I PANNELLI SOLARI NEI VIGNETI

Muratori impianto agrivoltaico sul vigneto

I PANNELLI SOLARI NEI VIGNETI

IL PROFESSOR STEFANO PONI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI PIACENZA SPERIMENTA PANNELLI SOLARI SOPRA I VIGNATI. ALTRI IMPIANTI DAI MURATORI E DA CAVIRO

agrivoltaico sui vigneti Caviro

agrivoltaico sui vigneti Caviro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il progetto mira a verificare la qualità delle uve nate sotto i pannelli solari installati nelle vigne. Protagonista il Professor Stefano Poni dell’Università Cattolica di Piacenza che l’ha raccontato a Giulio Somma e Flavia Rendina del Corriere Vinicolo.
Le prospettive sembrano ottime: nessun danno alla qualità e quantità delle uve, ottimo risparmio in bolletta e minimo danno paesaggistico. Insieme alle sperimentazioni del Professor Poni ci sono le testimonianze di due aziende che stanno già usando l’agrivoltaico sul vigneto : Muratori è la prima e Caviro la più grande.

VANTAGGI E PROBLEMI DEI PANNELLI SOLARI NELLE CAMPAGNE

Il fotovoltaico ha luci e ombra: il blackout stagnolo da un lato e dall’altro i continui appelli del settore produttivo per il caro bollette che strozza imprese e famiglie. Poi c’è il problema dell’impatto ambientale di colline coperte da pannelli solari che hanno scatenato le ire di comuni e regioni preoccupate per l’integrità del paesaggio in relazione al probabile impatto sul turismo.

Come sappiamo la scelta dei siti  agricoli idonei per l’istallazione di pannelli è oggetto di un autentico braccio di ferro. Emblematico il caso della Toscana dove il Governo  (ai fini del finanziamento PNRR al 40%), ha ritenuto idonei il 70% dei siti e non idonei il 30%, mentre per la Regione la proporzione è esattamente al contrario.
Ecco che il tema delle energie rinnovabili e dell’agrivoltaico torna di attualità con un’idea che forse permette di superare le polemiche del passato.
Come sappiamo i pannelli solari sul terreno agricolo “fotovoltaico a terra” sono vietati dal 2024 ma è permessa la loro istallazione quando non impedisce le coltivazioni. Anzi la presenza di centraline meteo e sistemi di controllo elettronici aumenta la protezione del vigneto. Una soluzione che potrebbe avvicinare il settore agricolo agli obiettivi del Piano Agrivoltaico DM 436 del 2023 voluto dal MISE Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica.
Ovviamente la produzione di energia dai pannelli installati sopra le vigne è complicato e richiede il coinvolgimento di agronomi, ingegneri e paesaggisti. Quindi costa molto più rispetto a pannelli messi a terra e non può configurarsi come un business anche perché la produzione di energia è minore e limitata ai consumi aziendali. Ma qualche vantaggio c’è perché l’ombreggiamento è benvenuto nel clima attuale di aumento delle temperature e accelerazione delle maturazioni.

IL FOTOVOLTAICO SUI VIGNETI MURATORI, UNIVERSITA’ CATTOLICA E CAVIRO

Il primo impianto di agrivoltaico sul vigneto è del 2011 nella cantina Muratori in Franciacorta. La stessa famiglia possiede la Giemme Filati industria del settore tessile che ha un impianto fotovoltaico sul tetto dei capannoni. Da questa esperienza è nata l’idea di mettere i pannelli sopra il vigneto diventando i pionieri in Europa. L’impianto è stato realizzato su un vigneto di Chardonnay su cui sono stati montati i pannelli per una superficie di circa 2.000m2. I pannelli sono in orizzontale a tre metri da terra e distanti 30 cm uno dall’altro per permettere l’insolazione delle viti. L’uva viene raccolta quindici giorni dopo il resto della produzione ma è di ottima qualità.
La sperimentazione dell’Università Cattolica è avvenuta su Malvasia di Candia e Cabernet Sauvignon con pannelli che potevano essere orientati da remoto. I risultati sono buoni salvo nella sintesi dei profumi dell’uva e quindi del vino.
Il maggior progetto di agrivoltaico in vigna è stato realizzato accanto alle cantine Caviro su un vigneto di un ettaro e mezzo con un investimento di 1,5 milioni di Euro. Sono stati istallati 1.386 pannelli solari bifacciali che dovrebbero produrre 1.300.000Kwh e serviranno per l’autoconsumo. Non ha comportato cementificazione del vigneto e non ostacola le attività agricole. Anzi i sensori permettono di orientare i pannelli a seconda delle necessità delle viti sottostanti riducendo lo stress idrico.



                                                                       
Cinelli Colombini
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