ANTINORI I CAPITANI CORAGGIOSI DEL VINO ITALIANO

Antinori

ANTINORI I CAPITANI CORAGGIOSI DEL VINO ITALIANO

ANTINORI VINATTIERI A FIRENZE DAL 1384 INVESTONO UN MILIARDO DI DOLLARI NELLA CANTINA CALIFORNIANA STAG’S LEB E CREANO UNA PROPRIA RETE DI IMPORTAZIONE IN USA

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

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di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho sempre ammirato Piero Antinori come uno degli imprenditori italiani più geniali. Quando parlavo di lui con Giacomo Tachis mi diceva <<il padre era anche meglio>> e io mi convincevo dell’esistenza di una specie di “gene del winebusiness” che i marchesi fiorentini possedevano in modo superiore alla media. Circostanza che mi è stata confermata dalle ottime performance della figlia Albiera nel consorzio di Bolgheri. Il gene ha infatti una caratteristica speciale: l’effetto diffuso, cioè crea beneficio alla loro azienda ma anche a tutte quelle intorno. Pensate al fenomeno Supertuscan, che li ha visti protagonisti, e ha rilanciato il vino toscano nei mercati internazionali, oppure all’effetto tonico della spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico sull’intera denominazione e sul turismo del vino in Toscana.
Quello che colpisce in Piero Antinori è la calma e il coraggio con cui mette in campo progetti enormi. Anche l’ultima acquisizione di Stag’s Leap Wine Cellar, icona del vino di Napa Valley, costituisce un’impresa di audacia senza precedenti. Si parla di un affare dal valore complessivo di oltre un miliardo per una cantina che fattura ogni anno 70-80 milioni di Dollari. Questo enorme giro d’affari partendo da soli 100 ettari di vigneto e quindi con una redditività venti volte superiore a quella media delle cantine italiane

ANTINORI DIVETA PROTAGONISTA IN CALIFORNIA CON L’ACQUISIZINE DI STAG’S LEAP

Un passo che proietta Antinori in un’altra galassia e infatti la famiglia ha deciso di avere una propria compagnia per vendere in USA. L’ha battezzata Vinattieri 1384 con esplicito riferimento all’anno in cui, 26 generazioni prima di Piero Antinori, un suo antenato si iscrisse alla corporazione fiorentina dei produttori di vino. Un modo elegante per dire <<arriviamo ora ma abbiamo una lunga storia dietro le spalle>>. E’ anche un modo per essere <<finalmente padroni del nostro destino in un mercato importantissimo come quello americano>> ha detto a WineNews l’Amministratore Delegato di Antinori Renzo Coratella durante la conferenza organizzata con Intesa San Paolo, la banca che più di tutti ha affiancato Antinori nell’acquisizione di Stag’s Leap.
Il racconto dell’acquisto da parte di Piero Antinori offre l’esatta immagine del “Capitano coraggioso del vino italiano” audace e ambizioso. Infatti, generalmente avviene il contrario, sono gli investitori esteri che comprano cantine italiane … e soprattutto non sono famiglie di imprenditori a comprare dai fondi di investimento ma succede l’opposto.  << Come italiani siamo fieri e soddisfatti di questa operazione>> Ed ha ben ragione di esserlo.

STAG’S LEAP LA CANTINA CALIFORNIANA CHE PER PRIMA VINCE SU QUELLE FRANCESI

Stag’s Leap Wine Cellar è una cantina da mito quella che, a sorpresa, nel 1976, con il suo Cabernet nel “Judgment of Paris” a giudizio di 9 assaggiatori francesi, vinse sulle migliori bottiglie bordolesi e borgognone. L’episodio segnò una pietra miliare nella storia del vino californiano.
Nel 2006 il proprietario Warren Winiarski, offrì ad Antinori di comprarla nella convinzione che avrebbe dato continuità al suo lavoro. Non era il momento giusto perché i Marchesi fiorentini erano impegnati nella costruzione delle cantine di Bargino e Cortona ma entrarono nella compagine proprietaria con una piccola quota da cui, 16 anni dopo,è scaturita l’acquisizione.
Una bella storia di coraggio imprenditoriale, passione e voglia di eccellere che rende più forte tutto il vino italiano.