PER UN GRANDE VINO BIANCO DELLA TOSCANA CENTRALE

Le Donne del Vino presentano 11 bianchi alla giornata di studi del 18 luglio 2025 a Siena

PER UN GRANDE VINO BIANCO DELLA TOSCANA CENTRALE

18 LUGLIO GIORNATA DI STUDIO CON UN OBBIETTIVO AMBIZIOSO: INDIVIDUARE I VITIGNI E I PROCESSI PRODUTTIVI CAPACI CREARE UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA CENTRALE

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

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L’appuntamento solennizza la riapertura dell’Enoteca Italiana sotto la guida di Elena D’Aquanno nella Fortezza Medicea di Siena, dopo oltre dieci anni dalla chiusura. Vuole anche mettere in luce il potenziale scientifico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino nata a Siena il 30 luglio 1949 e rimasta in questa città fino alla fine del Novecento. E’ insomma una riaffermazione del ruolo di Siena come capitale e motore di un grande distretto vitivinicolo su cui lavorano il Sindaco Nicoletta Fabio e il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi e della presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile Elisa Marcheselli.

PERCHE’ C’E’ BISOGNO DI UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA INTERNA?

Un progetto ambizioso che trova sostanza in una giornata importante per la Toscana del vino. <<La regione ha una prevalenza di vigneto a bacca rossa dominato dal Sangiovese (65%), mentre il mercato italiano e internazionale si stanno indirizzando sui vini bianchi>> dice Donatella Cinelli Colombini, Delegata delle Donne del Vino della Toscana, a cui parte l’iniziativa della giornata di studi del 18 luglio. <<Questa criticità è fra le ragioni del calo di vendite delle cantine toscane che prosegue dal 2022>>. La costa toscana produce con successo Vermentino e Ansonica mentre lo storico vitigno bianco della zona interna, il Trebbiano Toscano (6,5% del vigneto regionale) è l’unico vitigno bianco italiano a perdere ettari (-5% fra il 2005 e il 2021). Un abbandono forse collegabile alla mancanza di una selezione clonale e all’uso di metodi produttivi incapaci a fare emergere il suo potenziale qualitativo.

LE SPERIMENTAZIONI DELLE CANTINE DELLE DONNE DEL VINO TOSCANE: IN ASSAGGIO 11 BIANCHI

Fortunato-Cantina-del-Testimone-Montepulciano

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Ecco che la giornata di studi all’Enoteca Italiana inizia con la degustazione guidata da Cristiano Cini Presidente di AIS Toscana di 11 vini bianchi prodotti dalle Donne del Vino nella parte interna della regione usando vitigni autoctoni anche in blend con uve internazionali e varie tecniche enologiche. Una sperimentazione diffusa e spontanea fatta da Miriam Caporali Miriam della Tenuta Valdipiatta, Beatrice Contini Buonacossi della Tenuta di Capezzana, Caterina Dei delle Cantine Dei, Cristiana Grati dell’Azienda Agricola Borgo Prunatelli, Antonella Manuli della Fattoria La Maliosa, Clara Monaci di Corte Dei Venti, Lucia Mori del Podere Casaccia, Annabella Pascale della Tenuta Di Artimino, Veronica Passerin D’Entrèves di Dianella, Mina Samouti della Fattoria Sardi, Aurora Visentin della Cantina Del Testimone.

LA RICERCA SCIENTIFICA SUI VITIGNI BIANCHI DELLA TOSCANA INTERNA

Alla presentazione dei vini segue il convegno scientifico condotto da Giovanni Pellicci direttore della rivista “I Grandi Vini”. E’ il punto di partenza delle ricerche da parte delle università toscane di viticoltura ed enologia e del Crea e il punto chiave per guardare al futuro.
Portano i loro contributi sulle conoscenze attuali gli studiosi dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino presieduta dal Professor Rosario Di Lorenzo. Sono Claudio D’Onofrio Università di Pisa, Luigi Mattii Università di Firenze, Paolo Storchi Crea, Angela Zinnai enologa Università di Pisa.

AL VIA IL PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE E RICERCA

L’obiettivo è ambizioso: dotare la Toscana centrale di un grande vino bianco con caratteri distintivi. La Regione Toscana per bocca dei dirigenti apicali della dell’Assessorato all’Agricoltura – Roberto Scalacci e Gennaro Giliberti – intende sostenerlo e puntare molto in alto. Toccherà al Consorzio Vino Toscana con il suo Presidente Cesare Cecchi tenere le redini di un percorso di ricerche e sperimentazioni sulle orme del progetto “Chianti Classico 2000” che nella seconda metà del Novecento dette alla Toscana i cloni di Sangiovese per i suoi grandi vini rossi attuali.



                                                                       
Cinelli Colombini
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