UN MANIFESTO PROGETTA LA SOSTENIBILITA’ DEL CHIANTI CLASSICO
IL CONSORZIO CHIANTI CLASSICO STRUTTURA IN UN QUESTIONARIO IL PERCORSO VERSO LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, SOCIALE E CULTURALE DEL PROPRIO TERRITORIO

Consorzio-Chianti-Classico-manifesto di sostenibilità e tutela del territorio
di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination
Bellissimo progetto del Consorzio Chianti Classico che coinvolge le cantine nella gestione sostenibile del territorio chiantigiano. Un esempio virtuoso di azione lungimirante e innovativa. Da un lato introduce criteri nuovi e dall’altro spinge le imprese verso la consapevolezza e l’assunzione di responsabilità nei confronti del paesaggio, della popolazione locale e della salvaguardia delle eredità culturali lasciate dal passato.
LE CANTINE E LA CORRETTA GESTIONE DEL LORO TERRITORIO
Bravi Presidente Giovanni Manetti e Direttrice Carlotta Gori. Celebrare il centenario del Consorzio con un impegno collettivo che guarda al futuro è bellissimo.
Spero le amministrazioni pubbliche sappiano approfittare del “Manifesto di Sostenibilità” del Chianti Classico per sostenerlo con interventi infrastrutturali e agevolazioni. Spero anche nell’emulazione di altri territori del vino.
IL “MANIFESTO DI SOSTENIBILITÀ” DEL CHIANTI CLASSICO
Il punto di partenza da cui è partito il Consorzio del Gallo Nero è la legge N° 24 del 28 febbraio 2024 “Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio” La norma viene declinata in un concetto di sostenibilità ambientale che innesca quella economica preservando nel tempo la bellezza, la salubrità e la vitalità dei suoli.
Un riconoscimento dell’eccezionalità del Chianti Classico e un impegno a difendere questa eccellenza. <<341 siti storici protetti, oltre 150 ville fattorie legate da un rapporto di intervisibilità; un mosaico agrario conservato nei secoli attraverso opere di manutenzione che vedono impegnate le aziende nel recupero di muri a secco e dei terrazzamenti, nella cura delle strade bianche. Negli ultimi 50 anni il 74% del territorio è stato preservato dalle trasformazioni rimanendo invariato e solo il 4% è stato oggetto di antropizzazione>> ha spiegato Carlotta Gori.
LE AZIONI DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE NEL CHIANTI CLASSICO
Purtroppo non possiedo il questionario del Manifesto del Chianti Classico con le 57 regole che contiene. Ho ricavato le prescrizioni qui sotto elencate dalle interviste alla Direttrice Carlotta Gori permettendomi qualche aggiunta.
1. Non usare diserbanti chimici
2. Non usare concimi chimici
3. Fare uso prevalente di materiali eco sostenibili, biodegradabili, riciclabili e quindi ridurre l’uso della plastica
4. Fare azioni per rivitalizzare i suoli
5. Mantenere il 20% sul totale della superficie agricola dell’azienda coltivato in modo diversificato rispetto alla vite (olivo, seminativi, non coltivate, boschive)
6. Garantire la presenza del 5% di superficie rispetto a quella vitata, per colture adatte agli insetti pronubi come le api
7. Mantenere la presenza di macchie boscate e di siepi su almeno il 10% degli appezzamenti vitati
8. Inerbire almeno due terzi degli appezzamenti vitati
9. Dove possibile, piantare i vigneti, secondo le curve di livello
10. Utilizzare bottiglie prodotte con almeno il 50% di vetro riciclato e (questa è una mia aggiunta) comunque di peso inferiore a 500g per i vini fermi sotto e 830g per gli effervescenti.
11. Raccogliere e riusare l’acqua piovana e ottimizzare l’uso delle risorse idriche
12. Fare azioni per ridurre l’impronta carbonica (come sostituire veicoli e trattori vecchi)
13. Produrre energia da fonti rinnovabili in una misura superiore al 20% del proprio fabbisogno
14. Effettuare una differenziazione attenta dei rifiuti
15. Piantare vitigni autoctoni per almeno la metà della superficie vitata totale
LE AZIONI DI SOSTENIBILITA’ SOCIALE DEL MANIFESTO DEL CHIANTI CLASSICO
1. Fra i dipendenti della propria azienda avere almeno il 20% di persone residenti nel territorio
2. Fra i fornitori di beni e servizi della propria azienda avere il 20% con base operativa nel territorio
3. Impiegare persone svantaggiate (con disabilità) in maniera maggiore rispetto alla percentuale obbligatoria per legge
4. Ancora per l’inclusione sociale, spero che i sottoscrittori del Manifesto aderiscano anche alla Certificazione di Genere prevista dalla legge 162 del 5 novembre 2021 che riguarda le aziende dove le donne hanno una situazione di parità
AZIONI PER LA SOSTENIBILITA’ CULTURALE DEL PATRIMONIO MATERIALE E IMMATERIALE
1. Investire nella salvaguardia e nel restauro di edifici esistenti da oltre 100 anni
2. Effettuare interventi per mantenere parchi, giardini, alberature, siepi, muri a secco e atri elementi per paesaggio storico
3. Preservare la rete stradale interpoderale e in generale strade e sentieri a sterro
4. Compiere azioni utili a salvaguardare gli alberi centenari e le alberature storiche
5. Coltivare specie vegetali identitarie specialmente se in estinzione
6. Salvaguardare le pratiche agricole identitarie come ad esempio di viti maritate
7. Mantenimento del sistema della villa fattoria senza compiere azioni che ne compromettano la percezione d’insieme
8. Nella scelta delle essenze per le coltivazioni agricole, i parchi e i giardini privilegiare le essenze autoctone e puntare alla biodiversità.
9. Io aggiungerei evitare l’inquinamento luminoso limitando le fonti di luce visibili da oltre un km di distanza
10. Un altro bene immateriale è la tradizione gastronomica e quindi chiederei anche di valorizzare il ricettario locale usando i piatti locali in abbinamento con i propri vini






