ENOTURISTI GIOVANI NELLE CANTINE ITALIANE
GLI ENOTURISTI DELLA GEN Z SONO IL 28,8% DEI VISITATORI CHE ENTRANO NELLA CANTINE ITALIANE, PRENOTANO ONLINE, SONO QUASI TUTTI ITALIANI, PER IL 60% SONO DONNE
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Turisti del vino della Gen Z presentati da Divinea WineSuite
Il report Direct to consumer di WineSuite-Divinea sugli enoturisti under 30 ci mostra un quadro con luci e ombre. L’impennata dei prezzi delle esperienze, saliti del 18% fra il 2023 e il 2024, ha sicuramente penalizzato l’utenza giovane che cresce ma segna una leggera flessione percentuale ( dal 32 al 28%) pur rimanendo intorno a un terzo del totale. Conferma questa supposizione il prezzo medio delle prenotazioni che per la Gen Z è di 31,4€ a persona mentre la media nazionale è di 36,9€.
I tecnici di Divinea-WineSuite lo dicono con garbo ma notano uno scarso interesse delle cantine turistiche verso <<questo target, considerato talvolta meno redditizio>>. In realtà le aziende di produzione ormai vicine al plafond che segna il carico massimo dei visitatori, stanno puntando a qualificare la clientela per rendere più profittevole il business enoturistico. Va ricordato, infatti, che la maggior parte del fatturato è costituito dalla vendita di bottiglie che trovano nel portafoglio dei senior maggiori soddisfazioni. Se confrontiamo i dati del report sugli enoturisti giovani con quello complessivo presentato da Divinea-Wine Suite, qualche mese fa, vedremo che la media di visitatori di ognuna delle 400 cantine esaminate, è aumentata (fra il 2023 e il 2024) del 22% ma il valore medio delle vendite di vino è salita ancora di più (28%) attestandosi sulla cifra di 178€.
PER USARE L’ENOTURISMO COME LEVA DI MARKETING VERSO LA GENZ Z BISOGNA STARE APERTI NEL WE E CREARE ESPERIENZE DIVERTENTI
In questo quadro, il calo percentuale della Gen Z non sembra una minaccia per le cantine turistiche italiane ma eventualmente per i consumi di vino in generale perché priva il marketing enoico di una leva potentissima rispetto al segmento più riluttante del mercato. In altre parole se non usiamo enoturismo e feste dedicate al vino, non riusciremo ad affascinare i giovani per il nettare di Bacco!
Riflessione che porta alla richiesta di un piccolo sforzo da parte delle cantine turistiche relativamente all’apertura nei giorni festivi e all’ora di pranzo. Il 7,7% delle prenotazioni dei giovani non vanno a buon fine contro una media nazionale del 2,2% proprio perché riguardano soprattutto il weekend quando la quota di cantine accessibili è più bassa. I tecnici di Divinea WineSuite ribadiscono infatti che la percentuale di rifiuti delle prenotazioni, 3 colte superiore alla media, nasce da << un comportamento legato a scelte organizzative delle cantine (orari scomodi, piccoli numeri, ticket più bassi)>>. Per questo esortano le imprese a creare un format enoturistico su misura per i giovani enoturisti con orari più flessibili e pomeridiani, visite più brevi e animate da storytelling ma forse anche un prezzo più abbordabile per la Gen Z.
L’ENOTURISTA DELLA GEN Z PRENOTA ONLINE VIAGGIA IN COPPIA ED E’ ITALIANO
Ma vediamo più da vicino l’identikit dell’enoturista fra i 18 e i 28 anni: molto digitale prenota on line nel 96% dei casi, ambientalista, attento al proprio benessere e quindi attratto dai vini a basso tenore alcolico, è molto sensibile all’estetica perché vuole condividere l’esperienza sui social, all’autenticità e al tono della comunicazione, cerca esperienze relazionali più che formali cioè meno degustazioni guidate e più allegria. Le donne sono il 60% .
VISITA LE CANTINE NEL WEEKEND E DA AGOSTO A OTTOBRE. AMA LA TOSCANA, IL PIEMONTE E IL VENETO
L’enoturista giovane visita le cantine in agosto o nei mesi autunnali in cui avvengono il foliage e la vendemmia. Si concentra nel weekend. Viaggia principalmente in coppia (68,6%), con una media di 2,7 persone per prenotazione. Meno frequente il gruppo che invece sembra affermarsi fra i senior. Questi ultimi vivono, sempre più, l’enoturismo come rito sociale.
Gli stranieri sono solo il 30% dei turisti del vino con meno di 30 anni mentre nel totale nazionale questa percentuale sale al 41%. Tra gli enoturisti esteri prevalgono Stati Uniti (6,1%) seguiti da Paesi Bassi (4,8%).
Le tre regioni più richieste sono Toscana (28,1%), Piemonte (16,8%) e Veneto (16,2%).






