Vino, studi, news, gossip

TURISMO ENOGASTRONOMICO PALADINO DELLE BIODIVERSITA’

 ROBERTA GARIBALDI SPIEGA COME IL TURISMO ENOGASTRONOMICO SALVAGUARDI LA BIODIVERSITA’, L’ARITIGIANATO ALIMENTARE TRADIZIONALE E LE RICETTE DEI BORGHI

Turismo enogastronomico paladino della biodiversità

Turismo enogastronomico paladino della biodiversità

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ad Amsterdam il piano per contrastare il turismo “mordi e fuggi” si chiama “stay away” cioè non venire. L’overtourism soffoca i centri storici e complica la vita dei residenti anche in Italia. Anzi forse la situazione di Venezia, Roma, Firenze … è peggiore di quella di Amsterdam.
Il turismo enogastronomico può aiutare a decentrare i flussi e a destagionalizzarli. Ma perché trasformi il turismo in strumento di sviluppo territoriale, in una forma sostenibile, va guidato a livello nazionale e locale. Altrimenti cannibalizza in pochi anni i piccoli centri dove nascono le eccellenze agroalimentari.
Roberta Garibaldi ci propone una lucida analisi di opportunità e rischi nel suo “Rapporto Turismo Enogastronomico e Sostenibilità” partendo da un assunto fondamentale: il turista stesso vuole la salvaguardia dei luoghi che visita << contribuisce ad accrescere l’attrattività della destinazione e la reputazione delle produzioni locali, crea ricchezza diffusa e nuove opportunità per le filiere del turismo e dell’agricoltura, sostiene processi di riscoperta, tutela e valorizzazione del patrimonio enogastronomico, aumenta la qualità e la sicurezza del cibo favorendo un approccio carbon neutral>>.

MONITO AGLI AGRICOLTORI CHE USANO PESTICIDI

GRANDI ACCUSATI IL GLIFOSATO E I FUNGICIDI. I PESTICIDI USATI NELLE VIGNE SONO IN QUANTITA’ COSI’ ALTA CHE I BAMBINI RESIDENTI VICINO RISCHIANO LA LEUCEMIA

 

i vigneti francesi coprono il 3,7% della superficie agricola e consumano il 20% dei fitofarmaci

i vigneti francesi coprono il 3,7% della superficie agricola e consumano il 20% dei fitofarmaci

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

I bambini che vivono vicino ad un’area vitata hanno un rischio maggiore di ammalarsi di leucemia
Ancora una volta è la Francia che coraggiosamente mette nero su bianco l’effetto dei pesticidi sulla salute umana e soprattutto su quella dei bambini. Lo studio dell’Agenzia Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria punta l’indice sulle grandi superfici vitate.
Nel 2015 e poi nel 2018 il canale televisivo France 2  aveva presentato accurate indagini sugli effetti dei pesticidi usati nei vigneti sulla popolazione residente e soprattutto sui bambini. Ora sono il Cress (Inserm et Université Paris Cité  ) e l’Agenzia Nazionale di Ricerca Medica e Sanitaria Inserm a presentare le loro indagini sugli effetti dei pesticidi. Questa volta non ci sono più dubbi. 

FORCHETTA UTENSILE DIABOLICO DALLA STRANA STORIA

VI RACCONTO LA CURIOSA VICENDA DELLE FORCHETTE: BANDITE DAI CONVENTI FINO AL ‘700, SI MODIFICANO NELLA FORMA ATTUALE A 4 PUNTE PER MANGIARE GLI SPAGHETTI

 

antiche forchette con manico in legno

antiche forchette con manico in legno

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Da ora in poi, ogni volta che userete la forchetta saprete che in questo umile oggetto ha una storia lunga e complicata ma è anche un vanto italiano.

 

ENOFICE IL NUOVO MAGAZINE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA CIRCOLI ENOGASTRONOMICI

Marco Porzio e Franco Mioni mi mandano la nuova rivista ENOFICE (FICE Federazione Italiana Circoli Enogastronomici) che fa capo alle 140 Confraternite Enogastronomiche italiane. Sodalizi di amatori e professionisti che, in certi casi, affondano le loro origini nelle corporazioni e le consorterie medioevali. << Sfogliando le pagine trovate notizie storiche, attualità e descrizioni riguardanti prodotti tipici, ricette, organizzazioni, manifestazioni e convegni>> oltre alle notizie sulle associazioni di tutta Italia. Ovviamente io ho sfogliato trovando un piccolo gioiello che vorrei condividere con voi: la storia della forchetta.
L’articolo è costruito come <<Intervista del Cavalier De Gustibus>> ed è particolarmente ameno.

IL SEMAFORO DELLA SOSTENIBILITA’ DEL VINO

SI CHIAMA PLANET SCORE ED E’ FRANCESE. I COLORI VANNO DAL VERDE AL ROSSO PER INDICARE USO DI PESTICIDI, RISPETTO DELLA BIODIVERSITA’ E IMPEGNO SUL CLIMA CIOE’ CO2

 

certificazioni francesi a semaforo planet score

certificazioni francesi a semaforo planet score

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il progetto Planet-Score ha l’obbiettivo di evidenziare nell’etichetta il livello di rispetto ambientale del vino. E’ dell’Istituto per Agricoltura e l’Alimentazione Biologica (Itab) francese ed è già stato adottato dal prestigioso Château de Sérame nelle Corbières. Si tratta di un’azienda del gruppo Famille d’Exéa che coltiva 240 ettari di vigneti biologici.

 

PLANET SCORE SENAFORO PER LA SOSTENIBILITA’ DEL VINO

L’idea del Planet score è buona ma la grafica richiama il famigerato “Nutri score” boicottato da noi italiani perché, all’inizio, metteva l’olio extravergine fra gli alimenti poco salutari e promuoveva le merendine. In un secondo momento ha attaccato il vino mettendolo in colore nero contraddistinto dalle F come fosse velenoso. Il sistema a semaforo è talmente simile che i consumatori potrebbero davvero scambiare il Nutri score con il Planet score. Del resto le recenti indagini hanno dimostrato che solo un italiano su tre riconosce il marchio Biologico con la fogliolina.

LA PACE AIUTA IL TURISMO

IL GLOBAL PEACE INDEX CON GLI STATI PIU’ SICURI MOSTRA COME LA PACE INFLUENZI IL TURISMO. ITALIA AL 34° POSTO E UK AL 37° MOLTO MALE LA FRANCIA AL 67°

global pace index 2023

global pace index 2023

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

 

C’è una relazione fra sicurezza e turismo? Ovviamente il turista cerca luoghi belli, dove godersi la natura, la cultura, lo sport, i piaceri della tavola … ma non può vivere queste esperienze se ha paura della criminalità, della guerriglia urbana o della guerra. Quindi la pericolosità cambia la mappa del turismo come ha ben evidenziato Italia a Tavola in un suo interessate articolo.
Per questo la classifica dei Paesi più sicuri del Global Peace Index su 162 nazioni del mondo, è un indicatore che influenza tour operator e turisti nella scelta delle loro destinazioni. L’indice usa 22 indicatori: dalle relazioni con gli stati confinanti alla stabilità politica, dal numero di omicidi e crimini pro capite al livello dei diritti umani. E’ considerato molto attendibile ed è prodotto dall’Institute for Economics and Peace (IEP).
Nel 2023 per l’ottavo anno consecutivo il Paese più sicuro del mondo è l’Islanda. Si tratta di un Paese isolato, con poca popolazione, pochissimi crimini, bassissime tensioni interne e esterne.

GLI ESPLORATORI DEL GUSTO E I CIBI SUPER ESCLUSIVI DI MILANO GOLOSA

DALLA NUOVA MODA DEI CIBI RARI, DIVERSI E COSTOSI ALLA NECESSITA’ DI DIVENTARE TUTTI ESPLORATORI DEL GUSTO SCOPRENDO PRELIBATEZZE LOCALI A BUON MERCATO

Turismo del gusto e cibi rari

Turismo del gusto e cibi rari

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Parto dal delizioso articolo di Gambero Rosso Today sulle specialità alimentari più buone e straordinarie presenti al Palazzo del Ghiaccio di Milano, durante Milano Golosa, dove esponevano un centinaio di selezionatissimi produttori di food, vino, birra e altre bevande. La chiave di lettura di questo elenco strabiliante è la matrice artigianale e agricola ma con <<proposte che innovano l’identità del cibo italiano lavorando su processi, varietà, sostenibilità, con risultati di assoluto rilievo>>.

 

 

I CIBI PIU’ STRAORDINARI DI MILANO GOLOSA

Ed ecco un super riassunto delle prelibatezze segnalate da Gambero Rosso Today dove le descrizioni sono più lunghe e divertenti.
Panettone made in Campania fatto con alghe di mare e burro di Normandia
Cioccolato di Alessio Tessieri che coltiva in Venezuela varietà desuete e poco produttive come il Porcelana. Ancora nel cioccolato Noalya, (Ponsacco PI) proveniente da una finca con 15 contadini. Fattoria Donna Tina a Stigliano (MT) azienda bio che alleva asini per produrre cioccolato con il loro latte.

TURISMO GASTRONOMICO 2023 NOTIZIE DAL MONDO

OGNI TURISTA E’ RESPONSABILE DI 32kg DI SPRECHI ALIMENTARI MA PUO’ DIVENTARE ILDIFENSORE DELLE TIPICITA’ LOCALI E DELLA BIODIVERSITA’ SE QUALCUNO LO INFORMA

turismo enogastronomico rapporto 2023 Roberta-Garibaldi

turismo enogastronomico nel mondo 2023 Roberta-Garibaldi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Roberta Garibaldi come sempre, ci aiuta a vedere più lontano e più ad ampio raggio. E’ lei a diffondere in Italia gli esiti dell’ottavo Forum Mondiale sul Turismo Gastronomico dell’Organizzazione Mondiale del Turismo-UNWTO.

Le nuove frontiere del turismo sono la tutela dei piccoli produttori e del patrimonio di saperi e sapori che custodiscono, il contrasto all’omogeneizzazione dei consumi e il sostegno alla sostenibilità e alla biodiversità agricola, infine le nuove tecnologie.

 

OFFERTA: DALLA TOSCANA 6 BOTTIGLIE DI OLIO EXTRA-VERGINE DI OLIVA BIO

La nuova offerta con Olio EVO blend e 2 monocultivar della Fattoria del Colle direttamente a casa vostra per piatti gustosi e salutari

3 bottiglie Olio Evo BIO 2023 da 0,750, 1 bottiglia ciascuna di Olio Evo BIO 2023 Correggiolo, Moraiolo e blend da 0,500 a 134,00€

 

UNA PRODUZIONE LIMITATISSIMA MA DI ALTA QUALITA’ .

Olio EVO blend e 2 monocultivar della Fattoria del Colle

Offerta- Olio EVO blend e 2 monocultivar della Fattoria del Colle

Nel 2023 la produzione in quantità è stata bassa rispetto al solito, ma la resa per quintale più alta! L’allegagione delle olive è avvenuta in ritardo a causa delle piogge, ed anche i periodi caldi e siccitosi che sono seguiti hanno ridotto la produzione facendo cadere una parte delle olive

L’olio 2023 ha profumi di erba tagliata ed in bocca è poco amaro e un po’ piccante. Ideale per rendere più gustosi un piatto di pasta, una zuppa Toscana ma anche una pizza.

GLI OLIVETI DELLA FATTORIA DEL COLLE

La Fattoria del Colle si trova in una zona famosa per la qualità del suo olio extravergine. Trequanda, dove si trova la fattoria, è stata inscritta nel registro dei “Paesaggi rurali di interesse storico” proprio grazie agli oliveti che coprono le sue colline. Qui abbiamo 6 ettari di oliveti di varietà correggiolo (frantoio) e moraiolo e qualche olivastra che producono olii TOP .

INSIEME ALLE BOTTIGLIE DI OLIO UN RICETTARIO CON I PIATTI TIPICI DELLA ZONA

In regalo un opuscolo con le ricette della tradizione locale antipasti, primi piatti, secondi piatti e dolci, inoltre vi trovate anche qualche ricetta di nuova creazione degli chef della Fattoria del Colle e anche di Donatella! Inoltre aggiungiamo la ricetta del “passato di ceci” il migliori piatto  per gustare l’olio EVO appena arrivato dal frantoio.

LE VIGNE BIO SONO LE PIU’ SOSTENIBILI?

DOPO LA DIFFICILISSIMA ANNATA 2023 MOLTI SI CHIEDONO SE IL PROTOCOLLO BIO SIA LA STRADA GIUSTA PER TUTELARE L’AMBIENTE O SERVA INVECE RIDURRE RAME E TRATTORI

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di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Sullo sfondo ci sono i problemi mondiali: gli 8 miliardi di abitanti del pianeta che bisogna sfamare e difficilmente avranno cibo con le coltivazioni bio che riducono la resa produttiva. Il contrasto al cambiamento climatico che impone di ridurre le emissioni di CO2 mentre il sistema BIO costringe a passare nei vigneti moltissime volte con i trattori.
Nel 2030 l’Europa dovrà avere il 30% di coltivazione biologica e la viticultura italiana è vicinissima a questo obiettivo, ma i problemi ci sono e forse il BIO, così come è strutturato adesso, non è in grado di risolverli. Per questo si è aperto un dibattito che WineMeridian ha raccontato in modo efficace.

 

MEGLIO LA FOGLIOLINA VERDE DEL BIO O L’APE SOSTENIBILE?

La fogliolina verde o l’ape? La viticoltura biologica è più impattante di quella sostenibile?
Il ritorno al convenzionale, almeno per vignaioli BIO come me, è fuori questione. Io ho visto migliorare la qualità della mia uva e la salute delle mie viti e non intendo tornare indietro anche perché inorridisco di fronte alla politica che rinvia il divieto d’uso dei diserbanti – il famigerato glifosato- che sono fra le sostanze più nocive per la terra, l’acqua e la salute umana.
Tuttavia è giusto porsi il problema e, dopo un’annata come la 2023, chiedersi se sia utile lasciare così tanto rame nel terreno e così tanta CO2 nell’aria a causa del gran numero di trattamenti e quindi di passaggi nei vigneti con i trattori.

 

100 CALORIE PER BICCHIERE DI VINO FANNO PAURA?

PER I VINI PRODOTTI DALLA VENDEMMIA 2024 ANDRANNO INDICATE LE CALORIE IN ETICHETTA E MOLTI SI CHIEDONO COME REAGIRANNO I CONSUMATRI E SOPRATTUTTO LE CONSUMATRICI

calorie e allergeni nell'etichetta del vino e il resto in un QrCode

calorie e allergeni nell’etichetta del vino e il resto in un QrCode

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Per il vino, in realtà si tratta solo di un adeguamento a quello che è già obbligatorio per gli altri alimenti: inserire allergeni e calorie in etichetta e aggiungere un Qr-Code con tutto il resto.

 

NUOVE ETICHETTE DEL VINO DALLA VENDEMMIA 2024

I consumatori vedranno una lettera E con accanto le calorie per 100 ml e poi un elenco di ingredienti o coadiuvanti usati in cantina, ad esempio anidrite solforosa, bisolfito di potassio, albumina d’uovo, caseina … con il telefono sarà invece possibile ottenere la tabella nutrizionale su 100 ml: grassi totali, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

 

COME SI CALCOLANO LE CALOREIE DEL VINO E QUANTE NE CONTIENE UN BICCHIERE

Tornando alle calorie il calcolo è basato su un grammo di alcol che è pari a 7 kcal e sull’alcol ha un peso specifico di 0,79 Kg. Quindi la formula per un vino con il 13% di alcol è la seguente 0,79 x 130 x 7= 718,9 calorie per un litro. Dividendo le calorie per 6,6 bicchieri da 150 ml avremo circa 108,7 calorie a bicchiere. Andando ancora più sul pratico e dividendo la bottiglia da 750 Cl fra due persone troviamo circa 280 calorie a testa che non è una cosa spaventosa. Tutto sommato sono proprio le 718,9 calorie scritte in etichetta che spaventano.

 

PRODUTORI DI VINO SENTINELLE DEI TERRITORI

LE DONNE DEL VINO RIVELANO IL RUOLO PROTAGONISTA DELLA GENTE DEL VINO NELLA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO CULTURALE E PAESAGGISTICO DEI TERRITORI IN CUI OPERANO

 

Stefania Saccardi Daniela Mastroberardino, Donatella Cinelli Colombini Donne del Vino

Stefania Saccardi, Daniela Mastroberardino, Donatella Cinelli Colombini Donne del Vino

Per la prima volta la “gente del vino” mostra il suo volto di custode e valorizzatore del contesto in cui opera inteso come storia locale, architetture, paesaggio, cultura materiale legata all’enologia e agli alimenti. Nessun altro comparto produttivo ha una simile attitudine nella salvaguardia del proprio territorio.

 

LA GENTE DEL VINO PALADINI DEI LORO TERRITORI

Basti pensare che in Italia vengono cementificati due m2 di suolo al secondo e invece il 44% di chi ha un’impresa nel vino è in edifici storici e tutti (96,6%) ritengono necessario restaurare le costruzioni antiche piuttosto che costruirne di nuove. Infatti il 44,7% del campione intervistato ha ripristinato edifici preesistenti e per farlo ha usato soprattutto (56,1%) imprese del posto. <<Un segno di speranza in un Paese dove le alluvioni vengono amplificate da un eccessivo sfruttamento del suolo e i “non luoghi” sono sempre più diffusi >> dice la presidente delle Donne del Vino Daniela Mastroberardino <<resta da vedere se il campione di 237 socie in tutte le regioni italiane (l’associazione è composta da professioniste con ruoli dirigenti in cantine, ristoranti, enoteche e poi sommelier, consulenti, comunicatrici…) corrisponde a un’uguale attitudine virtuosa dei colleghi maschi, ma vogliamo sperare di si>>.

 

 

 

 

MOET CHANDON IL SUPER BRAND DELLO CHAMPAGNE

1.150 ETTARI DI VIGNETI, 28 KM DI GALLERIE SOTTERRANEE, 60 MILIONI DI BOTTIGLIE E IL PRIMATO COME BRAND DEL VINO PIU’ CONOSCIUTO NEL MONDO. E’MOET CHANDON

vero Moët Chandon

Moët Chandon maggior brand del vino del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Chi non conosce Moët & Chandon? Insieme a Dom Perignon è il primo nome che viene in mente pensando allo Champagne, se consideriamo che i due marchi sono una cosa sola immaginiamoci la forza di questo brand.

Si trova ad Épernay ed è una delle maison più grandi e più antiche. Fu fondata nel 1743 da Claude Moët ma è stato il nipote Jean-Remy Moët a portarla al successo internazionale. Ha superato i turbolenti periodi della rivoluzione e delle guerre napoleoniche, la crisi della fillossera per la quale fu trovato il rimedio proprio in Champagne …
Nel 1927 acquisì il marchio Dom Perignon padre delle bollicine francesi e nel 1971 Moët & Chandon si fuse con Hennessy Cognac e con Louis Vuitton, per diventare, nel 1987 LVMH -Louis-Vuitton-Moët-Hennessy- la più grande multinazionale del lusso.
Oggi il gruppo possiede numerosi altri celebri brand del vino come Krug, Ruinart e Veuve Clicquot nello Champagne, Château Cheval Blanc a Bordeaux e Cloudy Bay in Nuova Zelanda e Cape Mentelle nell’Australia occidentale. Nel corso degli anni Moët & Chandon è cresciuta fuori dello Champagne continuando a produrre bollicine con l’etichetta Chandon in California , Argentina , Brasile, Australia e più recentemente in vigneti di India e Cina.

LA TOSCANA DEI BORGHI

DONATELLA CINELLI COLOMBINI FIRMA UNO DEI PEZZI INTRODUTTIVI ALLA NUOVA GUIDA DI REPUBBLICA AI BORGHI TOSCANI E SPIEGA IL PERCHE’ DELLA LORO ECCEZIONALITA’

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-Uno dei borghi più belli della Toscana

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Toscana terra di campanili orgogliosamente diversi e orgogliosamente attaccati al loro nobile passato.
In Toscana la percentuale di popolazione che vive nei borghi è maggiore che altrove. Circostanza questa che gli economisti e molti amministratori locali non apprezzano perché la produzione di ricchezza è più alta nelle città mentre i costi dei servizi, come istruzione, trasporto pubblico, sanità … sono più sostenibili negli insediamenti grandi.
Tuttavia la bellezza dei paesi toscani e della campagna che li circonda è talmente alta che viverci viene ritenuto un privilegio. La qualità della vita nei borghi comprende anche i ritmi di vita più lenti, l’alimentazione più sana e soprattutto l’appartenenza a una certa comunità con il suo tessuto di relazioni sociali e di sostegno reciproco.
In Toscana la densità di piccole città d’arte è impressionante. Un carattere che si origina da peso della cultura nel governo toscano e dal mecenatismo che è continuato dal medioevo fino al 1860 ed ha arricchito le città e i paesi di capolavori d’arte meravigliosi. Un patrimonio diffuso che si è conservato intatto nel tempo. Questa circostanza richiede una riflessione sugli effetti della crisi demografica degli anni sessanta del Novecento e dal successivo boom turistico.

ANTINORI I CAPITANI CORAGGIOSI DEL VINO ITALIANO

ANTINORI VINATTIERI A FIRENZE DAL 1384 INVESTONO UN MILIARDO DI DOLLARI NELLA CANTINA CALIFORNIANA STAG’S LEB E CREANO UNA PROPRIA RETE DI IMPORTAZIONE IN USA

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

Wine-Manager-Renzo-Cotarella-con-Piero-Antinori

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ho sempre ammirato Piero Antinori come uno degli imprenditori italiani più geniali. Quando parlavo di lui con Giacomo Tachis mi diceva <<il padre era anche meglio>> e io mi convincevo dell’esistenza di una specie di “gene del winebusiness” che i marchesi fiorentini possedevano in modo superiore alla media. Circostanza che mi è stata confermata dalle ottime performance della figlia Albiera nel consorzio di Bolgheri. Il gene ha infatti una caratteristica speciale: l’effetto diffuso, cioè crea beneficio alla loro azienda ma anche a tutte quelle intorno. Pensate al fenomeno Supertuscan, che li ha visti protagonisti, e ha rilanciato il vino toscano nei mercati internazionali, oppure all’effetto tonico della spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico sull’intera denominazione e sul turismo del vino in Toscana.

COME TROVARE LAVORO NELLE AZIENDE DEL VINO

CONSIGLI PRATICI PER CHI VUOLE LAVORARE IN CANTINA: AGENZIE DI CACCIATORI DI TESTE, COME SCEGLIERE LA CANTINA E IL CANDIDATO GIUSTI, CV E COLLOQUIO DI ASSUNZIONE

Lavorare nel vino- le figure più richieste sono addetti al commerciale, marketing, comunicazione e turismo

Lavorare nel vino- le figure più richieste sono addetti al commerciale, marketing, comunicazione e turismo

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il vino è uno dei settori più in salute dell’economia italiana. Ha superato con qualche acciacco un 2023 di alluvioni, peronospora e crisi mondiale dei consumi…. e guarda con fiducia al futuro rafforzando investimenti e assumendo personale.
In un Paese con tanti giovani disoccupati le cantine dovrebbero trovare agevolmente nuovi addetti da assumere …. invece, spesso, è proprio l’impossibilità di trovare sufficienti risorse umane che frena lo sviluppo delle imprese del vino.
Una difficoltà che forse parte da un equivoco. E’ una convinzione generale che le imprese del vino assumano quasi solo figure collegate alla produzione e quindi agronomi o enologi, invece le cantine cercano soprattutto addetti al commerciale, alla comunicazione e marketing e ai servizi turistici.
Incredibile ma vero sono i giovani con perfetta padronanza dell’inglese, buone competenze in marketing, comunicazione digitale e management, almeno un’infarinatura di ragioneria …. quelli con il profilo professionale più richiesto. Se poi c’è anche un diploma da sommelier o WSET …. allora è proprio il top.

                                                                       
Cinelli Colombini
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