VINITALY 2026 DIVENTA HUB

Vinitaly 2026

VINITALY 2026 DIVENTA HUB

4 MILA CANTINE, 1000 TOP BUYER DI 70 PAESI E SOPRATTUTTO DA CANADA E USA, 100 EVENTI E TANTE NUOVE TENDENZE IN UN VINITALY 2026 CON MENO GLAMOUR E PIÙ BUSINESS

di Donatella Cinelli Colombini, Padiglione 6 Stand D4

Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino  

Vinitaly 2026

Vinitaly 2026

Le cantine ben organizzate, hanno fatto lo scouting che serve a individuare potenziali importatori presenti a Vinitaly ed hanno già l’agenda piena di appuntamenti anche con i buyer con cui lavorano. Costa infatti molto meno far assaggiare i nuovi vini in fiera piuttosto che spedire i campioni oppure andare a trovare gli importatori nei loro mercati.  La partecipazione a Vinitaly è quindi solo una piccola parte, anche se importantissima, del lavoro degli uffici commerciali. Poi c’è il follow up che a volte dura mesi o anni.

1000 BUYER ALLA RICERCA DI AFFARI

Per le cantine esordienti o poco attrezzate, c’è un sistema di matching che permette di trovare i contatti giusti fra i 1000 top buyer che Vinitaly ha invitato tramite ICE. Il gruppo di importatori più numeroso proviene da USA e Canada (+31 operatori) ma ci sono anche buyer da mercati promettenti come India, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Infine importatori dal Sudamericana con il Brasile in prima linea, nella speranza che parta l’accordo Mercosur. Nel primo Vinitaly, con Gianni Bruno direttore Generale, la strategia sembra essere “più business e meno glamour” in linea con le esigenze delle cantine alle prese con un periodo particolarmente complicato.
Per Vinitaly il competitore diretto non è più Prowein che è stato disertato in massa dalle cantine italiane, bensì Wine Paris. Una fiera che è andata molto bene per le imprese del nostro Paese, ed ha alle spalle il mastodontico sistema di pernottamenti e trasporti della capitale francese. Alla fine la competizione non è solo sul business fieristico, che Vinitaly può vincere, quanto sulla logistica di Verona che non può eguagliare quella della capitale francese.

TREND EMERGENTI DEL VINO

Oltre a consolidare il business delle cantine,  Vinitaly 2026 intende intercettare le nuove tendenze come le bevande senza alcol che esporranno al NoLo – Vinitaly Experience al secondo piano Palaexpo. Altro tema è quello dei distillati a della mixology a cui è dedicato Xcellent Spirits nella hall C. Il Ministero celebra il riconoscimento Unesco alla cucina italiana con uno stand simbolico costituito da una grande bottiglia.  << “Dentro c’è l’Italia” con i suoi territori, l’arte, la cultura e il lavoro>> ha detto il Ministro Lollobrigida durante la presentazione della fiera 2026 a Montecitorio. Ultimo ma sicuramente più importante l’enoturismo a cui è dedicato Vinitaly Tourism con un calendario di incontri b2b e convegni lungo i quattro giorni della fiera. Infatti a fianco dei buyer del vino Vinitaly ha invitato anche tour operators specializzati in winedestinations.

VINITALY PER PROFESSIONISTI E VINITALY IN THE CITY PER APPASSIONATI

Da anni Vinitaly  punta sulla selezione del pubblico riservando l’accesso agli operatori del settore, buyer, horeca, stampa e addetti ai lavori. Chi è solo un winelover può accedere domenica e mercoledì ma deve registrarsi e pagare un biglietto salato (125 Euro per un giorno e 280 Euro per tutta la fiera da acquistare nel sito di Vinitaly). Anche il prezzo serve a selezionare chi è davvero interessato. I biglietti omaggio non esistono più, anche gli espositori devono acquistare l’accesso per i loro ospiti, anche se a un prezzo ridotto. Per chi è solo curioso c’è Vinitaly in the city che anticipa la fiera e offre assaggi, musica, incontri in tutta Verona da venerdì 10 a domenica 12 con programma e biglietti da prenotare nel sito .



                                                                       
Cinelli Colombini
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