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PER CAPIRE IL VINO BISOGNA ASSAGGIARLO CON CALMA

BASTA GUARDARE, ANNUSARE E POI METTERE IN BOCCA UN SOLO SORSO DA SPUTARE PER GIUDICARE UN VINO? QUANTO E’ IMPORTANTE BERE IL VINO CHE SI ASSAGGIA?

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Per capire interamente un vino bisogna berlo oppure basta metterlo in bocca e sputarlo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

In effetti anche le mie enologhe assaggiano senza inghiottire quando devono controllare decine e decine di botti in un solo giorno. Tuttavia anche loro, quando arrivano vicini al vino definitivo, rallentano le degustazioni e bevono. Questo perché, per essere sicuri della propria valutazione bisogna dedicare più di un sorso e più di pochi minuti, allo stesso vino, e soprattutto deglutirlo.
Occorre ricordare che gli enologi cercano i difetti mentre i sommelier, i critici e i consumatori cercano nel calice soprattutto i pregi. E nella ricerca del piacere la fretta è sempre controproducente.
Altro elemento da considerare è il carattere gastronomico di certi vini che nascono per accompagnate il cibo per cui assaggiarle da soli può sfalsare il giudizio. Le bottiglie italiane sono quasi tutte così e infatti i clienti le consumano durante i pasti. Questo le penalizza nelle degustazioni in serie soprattutto se si tratta di assaggi bendati. Sono stata giurata in un concorso enologico internazionale in Canada e ricordo benissimo come la mia commissione desse punteggi più bassi ai vini con personalità distintiva, cioè penalizzasse quei fuori classe che escono dal coro e piacciono ai wine lovers proprio per quello. Ottenevano punteggi alti i vini classici e potenti.
Per questo è giusto chiedersi se l’assaggio seriale è ancora capace di individuare le eccellenze e a questo argomento è dedicato un articolo di WineNews con le interviste al critico Jacky Rigaux, al produttore Roberto Conterno autore del leggendario Barolo Monfortino Riserva e agli agronomi Lydia e Claude Bourguignon.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI FANNO PAURA ALLE VIGNE ITALIANE

GLI EFFETTI DEL NUOVO CLIMA SUI VIGNETI SONO DISOMOGENEI MA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO L’EUROPA DOVE I GIORNI SOPRA I 35°C E LE TEMPERATURE MASSIME SONO AUMENTATI

Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

Ribera-del-Duero- ZONA MOLTO CALDA E MOLTO ARIDA A CAUSA DEL NUOVO CLIMA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Dall’Università della British Columbia, in collaborazione con l’Inrae e l’Institut Agro, arriva una ricerca pubblicata su “Plos” che indica dove il nuovo clima fa più danni nei vigneti. Ci sono zone molto colpite come California, Francia meridionale, Spagna settentrionale e Italia; Barossa in Australia; Stellenbosch in Sudafrica; e Mendoza in Argentina.
Altri territori invece accrescono il loro potenziale come il sud della Gran Bretagna, Stato di Washington, Oregon e Tasmania.
In linea di massima il 70% del “vigneto storico” potrebbe essere abbandonato prima della fine del secolo perché, nonostante i cambiamenti nelle varietà e nelle tecniche di coltivazione, i costi di produzione per ottenere uve di alta qualità potrebbero essere troppo alti.

IN FRANCIA L’AUMENTO DELLE TEMPERATURE MASSIME E’ DI 3°C MENTRE IN ITALIA DI 2

Le zone costiere e pianeggianti di Francia, Spagna, Italia, Grecia e California meridionale sono le più colpite dal caldo e dalla siccità. In queste aree il 90% dei vigneti potrebbe scomparire. Si tratta dei distretti viticoli dove le temperature salgono oltre i 35°C per molti giorni.

POLPETTE AVVOLTE O INVOLTINI DI CAVOLO

PIATTO ANTICO E TRADIZIONALE DELLA CAMPAGNA TOSCANA. POCO COREOGRAFICO E MOLTO SAPORITO, SERVONO STOVIGLIE DECORATE PER MOSTRARLO BELLO OLTRECHÈ BUONO

A Montalcino le “pulpette avvolte” sono il tradizionale panino della festa dei bianchi cioè della Misericordia, l’ultima domenica di agosto. In realtà sono involtini molto saporiti mentre le vere polpette avvolte sono un piatto povero e saporitissimo che viene preparato in primavera e in autunno quando nell’orto sono pronti i cavoli verza.
Ha il vantaggio di poterlo preparare il giorno prima e scaldarlo all’ultimo momento portando in tavola un sapore antico e intenso

INGREDIENTI DELLE POLPETTE AVVOLTE TOSCANE

Ingredienti polpette avvolte - Fattoria del Colle, Trequanda - Toscana

Ingredienti polpette avvolte – Fattoria del Colle, Trequanda – Toscana

Per 4 persone: 15 foglie di verza, 500 g di carne macinata,100 g di pancetta salata, 1uovo, 50 g di parmigiano reggiano, mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo di latte, due fette di pane, sale, pepe una spolveratina di noce moscata

IL VINO ARGENTINO NON È SOLO MALBEC

LIZA B. ZIMMERMAN SPIEGA IL MALBEC CHE SI ASSOCIA ALL’ARGENTINA COME IL TANGO E L’ASADO MA HA BISOGNO DI RINNOVARSI DOPO AVER DIMEZZATO IL SUO EXPORT USA

Malbec principale vitigno argentino

Malbec principale vitigno argentino
Malbec principale vitigno argentino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Secondo SipSource di Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA) il Malbec rappresenta l’87% dei vini rossi argentini e il 73% di quelli esportati in USA. La cosa strana è che il Malbec rappresenta solo il 23% del vigneto argentino. Circostanza che fa scrivere a Liza B.Zimmerman <<mi chiedo se convenga agli argentini mettere letteralmente tutte le loro uve in un unico paniere chiamato Malbec>>.

UN BINOMIO PERFETTO; MALBEC E CARNE ARGENTINA ALLA BRACE

La devozione dei produttori argentini al Malbec è forte e i loro vigneti “con vista sulle Ande” producono vini straordinariamente longevi, potenti e vellutati. La tavola argentina ha nell’abbinamento fra il Malbec e lo spiedo di carne un vero caposaldo. Del resto la carne argentina da animali allevati bradi (civiltà dei gaucho) è di qualità stratosferica e la cottura sulla brace -asado- eseguita in questo Paese è giunta a livello di arte.

Il punto è capire se conviene alle cantine argentine puntare su unico vitigno,specialmente quando il suo gusto si lega a una moda ormai al tramonto. I campanelli di allarme suonano: il valore del vino argentino esportato negli Stati Uniti è diminuito di quasi il 50% negli ultimi 12 anni.

L’ABBRONZATURA IN CAMPAGNA E’ MEGLIO

ELOGIO DELLA TINTARELLA DEL MATTINO PRESA SUI PRATI GUARDANDO I PANORAMI E LASCIANDOSI CULLARE DAL VENTO, GLI ODOTI E I SUONI DELLA NATURA CHE SI SVEGLIA

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne 

Vi ricordate l’epoca in cui gli agriturismi venivano prenotati solo se avevano la piscina? Noi, alla Fattoria del Colle ne abbiamo tre ma spesso sono vuote. I turisti spesso preferiscono i parchi.
E vi ricordate quando andavamo in spieggia alle 11 per metterci distesi al sole prima di fare il bagno? Oggi un comportamento simile sembra uno sberleffo ai dermatologi.
La situazione è molto cambiata con l’innalzamento delle temperature e soprattutto con il buco nell’ozono della stratosfera che lascia passare un maggior numero di raggi UVB con un conseguente aumento delle radiazioni solari pericolose per la pelle, gli occhi e le difese immunitarie.

I PANNELLI SOLARI NEI VIGNETI

IL PROFESSOR STEFANO PONI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI PIACENZA SPERIMENTA PANNELLI SOLARI SOPRA I VIGNATI. ALTRI IMPIANTI DAI MURATORI E DA CAVIRO

agrivoltaico sui vigneti Caviro

agrivoltaico sui vigneti Caviro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il progetto mira a verificare la qualità delle uve nate sotto i pannelli solari installati nelle vigne. Protagonista il Professor Stefano Poni dell’Università Cattolica di Piacenza che l’ha raccontato a Giulio Somma e Flavia Rendina del Corriere Vinicolo.
Le prospettive sembrano ottime: nessun danno alla qualità e quantità delle uve, ottimo risparmio in bolletta e minimo danno paesaggistico. Insieme alle sperimentazioni del Professor Poni ci sono le testimonianze di due aziende che stanno già usando l’agrivoltaico sul vigneto : Muratori è la prima e Caviro la più grande.

VANTAGGI E PROBLEMI DEI PANNELLI SOLARI NELLE CAMPAGNE

Il fotovoltaico ha luci e ombra: il blackout stagnolo da un lato e dall’altro i continui appelli del settore produttivo per il caro bollette che strozza imprese e famiglie. Poi c’è il problema dell’impatto ambientale di colline coperte da pannelli solari che hanno scatenato le ire di comuni e regioni preoccupate per l’integrità del paesaggio in relazione al probabile impatto sul turismo.

UN SUGGERIMENTO CONTRO LA CRISI DEL VINO

DAL PRAGMATISMO DI FRESCOBALDI AGLI ATTACCHI AI RISTORATORI DI CENTINAIO FINO AL SUGGERIMENTO DI UNA CAMPAGNA TELEVISIVA SULLA DIETA MEDITERRANEA CON IL VINO

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

Senatore Centinaio contesta i rincari dei vini nelle carte dei ristoranti

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Come sempre il pragmatismo di Lamberto Frescobaldi apre la mente. Lo ha fatto quando ha avvertito che un’eventuale politica di espianti dei vigneti sarebbe stata efficace solo se circoscritta a vigneti molto produttivi e poco qualitativi. Non a quelli qualitativi a basse rese delle colline.
Così come ora è assolutamente condivisibile il suo monito a <<guardare ai consumi finali, non alle spedizioni>> facendo riferimento all’inopportuno trionfalismo di chi si è ventato dei successi dell’export 2024 senza considerare che erano ingenerati dalla paura dei dazi USA. Bravo Lamberto, coraggioso e chiaro.

CALANO LE VENDITE, I PREZZI DEI VINI E I PREZZI DEI VIGNETI IN FRANCIA

La situazione del vino è grave. Quello che è successo a Bordeaux con il calo dei prezzi dei vini, l’espianto di migliaia di ettari e il crollo del valore dei vigneti (-18,4% di media a Bordeaux e meno 1,1% in tutti i vigneti francesi) è solo la punta dell’iceberg. L’ondata di crisi arriva o arriverà presto su tutte le cantine del mondo.

PER UN GRANDE VINO BIANCO DELLA TOSCANA CENTRALE

18 LUGLIO GIORNATA DI STUDIO CON UN OBBIETTIVO AMBIZIOSO: INDIVIDUARE I VITIGNI E I PROCESSI PRODUTTIVI CAPACI CREARE UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA CENTRALE

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

L’appuntamento solennizza la riapertura dell’Enoteca Italiana sotto la guida di Elena D’Aquanno nella Fortezza Medicea di Siena, dopo oltre dieci anni dalla chiusura. Vuole anche mettere in luce il potenziale scientifico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino nata a Siena il 30 luglio 1949 e rimasta in questa città fino alla fine del Novecento. E’ insomma una riaffermazione del ruolo di Siena come capitale e motore di un grande distretto vitivinicolo su cui lavorano il Sindaco Nicoletta Fabio e il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi e della presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile Elisa Marcheselli.

PERCHE’ C’E’ BISOGNO DI UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA INTERNA?

Un progetto ambizioso che trova sostanza in una giornata importante per la Toscana del vino. <<La regione ha una prevalenza di vigneto a bacca rossa dominato dal Sangiovese (65%), mentre il mercato italiano e internazionale si stanno indirizzando sui vini bianchi>> dice Donatella Cinelli Colombini, Delegata delle Donne del Vino della Toscana, a cui parte l’iniziativa della giornata di studi del 18 luglio. <<Questa criticità è fra le ragioni del calo di vendite delle cantine toscane che prosegue dal 2022>>. La costa toscana produce con successo Vermentino e Ansonica mentre lo storico vitigno bianco della zona interna, il Trebbiano Toscano (6,5% del vigneto regionale) è l’unico vitigno bianco italiano a perdere ettari (-5% fra il 2005 e il 2021). Un abbandono forse collegabile alla mancanza di una selezione clonale e all’uso di metodi produttivi incapaci a fare emergere il suo potenziale qualitativo.

COME CONSERVARE I BICCHIERI DA VINO

I BICCHIERI VANNO CONSERVATI ROVESCIATI E MESSI IN TAVOLA DRITTI. PICCOLI ACCORGIMENTI PER GESTIRE I CALICI NEL MODO MIGLIORE

bicchieri-da-vino-in-tavola-al-ristorante-della-Fattoria-del-Colle

i bicchieri si conservano capovolti e si mettono in tavola dritti

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Vi è mai capitato di tirare fuori i bicchieri dalla cristalliera e doverli rilavare tutti? Il problema più diffuso è l’inquinamento trasmesso per via aerea dal mobile. Quasi tutto il legno antico ha subito un restauro oppure è stato rivestito con tessuto o carta. Spesso i prodotti usati, dalle colle agli sbiancanti, hanno contaminato le superfici che rilasciano TCA tricloroanisolo cioè la sostanza che conferisce al vino il cosiddetto sentore di tappo. Bastano pochi giorni e i bicchieri si inquinano, riempiendoli d’acqua non succede niente ma versandoci il vino lo rendono imbevibile.
Bisogna scegliere il mobile giusto per conservare il vino e generalmente sono più sicuri quelli moderni in metallo e vetro.
Altro contenitore da evitare sono le scatole di cartone. Specialmente se i bicchieri vi vengono riposti quando sono ancora umidi oppure se i cartoni sono conservati in un locare umido i calici assumono uno sgradevole odore di muffa che passerà nel vino. Purtroppo, il carattere igroscopico del cartone non aiuta.

ANTINORI UN GIGANTE CHE SEMBRA PICCOLO

ANTINORI UN FUTURO ANTICO: SEMBRA UNA BOUTIQUE E INVECE È UN COLOSSO INTERNAZIONALE PERCEZIONE ESTERNA E REALTÀ PRODUTTIVA DELLA REGINA DEL VINO ITALIANO

Corrado-Clini-Piero-Antinori

Corrado-Clini-Piero-Antinori inaugurazione della cantina Antinori nel Chianti Classico

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Mi ricordo che Ezio Rivella mi raccontò <<mi dissero “Banfi è troppo grande per fare buoni vini” e io risposi “secondo lei qual è la dimensione giusta per una cantina importante che vuole produrre grandi vini?” e mi dissero Antinori. Mi misi a ridere magari Banfi fosse grande come Antinori!>>.

I MARCHESI ANTINORI SEMBRANO UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI TOSCANI INVECE SONO UN COLOSSO INTERNAZIONALE

Questo racconto spiega bene la percezione di Antinori da parte del grande pubblico: un’impresa familiare, che produce vino eccezionali e rari. Non sembra il colosso internazionale che è in realtà. Corroborano questa immagine lo stile disinvolto, molto alla mano, di Piero Antinori e delle sue tre figlie. Vestiti semplici, auto normali, comportamenti gentili …. L’opposto esatto di chi si dà delle arie..
Anche esplorando il sito è difficile farsi un’idea: sono visibili le 7 tenute della Toscana quelle in Umbria e in Franciacorta ma manca Jermann e Prunotto manca Malta, le tenute in Cile e California…. 

RAPPORTO COOP 2024

IL RAPPORTO COOP È UN’ANALISI SOCIOLOGICA ED ECONOMICA CHE AIUTA A CAPIRE LA DINAMICA DEI CONSUMI E SOPRATTUTTO APRE LA MENTE E GLI OCCHI SUL MONDO

Rapporto-Coop-2024

Rapporto-Coop-2024

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination,  Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il panorama mondiale è sconfortante e non potevamo aspettarci un Rapporto Coop zuccheroso. Il bravissimo Albino Russo non aggiunge paure ma conferma la criticità dei dati geopolitici mostrandoci come modificano i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.
Il saggio descrive la sfiducia nelle istituzioni e soprattutto nella democrazia che delude con il suo troppo parlare e poco decidere. Questo è soprattutto vero riguardo alle scelte ambientali mentre cresce la consapevolezza di essere in ritardo. Siamo in quel 10% fortunato della popolazione mondiale che, tuttavia, produce il 50% del gas serra. Abbiamo dunque delle responsabilità e dei doveri.
Lo scorso anno ci sono state elezioni in 76 Paesi dove vive la metà della popolazione mondiale. Emerge un nuovo protagonismo femminile. “Politico Europe” ha messo Giorgia Meloni al primo posto nella classifica “Ranking the most influential people in Europe: class of 2025

ALLUMINIO IN CUCINA: MEGLIO DI NO

DA ANNI SAPPIAMO CHE LE PENTOLE DI ALLUMINIO POSSONO RILASCIARE COMPONENTI TOSSICHE NEL CIBO MA ANCHE LA PELLICOLA METALLICA È PERICOLOSA IN COTTURA E A CONTATTO

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l'alimento e foglio di alluminio all'esterno

cottura corretta in forno con carta da forno a contatto con l’alimento e foglio di alluminio all’esterno

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestnation, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Amo più le super massaie che gli chef stellati, ma in questo caso c’è da imparare da loro. Evitano il contatto fra il foglio di alluminio e gli alimenti sia in forno che nella conservazione perché gli acidi come limone o sottaceti potrebbero ingenerare delle contaminazioni. Controllate le loro ricette e vedrete.
Si tratta di un insegnamento prezioso che ciascuno dovrebbe fere suo e portarselo in cucina. Un articolo di Eugenio Marini in Gamberorosso Notizie entra nel dettaglio con abbondanza di esempi.

PROFILO DELLE CANTINE TURISTICHE NEL SUD ITALIA

PRESENTATA A SICILIA EN PRIMEUR L’INDAGINE CESEO CURATA DA ANTONELLO MARUOTTI SUL MODELLO ENOTURISTICO DEL SUD ITALIA “DALLA VIGNA ALLA VETRINA DIGITALE”

Assovini Sicilia en primeur Dario Stefano e Antonello Maruotti presentano l'indagine Ceseo sulle cantine turistiche meridionali

Assovini Sicilia en primeur Dario Stefano e Antonello Maruotti presentano l’indagine Ceseo sulle cantine turistiche meridionali

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Il Presidente del Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo CESEO, Onorevole Dario Stefano e il Professor Antonello Maruotti ordinario di Statistica all’Università Lumsa di Roma hanno presentato l’indagine “Dalla vigna alla vetrina digitale” il 9 maggio, in occasione di Sicilia En primeur. L’evento è organizzato ogni anno da Assovini Sicilia per presentare la nuova annata e le maggiori cantine siciliane a stampa internazionale e opinion leader. Costituisce un appuntamento importante per tutti quelli che amano, giudicano o commercializzano in vino italiano.
In questa prestigiosa cornice Ceseo ha presentato la prima analisi sulle distinzioni che caratterizzano l’offerta enoturistica italiana nelle varie zone d’Italia traendo i dati dall’ indagine effettuata nell’autunno scorso a cui hanno risposto 237 cantine del Movimento Turismo del Vino.

CARATTERISTICHE DELL’OFFERTA ENOTURISTICA DEL SUD ITALIA

L’enoturismo del Sud si caratterizza con un approccio diverso rispetto a quello del Nord Est improntato sul pragmatismo e la vendita del vino oppure di quello del Centro dove il paesaggio domina l’offerta. Se dovessimo definire con una parola il turismo del vino dell’Italia Meridionale potremmo chiamarlo “accogliente” perché propone un modello innovativo che unisce eventi, e-commerce e uno stile coinvolgente che usa l’abbinamento con i cibi tipici per creare un forte coinvolgimento dei visitatori.
Se lo stile ospitale e festoso non stupisce perché corrisponde alla cultura del Sud d’Italia sorprende invece la maggiore attenzione all’uso del digitale rispetto alle altre zone del Paese. Nell’insieme propone un modello molto efficace che unisce la capacità di intercettare i giovani con l’istaurazione di un forte legame emotivo che trasforma i visitatori in repeaters cioè clienti che tornano o ricomprano online.

I 10 VINI PIÙ DESIDERATI DEL 2025

QUALI SONO I VINI CHE I WINE LOVERS SOGNANO?  MAGARI NON SE LI POSSONO PERMETTERE OPPURE STANNO PER COMPRARLI IN ENTRAMBI I CASI LI CERCANO SU WINE SEARCHER

Château Mouton Rothschild secondo vino più desiderato del mondo

Château Mouton Rothschild secondo vino più desiderato del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Wine Seracher è il repertorio più grande del mondo di vini e rivendite, offre notizie a chi è solo affascinato dalle bottiglie da mito e a chi sta per consegnare la carta di credito per un acquisto con molti zeri ma vuole sapere se, in altre parti del mondo, il prezzo è più conveniente. Ecco perché Don Kavanagh, usando l’enorme data base di Wine Searcher è in grado di darci l’elenco delle bottiglie di vino più desiderate dell’anno.

I VINI PIU’ DESTIDERATI SONO DA ANNI SEMPRE GLI STESSI E QUESTO DOVREBBE FAR RIFLETTERE SULLA RENDITA DI POSIZIONE DI CUI GODONO

Visti i grandi cambiamenti politici, economici e di stile di vita, degli ultimi 20 anni, ci sarebbe da aspettarsi una rivoluzione nell’Olimpo del vino. Invece no! << Se esistesse un premio per la coerenza, andrebbe sicuramente alla nostra lista dei vini più ricercati al mondo>> commenta Don Kavanagh
All’inizio, nel 1999 vincevano i vini più popolari come il Cloudy Bay Sauvignon Blanc. Poi gli appassionati hanno cominciato a capire le enormi potenzialità di Wine Searcher e le ricerche si sono concentrate sui First Growth di Bordeaux con qualche intruso proveniente da Champagne, Borgogna e Toscana. Alla fine l’esito della classifica sembra quasi scontato <<chiunque abbia anche solo un minimo di interesse per il vino sarebbe in grado di nominare alcuni potenziali candidati >>.

                                                                       
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