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COLTELLI DI SCARPERIA DA TOSCANA LOVERS

NELLA BOUTIQUE DEL MIGLIOR ARTIGIANATO TOSCANO CI SONO I “FERRI TAGLIENTI” DI SCARPERIA, DAL RINASCIMENTO VANTO DELLA TOSCANA, FRA ESSI IL COLTELLO TRE PIANELLE

Toscana Lovers Coltelli di Scarperia coltello a serramanico tre Pianelle

Toscana Lovers Coltelli di Scarperia coltello a serramanico tre Pianelle

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

<<Scarperia, antico borgo medievale edificato dalla Repubblica Fiorentina nel 1306, può a pieno titolo definirsi Il “paese dei coltelli” per la lavorazione dei “ferri taglienti” da parte dei “Maestri coltellinai” artigiani artisti di antica tradizione>> spiega Ilaria Perilli che cura il negozio Toscana Lovers di Bagno Vignoni. Visitando Palazzo Vecchio a Firenze è possibile ammirare uno degli antichi coltelli di Scarperia, orgoglio e vanto dell’artigianato toscano d’eccellenza già nel Quattrocento. Come Sheffield in Inghilterra e Toledo in Spagna anche Scarperia gode di una fama secolare di cui gli artigiani moderni sono degni eredi.

<< La “cultura del coltello” si manifesta nelle forme molto eleganti, nella scelta di materiali pregiati, nella cura e nell’attenzione dei particolari ma anche all’innovazione che permette ai coltelli di Scarperia di evolversi mantenendo il valore aggiunto del lavoro manuale>> continua a raccontare Ilaria mostrando come alla serie dei coltelli tradizionali siano stati aggiunti una vasta gamma di accessori per la tavola, posateria ma anche cavatappi e tagliasigari. Una produzione d’eccellenza interamente artigianale impreziosita dall’utilizzo di materiali naturali di primissima qualità, quali manici in corno di bue, olivo e altri legni di varie tipologie. In alcuni casi, le lame portano elementi identificativi come la Torre di Scarperia o fascette in argento incise a mano.

15+8 INCREMENTO DI PREZZO DEI VINI ESPORTATI IN USA

IL 15% DI DAZI È DAVVERO TANTO SU VINI E CIBI ITALIANI DESTINATI AGLI STATI UNITI. INSIEME AL CAMBIO SFAVOREVOLE EURO-DOLLARO FARA’ LIEVITARE TANTISSIMO I PREZZI

Dazi USA Washington_Ministero-Tesoro

Dazi USA Washington_Ministero-Tesoro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Sicuramente nessuno importerà vino italiano in USA finché i dazi non saranno definitivi. Chi comprerà un container di vino con il rischio che, una settimana dopo, costi il 15% in meno?  Ma dall’altro lato dell’Oceano regna la confusione: 269miliardi di Dollari persi dalla borsa in un giorno, prospettiva di un’impennata dell’inflazione in tutti gli Stati Uniti e la catena distributiva del vino in subbuglio per il probabile calo delle importazioni e quindi del loro business che è pari a tre volte il valore delle merci acquistate.

Dall’inizio della Presidenza Trump il Dollaro ha perso 8% del suo valore a questo si aggiunge il 15% di dazio voluto da Donald Trump. Il totale è il 23% di incremento e tutti si chiedono se vini, formaggi, salumi … resisteranno a questa mazzata. I prodotti di lusso, come la moda, forse possono tagliare sui margini di guadagno e salvare i mercati anche al prezzo di bilanci in rosso per un paio d’anni. Il problema maggiore è per le merci più facilmente surrogabili e con prezzi già quasi in perdita come i vini commodity che possono essere rimpiazzati da bottiglie argentine o cilene oppure alimenti italian sounding. Infatti il principale produttore di parmisan, mozzarilla o finto Parma ham sono proprio gli Stati Uniti che infatti hanno già aumentato la produzione di made in Italy taroccato.

ENOTURISTI GIOVANI NELLE CANTINE ITALIANE

GLI ENOTURISTI DELLA GEN Z SONO IL 28,8% DEI VISITATORI CHE ENTRANO NELLA CANTINE ITALIANE, PRENOTANO ONLINE, SONO QUASI TUTTI ITALIANI, PER IL 60% SONO DONNE

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Turisti del vino della Gen Z presentati da Divinea WineSuite

Turisti del vino della Gen Z presentati da Divinea WineSuite

Il report Direct to consumer di WineSuite-Divinea sugli enoturisti under 30  ci mostra un quadro con luci e ombre. L’impennata dei prezzi delle esperienze, saliti del 18% fra il 2023 e il 2024, ha sicuramente penalizzato l’utenza giovane che cresce ma segna una leggera flessione percentuale ( dal 32 al 28%) pur rimanendo intorno a un terzo del totale. Conferma questa supposizione il prezzo medio delle prenotazioni che per la Gen Z è di 31,4€ a persona mentre la media nazionale è di 36,9€.
I tecnici di Divinea-WineSuite lo dicono con garbo ma notano uno scarso interesse delle cantine turistiche verso <<questo target, considerato talvolta meno redditizio>>. In realtà le aziende di produzione ormai vicine al plafond che segna il carico massimo dei visitatori, stanno puntando a qualificare la clientela per rendere più profittevole il business enoturistico. Va ricordato, infatti, che la maggior parte del fatturato è costituito dalla vendita di bottiglie che trovano nel portafoglio dei senior maggiori soddisfazioni. Se confrontiamo i dati del report sugli enoturisti giovani con quello complessivo presentato da Divinea-Wine Suite, qualche mese fa, vedremo che la media di visitatori  di ognuna delle 400 cantine esaminate, è aumentata (fra il 2023 e il 2024) del 22% ma il valore medio delle vendite di vino è salita ancora di più (28%) attestandosi sulla cifra di 178€.

PINZIMONIO CON HUMMUS

UN MIX TOSCANO-MEDIORIENTALE FRESCO, SALUTARE, PIACEVOLISSIMO E PIENO DI SUGGESTIONI MULTIETNICHE: L’ORTO E LE COLAZIONI CONTADINE TOSCANE CON GLI SPUNTINI ARABI

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Un mix toscanomediorientale fresco, salutare, piacevolissimo e pieno di suggestioni multietniche: l’orto e le colazioni contadine toscane con il sapore degli spuntini arabi

Per la verità l’idea non è mia, ho gustato questo delizioso antipasto a Campiglia d’Orcia durante “Bianco di sera” evento organizzato da Elena Salviucci, presidente della Strada del Vino Orcia, in uno dei punti più panoramici e più belli della Toscana.

PER CAPIRE IL VINO BISOGNA ASSAGGIARLO CON CALMA

BASTA GUARDARE, ANNUSARE E POI METTERE IN BOCCA UN SOLO SORSO DA SPUTARE PER GIUDICARE UN VINO? QUANTO E’ IMPORTANTE BERE IL VINO CHE SI ASSAGGIA?

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

In effetti anche le mie enologhe assaggiano senza inghiottire quando devono controllare decine e decine di botti in un solo giorno. Tuttavia anche loro, quando arrivano vicini al vino definitivo, rallentano le degustazioni e bevono. Questo perché, per essere sicuri della propria valutazione bisogna dedicare più di un sorso e più di pochi minuti, allo stesso vino, e soprattutto deglutirlo.
Occorre ricordare che gli enologi cercano i difetti mentre i sommelier, i critici e i consumatori cercano nel calice soprattutto i pregi. E nella ricerca del piacere la fretta è sempre controproducente.
Altro elemento da considerare è il carattere gastronomico di certi vini che nascono per accompagnate il cibo per cui assaggiarle da soli può sfalsare il giudizio. Le bottiglie italiane sono quasi tutte così e infatti i clienti le consumano durante i pasti. Questo le penalizza nelle degustazioni in serie soprattutto se si tratta di assaggi bendati. Sono stata giurata in un concorso enologico internazionale in Canada e ricordo benissimo come la mia commissione desse punteggi più bassi ai vini con personalità distintiva, cioè penalizzasse quei fuori classe che escono dal coro e piacciono ai wine lovers proprio per quello. Ottenevano punteggi alti i vini classici e potenti.
Per questo è giusto chiedersi se l’assaggio seriale è ancora capace di individuare le eccellenze e a questo argomento è dedicato un articolo di WineNews con le interviste al critico Jacky Rigaux, al produttore Roberto Conterno autore del leggendario Barolo Monfortino Riserva e agli agronomi Lydia e Claude Bourguignon.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI FANNO PAURA ALLE VIGNE ITALIANE

GLI EFFETTI DEL NUOVO CLIMA SUI VIGNETI SONO DISOMOGENEI MA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO L’EUROPA DOVE I GIORNI SOPRA I 35°C E LE TEMPERATURE MASSIME SONO AUMENTATI

Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

Ribera-del-Duero- ZONA MOLTO CALDA E MOLTO ARIDA A CAUSA DEL NUOVO CLIMA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Dall’Università della British Columbia, in collaborazione con l’Inrae e l’Institut Agro, arriva una ricerca pubblicata su “Plos” che indica dove il nuovo clima fa più danni nei vigneti. Ci sono zone molto colpite come California, Francia meridionale, Spagna settentrionale e Italia; Barossa in Australia; Stellenbosch in Sudafrica; e Mendoza in Argentina.
Altri territori invece accrescono il loro potenziale come il sud della Gran Bretagna, Stato di Washington, Oregon e Tasmania.
In linea di massima il 70% del “vigneto storico” potrebbe essere abbandonato prima della fine del secolo perché, nonostante i cambiamenti nelle varietà e nelle tecniche di coltivazione, i costi di produzione per ottenere uve di alta qualità potrebbero essere troppo alti.

IN FRANCIA L’AUMENTO DELLE TEMPERATURE MASSIME E’ DI 3°C MENTRE IN ITALIA DI 2

Le zone costiere e pianeggianti di Francia, Spagna, Italia, Grecia e California meridionale sono le più colpite dal caldo e dalla siccità. In queste aree il 90% dei vigneti potrebbe scomparire. Si tratta dei distretti viticoli dove le temperature salgono oltre i 35°C per molti giorni.

POLPETTE AVVOLTE O INVOLTINI DI CAVOLO

PIATTO ANTICO E TRADIZIONALE DELLA CAMPAGNA TOSCANA. POCO COREOGRAFICO E MOLTO SAPORITO, SERVONO STOVIGLIE DECORATE PER MOSTRARLO BELLO OLTRECHÈ BUONO

A Montalcino le “pulpette avvolte” sono il tradizionale panino della festa dei bianchi cioè della Misericordia, l’ultima domenica di agosto. In realtà sono involtini molto saporiti mentre le vere polpette avvolte sono un piatto povero e saporitissimo che viene preparato in primavera e in autunno quando nell’orto sono pronti i cavoli verza.
Ha il vantaggio di poterlo preparare il giorno prima e scaldarlo all’ultimo momento portando in tavola un sapore antico e intenso

INGREDIENTI DELLE POLPETTE AVVOLTE TOSCANE

Ingredienti polpette avvolte - Fattoria del Colle, Trequanda - Toscana

Ingredienti polpette avvolte – Fattoria del Colle, Trequanda – Toscana

Per 4 persone: 15 foglie di verza, 500 g di carne macinata,100 g di pancetta salata, 1uovo, 50 g di parmigiano reggiano, mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo di latte, due fette di pane, sale, pepe una spolveratina di noce moscata

IL VINO ARGENTINO NON È SOLO MALBEC

LIZA B. ZIMMERMAN SPIEGA IL MALBEC CHE SI ASSOCIA ALL’ARGENTINA COME IL TANGO E L’ASADO MA HA BISOGNO DI RINNOVARSI DOPO AVER DIMEZZATO IL SUO EXPORT USA

Malbec principale vitigno argentino

Malbec principale vitigno argentino
Malbec principale vitigno argentino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Secondo SipSource di Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA) il Malbec rappresenta l’87% dei vini rossi argentini e il 73% di quelli esportati in USA. La cosa strana è che il Malbec rappresenta solo il 23% del vigneto argentino. Circostanza che fa scrivere a Liza B.Zimmerman <<mi chiedo se convenga agli argentini mettere letteralmente tutte le loro uve in un unico paniere chiamato Malbec>>.

UN BINOMIO PERFETTO; MALBEC E CARNE ARGENTINA ALLA BRACE

La devozione dei produttori argentini al Malbec è forte e i loro vigneti “con vista sulle Ande” producono vini straordinariamente longevi, potenti e vellutati. La tavola argentina ha nell’abbinamento fra il Malbec e lo spiedo di carne un vero caposaldo. Del resto la carne argentina da animali allevati bradi (civiltà dei gaucho) è di qualità stratosferica e la cottura sulla brace -asado- eseguita in questo Paese è giunta a livello di arte.

Il punto è capire se conviene alle cantine argentine puntare su unico vitigno,specialmente quando il suo gusto si lega a una moda ormai al tramonto. I campanelli di allarme suonano: il valore del vino argentino esportato negli Stati Uniti è diminuito di quasi il 50% negli ultimi 12 anni.

L’ABBRONZATURA IN CAMPAGNA E’ MEGLIO

ELOGIO DELLA TINTARELLA DEL MATTINO PRESA SUI PRATI GUARDANDO I PANORAMI E LASCIANDOSI CULLARE DAL VENTO, GLI ODOTI E I SUONI DELLA NATURA CHE SI SVEGLIA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne 

Vi ricordate l’epoca in cui gli agriturismi venivano prenotati solo se avevano la piscina? Noi, alla Fattoria del Colle ne abbiamo tre ma spesso sono vuote. I turisti spesso preferiscono i parchi.
E vi ricordate quando andavamo in spieggia alle 11 per metterci distesi al sole prima di fare il bagno? Oggi un comportamento simile sembra uno sberleffo ai dermatologi.
La situazione è molto cambiata con l’innalzamento delle temperature e soprattutto con il buco nell’ozono della stratosfera che lascia passare un maggior numero di raggi UVB con un conseguente aumento delle radiazioni solari pericolose per la pelle, gli occhi e le difese immunitarie.

I PANNELLI SOLARI NEI VIGNETI

IL PROFESSOR STEFANO PONI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI PIACENZA SPERIMENTA PANNELLI SOLARI SOPRA I VIGNATI. ALTRI IMPIANTI DAI MURATORI E DA CAVIRO

agrivoltaico sui vigneti Caviro

agrivoltaico sui vigneti Caviro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il progetto mira a verificare la qualità delle uve nate sotto i pannelli solari installati nelle vigne. Protagonista il Professor Stefano Poni dell’Università Cattolica di Piacenza che l’ha raccontato a Giulio Somma e Flavia Rendina del Corriere Vinicolo.
Le prospettive sembrano ottime: nessun danno alla qualità e quantità delle uve, ottimo risparmio in bolletta e minimo danno paesaggistico. Insieme alle sperimentazioni del Professor Poni ci sono le testimonianze di due aziende che stanno già usando l’agrivoltaico sul vigneto : Muratori è la prima e Caviro la più grande.

VANTAGGI E PROBLEMI DEI PANNELLI SOLARI NELLE CAMPAGNE

Il fotovoltaico ha luci e ombra: il blackout stagnolo da un lato e dall’altro i continui appelli del settore produttivo per il caro bollette che strozza imprese e famiglie. Poi c’è il problema dell’impatto ambientale di colline coperte da pannelli solari che hanno scatenato le ire di comuni e regioni preoccupate per l’integrità del paesaggio in relazione al probabile impatto sul turismo.

UN SUGGERIMENTO CONTRO LA CRISI DEL VINO

DAL PRAGMATISMO DI FRESCOBALDI AGLI ATTACCHI AI RISTORATORI DI CENTINAIO FINO AL SUGGERIMENTO DI UNA CAMPAGNA TELEVISIVA SULLA DIETA MEDITERRANEA CON IL VINO

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Come sempre il pragmatismo di Lamberto Frescobaldi apre la mente. Lo ha fatto quando ha avvertito che un’eventuale politica di espianti dei vigneti sarebbe stata efficace solo se circoscritta a vigneti molto produttivi e poco qualitativi. Non a quelli qualitativi a basse rese delle colline.
Così come ora è assolutamente condivisibile il suo monito a <<guardare ai consumi finali, non alle spedizioni>> facendo riferimento all’inopportuno trionfalismo di chi si è ventato dei successi dell’export 2024 senza considerare che erano ingenerati dalla paura dei dazi USA. Bravo Lamberto, coraggioso e chiaro.

CALANO LE VENDITE, I PREZZI DEI VINI E I PREZZI DEI VIGNETI IN FRANCIA

La situazione del vino è grave. Quello che è successo a Bordeaux con il calo dei prezzi dei vini, l’espianto di migliaia di ettari e il crollo del valore dei vigneti (-18,4% di media a Bordeaux e meno 1,1% in tutti i vigneti francesi) è solo la punta dell’iceberg. L’ondata di crisi arriva o arriverà presto su tutte le cantine del mondo.

PER UN GRANDE VINO BIANCO DELLA TOSCANA CENTRALE

18 LUGLIO GIORNATA DI STUDIO CON UN OBBIETTIVO AMBIZIOSO: INDIVIDUARE I VITIGNI E I PROCESSI PRODUTTIVI CAPACI CREARE UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA CENTRALE

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

L’appuntamento solennizza la riapertura dell’Enoteca Italiana sotto la guida di Elena D’Aquanno nella Fortezza Medicea di Siena, dopo oltre dieci anni dalla chiusura. Vuole anche mettere in luce il potenziale scientifico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino nata a Siena il 30 luglio 1949 e rimasta in questa città fino alla fine del Novecento. E’ insomma una riaffermazione del ruolo di Siena come capitale e motore di un grande distretto vitivinicolo su cui lavorano il Sindaco Nicoletta Fabio e il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi e della presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile Elisa Marcheselli.

PERCHE’ C’E’ BISOGNO DI UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA INTERNA?

Un progetto ambizioso che trova sostanza in una giornata importante per la Toscana del vino. <<La regione ha una prevalenza di vigneto a bacca rossa dominato dal Sangiovese (65%), mentre il mercato italiano e internazionale si stanno indirizzando sui vini bianchi>> dice Donatella Cinelli Colombini, Delegata delle Donne del Vino della Toscana, a cui parte l’iniziativa della giornata di studi del 18 luglio. <<Questa criticità è fra le ragioni del calo di vendite delle cantine toscane che prosegue dal 2022>>. La costa toscana produce con successo Vermentino e Ansonica mentre lo storico vitigno bianco della zona interna, il Trebbiano Toscano (6,5% del vigneto regionale) è l’unico vitigno bianco italiano a perdere ettari (-5% fra il 2005 e il 2021). Un abbandono forse collegabile alla mancanza di una selezione clonale e all’uso di metodi produttivi incapaci a fare emergere il suo potenziale qualitativo.

COME CONSERVARE I BICCHIERI DA VINO

I BICCHIERI VANNO CONSERVATI ROVESCIATI E MESSI IN TAVOLA DRITTI. PICCOLI ACCORGIMENTI PER GESTIRE I CALICI NEL MODO MIGLIORE

bicchieri-da-vino-in-tavola-al-ristorante-della-Fattoria-del-Colle

i bicchieri si conservano capovolti e si mettono in tavola dritti

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Vi è mai capitato di tirare fuori i bicchieri dalla cristalliera e doverli rilavare tutti? Il problema più diffuso è l’inquinamento trasmesso per via aerea dal mobile. Quasi tutto il legno antico ha subito un restauro oppure è stato rivestito con tessuto o carta. Spesso i prodotti usati, dalle colle agli sbiancanti, hanno contaminato le superfici che rilasciano TCA tricloroanisolo cioè la sostanza che conferisce al vino il cosiddetto sentore di tappo. Bastano pochi giorni e i bicchieri si inquinano, riempiendoli d’acqua non succede niente ma versandoci il vino lo rendono imbevibile.
Bisogna scegliere il mobile giusto per conservare il vino e generalmente sono più sicuri quelli moderni in metallo e vetro.
Altro contenitore da evitare sono le scatole di cartone. Specialmente se i bicchieri vi vengono riposti quando sono ancora umidi oppure se i cartoni sono conservati in un locare umido i calici assumono uno sgradevole odore di muffa che passerà nel vino. Purtroppo, il carattere igroscopico del cartone non aiuta.

ANTINORI UN GIGANTE CHE SEMBRA PICCOLO

ANTINORI UN FUTURO ANTICO: SEMBRA UNA BOUTIQUE E INVECE È UN COLOSSO INTERNAZIONALE PERCEZIONE ESTERNA E REALTÀ PRODUTTIVA DELLA REGINA DEL VINO ITALIANO

Corrado-Clini-Piero-Antinori

Corrado-Clini-Piero-Antinori inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Mi ricordo che Ezio Rivella mi raccontò <<mi dissero “Banfi è troppo grande per fare buoni vini” e io risposi “secondo lei qual è la dimensione giusta per una cantina importante che vuole produrre grandi vini?” e mi dissero Antinori. Mi misi a ridere magari Banfi fosse grande come Antinori!>>.

I MARCHESI ANTINORI SEMBRANO UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI TOSCANI INVECE SONO UN COLOSSO INTERNAZIONALE

Questo racconto spiega bene la percezione di Antinori da parte del grande pubblico: un’impresa familiare, che produce vino eccezionali e rari. Non sembra il colosso internazionale che è in realtà. Corroborano questa immagine lo stile disinvolto, molto alla mano, di Piero Antinori e delle sue tre figlie. Vestiti semplici, auto normali, comportamenti gentili …. L’opposto esatto di chi si dà delle arie..
Anche esplorando il sito è difficile farsi un’idea: sono visibili le 7 tenute della Toscana quelle in Umbria e in Franciacorta ma manca Jermann e Prunotto manca Malta, le tenute in Cile e California…. 

RAPPORTO COOP 2024

IL RAPPORTO COOP È UN’ANALISI SOCIOLOGICA ED ECONOMICA CHE AIUTA A CAPIRE LA DINAMICA DEI CONSUMI E SOPRATTUTTO APRE LA MENTE E GLI OCCHI SUL MONDO

Rapporto-Coop-2024

Rapporto-Coop-2024

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination,  Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il panorama mondiale è sconfortante e non potevamo aspettarci un Rapporto Coop zuccheroso. Il bravissimo Albino Russo non aggiunge paure ma conferma la criticità dei dati geopolitici mostrandoci come modificano i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
Il saggio descrive la sfiducia nelle istituzioni e soprattutto nella democrazia che delude con il suo troppo parlare e poco decidere. Questo è soprattutto vero riguardo alle scelte ambientali mentre cresce la consapevolezza di essere in ritardo. Siamo in quel 10% fortunato della popolazione mondiale che, tuttavia, produce il 50% del gas serra. Abbiamo dunque delle responsabilità e dei doveri.
Lo scorso anno ci sono state elezioni in 76 Paesi dove vive la metà della popolazione mondiale. Emerge un nuovo protagonismo femminile. “Politico Europe” ha messo Giorgia Meloni al primo posto nella classifica “Ranking the most influential people in Europe: class of 2025

                                                                       
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