IL VINO E LA MENTALITA’ VINCENTE
RAGGIUNGERE IL SUCCESSO È DIFFICILE MA MANTENERLO È ANCORA PIÙ DIFFICILE. COME DIFENDERE REPUTAZIONE E POSIZIONAMENTO DI UN VINO IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE?
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
La mentalità vincente nasce dall’ottimismo e dai successi. La prima vittoria è sui propri limiti concentrando lo sforzo su un problema e superandolo si innesca un processo virtuoso e una sensazione di cambiamento positivo che pian piano porta al successo.
LA LEZIONE DI JULIO VELASCO SUL SUCCESSO
E’ molto più difficile è mantenere il successo. <<Per rimanere vincenti >>secondo Julio Velasco <<è fondamentale non sentirsi mai arrivati>> . La mentalità vincente si mantiene superando i propri limiti, eliminando gli alibi dopo le sconfitte e concentrandosi costantemente sul miglioramento personale e del gruppo, trovando soluzioni anziché colpevoli.
Una lezione fondamentale anche per il vino e le denominazioni del vino. Per mantenere il successo <<non si molla mai. È la prima regola, quella che viene prima di tutto il resto>> Non bisogna mollare ne quando le cose vanno male e neanche quando vanno bene.
IL MONDO DEL VINO DI FRONTE ALLA FINE DI UN SUCCESSO CHE SEMBRAVA NON DOVESSE FINIRE MAI
Il mondo del vino, dopo anni di successi e di crescita, fa fatica a nuotare contro corrente e ad affrontare l’attuale congiuntura negativa con animo battagliero e una strategia nuova.
A Wine Paris tre celebri denominazioni -Bordeaux, Cava e Bolgheri – hanno confrontato le loro strategie per mantenersi in cima al mercato nonostante i cambiamenti.
I FRANCESI LEGATI AI VALORI CONSOLIDATI
Philippe Casteja, presidente del “Conseil des Grands Crus Classés” di Bordeaux parte dalla celebre classifica del 1855 su Médoc e Sauternes. Una graduatoria che ha resistito anche a episodi come il Judgment of Paris del 1976 dove mostri sacri come Château Mouton-Rothschild e Château Haut-Brion furono clamorosamente battuti in un assaggio bendato dai vini statunitensi sia bianchi (Chardonnay Chateau Montellena 1973) che rossi (Cabernet Sauvignon 1973 di Stag’s Leaps Wine Cellar). Per i Francesi dunque la cosa importante, per mantenere mercato e reputazione è rimanere attaccati alla tradizione e alle convenzioni consolidate.
GLI SPAGNAOLI DEL CANA CERCANO UN NUOVO STORYTELLING
In Spagna, la Denominazione Cava, con 200 milioni di bottiglie annue provenienti da diverse zone del Paese e principalmente dalla Catalogna riflette sullo storytelling.
Alexandre Comellas parla dell’introduzione della tipologia Guarda Superior proveniente solo da vigneti biologici.
A BOLGHERI SI PUNTA SUL BIO E SUL MARKETING
Bolgheri è la denominazione più giovane del gruppo visto che il Consorzio di Tutela è stato fondato solo nel 1995. Alberto Moretti Cusetti direttore export e comunicazione di Orma la cantina bolgherese di Tenuta Sette Ponti, ha ricordato il ruolo di Sassicaia nella valorizzazione del territorio costiero per la produzione enologica. A suo avviso mantenere il successo commerciale dipende da un approccio più diretto al marketing che passa dal biologico e dall’enoturismo. Bolgheri produce circa mezzo milione di bottiglie all’anno e sta per diventare la prima denominazione interamente BIO. Anche il recupero della convivialità legata al vino appare un elemento centrale.
Ma alla fine una vera “ricetta del successo” non viene fuori. Forse il suggerimento di Julio Velasco è il migliore da seguire: non mollare, provarci senza paura di sbagliare perché << si sbaglia per imparare>> ma almeno ci abbiamo provato. Essere ottimisti e convinti di farcela perché <<I vincenti trovano soluzioni. I perdenti cercano alibi>>






