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LA TURISTICITA’ DELLE CANTINE MONDIALI

Lo storytelling nelle cantine turistiche Casato Prime Donne a Montalcino

enoturismo al Casato Prime Donne a Montalcino

L’UNIVERISTÀ HOCHSCHULE GEISENHEIM IN GERMANIA HA INTERVISTATO 1310 CANTINE IN 47 PAESI DANDO UN QUADRO DEL TURISMO DEL VINO NEL MONDO

Di Donatella Cinelli Colombini, winetourism, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne Donne Montalcino 

L’indagine “Global Wine Tourism Report” 2025 ha committenti di livello altissimo ONU-Turismo, OIV – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, Great Wine Capitals Global Network (GWC) e WineTourism.com. Anche l’orizzonte è enorme e abbraccia tutto il mondo con 1310 cantine intervistate in 47 nazioni ma una particolare attenzione sull’Europa che assorbe il 70% del campione e l’Italia in posizione dominante (17%).

TANTE FORSE TROPPE ATTESE RISPETTO AL BUSINESS ENOTURISTICO

L’interesse delle cantine è fortissimo in tutto il mondo : 2 aziende vinicole su 3 dichiarano che l’enoturismo è redditizio o molto redditizio. L’enoturismo genera circa un quarto del fatturato totale delle imprese.  Anche se questa percentuale probabilmente comprende cifra più alte in Nordamerica e più piccole in Europa.

CAMPERCHEF

SCOPRO UNA NUOVA TIPOLOGIA DI CUOCHI GRAZIE A GIANLUCA GABANINI E POI I LIBRI DEI CAMPER CHEF E PERSINO I BLOG MI APRONO UN MONDO MERAVIGLIOSO DI VIAGGI E SAPORI

Camperchef GUANLUCA GABANINI riso gamberi e avogado

Camperchef GUANLUCA GABANINI riso gamberi e avogado

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne di Montalcino

Lo so che è da ingenui ma non avevo mai pensato ci fosse una tipologia di esperti di cucina specializzati sui camper. Gli italiani hanno circa 250.000 camper per cui sicuramente c’è richiesta di indicazioni per cucinare a bordo senza rattristare il viaggio con una sequenza di panini, uova sode e spaghetti con sughi industriali.

Il mio primo contatto con i camperchef è arrivato insieme a una lettera di Gianluca Gabanini che mi chiedeva informazioni da inserire nel suo prossimo libro.

GUANLUCA GABANINI CAMPERCHEF E SOMMELIER

Figlio di macellai a Milano Marittima, fino da bambino aveva una gran passione per la cucina ma crescendo fece il manager e lasciò questa professione solo dopo la nascita dei figli per non passare la vita lontano da loro. Per un certo periodo aiutò la moglie in farmacia ma poi unì l’esperienza di camperista all’amore per la cucina creando ricette adatte alle piccole dimensioni di fornelli su ruote. Nella presentazione del suo primo libro leggo <<Gianluca condivide con noi il suo modo di vivere la cucina in movimento, tra natura, cultura e nuovi sapori. Un incontro che ispira a mettere in pratica il sogno di viaggiare, cucinare e vivere la libertà, con il camper come compagno ideale di viaggio>>. All’attività editoriale Gabanini unisce quella di chef per eventi inoltre partecipa a << fiere ed eventi tenendo show cooking durante i quali presento ricette e tecniche di cucina specifiche per chi cucina come me in piccoli ambienti>>.
Adesso prepara un nuovo ricettario che vuol essere anche una guida alla scoperta del vino e dei suoi territori. Gianluca Gabanini è anche Sommelier e intende portare i camperisti nelle cantine che accolgono le casette su ruote almeno per una notte offrendo ai turisti la possibilità di vedere le cantine e comprare le bottiglie.

OFFERTA: OLIO NOVO PER TE!

La nuova offerta con Olio EVO blend e 2 mono-cultivar della Fattoria del Colle direttamente a casa vostra per piatti gustosi e salutari a €179,00.

Toscana-Olio extravergine di oliva- Donatella Cinelli colombini Fattoria del Colle Bruschetta

Toscana-Olio extravergine di oliva- Donatella Cinelli colombini Fattoria del Colle Bruschetta

Per voi 4 bottiglie Olio Evo BIO 2025 da 0,750, 2 bottiglia ciascuna di Olio Evo BIO 2025 Correggiolo, Moraiolo da 0,500. Olio appena franto con il suo profumo intenso e gusto vibrante, arriva direttamente dal frantoio alle vostre tavole.

La Fattoria del Colle si trova a Trequanda, in una delle zone migliori della Toscana e del mondo per la produzione di olio extravergine di oliva grazie ai suoi terreni sabbiosi, alla sua posizione lontana dal mare e all’altitudine di oltre 400 metri che la proteggono dalla mosca olearia. La fattoria ha 6 ettari di oliveti Biologici e commercializza esclusivamente l’olio dei suoi olivi. Le olive sono raccolte a mano fra ottobre e novembre e frante all’Oliviera Sant’Angelo a 10 km dalla fattoria e presso il Frantoio di Montalcino.

🎁 Per chi approfitta di questa offerta un video con la “Guida all’assaggio dell’olio”!

L’olio novo

La Fattoria del Colle produce olio extravergine biologico mono-cultivar Correggiolo (varietà frantoio), Moraiolo e, in maggiore quantità, un olio EVO misto con le due varietà insieme.

LA CANTINA TURISTICA PICCOLA E’ LA PIU’ DESIDERATA

ROBERTA GARIBALDI CONFERMA L’ATTRATTIVITA’ TURISTICA DELLE PICCOLE IMPRESE ITALIANE DEL VINO RISPETTO AI TURISTI ESTERI SOPRATTUTTO SE USA E DELLA GENZ

Fattoria del Colle Trequanda la cantina piccola e familiare è la più desiderata

Fattoria del Colle Trequanda la cantina piccola e familiare è la più desiderata

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2025 di Roberta Garibaldi, conferma un dato ben conosciuto dagli esperti di enoturismo: le cantine familiari, quelle in cui i turisti possono incontrare personalmente i vignaioli sono le più amate dai turisti stranieri. Sono i wine lovers Usa (68%) ad apprezzarle maggiormente insieme ai visitatori britannici (57%) e tedeschi (49%).

I GIOVANI WINE LOVERS AMANO LE LANTINE FAMILIARI

Altissimo l’apprezzamento per le cantine familiari italiane da parte dei giovani viaggiatori statunitensi della GenZ che arrivano a indicarle come destinazione di viaggio nell’82% dei casi. Percentuali che si mantengono molto più alte rispetto a quelle dei senior anche nel caso dei giovani britannici (68%) mentre non affascinano i giovani tedeschi (33%).

ITALIA PARCO GIOCHI DEL CIBO

IL NEW YORK TIME PUNTA IL DITO SUI CENTRI STORICI ITALIANI TRASFORMATI IN MANGIFICI PER IL TURISMO DI MASSA. LA FOODIFICATION UCCIDE BOTTEGHE STORICHE E ARTIGIANI

Foodification New York Times denuncia la trasformazione dell'Italia in un luna park del cibo

Foodification New York Times denuncia la trasformazione dell’Italia in un luna park del cibo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Il turismo enogastronomico da opportunità si trasforma in killer che uccide l’anima dei luoghi perché banalizza, falsifica, si espande sulle strade e le piazze cancellando la loro bellezza. Una situazione che è sotto gli occhi di tutti, una situazione visibile in tutta la nazione. L’overtourism quest’anno è cresciuto come un’onda sospinta dall’aumento dei numeri e il calo della spesa con un visibile aumento del mordi e fuggi che ha colonizzato le città d’arte senza portare benefici economici.

FOODIFIACTION IL DEGRADO TURISTICO A TAVOLA

Tutti lo vedono e sanno che la vita dei residenti è sempre più difficile proprio a causa del turismo di massa e degli affitti brevi che hanno fatto salire i prezzi delle locazioni fuori portata per studenti, giovani coppie e persone a basso reddito. Eppure anche il tentativo di contrastare il mercato degli affitti turistici con la leva fiscale è stato fortemente contrastato dal Ministro Salvini. E intanto i centri storici si svuotano dei residenti. <<Roma, per esempio, ha perso più di un quarto dei suoi residenti e i centri di Venezia e Firenze si sono spopolati ancora più rapidamente>> scrive il GamberoRosso.
Ma c’è voluto un articolo del New York times  scritto da Emma Budola e Motoko Rich perché il grido di allarme cominciasse a diventare un coro di voci arrabbiate. “L’Italia è ormai un grande parco giochi del cibo” la foodification dei centri storici dove si mangiano pizze surgelate, Prosecco di bassa qualità, pasta precotta …. Cibi dal sapore cattivo, senza identità e legame con le tradizioni locali,  ma dall’aspetto instagrammabile.

FESTA DI BIBENDA DEDICATA A PAOLA SIMONETTI

E’ SEMPRE BELLO ANDARE A RICEVERE UN PREMIO – IN QUESTO CASO PER IL BRUNELLO PRIME DONNE 2020 – MA QUESTA VOLTA VADO A RICORDARE UN’AMICA E UNA DONNA STRAORDINARIE

Bibenda 2025 5 grappoli per il Brunello 2020 Prime Donne

Bibenda 2025 5 grappoli per il Brunello 2020 Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

La festa per i 5 Grappoli della Guida Bibenda 2026 è uno degli appuntamenti più belli dell’anno per chi produce vino. Si svolge nella splendida cornice dell’Hotel Rome Cavalieri in un immenso salone arricchito da allestimenti sfavillanti, musica e personalità dello spettacolo e delle istituzioni.

PAOLA SIMOTETTI L’ANIMA DELLA GUIDA BIBENDA

Quella di quest’anno è la 28° edizione della Guida e della sua festa di presentazione. L’ultima guida curata da Paola Simonetti, perché lei ci ha lasciato l’8 novembre scorso.
Era lei l’anima della Guida Bibenda, il librone con all’interno 700 cantine italiane. Un volume curato impeccabilmente nei contenuti come nella grafica. Eppure, durante tutte le edizioni della “Festa dell’abbraccio” Paola rimaneva sempre in disparte lasciando tutto il palcoscenico al marito Franco Ricci vulcanico capo di FIS Fondazione Italiana Sommelier – Bibenda. Era sempre stato così. Paola e Franco Ricci hanno lavorato fianco a fianco per decine d’anni promuovendo, ispirando e spingendo la qualificazione del vino italiano ma era lui ad andare sotto i riflettori. Franco irruento e entusiasta, Paola pacata e tenace. Una coppia che ha saputo costruire tanto e bene per il vino italiano.
E ora che Paola non c’è più ho partecipato alla festa Bibenda 2026 in suo onore per dirle grazie.

FINE LA PRIMA FIERA DELL’ENOTURISMO È STATA UN SUCCESSO

#WINETOURISM MARKETPLACE ITALY A RIVA DEL GARDA HA UNITO B2B A CONVEGNISTICA FACENDO INCONTRARE I MANAGER DELLA WINE HOSPITALIY A ESPERTI, GIORNALISTI E BUYER

Fine prima fiera dell'enoturismo italiano a Riva del Garda

Fine prima fiera dell’enoturismo italiano a Riva del Garda

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne a Montalcino 

Violante Gardini Cinelli Colombini ha partecipato a Fine, prima fiera sull’enoturismo,  in qualità di Presidente del Movimento del Turismo del Vino presentando l’indagine 2025 realizzata con Ceseo che ha rivelato, per la prima volta, le specificità delle cantine turistiche nelle varie zone d’Italia.

FINE UN SUCCESSO SOPRA LE ATTESE PER LA PRIMA FIERA ITALIANA SULL’ENOTURISMO

Forti dell’esperienza alla Feria de Valladolid, gli organizzatori di Fine hanno realizzato un ottimo borsino che ha consentito a ogni azienda di incontrare decine di operatori scelti incrociando le esigenze delle singole cantine con le richieste di ogni tour operator. Ha invece sconcertato molti manager della wine hospitality la richiesta di esperienze oltre il vino e la degustazione. Circostanza questa che lascia immaginare un futuro prossimo in cui il <<vino deve, quindi, abbandonare la centralità della proposta e lasciare spazio ad altre esperienze che – per consolidare il rapporto con l’enoturista – devono essere dense di empatia e di autenticità>> come ha scritto WineNews.

EVENTO ENOTURISTICO DI SUCCESSO (2)

ORGANIZZAZIONE DI UN EVENTO ENOTURISTICO, COSA FARE PRIMA DURANTE E DOPO L’INIZIATIVA PER TRASFORMARE I VISITATORI IN CLIENTI ABITUALI E REPEATERS

eventi enoturistici in cantina Fattoria del Colle Toscana

eventi enoturistici in cantina Fattoria del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

E’ molto importante organizzare in anticipo ogni aspetto di un evento: sedie, frigo per servire i vini alla temperatura perfetta, piano B in caso di pioggia, cibo per vegetariani e celiaci …. Solo preordinando ogni cosa è possibile affrontare senza affanno gli inevitabili imprevisti dell’ultim’ora ed essere rilassati e sorridenti intrattenendo gli ospiti.
Io sono una maniaca dell’organizzazione e scrivo il piano per gli eventi principali un mese prima con la dettagliata indicazione di quando e chi deve fare ogni singola azione. Viene riguardato da due collaboratori e poi distribuito alle persone coinvolte con grande anticipo. Dopo l’evento segno gli errori per fare meglio nel futuro.
Va ricordato che l’evento deve essere instagrammabile e quindi avere abbastanza colore e “colpo d’occhio” oltre a angoli adatti a selfie e foto. Le luci colorate sono utilissime di notte per dare un tocco magico alla cantina pur rispettando la sua dignità. Sono utili anche le cornici per selfie che servono per ricordare ai clienti l’hashtag da inserire nelle foto postate nei social. Questo consente poi di coinvolgere i partecipanti nelle stories e nella fotogallery aziendale.

ADDIO MAURO

OGGI ABBIAMO DETTO ADDIO A MAURO GUERRINI UN UOMO DAL CUORE GRANDE CHE HA DATO TANTO A MONTALCINO E ALLA SUA GENTE

Mauro Guerrini Sindaco di Montalcino

Mauro Guerrini Sindaco di Montalcino

Quando penso a lui mi vengono in mente soprattutto due episodi. Non so perché la mia memoria si ferma su due fatti apparentemente insignificanti fra i tanti momenti che abbiamo vissuto insieme nel corso degli anni.

Il primo è del 1988. Mauro Guerrini era il direttore didattico delle scuole primarie di Montalcino e mia figlia Violante frequentava il piccolo asilo di Castelnuovo dell’Abate, una frazione con poche centinaia di abitanti. Prima di Natale i bambini facevano il loro saggio e io arrivai in ritardo. Mi fecero sedere davanti ed io mi resi conto che Mauro era in piedi in fondo alla sala. Dopo la recita, mentre consumavamo la merenda preparata dalle maestre gli dissi che ero imbarazzata per essermi seduta al suo posto ma lui mi sorrise e scosse la testa come dire <<ma che importanza ha? Siamo qui per i bambini>>

Ma Mauro era così, non aveva bisogno di stare in prima fila perché tutti lo stimassero e lo rispettassero. Bastava la sua competenza di pedagogista. E’ stato lui a creare, a Montalcino, un sistema scolastico all’avanguardia modellato sui bisogni del territorio. 

GLI OTTIMI RATING DI MICHAEL GODEL

 IL MAGGIOR ESPERTO CANADESE SUL BRUNELLO PREMIA I VINI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI CON STRAORDINARI PUNTEGGI E IL SUO PREFERITO È LA SELEZIONE IOsonoDonatella

Brunello Di Montalcino DOCG 2021, Brunello Riserva DOCG 2020 e Brunello Prime Donne DOCG 2021 Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini Toscana

Brunello Di Montalcino DOCG 2021, Brunello Riserva DOCG 2020 e Brunello Prime Donne DOCG 2021 Casato Prime Donne Donatella Cinelli Colombini Toscana

Da molti anni il famoso critico canadese  Michael Godel trascorre lunghissimi periodi a Montalcino. Ha visitato la maggioranza delle cantine del Brunello assaggiando tutti i loro vini. Ha quindi una conoscenza profonda dei luoghi, delle persone e delle diverse filosofie produttive del Brunello compresa la sua evoluzione nel tempo. Ottenere un giudizio positivo da lui è un grande onore e una grande soddisfazione.
Donatella Cinelli Colombini ha accolto con grande gioia i punteggi stellari 96,95,95,94, 93 attribuiti da Godel a cinque dei suoi Brunello. Questi vini sono nati al casato Prime Donne di Montalcino nella parte nord della collina di Montalcino dove il terreno ricco d’argilla è più freddo e crea le condizioni ideali per la maturazione graduale dell’uva.

 

ENOTURISMO IN NORD EST E IN TRENTINO

ACCOGLIENZA FAMILIARE, PREZZI CONTENUTI, POCHI EVENTI E CHIUSURA DOMENICALE QUESTI I CARATTERI DELLE CANTINE TURISTICHE DEL NORD EST E SOPRATTUTTO DEL TRENTINO

Gairhof vigneti Trentino

Movimento Turismo del Vino-Trentino-profilo delle cantine turistiche CESEO

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

I profili dell’accoglienza turistica nel Nord Est e specificamente in Trentino è stratta dall’indagine nazionale 2024 sulle cantine del Movimento Turismo del Vino. Un’analisi effettuata da Antonello Maruotti professore ordinario di statistica dell’Università Lumsa di Roma e presidente del comitato scientifico di CESEO centro studi enoturistici e oleoturistici. Per la prima volta delinea le differenze e le peculiarità di ciascun territorio nell’accogliere i visitatori in cantina. Mostra come i caratteri specifici di ogni area si rispecchino in modo fedele anche della wine hospitality: più ospitali, festaioli e propensi ad abbinare il vino con i cibi tipici a Sud. Più attenti a valorizzare il paesaggio e la cultura, diversificare l’esperienza ma anche più cari in Toscana. Più pragmatici o orientati sull’assaggio in Friuli Venezia Giulia mentre in Trentino l’accoglienza in cantina diventa più familiare e meno costosa, meno “fantasiosa” e valorizzata da eventi ma anche meno accessibile la domenica.
Questo il panorama di un turismo del vino che cambia nelle diverse parti d’Italia con regioni dove le cantine hanno anche investito in modo importante sui punti vendita, le sale da degustazione, le infrastrutture di somministrazione e pernottamento…. A fronte di un comune e crescente interesse nell’enoturismo si cominciano a delineare caratteri peculiari di ogni zona che da un lato vanno accentuati per diversificare l’offerta e dall’altro lato vanno corretti nei comportamenti controproducenti.

DAL SOGNO ALL’INCUBO DELLE STELLE MICHELIN

ALBERTO LUPINI CI RACCONTA IL PASSAGGIO DAL SUCCESSO ALLA CHIUSURA DI 18 RISTORANTI STELLATI ITALIANI NEL 2024 SINTOMO DI UNA CRISI CHE TOCCA TUTTA LA RISTORAZIONE

Giorgio-Pinchiorri

Giorgio-Pinchiorri

DI Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nemmeno l’alta ristorazione si salva dalla crisi che sembra aggredire tutto il settore dei pubblici esercizi italiani: tra il 2023 e il 2024 hanno chiuso 18 ristoranti stellati nel nostro Paese. La guida Michelin 2025, inoltre, ha tolto la stella ad altri 16 locali e questo grande cambiamento mostra come un certo modello di alta ristorazione non sia più sostenibile. Chef che diventano cuochi a domicilio oppure aprono ristoranti alternativi. Affitti stratosferici, enorme difficoltà nel trovare il personale, guide con aspettative sempre più alte …. I motivi sono tanti ma il risultato è il passaggio dal sogno della stella Michelin all’incubo dei conti da pagare.
L’elenco dei ristoranti stellati che hanno chiuso nel 2024 è molto lungo e triste. Fra di essi “Viva” di Viviana Varese a Milano, “Bianca sul Lago” di Emanuele Petrosino a Oggiono (Lc), “Cannavacciuolo Cafè e Bistrot” a Novara, “Locanda Tamerici” di Ameglia (Sp), “Dal Corsaro” di Cagliari, “Somu” di Baja Sardinia (Ss)

LA STELLA MICHELIN COSTA PIU’ DI QUANTO RENDE

Aveva fatto scalpore, nel gennaio 2025 il cartello “vendesi” fuori del ristorante Bros di Lecce che dal 2018 faceva brillare una stella Michelin a Lecce. Grazie agli chef Floriano Pellegrino e Isabella Potì aveva portato un messaggio di rinnovamento nella proposta gastronomica salentina. I due titolari parlano di “pausa creativa” prima di tornare con un progetto ancora più ambizioso e più vicino ai loro ideali gastronomici, ma intanto hanno tirato giù la saracinesca.

L’ARCHEOLOGIA NEL BICCHIERE: IL VINO DELLA MAGNA GRECIA

LANÒ VINO FATTO COME NELLA MAGNA GRECIA DI 2500 ANNI FA DAI FRATELLI BRUNO E CARMELO TRACLÒ A BOVA NEL SUD DELLA CALABRIA DOVE ANCHE LA LINGUA E’ GRECO CALABRO

Lanò vino fatto come 2500 anni fa nella Magna grecia

Lanò vino fatto come 2500 anni fa nella Magna Grecia

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

L’area dove si trova la cantina si chiama Bovesìa ed è a ridosso dell’Aspromonte. Qui gli anziani parlano il greco calabro eredità delle colonie greche dell’epoca pre romana. Un’eredità viva ma ormai fragile che rimanda a 2500 anni fa e spiega perché due produttori di vino hanno sentito il bisogno di produrre Lanò che in greco calabro vuol dire palmento – pressa da vino in pietra di tipo tradizionale.

LANO’ UN VINO FATTO COME 2500 ANNI FA

In effetti la famiglia Traclò ha un palmento di 200 anni che il cuore della loro cantina. La vigna è a 600- 700 metri sul mare, poco più di un ettaro su quattro terrazze. Le viti sono ad alberello coltivate “come si è sempre fatto” senza chimica e con tanta manualità. Ci sono le vecchie varietà piantate dal nonno che comprò la terra dal Vescovo di Bova: Nerello mascalese, detto qui Mavreli, il Castiglione, la Lacrima piccola di Bova, la Nocellara, la ‘Ntsolia (Inzolia), il Guardavalle, la Tundhulidda. Quest’ultima è quasi estinta.
Il vino Lanò nasce fermentando tutte insieme queste uve senza aggiungere lieviti ma lasciando che la vinificazione avvenga spontaneamente come succedeva nel passato. Unica concessione alla modernità i tini da fermentazione in acciaio ma senza controllo della temperatura. Il vino rimane due anni in tini d’acciaio e sei mesi in bottiglia. La cantina è nell’abitazione familiare all’interno del Paese di Bova.

                                                                       
Cinelli Colombini
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