Comune di Firenze Alessia Bettini.

RICORDANDO CESARE INTRIERI

CI HA LASCIATO IERI CESARE INTRIERI FRA I MAGGIORI ESPERTI ITALIANI DI VITICULTURA

Cesare Intrieri primo a sinistra ccademiaViteVino2023

Cesare Intrieri primo a sinistra AccademiaViteVino

Eravamo lontanissimi parenti ma lui parlava di me come di “mia cugina” e ci siamo sempre stimati e voluti bene.

Cesare Intrieri era uno dei maggiori esperti italiani di viticultura e per anni ha avuto la cattedra di questa materia all’Università di Bologna. Amava l’innovazione, sentimento rafforzato dai soggiorni e dalle collaborazioni con la facoltà di agraria di UC Davis in California. A lui si devono molti studi pionieristici e, di recente, un grande impegno in favore delle nuove viti resistenti alle malattie fungine.
Sempre elegante e composto, Cesare sapeva dare il suo contributo scientifico con gentilezza e, se necessario, con pazienza. A me ha dato un grande aiuto sul vitigno Foglia Tonda facendo produrre barbatelle dalle piante madri del vitarium dell’Università di Bologna. Il nostro miglior vigneto di Foglia Tonda contiene le sue viti.

ARTUR BODINI SOMMELIER DEL SALENTO E DELL’ALBANIA

E’ la dimostrazione vivente che il vino unisce le persone e persino i popoli. Artur Bodini delegato FISAR di Lecce, Brindisi e Taranto formerà anche i Sommelier albanesi

 Artur Bodini sommelier del Salento e dell'Albania

Artur Bodini sommelier del Salento e dell’Albania

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

 

 

Artur Bodini è arrivato in Italia a 17 anni, nel 1991 nell’anno in cui le navi traversavano l’Adriatico stracariche di giovani albanesi che venivano in Italia a cercare fortuna.

In Albania Bodini era studente del terzo anno delle superiori. Poi la grande avventura. Il suo primo periodo in Italia è stato durissimo con 15 giorni nel campo profughi di San Severo vicino a Foggia. Lui non si arrende e torna a scuola alternando la frequenza all’istituto alberghiero con il lavoro all’Hotel Flora di Milano Marittima. E’ proprio a scuola che scopre la sua passione per i grandi vini durante il corso da Sommelier tenuto dal quello che considera il suo vero maestro: Roberto Gardin fra i maître sommelier più apprezzati d’Italia che oggi insegna all’Alma Scuola Internazionale della Cucina Italiana. 

FERNANDO BOTERO

UN RICORDO COMMOSSO E GRATO DI FERNANDO BOTERO E IL RACCONTO DEL MIO INCONTRO CON LUI IN OCCASIONE DEL PALIO DI LUGLIO 2002

 

Fernando Botero Palio

Fernando Botero Palio

d Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho incontrato Fernando Botero nel 2002 quando venne a Siena per il Palio del 16 agosto che aveva dipinto.
Questa mia testimonianza vuole essere un omaggio grato a un grande uomo e a un grande artista che ha contribuito in modo originale e importante alla civiltà del nostro tempo insegnandoci l’importanza di mischiare le culture per creare qualcosa di nuovo.

CHI ERA FERNANDO BOTERO

E’ nato a Medellin, in Columbia nel 1932. Dalla zona delle Ande si trasferisce a Bogotà nel 1952 e qui conosce esponenti dell’avanguardia culturale colombiana e diventa amico di Garcia Lorca. Successivamente studia a Madrid, a Parigi e a Firenze dove matura un grande amore per il Rinascimento.
Il suo stile è assolutamente personale e distintivo. Botero dilata le forme fino a rendere irreali personaggi e paesaggi e usa il colore come elemento emozionale e indipendente dai soggetti che diventano simboli senza tempo.
Botero è considerato uno degli artisti più importanti dell’America Latina con opere esposte nei maggiori musei del mondo.
Nel 2002 il Comune di Siena chiese a Botero di dipingere il Palio di agosto e una delegazione andò a Parigi per ottenere la sua disponibilità e spiegargli il meccanismo abbastanza complicato, di questa realizzazione. Il Palio ha dimensioni e forma obbligate, deve contenere l’immagine della Madonna Assunta e i simboli delle Contrade che partecipano alla carriera, va presentato dall’artista in persona e soprattutto è un regalo a Siena cioè non viene pagato.

FEMMINICIDIO MARISA LEO COME DONATELLA BRIOSI

ANCORA UNA DONNA DEL VINO UCCISA CON UNA PERCENTUALE DEL 2 X 1000 SUPERIORE ALLA MEDIA ITALIANA CHE FA RIFLETTERE SU QUANTO SIANO ESPOSTE LE DONNE IN CARRERA

 

Marisa Leo Donna del vino femminicidio

Marisa Leo Donna del vino femminicidio

di Donatella Cinelli Colombini 

Ora è il momento delle lacrime per ricordare Marisa Leo come donna, madre, compagna di esperienze e di momenti importanti all’insegna del vino e delle Donne del Vino.
Poi bisogna fare qualcosa per fermare questa catena femminicidi: muore una donna ogni 170 ore, il 12% in più fra il 2022 e l’anno precedente.

MADAME CLICQUOT LO CHAMPAGNE SONO IO

Barbie Nicole Ponsarden la mitica Veuve Clicquot in un romanzo di Adriana Assini che ci fa vivere la storia di una donna straordinaria e innovatrice

Madame Clicquot Lo Champagne sono io di Adriana assini presentato da Donatella Cinelli Colombini

Madame Clicquot Lo Champagne sono io di Adriana assini presentato da Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini  #winedestination

Lei è la vera capostipite delle Donne del Vino, Barbie Nicole Ponsarden la rivoluzionaria che, per prima diventa protagonista nel mondo, tutto maschile, del vino di lusso. Rivoluziona anche lo Champagne perché nella sua maison viene inventata la “table de remuage” che permette di togliere i sedimenti al vino e la tipologia rosè.
Adriana Assini, nel suo bellissimo romanzo storico, intitolato Madame Clicquot ( pp. 226 € 16,90) ci fa vivere accanto a questa donna incredibile per tutta la sua lunga vita. Con una tecnica descrittiva quasi pittorica, ci introduce nei salotti, nelle cave e nei vigneti dello Champagne, Sono gli anni turbolenti delle guerre napoleoniche e della restaurazione. Le donne non possono neanche aprire autonomamente un conto in banca.

LO CHAMPAGNE SONO IO

Barbie nasce nel 1777 a Reims da un barone liberale ma decisamente opportunista, non è bella ma ha una vitalità trascinante. A 21 anni sposa François Clicquot erede di un’agiata famiglia che produce tessuti e vino ma, sei anni dopo, rimane vedova. Giovanissima, sfidano il perbenismo del tempo, prende le redini dell’azienda del marito defunto la espande anche aggirando l’embargo di Napoleone contro la Russia.

Addio Rossella lasciati cullare nelle braccia del Signore

Rossella Colzi Pelagatti, mamma di mio genero Enrico è morta ieri sera lasciando dietro di se rimpianto e affetto. Ricordiamola nelle preghiere

Rossella e Enrico Pelagatti

Rossella e Enrico Pelagatti

di Donatella Cinelli Colombini

Penso con tenerezza al mio consuocero Marcello che è stato un marito esemplare, al fratello di Rossella, Piero che le è stato vicino sempre e soprattutto nei momenti più duri. Penso a Enrico che ha visto sua madre lottare contro il male e spegnersi fra sofferenze atroci. Ho il cuore stretto pensando a queste persone buone e al loro dolore.
Rossella era una donna forte nei principi, nella rettitudine. E’ stata forte anche nella fede accettando la malattia e la prospettiva di una morte prossima dolorosissima. Mi ha sempre colpito la sua umiltà, il rifiuto di ogni ostentazione e arroganza. Per questo, ricordandola, desidero citare il passo del Vangelo di Luca che forse la rappresenta meglio.
Racconta dell’incontro di Maria con la cugina Elisabetta. Maria è poco più di una bambina, è incinta di Gesù ma non sa ancora se Giuseppe la sposerà. La sua è una situazione molto pericolosa ma lei si mette a disposizione del progetto del Signore senza riserve.
Dio non spiana la strada a chi crede in Lui e la situazione di Maria assomiglia a quella di chi, come Rossella, deve affrontare un’atroce sofferenza, lasciare i propri cari e, nonostante questo, prega e si affida a Lui.

                                                                       
Cinelli Colombini
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