9 COSE DA SCOPRIRE NEL SUD DELLA TOSCANA (3)
ULTIME 3 TAPPE DELLA MIA MINIGUIDA AI TESORI CHE SOLO UN RESIDENTE CONOSCE DAVVERO E CHE TRASFORMANO UN VIAGGIO IN UN’AVVENTURA CAPACE DI SORPRENDERE E ARRICCHIRE

Bagno Vignoni Toscana Lovers
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Ecco l’elenco completo dei luoghi, le esperienze, lo shopping e gli assaggi che consiglio nella parte più panoramica e intatta della Toscana
1) Albero d’oro di Lucignano per promettersi amore eterno
2) Donatello segreto e la sua replica per un furto mancato
3) Il giovanissimo Raffaello
4) La Strada delle Crete
5) Le tarsie di San Quirico d’Orcia
6) Il giardino della Foce
7) Il parco dei mulini e la balena bianca
8) Il bosco della ragnaia
9) Il museo della terracotta e lo shopping delle terrecotte esclusive
IL PARCO DEI MULINI E LA BALENA BIANCA
7. Il parco dei mulini (33 km dalla Fattoria del Colle) e la balena bianca a Bagno Vignoni – San Quirico e Castiglion d’Orcia
Questa è un’avventura nella storia per la quale servono buone gambe e un certo spirito trasgressivo. Bagno Vignoni è forse il centro termale più famoso del mondo, è piccolissimo ma è l’unico rimasto intatto dal medio evo ai giorni nostri. Oltre alla vasca antica intorno alla quale c’è il mio negozio Toscana Lovers con i miglior artigianato della nostra regione, è possibile scendere nel Parco dei mulini con le grotte per le macine del grano, che sembrano quelle di Polifemo e dei ciclopi. Le acque termali calde scendono a valle attraverso canali scavati nel XVI secolo per alimentare 4 mulini ipogei, Serve una

Fosso Bianco Castiglioni d’Orcia
guida che racconti i luoghi e la loro storia. Vi accorgerete che gli anni ’50 quando le macine giravano ancora, sono più vicini al medioevo che al mondo tecnologico attuale. L’avventura con le acque salutari calde continua nella frazione di Bagni di San Filippo del
Comune di Castiglion d’Orcia, una piccola stradina nel bosco ed ecco il fosso bianco. Il calendario torna indietro di quasi tremila anni e noi ci immaginiamo i nobili etruschi che scendono lo stesso sentiero, posano elmi e spade, per bagnarsi nelle stesse vasche di rigeneranti acque calde. Calde, anzi caldissime, 48°C nel punto in cui sgorgano. La zona più suggestiva è stata ribattezzata “balena bianca” per l’enormità della colata di calcare, che ricorda un cetaceo con bocca e occhi. L’effetto richiama l’ Islanda o almeno la Scandinavia con il bosco, l’acqua fumante e le temperature gelide …. Invece anche questa è Toscana. La visita continua a Castiglione d’Orcia con il suo abitato simile a un presepio. Qui c’è la casa dove visse Santa Caterina da cui è possibile salire ancora per le stradine piene di scale, fra muri in pietra e orticelli, fino alla rocca di Tentennano dove la Santa imparò miracolosamente a scrivere <<lo Catarina, serva e schiava dei servi di Jesù Cristo …>>. Recentemente è stata aperta al pubblico la Rocca Aldobrandesca sopra l’abitato di Castiglion d’Orcia, costruita all’inizio del Trecento per dominare la Val d’Orcia su cui tutt’ora offre un panorama spettacolare. Servono buone gambe.
IL BOSCO DELLA RAGNAIA
8. Il Bosco della Ragnaia di Sheppard Craige a San Giovanni d’Asso – Montalcino (10 km dalla Fattoria del Colle)
Punto di partenza del vostro itinerario è San Giovanni d’Asso, la capitale del tartufo bianco delle Crete senesi. Il Castello ospita il Museo del tartufo attualmente in rifacimento. Alla fine dell’abitato c’è il più bel bosco della Toscana: la “Ragnaia di Sheppard” creato dall’artista americano Sheppard Craige come meditazione sull’uomo e la natura. Vi sorprenderà e vi farà pensare. Sheppard ha iniziato la costruzione del suo bosco nel 1996 e continua ancor oggi con un giardino monumentale nella valle accanto. Dieci anni fa è stato designato fra i tre giardini più belli d’Europa dalla Fondazione Schloss Dycke.
Il fascino della Ragnaia inizia con la sensazione di benessere che trasmette a chi ci entra. Ti senti sospeso in una dimensione misteriosa ma confortante quasi come l’utero di “madre natura”. Poi inizia un gioco – scoperta. E’ un piccolo capolavoro dove si mescolano natura, arte, filosofia e voglia di giocare “quello che vediamo, non è la natura in sè, ma la natura esposta, alle nostre interrogazioni” come disse Werner Heisenberg. L’originario bosco per la caccia si è riempito di sculture di Frances Lansing, sentieri, laghetti …. allargandosi nella valle sottostante dove una forzatura prospettica ridisegna il paesaggio.
E’ proprio quel pizzico di giocondità strafottente che trasforma pensieri profondi sulla vita, il destino, la ragione e rende questo bosco unico. Ci sono il tabernacolo delle certezze e l’altare dello scetticismo con la frase “Que sais-je?” di Michel de Montagne. C’è il cerchio dell’universo circondato da quattro colonne con iscrizioni significative: Solo qui, Solo ora, Solo questo, Solo così. E poi l’Oracolo di Te stesso, il Centro dell’Universo …. le sculture di Frances Lansing piccole ma di straordinaria qualità artistica … e infine un interrogativo << Se non qui dove? >>La Ragnaia apre all’alba e chiude al tramonto. E’ vietato fumare e fare rumore. Andateci e uscirete pensierosi ma entusiasti perché “gli stolti si risveglino e i colti restino senza parole” e noi siamo stolti … non è vero?
Per rigenerarsi con il cibo dopo il percorso nel bosco le soste sono l’Osteria delle Crete a San Giovanni d’Asso dove la chef Donatella è maestra nel cucinare piatti a base di tartufo e poi a Montisi per finire la serata con delle grandi bollicine lascandosi consigliare da Gianluca del Barrino per assaggiare degli Champagne trasgressivi, dei monumentali Trento Doc soprattutto Ferrari e anche altri sparkling wines emergenti che senza Gianluca non avreste mai scoperto.
TERRACOTTA DI PETROIO FRA MUSEI E SHOPPING
9. Museo della Terracotta a Petroio – Trequanda (11 km dalla Fattoria del Colle)
Petroio è un piccolo borgo medioevale, di origini etrusche, che si avvolge a spirale attorno ad un’unica strada e si contraddistingue per le ruvide facciate a mattoni che ricordano la terra delle Crete. E’ conosciuto da secoli per la produzione di orci e vasi in terracotta a cui è dedicato un piccolo Museo allestito nell’antico Palazzo Pretorio, che racconta la continuità tra le tecniche antiche e i laboratori moderni. Ci sono foto, oggetti, un forno che il visitatore deve attraversare e un laboratorio didattico per la manipolazione dell’argilla dove, con l’aiuto degli operatori museali, i manufatti vengono plasmati e cotti. Nei laboratori artigiani poco fuori il paese è possibile comprare vasi a cassette da fiori con decori rinascimentali.

Pienza 2013 Mostra Piero Sbarluzzi
Il nostro itinerario continua in direzione di Castelmuzio per una sosta nel laboratorio di Bruce Kennedy miglior produttore e collezionista di clavicembali da concerto del mondo e poi verso Pienza deviando a destra per Sant’Anna in Camprena. Si tratta di un convento benedettino olivetano del XV secolo in cui fu ambientato il film “Il paziente inglese” . Angolo di pace con meraviglioso panorama. Le strutture originarie sono state modificate per il turismo ma nel refettorio sono ancora visibili gli affreschi di Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma (1503).
Per gli amanti della terracotta il punto di arrivo è il laboratorio-negozio di Piero Sbarluzzi, miglior artigiano artista in questo materiale. Le sue sculture e i suoi bassorilievi sono in piazze e palazzi di tutto il mondo ma qui è possibile comprare opere di grandissima qualità. Alcuni sono pezzi unici ed altri sono piccole serie ma tutti permettono di portare a casa opere autentiche plasmate dal genio toscano. Ultima tappa a Pienza, città capolavoro creata per il Papa mecenate Pio II, per visitare il museo dove due opere sono da guardare con grande attenzione: la Madonna di Monticchiello di Ambrogio Lorenzetti e il Piviale di Pio II eseguito in Inghilterra nel Trecento. Conclusione dolce nella gelateria cioccolateria Fredo è inaugurata nel 2013 dai fratelli Biagiotti. Lia, le seconda generazione, ha aggiunto un tocco di autentica maestria. Si è formata nella Scuola Tessieri di alta pasticceria, il più prestigioso centro di formazione in Toscana ed ha fatto uno stage da Rossano Vinciarelli, campione del mondo di pasticceria nel 2014. Da assaggiare la torta Pia che recupera il ricordo del mandorlato di un forno che non esiste più.






