ADRIANA ASSINI, BERTHE MORISOT E GLI IMPRESSIONISTI
UNO SPETTACOLARE AFFRESCO DELLA FRANCIA DEGLI IMPRESSIONISTI: MANET, DEGAS, MONET, RENOIR .. DOVE UNA PITTRICE DONNA TRASGRESSIVA E APPASSIONATA CERCA IL SUO SPAZIO

ADRIANA ASSINI, BERTHE MORISOT
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Nella copertina del libro di Adriana Assini c’è “Le repos” ritratto di Berthe Morisot protagonista del libro. Fu dipinto da Edouard Manet nel 1871 ed ora è esposto al Rhode Island School of Design Museum di Providence. Si tratta di una delle opere più intime e delicate del celebre pittore impressionista. L’attitudine rilassata del corpo della donna è infatti in netto contrasto con l’espressione turbata del suo volto. Lo stesso Manet descrisse l’opera come uno studio sulla quiete fisica e psicologica, <<per nulla riconducibile a un ritratto>>.
ADRIANA ASSINI CI PORTA NELLA FRANCIA DEGLI IMPRESSIONISTI
Il libro di “Berthe Morisot Le luci, gli abissi” (Scrittura e Scritture pp 222 €16,90) è la storia dei questa donna trasgressiva, tormentata e appassionata che voleva affermarsi come pittrice in un’epoca in cui tutti gli artisti erano uomini. Figlia di un funzionario della Corte dei Conti fu modella di undici ritratti di Edouard Manet e sposò suo fratello Eugène. La sua vita si intreccia con quella di Manet, Degas, Pissarro, Monet, Renoir, Cezanne, Zola, Mallarmé … una densità di incontri e di nomi celebri che fa sembrare la Francia come un Paese abitato quasi solo da geni. In realtà Parigi, nella seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui è ambientato il romanzo, viveva un momento straordinario e fecondo. La sua atmosfera satura di opportunità culturali attraeva talenti da tutto il mondo e lo stimolo reciproco ne favoriva la crescita artistica e la ricerca di nuove tendenze.
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La penna di Adriana Assini ci porta nel quotidiano di questi personaggi celebri facendoci scoprire la grandezza e anche le miserie di artisti di cui conosciamo più le tele che le storie personali.
Nel libro c’è indubbiamente l’ammirazione per i grandi del passato ma forse anche un pizzico di autobiografia perché, come Bertthe Morisot, anche Adriana Assini è una pittrice e una donna con interessi culturali molteplici. Alla produzione di acquarelli affianca infatti i romanzi storici e le poesie. Nel libro su Berthe Morisot colpisce l’enorme approfondimento sulle vicende umane degli artisti presenti in Francia nel secondo Ottocento. I riferimenti storici sono tanti e precisi. Mostrano come la Assini abbia appoggiato la sua narrazione su una sterminata lettura delle fonti.
C’è un punto, tuttavia che vale la pena citare. La radice vera della scelta di un protagonista come Berthe Morisot è la stessa che ha spinto Adriana Ossini a scegliere Barbie Clicquot come personaggio centrale di un altro dei suoi romanzi: l’essere donna e le opportunità negate che questo comporta. Una condizione che posso riassumere nella frase di Voltaire su Émilie du Châtelet filosofa, fisica, matematica, letterata e amante dello scrittore che, dopo la morte, lui scrisse la frase <<era un grande uomo, la cui unica colpa fu d’essere una donna>>






