LA CANTINA TURISTICA FUORI E DENTRO (2)

LA CANTINA TURISTICA FUORI E DENTRO (2)

L’ASPETTO ESTERNO DELLA CANTINA E’ PIU’ IMPORTANTE DI QUANTO SEMBRI PERCHE’ CREA ASPETTATIVA E DEVE DARE UNA PRIMA IMPRESSIONE POSITIVA E DUREVOLE

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Château Margaux-

l’ingresso delle grandi cantine francesi Château Margaux-

Le grandi cantine francesi creano un’atmosfera di attesa fino dalle cancellate d’ingresso, quelle sudafricane si fanno precedere da giardini fioriti … invece in Italia spesso l’esterno delle cantine è trascurato e in completo contrasto con la cura dell’interno. Io sono fra i detrattori dei pratini all’inglese che sottraggono acqua alla nostra terra sempre più assetata. Così come sono contraria all’eccesso di illuminazione esterna che, di notte, fa sembrare le aziende agricole come alberi di Natale. Un effetto che rovina il paesaggio.

ILLUMINAZIONE E INQUINAMENTO LUMINOSO

Consiglio di puntare sugli alberi e cespugli tipici della zona e limitare l’illuminazione a quella necessaria, ma abbondare in fiori e sedili in modo da far sentire benvenuto il visitatore. Soprattutto bisogna porre tanta attenzione all’ordine, i cestini per le cartacce non sono mai abbastanza. L’illuminazione esterna va fatta con discrezione ma va fatta. Serve a valorizzare la bellezza del luogo ed a evitare che qualcuno cada facendosi male. Incidenti che comunque avvengono per cui è indispensabile un’assicurazione.
Chi abita in città non è abituato al terremo sconnesso della campagna e inciampa con facilità, inoltre teme i luoghi bui. Per questo è importante illuminare i percorsi e soprattutto le scale.

ARREDO ESTERNO

L’arredo degli esterni ha accresciuto la sua importanza durante il covid quando moltissime cantine allestirono delle aree per degustazioni e pranzi all’aperto. Il vantaggio di assaggiare il vino davanti ai panorami ha poi spinto tante imprese a potenziare il dehors. Terrazze, gazebo, tavoli e sedie, anche per cene nella vigna, sono diventati sempre più diffusi e ricercati da chi viaggia.
E’ molto importante segnalare i punti panoramici e magari metterci una cornice oppure un’insegna in modo che il visitatore si faccia un selfie e lo posti. E’ un modo per farsi conoscere e creare una catena umana che fa crescere i visitatori. Inoltre fidelizza il visitatore facendolo entrare nella famiglia aziendale.

I PARCHEGGI

Il parcheggio ha un ruolo strategico. Deve essere abbastanza grande per ospitare il numero massimo di visitatori della cantina (anche negli eventi) e consentire ai bus di fare manovre per ripartire.
Cementificare la campagna è da evitare ma livellare il terreno e coprirlo di ghiaia, in modo che i visitatori non si sporchino nelle pozzanghere, è decisamente opportuno. Con le roventi estati del terzo millennio è prudente pensare a pensiline ombreggianti magari utilizzandole anche per i pannelli fotovoltaici. In alternativa le piante di ampia chioma possono dare ombra e rendere più verde il paesaggio.
La posizione del parcheggio è strategica: è brutto e quindi va allontanato dagli edifici e situato nel punto meno visibile. Ma deve essere anche collegato alla cantina con un breve percorso pedonale e un accesso stradale. In questo modo, il wine lovers sarà invogliato a riempire il bagagliaio con i vini che ama mentre la prospettiva di doverli trasportare a mano potrebbe dissuaderlo.
Il percorso pedonale e il parcheggio devono essere ben illuminati.
E’ abbastanza frequente la richiesta di sosta per camper. Per una sola notte non richiede autorizzazioni che invece sono obbligatorie quando la fermata prende la forma di agricampeggio, con permanenze più lunghe, riguarda più veicoli e offre servizi come acqua, luce e scarico.

LA CERTELLONISTICA INTERNA

E’ utilissimo far sapere ai visitatori tutto quello che l’azienda offre: cantina turistica, ristorante, scuola di cucina, wellness, museo, albergo, piscine, pollaio, caseificio, corso di yoga, negozio di artigianato locale, maneggio …. Questa pubblicità interna serve a guidare il wine lover in cantina ma anche a fargli venire voglia di mangiare, comprare e fare esperienze. Come dice il proverbio <<chi non mostra non vende>> e quindi mostrare i luoghi con insegne sulle porte di ingresso e cartelli ben visibili, nei punti di passaggio, diventa un modo per aumentare il business.
Per evitare l’”inquinamento visivo” dei cartelli è opportuno limitare la loro dimensione e realizzarli in materiali naturali quali legno o pietra. E’ anche importante posizionarli in basso e non davanti al panorama.
Il cartello che ci interessa maggiormente è quello della cantina perché i visitatori trovino facilmente l’ingresso e non vaghino, come succedeva agli esordi dell’enoturismo, cercando di entrare. In questa insegna deve essere indicato l’orario di apertura.



                                                                       
Cinelli Colombini
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