9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (1)

Possibile Raffaello, Asciano Chiesa di Sant'Ippolito

9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (1)

NON SONO FAMOSISSIMI MA VALGONO IL VIAGGIO E SOPRATTUTTO MOSTRANO COME, NELL’ITALIA DELLA GRANDE BELLEZZA, I CAPOLAVORI SIANO OVUNQUE ED E’ BELLO CERCARLI

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Albero d'Oro Lucignano Violante Cinelli Colombini Enrico Pelagatti e Lorenzo

Albero d’Oro Lucignano Violante Cinelli Colombini Enrico Pelagatti e Lorenzo

Vi piace il turismo esplorativo? Il viaggio che ti sorprende, quello lontano dal turismo di massa e vicino alla gente del posto …. Qui ti suggerisco 9 cose da vedere o sperimentare nella parte più panoramica e intatta della Toscana. Sono in un raggio di 30 km dalla Fattoria del Colle e li conosco tutti personalmente. Posti in cui puoi guardare da solo un capolavoro degno di un grande museo, oppure vivere qualche ora come gli antichi etruschi, comprare piccole opere d’arte oppure gustare sapori autenticamente toscani.

ELENCO DELLE COSE DA VEDERE, DA FARE E DA GUSTARE NEL SUD DELLA TOSCANA

1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive
Cominciamo con le prime tre proposte

ALBERO D’ORO DI LUCIGNANO PER GIURARSI AMORE ETERNO

1. Albero d’Oro di Lucignano (18 km dalla Fattoria del Colle) è il più grande reliquiario del mondo e oltre alle preghiere accoglie le promesse d’amore soprattutto il giorno di San Valentino. Lucignano ha la caratteristica forma a chiocciola dei paesi fortezza. Nel Palazzo comunale del XIII –XV secolo, sulla cima della collina, c’è la sala dell’antico tribunale affrescata nel Quattrocento con le immagini degli uomini illustri. Al centro c’è l’albero d’oro – albero dell’amore. Il più grande reliquiario mai realizzato (2,60 m. di altezza), fu iniziato nel 1350 e completato dall’orafo senese Gabriello d’Antonio nel 1479. E’ costituito da un albero di rame con 12 rami ornati di smalti, cristalli di rocca, coralli, teche con reliquie e miniature. Da epoca immemorabile gli innamorati si scambiano promesse d’amore davanti a questo sbalorditivo oggetto sacro e generalmente i risultati sono più che buoni.

UNA SCULTURA DI DONATELLO E LA SUA COPIA

2. Bassorilievo di Donatello (13 km dalla Fattoria del Colle ) nella Chiesa delle Sante Flora e Lucilla che si trova nella piazza principale del Centro storico medioevale di Torrita.
La lunetta (38×67 cm) dedicata al Sangue di Cristo ha una storia rocambolesca: fu realizzata dal celebre scultore del rinascimento fiorentino con la tecnica dello “stiacciato” per cui le figure hanno progressivamente meno volume via via che si allontanano dal primo piano. All’inizio del Novecento era all’esterno di un Oratorio e tentarono di venderla a una collezione americana per cui fu realizzata una copia da sostituire all’originale. Poi l’affare andò a monte ed ora la lunetta e la replica sono esposte una accanto all’altra. La qualità artistica è straordinariamente alta ma l’illuminazione della chiesa è pessima. Munitevi di una pila e poi completate la visita a Torrita alla salumeria Belli per assaggiare i salumi del maiale Cinta senese e assaggiare gli stessi sapori gustati da Donatello mentre realizzava questa lunetta, probabilmente a Siena, nel 1430.

UN GIOVANISSIMO RAFFAELLO SUPER NASCOSTO

3. Raffaello ad Asciano (12 km dalla Fattoria del Colle) questa località era un insediamento romano e nel medioevo visse un periodo florido come mostrano gli affreschi di Palazzo Corboli oggi trasformato in museo con opere di Giovanni Pisano (1248-1315) forse il più grande scultore del Duecento italiano, un’Annunciazione di Francesco di Valdambrino, il San Michele di Ambrogio Lorenzetti … Un patrimonio così spettacolare da far includere il Museo Corboli fra i migliori 15 piccoli musei d’Italia dal “The Telegraph”. Per chi ama la pittura dell’Ottocento ad Asciano c’è un’altra chicca: il Museo Cassioli con quadri che interpretano il classicismo con passione rinascimentale, ritratti macchiaioli, allegorie di ispirazione quattrocentesca, nudi … Non è facile entrare in questi luoghi e ancora più avventurosa è ottenere l’apertura della Pieve di Sant’Ippolito, poco fuori dell’abitato. Chiesa fondata nel 714 d.C. fu poi trasformata in convento e oggetto di importanti interventi in vista del Giubileo del 1500 quando fu affrescato l’altar maggiore con una Madonna col Bambino e 4 Santi. I Santi a sinistra sono di una qualità artistica nettamente superiore al resto e richiamano gli autoritratti di Raffaello che si è firmato di nascosto incidendo il colletto di Sant’Ippolito <<RAPH.V (RAPHAEL URBINAS)>>
A quell’epoca Raffaello Sanzio era poco più che un bambino aggregato alla compagnia del pittore umbro Pinturicchio per il quale lavorò fra il 1502 e il 1507 nella Libreria Piccolomini di Siena. Quella di Asciano è dunque forse la prima e assolutamente sconosciuta opera di Raffaello. Lui era un garzone e non gli avrebbero permesso di firmare e tanto meno di fare il suo autoritratto ma lui lo fece. Forse era già consapevole di avere un talento (e una bellezza) che gli altri non avevano.



                                                                       
Cinelli Colombini
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