Vino, studi, news, gossip

VLADIMIR PUTIN PRODUTTORE DI VINO

AMICI PRODUTTORI ABBIAMO UN NUOVO COLLEGA VIP IL PRESIDENTE RUSSO MULTI MILIARDARIO VLADIMIR PUTIN CHE HA CREATO UNA ENORME CANTINA A GELENDZHIK

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RiccardoCotarella-Presidente-mondiale-Enologi e enologo di Putin

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

La notizia buona è che Putin non è astemio  (come invece Joe Biden, l’ex premier del Regno Unito Rishi Sunak e l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump) ma ama i rossi corposi, quella cattiva è che il cambiamento climatico e l’investimento del Presidente sta trasformando anche la Russia in Paese produttore di vino di lusso.

LA CITTA’ DEL VINO DI PUTIN SARA’ IL COMPLESSO ENOLOGICO PIU’ COSTOSO DEL MONDO

Si perché la nuova cantina di Vladimir Putin sarà il complesso vinicolo più costoso al mondo e darà un grade impulso alla produzione enologica della Russia meridionale. Sta sorgendo a Gelendzhik, una località turistica sul Mar Nero a circa 300km dal confine ucraino e a 150 km a sud-est della Crimea.
Sorge vicino ai vigneti del miliardario amico Roman Abramovich, ex proprietario della squadra di calcio del Chelsea FC e magnate del petrolio, che ha una proprietà del valore di 3,6 milioni di Euro.
Il complesso del Presidente russo comprenderà il più grande magazzino di vino del Paese, un museo interattivo del vino, sale espositive e di degustazione, una scuola per sommelier e produttori di vino. Ha quindi una vocazione didattica oltre che produttiva.

UN MANIFESTO PROGETTA LA SOSTENIBILITA’ DEL CHIANTI CLASSICO

IL CONSORZIO CHIANTI CLASSICO STRUTTURA IN UN QUESTIONARIO IL PERCORSO VERSO LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, SOCIALE E CULTURALE DEL PROPRIO TERRITORIO

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Consorzio-Chianti-Classico-manifesto di sostenibilità e tutela del territorio

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Bellissimo progetto del Consorzio Chianti Classico che coinvolge le cantine nella gestione sostenibile del territorio chiantigiano. Un esempio virtuoso di azione lungimirante e innovativa. Da un lato introduce criteri nuovi e dall’altro spinge le imprese verso la consapevolezza e l’assunzione di responsabilità nei confronti del paesaggio, della popolazione locale e della salvaguardia delle eredità culturali lasciate dal passato.

LE CANTINE E LA CORRETTA GESTIONE DEL LORO TERRITORIO

Bravi Presidente Giovanni Manetti e Direttrice Carlotta Gori. Celebrare il centenario del Consorzio con un impegno collettivo che guarda al futuro è bellissimo.
Spero le amministrazioni pubbliche sappiano approfittare del “Manifesto di Sostenibilità” del Chianti Classico per sostenerlo con interventi infrastrutturali e agevolazioni. Spero anche nell’emulazione di altri territori del vino.

ANNA DI MARTINO: CLASSIFICHE DELLE GRANDI CANTINE

LE 118 MAGGIORI CANTINE ITALIANE VALGONO 9 MILIARDI DI FATTURATO CON UN +2,7% SUL 2022, IL 65% DEL BUSINESS E IL 68% DELL’EXPORT TOTALE DEL VINO ITALIANO

Tenuta San Guido Campione per remuneratività nella classifica di Anna Di Martino

Tenuta San Guido Campione per remuneratività nella classifica di Anna Di Martino

DI Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come ogni anno Anna Di Martino ha pubblicato il suo report sulle grandi cantine italiane sul “Corriere della Sera“. E come ogni anno le sue sintesi permettono di capire il mondo del vino italiano meglio di ogni altro dato.
Quello che colpisce è l’incremento delle grandi imprese nel mercato in un anno di contrazione dei consumi e delle esportazioni. E’ infatti il +2,7% del fatturato complessivo dei big del vino a far riflettere. La flessione in volume e in valore di -1% dello scorso anno non ha scalfito le grandi cantine ma è stato pagato dai vignaioli e dalle piccole imprese che infatti, nonostante la scarsissima vendemmia 2023 hanno ancora le botti piene di vino.
Ecco che “piccolo è brutto” nel modo del vino dove si allungano le distanze fra chi è attrezzato e chi non lo è mentre i grandi si stanno concentrando e rafforzando anche mediante l’acquisto di realtà più piccole. Ora ci sono ben 27 brand che superano dei cento milioni di fatturato annuo.

MOLTO BENE LE COOPERATIVE

Le cooperative pesano per il 43,2% e sono in crescita sia sull’export che sulle vendite in Italia. La loro solidità è evidenziata dalla progressione costante negli ultimi 6 anni senza picchi in basso e in alto. Si tratta di una stabilità importantissima per i piccoli vignaioli che conferiscono le loro uve alle strutture collettive.

CELEBRITY WINE STORIA DEI VINI DI 8 PERSONAGGI FAMOSI

COSA ATTRAE NEL WINE BUSINESS LE PERSONE DI SUCCESSO? UN DOCUFILM DI GIACOMO ARRIGONI CON ESMERALDA SPADEA RACCONTA LE STORIE DI ROON MOSS, TOGNAZZI, STING E ALBANO

Albano e Nannini duetto all'Expo

Albano e Nannini duetto all’Expo

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

E’ stato presentato all’Ischia Global Film Festival ed è appena uscito nei cinema ma ha già vino il Premio Cinema & Industria alla Terrazza Biennale durante l’80° Festival Internazionale del Cinema di Venezia.

DA SPICY CALABRIA A CELEBRITY WINES

Il regista Giacomo Arrigoni è esperto in racconti inusuali come quello del vino dei personaggi famosi. In passato ha firmato “Spicy Calabria” dove ha usato il peperoncino piccante come chiave per la scoperta della forza viscerale della Calabria.

OFFERTA: DUE ANTEPRIME DI VINI DI FATTORIA 2022 BIO

Ricevi a casa tua 2 bottiglie di Rosso di Montalcino 2022, 2 bottiglie di Chianti Superiore 2022 e una 1 Magnum Rosso Montalcino 2022 a €112.00

 

Offerta Anteprima 2022 Rosso di Montalcino e Chianti Superiore

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NOTIZIE SULL’OTTIMA ANNATA 2022

Poca uva buonissima e sanissima a causa della gelata 2021 che ha allungato i suoi effetti anche nell’anno successivo e

anche a causa dei sette mesi di siccità che hanno messo a dura prova le viti e i vignaioli, che furono costretti a zappare il terremo di continuo. Il 2022 sarà ricordato come l’anno della siccità e del tannino ed è stato anche un anno molto caldo dove il germoglio è avvenuto in anticipo portando anche a una vendemmia precoce rispetto al calendario normale. Il piccolo calibro degli acini e le loro bucce spesse hanno permesso la nascita di vini molto strutturati e longevi. Il rapporto molto favorevole fra la buccia e il succo dell’uva ha prodotto nel vino un’eccezionale concentrazione di sostanze nobili e soprattutto di tannini. Per questo la vinificazione è stata delicatissima e la macerazione a contatto con le bucce è stata allungata.

 

L’ANNATA 2022 DEL ROSSO DI MONTALCINO DEL CASATO PRIME DONNE

Il risultato è un Rosso di Montalcino potente e solare, come il caldo dell’estate 2022, ma anche con un sorso sorprendentemente fresco grazie al perfetto contenuto acido dell’uva.

I MUSEI AZIENDALI DEL CIBO IN ITALIA (2)

I DIVERSI MUSEI DEL CIBO: DALLA CELEBRAZIONE DELLA STORIA AZIENDALE ALLA DIDATTICA DA USARE PER FIDELIZZARE LA PROPRIA RETE COMMERCIALE E I CONSUMATORI FINALI

Perugina Casa del Cioccolato

Perugina Casa del Cioccolato

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

GELATO MUSEUM CARPIGIANI

Finalmente un museo che punta sull’esperienza partecipata con la gelato experience declinata nelle versioni per famiglie, gelatieri per un giorno, masterclass, team building … i prezzi sono importanti da 12 a 150€ e durano da 30 minuti a un’ora e mezza con insegnanti della Gelato University corso che la stessa Carpigiani ha suscitato nell’Università di Bologna. Ci sono cappelli da gelataio, guanti e grembiuli antimacchia per i bambini che imparano i principali componenti del gelato e poi lo assaggiano. Per gli adulti le esperienze sono più formative e utilizzano le 20 macchine artigianali presenti nel museo per imparare la differenza fra sorbetto e gelato e la storia di entrambe con la possibilità di assaggiare il sapore di questo delizioso dolce italiano nel corso dei secoli.
Inaugurato a settembre 2012, il Gelato Museum Carpigiani è centro culturale d’eccellenza per la comprensione e l’approfondimento. Il percorso è su 3 livelli di lettura: l’evoluzione del gelato nel tempo, la storia della tecnologia produttiva e dei luoghi e modi di consumo del gelato. Il Gelato Museum sorge presso la sede Carpigiani ad Anzola dell’Emilia, su uno spazio di 1.000 m2.

I MUSEI AZIENDALI DEL CIBO IN ITALIA (1)

INSIEME A GAMBEROROSSO SCOPRIAMO 10 MUSEI AZIENDALI DEDICATI A SPECIALITA’ ALIMENTARI ITALIANE CHE INSEGNANO IN MODO DIVERTENTE E RIGOROSO AD ADULTI E BAMBINI

Mumac-museo della macchina per caffè

Mumac-museo della macchina per caffè

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Sono circa 83 i Musei del cibo in Italia e otto di essi sono riuniti nel sito che li propone con un autentico itinerario nella food valley della provincia di Parma: Museo del Parmigiano Reggiano, Pasta, Pomodoro, Salame di Felino, Prosciutto di Parma, Culatello, Fungo porcino di Borgotaro, Tartufo di Fragno e ovviamente il Museo del Vino.

Hanno forse il difetto di essere molto espositivi e poco esperienziali ma sono ben fatti sotto il profilo dei contenuti e degli oggetti conservati. Nel loro insieme dimostrano la consapevolezza della forza narrativa del cibo, da parte delle istituzioni di una terra che punta molto sul turismo del gusto. Si tratta infatti di infrastrutture pubbliche simili a quelle che ci sono in Toscana, come, ad esempio, il Museo del Tartufo bianco delle Crete senesi a Montalcino (Siena).
Esistono tuttavia anche musei privati legati a specifiche aziende e produzioni e un delizioso articolo di Gambrorosso Today ne presenta gli esempi più virtuosi.

COME TORNO A CASA QUANDO BEVO?

GUERRA FRA TASSISTI E NCC PER I WINERY TOURS CHE PORTANO I TURISTI NELLE CANTINE TOSCANE. MA COME CONCILIARE GUIDA E ASSAGGI SE NON CON TAXI O AUTO CON CONDUCENTE?

taxi NCC e winery tours in Toscana

taxi NCC e winery tours in Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

E’ un problema che riguarda i turisti ma anche tutti quelli che vanno a cena con gli amici e devono scegliere fra l’assaggio di bottiglie strepitose e salvarsi dall’alcol test
Mi ricordo che a Zhuhai, in Cina, i ricchissimi invitati alle cene del nostro importatore all’uscita del ristorante erano attesi da autisti in scooter che piegavano il loro veicolo, lo riponevano nel bagagliaio di Bentley e Rolls-Royce, quindi si mettevano alla guida per riportare a casa i proprietari. I cinesi trovavano normalissima questa pratica e io mi sono chiesta se fosse un vezzo delle upper class per manifestare il lusso oppure nascesse dai maggiori controlli della polizia nella zona del gioco d’azzardo.
Resta il fatto che concedersi qualche assaggio in più è un serio problema e chi è in vacanza nelle zone dei grandi vini italiani difficilmente resiste alla tentazione di degustare una compilation di bottiglie che, nel proprio Paese d’origine, costerebbe una fortuna. La soluzione è di avere un compagno di viaggio astemio oppure un autista e da qui scaturisce un nuovo problema. Anzi un vero e proprio scontro fra taxi e NCC – Noleggio con conducente.
La questione viene raccontata da Gamberorosso Today e a prima vista sembra quasi comica ma in realtà è la nuova battaglia dell’annoso scontro fra le due categorie.

IL MERCATO DEL LAVORO NEL VINO

ANDREA PECCHIONI DI WINEJOB E GIANMARCO PINTO DI GAME2VALUE SPIEGANO COME LE CANTINE POSSONO PROCURARSI I TALENTI E COME FARE PER TENERSELI

Lavorare nel vino italiano come dove e perchè

Lavorare nel vino italiano come dove e perchè

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nel mondo del vino italiano ci sono tanti professionisti che passano da una cantina all’altra ma tutto avviene nell’orticello chiuso delle italian wineries perché difficilmente chi viene da altri settori trova lavoro. In altre parole se nel loro CV non c’è un elenco di nomi del vino, i giovani talenti, difficilmente vengono assunti.
Questo in sintesi il risultato dell’indagine compiuta da WineJob, agenzia specializzata in recruiting, formazione e consulenza nel settore del vino, e da Game2Value, innovativa piattaforma di videogame assessment per le risorse umane, su un campione di 523 persone (58% uomini) di cui il 78% già assunto in una cantina e il 22% in cerca di lavoro. Fra gli occupati c’erano il 45% di manager, il 35% di impiegati, l’11% di consulenti, il 4% di operai.

FALSE RECENSIONI DEI RISTORANTI

L’Unione Europea intende far rispettare la Direttiva del 2019 che obbliga le piattaforme a dichiarare come si accertano di ricevere recensioni da veri clienti

contrasto all false recensioni dei ristoranti nei portali internet

contrasto all false recensioni dei ristoranti nei portali internet

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il 65% dei consumatori legge le recensioni prima di prenotare un ristorante e il 66% le ritiene decisive per la scelta del locale dove cenare. Per questo le recensioni possono influire sul fatturato, fino al 30%. Questi dati FIPE Federazione italiana del Pubblici Esercizi – mostrano quanto sia grave il problema delle false recensioni e quanto i ristoratori siano esposti alle azioni di concorrenza sleale che usano i siti generatori di recensioni per far loro perdere clienti.

LE RECENSIONI NEGATIVE FALSE POSSONO ROVINARE UN RISTORANTE

Io posso testimoniare, per esperienza diretta, che questo è un grave problema. Anni fa un ex dipendente mi riempì di recensioni false.

WINE LOVER ITALIANI CHI SONO E COME SI COMPORTANO

HANNO PIU’ DI 55 ANNI, VIVONO IN CITTA’, FREQUENTANO LUOGHI DEL VINO CON REGOLARITA’ SPENDENDO SEMPRE DI PIU’ E CENANO SPESSO FUORI CASA. PREFERISCONO I VINI FERMI

wine lovers italiani chi sono e cosa vogliono

wine lovers italiani chi sono e cosa vogliono

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il Ministero MASAF dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha presentato l’identikit dei wine lovers italiani come emerge dallo studio di CGA by NielsenIQ (NIQ) durante l’ultima edizione della Milano Wine Week.
Molte conferme ma anche alcune sorprese per quello che sembra un profilo resiliente, impermeabile al calo della capacità di spesa e all’età che avanza.
Il wine lovers non è una persona che beve vino senza pensare. Lui degusta, esprime giudizi e conosce approfonditamente il mondo enologico ma vuole continuare ad esplorarlo.

IDENTIKIT DEL WINE LOVERS ITALIANO

Le caratteristiche del wine lover italiano individuate da CGA by NielsenIQ sono:
• Passione e priorità: per i wine lovers mangiare e bere cose prelibate fuori casa è una priorità. Il 60% la mettono al primo posto nei propri desideri e, nonostante l’aumento del costo della vita, ha continuato a godersi gli assaggi come prima.

RAPPORTO COOP 2023 E L’IDENTITA’ ITALIANA DEL CIBO CHE SPARISCE

COME OGNI ANNO ALBINO RUSSO, ATTRAVERSO IL RAPPORTO COOP CI FA SCOPRIRE COME CAMBIANO GLI ITALIANI E QUEST’ANNO CI PRESENTA LA PERDITA’ DI IDENTITA’ ALIMENTARE

rapporto-coop-2023

rapporto-coop-2023

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Siamo negli anni dell’incertezza con gli equilibri ambientali, economici, politici … che stanno venendo meno a livello mondiale. Contemporaneamente ci sono l’esplosione demografica dei Paesi Africani che sta modificando la popolazione della terra e l’intelligenza artificiale che promette di trovare una soluzione per il cancro ma anche di modificare radicalmente moltissime professioni.
Forse l’elemento di maggior cambiamento è quello che riguarda la popolazione. La crescita esponenziale di desertificazione, alluvioni, uragani … spinge interi popoli a migrare. Questo, aggiunto alla pressione demografica in alcune parti del mondo -India e Africa- e alla contemporanea denatalità nei Paesi più sviluppati sta mettendo in crisi il sistema di welfare di nazioni come l’Italia e rimetterà il Mediterraneo ad epicentro di un enorme spostamento di popoli. Adam Tooze chiama questa situazione POLICRISI e spiega come le varie crisi <<interagiscano fra loro in maniera tale che l’insieme delle parti è più opprimente della loro semplice somma>>.

WINE CLUBS PROPRIETARI DELLE CANTINE STATUNITENSI

L’ANALISI WINE CLUBS DELLE CANTINE USA PROVIENE DAL REPORT 2024 DELLA SILICON VALLEY BANK – FIRST CITIZENS BANK E SERVE PER CHI, IN ITALIA, VUOL FARE LO STESSO

wine club delle cantine USA

wine club delle cantine USA

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La fotografia dei wine club proprietari delle cantine USA insegna moltissimo alle aziende italiane che intendono sviluppare questo canale di vendita e, come vuole il pragmatismo statunitense, fornisce molti dati e pochi commenti. Proviene dalla Survey 2024 di  Rob Mc Millan della Silicon Valley Bank – First Citizens Bank.

INCENTIVI ALL’ACQUISTO

Tradizionalmente, i membri del wine club ricevono sconti sugli acquisti in cantina. E’ questo lo strumento principale per aumentare le vendite. Lo sconto medio 2023 è stato del 17%, con un minimo del 14% a Napa e un massimo del 22% a Paso Robles. Un altro strumento di marketing era la spedizione gratuita che attualmente molte cantine stanno abbandonando in favore della spedizione scontata.

VENDITA DIRETTA NELLA CANTINE USA (2)

DALL’ASSAGGIO AL BANCONE ALLA DEGUSTAZIONE SEDUTA, DALL’ACCESSO LIBERO ALL’INGRESSO SOLO CON PRENOTAZIONE, LA DIMINUZIONE DEI VISITATORI PER AUMENTARE LE VENDITE

degustazione in cantina cosa cambia in USA

degustazione in cantina cosa cambia in USA

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il maggior cambiamento avvenuto nelle tasting room delle cantine USA, descritto nel report della Silicon Valley Bank, è il passaggio dalla degustazione in piedi, al bancone, all’assaggio seduti che ha tassi di conversione maggiori cioè spinge i clienti a ordinare più vino. Altro cambiamento, innescato dal covid, è il passaggio dall’accoglienza senza appuntamento a quella con appuntamento. Oggi la stragrande maggioranza delle imprese hanno entrambe le modalità (66%).
Il prezzo medio della degustazione è adesso di 58$. Anche sul listino degli assaggi ci sono stati grossi aumenti, infatti nel 2012 la media nazionale era 8,5$. La degustazione si è spostata dall’essere un costo di marketing a diventare un centro di profitto. Attualmente rappresenta il 39% delle entrate medie della cantina. Ecco che il prezzo delle degustazioni guidate è cresciuto progressivamente adattandosi al valore dei vini in assaggio e il numero dei tasting offerti dalle aziende è cresciuto fino a 9 nelle cantine più grandi.

VENDITA DIRETTA NELLA CANTINE USA (1)

MENO VISITATORI PER AUMENTARE I PROFITTI QUESTA LA RIVOLUZIONE POST COVID DELLE CANTINE TURISTICHE USA CON NAPA A FARE DA BATTISTRADA CON 444$ DI SCONTRINO MEDIO

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

turismo del vino nelle cantine USA

turismo del vino nelle cantine USA

Il report della Silicon Valley Bank – First Citizens Bank fornisce un’autentica lezione sul turismo del vino in USA che forse prefigura l’evoluzione italiana di questo comparto.
Dopo il boom del periodo Covid, quando le cantine erano fra i pochi posti accessibili e fecero il boom di vendite, c’è stato un periodo di stanca e quindi un riequilibrio per cui, alla fine del 2023, il trend delle visite è stato positivo e questa crescita è continuata anche all’inizio di quest’anno. Del resto tutto il turismo sta tornando ai livelli pre covid e anche i viaggiatori europei negli stati Uniti hanno superato il loro numero 2019.

UNA CRESCITA VERTICALE DI VISITATORI E VENDITE DIRETTE CHE SONO IL MAGGIOR CANALE COMMERCIALE DELLE PICCOLE CANTINE

Benchè il numero di bottiglie vendute al pubblico in cantina siano diminuite quasi ovunque (ma non a Napa e in Virginia), il valore complessivo e la marginalità sono cresciute in tutti i distretti del vino più rinomati ad esclusione di Paso Robles e Washington. Questo per effetto di un generalizzato aumento dei prezzi.

                                                                       
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