Vino, studi, news, gossip

ENOGASTRONOMIA UNESCO E TURISMO

ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA STUDIANO L’EFFETTO DEL RICONOSCIMENTO UNESCO SULL’ECONOMIA E IL TURISMO DEI TERRITORI INIZIANDO DA CONEGLIANO VALDOBBIADENE

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UNESCO e sviluppo economico e turistico a Conegliano Valdobbiadene

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

In Italia ci sono 59 beni iscritti nella lista del patrimonio dell’Umanità UNESCO più 16 beni immateriali. Siamo il Paese che detiene il maggior numero di siti UNESCO

Il Professor Pierluigi Petrillo della cattedra Unesco dell’Università La Sapienza (Roma), ha studiato il territorio “campione” di Conegliano Valdobbiadene per capire quanto influisca il riconoscimento Unesco sulla dinamica turistica ed economica delle zone iscritte tenendo conto che un gran numero di esse ha alta vocazione enogastronomica.
Negli ultimi anni sono diventati siti Unesco moltissimi luoghi di grande rilevanza per la produzione del vino: le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (2019) i paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato (2014), la pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (2014) e la Val d’Orcia (2004).

SUPERSTIZIONE E VINO, QUELLO CHE PORTA BENE E QUELLO CHE PORTA MALE

CON IL VINO CI SONO RITI PROPIZIATORI, GESTI SCARAMANTICI E COSE DA EVITARE PER NON ATTIRARE LA SFORTUNA. IL VINO E’ DA SECOLI UN LIQUIDO QUASI MAGICO

il vino rosso viene rovesciato sulla tavola porta fortuna

il vino rosso viene rovesciato sulla tavola porta fortuna

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Avete mai visto qualcuno che si inumidisce i polpastrelli con il vino versato sulla tovaglia e poi si tocca dietro le orecchie? E’ un gesto scaramantico che propizia la ricchezza e talvolta viene fatto anche durante i brindisi. In generale, versare vino rosso sulla tovaglia è considerato di buon auspicio ma chi invece lo considera una iattura reagisce gettando un pizzico di sale dietro la spalla destra.

Più comune è l’abitudine di toccare i calici di vino durante il brindisi per scambiarsi l’auspicio di buona sorte. E’ un’abitudine molto diffusa ma in Danimarca è diversa: bisogna alzare il calice e poi guardare tutti gli altri partecipanti al brindisi come in un augurio silenzioso.
Porta male invece brindare con il calice vuoto.

SCHORLE LA BEVANDA ESTIVA IN GERMANIA

CORRISPONDE AL NOSTRO SPRITZ ED È FATTO CON VINO E ACQUA GASSATA SERVITI FREDDI, PER GLI ASTEMI C’E’ LA VERSIONE APFELSCHORLE CON SUCCO DI MELA E ACQUA

schorle bevanda estiva tedesca abase di acqua a vino

schorle bevanda estiva tedesca a base di acqua a vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La crescente passione per aperitivi e i momenti conviviali fuori casa riguarda gli italiani ma anche i tedeschi, c’è tuttavia un distinguo: da noi, in estate, vanno per la maggiore Spritz, spumanti e birre gelate, mentre in Germania, e soprattutto a Sud Ovest, la tradizionale bevanda dei mesi caldi è lo schorle.

ACQUA FRIZZANTE E VINO PER L’ESTATE TEDESCA

Si tratta di un drink dissetante, servito freddo. Viene preparato mischiando vino o succo di mela con acqua gassata. In genere il vino è bianco e molto spesso Riesling (Riesling schorle / Riesling spritzer) ma può essere usato anche vino rosso. La proporzione fra acqua e vino varia. Usualmente le due componenti sono a metà ma nel Palatinato la dose alcolica sale molto. Nell’ Assia renana, in Baviera e in Austria la stessa miscela prende il nome di “Gespritzter” o “sauer Gespritzter” sesso piuttosto alcolica. 

IL VINO IN LATTINA CHE PUZZA

I RICERCATORI DELLA CORNELL UNIVERSITY SCOPRONO COME PRESERVARE L’AROMA DEI VINI IN LATTINA, UN PACKAGING AMATO DAI GIOVANI CONSUMATORI SPECIALMENTE IN ESTATE

Gavin-Sacks Cornell University

Gavin-Sacks Cornell University- studio sull’odore di uova marce di alcuni vini in lattina

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Non consideratemi la solita snob produttrice di Brunello che guarda dall’alto in basso le novità e i vini più semplici, da consumo quotidiano.
So benissimo che non è sempre possibile bere grandi bottiglie e sono anche consapevole che il vino ha il packaging più vecchio fra tutti gli alimenti perché il vetro è pesante e fragile, il tappo richiede un accessorio difficile da usare …. Insomma le innovazioni servono e vanno sempre guardate con attenzione.
Tuttavia il vino in lattina qualche problema ce l’ha davvero.

PERCHE’ IL VINO IL LATTINA HA SUCCESSO FRA I GIOVANI

Vorrei premettere che questa nuova confezione in alluminio (riciclabile) è pratica, ha un aspetto allegro e invitante e sta riscuotendo un crescente successo di pubblico, specialmente in USA e specialmente in estate perché portare le lattine a un picnic, in piscina o a un concerto è decisamente più semplice rispetto a una bottiglia. Persino raffreddare il vino è più veloce mentre in tavola i barattolini colorati mono dose, danno una sensazione di festa e di allegria.
Il problema arriva quando, apri la linguetta e esce fuori l’odore delle uova marce.

SPUMANTE BRUT ROSÈ METODO CLASSICO 2020 BIOLOGICO

ECCELLENTE SPUMANTE DI STILE TOSCANO PENSATO PER ACCOMPAGNARE TUTTO IL PASTO. E’ UN METODO CLASSICO ROSÈ BRUT OTTENUTO DA UVE SANGIOVESE COLTIVATE IN MODO BIOLOGICO

Eccellente spumante di stile toscano pensato per accompagnare tutto il pasto. E’ un metodo classico rosè brut ottenuto da uve Sangiovese coltivate in modo biologico

Lo spumante di Donatella Cinelli Colombini è una piccola serie esclusiva di 1200 bottiglie pensato per wine lovers esigenti e a caccia di novità. Punta in alto e gioca sull’eleganza e la gustosità. << Era nato per accompagnare piatti a base di tartufo bianco delle Crete Senesi>> spiega Donatella Cinelli Colombini, con l’orgoglio di chi sa di aver creato un piccolo capolavoro <<poi abbiamo capito che trasforma ogni pasto in un momento memorabile perché unisce la freschezza tipica degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bollicine con lungo affinamento sui lieviti>>.

TURISMO MORDI E FUGGI, BARCELLONA DICE BASTA

CENTRI STORICI SENZA RESIDENTI PERCHE’ GLI AFFITTI BREVI A SCOPO TURISTICO, FANNO LIEVITARE I PREZZI E STUDENTI, GIOVANI COPPIE, OPERAI NON POSSONO PAGARLI

Barcellona-Boqueria-peperoni

Barcellona-Boqueria-peperoni la città mette un argine alle locazioni turistiche

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

E’ un problema di tutte le destinazioni turistiche da Venezia a Montalcino. Anzi, forse proprio nelle piccole città del vino, la massiccia presenza di affitti turistici, ha effetti più devastanti perché i residenti hanno un reddito molto inferiore rispetto ai wine lovers con il risultato che l’affitto della casa prosciuga tutto il loro stipendio. Ecco che il desiderio dei viaggiatori di immergersi nella realtà locale abitando nelle case dei residenti, diventa una minaccia per l’autenticità dei luoghi e per la sopravvivenza stessa delle comunità locali.
Vogliamo questo? Un turismo cannibale che peggiora la vita dei residenti e crea diseguaglianza sociale anziché creare sviluppo?
E’ un problema da affrontare subito perché l’identità locale, una volta distrutta, è persa per sempre.

LE CANTINE ITALIANE PIU’ SOCIAL

IN 10 ANNI 3 MILIONI I FOLLOWERS IN PIÙ PER LE 25 GRANDI CANTINE ITALIANE CHE OFFRONO ESPERIENZE DIGITALI SEMPRE PIÙ COINVOLGENTI PUNTANDO SU INSTAGRAM E LINKEDIN

Vino-Omnicom-PR-classifica delle cantine italiane più digitali

Vino-Omnicom-PR-classifica delle cantine italiane più digitali

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Più viaggio nel mondo del vino e più mi accorgo che le cantine italiane sottostimano la comunicazione. Come sappiamo il panorama produttivo italiano è estremamente parcellizzato: fra le 35.000 cantine imbottigliatrici solo 27 superano i 100 milioni di fatturato annuo ma da sole detengono il 41% del business enologico nazionale. Se allarghiamo il cerchio alle imprese con fatturati superiori a 10 milioni di Euro arriviamo a 250 cantine che sono anche quelle più presenti nelle operazioni di marketing e di comunicazione compresa quella digitale. Le piccole imprese sono quasi invisibili se non per l’eccellenza enologica che porta loro premi e punteggi ma forse non basta …. Specialmente ora.
La decima classifica Omnicom PR Group Italia delle 25 grandi aziende enologiche italiane ci presenta un gran fervore di attività e alla fine ci rendiamo conto che i marchi visibili sono proprio quelli.

SAN QUIRICO D’ORCIA LE TARSIE CHE STREGARONO FEDERICO ZERI

FEDERICO ZERI, UNO DEI MAGGIORI ESPERTI MONDIALI D’ARTE, DECISE DI STUDIARE STORIA DELL’ARTE NELLA COLLEGIATA DI SAN QUIRICO DAVANTI A UN CAPOLAVORO CHE È ANCORA LI’

Antonio Barili San Quirico d'Orcia tarsie del coro della Collegiata

Antonio Barili San Quirico d’Orcia tarsie del coro della Collegiata

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come sapete io produco vino ma non ho studiato enologia bensì storia dell’arte medioevale. Considero un privilegio aver dedicato anni allo studio di pitture, sculture e arti minori ma sento anche il privilegio di vivere in Toscana, una regione che somiglia a un immenso museo diffuso, pieno di grandissime opere d’arte.

FEDERICO ZERI A SAN QUIRICO D’ORCIA

Qui vi racconto di una di esse: le tarsie di Antonio Barili a San Quirico d’Orcia a 30 km dalla Fattoria del Colle.
Durante l’ultimo Orcia Wine Festival ho incontrato Marco Torchi che mi ha parlato di Federico Zeri, uno dei maggiori storici e critici d’arte italiani, che decise il suo destino mentre era a San Quirico d’Orcia.

NEL VINO ESSERE PICCOLI È BELLO MA POCO REMUNERATIVO

MEDIOBANCA PRESENTA I DATI DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE CHE DOPO UN 2023 STABILE PENSANO A UN 2024 IN CRESCITA DEL 2,6% NEL MERCATO NAZIONALE E DEL 3% ALL’ESTERO

L’Area Studi Mediobanca Report 2024 sul vino

L’Area Studi Mediobanca Report 2024 sul vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

L’Area Studi Mediobanca, per il suo report 2024, ha esaminato 253 cantine italiane con un business annuo di oltre 20 milioni di Euro. Nel complesso, con i loro 11,8 Miliardi, costituiscono l’88,4% del fatturato del vino italiano. L’esame ci mostra un comparto i salute e con ottime speranze per il 2024.

LE GRANDI CANTINE HANNO RESISTITO BENE ALLA CRISI DEI CONSUMI 2023

Lo scorso anno le grandi aziende italiane del vino hanno consolidato il loro business (-0,2%) nonostante un mercato nazionale in piena crisi a causa dell’inflazione, del caro mutui e del caro bollette. Le cantine con oltre 20 milioni di fatturato annuo sono addirittura riuscite ad aumentare i loro margini di guadagno portandoli il rapporto fra il risultato netto e il fatturato al 4,5%. Se consideriamo un calo dei quantitativi venduti del 4,5% si tratta di un risultato impressionante.

IL MARKETING DEL VINO NEGLI ULTIMI 30 ANNI

DAL 1990 AL 2022 IL  WINE MARKETING E’ ENORMEMENTE CAMBIATO ED ORA È UNA COMPONENTE INDISPENSABILE DEL BAGAGLIO PROFESSIONALE DI CHI PRODUCE O VENDE  VINO

evoluzione del marketing del vino negli ultimi 30 anni

il wine marketing dal 1990 al 2022

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Una ricerca di Gesus Martinez Navarro e Ricardo Sellers Rubio che mi segnala WineNews ha analizzato 1135 documenti in lingua inglese provenienti dai database Web of Science e Scopus con l’impiego di sistemi di analisi molto sofisticati come le co-parole e l’accoppiamento bibliografico, al fine di capire la struttura dei messaggi e le tendenze che contengono. Va notato che la metà dei testi sul marketing del vino è stato pubblicato fra il 2017 e il 2022 evidenziando un’enorme crescita di interesse da parte degli specialisti.
Qui di seguito riassumo alcuni elementi della ricerca sulla bibliografia del wine marketing e condivido le conclusioni degli autori sulla necessità di adottare un approccio multidisciplinare attingendo a contributi provenienti dal mondo economico, delle scienze alimentari e ambientali.

PER LA TOSCANA E’ IL MOMENTO DI RISCOPRIRE I SUOI BIANCHI?

LA VERNACCIA, REGINA RIBELLE, POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE MA CI SONO ANCHE IL VERMENTINO E L’ANSONICA SULLA COSTA. LA TOSCANA DEVE VALORIZZARE I SUOI BIANCHI

Bottiglie di Vernaccia di San Gimignano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Cominciamo con qualche dato di scenario. Nel mondo vengono consumati 220 milioni di ettolitri di vino ma il consumo continua a scendere. La produzione di vino mondiale è di circa 250 milioni di ettolitri per cui, ogni anno, si forma una quota di invenduto che aumenta le giacenze nelle cantine.
Una situazione sfavorevole che permane da anni e che la Toscana aveva contrastato bene puntando sui vini DOP e sull’internazionalizzazione (Buy wine) delle piccole aziende imbottigliatrici. Queste imprese, in Toscana, sono circa 5.000 per cui la regione risulta quella con la maggiore polverizzazione produttiva.
Ma c’è un altro problema.
La quota di vini bianchi nella produzione mondiale è passata dal 47,7% (anni 2014-17) al 49,5% degli ultimi 3 anni. Un’evoluzione che coincide con la maggiore richiesta di vini bianchi del mercato. Negli ultimi dieci anni, nel Nostro Paese, il consumo di vini bianchi è passato dal 47 al 59% del totale. Intanto, dal 2018 in poi, l’export dei vini rossi, salvo il rimbalzo post covid, dal 2018, era in seria difficoltà.

VINO IN AEREO GRATIS

LA COMPAGNIA AEREA AVELO AIRLINES REGALA IL TRASPORTO DI 12 BOTTIGLIE AI TURISTI CHE TORNANO A CASA DOPO LA VISITA DELLE CANTINE DI SONOMA IN CALIFORNIA

Avelo Airlines trasporta 12 bottiglie di vino di Sonoma a casa dei turisti del vino

Avelo Airlines trasporta 12 bottiglie di vino di Sonoma a casa dei turisti del vino

di Donatella Cinelli Colombini #winedestnation 

 

Competere con il turismo del vino nelle cantine USA è davvero difficile. Dal 25 maggio scorso -Giornata Nazionale del Vino- i turisti che tornano a casa dopo aver visitato le cantine di Sonoma in California, con un volo Avelo Airlines, potranno portare a casa 12 bottiglie senza costi aggiuntivi. Come strategia di marketing è geniale. L’alleanza fra la compagnia aerea e i produttori di vino mira a rendere memorabile e più gratificante il viaggio nel vino – wine trip e secondo me ci riesce.

PORTA A CASA GRATIS 12 BOTTIGLIE DI VINO DI SONOMA VOLANDO CON AVELO

La prima riflessione è che per suscitare una simile iniziativa l’enoturismo USA deve aver raggiunto un livello altissimo per numero di viaggiatori che per attrattività.

EXPERIENCE ECONOMY MOTORE DEL TURISMO 2024

LE PAROLE CHIAVE SONO: ESPERIENZA, ENOGASTRONOMIA, RADICI, AUTENTICITÀ. ECCO COME L’EXPERIENCE ECONOMY ORIENTERÀ IL TURISMO DELLA PROSSIMA ESTATE OVUNQUE

Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

tourist – experience – economy in Italia nel 2024 Trekking nei vigneti Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

I dati arrivano del TTG Monitor, l’osservatorio di TTG Travel Experience e anticipano l’appuntamento alla Fiera di Rimini dell’inizio di ottobre. La fiera riminese intende dare spazio alle modalità di viaggio coinvolgenti e improntate all´interazione con l´identità dei luoghi. Sarà infatti la parola “Veritas” e la ricerca dell’autenticità, il fil rouge della 61ª edizione della nostra TTG.

L’EXPERIENCE ECONOMY DOMINA IL TURISMO ITALIANO 2024

Una scelta che rispecchia il nuovo sentiment dei turisti sulla sostenibilità sociale: al 40% degli italiani e al 47% degli stranieri piacciono le esperienze che sostengono le comunità locali e le loro produzioni artigiane e agroalimentari. Per questo cresce la ricerca di destinazioni meno battute e meno toccate dall’overtourism che non piace al 63% degli stranieri. Gli stessi viaggiatori che scelgono l´hotel anche in base alla presenza di frutta e verdura di stagione e all’impegno nella riduzione dello spreco alimentare.

Riguardo ai turisti italiani nella prossima estate: il 49% vorrebbe concedersi esperienze legate ai viaggi e il 32% desidera un’esperienza enogastronomica.

180 SECONDI PER DECIDERE COSA MANGIARE

IN TRE MINUTI IL CLIENTE APRE IL MENÙ E VALUTA LA PROPOSTA DEL RISTORANTE. POCO TEMPO DA SFRUTTARE AL MEGLIO PER FIDELIZZARLO E INSIEME RIEMPIRE LA CASSA

menu engineering come usare il 180 secondi in cui il cliente sceglie cosa mangiare

menu engineering come usare il 180 secondi in cui il cliente sceglie cosa mangiare

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

La tecnica per ottimizzare il menù si chiama menù engineering e ne ho già scritto sei anni fa, ma vale la pena ritornare sull’argomento dopo aver letto l’articolo di Italia a tavola con le novità portate da Giacomo Pini, esperto di marketing della ristorazione CEO di GpStudios.

LA DIFFERENTE REAZIONE DEL CLIENTE DI FRONTE A UN MENU’ TRADIZIONALE O OTTIMIZZATO

La differenza fra un menù artigianale e uno pensato secondo le tecniche di engineering è grande e porta esiti grandi. Per il ristorante può far crescere i profitti del 10-15%. Nei tre minuti in cui il cliente dedica la sua attenzione al menù rifletterà su quanto spenderà, se c’è qualche piatto che lo incuriosisce, se ingrasserà, oppure quello che sicuramente potrebbe fargli male…. E poi avrà timore di sbagliare. Con il menù tradizionale egli ordinerà il cibo che costa meno o gli piace di più. Invece il menù engineering lo indirizza verso quello che il ristorante vorrebbe fargli assaggiare.

                                                                       
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